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DIVERSIT À CULTURALI E IDENTIT À MULTICULTURALI

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSIT À CULTURALI E IDENTIT À MULTICULTURALI. DIVERSIT À CULTURALI E IDENTIT À MULTICULTURALI. Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀMULTICULTURALI.

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀMULTICULTURALI

  • Oggi si sta diffondendo il fenomeno delrevival etnico,
  • quale presa di coscienza sempre più forte della
  • propria appartenenza culturale
  • Riscoperta dell’IDENTITÀ ETNICA PERDUTA
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

L’Incontro tra diverse comunità culturali, pone l’esigenza di definire uno SPAZIO INTERCULTURALE, spazio articolato, frammentato e in continua evoluzione, in cui si creano i vincoli e le opportunità per il riconoscimento, per il contatto e per l’incontro (scontro) tra persone e gruppi di differenti comunità culturali

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Ci si orienta alla creazione e sviluppo di un’identità multiculturale caratterizzata da un’attività di una mente umana multiculturale e dalla creolizzazione dell’identità

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

LE CULTURE FRA MACRO E MICRO

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Livelli di distribuzione della cultura

  • La cultura ha una distribuzione pervasiva a tutti i livelli dell’esistenza umana. Essa si distribuisce su tre livelli:
  • individuo (idiosincratico)
  • gruppo (comunità stabile)
  • umanità (universale)
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

IDIOCULTURA

Ogni soggetto ha la sua cultura, in base alla sua enciclopedia delle conoscenze e delle credenze, alla storia delle sue esperienze, emotive e sociali e alla rete dei suoi rapporti interpersonali

L’idiocultura costituisce l’ “involucro culturale” che circonda e segue ovunque la persona

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

MICROCULTURA

I membri di una comunità culturale vengono a condividere nel tempo conoscenze, valori, pratiche ed esperienze simili, quindi assumono una prospettiva condivisa

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

MACROCULTURA

È ciò che l’umanità ha in comune, gli aspetti universali. In quest’ambito rientrano, ad esempio, un insieme di competenze, di procedure e tecniche come l’uso del fuoco, cuocere il cibo, strumenti d’igiene personale e cura, far di conto, elaborare mappe territoriali

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Tra ecumene globale e comunità locali

CULTURA

Oscillazione tra:

locale

globale

Culture multiple: generate dall’impatto dei processi di globalizzazione sulla realtà locale

Ad esempio: la globalizzazione dei mercati; omogenizzazione culturale

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Il contesto internazionale, d’interdipendenza e di scambi di artefatti (beni e servizi) e d’informazioni (Hannerz, 1992) sta generando una sorta di ECUMENE GLOBALE. Il concetto di ecumene globale rimanda all’atteggiamento delcosmopolitanismo, atteggiamento psicologico di apertura mentale ed estetica nei confronti di esperienze culturali divergenti

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Il flusso culturale che si muove dal CENTRO (mondo maggioritario) alla PERIFERIA (mondo minoritario) conduce a:

  • omogeneizzazione culturale
  • etnocidio delle culture
  • occidentalizzazione dell’umanità
  • deculturazione
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Il flusso culturale si muove anche dalla PERIFERIA al CENTRO: il mercato globale infatti tende a stimolare una relazione stretta tra offerta globale e domanda locale

Si è fondato il neologismo di GLOCALE e di GLOCALIZZAZIONE, che esprime la tendenza di sintesi tra globale e locale

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

DIVERSITÀ CULTURALI

Paradosso della cultura: la cultura serve in modo primario a organizzare e a gestire le differenze a qualsiasi livello, ma è anche fattore di differenziazione e di discriminazione

Il concetto di confine culturale

Un concetto psicologico chiave è quello di confine culturale, concetto che rimanda al termine “frontiera”

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

CONFINE

Limite, contiene e distingue

Il confine ha la duplice funzione psicologica di racchiudere (di de-finire) una certa cultura e di distinguerla dalle altre. Chi è oltre il confine è l’estraneo, verso cui si sviluppano atteggiamenti di:

xenofilia:

lo straniero è oggetto di attrazione

xenofobia:

lo straniero è rifiutato

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Il Confine culturale è un luogo in bilico fra difensiva e offensiva, che conducono a una condizione mentale di diffidenza e circospezione prevenzione cognitiva e affettiva per lo straniero

Ciò rimanda all’atteggiamento psicologico dell’indifferenza.

In ottica negativa: è l’apartheid, inteso come attenzione di difesa a non mescolarsi e a non contaminarsi con l’altro, come se fosse impuro e fonte di contaminazione

In otticapositiva: può generare una predisposizione positiva e favorevole verso gli estranei, alla radice del desiderio di “essere lasciati in pace” (es. differenza nella lingua malese tra kami (noi esclusivo) e kita (noi inclusivo)

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Il concetto psicologico di confine culturale implica il vincolo di fedeltà: si deve aderire alle credenze, ai valori e alla prassi della cultura praticata entro i confini. È un patto di alleanza fra sé e la comunità di riferimento

è quindi un confine interiore

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Il confine può diventare

instabile:

può essere confuso, labile e lacunoso. Appare evidente nelle regioni geografiche dove c’è un alto livello d’interazioni tra popolazioni con cuture diverse. Es. Melilla (Marocco) - comunità spagnola e marocchina -

barriera:

ribadisce l’unicità e l’esclusività della propria cultura. Si assume una posizione d’intangibilità culturale per isolarsi, creando impenetrabilità e incomprensione. Es. Giappone

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Il confine culturale come frontiera: luogo di passaggio, di incontro o scontro. È la soglia attraverso cui si entra in contatto con l’altro. Uno spazio di incontro (scontro) tra due identità, generata dalla contiguità fra due identità culturali diverse, la propria e quella dell’altro. Si crea una situazione di scambio dove sono più probabili e facili i processi d’importazione e di esportazione di modelli culturali di vita e di pratiche quotidiane in una condizione d’influenza reciproca

La frontiera culturale è dinamica e mobile, in continuo movimento e di natura contingente

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Le ragioni delle diversità culturali

Natura relazionale delle differenze: le diversità culturali non sono generate dall’isolamento dei vari gruppi umani, bensì dalla loro interazione e dai loro scambi (Barth, 1969)

1) Le diversità culturali sono evidenza della creativitàumana, quale capacità di trovare soluzioni innovative per la propria esistenza. La creatività culturale è la competenza di fronte a qualcosa di nuovo e imprevisto, partendo da componenti già presenti e disponibili nell’ambiente

È un processo Bottom-Up(dal basso), alla cui base troviamo la curiosità, la voglia di esplorare, l’esigenza di non accontentarsi

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

2)Principio di equità: ogni popolo e ogni gruppo umano ha diritto alla propria cultura, che definisce l’“identità culturale” dell’individuo e il “patrimonio culturale” del gruppo

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Non ci troviamo di fronte a una teoria del mosaicoculturale, secondo cui le innumerevoli culture umane coesistono una accanto all’altra, come tasselli di un mosaico (Hannerz, 1992). Le culture non sono entità definite da confini precisi, eterogenei e separati tra loro

Di contro, le culture procedono in modo casuale, generate dall’immenso e continuo flusso d’interazioni e di scambi

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Il principio di equità culturale implica la possibilità di scegliere la propria cultura e di aderirvi, ma garantisce anche la libertà di convertirsi e di seguire una cultura diversa da quella di origine

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3) Le diversità culturali sono giustificate e spiegate dall’esigenza di conseguire forme elevate ed efficaci di adattamento all’ambiente

Ogni popolazione locale tende a elaborare forme culturali che ottimizzino le opportunità e i vincoli dell’ambiente (nicchie culturali). Ogni cultura costituisce un repertorio unico di riposte al propriohabitat e indica la sintesi degli apprendimenti e delle esperienze fatte a questo riguardo, nel rispetto dei vincoli ecologici

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4) Le diversità culturali servono a mitigare forme di dipendenza economica e politica. Esse svolgono una funzione di resistenza culturale (Hannerz, 1996) per bilanciare i fenomeni di asimmetria del potere oggi esistenti nel mondo, soprattutto in direzione dal centro alla periferia

5) Le diversità culturali vanno incontro all’esigenze della curiosità a livello cognitivo ed estetico: le altre culture sono oggetto di fascino per se stesse, degni di esplorazione e di studio

Le diversità culturali sono legittime in quanto sono a fondamento della propria identità personale, sociale e culturale. Esse non sono né assolute né atemporali

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IDENTITÀ MULTICULTURALE

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La mente multiculturale

Per sua natura la mente umana è multiculturale, in quanto è in grado di appropriarsi di modelli culturali anche divergenti e di farli coesistere, ricorrendo a meccanismi di separazione (nel tempo e circostanze) o d’integrazione. Essa è altresì in grado di commutare dai modelli previsti da una cultura ai modelli previsti da un’altra. Per fare ciò si utilizzano gli indizi che il contesto offre, i quali aiutano nella scelta del percorso culturale da seguire, adattandosi alle aspettative sociali e relazionali in corso, nonché mostrando la propria competenza culturale

Accanto a modelli culturali impliciti e inconsapevoli, esistono anche modelli espliciti e consapevoli, che possono essere governati dal soggetto a seconda della situazione

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

La cultura è una rete flessibile di conoscenze, di categorie e di modelli dominio-specifici, connessi a determinati contesti

La mente umana è un habitat di significati che sono attinti da varie fonti e matrici culturali, anche antitetici tra loro. I costrutti conflittuali, seppure co-presenti nella mente del soggetto, non possono tuttavia guidarne la condotta nello stesso tempo

Si applicano in modo pertinente, i modelli culturali consonanti con un certo contesto culturale(ciò, ad esempio, si verifica nelle regioni di confine dove sono frequenti i fenomeni di biculturalismo o in paesi dove coesistono due culture - Canada; Hong Kong)

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

  • La transazione da una forma culturale a un’altra è governata dall’accessibilità mentale degli schemi e dei modelli per interpretare una certa situazione:
  • quanto più una categoria mentale è accessibile, tanto più essa serve a spiegare e a rendere intelligibile un evento
  • la frequenza di attivazione di un certo modello o schema mentale, la facilità di reperimento in memoria e i fattori di facilitazione (priming semantico) rendono determinate categorie più accessibili
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

momentanea: connessa con elementi contingenti di associazione

L’accessibilità può essere:

permanente

Il concetto di accessibilità rappresenta una conferma della doppia natura della cultura: interna (modelli culturali nella mente dei soggetti) ed esterna (insieme di pratiche, rituali, espressioni sociali e pubbliche)

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La creolizzazione dell’identità culturale

Le società contemporanee sono sempre più pluraliste.

Questa condizione di eterogeneità culturale rimanda al concetto di etnia (dal greco ethnos = popolo)

Gruppo etnico: gruppo umano circoscritto, dotato di una irriducibile identità linguistica, storica, religiosa e valoriale, visibile mediante una serie codificata di simboli e di rituali

È una classificazionedi tipo cognitivo e assolutamente non basata su aspetti genetici. Non ci sono definizioni oggettive per l’appartenenza a un gruppo, tuttavia ciò non impedisce che i soggetti si percepiscano come “suoi membri”

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Identità

Interna o performativa:

dipende dalla percezione e dalle credenze dei soggetti che si sentono parte di un gruppo

Esterna o sostanziale:

richiede la presenza di criteri oggettivi di appartenenza a un gruppo etnico o culturale, imposti dall’esterno

Identità culturale: non è imposta dall’esterno, ma nasce dall’interno, sulla base di una convinzione soggettiva di aderire e di condividere i sistemi di credenze, di valori e di pratiche di una certa comunità

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

  • Duplice fondamento dell’identità culturale:
  • IDIOMATICO: insieme di significati e di valori che in modo autonomo un gruppo umano ha elaborato e in cui crede
  • POSIZIONALE: l’identità del proprio gruppo ha una natura relazionale per contrasto e opposizione all’identità di altri gruppi
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

contestuale: è definita ed espressa in modo contingente, in base al contesto

L’identità culturale è di natura:

contaminata: è il risultato del processo di “contaminazione” con aspetti e qualità provenienti da altre culture

L’identità culturale è MULTICULTURALE

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

SPAZIO INTERCULTURALE E ACCULTURAZIONE

Lo spazio interculturale è il luogo psicologico in cui le persone, portatrici delle loro forme culturali, si conoscono, incontrano, scontrano, mescolano od oppongono i loro atteggiamenti e credenze, si urtano o s’integrano.

È il luogo dove si elaborano le premesse per i futuri assetti e le prossime composizioni culturali

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

La costituzione di uno spazio interculturale, implica il superamento di qualsiasi forma di culturalismo, quale reificazione delle espressioni e delle configurazioni culturali e come processo di distinzione e di differenziazione precisa fra le varie culture

Il culturalismo, forma estrema del fondamentalismoculturale, stabilisce confini netti e robusti tra culture e può essere premessa del razzismo

Il diritto alla diversità diventa il diritto primario alla difesa della propria unicità, con la conseguente esclusione ed espulsione di tutto ciò che è estraneo e diverso

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Il processo di acculturazione

Le società multiculturali sono società in cui convivono diverse comunità culturali, ognuna coi propri valori, di pratiche, di credenze e di mezzi linguistici e comunicativi

Queste società affrontano la difficoltà di integrare la comunità maggioritaria (“le persone che sono sempre state lì”), e le altre comunità minoritarie (“le persone che in modo volontario o per ragioni di forza maggiore provengono da altre comunità culturali”)

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Il rapporto fra le varie culture, interessa il fenomeno dell’acculturazione, intesa come l’insieme dei cambiamenti che derivano dai contatti diretti fra persone e gruppi appartenenti a culture diverse

  • Le variabili coinvolte nel processo di acculturazione possono essere:
  • la mobilità, frequenza degli spostamenti culturali
  • la volontarietà del passaggio a una diversa cultura
  • il legame con il paese d’origine
  • gli atteggiamenti dei gruppi immigrati nei confronti della comunità ospite
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  • La condizione di acculturazione implica una serie di cambiamenti esistenziali che provocano condizioni di stress.Tale processo interessa:
  • esperienze emotive
  • processi cognitivi (come si percepisce e si pensa se stessi e gli altri) definizione dell’ identità culturale
  • il modo di comportarsi e agire in modo appropriato nel contesto culturale maggioritario
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Si definisce il livello di adattamento interculturale sulla base di indicatori affettivi, cognitivi e comportamentali (es. la natura e l’estensione delle interazioni con i membri della cultura ospite)

Il grado di adattamento culturale si manifesta nell’efficaciainterculturale, intesa come capacità di gestire lo stress culturale, di stabilire relazioni interpersonali con persone della cultura ospite

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Modelli di riferimento

A) Tra individualismo e comunitarismo: se nei rapporti tra gruppi culturali, si privilegiano i diritti individuali, si esalta la prospettiva dell’individualismo.Per contro, il comunitarismo, basato su diritti collettivi, sostiene che la comunità è fonte dell’identità culturale ed è a sostegno dei singoli membri

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B) Dal monoculturalismo al multiculturalismo: il monoculturalismo nasce dall’esigenza di affermare una sola società, considerando le differenze culturali come un pericolo per la conservazione dell’ordine sociale (rimanda all’omologazione culturale, es. WASP).Il pluralismo culturale prevede l’esistenza di diverse forme culturali all’interno della stessa società, con differenza tra la sfera pubblica (dove prevale l’affermarsi della cultura maggioritaria) e privato (in cui prevale la cultura minoritaria, es. USA)

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Non si deve perseguire la soluzione del melting pot, la cui ipotesi iniziale era quella di giungere a un unico popolo con una cultura comune, partendo dal crogiuolo di diverse culture. L’ipotesi del melting pot si è successivamente evoluta in quella di salad bowl (insalata culturale) nella quale i singoli gruppi minoritari si mescolano senza perdere distintività e specificità

Il multiculturalismo si fonda sull’esigenza di riconoscimento delle differenze culturali, in base al principio della pari dignità delle singole culture

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Esistono diverse modalità per la realizzazione del multiculturalismo:

  • multiculturalismo essenzialista: si privilegiano i diritti collettivi dei gruppi culturali. Le culture vengono viste come incommensurabili. Accanto al diritto di diversità si introduce quello di superiorità/inferiorità, con il rischio di degenerare in forme di razzismo
  • multiculturalismo comunitarista: si privilegiano gli interessi dei gruppi culturali rispetto a quelli individuali, per cui la formazione della personalità di ogni soggetto dipende in larga misura dalla comunità culturale di appartenenza
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

  • multiculturalismo temperato: i diritti collettivi dei gruppi culturali vanno considerati solo se conciliabili con quelli individuali
  • multiculturalismo critico: sottolinea il principio della giustizia sociale, contro forme di discriminazione e ineguaglianza
  • multiculturalismo commerciale: pone in evidenza i vantaggi di una condizione di globalizzazione dei mercati
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PERCORSI INTERCULTURALI

Lo spazio interculturale si fonda sul principio di pari dignità, secondo cui tutti gli esseri umani sono degni di rispetto, e sul diritto della differenza

Antitesi tra universale: tutti gli esseri umani sono uguali

particolare: i gruppi umani declinano la loro identità specie-specifica secondo differenti modalità

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Premesse per l’acculturazione

  • Nel processo di acculturazione si prende in considerazione il grado di distanza avvertita fra le culture: maggiore è la diversità avvertita, maggiore sarà il livello di scontro manifesto
  • L’incontro tra due comunità culturali attiva pregiudizi culturali che si fondono sulla percezione della:
  • diversità: “gli altri sono diversi da noi”
  • competizione: “ gli altri ci portano via opportunità e risorse”
  • pericolo: “gli altri sono una minaccia per la sicurezza”
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I motivi che spingono alla migrazione possono essere

Pull effect:

desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita

Push effect:

difficoltà economiche, politiche, sociali

La motivazione della migrazione costituisce un fattore rilevante per i processi di acculturazione. I push effect, scatenano comportamenti reattivi e visione negativa sulla comunità maggioritaria; i pull effect sviluppano comportamenti proattivi e aspetttive favorevoli verso la cultura ospite

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Le vie dell’acculturazione

  • Sia per la comunità maggioritaria, sia per quella minoritaria, si deve tenere presente il grado con cui intervengono due fattori, quali contributi essenziali del processo di acculturazione:
  • l’esigenza di mantenere la propria identità culturale
  • l’esigenza di stabilire un contatto con l’altra comunità culturale
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Per la comunità minoritaria esistono quattro ipotesi di acculturazione:

  • assimilazione: accogliere e fare proprio il mondo culturale della comunità ospite
  • separazione: l’impegno a conservare e a difendere la propria identità culturale di origine
  • integrazione: accettare e condividere un serie di forme culturali della comunità maggioritaria, pur preservando forme importanti della propria cultura d’origine
  • marginalizzazione: difficoltà a mantenere la propria identità d’origine dovuto allo stress di acculturazione e contemporaneamente al rifiuto per la società ospite
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Per la comunità maggioritaria le quattro ipotesi di acculturazione sono:

  • esclusione: posizione di chi ritiene che le persone immigrate debbano tornare al loro paese d’origine, sostenuta dalla convinzione della propria superiorità
  • multiculturalismo: le comunità minoritarie vanno salvaguardate sia per quanto concerne la sfera pubblica che privata (es. Canada)
  • omologazione: si propone di favorire l’assimilazione delle comunità minoritarie all’interno della comunità maggioritaria stessa, rifiutando di riconoscere una specificità culturale (es. Francia)
  • segregazione: le società minoritarie seppur riconosciute, vengono isolate e ghettizzate (es. Sudafrica)
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Il percorso di creolizzazione

La creazione di lingue creole è espressione della creatività e la capacità di adattamento

Il pidgin costituisce una lingua franca molto semplificata, generata dal contatto fra lingue diverse da parte di parlanti, ciascuno dei quali non conosce la lingua dell’altro (es pidgin hawaiano)

Dal pidgin si sviluppa la lingua creola, quale lingua nativa di una comunità e che si arricchisce sul piano sintattico e grammaticale attraverso un processo di ibridazione di forme linguistiche tratte da entrambe le lingue

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La creolizzazione culturale è intesa come capacità d’ibridazione e di contaminazione di aspetti e di forme di vita provenienti da culture diverse

La creolizzazione si fonda sulla capacità di imitazione degli esseri umani. Essa sfocia in una teoria della mente degli altri che consente d’inferire le intenzioni altrui, di coglierne gli scopi, di verificarne i rapporti fra mezzi e fini, di farsi un’idea dei loro modelli mentali.

La creolizzazione si basa sulla curiosità, sul desiderio di esplorazione, sulla capacità di sperimentazione e d’innovazione delle persone

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La creolizzazione culturale è una mescolanza di forme che mantengono in parte la loro configurazione originaria, anche in seguito all’azione di fusione e di combinazione

Èun processo di reinvenzione che favorisce l’emergere di nuovi segmenti, propaggini e tendenze culturali

La creolizzazione è manifestazione della creatività culturale, intesa come capacità di produrre e d’inventare nuove forme di cultura

La creolizzazione è inevitabile: la dinamica cultura rappresenta un processo inarrestabile che congiunge nello stesso tempo produzione e riproduzione di script, di schemi di comportamento e di scambio interpersonale

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Spazio interculturale e strategie identitarie

Nello spazio interculturale si ha l’esigenza di definire se stessi e di definire l’altro per sapere chi sono e chi è l’altro

identità ideale: ciò che le persone vorrebbero essere

Si distingue tra:

identità reale: ciò che le persone sono di fatto

L’identità ideale genera gli atteggiamenti verso l’acculturazione, l’identità reale definisce i comportamenti effettivi del soggetto

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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Gli immigrati, possono avvertire una maggiore distanza tra la propria identità reale e la nuova identità ideale che è comunicata dalla cultura ospite (gli adolescenti sono i soggetti più esposti alla percezione della differenza)

  • Abbiamo la percezione della discriminazione.La discriminazione è più avvertita:
  • - dalle ragazze che dai ragazze
  • dalle persone culturalmente più distanti
  • più verso i membri della comunità minoritaria, piuttosto che verso se stessi
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Gli immigrati hanno a disposizione alcune strategie d’identità per gestire la condizione di conflitto:

  • sopportazione: strategia dell’isolamento che si prefigge di circoscrivere e proteggere anche fisicamente la propria identità
  • indessicalizzazione culturale: le persone immigrate (soprattutto i giovani) cercano di conservare la loro identità “tradizionalista” (minoritaria) negli ambienti domestici e di assumere un’identità “moderna” (maggioritaria) quando si trovano coi pari
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

  • massimizzazione dei vantaggi: gli aspetti più interessanti e attraenti di ciascuna delle due culture (d’origine e ospite) sono selezionati e intrecciati insieme al fine di creare un nuovo percorso culturale
  • strategia oppositiva: si sviluppa la propria identità culturale in opposizione a quella della comunità maggioritaria. È un’inversioneculturale, per cui la comunità minoritaria adotta una cornice di riferimento contraria a quella della comunità ospite
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Fattori di facilitazione nei percorsi interculturali

I fattori di facilitazione nella gestione degli scambi e dei percorsi interculturali sono:

  • età: i più giovani risultano più flessibili e pronti ad accettare gli standard di forme culturali nuove
  • genere: gli uomini procedono più rapidamente delle donne nei processi di assimilazione dei nuovi paradigmi culturali. Le donne conservano un senso d’identità più robusto nei riguardi della loro cultura d’origine
  • generazione: si registra un incremento dei processi di acculturazione dei soggetti di seconda generazione, che hanno sviluppato una maggiore adesione agli standard della cultura ospite
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

  • grado di esposizione e di contatto: gli immigrati che presentano una maggiore durata di permanenza nella nuova cultura, sono più propensi ad accettarne le forme e i modelli di riferimento
  • livello di istruzione: i soggetti con un maggior livello di istruzione mostrano un maggior processo di acculturazione
  • condizione socio-economica: anche la condizione socio-economica più alta è indicatore di tale tendenza
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Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI

Nei processi di acculturazione si registrano differenze tra i processi cognitivi e i comportamenti

Le persone immigrate apprendono più volentieri nuovi comportamenti e competenze in linea con gli standard della comunità maggioritaria, ma risultano più resistenti a cambiare i loro valori e credenze

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CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

La sfida contemporanea concerne la comprensione e la gestione dello spazio interculturale

Chi si avvicina allo studio psicologico delle culture, oltre ad avere la consapevolezza di vivere in una società complessa, magmatica e incerta, ha altresì la consapevolezza di partecipare attivamente alla costruzione della società in cui saremo destinati a vivere