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37° Convegno Santa Margherita Ligure 31 maggio 2007

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37° Convegno Santa Margherita Ligure 31 maggio 2007

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  1. 37° Convegno Santa Margherita Ligure 31 maggio 2007

  2. DINAMICA EXPORT ITALIANO • ANALISI PAESE • Aree Geografiche • Paesi Ponte • GRANDI TEMI PER IL FUTURO Internazionalizzazione

  3. DINAMICA EXPORT ITALIANO • Positiva dinamica delle esportazioni ed importazioni italiane nel 2006. Esportazioni pari a 326,99 mld di euro (+8,30% vs 2005). Importazioni pari a 348,3 mld di euro (+11,2 vs 2005). Tutti i settori industriali hanno mostrato una crescita, nel 2006, in termini di valore e molti anche in termini di quantità. • L’Italia nei settori tradizionali del “Made in Italy” (Abbigliamento-Moda, Arredamento, Agroalimentare, Meccanica) è il 1° paese OCSE per surplus del saldo commerciale e il 2° al mondo dopo la Cina. L’Italia è il 1° paese al mondo nel settore agroalimentare. • In termini di peso dei singoli settori nell’export nel 2006 la meccanica è il primo comparto con 47 mld di euro (+9% vs 2005), seguito dai metalli e relativi prodotti 26,9 mld di euro (+20%), mezzi di trasporto 26 mld di euro (+6,8%), prodotti chimici 24 mld di euro (+7,4%), elettronica 21 mld di euro (+3,9%) e industria tessile 20 mld di euro (+2%).

  4. QUOTE DI MERCATO ITALIA 2006 SUI PRINCIPALI MERCATI A confronto con: Unione europea,Germania e Francia

  5. QUOTE DI MERCATO 2006 SUI PRINCIPALI MERCATI A confronto con: Unione europea,Germania e Francia • L’Italia rimane ancora dietro ai nostri partner europei nei grandi mercati ad alta crescita in termini di export: • Cina: l’Italia ha una quota di mercato dello 0,9% e, tra i paesi EU, segue Germania e Francia. Nel 2006 le esportazioni sono aumentate del +24,4 %. • Brasile: l’Italia ha una quota di mercato del 3,4% e , tra i paesi EU, rimane dietro a Germania e Francia. • India: l’Italia, con una quota di mercato del 2,2%, rimane dietro a Belgio, Germania, UK e Francia. • Russia: E’ positiva invece la situazione con la Russia. L’Italia è il 2° paese europeo per quota di mercato (6%), la Germania conserva la prima posizione.

  6. ANALISI PAESE • Aree Geografiche . • Balcani • Mediterraneo - Focus Algeria L’Italia ha nei Balcani e nel Mediterraneo un ruolo di preminenza economica, alte quote di mercato e una presenza rilevante negli investimenti. Le aree hanno ancora un peso relativo nella dinamica mondiale dei flussi di investimento e di commercio ma mostrano grandi potenzialità di crescita • Paesi Ponte • Messico - USA • Turchia - Asia Centrale • Sudafrica - Africa Subsahariana • E.A.U. - Area Paesi del Golfo • Vietnam / Singapore - Cina – India Paesi che, per la presenza di politiche indirizzate ad attrarre investimenti esteri, accordi commerciali molto vantaggiosi con paesi limitrofi, burocrazia nel complesso efficiente, sono utilizzati come canali di accesso verso altre aree.

  7. AREE GEOGRAFICHE • Balcani • Area prioritaria di interesse per il nostro Paese: l’Italia é1° partner commerciale dell’Albania, della Bulgaria, della Romania, della Serbia Montenegro e della Croazia, 2° della Moldova e 4° della Macedonia. • L’Italia guarda ai paesi dell’area Balcanica per: • notevoli prospettive di crescita della regione dovute all’acquisita stabilità politica e la creazione dell’area di libero scambio; • prossimità geografica e posizione strategica: cerniera tra l’Italia e il continente Euroasiatico, canale di transito e di trasporto da e per i paesi dell’Asia e della Russia; • radicamento della presenza imprenditoriale italiana in loco e progressivo completamento del processo di allargamento dell’Unione Europea. Problematiche nell’accesso al mercato per le imprese • Difficoltà nell’accesso ai fondi europei di supporto agli investimenti. • Mancanza di trasparenza nei rapporti con Pubblica Amministrazione e fisco. • Assenza di Agenzie e incentivi per la Promozione degli Investimenti Esteri. Fonte:Dati FMI

  8. AREE GEOGRAFICHE • Mediterraneo • Area molto dinamica, insieme all’Europa centro-orientale, in termini di export e di investimenti italiani. • L’Italia guarda ai Paesi del bacino del Mediterraneo per: • la crescita sostenuta dei mercati; • l’integrazione con l’Unione Europea sancita dal Processo di Barcellona che prevede la creazione, entro il 2010, di un unico grande e libero mercato nel Mediterraneo; • la stabilizzazione macro-economica perseguita dai Governi dell’area; • la privatizzazione di importanti settori, quale quello bancario; • la liberalizzazione degli scambi e l’avvio di politiche di attrazione degli investimenti esteri; • I Paesi dell’area mediterranea dove la presenza imprenditoriale italiana è particolarmente forte e/o dove esistono importanti opportunità per le nostre imprese sono: Algeria, Egitto, Israele, Libano, Libia, Marocco, Territori Palestinesi, Siria, Tunisia, Giordania Problematiche nell’accesso al mercato per le imprese • Necessità di processi interni di riforma economica per trasformazione strutturale dei singoli Paesi partner e modernizzazione economie • Riduzione della dipendenza fiscale dalla protezione doganale. • Rimozione delle barriere commerciali tra i singoli Paesi, per attrarre IDE. Fonte:Dati FMI

  9. AREE GEOGRAFICHE • Mediterraneo: Focus Algeria • Tra i paesi del Mediterraneo, l’Algeria ha registrato negli ultimi anni una crescita economica molto elevata, trainata dagli alti prezzi del greggio. • Il tasso di crescita del PIL é pari al 5% nel 2006. • Dopo i piani di privatizzazione iniziati nel 2003, il Governo prosegue la strada delle liberalizzazioni (telecomunicazioni, energia, acqua e costruzioni). • Paesi UE, Francia e Italia, oltre agli Stati Uniti, rappresentano il mercato della metà delle importazioni ed esportazioni algerine (90% export: settori petrolio e gas/ importazioni: beni capitali e beni di consumo). Nel 2006 le esportazioni italiane in Algeria sono di 1.430 mld di euro +31% (meccanica strumentale, metallurgia e prodotti in metallo, elettronica, elettrotecnica). • Punti di forza per l’attrazione degli IDE:Mano d’opera a basso costo; Basso tasso di sindacalizzazione; Basso costo dell’energia • Punti di debolezza: Clima di incertezza, dovuto ai problemi interni di sicurezza; Sistema bancario (pubblico) fragile ed inefficiente;Burocrazia eccessiva anche per l’applicazione per la legge sugli IDE Fonte:Dati FMI

  10. PAESI PONTE • Messico ponte per gli USA • Il Messico ha un PIL reale di circa 830 miliardi USD ed un PIL pro-capite di circa 7.700 USD. E’ la 12° economia mondiale ed il primo mercato dell’America Latina. • Il PIL messicano ha registrato nel 2006 una crescita del 4,8%, determinata soprattutto dalla crescita dei consumi privati (+6,4%), dal del settore industriale (+7%) - trainato soprattutto dal +8,3% delle costruzioni e dal +7,1% della manifattura - e da quello terziario (specie con il +8,8% dei trasporti e delle comunicazioni . • La crescita economica messicana è strettamente legata all’andamento congiunturale degli Stati Uniti, il primo partner commerciale e maggiore investitore straniero. • Il Messico è l’unico Paese al mondo a vantare accordi preferenziali con le tre principali economie mondiali (NAFTA, UE, Giappone). In totale il Messico ha ratificato 15 trattati di libero scambio con i 43 Paesi che comprendono in totale quasi il 60% del PIL mondiale Fonte:Dati FMI

  11. PAESI PONTE • Turchia ponte per l’Asia Centrale e Paesi Mar Nero • La Turchia lega la sua crescita economica +5,8% nel 2006 all’aumento del consumo di beni durevoli 31% (soprattutto acquisto di automobili) e all’aumento degli investimenti nel settore privato (soprattutto macchinari). • Il paese ha un elevato grado di apertura al commercio internazionale con un import nel 2006 l'import pari a 137 mld USD (+17,3%), mentre l'export pari a 85,1 mld USD (+15,9%). Il disavanzo risulta pari a 51,9 miliardi di dollari (+19,9%). • La Turchia è membro del Partneriato Euro-Mediterraneo e ha una serie di Free Trade Agreements con gli altri membri, nel quadro della costituzione nel 2010 di una grande area mediterranea di libero scambio. • La Turchia fa parte della Organization of the Black Sea Economic Cooperation, unione internazionale che riunisce le Associazioni Industriali di 12 paesi del Mar Nero e Caspio. Gli obiettivi sono la promozione delle relazioni commerciali tra i paesi membri e la cooperazione industriale. Fonte:Dati FMI

  12. PAESI PONTE • Sudafrica ponte per l’Africa Subsahariana • Il PIL del Sudafrica è pari 252 mld di USD, il tasso di crescita nel 2006 è stato del 5%. • La politica interna è di attrazione degli investimenti stranieri (1999 accordo con Italia per promozione/protezione degli investimenti - 2000 accordo volto a evitare doppie imposizioni). • Nel 2006 le esportazioni italiane verso il Sudafrica sono state pari 1,4 mld euro, Meccanica strumentale (33%), elettronica ed elettrotecnica (14%), prodotti chimici (12%). • Nel 2006 le importazione italiane dal Sudafrica sono state pari a 2,14 mld euro, metalli preziosi, alluminio, siderurgia sono i principali settori. • L’UE è il principale partner commerciale (Export EU 15 vs Sudafrica 7,2%) , investitore e donatore in Sudafrica. Il Sudafrica ha aderito in maniera qualificata a Lomè (Cotonou) e ha un Accordo di Commercio e Cooperazione con l’UE che mira alla creazione di una zona di libero scambio. • Il Sud Africa è paese particolarmente attivo nell’Unione Africa (OUA), unione regionale con obiettivi di promozione economica e sociale. Sul piano sub-regionale tutto il SADC (Southern African Development Community) ruota attorno al potere economico sudafricano. Questo rappresenta tuttavia una limitazione all’effettivo decollo di un’area di libero scambio, data la troppo marcata differenza con le altre economie coinvolte. Fonte:Dati FMI

  13. PAESI PONTE • EAU ponte per l’Area Paesi Golfo • Il PIL degli Emirati ammonta a 139,4 mld di USD. Il reddito pro-capite degli Emirati è di: 30.000 di USD sull’intera popolazione, (molto più se rapportato ai soli Emiratini). La crescita del PIL reale nel 2006 è stata pari al 7,5 % vs 2005. Sono il 5° paese produttore al mondo di petrolio e di gas, ed occupano il 3° posto al mondo per riserve di petrolio e quarto per riserve di gas naturale. • Gli EAU sono Stato membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, OMC, dal 10 aprile 1996, e della Greater Arab Free Trade Zone, GAFTA, in vigore dal 1998. Gli EAU hanno accordi commerciali bilaterali con Siria (novembre 2000); Giordania (marzo 2001); Libano (marzo 2002); Marocco (marzo 2002); Iraq (aprile 2002). • Gli EAU fanno parte del Consiglio di Cooperazione del Golfo CCG, che nel 2003 ha deciso l’istituzione di una tariffa doganale congiunta, con un dazio doganale del 5%, e l’introduzione, entro il 2010, di una moneta unica. • Negli ultimi due anni si è attuata una dinamica politica commerciale volta a realizzare Accordi di Libero Scambio a livello sia bilaterale, con gli Stati Uniti e l’Australia, sia multilaterale con l’Unione Europea. • Tra Italia ed EAU vige un accordo bilaterale del 22 gennaio 1995 sulla doppia imposizione fiscale e protezione degli investimenti. Fonte:Dati FMI

  14. PAESI PONTE • Vietnam ponte per Cina • Il Vietnam è una delle economie più dinamiche del continente asiatico. Tra il 2002 - 2006 il Pil reale del Vietnam è cresciuto del 7,7% in media. Il tasso d’incremento è stato nel 2006 pari all’8,2%, il Pil ha raggiunto i 60,9 miliardi di USD, a prezzi correnti. • I bassi costi di produzione favoriscono gli investimenti, riuscendo a reggere la concorrenza asiatica. • Il Vietnam è membro dell’ASEAN (South East Asia Nation) insieme a Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Birmania, Filippine, Singapore e Tailandia. Nell’ottobre 2003, i leader dell’ ASEAN hanno firmato untrattato preliminare per la formazione dell’ ASEAN Community (2020). • Tra UE e ASEAN è stato stipulato un accordo per la promozione economica e la regolamentazione dei reciproci rapporti commerciali. • Singapore ponte per Cina - India • Singapore nel 2006 ha registrato una crescita economica del 4,6%. • Hub tra Europa e Sud- Est Asiatico, è parte dell’OMC ed ha una serie di Accordi di Libero Scambio bilaterali, con i principali partners economici (9 EFTA tra cui anche con l’India) in ambito ASEAN, per rafforzare la presenza di investitori esteri nell’area e consolidare i processi di liberalizzazione commerciale, finanziaria e dei servizi. • In trattative sono i seguenti FTA : Paesi Asean e Cina, Asean ed India, Asean, Australia e Nuova Zelanda, Asean e Corea del Sud, Asean e Giappone, Cina, Bahrain, Canada, Egitto, Messico, Pakistan, Peru’,Sri Lanka, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti. Fonte:Dati FMI

  15. GRANDI TEMI PER IL FUTURO • Lo stallo nel Doha Round • Tra gli attori dell’ OMC, le divergenti posizioni non permettono di trovare una intesa su punti determinanti: liberalizzazione del commercio dei prodotti agricoli; protezione tariffaria per quelli industriali; accesso al mercato servizi; eliminazione dei sussidi distorsivi. • Di fronte alle difficoltà del Doha Roud molti paesi vertono sul rafforzamento di accordi regionali esistenti o sulla ricerca di intese commerciali bilaterali. • Anche l’EU deve fare lo stesso, pretendendo maggiori aperture dai propri partner. • Evoluzione dei flussi globali di investimento • Dal 2001, dopo una crescita sostenuta, i flussi degli IDE mondiali hanno subito una battuta di arresto protratta anche nel 2002 -2003 . • Nel 2005 il recupero é legato alla realizzazione di investimenti brownfield in settori strategici e all’ aumento investimenti greenfield in paesi emergenti (Cina e India). • L’ Europa - UK, Francia, Olanda e Germania hanno il 50% del totale degli IDE destinati all’UE - sebbene costituisca ancora il polo dei attrazione degli investimenti, deve sempre più relazionarsi con l’aumento delle quote verso le economie emergenti, soprattutto asiatiche. • L’Italia ha scarsa capacità di attrazione di IDE (all’8° posto in EU quota 5,8%) per: elevata fiscalità, rigidità nei mercati, scarsa dotazione infrastrutturale, inefficienza della PA. • Le misure da adottare: creazione e rafforzamento di politiche territoriali che favoriscano attrazione IDE, integrazione delle politiche con quelle dei distretti produttivi, valorizzazione ruolo Associazioni per individuare, localizzare e integrare le opportunità di investimento.

  16. GRANDI TEMI PER IL FUTURO • Africa • In Africa, le maggiori potenze economiche si contendono il petrolio (1/10 delle riserve mondiali e altre da scoprire), il business del gas naturale liquefatto, le miniere di metalli non ferrosi (diamanti, cobalto oro e platino). • Negli ultimi anni la CINA ha avviato un’incisiva azione di penetrazione (le imprese cinesi sono ormai 900 su tutto il territorio) con investimenti in Zambia (in 3 anni 800 mln di USD);investimenti in greggio in Nigeria (2,4 mln di USD); con relazioni commerciali molto forti a Khartoum (il 60% dell’export petrolifero sudanese è verso la Cina).Ne risulta che dal 2000 al 2006 il commercio bilaterale della Cina con l’Africa è salito da 11 mld di USD a 55, le stime indicano 100 mld di USD nel 2010. • Gli USA concentrano gli investimenti sul Golfo di Guinea, Africa Australe, Sahel e Angola. • L’INDIA si espande dal Mozambico, Madagascar e Tanzania fino al Sudan e Nigeria. • La RUSSIA sta trattando grossi investimenti con i maggiori produttori di gas in Algeria e Libia, Angola, Africa Australe, in Sudafrica per la liquefazione del gas e in Namibia per l’Uranio. • L’EUROPA che in passato aveva un ruolo primario in Africa sia politico che diplomatico ha difficoltà a mantere le prorprie quote, sebbene la FRANCIA rimanga il 2° partner commerciale del Africa.

  17. GRANDI TEMI PER IL FUTURO • Consolidamento del Blocco Europeo – Balcanico/ Mediterrano • Le aree di Balcani e Mediterraneo, pur esprimendo tassi di crescita importanti, presentano un peso ancora relativo nella dinamica mondiale dei flussi di investimento e di commercio. Il loro futuro è collegato a una più stretta integrazione in ambito europeo. • L’azione deve essere rivolta verso una possibilità progressiva di integrazione dei Balcani e parte dei paesi del Mediterraneo (seppure in forme diverse) nel progetto europeo attraverso: politiche di allargamento e partnership, politiche di sicurezza, politiche infrastrutturali, formazione di classi dirigenti e assistenza tecnica ai processi di modernizzazione della PA.

  18. GRANDI TEMI PER IL FUTURO • Ruolo di India, Brasile e Sud Africa • India, Brasile e Sudafrica si aprono sulla scena internazionale. Tre potenze, con diverse realtà storiche, culturali, sociali ed economiche, si uniscono in una unione doganale, sancita dall’accordo IBAS (Pretoria 2004). • I tre Paesi ricoprono ruoli di leadership all’interno dell’Area geografica in cui sono collocati. L’India possiede tecnologia nucleare ed un’avanzata base informatica, il Brasile ha una solida industria aeronautica, il Sudafrica eccellenti cantieri navali. • L’integrazione delle loro capacità tecnologiche ed industriali vuol dire la nascita di un colosso che, nell’economia e nella difesa, sarà quasi del tutto indipendente da Stati Uniti ed Europa. • Potenze Energetiche • Il mercato degli idrocarburi torna nelle mani dei produttori e questo determina crescenti difficoltà degli importatori e delle multinazionali occidentali del settore a reperire nuove risorse da offrire sui mercati di consumo. • In alcune importante aree produttive tradizionali (Stati Uniti, Mare del Nord, Indonesia e Messico) l’estrazione è in constante caduta. • Il dollaro perde quote, vista la tendenza di vari esportatori mediorientali (Iran, Paesi Arabi del Golfo e anche Venezuela) ad adottare Euro per le transazioni. • Il principale effetto a breve termine è che chi controlla le riserve energetiche più consistenti (OPEC 70% del greggio mondialee iPaesi del Medio Oriente in particolare, oltre la Russia per il gas) ha in mano una potente arma politica-economica.

  19. ALLEGATO

  20. La mappa del rischio paese di SACE