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Gli ultimi interventi in materia di riscossione, Tares ed Imu di Luigi Giordano www.alfaggiorna.it. Le principali novità in materia di riscossione delle entrate comunali dal 2013. Affidamento dell’attività di riscossione. Decreto legge n. 203 del 2005 Art. 3

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Presentation Transcript
Gli ultimi interventi in materia di riscossione tares ed imu di luigi giordano

Gli ultimi interventi in materia di riscossione, Tares ed Imu

di Luigi Giordano

www.alfaggiorna.it



Affidamento dell attivit di riscossione
Affidamento dell’attività di riscossione entrate comunali dal 2013

Decreto legge n. 203 del 2005

Art. 3

(modificato dall’art. 9, comma 4, del decreto legge n. 174 del 2012)

  • Equitalia S.p.A. effettua (senza obbligo di gara) le attività di riscossione fino al 30 giugno 2013

  • fino al 30 giugno 2013possono essere prorogati i contratti in corso (al 30 settembre 2005) tra gli enti locali e le società iscritte all’albo dei concessionari

  • dal 30 giugno 2013l’affidamento delle attività di riscossione, spontanea e coattiva, deve essere effettuato con procedure ad evidenza pubblica


La proroga dell abbandono di equitalia
La proroga dell’abbandono di Equitalia entrate comunali dal 2013

Decreto legge n. 70 del 2011

Art. 7 - comma 2, lettera gg-ter)

(modificato dall’art. 9, comma 4, del decreto legge n. 174 del 2012)

  • A decorrere dal 30 giugno 2013, in deroga alle vigenti disposizioni, Equitalia Spa nonché le società per azioni dalla stessa partecipate e la società Riscossione Sicilia Spa, cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate


La riduzione dell aggio
La riduzione dell’aggio entrate comunali dal 2013

Riscossione spontanea a mezzo ruolo

(art. 17 del Decreto legislativo n. 112 del 1999 e D.M. 4 agosto 2000)


La riduzione dell aggio1
La riduzione dell’aggio entrate comunali dal 2013

Riscossione coattiva a mezzo ruolo

Fino al 31 dicembre 2012

(art. 17 del Decreto legislativo n. 112 del 1999)

Dal 1° gennaio 2013

(art. 5, comma 1, del Decreto legge n. 95 del 2012)


Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 12 99
Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31/12/99 entrate comunali dal 2013

Legge 24 dicembre 2012, n. 228

Art. 1 – commi 527-529

  • importi fino ad € 2.000,00 (comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni):

    • automaticamente annullati dal 1° luglio 2013

    • con decreto del MEF sono stabilite:

      • le modalità di trasmissione agli enti dell’elenco delle quote annullate

      • le modalità di rimborso agli agenti della riscossione delle relative spese per le procedure esecutive poste in essere

    • conseguenze:

      • discarico

      • eliminazione dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore

        … segue


Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 12 991
Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31/12/99 entrate comunali dal 2013

Legge 24 dicembre 2012, n. 228

Art. 1 – commi 527-529

  • importi superiori ad € 2.000,00 (comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni):

    • l’agente della riscossione dà notizia all’ente creditore, anche in via telematica, di aver esaurito le attività di propria competenza

    • con decreto del MEF sono stabilite le modalità per la comunicazione di cui al punto precedente

  • in entrambi i casi non si applicano le procedure previste per il discarico per inesigibilità ex artt. 19 e 20 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112

  • fatti salvi i casi di dolo, non si procede a giudizio di responsabilità amministrativa e contabile

    … segue


Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 12 992
Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31/12/99 entrate comunali dal 2013

  • la disposizione riguarda:

    • qualsiasi tipologia di entrata iscritta a ruolo

    • qualsiasi importo ancora da pagare (totalmente o parzialmente)

    • non è rilevante la eventuale pendenza di un giudizio avverso la cartella di pagamento

    • non è rilevante la fase in cui si trova la riscossione (la riscossione deve essere interrotta)

  • annullamento d’ufficio senza necessità di istanza da parte del debitore

  • nella determinazione dell’importo non bisogna considerare:

    • le spese di notifica

    • l’aggio dell’agente della riscossione

    • gli interessi di mora

    • le spese delle procedure cautelari ed esecutive

  • l’importo va verificato a giugno 2013 (da gennaio a giugno 2013 si può procedere alla riscossione)

  • l’agente della riscossione risulta formalmente discaricato dalle sue responsabilità anche se non ha svolto le attività previste dalla legge


Termine per la presentazione delle comunicazioni di inesigibilit
Termine per la presentazione delle comunicazioni di inesigibilità

Fonti legislative:

  • art. 3, comma 12, del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203 convertito dalla legge 02 dicembre 2005, n. 248

    Contenuto:

  • Equitalia, entro il 31 dicembre 2013, deve trasmettere le comunicazioni di inesigibilità relative ai ruoli consegnati entro il 31 dicembre 2010

    Legge 24 dicembre 2012, n. 228

    Art. 1, comma 530

    La norma differisce al 31 dicembre 2014 il termine entro il quale Equitalia deve presentare le comunicazioni di inesigibilità per tutti i ruoli consegnati fino al 31 dicembre 2011


Termine triennale per il controllo delle comunicazioni di inesigibilit
Termine triennale per il controllo delle comunicazioni di inesigibilità

Fonti legislative:

  • art. 36, comma 4-sexies, del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248 convertito dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31

    Contenuto:

  • Per tutte le comunicazioni di inesigibilità, anche integrative, da presentarsi entro il 31 dicembre 2013, il termine triennale (previsto dal comma 3 dell’art. 19 del decreto legislativo n. 112 del 1999) decorso il quale Equitalia è automaticamente discaricata decorre dal 1° gennaio 2014

    Legge 24 dicembre 2012, n. 228

    Art. 1, comma 530

    Differisce al 1° gennaio 2015 il termine triennale per il controllo di tutte le comunicazioni di inesigibilità, anche integrative, da presentarsi entro il 31 dicembre 2014


Riscossione coattiva di debiti fino ad 2 000 00
Riscossione coattiva di debiti fino ad € 2.000,00 inesigibilità

Decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106

Art. 7

comma 2, lettera gg-quinquies)

  • per la riscossione coattiva dei debiti fino ad € 2.000,00 intrapresa a partire dal 13 luglio 2011, le azioni cautelari ed esecutive devono essere precedute dall’invio, mediante posta ordinaria, di 2 solleciti di pagamento a distanza di almeno 6 mesi l’uno dall’altro

    Non riguarda le cartelle e le ingiunzioni già notificate alla data del 13 luglio 2011

    È sufficiente dimostrare la spedizione (protocollo della posta in uscita)

    Disposizione abrogata dall’art. 1, comma 545, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013)


Riscossione coattiva di debiti fino ad 1 000 00
Riscossione coattiva di debiti fino ad € 1.000,00 inesigibilità

Legge 24 dicembre 2012, n. 228

Art. 1 – comma 544

La norma prevede che in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti fino ad € 1.000,00, intrapresa dal 1° gennaio 2013, non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima del decorso di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo

Non riguarda le cartelle e le ingiunzioni già notificate alla data del 31 dicembre 2012

È sufficiente dimostrare la spedizione (protocollo della posta in uscita)

La disposizione non si applica qualora l’ente creditore abbia notificato al debitore, ai sensi del comma 539 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, la comunicazione di inidoneità della documentazione prodotta per la sospensione della riscossione


Sospensione della riscossione e annullamento delle partite
Sospensione della riscossione e annullamento delle partite inesigibilità

Legge 24 dicembre 2012, n. 228

Art. 1 – commi 537-543

La norma prevede (analogamente a quanto stabilito dalla Direttiva di Equitalia n. 10 del 2010)che, dal 1° gennaio 2013, con riferimento alla riscossione dei tributi:

  • il contribuente, entro 90 giorni dalla notifica del primo atto di riscossione ovvero di un atto della procedura cautelare o esecutiva intrapresa, può presentare al concessionario della riscossione, anche con modalità telematica, una dichiarazione che documenti che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella ovvero l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati da:

    • prescrizione o decadenza del credito precedete alla esecutività del ruolo

    • sgravio emesso dall’ente creditore

    • sospensione amministrativa o giudiziale

    • sentenza di annullamento, totale o parziale, emessa in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;

    • un pagamento effettuato a favore dell’ente creditore in data antecedente alla formazione del ruolo

    • qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito

      … segue


Sospensione della riscossione e annullamento delle partite1
Sospensione della riscossione e annullamento delle partite inesigibilità

  • gli enti e le società incaricate della riscossione dei tributi (di seguito denominati “concessionario per la riscossione”), ricevuta la predetta dichiarazione e con riferimento alle partite ivi contenute:

    • devono sospendere immediatamente ogni ulteriore azione

    • entro 10 giorni devono trasmettere all’ente creditore la dichiarazione presentata dal contribuente e la documentazione allegata

  • decorso il termine di ulteriori 60 giorni (termine ordinatorio), l’ente creditore deve notificare al contribuente, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ovvero a mezzo posta elettronica certificata, la:

    • conferma della documentazione prodotta:

      • trasmettere, in via telematica, al concessionario della riscossione il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio

    • inidoneità della documentazione prodotta a mantenere sospesa la riscossione:

      • darne immediata notizia al concessionario della riscossione per la ripresa dell’attività di recupero del credito iscritto a ruolo

        … segue


Sospensione della riscossione e annullamento delle partite2
Sospensione della riscossione e annullamento delle partite inesigibilità

  • qualora l’ente creditore non ottemperi ai suoi obblighi, decorsi 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del contribuente al concessionario della riscossione, le partite indicate nella dichiarazione sono annullate di diritto:

    • conseguenze:

      • discarico automatico per il concessionario della riscossione;

      • eliminazione dei corrispondenti importi dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore

  • fermo restando la responsabilità penale, nel caso in cui il contribuente produca documentazione falsa (non si applica al caso di documentazione inidonea), si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’ammontare delle somme dovute (quelle indicate nell’atto notificato al debitore), con un minimo di € 258,00 (la sanzione è applicata dal Comune così come la denuncia all’Autorità Giudiziaria – nota Equitalia del 14 gennaio 2013)

  • i concessionari per la riscossione sono tenuti a fornire agli enti creditori il massimo supporto per l’automazione delle fasi di trasmissione di provvedimenti di annullamento o sospensione dei carichi iscritti a ruolo

    … segue


Sospensione della riscossione e annullamento delle partite3
Sospensione della riscossione e annullamento delle partite inesigibilità

  • le predette disposizioni si applicano anche alle dichiarazioni presentate al concessionario della riscossione prima del 1° gennaio 2013:

    • l’ente creditore notifica l’esito dell’esame delle dichiarazioni entro il 29 marzo 2013 (termine ordinatorio)

    • qualora l’ente non ottemperi entro il 6 agosto 2013, le partite riportate nelle dichiarazioni sono annullate di diritto:

      • conseguenze:

        • discarico automatico per il concessionario della riscossione;

        • eliminazione dei corrispondenti importi dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore

  • dalle predette disposizioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica

    la procedura non sospende né interrompe il termine per impugnare l’atto notificato

    … segue


Sospensione della riscossione e annullamento delle partite4
Sospensione della riscossione e annullamento delle partite inesigibilità

Linee guida dell’Ifel

Nota 4 febbraio 2013

Il procedimento non è limitato alla riscossione a mezzo ruolo ma si estende anche alla riscossione coattiva effettuata da parte dei Concessionari minori

Procedimento per le domande già presentate alla data del 1° gennaio 2013:

  • verificare all’interno degli uffici comunali preposti alla riscossione coattiva la presenza di eventuali domande di sospensione, presentate a partire dal 6 maggio 2010, a cui non sia stato dato formale riscontro;

  • richiedere, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o altro mezzo con data certa, quante e quali siano state le richieste che il soggetto addetto alla riscossione coattiva ha inviato al Comune stesso e che non sono state riscontrate formalmente anche al soggetto debitore



Ripetibilit delle spese di notifica
Ripetibilità delle spese di notifica inesigibilità

Fino al 29 ottobre 2012

Decreto MEF 8 gennaio 2001

Dal 30 ottobre 2012

Decreto MEF 12 settembre 2012

Pagina 20



Gli ultimi interventi in materia di riscossione tares ed imu di luigi giordano
L’estensione della esclusione alle aree scoperte pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Fonti legislative:

art. 14, comma 4, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201

art. 10, comma 3, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito dalla legge _________

Contenuto:

sono escluse dal tributo:

aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni (nella TARSU - art. 1, c.3, d.l.n.8/99 – e nella TIA1 e TIA2 erano escluse tutte le aree, non operative, pertinenziali o accessorie a tutti gli immobili. Nel TARES, quindi, sono imponibili le aree, suscettibili di produrre rifiuti, pertinenziali o accessorie dei locali non abitativi, ad es. le aree a verde, i parcheggi, ecc.)

aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva (tetti, scale, portici, cortili, alloggio del portiere se non occupato, lavanderia, riscaldamento centrale, ecc.)

Decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito dalla legge ____________

Art. 10, comma 3

Nel sostituire il comma 4 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011, estende l’esclusione anche alle aree scoperte pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative, chiarendo che non sono escluse soltanto le aree scoperte operative

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L utilizzo a regime del metodo normalizzato
L’utilizzo a regime del metodo normalizzato pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Fonti legislative:

  • art. 14, commi 9, 12 e 30, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201

  • art. 1, comma 387, lettere b) e d), della legge 24 dicembre 2012, n. 228

    Contenuto:

  • con regolamento ministeriale, da approvare entro il 31 ottobre 2012, sono stabiliti i criteri per:

    • la commisurazione delle tariffe (comma 9)

    • l’individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti e per la determinazione delle tariffe (comma 12)

    • la determinazione del costo del servizio da coprire con la tariffa di cui al comma 29 (comma 30)

  • il regolamento si applica a decorrere dall'anno successivo alla data della sua entrata in vigore. Si applicano comunque in via transitoria, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino alla data da cui decorre l'applicazione del regolamento, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 (comma 12)

    … segue


L utilizzo a regime del metodo normalizzato1
L’utilizzo a regime del metodo normalizzato pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

  • la lettera b) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, nel modificare il comma 9 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011:

    • elimina la previsione del rinvio al regolamento ministeriale per la determinazione dei criteri per la commisurazione delle tariffe

    • prevede l’applicazione, fin dall’origine ed a regime, del decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999

  • la lettera d) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012 abroga il comma 12 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011

    (con l’abrogazione del comma 12 è venuta meno l’individuazione dei criteri per la determinazione del costo del servizio da coprire con la tariffa di cui al comma 29)


L utilizzo a regime del metodo normalizzato2
L’utilizzo a regime del metodo normalizzato pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Consiglio di stato, sez. VI, sentenza 4 dicembre 2012, 6208

  • Il regolamento statale sul metodo normalizzato non viola la normativa comunitaria, anche se consente ai Comuni l’utilizzo di criteri presuntivi non rapportati all’effettiva produzione di rifiuti. Del resto, “il diritto comunitario non impone agli stati membri un metodo preciso quanto al finanziamento del costo dello smaltimento dei rifiuti urbani, anche perché è spesso difficile, persino oneroso, determinare il volume esatto di rifiuti urbani conferito da ciascun detentore”.

  • Quindi, il comune di Prato ha legittimamente deliberato il coefficiente massimo di produzione per gli alberghi con ristorazione, perché è un dato di comune esperienza che questa attività sia potenzialmente produttiva di rifiuti in misura maggiore rispetto ad altre utenze e “non è irragionevole ritenere che un albergo con ristorante possa produrre rifiuti in quantità cinque volte superiore rispetto a quelli prodotti dalle utenze domestiche”.


Le modifiche alla base imponibile
Le modifiche alla base imponibile pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Fonti legislative:

art. 14, commi 9 e 10, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201

art. 1, comma 387, lettere b) e c), della legge 24 dicembre 2012, n. 228

Contenuto:

per le unità immobiliari diverse da quelle a destinazione ordinaria (sono a destinazione ordinaria i gruppi catastali “A”, “B” e “C”), la base imponibile è la superficie calpestabile (comma 9)

Definizione di superficie utile calpestabile

(fonte Osservatorio del mercato immobiliare)

È la superficie al netto dei muri interni, dei pilastri e di quelli perimetrali.

Sono esclusi:

i locali con altezza inferiore a 1,5 mt

le rientranze o sporgenze realizzate per motivi estetici, salvo che non siano fruibili

le scale, i pianerottoli ed i ballatoi comuni

le scale all’interno dell’unità immobiliari da considerare solo per la proiezione orizzontale

i locali tecnici

… segue

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Le modifiche alla base imponibile1
Le modifiche alla base imponibile pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la base imponibile è l’80 per cento della superficie catastale (comma 9)

Determinazione dell’Agenzia del Territorio del 09 agosto 2005

La superficie catastale ai fini dell’applicazione dell’art. 1, comma 340, della legge n. 311 del 2004 è determinata apportando alcune modifiche ai criteri di computo della superficie catastale dettati dal DPR 138/1998.

Infatti, ad esempio:

sono calcolate tutte le superfici dei vani principali ed accessori a servizio diretto (bagni, ripostigli, ingressi, corridoi);

sono calcolate tutte le superfici dei vani accessori a servizio indiretto (cantine, soffitte, ecc);

non sono applicate le percentuali di riduzione previste dal DPR 138/98;

non si tiene conto delle aree scoperte delle unità immobiliari ad uso residenziale (balconi, terrazze, aree pertinenziali);

non si considerano nel computo i locali con altezza utile inferiore a 1,5 mt:

in caso di altezza unica < 1,5 mt si esclude l’intero locale;

in caso di altezza max e minima si esclude se l’altezza max <1,5 mt, si include se max > 1,5 mt a prescindere dalla minima

… segue

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Le modifiche alla base imponibile2
Le modifiche alla base imponibile pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Per gli immobili già denunciati, i Comuni modificano d’ufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultano inferiori alla predetta percentuale. Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, gli intestatari catastali provvedono, a richiesta del Comune, a presentare all’ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio la planimetria catastale del relativo immobile, per l’eventuale conseguente modifica, presso il Comune, della consistenza di riferimento (comma 9)

in sede di prima applicazione, per le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, prive di planimetria catastale, nelle more della presentazione, l’Agenzia del territorio procede alla determinazione di una superficie convenzionale, sulla base degli elementi in proprio possesso. Il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi corrispondente è corrisposto a titolo di acconto e salvo conguaglio. Le medesime disposizioni, si applicano ai c.d. “fabbricati fantasma” ai quali è stata attribuita la rendita presunta (comma 9)

nulla viene disposto per le aree scoperte (si applica, quindi, la superficie calpestabile)

nella determinazione della superficie non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente (comma 10)

… segue

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Le modifiche alla base imponibile3
Le modifiche alla base imponibile pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

la lettera b) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, nel modificare il comma 9 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011:

conferma l’utilizzo della superficie calpestabile per tutte le unità immobiliari diverse da quelle a destinazione ordinaria

prevede che per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano:

la superficie assoggettabile al tributo è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati

ai fini dell’applicazione del tributo si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini TARSU, TIA 1 o TIA 2

… segue

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Le modifiche alla base imponibile4
Le modifiche alla base imponibile pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

ai fini dell’attività di accertamento, il Comune può considerare come superficie assoggettabile al tributo quella pari all’80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138

con provvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio, sono stabilite le procedure di interscambio dei dati tra i Comuni e la predetta Agenzia

Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 marzo 2013

L’Agenzia delle Entrate rende disponibili ai Comuni i dati relativi alla superficie catastale, determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138, con riferimento alle unità immobiliari a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria.

L’Agenzia rende disponibili ai Comuni, ai fini delle attività di accertamento di cui all’art. 14, comma 9, del decreto legge n. 201 del 2011, i dati relativi alla superficie determinata scorporando, per le sole destinazioni abitative, le superfici di balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie, comunicanti o non comunicanti.

La data dalla quale è assicurata la fruibilità dei dati di cui ai commi precedenti è stabilita con apposito comunicato del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato sul sito internet della stessa Agenzia.

I Comuni, laddove riscontrino scostamenti significativi della superficie rispetto ai dati in loro possesso, possono segnalare tali incongruenze all’Agenzia.

I canali di comunicazione utilizzati per l’interscambio dei dati sono costituiti dalle piattaforme informatiche denominate “Portale per i Comuni” e “Sistema di Interscambio”.

L’interscambio dei dati di cui all’articolo 2 viene effettuato secondo le regole tecniche pubblicate sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nell’area relativa alle attività già di competenza dell’Agenzia del Territorio, all’indirizzo: http://www.agenziaterritorio.it/site.php?id=6255 .

… segue

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Le modifiche alla base imponibile5
Le modifiche alla base imponibile pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

la suddetta disciplina si applica fino all’attuazione delle disposizioni di cui al comma 9bis

la lettera c) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, aggiunge il comma 9bis all’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011 che dispone che:

nell’ambito della cooperazione tra i Comuni e l’Agenzia del territorio per la revisione del catasto, vengono attivate le procedure per l’allineamento tra i dati catastali relativi alle unità immobiliari a destinazione ordinaria e i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun comune, al fine di addivenire alla determinazione della superficie assoggettabile al tributo pari all’80 per cento di quella catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 138 del 1998

i Comuni comunicano ai contribuenti le nuove superfici imponibili adottando le più idonee forme di comunicazione e nel rispetto dell’articolo 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (garantire l’effettiva conoscenza da parte dei contribuenti)

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I dati da indicare nella dichiarazione
I dati da indicare nella dichiarazione pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Fonti legislative:

art. 14, commi 33 e 34, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214

art. 1, comma 387, lettera e), della legge 24 dicembre 2012, n. 228

Contenuto:

i soggetti passivi presentano la dichiarazione entro il termine stabilito dal Comune nel regolamento, fissato in relazione alla data di inizio del possesso, dell’occupazione o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili a tributo (nella TARSU 20 gennaio successivo)

nel caso di occupazione in comune di un fabbricato, la dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli occupanti

la dichiarazione deve essere redatta su modello messo a disposizione dal Comune

la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempreché non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo; in tal caso, la dichiarazione va presentata entro il termine stabilito dal Comune nel regolamento

… segue

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I dati da indicare nella dichiarazione1
I dati da indicare nella dichiarazione pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

la lettera e) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, aggiunge al comma 34 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011 la previsione secondo la quale:

al fine di acquisire le informazioni riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun comune, nella dichiarazione delle unità immobiliari a destinazione ordinaria devono essere obbligatoriamente indicati:

i dati catastali

il numero civico di ubicazione dell’immobile

il numero dell’interno, ove esistente

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Maggiorazione tariffaria
Maggiorazione tariffaria pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Fonti legislative:

art. 14, comma 13, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214

art. 10, comma 2, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito dalla legge _________

Contenuto:

alla tariffa si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni

con deliberazione del consiglio comunale, la maggiorazione può essere aumentata fino a 0,40 euro, anche graduandola in ragione della tipologia dell’immobile e della zona ove è ubicato

Disciplina per l’anno 2013

Art. 10, comma 2, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito dalla legge ________

I Comuni non possono aumentare la maggiorazione standard di 0,30 euro per metro quadrato

La predetta maggiorazione standard è riservata allo Stato

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Riduzione di risorse
Riduzione di risorse pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Fonti legislative:

art. 14, comma 13bis, del decreto legge 6/12/1111, n. 201 convertito dalla legge 22/12/11, n. 214

art. 10, comma 2, del decreto legge 8/04/13, n. 35 convertito dalla legge ___

Contenuto:

a decorrere dal 2013, il fondo sperimentale di riequilibrio e il fondo perequativo ed i trasferimenti erariali dovuti ai Comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna sono ridotti in misura corrispondente al gettito derivante dalla maggiorazione standard (0,30 euro per metro quadrato). In caso di incapienza ciascun Comune versa all’entrata del bilancio dello Stato le somme residue

con le procedure previste dall’articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42, le regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, nonché le Province autonome di Trento e di Bolzano, assicurano il recupero al bilancio statale del predetto maggior gettito dei Comuni ricadenti nel proprio territorio. Fino all’emanazione delle norme di attuazione di cui allo stesso articolo 27, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, è accantonato un importo pari al maggior gettito di cui al precedente periodo

Disciplina per l’anno 2013

Art. 10, comma 2, del decreto legge 8/04/13, n. 35 convertito dalla legge ___

Avendo previsto che la maggiorazione (0,30 euro per metro quadrato) è riservata allo Stato, non si applica la riduzione del Fondo di solidarietà comunale che, di conseguenza, viene aumentato di € 943,00 milioni

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Fonti legislative:

art. 14, comma 35, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201

art. 1, comma 387, lettera f), della legge 24 dicembre 2012, n. 228

art. 1bis, del decreto legge 14 gennaio 2013, n. 1

art. 10, comma 2, del decreto legge 8/04/13, n. 35 convertito dalla legge ___

Contenuto:

in deroga all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il tributo è versato esclusivamente al Comune

in mancanza di diversa deliberazione comunale:

il versamento è effettuato mediante bollettino di conto corrente postale ovvero con modello F24 (dovrà essere approvato il modello ovvero dovranno essere istituiti i codici tributo)

il versamento del tributo comunale per l’anno di riferimento è effettuato in 4 rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. È consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi1
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

la lettera f) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012 ha sostituito il comma 35 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011 disponendo che:

in deroga all’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997:

i Comuni possono affidare, fino al 31 dicembre 2013, la gestione del tributo o della tariffa di cui al comma 29 (e la maggiorazione?), ai soggetti che, alla data del 31 dicembre 2012, svolgevano, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della TARSU, della TIA 1 o della TIA 2

il tributo e la maggiorazione sono versati esclusivamente al Comune (la tariffa di cui al comma 29, invece, è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti)

… segue

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi2
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

in deroga all’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997:

il versamento del tributo, della tariffa di cui al comma 29 nonché della maggiorazione di cui al comma 13 è effettuato con il modello F24 nonché tramite apposito bollettino di conto corrente postale

con uno o più decreti del direttore generale del Dipartimento delle finanze del MEF, sono stabilite le modalità di versamento, assicurando in ogni caso la massima semplificazione degli adempimenti da parte dei soggetti interessati, prevedendo anche forme che rendano possibile la previa compilazione dei modelli di pagamento (decreto 14 maggio 2013)

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi3
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Decreto 14 maggio 2013 (in G.U. n. 116 del 20 maggio 2013)

approva il modello di bollettino di c/c postale

il modello può essere utilizzato dal 1° luglio 2013

Il versamento può essere effettuato presso qualsiasi ufficio postale ovvero tramite servizio telematico gestito da Poste Italiane S.p.A.; non è, invece, possibile il versamento tramite bonifico

il numero di conto corrente (1011136627) è unico per tutti i Comuni ed è obbligatoriamente intestato a “PAGAMENTO TARES”

Poste Italiane S.p.A. riversa all’Agenzia delle entrate le somme riscosse e trasmette alla struttura di gestione dell’F24 i dati analitici dei bollettini

la struttura di gestione dell’F24 accredita ai Comuni il gettito del tributo e della maggiorazione e all’affidatario del servizio di gestione dei rifiuti quello della tariffa ex comma 29

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi4
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Decreto 14 maggio 2013 (in G.U. n. 116 del 20 maggio 2013)

per l’anno 2013:

la maggiorazione è riversata allo Stato

il tributo è riversato, in caso di affidamento della riscossione al soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti, a quest’ultimo

la rendicontazione è eseguita, con cadenza settimanale, utilizzando il portale Siatel v2.0 – Punto Fisco

sul medesimo portale, i Comuni devono indicare alla struttura di gestione dell’F24 il codice IBAN e l’intestazione dei conti sui quali accreditare le somme riscosse

Allegato 3: modello di bollettino reperibile presso gli uffici postali

Allegato 2: modello precompilabile (previa autorizzazione alla stampa in proprio)

Nel bollettino manca lo spazio relativo al tributo provinciale (Tefa)

La Tares giornaliera (ivi compresa la maggiorazione giornaliera e la Tefa giornaliera) come si pagano?

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi5
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

il versamento del tributo, della tariffa di cui al comma 29 nonché della maggiorazione di cui al comma 13 per l’anno di riferimento è effettuato in quattro rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre (dal 1° al 16 di ciascun mese - decreto 14 maggio 2013)

i Comuni possono variare la scadenza e il numero delle rate di versamento

è consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno (dal 1° al 16 giugno - decreto 14 maggio 2013)

… segue

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi6
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

per l’anno 2013:

il termine di versamento della prima rata è comunque posticipato ad aprile (a luglio, ai sensi dell’art. 1bis, del decreto legge 14 gennaio 2013, n. 1), ferma restando la facoltà per il Comune di posticipare ulteriormente tale termine

fino alla determinazione delle tariffe ai sensi dei commi 23 e 29, l’importo delle corrispondenti rate è determinato in acconto, commisurandolo all’importo versato, nell’anno precedente, a titolo di TARSU o di TIA 1 oppure di TIA 2

per le nuove occupazioni decorrenti dal 1° gennaio 2013, l’importo delle corrispondenti rate di cui al periodo precedente è determinato tenendo conto delle tariffe relative alla TARSU o alla TIA 1 oppure alla TIA 2 applicate dal Comune nell’anno precedente

in ogni caso il versamento a conguaglio è effettuato con la rata successiva alla determinazione delle tariffe

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi7
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

per l’anno 2013:

il pagamento della maggiorazione di cui al comma 13 è effettuato in base alla misura standard, pari a 0,30 euro per metro quadrato, senza applicazione di sanzioni e interessi, contestualmente al tributo o alla tariffa di cui al comma 29, alla scadenza delle prime tre rate

l’eventuale conguaglio riferito all’incremento della maggiorazione fino a 0,40 euro è effettuato al momento del pagamento dell’ultima rata

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi8
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Versamento

il comma 2 dell’art. 10 del decreto legge 8 aprile 2013, convertito dalla legge ____________, ha stabilito che, in deroga all’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011, per il solo anno 2013, operano le seguenti disposizioni:

la scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo sono stabilite dal comune con propria deliberazione adottata, anche nelle more della regolamentazione comunale del nuovo tributo, e pubblicata, anche sul sito web istituzionale, almeno trenta giorni prima della data di versamento

Circolare 29 aprile 2013, n. 1/DF

La competenza è del Consiglio Comunale

In assenza di fissazione da parte del Comune del numero e della scadenza delle rate per l’anno 2013, ai sensi del comma 35 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2013, il versamento deve essere effettuato in due rate con scadenza, rispettivamente, a luglio ed ottobre 2013

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi9
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Versamento

il comma 2 dell’art. 10 del decreto legge 8 aprile 2013, convertito dalla legge ____________, ha stabilito che, in deroga all’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011, per il solo anno 2013, operano le seguenti disposizioni:

ai fini del versamento delle prime due rate del tributo, e comunque ad eccezione dell’ultima rata dello stesso, i Comuni possono inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati già predisposti per il pagamento della TARSU o della TIA 1 o della TIA 2, ovvero indicare le altre modalità di pagamento già in uso per gli stessi prelievi. I pagamenti di cui al periodo precedente, sono scomputati ai fini della determinazione dell’ultima rata dovuta, a titolo di TARES, per l’anno 2013

Circolare 29 aprile 2013, n. 1/DF

Nelle more dell’approvazione dei codici tributo per l’F24 e del bollettino di c/c postale “ministeriale”, non è possibile aprire un conto corrente postale intestato alla Tares né modificare l’intestazione degli strumenti di pagamento già in uso nel corso del 2012

la maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato (riservata allo Stato) è versata in unica soluzione unitamente all’ultima rata del tributo, utilizzando il modello F24 ovvero il bollettino di conto corrente postale

i Comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi10
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Versamento

A regime

In deroga all’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997:

- il tributo e la maggiorazione sono versati esclusivamente al Comune;

- la tariffa è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti

- il versamento del tributo, della tariffa e della maggiorazione è effettuato con il modello F24 ovvero con il bollettino di conto corrente postale

La gestione del tributo e della maggiorazione è effettuata direttamente dal Comune, salvo l’affidamento all’esterno ai sensi dell’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997

Salvo diversa deliberazione comunale, il versamento del tributo, della tariffa e della maggiorazione è effettuato in 4 rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. È consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi11
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Versamento

Per l’anno 2013

Modalità di gestione e riscossione

In deroga all’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997:

- i Comuni possono affidare la gestione del tributo e della tariffa ai soggetti che, alla data del 31 dicembre 2012, svolgevano, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della Tarsu o della Tia

I Comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti

La tariffa è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi12
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Versamento

Per l’anno 2013

Scadenza, numero ed importo delle rate

La scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo sono stabilite dal Comune con propria deliberazione adottata, anche nelle more della regolamentazione comunale del nuovo tributo, e pubblicata, anche sul sito web istituzionale, almeno trenta giorni prima della data di versamento

Fino alla determinazione delle tariffe, l’importo delle rate è determinato in acconto, commisurandolo all’importo versato, nell’anno precedente, a titolo di TARSU o di TIA

Per le nuove occupazioni decorrenti dal 1° gennaio 2013, l’importo delle rate di cui al periodo precedente è determinato tenendo conto delle tariffe relative alla TARSU o alla TIA applicate dal Comune nell’anno precedente

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi13
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Versamento

Per l’anno 2013

Modalità di pagamento

Ai fini del versamento delle prime due rate del tributo, e comunque ad eccezione dell’ultima rata dello stesso, i Comuni possono utilizzare le modalità di pagamento già in uso per la Tarsu o la Tia

Dalla terza rata, e comunque per l’ultima rata, il versamento è effettuato esclusivamente con il modello F24 ovvero il bollettino di conto corrente postale

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi14
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Versamento

Per l’anno 2013

Maggiorazione

La maggiorazione standard (pari a 0,30 euro per metro quadrato) è versata, direttamente allo Stato, in unica soluzione unitamente all’ultima rata del tributo, utilizzando il modello F24 ovvero il bollettino di conto corrente postale

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi15
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Ipotesi di riscossione per l’anno 2013

Riscossione senza avviso “bonario”

Pagamento 2013 in n. 3 rate (2 acconti ed un saldo):

rata acconto (notificata) scadenza 30 giugno 2013, importo pari a 6/12 della Tarsu (senza ex Eca e Meca) o della Tia (senza Iva) 2012 (per le occupazioni, detenzioni o possesso iniziate nel corso del 2013, commisurazione in base al numero effettivo di mesi fino a giugno 2013 applicando le tariffe 2012). Al predetto importo va applicato il tributo provinciale (Tefa)

rata acconto (notificata) scadenza 30 settembre 2013, importo pari a 3/12 della Tarsu (senza ex Eca e Meca) o della Tia (senza Iva) 2012 (per le occupazioni, detenzioni o possesso iniziate nel corso del 2013, commisurazione in base al numero effettivo di mesi fino a settembre 2013 applicando le tariffe 2012). Al predetto importo va applicato il tributo provinciale (Tefa). È possibile prevedere la possibilità di pagare entrambe le rate dell’acconto in unica soluzione entro il 30 giugno 2013 (scadenza della prima rata di acconto)

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi16
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Ipotesi di riscossione per l’anno 2013

Riscossione senza avviso “bonario”

Pagamento 2013 in n. 3 rate (2 acconti ed un saldo):

rata saldo (notificata) scadenza 31 dicembre 2013, importo Tares anno 2013 al netto degli importi richiesti (indipendentemente da quanto effettivamente pagato) per gli acconti. Al predetto importo va applicato il tributo provinciale (Tefa). In sede di saldo deve essere richiesta anche la maggiorazione di 0,30 euro a metro quadrato dovuta per l’intero anno 2013

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi17
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Ipotesi di riscossione per l’anno 2013

Riscossione senza avviso “bonario”

Pagamento 2013 in n. 3 rate (2 acconti ed un saldo):

notifica dell’eventuale conguaglio, per le variazioni intervenute ovvero dichiarate, entro il termine previsto dal regolamento comunale, dopo il calcolo del saldo (scadenza da stabilirsi nei primi mesi del 2014, in considerazione anche del termine previsto per la presentazione delle dichiarazioni di variazione) pari all’importo effettivamente dovuto a titolo di Tares, maggiorazione e tributo provinciale (Tefa) per l’anno 2013 al netto di quanto richiesto (indipendentemente da quanto effettivamente pagato) con gli acconti ed il saldo. In questa sede si deve effettuare anche il conguaglio relativo alle occupazioni o detenzioni temporanee, ex commi da 24 a 27 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011

tutto quanto non versato alle diverse scadenze è recuperato, mediante avviso di accertamento, con applicazione della sanzione del 30% e degli interessi di mora

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Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi18
Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative

Altra Ipotesi di riscossione per l’anno 2013

Riscossione con avviso “bonario”

Pagamento 2013 in n. 3 rate (2 acconti ed un saldo):

per le rate di acconto e saldo si applica la medesima disciplina sopra descritta (non si procede, però, alla notifica di una intimazione di pagamento bensì alla comunicazione di un invito al pagamento). Il conguaglio, invece, è pari all’importo effettivamente dovuto per l’anno 2013 al netto di quanto eventualmente già pagato. Il conguaglio (da notificare) contiene l’intimazione di pagamento e può prevedere anche più rate

l’importo contenuto nel conguaglio e non versato dal contribuente è recuperato, mediante avviso di accertamento, con applicazione della sanzione del 30% e degli interessi di mora

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Le attivit del consiglio comunale
Le attività del Consiglio Comunale servizi

approvare il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi

procedere alla assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani

approvare il Piano Finanziario

approvare le tariffe

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Il regolamento
Il regolamento servizi

Fonti legislative:

art. 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446

art. 13, comma 15, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201

art. 14 del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201

Contenuto:

il Comune può disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti

per quanto non regolamentato si applicano le disposizioni di legge

limiti alla potestà regolamentare:

individuazione e definizione:

delle fattispecie imponibili

dei soggetti passivi

dell’aliquota massima

organo competente:

il regolamento è approvato con deliberazione del consiglio comunale

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Il regolamento1
Il regolamento servizi

termine:

entro il termine previsto dalla legge statale per l’approvazione del bilancio di previsione

pubblicazione:

ai sensi del comma 15 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011, la deliberazione deve essere inviata al MEF entro trenta giorni dalla data in cui è divenuta esecutiva e, comunque, entro trenta giorni dalla data di scadenza del termine previsto per l’approvazione del bilancio di previsione

il mancato invio delle deliberazioni, nei predetti termini, è sanzionato, previa diffida da parte del Ministero dell’interno, con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo dell’invio, delle risorse a qualsiasi titolo dovute agli enti inadempienti

la pubblicazione in oggetto sostituisce l’avviso in Gazzetta Ufficiale previsto dall’art. 52, comma 2, terzo periodo, del decreto legislativo n. 446 del 1997.

impugnazione:

il Ministero ovvero altro soggetto che ha interesse ad agire possono impugnare il regolamento per vizi di legittimità avanti al Tar

il Tar può annullare il regolamento

il giudice tributario può, invece, soltanto disapplicare le disposizioni regolamentari ritenute illegittime ma non può annullare il regolamento

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Il regolamento2
Il regolamento servizi

Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi:

si deve istituire e disciplinare il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi

bisogna classificare le categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti

per le utenze domestiche bisogna disciplinare i criteri di determinazione del numero degli occupanti

per le utenze non domestiche bisogna disciplinare i criteri di applicazione della tariffa unica quando sono rinvenibili diverse tipologia di occupazioni

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Il regolamento3
Il regolamento servizi

Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi:

bisogna disciplinare l’applicazione del tributo in presenza di occupazioni miste (domestiche e non domestiche)

bisogna disciplinare le riduzioni obbligatorie per:

la raccolta differenziate da parte delle utenze domestiche

i rifiuti assimilati avviati al recupero

le utenze ubicate fuori dal perimetro di raccolta

il mancato svolgimento del servizio ovvero l’effettuazione in grave violazione della disciplina di riferimento ovvero per l’interruzione del servizio

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Il regolamento4
Il regolamento servizi

Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi:

è possibile prevedere e disciplinare le riduzioni facoltative:

abitazioni con unico occupante

abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo

locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente

abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero

fabbricati rurali ad uso abitativo

è possibile prevedere e disciplinare ulteriori riduzioni ed esenzioni

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Il regolamento5
Il regolamento servizi

Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi:

è possibili individuare le categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nella obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta

bisogna disciplinare l’obbligo dichiarativo

è possibile stabilire il numero di rate e la scadenza dei versamenti

bisogna stabilire la modalità di applicazione del tributo giornaliero

… segue

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Il regolamento6
Il regolamento servizi

Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi:

è possibile sostituire la tassa con una tariffa avente natura corrispettiva

è possibile affidare la gestione della tassa e della tariffa, limitatamente all’anno 2013, ai soggetti che, al 31 dicembre 2012, svolgevano, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della Tarsu, della Tia1 o della Tia2

è possibile posticipare il versamento della prima rata dell’anno 2013

è possibile disciplinare i conguagli

… segue

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Il regolamento7
Il regolamento servizi

Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi:

nell’applicazione delle sanzioni è possibile stabilire circostanze attenuanti o esimenti nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa statale

è possibile stabilire il tasso di interessi sia per gli accertamenti sia per i rimborsi

è possibile stabilire gli importi minimi al di sotto dei quali non si effettua il versamento e non si dispongono i rimborsi

è possibile disciplinare la compensazione

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Definizione di rifiuto – Art. 183 d.lgs. n. 152 del 2006

Ogni sostanza od oggetto di cui il detentore:

si disfi

abbia l’obbligo di disfarsi

abbia deciso di disfarsi

Per disfarsi si intende la destinazione della sostanza:

allo smaltimento

al recupero

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani1
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Classificazione dei rifiuti – Art. 184 d.lgs. n. 152 del 2006

I rifiuti sono classificati:

secondo l’origine:

rifiuti urbani

rifiuti speciali

secondo le caratteristiche di pericolosità:

in rifiuti pericolosi

rifiuti non pericolosi

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani2
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Classificazione dei rifiuti – Art. 184 d.lgs. n. 152 del 2006

Sono rifiuti urbani:

a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione

b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità

c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade

d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua

e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali

f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), e) ed e)

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani3
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Classificazione dei rifiuti – Art. 184 d.lgs. n. 152 del 2006

Sono rifiuti speciali:

a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali, ai sensi e per gli effetti dell'art. 2135 c.c.

b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 184-bis

c) i rifiuti da lavorazioni industriali

d) i rifiuti da lavorazioni artigianali

e) i rifiuti da attività commerciali

f) i rifiuti da attività di servizio

g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acquee dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi

h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani4
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Non rifiuti – Artt. 185 e 186 d.lgs. n. 152 del 2006

Non sono rifiuti:

acque di scarico

rifiuti radioattivi

rifiuti minerari e di cava

carogne, materie fecali e altre sostanze naturali utilizzate in agricoltura

esplosivi in disuso

vegetali non contaminati da alvei di scolo e irrigui

materiale litoide estratto dalla manutenzione di corsi d’acqua

terre e rocce da scavo destinate all’effettivo utilizzo

sottoprodotti impiegati senza operazioni preliminari

materiali che all’origine, senza trasformazioni preliminari, hanno carattere di materie secondarie

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani5
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Delibera di assimilazione – Art. 198, c.2, lettera g), del d.lgs. n. 152 del 2006

Natura giuridica:

atto regolamentare di competenza del consiglio comunale

Modalità di adozione:

deliberazione interministeriale del 27 luglio 1984 (in quanto non è stato ancora emanato il decreto ministeriale, previsto dalla lettera e) del comma 2 dell’art. 195 del decreto legislativo n. 152 del 2006, per la definizione dei criteri di assimilabilità dei rifiuti speciali a quelli urbani)

assimilazione esplicita

limiti qualitativi

limiti quantitativi (Corte di Cassazione, sez. trib., 16 giugno 2012, n. 9631)

… segue

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani6
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Delibera di assimilazione – Art. 198, c.2, lettera g), del d.lgs. n. 152 del 2006

Sostanze assimilabili:

rifiuti non domestici e non pericolosi

Sostanze non assimilabili:

non rifiuti

rifiuti pericolosi

imballaggi terziari (art. 226 del decreto legislativo n. 152 del 2006)

imballaggi secondari se non è stata attivata la raccolta differenziata (art. 226 del decreto legislativo n. 152 del 2006)

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani7
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Rifiuti sanitari assimilabili

DPR 15 luglio 2003, n. 254

Art. 2, comma 1, lett. g)

rifiuti delle cucine

rifiuti da ristorazione dei reparti di degenza non infettivi

vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi, rifiuti ingombranti

spazzatura e altri rifiuti non pericolosi assimilati agli urbani

indumenti e lenzuola monouso

gessi ortopedici e bende, assorbenti igienici, non dei degenti infettivi, pannolini pediatrici e i pannoloni, contenitori e sacche delle urine

rifiuti verdi

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L assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani8
L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani servizi

Linee guida Mef

Per le utenze di superficie complessiva, al netto delle superfici che non possono produrre rifiuti, superiore a mq. ___ (es. 500), si ha l’assimilazione qualora il rapporto tra la quantità globale (in Kg) di rifiuti prodotti e la superficie non superi il ___ % del valore massimo del corrispondente parametro Kd

[Opzionale] Sono comunque assimilati agli urbani i rifiuti che superano il limite quantitativo di cui al comma precedente, purché il Comune, anche tramite il Gestore del servizio ed effettuate le opportune verifiche, specifichi - entro … giorni dalla dichiarazione presentata ai sensi dell’articolo 10, comma 5, dalle utenze che ritengono di superare il predetto limite quantitativo di assimilazione - le specifiche misure organizzative atte a gestire tali rifiuti.

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Il piano finanziario
Il Piano Finanziario servizi

Fonti legislative:

decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158

Contenuto:

con il Piano Finanziario si determinano i costi del servizio:

distinguendoli in costi fissi e costi variabili

i costi sono classificati in:

costi operativi di gestione (CG)

costi comuni (CC)

costi d’uso del capitale (CK)

… segue

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Il piano finanziario1
Il Piano Finanziario servizi

Il piano finanziario comprende:

a) il programma degli interventi necessari, imposti dalla normativa ambientale o comunque deliberati dagli enti locali, e concernenti sia gli acquisti di beni o servizi, sia la realizzazione di impianti

b) il piano finanziario degli investimenti, che indica l’impiego di risorse finanziarie necessarie a realizzare gli interventi programmati;

c) la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonché il ricorso eventuale all’utilizzo di beni e strutture di terzi, o all’affidamento di servizi a terzi;

d) le risorse finanziarie necessarie, completando il piano finanziario degli investimenti e indicando in termini di competenza i costi e gli oneri annuali e pluriennali

 … segue

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Il piano finanziario2
Il Piano Finanziario servizi

Il piano finanziario deve essere corredato da una relazione nella quale sono indicati i seguenti elementi:

a) il modello gestionale ed organizzativo prescelto;

b) i livelli di qualità del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa;

c) la ricognizione degli impianti esistenti;

d) con riferimento al piano dell’anno precedente, l’indicazione degli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni

 … segue

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Il piano finanziario3
Il Piano Finanziario servizi

Predisposizione del Piano Finanziario:

collaborazione tra soggetto gestore del ciclo integrato dei rifiuti e Comune

Approvazione del Piano Finanziario:

Consiglio Comunale

Pubblicazione del Piano Finanziario:

all’albo pretorio per 15 giorni

Trasmissione del Piano Finanziario:

il soggetto gestore del ciclo integrato dei rifiuti urbani ovvero il Comune provvedono annualmente, entro il mese di giugno, a trasmettere all'Osservatorio nazionale sui rifiuti copia del piano finanziario e della relazione

i dati relativi alle componenti di costo della tariffa sono comunicati annualmente

Determinazione delle tariffe:

sulla base del Piano Finanziario sono determinate le tariffe a copertura integrale dei costi

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Il piano finanziario4
Il Piano Finanziario servizi

i costi operativi di gestione (CG):

Costi di gestione del ciclo dei servizi sui RSU indifferenziati (CGIND):

Costi Spazzamento e Lavaggio strade e piazze pubbliche (CSL) - FISSI

Costi di Raccolta e Trasporto RSU (CRT) - VARIABILI

Costi di Trattamento e Smaltimento RSU (CTS) - VARIABILI

Altri Costi (AC) (ad es. accantonamenti per rischi vari, costi per campagne informative, ecc.) – FISSI

Costi di gestione del ciclo della raccolta differenziata (CGD):

Costi di Raccolta Differenziata per materiale (CRD) - VARIABILI

Costi di Trattamento e Riciclo (CTR) (al netto dei proventi della vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti) - VARIABILI

Nel computo dei costi CGD non sono inclusi:

i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio coperti dal Conai

i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio secondari e terziari, a carico dei produttori e utilizzatori

… segue

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Il piano finanziario5
Il Piano Finanziario servizi

I costi operativi di gestione fanno riferimento alle voci di bilancio per le seguenti categorie:

B6 = Costi per materie di consumo e merci (al netto di resi, abbuoni e sconti)

B7 = Costi per servizi

B8 = Costi per godimento di beni di terzi

B9 = Costo del personale

B11 = Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

B12 = Accantonamento per rischi, nella misura massima ammessa dalle leggi e prassi fiscali

B13 = Altri accantonamenti

B14 = Oneri diversi di gestione

… segue

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Il piano finanziario6
Il Piano Finanziario servizi

Nel Costo del personale (B9) va ricompreso anche il personale interinale, ma non il lavoro autonomo (va in B7). Comprende salari e stipendi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza e simili (art. 2425 c.c.). Si computa entro il 50% e la parte restante va in CGG (Costi generali di gestione).

Tributo speciale per lo smaltimento dei rifiuti in discarica: costituisce elemento di costo (CTS) e come tale va inserito sotto la voce servizi (B7).

Operazioni di sgombero della neve: i costi non vanno inseriti nel Piano

Risorse con impiego promiscuo: imputazione pro quota.

Verde pubblico. No manutenzione e gestione del verde. Sì raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti verdi.

… segue

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Il piano finanziario7
Il Piano Finanziario servizi

Accantonamenti per rischi (B12): passività probabili

- fondo rischi per cause in corso (ad es. per danni a terzi) escluse quelle relative a imposte (che vanno imputate alla voce B14);

- il fondo rischi per garanzie prestate a terzi (fidejussioni, avalli, girate, ecc.);

- il fondo per rischi non assicurati.

Altri accantonamenti (B13):

- fondo sostituzione e ripristino beni gratuitamente devolvibili (art.107, comma 2, TUIR);

- il fondo manutenzione e ripristino dei beni di azienda condotta in affitto o in usufrutto;

- fondo recupero ambientale.

Non vi rientrano gli accantonamenti per quiescenza e previdenza di cui all’art.107, comma 2, TUIR, in quanto già ricompresi nel costo del personale (voce B9).

… segue

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Il piano finanziario8
Il Piano Finanziario servizi

Oneri diversi (B14): gestione isole ecologiche, relativi sistemi informativi, azioni tese alla riduzione dei rifiuti (compostiere domestiche), attività di educazione ambientale mirata e campagne informative relative all’uso dei servizi.

Mutui. Nel caso in cui il comune abbia stipulato mutui per investimenti in attrezzature, impianti o immobili, le rate di mutuo non rientrano in quanto tali nei costi da inserire nel PEF, perché esse rappresentano un mero movimento di danaro, che non trova spazio in un documento redatto secondo criteri di contabilità economica. Rilevano, invece, gli interessi passivi di mutuo, da qualificare come costi comuni (CC), nonché le quote di ammortamento o i nuovi investimenti finanziati col mutuo, da qualificare come costi d’uso del capitale (CK).

… segue

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Il piano finanziario9
Il Piano Finanziario servizi

i costi comuni (CC):

Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso (CARC) - FISSI

costi del personale, compensi per consulenze, acquisto di beni e servizi da terzi

Costi Generali di Gestione (CGG) - FISSI

quelli relativi al personale, di cui alla lettera B9 del precedente punto in misura non inferiore al 50% del loro ammontare

Costi Comuni Diversi (CCD) - FISSI

al netto del recupero dell’evasione e del contributo del MUIR

costi per studi e consulenze non inseribili nei costi operativi o nei costi amministrativi

il fondo rischi crediti

gli interessi passivi

i Crediti inesigibili (per la parte non coperta da fondi svalutazione o rischi ovvero da garanzia assicurativa) divengono CCD quando:

la perdita risulta da elementi “certi e precisi”

se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali

Il criterio di allocazione dei costi comuni raccomandato è fondato sulla ponderazione rispetto all'incidenza del costo degli addetti (70%) ed alla incidenza del costo operativo sul totale (30%).

… segue

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Il piano finanziario10
Il Piano Finanziario servizi

i costi d’uso del capitale (CK):

Ammortamenti (Amm.) - FISSI

Accantonamenti (Acc.) - FISSI

Remunerazione del capitale investito (R) – FISSI

(2) CKn = Ammn + Accn + Rn

la remunerazione del capitale (Rn) è, almeno inizialmente, pari al prodotto tra tasso di remunerazione indicizzato all’andamento medio annuo del tasso dei titoli di Stato (Ts) aumentato di 2 punti percentuali e capitale netto investito dell’anno precedente (KNn-1) aumentato dei nuovi investimenti (In), ossia:

Rn = (Ts + 2%) x (KNn-1+ In)

… segue

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Il piano finanziario11
Il Piano Finanziario servizi

Il metodo prevede altresì che “in seguito” la remunerazione del capitale (Rn) è sviluppata nel tempo in base alla seguente formula:

(3) Rn = rn (KNn-l + In + Fn)

dove:

rn = tasso di remunerazione del capitale impiegato, non meglio identificato;

KNn-1 = capitale netto contabilizzato dell’esercizio precedente (immobilizzazioni nette);

In = investimenti realizzati nell’esercizio di riferimento;

Fn = fattore correttivo in aumento per gli investimenti programmati e in riduzione per l’eventuale

scostamento negativo ex-post, cioè riferito all’anno precedente, tra investimenti realizzati e

investimenti programmati.

La maggior indeterminatezza di quest’ultima formula ne consiglia un uso assai cauto.

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Tariffe
Tariffe servizi

Fonti legislative:

decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158

Contenuto:

con la delibera di fissazione delle tariffe bisogna imputare i costi alle utenze domestiche ed alle utenze non domestiche

con la delibera di fissazione delle tariffe bisogna determinare:

per la parte variabile delle utenze domestiche:

il coefficiente Kb (coefficiente proporzionale di produttività per numero di componenti del nucleo familiare)

per la parte fissa delle utenze non domestiche:

il coefficiente Kc (coefficiente potenziale produzione)

per la parte variabile delle utenze non domestiche:

il coefficiente Kd (coefficiente produzione Kg/m2anno)

… segue

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Tariffe1
Tariffe servizi

Tariffa:

Parte fissa: in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti

Parte variabile: rapportata alla quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione

La tariffa è articolata per fasce di utenza domestica e non domestica

La tariffa è articolata con riferimento alle caratteristiche delle diverse zone del territorio comunale, ed in particolare alla loro destinazione a livello di pianificazione urbanistica e territoriale, alla densità abitativa, alla frequenza e qualità dei servizi da fornire, secondo modalità stabilite dal comune

… segue

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Tariffe2
Tariffe servizi

Tariffa per le utenze domestiche:

Parte fissa: è determinata in modo da privilegiare i nuclei familiari più numerosi e le minori dimensioni dei locali

Parte variabile:

è rapportata ai Kg di rifiuti differenziati ed indifferenziati prodotti da ciascuna utenza

gli enti locali che non abbiano validamente sperimentato tecniche di calibratura individuale degli apporti possono applicare un sistema presuntivo, prendendo a riferimento la produzione media comunale procapite, desumibile da tabelle predisposte annualmente sulla base dei dati elaborati dalla Sezione nazionale del Catasto dei rifiuti

… segue

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Tariffe3
Tariffe servizi

Tariffa per le utenze non domestiche:

Si applica alle comunità, alle attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere

Parte fissa: coefficiente di potenzialità di produzione dei rifiuti per unità di misura (stabilito dal Comune tra un minimo ed un massimo)

Parte variabile:

quantità di rifiuti effettivamente prodotta da ciascuna utenza

gli enti locali non ancora organizzati applicano un sistema presuntivo, prendendo a riferimento, per ciascuna tipologia di attività, la produzione annua per mq ritenuta congrua nell’ambito degli intervalli determinati

… segue

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Tariffe4
Tariffe servizi

Agevolazioni e coefficienti di riduzione:

gli enti locali assicurano le agevolazioni per la raccolta differenziata attraverso l'abbattimento della parte variabile della tariffa per una quota, determinata dai medesimi enti, proporzionale ai risultati, singoli o collettivi, raggiunti dalle utenze in materia di conferimento a raccolta differenziata

per le utenze non domestiche, sulla parte variabile della tariffa è applicato un coefficiente di riduzione, da determinarsi dall'ente locale, proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato a recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l'attività di recupero dei rifiuti stessi

L'ente locale può elaborare coefficienti di riduzione che consentano di tenere conto delle diverse situazioni relative alle utenze domestiche e non domestiche non stabilmente attive sul proprio territorio

… segue

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Tariffe5
Tariffe servizi

Tariffa di riferimento:

La tariffa di riferimento deve coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani e deve rispettare la seguente equivalenza:

(1) Tn = (CG + CC)n-1 (1 + IPn - Xn) + CKn

Tn = totale delle entrate tariffarie di riferimento

CGn-1 = costi di gestione del ciclo dei servizi attinenti i rifiuti solidi urbani dell'anno precedente

CCn-1 = costi comuni imputabili alle attività relative ai rifiuti urbani dell'anno precedente

IPn = inflazione programmata per l'anno di riferimento

Xn = recupero di produttività per l'anno di riferimento

CKn = costi d'uso del capitale relativi all'anno di riferimento

Nel Tares “tributo” l’IVA non è detraibile e non va addebitata agli utenti

… segue

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Tariffe6
Tariffe servizi

Suddivisione della tariffa:

La tariffa si compone di due parti:

Parte fissa

Parte variabile

(4) T = TF + TV

dove:

T = tariffa

TF = tariffa fissa

TV = tariffa variabile

… segue

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Tariffe7
Tariffe servizi

Suddivisione della tariffa:

La parte fissa ( TF) deve coprire i costi indicati nella seguente equivalenza:

(5) TF = CSL + CARC + CGG + CCD + AC + CK

dove:

CSL = Costi Spazzamento e Lavaggio strade e piazze pubbliche

CARC = Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso

CGG = Costi Generali di Gestione

CCD = Costi Comuni Diversi

AC = Altri Costi

CK = Costi d'uso del capitale

Gli enti locali che conferiscono a smaltimento i rifiuti indifferenziati presso impianti di terzi, richiedono che il soggetto gestore dell'impianto evidenzi, all'interno del prezzo richiesto, la quota relativa ai costi riconducibili all'impiego del capitale (CK), al fine di attribuirli nella parte fissa della tariffa

… segue

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Tariffe8
Tariffe servizi

Suddivisione della tariffa:

La parte variabile ( TV) deve coprire i costi indicati nella seguente equivalenza:

(6) TV = CRT + CTS + CRD + CTR

dove:

CRT = Costi di Raccolta e Trasporto RSU

CTS = Costi di Trattamento e Smaltimento RSU

CRD = Costi di Raccolta Differenziata per materiale

CTR = Costi di Trattamento e Riciclo (al netto dei proventi della vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti)

… segue

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Tariffe9
Tariffe servizi

Tariffa utenze domestiche:

Quota fissa:

(7) TFd(n, S) = Quf · S · Ka(n)

dove:

TFd(n, S) = Quota fissa della tariffa per un'utenza domestica con n componenti il nucleo familiare e una superficie pari a S

n = Numero di componenti del nucleo familiare

S = Superficie dell'abitazione (m2)

Quf = Quota unitaria (€/m2), determinata dal rapporto tra i costi fissi attribuibili alle utenze domestiche e la superficie totale delle abitazioni occupate dalle utenze medesime, corretta per il coefficiente di adattamento (Ka)

. … segue

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Tariffe10
Tariffe servizi

Tariffa utenze domestiche:

Quota fissa:

(8) Quf = Ctuf/ aStot(n) · Ka(n)

dove:

Ctuf = Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze domestiche

Stot(n) = Superficie totale delle utenze domestiche con n componenti del nucleo familiare

Ka(n) = Coefficiente di adattamento che tiene conto della reale distribuzione delle superfici degli immobili in funzione del numero di componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. I valori di tali coefficienti sono riportati nelle tabelle 1a e 1b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente, sulla base dei dati ISTAT . … segue

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Tariffe11
Tariffe servizi

Tabella 1a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche

. … segue

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Tariffe12
Tariffe servizi

Tabella 1b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche

. … segue

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Tariffe13
Tariffe servizi

Definizione dell'Area Geografica in accordo con la suddivisione ISTAT

Nord: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna

Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio

Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna

. … segue

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Tariffe14
Tariffe servizi

Tariffa utenze domestiche:

Quota variabile:

(9) TVd = Quv · Kb(n) · Cu

dove:

TVd = Quota variabile della tariffa per un'utenza domestica con n componenti il nucleo familiare.

Quv = Quota unitaria, determinata dal rapporto tra la quantità totale di rifiuti prodotta dalle utenze domestiche e il numero totale delle utenze domestiche in funzione del numero di componenti del nucleo familiare delle utenze medesime, corrette per il coefficiente proporzionale di produttività (Kb)

Cu = Costo unitario (€/kg). Tale costo è determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze domestiche e la quantità totale di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche

. … segue

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Tariffe15
Tariffe servizi

Tariffa utenze domestiche:

Quota variabile:

(10) Quv = Qtot/ n N(n) · Kb(n)

 dove:

Qtot = Quantità totale di rifiuti

N(n) = Numero totale delle utenze domestiche in funzione del numero di componenti del nucleo familiare.

Kb (n) = Coefficiente proporzionale di produttività per utenza domestica in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. I valori di tali coefficienti sono riportati nella tabella 2.

  . … segue

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Tariffe16
Tariffe servizi

Tabella 2 - Coefficienti per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze domestiche

. … segue

Pagina 102


Tariffe17
Tariffe servizi

Tariffa utenze non domestiche:

Quota fissa:

(11) TFnd(ap, Sap) = Qapf · Sap (ap) · Kc(ap)

dove:

TFnd(ap, Sap) = Quota fissa della tariffa per un'utenza non domestica di tipologia di attività produttiva ap e una superficie pari a Sap.

Sap = Superficie dei locali dove si svolge l'attività produttiva.

Qapf = Quota unitaria (€/m2), determinata dal rapporto tra i costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche e la superficie totale dei locali occupati dalle utenze medesime, corretta per il coefficiente potenziale di produzione (Kc)

. … segue

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Tariffe18
Tariffe servizi

Tariffa utenze non domestiche:

Quota fissa:

(12) Qapf = Ctapf/ ap Stot(ap) · Kc(ap)

dove:

Ctapf = Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche.

Stot(ap) = Superficie totale dei locali dove si svolge l'attività produttiva ap.

Kc (ap) = Coefficiente potenziale di produzione che tiene conto della quantità potenziale di produzione di rifiuto connesso alla tipologia di attività. Gli intervalli dei valori attribuibili a tale coefficiente, che dovrà essere determinato dall'ente locale, sono riportati nelle tabelle 3a e 3b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente.

. … segue

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Tariffe19
Tariffe servizi

Tabella 3a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe20
Tariffe servizi

Tabella 3a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe21
Tariffe servizi

Tabella 3a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe22
Tariffe servizi

Tabella 3a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche

I coefficienti potenziali di produzione si intendono come parametri di rapporto tra le varie categorie di utenza . … segue

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Tariffe23
Tariffe servizi

Tabella 3b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe24
Tariffe servizi

Tabella 3b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe25
Tariffe servizi

Tabella 3b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche

I coefficienti potenziali di produzione si intendono come parametri di rapporto tra le varie categorie di utenza.

. … segue

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Tariffe26
Tariffe servizi

Tariffa utenze non domestiche:

Quota variabile:

(13) TVnd(ap,Sap) = Cu · Sap(ap) · Kd(ap)

dove:

TVnd(ap, Sap) = Quota variabile della tariffa per un'utenza non domestica di tipologia di attività produttiva ap e una superficie pari a Sap.

Cu = Costo unitario(€/kg). Tale costo é determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze non domestiche e la quantità totale di rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche.

Sap = Superficie dei locali dove si svolge l'attività produttiva;

Kd(ap) = Coefficiente potenziale di produzione in kg/m2 anno che tiene conto della quantità di rifiuto minima e massima connessa alla tipologia di attività. Nelle tabelle 4a e 4b sono riportati, per le tre aree geografiche per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5.000 abitanti rispettivamente, gli intervalli di variazione di tali coefficienti in proporzione alle tipologie di attività.

. … segue

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Tariffe27
Tariffe servizi

Tabella 4a - Interventi di produzione kg/m2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe28
Tariffe servizi

Tabella 4a - Interventi di produzione kg/m2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe29
Tariffe servizi

Tabella 4a - Interventi di produzione kg/m2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

Pagina 115


Tariffe30
Tariffe servizi

Tabella 4a - Interventi di produzione kg/m2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

Pagina 116


Tariffe31
Tariffe servizi

Tabella 4b - Intervalli di produzione kg/m2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe32
Tariffe servizi

Tabella 4b - Intervalli di produzione kg/m2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche

. … segue

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Tariffe33
Tariffe servizi

Tabella 4b - Intervalli di produzione kg/m2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche

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La sospensione del versamento dell acconto 2013
La sospensione del versamento dell’acconto 2013 servizi

Decreto legge 21 maggio 2013, n. 54 (in G.U. n. 117 del 21.05.2013)

Artt. 1 e 2

Sospensione del termine per il versamento dell’acconto 2013 per:

  • l’abitazione principale e le relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari

  • gli alloggi regolarmente assegnati dagli Iacpo dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli Iacp

  • i terreni agricoli

  • i fabbricati rurali (abitativi e strumentali)

    Entro il 31 agosto 2013 dovrà essere attuata la riforma della fiscalità sugli immobili, includendo anche la Tares

    In caso di mancata riforma entro la predetta data, il termine per il versamento della rata sospesa è fissato al 16 settembre 2013

    … segue


La sospensione del versamento dell acconto 20131
La sospensione del versamento dell’acconto 2013 servizi

Decreto legge 21 maggio 2013, n. 54 (in G.U. n. 117 del 21.05.2013)

Artt. 1 e 2

Copertura:

  • Ulteriore incremento, sino al 30 settembre 2013, del limite massimo di ricorso all’anticipazione di tesoreria (3/12, per il 2013 5/12) di un importo, come risultante per ciascun Comune, dall’allegato A al presente decreto, pari al 50%:

    • del gettito IMU 2012 dell’abitazione principale e relative pertinenze (aliquota di base o quella maggiorata se deliberata dal Comune) – € 2,041 miliardi

    • del gettito IMU 2012 degli immobili Coop e Iacp (comprensivo delle variazioni deliberate dal Comune) – € 38,1 milioni

    • del gettito IMU 2012 dei terreni agricoli e dei fabbricati rurali (comprensivo delle variazioni deliberate dal Comune) - € 347,2milioni

  • Gli oneri per interessi a carico dei Comuni (€ 18,2 milioni) per l’attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria sono rimborsati a ciascun Comune dal ministero dell’interno, con le modalità e termini fissati con decreto del ministero da adottare entro il 10 giugno 2013



L approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013
L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013

Approvazione delle aliquote e del regolamento

  • Aliquote (art. 1, c. 169, legge n. 296 del 2006):

    • entro il termine previsto per la deliberazione del bilancio di previsione

    • effetti dal 1° gennaio

    • proroga «automatica»

  • Regolamenti (art. 52, decreto legislativo n. 446 del 1997):

    • entro il termine previsto per la deliberazione del bilancio di previsione

      Art. 53, c.16, legge 388 del 2000

      le tariffe, le aliquote ed i regolamenti se approvati successivamente all’inizio dell’esercizio ma nei termini previsti per la deliberazione del bilancio di previsione hanno effetto dal 1° gennaio

      … segue


L approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 20131
L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013

Comuni della Regione Friuli Venezia Giulia

Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 27 (legge finanziaria 2013)

Art. 14, comma 29

  • il bilancio deve essere approvato entro 60 giorni dall’approvazione della deliberazione della Giunta regionale in materia di patto di stabilità interno

  • in presenza di motivate esigenze, l’Assessore regionale competente in materia di autonomie locali, con proprio decreto, potrà ulteriormente differire tale termine

    art. 14, comma 32

    Gli enti locali del Friuli Venezia Giulia possono adottare provvedimenti in materia tributaria e tariffaria anche dopo l'adozione del bilancio e comunque non oltre la data fissata da norme statali per l'approvazione del bilancio, limitatamente:

    a) alle materie sulle quali sono intervenute modificazioni da parte della legge finanziaria dello Stato per l'anno di riferimento o da altri provvedimenti normativi dello Stato;

    b) ad aspetti conseguenti all'adozione di atti amministrativi o interpretativi da parte dello Stato o dall'amministrazione finanziaria e tributaria che incidono sulle modalità di applicazione del tributo o della tariffa.

    … segue


L approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 20132
L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013

Approvazione delle aliquote e del regolamento:

Art. 1, comma 444, della legge 24 dicembre 2012, n. 228

Per il ripristino degli equilibri di bilancio (art. 193 TUEL), le aliquote e le tariffe dei tributi comunali possono essere modificate entro il termine previsto per la deliberazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio

(30 settembre)

Applicabilità: solo aliquote (no regolamento)

Condizione: accertato squilibrio

Limiti: importo necessario per il riequilibrio

Effetti: non applicabile all’acconto


L approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 20133
L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013

Pubblicazione delle aliquote e del regolamento

Art. 13, comma 15, del decreto legge n. 201 del 2011

  • le deliberazioni (aliquote e regolamento) delle entrate comunali devono essere inviate al Mef, entro 30 giorni dalla data in cui sono divenute esecutive e, comunque, entro 30 giorni dalla data di scadenza del termine previsto per l’approvazione del bilancio di previsione

  • il mancato invio delle deliberazioni, nei predetti termini, è sanzionato, previa diffida da parte del Ministero dell’interno, con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo dell’invio, delle risorse a qualsiasi titolo dovute agli enti inadempienti

  • non bisogna pubblicare l’avviso in Gazzetta Ufficiale

  • la pubblicazione è conoscitiva e non costitutiva … segue


L approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 20134
L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013

Art. 13, comma 13bis, del decreto legge n. 201 del 2011

(prima della modifica)

  • a decorrere dall’anno d’imposta 2013, l’efficacia della deliberazione delle aliquote e della detrazione decorre dalla data di pubblicazione sul sito informatico del MEF. Gli effetti retroagiscono al 1° gennaio dell’anno di pubblicazione a condizione che la pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell’anno di riferimento. A tal fine, l’invio deve avvenire entro il 23 aprile. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 30 aprile, le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno

    Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF

    Il Comune che intende modificare le aliquote dell’imposta municipale propria e/o la detrazione prevista per l’abitazione principale per l’anno 2013 deve trasmettere la relativa delibera al Ministero dell’economia e delle finanze entro il prossimo 23 aprile, per permetterne la pubblicazione entro il successivo 30 aprile.

    In caso di mancata pubblicazione, ai fini del calcolo dell’acconto, si utilizzano le aliquote 2012.

    L’invio deve essere effettuato esclusivamente in via telematica

    Qualora il Comune vuole, invece, confermare per il 2013 le aliquote deliberate per l’anno 2012, non essendo necessaria una delibera confermativa, deve soltanto accertarsi che queste ultime siano state pubblicate sul sito informatico del Mef; in caso contrario, deve inviare la delibera con le medesime modalità sopra riportate.


L approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 20135
L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013

Decreto legge 8 aprile 2013, n. 35

Art. 10, comma 4, lettera b)

La norma sostituisce il comma 13bis dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011

Conferma, a decorrere dall’anno 2013, l’obbligo di pubblicare le deliberazioni delle aliquote e delle detrazioni, esclusivamente per via telematica, sul sito del Mef

Chiarisce che la pubblicazione avviene mediante l’inserimento del testo nell’apposita sezione del Portale del federalismo fiscale

Estende il predetto obbligo anche ai regolamenti

Prevede che, nella stessa sezione del Portale, i Comuni devono inserire anche gli elementi risultanti dalle delibere, secondo le indicazioni fornite dal Mef sentita l’Anci

Conferma che l’efficacia delle deliberazione decorre dalla data di pubblicazione delle stesse nel sito del Mef (valenza costitutiva)

Elimina la previsione della condizione della pubblicazione delle delibere entro il 30 aprile per fare retroagire gli effetti al 1° gennaio

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L approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 20136
L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013

Decreto legge 8 aprile 2013, n. 35

Art. 10, comma 4, lettera b)

Prevede che per il versamento dell’acconto bisogna tenere conto degli atti pubblicati sul sito Mef entro il 16 maggio (il Comune deve inviarli entro il 9 maggio); in mancanza, il versamento è effettuato nella misura del 50% dell’imposta calcolata sulla base delle aliquote e della detrazione (e dei regolamenti) dell’anno precedente

Prevede che per il versamento del saldo per l’intero anno, a conguaglio dell’acconto, bisogna tenere conto degli atti pubblicati sul sito Mef entro il 16 novembre (il Comune deve inviarli entro il 9 novembre); in mancanza, si applicano gli atti pubblicati entro il 16 maggio dell’anno di riferimento oppure, in mancanza, quelli adottati per l’anno precedente

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Aliquote pubblicazione disciplina dal 2013
Aliquote – Pubblicazione - Disciplina dal 2013 regolamenti dal 2013

Circolare 29 aprile 2013, n. 1/DF

La natura costitutiva della pubblicazione sul sito del Mef riguarda anche il regolamento IMU e non più, come in passato, soltanto le aliquote e la detrazione

La compilazione della griglia riassuntiva delle aliquote e dei regimi agevolativi deliberati non incide sull’efficacia costitutiva delle deliberazione che è data esclusivamente dalla pubblicazione di tali atti nel sito informatico del Mef

Per le modalità di inserimento dei dati in questione e per la data di attivazione di tale sistema occorre, comunque, attendere, come prescrive la stessa disposizione, le indicazioni fornite da questo Dipartimento, sentita l’Associazione nazionale dei comuni d’Italia (ANCI)

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La riserva di gettito a favore dello stato per l anno 2012
La riserva di gettito a favore dello Stato Stato(per l’anno 2012)

Fonti legislative:

art. 13, commi 10 e 11, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214

Contenuto:

il comma 11 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 riserva allo Stato il gettito dell’imposta, calcolata allo 0,38%, relativo a tutti gli immobili ad esclusioni:

di quelli adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze (con la circolare 18 maggio 2012, n. 3/DF è stato chiarito che la riserva di gettito non spetta, altresì, per gli immobili che il Comune, con proprio regolamento, ha assimilato all’abitazione principale)

dei fabbricati rurali ad uso strumentale per l’esercizio dell’attività agricola

degli immobili posseduti dal Comune nel proprio territorio

il comma 10 dello stesso art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 esclude dalla riserva anche:

le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari

gli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP

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La riserva di gettito a favore dello stato per l anno 20121
La riserva di gettito a favore dello Stato Stato(per l’anno 2012)

Contenuto:

il comma 11 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 dispone, altresì, che:

la quota di imposta riservata allo Stato è versata allo stesso unitamente all’imposta di competenza del Comune

per l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso si applicano le disposizioni vigenti in materia di imposta municipale propria

le attività di accertamento e riscossione dell’imposta erariale sono svolte dal Comune al quale spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attività a titolo di imposta, interessi e sanzioni (agli interpelli deve dare risposta il Comune – Risoluzione 6/7/12, n. 73/E)

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Modifica della riserva di gettito a favore dello stato dall anno 2013
Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato Stato(dall’anno 2013)

Fonti legislative:

art. 1, comma 380, lettere a), f), g), h) ed i), della legge 24 dicembre 2012, n. 228

Contenuto:

il comma 380 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012:

alla lettera a) sopprime la riserva di gettito a favore dello Stato

alla lettera f) istituisce a favore dello Stato la riserva di gettito dell’imposta, calcolata allo 0,76%, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D

alla lettera g) stabilisce che, con riferimento ai predetti immobili, i Comuni possono aumentare sino a 0,3 punti percentuali l’aliquota dello 0,76%

alla lettera h) abroga il comma 11 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011

alla lettera i) prevede che la riserva dello 0,76% può essere modificata a seguito della verifica del gettito dell’imposta municipale propria riscontrato per il 2012, da effettuarsi entro il mese di febbraio 2013 ai sensi del comma 3 dell’art. 5 dell’Accordo del 1° marzo 2012 presso la Conferenza Stato-città ed autonomie locali

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Modifica della riserva di gettito a favore dello stato dall anno 20131
Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato Stato(dall’anno 2013)

Accordo 01/03/2012 Conferenza Stato-città ed autonomie locali – Art. 5

3. Entro il mese di febbraio del 2013 verranno effettuate le ulteriori verifiche in ragione del pagamento a saldo del mese di dicembre, in base ai dati disponibili attraverso il modello F24.

Decreto legge 10/10/2012, n. 174 convertito dalla legge 7/12/2012, n. 213 – Art. 9

6-bis. A seguito della verifica del gettito dell’imposta municipale propria dell’anno 2012, da effettuare entro il mese di febbraio 2013, si provvede all’eventuale conseguente regolazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e i comuni, nell’ambito delle dotazioni del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali previste a legislazione vigente.

Legge 24 dicembre 2012, n. 228 - Art. 1

383. La verifica del gettito dell’imposta municipale propria dell’anno 2012, di cui al comma 6-bis dell’articolo 9 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, avviene utilizzando anche i dati relativi alle aliquote e ai regimi agevolativi deliberati dai singoli Comuni e raccolti dall’IFEL nell’ambito dei propri compiti istituzionali sulla base di una metodologia concordata con il Ministero dell’economia e delle finanze.

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Modifica della riserva di gettito a favore dello stato dall anno 20132
Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato Stato(dall’anno 2013)

Fabbricato accatastato in categoria “D” (no D/5). Aliquota base non variata

Fabbricato accatastato in categoria “D” (no D/5). Aliquota base all’1%

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Modifica della riserva di gettito a favore dello stato dall anno 20133
Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato Stato(dall’anno 2013)

Conseguenze e commenti:

anche per il 2013 ed il 2014 vi sarà ancora l’anomala previsione di un gettito erariale su un tributo comunale

la nuova riserva si è resa necessaria per garantire i saldi programmati di finanza pubblica

diversa incidenza sulle risorse dei singoli Comuni in considerazione della presenza più o meno importante di fabbricati D (tutto dipenderà dai criteri di alimentazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale)

per i possessori di immobili diversi da fabbricati D si semplificano gli adempimenti (gli effetti sulla pressione fiscale dipenderanno dalle scelte dei Comuni)

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Modifica della riserva di gettito a favore dello stato dall anno 20134
Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato Stato(dall’anno 2013)

Conseguenze e commenti:

per i possessori di fabbricati D gli effetti sulla pressione fiscale dipenderanno dalle scelte dei Comuni, però, le conseguenze dirette sono:

la scomparsa della possibilità, prevista per il 2012, di applicare una aliquota inferiore allo 0,76% (fino allo 0,46% ovvero fino allo 0,4%, per gli immobili, tra i quali anche quelli accatastati nel gruppo D, non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’art. 43 del TUIR ovvero posseduti dai soggetti passivi Ires ovvero locati ovvero fino allo 0,38% per i cc.dd. “beni merce”) – Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF

semplificazione del calcolo dell’imposta e degli obblighi di versamento (l’imposta è dovuta interamente allo Stato). Detta semplificazione non si avrà se il Comune deciderà di aumentare l’aliquota dello 0,76% (sarà ancora necessaria la ripartizione dell’imposta tra Comune e Stato)

… segue

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Modifica della riserva di gettito a favore dello stato dall anno 20135
Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato Stato(dall’anno 2013)

Dubbi applicativi:

mancato coordinamento normativo:

quale aliquota si applica ai fabbricati strumentali all’esercizio dell’attività agricola accatastati nel gruppo “D” (per quelli non esenti ai sensi del comma 8 dell’art. 9 del decreto legislativo n. 23 del 2011)? Lo 0,76% ovvero lo 0,2% riducibile allo 0,1%?

Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF

Si applica lo 0,2% non riducibile ed il gettito va allo Stato

Necessità di un nuovo codice F24

quale aliquota si applica ed a quale soggetto è attribuito il gettito dei fabbricati “a valore contabile” ai quali non è stata ancora attribuita la categoria catastale?

quale aliquota si applica ed a quale soggetto è attribuito il gettito dei fabbricati non accatastati ma accatastabili nel gruppo “D”?

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Modifica della riserva di gettito a favore dello stato dall anno 20136
Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato Stato(dall’anno 2013)

Dubbi applicativi:

abrogazione dell’intero comma 11 dell’art. 13 del d.l. n. 201 del 2011:

come sarà versata l’imposta relativa alla quota riservata allo Stato?

per l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso quali disposizioni si applicheranno?

l’accertamento e la riscossione della quota erariale da chi saranno effettuate?

è dovuta l’imposta per i “D” posseduti dal Comune?

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Codici f24 per imu
Codici F24 per IMU Stato

Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012

Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 33/E del 21 maggio 2013


Codici f24 per imu1
Codici F24 per IMU Stato

Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012

Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 33/E del 21 maggio 2013

Il codice tributo “3925” è utilizzato anche per i fabbricati rurali ad uso strumentale classificati nel gruppo catastale D. Per detti immobili non è invece possibile utilizzare il codice “3930” non potendo i Comuni incrementare la relativa aliquota, come chiarito nella risoluzione n. 5/DF del 2013 

Per i fabbricati rurali ad uso strumentale diversi da quelli classificati nel gruppo catastale D è utilizzato il codice tributo “3913”

In caso di ravvedimento le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente all’imposta


Nuovi codici f24 per ici
Nuovi codici F24 per ICI Stato

Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012

I codici “3901”, “3902”, “3903” e “3904” non sono più utilizzabili.

I codici tributo istituiti con risoluzione n. 32 del 2 marzo 2004 per il versamento degli interessi (“3906”) e sanzioni (“3907”) relativi all’imposta comunale sugli immobili restano invariati.

L’efficacia operativa di quanto previsto nella presente risoluzione decorre dal 18 aprile 2012.


Codici f24ep per imu enti pubblici
Codici F24EP per IMU Enti pubblici Stato

Risoluzione n. 53/E del 5 giugno 2012

Risoluzione 33/E del 21 maggio 2012


Codici f24ep per imu enti pubblici1
Codici F24EP per IMU Enti pubblici Stato

Risoluzione n. 53/E del 5 giugno 2012

Risoluzione 33/E del 21 maggio 2012

Il codice tributo “359E” è utilizzato anche per i fabbricati rurali ad uso strumentale classificati nel gruppo catastale D. Per detti immobili non è invece possibile utilizzare il codice “360E” non potendo i Comuni incrementare la relativa aliquota, come chiarito nella risoluzione n. 5/DF del 2013

Per i fabbricati rurali ad uso strumentale diversi da quelli classificati nel gruppo catastale D è utilizzato il codice tributo “350E”

In caso di ravvedimento le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente all’imposta



Quando deve essere presentata la dichiarazione
Quando deve essere presentata la dichiarazione dichiarazione

Art. 12ter del decreto legge n. 201 del 2011

(prima della modifica)

per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012 al 5 novembre 2012: entro il 4 febbraio 2013

per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 6 novembre 2012: entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta

Art. 10, comma 4, lettera a), del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35

Sostituisce il termine di 90 giorni con il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta

Applicazione: a tutte le variazioni intervenute dal 1° gennaio 2012

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Esenzione enti non commerciali
Esenzione enti non commerciali dichiarazione

Fonti legislative:

  • art. 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504

  • art. 91bis, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1

  • art. 9, commi 6, 6ter e 6quinquies, del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174

    Contenuto:

  • sono esenti dall’imposta gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art.87 (art.73 dal 1° gennaio 2004), comma 1, lettera c), del DPR 917/86 destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222

    Possesso ed utilizzo

    Corte Costituzionale, ordinanza 429 del 19 dicembre 2006

    Corte Costituzionale, ordinanza n. 19 del 19 gennaio 2007

    Corte di Cassazione, sez. trib., 30 agosto 2006, n. 18838

    Corte di Cassazione, sez. trib., 7 agosto 2008, n. 21329

    Corte di Cassazione, sez. trib., 3 settembre 2008, n. 22201

    Corte di Cassazione, sez. trib., 17 ottobre 2008, n. 25376

    Corte di Cassazione, sez. trib., 24 marzo 2010, n. 7091

    necessità di coincidenza tra utilizzatore e possessore

    Gli IACP non utilizzano direttamente gli immobili

    (Corte di Cassazione, sez. unite, 26 novembre 2008, n. 28160; Corte di Cassazione, sez. trib., 16 febbraio 2012, n. 2202)

    … segue


Esenzione enti non commerciali1
Esenzione enti non commerciali dichiarazione

Contenuto:

  • i requisiti generali e di settore per qualificare le attività come svolte con modalità non commerciali sono stati definiti con il decreto 19 novembre 2012, n. 200

  • a partire dal 2013:

    • qualora l’unità immobiliare abbia una utilizzazione mista, l’esenzione si applica soltanto alla frazione di unità nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale, se identificabile attraverso l’individuazione degli immobili o porzioni di immobili adibiti esclusivamente a tale attività. Alla restante parte dell’unità immobiliare, in quanto dotata di autonomia funzionale e reddituale permanente, si applicano le disposizioni dei commi 41, 42 e 44 dell’art. 2, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262 convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. Le rendite catastali dichiarate o attribuite producono effetto fiscale a partire dallo 01/01/2013

    • nel caso in cui non sia possibile procedere come detto al punto precedente, l’esenzione si applica in proporzione all’utilizzazione non commerciale dell’immobile quale risulta da apposita dichiarazione:

      • le modalità e le procedure relative alla predetta dichiarazione e gli elementi rilevanti ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale sono stati definiti con il decreto 19 novembre 2012, n. 200

  • in ogni caso, l’esenzione non si applica alle fondazioni bancarie … segue


Esenzione enti non commerciali2
Esenzione enti non commerciali dichiarazione

Decreto 19 novembre 2012, n. 200 - Individuazione del rapporto proporzionale:

Il rapporto proporzionale è determinato con riferimento allo spazio, al numero dei soggetti nei confronti dei quali vengono svolte le attività con modalità commerciali ovvero non commerciali e al tempo.

Per le unità immobiliari destinate ad una utilizzazione mista, la proporzione è prioritariamente determinata in base alla superficie destinata allo svolgimento delle attività diverse da quelle previste dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, e delle attività di cui alla citata lettera i), svolte con modalità commerciali, rapportata alla superficie totale dell'immobile.

Per le unità' immobiliari che sono indistintamente oggetto di un'utilizzazione mista, la proporzione è determinata in base al numero dei soggetti nei confronti dei quali le attività sono svolte con modalità commerciali, rapportato al numero complessivo dei soggetti nei confronti dei quali è svolta l'attività.

Nel caso in cui l'utilizzazione mista è effettuata limitatamente a specifici periodi dell'anno, la proporzione è determinata in base ai giorni durante i quali l'immobile è utilizzato per lo svolgimento delle attività diverse da quelle previste dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, ovvero delle attività di cui alla citata lettera i) svolte con modalità commerciali.

Le predette percentuali si applicano alla rendita catastale dell'immobile in modo da ottenere la base imponibile da utilizzare ai fini della determinazione dell'IMU dovuta.

… segue

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Esenzione enti non commerciali3
Esenzione enti non commerciali dichiarazione

Risoluzione 3 dicembre 2012, n. 1/DF

decorrenza applicazione criteri

il riferimento al 2013 riguarda esclusivamente l’individuazione del rapporto proporzionale mentre i requisiti di non commercialità delle attività sono già applicabili per l’anno d’imposta 2012

il versamento dell’IMU per l’anno 2012, da effettuarsi a saldo entro il 17 dicembre 2012, deve considerare i requisiti generali e di settore stabiliti dagli articoli 3 e 4 del decreto n. 200 del 2012

a partire dall’anno d’imposta 2013, invece, si dovrà tenere conto, oltre che dei predetti requisiti, anche del rapporto proporzionale

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Esenzione enti non commerciali4
Esenzione enti non commerciali dichiarazione

Risoluzione 11 gennaio 2013, n. 1/DF

Presentazione della dichiarazione IMU:

per la presentazione della dichiarazione IMU gli enti non commerciali non devono rispettare la scadenza del 4 febbraio 2013 né devono utilizzare il modello approvato con il decreto ministeriale 30 ottobre 2012

al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti e di razionalizzare gli strumenti a disposizione dei Comuni nell’ambito della verifica dell’esatto adempimento dell’obbligazione tributaria, la dichiarazione IMU relativa agli immobili degli enti non commerciali deve essere unica e per la sua presentazione bisogna attendere l’emanazione del decreto di approvazione del relativo modello, nel quale verrà indicato anche il termine per la presentazione della stessa

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Esenzione enti non commerciali5
Esenzione enti non commerciali dichiarazione

Risoluzione 4 marzo 2013, n. 4/DF

L’esenzione prevista dalla lettera i) del comma 1 dell’art. 7 del decreto legislativo n. 504 del 1992 spetta anche nel caso in cui non vi sia coincidenza tra soggetto possessore e soggetto utilizzatore del bene, purché l’ente non commerciale ceda l’immobile in comodato d’uso gratuito ad un altro ente non commerciale.

L’interpretazione ministeriale non appare convincente e si pone in contrasto con la giurisprudenza in materia di ICI

Inoltre, successivamente alla pronuncia giurisprudenziale (Corte di Cassazione, ordinanza n. 11427 del 30 maggio 2005) utilizzata dal Ministero per giungere alle conclusioni contenute nella risoluzione n. 4/DF, la stessa Corte ha esaminato proprio il caso della gratuità della concessione del bene da parte dell’ente non commerciale. In particolare, con le sopra ricordate sentenze nn. 21329 e 22201 del 2008, la Corte di Cassazione ha affermato che non rileva la natura, gratuita od onerosa, della cessione del bene ad altri, in quanto il mancato utilizzo diretto del bene da parte del possessore preclude il riconoscimento della esenzione

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Gli ultimi interventi in materia di riscossione tares ed imu di luigi giordano

IMU: imposta dovuta dagli dichiarazioneIacp


Imposta dovuta dagli iacp
Imposta dovuta dagli dichiarazioneIacp

Alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp

ICI: equiparazione per legge all’abitazione principale

IMU: equiparazione all’abitazione principale né per legge né per regolamento

Art. 13, comma 10, decreto legge n. 201 del 2011

detrazione € 200,00

non si applica la riserva a favore dello Stato

Conseguenze

l’imposta dovuta dagli Iacp è versata interamente a favore del Comune

nessuna riduzione dell’imposta dovuta dagli Iacp

No esenzione ex art. 7, comma 1, lettera i), d.lgs.n.504 del 1992

Gli IACP non utilizzano direttamente gli immobili

(Corte di Cassazione, sez. unite, 26 novembre 2008, n. 28160; Corte di Cassazione, sez. trib., 16 febbraio 2012, n. 2202)

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Gli ultimi interventi in materia di riscossione tares ed imu di luigi giordano
ICI dichiarazione

Art. 2 del decreto legislativo n. 504 del 1992

Per terreno agricolo si intende il terreno adibito all’esercizio delle attività agricole ex art. 2135 del codice civile

Esclusione:

i terreni, diversi dalle aree fabbricabili, sui quali non vengono svolte attività agricole contemplate nel novellato art. 2135 del codice civile. Trattasi di terreni normalmente inutilizzati (c.d. incolti) o utilizzati per attività diverse da quelle agricole (ad esempio, terreni utilizzati per depositi di ghiaia o di sabbia)

i terreni, diversi dalle aree fabbricabili, sui quali le attività agricole sono esercitate in forma non imprenditoriale. Trattasi di piccoli appezzamenti di terreno (c.d. orticelli) coltivati in modo occasionale senza strutture organizzative

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Imu presupposto
IMU: presupposto dichiarazione

Decreto legge n. 201 del 2011 – Art. 13, comma 2

(prima del decreto legge n. 16 del 2012)

L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili di cui all‘articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ivi comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa

Decreto legge n. 201 del 2011 – Art. 13, comma 2

(dopo il decreto legge n. 16 del 2012)

L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili, ivi comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa; restano ferme le definizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504

… segue

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Imu presupposto1
IMU: presupposto dichiarazione

Circolare n. 3/DF del 2012 e nota Ifel del 3 gennaio 2013

Nel presupposto dell’IMU rientrano anche i terreni incolti, abbandonati o coltivati in forma non imprenditoriale

Codici F24 – Risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012

3914 IMU - imposta municipale propria per i terreni – COMUNE

3915 IMU - imposta municipale propria per i terreni – STATO

Bollettino di c/c postale - decreto del Mef 23.11. 2012,

terreni

Dichiarazione IMU - decreto Mef 30 ottobre 2012

terreni

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Imu base imponibile
IMU: base imponibile dichiarazione

Decreto legge n. 201 del 2011 – Art. 13, comma 5

(prima del decreto legge n. 16 del 2012)

Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 130. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110

Decreto legge n. 201 del 2011 – Art. 13, comma 5

(dopo il decreto legge n. 16 del 2012)

Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110

… segue

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Imu base imponibile dei terreni
IMU: base imponibile dei terreni dichiarazione

Terreni:

Reddito dominicale (rivalutato del 25%) X:

… segue

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Imu base imponibile dei terreni1
IMU: base imponibile dei terreni dichiarazione

Quale coefficiente si applica per:

un terreno non edificabile abbandonato ovvero non coltivato ma non posseduto e condotto da un coltivatore diretto o da un IAP?

un terreno non edificabile coltivato in forma non imprenditoriale (c.d. orticello)?

un terreno non edificabile utilizzato per lo svolgimento di attività diverse da quelle agricole (deposito di ghiaia o di sabbia o altro)?

Circolare 18 maggio 2012, n. 3/DF

per i terreni non coltivati (non posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli IAP) il coefficiente è 135

Ifel nota del 3 gennaio 2013

valore di mercato

… segue

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Imu base imponibile dei terreni2
IMU: base imponibile dei terreni dichiarazione

Possibile soluzione:

coefficiente di 135 o 110 a titolo di acconto

Possibile modifica legislativa:

“Per i terreni, diversi dalle aree fabbricabili, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110”; in tal caso ai terreni “incolti” si sarebbe applicato il coefficiente di 135

“Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, nonché per tutti gli altri terreni diversi dalle aree fabbricabili, il moltiplicatore è pari a 110”; in tal caso ai terreni “incolti” si sarebbe applicato il coefficiente di 110

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Imu esenzione
IMU: Esenzione dichiarazione

Art. 7, comma 1, decreto legislativo n. 504 del 1992

Sono esenti:

h) terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art.15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984 (vedi circolare Ministero delle finanze 14 giugno 1993, n. 9)

Sono esenti i terreni “incolti”?

Rilevanza ai fini Irpef

Art. 8, comma 1, del decreto legislativo n. 23 del 2011

L’IMU sostituisce:

l’ICI

l’IRPEF e le relative addizionali sui redditi fondiari dei beni non locati escluso il reddito agrario

Il reddito dominicale di un terreno non locato non è più assoggettato all’Irpef

Art. 9, comma 9, del decreto legislativo n. 23 del 2011

Sono comunque assoggettati alle imposte sui redditi ed alle relative addizionali, ove dovute, gli immobili esenti dall’imposta municipale propria

… segue

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Imu esenzione1
IMU: Esenzione dichiarazione

Mef: circolare n. 3/DF del 2012 e decreto 30 ottobre 2012 (dichiarazione IMU)

l’esenzione si rende applicabile ai terreni (senza riportare la parola “agricoli”) ricadenti in aree montane o di collina;

per detti terreni non deve essere presentata la dichiarazione, in quanto la delimitazione delle aree montane o di collina è nota ai Comuni.

Ifel: nota 3 gennaio 2013

In considerazione del principio della “stretta interpretazione”, l’esenzione non si estende ai terreni “incolti”

con l’unica eccezione dei terreni non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola in quanto, comunque, considerati agricoli

… segue

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Imu esenzione2
IMU: Esenzione dichiarazione

Circolare 11 marzo 2013, n. 5/E

L’applicazione dell’esenzione IMU ai “terreni incolti” siti in aree montane e di collina è stata oggetto di un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze (cfr. interrogazione a risposta in Commissione 5-08397).

In risposta all’interrogazione il Sottosegretario per l’economia e le finanze ha precisato che “L'articolo 7, comma 1, lettera h) del decreto legislativo n. 504 del 1992, applicabile anche all'IMU, infine, prevede l'esenzione dal pagamento dell'imposta per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina, delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984. I terreni incolti ricadenti nelle aree montane e di collina, dunque, in base ad un'interpretazione strettamente letterale della normativa, non potrebbero rientrare nella disposizione di esenzione, in quanto sfuggono, come evidenziato nell'interrogazione in esame, alla definizione di «terreno agricolo» di cui al citato articolo 2 del decreto legislativo n. 504 del 1992. … segue

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Imu esenzione3
IMU: Esenzione dichiarazione

Circolare 11 marzo 2013, n. 5/E

Tuttavia, si deve sottolineare che una lettura sistematica delle disposizioni citate, porta a ritenere che, nell'ambito di applicazione dell'esenzione, devono rientrare anche i terreni incolti aventi le caratteristiche di cui all'articolo 7, lettera h) suddetto, proprio perché, si ribadisce, rispetto all'ICI, nel presupposto dell'IMU rientra il possesso di qualunque immobile. A conferma di ciò, il Dipartimento delle finanze segnala che nel decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 30 ottobre 2012 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 258 del 5 novembre 2012 – recante l'approvazione del modello di dichiarazione IMU e delle relative istruzioni – vengono richiamate le fattispecie di esenzione e, tra queste, viene fatto, in generale, riferimento ai «terreni ricadenti nelle aree montane e di collina» e non più ai soli terreni agricoli, manifestando in tal modo l'intento di escludere dall'assoggettamento al tributo in argomento anche i terreni cosiddetti incolti.”. … segue

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Imu esenzione4
IMU: Esenzione dichiarazione

Conclusioni:

è da privilegiare la interpretazione fornita dall’Ifel

è urgente un intervento legislativo modificativo o chiarificatore

dubbi di legittimità costituzionale

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Riduzione d imposta
Riduzione d’imposta dichiarazione

Fonte:

decreto legge n. 201 del 2011 (art.13, c.8bis)

Terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 iscritti nella previdenza agricola – riduzione del:

100% dell’imposta gravante sul valore fino a € 6.000

70% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti euro 6.000 e fino a euro 15.500;

50% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente euro 15.500 e fino a euro 25.500;

25% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente euro 25.500 e fino a euro 32.000

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Riduzione terreni condotti direttamente
Riduzione terreni condotti direttamente dichiarazione

Confronto IMU/ICI

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Riduzione d imposta1
Riduzione d’imposta dichiarazione

Circolare 18 maggio 2012, n. 3/DF

In caso di possesso di più terreni, deve essere calcolata proporzionalmente al valore dei terreni posseduti nei vari comuni e deve essere rapportata al periodo dell’anno in cui sussistono le condizioni richieste dalla norma e alla quota di possesso

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Riduzione d imposta2
Riduzione d’imposta dichiarazione

 La modalità di applicazione della suddetta riduzione disciplinata con la circolare 18 maggio 2012, n. 3/DF è “inventata”, in quanto la norma, a differenza dell’ICI, non la prevede

Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504

Art. 9

2. Agli effetti di cui al comma 1 si assume il valore complessivo dei terreni condotti dal soggetto passivo, anche se ubicati sul territorio di più comuni; l’importo della detrazione e quelli sui quali si applicano le riduzioni, indicati nel comma medesimo, sono ripartiti proporzionalmente ai valori dei singoli terreni e sono rapportati al periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte ed alle quote di possesso. Resta fermo quanto disposto nel primo periodo del comma 1 dell’articolo 4.

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L abitazione principale ai fini ici
L’abitazione principale ai fini ICI dichiarazione

Abitazione principale:

Art. 8, comma 2, decreto legislativo n. 504 del 1992

Abitazione principale: quella nella quale il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente

Art. 1, comma 173, lett. b), legge n. 296 del 2006

Abitazione principale: si intende, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica


L abitazione principale ai fini ici giurisprudenza
L’abitazione principale ai fini ICI (giurisprudenza) dichiarazione

Il pagamento della TARSU non è sufficiente a dimostrare la dimora abituale (Corte di Cassazione, sez. trib., 17 maggio 2010, n. 12050)

Dimora abituale della famiglia e non soltanto del contribuente (Corte di Cassazione, sez. trib., 15 giugno 2010, n. 14389)

Abitazioni catastalmente censite in maniera separata (Corte di Cassazione, sez. trib., 29 ottobre 2008, n. 25902; Corte di Cassazione, sez. trib., 09 dicembre 2009, n. 25729; Corte di Cassazione, sez. trib., 12 febbraio 2010, n. 3397)

Anche se di proprietari diversi (Corte di Cassazione, sez. trib., 19 maggio 2010, n. 12269)


Imu definizione di abitazione principale
IMU: definizione di abitazione principale dichiarazione

Abitazione principale:

si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliarenel quale il possessoree il suo nucleo familiaredimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile

… segue

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Imu definizione di abitazione principale1
IMU: definizione di abitazione principale dichiarazione

Scissione nuclei familiari

(in assenza di separazione legale)

Caso 1:

il marito è proprietario dell’abitazione A e la moglie è proprietaria dell’abitazione B

ognuno dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione di propria proprietà

le abitazioni sono ubicate nelle stesso Comune

Solo un’abitazione può essere considerata principale: obbligo di dichiarazione da parte del contribuente che beneficia del trattamento agevolato

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Imu definizione di abitazione principale2
IMU: definizione di abitazione principale dichiarazione

Scissione nuclei familiari

(in assenza di separazione legale)

Caso 2:

il marito è proprietario dell’abitazione A e la moglie è proprietaria dell’abitazione B

ognuno dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione di propria proprietà

le abitazioni sono ubicate in Comuni diversi

Entrambe le abitazione sono considerate principali

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Imu definizione di abitazione principale3
IMU: definizione di abitazione principale dichiarazione

Scissione nuclei familiari

(in assenza di separazione legale)

Caso 3:

il marito e la moglie sono contitolari delle abitazioni A e B

Il marito dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione A e la moglie dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione B

le abitazioni sono ubicate nello stesso Comune

Solo un’abitazione può essere considerata principale:

obbligo di dichiarazione da parte del contribuente che beneficia del trattamento agevolato

qualora l’abitazione principale fosse la A:

per il marito l’abitazione A si considera principale mentre quella B no

per la moglie nessuna delle due è da considerarsi abitazione principale

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Imu definizione di abitazione principale4
IMU: definizione di abitazione principale dichiarazione

Scissione nuclei familiari

(in assenza di separazione legale)

Caso 4:

il marito e la moglie sono contitolari delle abitazioni A e B

Il marito dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione A e la moglie dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione B

le abitazioni sono ubicate in Comuni diversi

Per il marito l’abitazione A si considera principale mentre quella B no

Per la moglie l’abitazione B si considera principale mentre quella A no

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Le pertinenze ai fini ici
Le pertinenze ai fini ICI dichiarazione

Pertinenze:

Artt. 817 ed 818 del codice civile

Qualunque bene al servizio od ornamento del bene principale

Salvo diversa disposizione regolamentare


Imu definizione di pertinenza
IMU: definizione di pertinenza dichiarazione

Pertinenza dell’abitazione principale:

si intendono esclusivamente i fabbricati classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo

Circolare 18 maggio 2012, n. 3DF

Con il regolamento, il comune non può intervenire sulla individuazione delle pertinenze

Se insieme alla casa sono accatastate una cantina ed una soffitta (entrambe accatastabili in C/2), si considera pertinenza soltanto un’altra unità C/6 ovvero C/7

Dichiarazione IMU

non devono essere dichiarate in quanto il Comune dispone di tutti gli elementi necessari per la verifica dell’esatto versamento

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Possibili equiparazioni all abitazione principale
Possibili equiparazioni all’abitazione principale dichiarazione

ICI:

uso gratuito (con regolamento)

anziani e disabili (con regolamento)

cittadini italiani residenti all’estero (per legge)

Iacp e cooperative edilizie a proprietà indivisa (per legge)

coniugi non assegnatari (per legge)

IMU

Equiparazione con regolamento comunale:

il Comune può considerare direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata (non deve essere presentata la dichiarazione IMU, in quanto il Comune è a conoscenza del trasferimento della residenza)

Il Comune può considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata (deve essere presentata la dichiarazione IMU)

È applicabile anche la maggiorazione della detrazione per i figli

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Coniugi separati
Coniugi separati dichiarazione

Decreto legge n. 201 del 2011 - Art. 13, comma 10

(Omissis) L'aliquota ridotta per l'abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle fattispecie di cui all‘articolo 6, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (omissis)

Decreto legislativo n. 504 del 1992 - Art. 6, comma 3bis

Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina l'imposta dovuta applicando l'aliquota deliberata dal comune per l'abitazione principale e le detrazioni di cui all'articolo 8, commi 2 e 2-bis, calcolate in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove e' ubicata la casa coniugale (da ritenersi tacitamente abrogata – Circolare 18/05/2012, n. 3DF)

Decreto legge n. 16 del 2012 - Art. 4, comma 12-quinquies

Ai soli fini dell'applicazione dell'imposta municipale propria (omissis) l'assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione

Dichiarazione IMU

La dichiarazione deve essere presentata, dal coniuge assegnatario, soltanto nel caso in cui l’immobile assegnato non ricade né nel comune nel quale si è contratto matrimonio né in quello di nascita del coniuge assegnatario.

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Coniugi separati1
Coniugi separati dichiarazione

Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF

Il soggetto passivo dell’imposta municipale propria è in ogni caso il coniuge assegnatario salvo quando l’immobile era detenuto in locazione.

Secondo il Ministero, l’espressione “in ogni caso” utilizzata dal legislatore deve essere riferita ad ogni caso in cui non vi sia una diversa espressa disposizione.

Pertanto, in considerazione che l’art. 6 della legge 27 luglio 1978, n. 392 prevede che “in caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l’altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo”, in caso di locazione, la soggettività passiva IMU non si rinviene in capo al coniuge assegnatario; quest’ultimo, infatti, sulla base della previsione della successione nel contratto di locazione, utilizza l’immobile sulla base di un titolo giuridico diverso da quello del diritto reale di abitazione previsto dal comma 12quinquies dell’art. 4 del decreto legge n. 16 del 2012.

Ne consegue, sempre secondo il Ministero, che il coniuge assegnatario è soggetto passivo IMU nel caso in cui l’immobile sia di proprietà, interamente o pro-quota, del coniuge non assegnatario ed in quello in cui lo stesso immobile sia stato concesso in comodato agli ex coniugi e non anche in quello in cui l’immobile era detenuto da questi ultimi in locazione.

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Coniugi separati2
Coniugi separati dichiarazione

Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF

L’interpretazione del Ministero non appare convincente per diverse ragioni.

L’espressione “in ogni caso” non lascia spazio ad alcuna eccezione

Qualora il legislatore avesse voluto “salvare” precedenti disposizioni, infatti, avrebbe utilizzato una diversa espressione quale, ad esempio, “salva diversa disposizione” ovvero “restano ferme le disposizioni previste da ….”.

Le due disposizioni legislative sopra richiamate sono assolutamente differenti, in quanto mentre la legge n. 392 del 1978 prevede una successione in un diritto di natura personale, il decreto legge n. 16 del 2012 disciplina una successione in un diritto reale (manca anche la casistica “dell’annullamento”).

Inoltre, ai sensi dell’art. 155quater del c.c. anche in caso di comodato quando si assegna la casa ad uno dei coniugi si ha l’assegnazione di un diritto di natura personale.

All’espressione “in ogni caso” dovrebbe essere attribuito un diverso significato, ossia in ciascuna delle quattro casistiche previste dalla legge ovvero con riferimento a qualunque quota di possesso, a titolo di proprietà o altro diritto reale di godimento, rinvenibile in capo al coniuge non assegnatario.

La ratio della disposizione è quella di traslare la soggettività passiva, per tutta o parte dell’imposta, dal coniuge non assegnatario a quello assegnatario senza incidere, in alcun modo, sulla soggettività passiva in capo a soggetti “estranei” dal matrimonio.

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Gli ultimi interventi in materia di riscossione tares ed imu di luigi giordano

IMU: fabbricati rurali dichiarazione


Fabbricati rurali
Fabbricati rurali dichiarazione

Decreto del MEF del 26 luglio 2012

Si applicano le disposizioni dell’art. 9 del decreto legge n. 557 del 1993, convertito dalla legge n. 133 del 1994

I fabbricati, sia abitativi sia strumentali, sono classificati, in base alle regole ordinarie, in una delle categorie catastali del quadro generale di qualificazione

Per i fabbricati, diversi da quelli accatastati in D/10, è apposta una specifica annotazione

La presentazione delle domande e l’inserimento negli atti catastali dell’annotazione producono effetti a decorrere dal quinto anno precedente a quello di presentazione della domanda

Dichiarazione IMU

I fabbricati rurali non devono essere dichiarati in quanto sono riportati in catasto con la specifica annotazione

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