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Teorie sull’attaccamento. IL NOSTRO RAPPORTO CON IL BAMBINO INFLUENZERÀ IL SUO CARATTERE, LA SUA AUTOSTIMA E LA SUA CAPACITÀ DI RELAZIONARSI CON IL MONDO E LE PERSONE, PER QUESTO DOBBIAMO IMPARARE AD ESSERE LE PERSONE MIGLIORI DA IMITARE PER I NOSTRI FIGLI!. H a r l o w .

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Presentation Transcript


  1. Teorie sull’attaccamento IL NOSTRO RAPPORTO CON IL BAMBINO INFLUENZERÀ IL SUO CARATTERE, LA SUA AUTOSTIMA E LA SUA CAPACITÀ DI RELAZIONARSI CON IL MONDO E LE PERSONE, PER QUESTO DOBBIAMO IMPARARE AD ESSERE LE PERSONE MIGLIORI DA IMITARE PER I NOSTRI FIGLI! H a r l o w Di DenisaAmihalachioaei

  2. Biografia Harlow Attaccamento prima metà 20esimo secolo Attaccamento materno 1 Attaccamento materno 2 Definizione di Attaccamento Foto & Video Strange Situation Libri Teoria dell’attaccamento di John Bowlby Adult Attachment Interview Lo sviluppo sociale Modelli Operativi Interni

  3. Attaccamento prima metà del 20esimo secolo Durante la prima metà del 20esimo secolo molti psicologi credevano che mostrare affetto ad un neonato fosse un'abitudine gestuale che non aveva un reale scopo. Il comportamentista John B.Watson ammonì a questo proposito: "ricordate, quando siete tentati di coccolare il vostro piccolo, che l'amore di mamma è uno strumento pericoloso". Secondo molti studiosi dell'epoca, l'affetto poteva solo sviluppare disagi e portare a problemi psicologici in età adulta. Uno psicologo americano chiamato Harry Harlow, tuttavia, si interessò a questo argomento e si adoperò per dimostrare gli effetti positivi di un fattore difficile da quantificare e misurare: L'Amore. In una serie di esperimenti controversi condotti negli anni '60, Harlow ottenne il suo obiettivo mostrando i disastrosi effetti della deprivazione affettiva sui macachi, e rivelò l'importanza dell'amore di una mamma nel sano sviluppo di un figlio. Si trattò di esperimenti crudeli e dal dubbio valore etico, che tuttavia fornirono spunti importanti.

  4. Biografia Harry nato ad Israele il 31 ottobre 1905 al Mabel Rock e Alonzo Israele Harlow, Harlow è cresciuto a Fairfield, Iowa, il secondo più giovane di quattro fratelli. Dopo un anno al Reed College di Portland, Oregon , Harlow ottenuto l'ammissione alla Stanford University in una prova attitudinale speciale. Dopo un semestre come un maggiore inglese con i voti quasi disastrose, egli stesso dichiarato come una psicologia maggiore. Harlowha studiato in gran parte sotto Lewis Terman , lo sviluppatore di Stanford-Binet IQ test , che ha contribuito a futura forma di Harlow. Dopo aver ricevuto un dottorato di ricerca nel 1930, Harlow ha cambiato il suo nome da Israele a Harlow. Il cambiamento è stato fatto su ordine di Terman per paura delle conseguenze negative di avere un nome apparentemente ebraica scorso - anche se la famiglia non era ebreo. Subito dopo aver completato la sua tesi di dottorato, Harlow ha accettato una cattedra presso la UniversityofWisconsin-Madison . Harlow ha avuto successo nel convincere il Dipartimento di Psicologia di fornire lui con uno spazio laboratorio adeguato. Come risultato, Harlow ha acquisito un edificio vuoto in fondo alla strada presso l'Università, e lui ei suoi studenti laureati ristrutturato l'edificio in quello che divenne il Laboratorio Primate [19], uno dei primi nel suo genere in tutto il mondo. Sotto la direzione di Harlow, divenne un luogo di ricerca di punta in cui circa 40 studenti hanno guadagnato i loro dottorati di ricerca. Harlowha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui la Warren Medal Howard Crosby (1956), la National Medalof Science (1967), e la medaglia d'oro dalla American PsychologicalFoundation (1973). Ha servito come capo del settore Ricerca Risorse Umane del Dipartimento dell'Esercito 1950-1952, capo della Sezione di Antropologia e Psicologia della Nazionale delle Ricerche Consiglio dal 1952-1955, consulente del gruppo Army consultivo scientifico, e presidente della l' American PsychologicalAssociation 1958-1959. Vita personale Harlow è stato complicato. In primo luogo ha sposato Clara Mears nel 1932. Uno dei bambini selezionati con un QI superiore a 150 Terman quale ha studiato a Stanford, Clara era una studente diHarlow prima di diventare sentimentalmente coinvolta con lui. La coppia ebbe due figli, Robert e Richard. Harlow e Mears hanno divorziato nel 1946. Nello stesso anno, Harlow sposò Margaret Kuenne psicologo infantile. Il matrimonio produce altri due figli, Pamela e Jonathan. Margaret morì nel 1970 dopo una lunga lotta con il cancro . Nel 1971, si risposò HarlowMears Clara. La coppia viveva insieme a Tucson, in Arizona fino alla morte di Harlow nel 1981.

  5. Attaccamento materno 1 l’amore materno è importante per lo sviluppo e la sopravvivenza di un infante. Sarà più importante lo stimolo della fame o quello dell’attaccamento materno? Dal 1957 al ’63 si susseguirono una serie di esperimenti nella quale divise dalle madri naturali le scimmiette appena nate dotandole di differenti tipi di madri surrogate. In particolare due: la prima denominata “madre di pezza”, era soffice e riscaldata ma senza latte e la seconda, denominata “madre di ferro”, era formata da fili d’accaio ed assolutamente inadatta a dare alcun tipo di “calore” ma possedeva un biberon contenente l’alimento liquido. Bene, le scimmiette rimanevano tutto il tempo abbracciando la “madre di pezza”, quando avevano fame correvano dalla “madre di ferro”, si nutrivano per pochi secondi e tornavano subito dalla “soffice scultura” . Egli aveva dimostrato come il bisogno affettivo fosse più importante di quello nutrizionale, ma i disturbi comportamentali proseguivano mostrando comportamenti antisociali, si nascondevano rannicchiate in un angolo e venivano evitate e escluse dalle altre scimmie. Quelle allevate dalla sola “madre di ferro” invece presentavano gravi squilibri mentali che le portavano anche a tentare il suicidio in presenza di altri esemplari. • Harlow era un docente presso l’Università del Wisconsin, ed intuì che il legame madre-figlio andava aldilà del semplice bisogno nutrizionale istituendo di fatto l’affetto come bisogno primario. • Iniziò col prendere dei cuccioli di macaco e separarli dalla madre, chiudendoli in piccole celle buie (denominate pitsofdispair, “pozzi della disperazione”) per periodi di tempo prolungati, anche per parecchi mesi. • Naturalmente non reagirono bene: depressione, aggressività e turbamenti comportamentali caratterizzarono lo sviluppo dei cuccioli, ma non solo… Egli notò che staccavano i tappetini dal fondo delle gabbie per abbracciarli sviluppando di fatto un attaccamento, allora ritenuto insensato, per una figura che potremmo denominare “madre surrogata”.

  6. Attaccamentomaterno 2 Il dottor Harry Harlow decise di continuare gli esperimenti per capire scientificamente quali caratteristiche dovesse avere una madre. L'impatto della ricerca di Harlow Gli esperimenti di Harlow offrirono la prova inconfutabile che l'Amore è vitale per lo sviluppo di un piccolo: successive prove mostrarono gli effetti a lungo termine della deprivazione affettiva, che portava a stress psicologici ed emozionali, e talvolta alla morte dei soggetti. Le scoperte dei ricercatori aiutarono lo sviluppo di approcci totalmente diversi nei servizi sociali e nelle agenzie di adozione. Per ironia della sorte fu proprio la vita di Harlow a mostrare i guai peggiori: dopo una malattia grave di sua moglie, lo studioso divenne vittima di alcolismo e depressione. Fu descritto dai suoi colleghi come un misantropo sciovinista e crudele: triste destino per colui che ha dimostrato l'importanza dell'amore! • Costruì altre madri-surrogato utilizzando diversi materiali, cambiandone quindi la consistenza, notando che più la madre era soffice più veniva apprezzata. Successivamente provò a far passare dell’acqua fredda tramite una serpentina inserita all’interno della “madre preferita” ed i cuccioli iniziarono ad evitarla come se fosse morta. • Ma se fosse stata semovente? Appese dei morbidi sacchi a circa un metro da terra e… SORPRESA: le adoravano! • Per ora è arrivato a capire che una mamma dev’essere soffice, calda e non statica. • Ecco che volle quantificare quanto fosse importante la presenza di una madre, costruendo delle vere e proprie torture: • “Madri di pezza” dotate di congegni a molla che scattavano quando il cucciolo le abbracciava, scaraventandolo letteralmente a metri di distanza, altre che lanciavano getti d’aria compressa ed infine costruì anche madri stile “Vergine di Norimberga”, con spuntoni che uscivano dal corpo che trafiggevano il malcapitato ad ogni tentativo di ricevere quel po’ di calore materno, spuntando al momento opportuno. • Nessun cucciolo demorse dal provare ad abbracciarle, ripetendo la stessa scena periodicamente.Dolore, spavento ed umiliazione erano meno forti del bisogno di ricevere calore materno. • Naturalmente l’esperimento aveva oltrepassato ogni limite etico e morale, e questo ebbe un effetto sulla “sensibilità popolare”, al punto che il dottor Harry Harlow cercò di “risollevare” la propria reputazione interrompendolo e tentando di riabilitare le scimmiette (senza successo) ma non servì a nulla. Fu etichettato come scienziato sadico, continuando a ricevere feroci critiche dai colleghi e dalla carta stampata.

  7. Teoria dell’attaccamento di John Bowlby “Se il fatto che i bambini piccoli non siano mai completamente o troppo a lungo separati dai loro genitori fosse diventato parte della tradizione, allo stesso modo in cui il sonno regolare e la spremuta d’arancia sono diventate consuetudini nell’allevamento dei piccoli, credo che molti casi di sviluppo nevrotico del carattere sarebbero stati evitati.” (John Bowlby) A Bowlby l’idea dell’attaccamento venne “in un lampo”, dopo aver letto i lavori etologici di Konrad Lorenz e NikolaasTinbergen. Difatti, tale teoria prende spunto dagli studi etologici di Lorenz sull’imprinting e dagli esperimenti di Harlow con i macachi Rhesus fornendo a Bowlby il fondamento scientifico che egli riteneva necessario per aggiornare la teoria psicoanalitica. Bowlby contrasta la teoria freudiana secondo la quale il legame madre-bambino si basa solo sulla necessità di nutrimento del piccolo, infatti ritiene che il legame che unisce il bambino alla madre non è una conseguenza del soddisfacimento del bisogno di nutrizione, bensì è un bisogno primario, geneticamente determinato, la cui funzione è garantire la crescita e la sopravvivenza biologica e psicologica del bambino. Attaccamento Il comportamento di attaccamento è quella forma di comportamento che si manifesta in una persona che consegue o mantiene una prossimità nei confronti di un’altra persona, chiaramente identificata, ritenuta in grado di affrontare il mondo in modo adeguato. La teoria dell’attaccamento nasce con un esplicito interesse verso i primi anni di vita dell’essere umano e, più in generale, dei mammiferi. Bowlby sosteneva che “l’attaccamento è parte integrante del comportamento umano dalla culla alla tomba”. All’inizio della vita l’essere nutriti equivale all’essere amati, il bisogno biologico legato all’alimentazione è presente insieme a un altro bisogno, anch’esso fondamentale, quello di essere amati, nutriti d’amore, di essere desiderati, voluti, accettati per quello che si è. Gli effetti nocivi della deprivazione materna, l’importanza del legame tra genitori e figli, il bisogno di una base sicura e il sentimento di attaccamento, il rendersi conto che il lutto ha un corso da seguire e che può essere suddiviso in fasi, tutti questi sono concetti familiari anche a persone molto lontane dal mondo della psicologia e della psicoterapia. Tali concetti, in tutto o in parte, possono essere fatti risalire all’opera di John Bowlby. Egli ha avuto un notevole influsso su un gran numero di discipline specialistiche come la pediatria, la psicologia dello sviluppo, il servizio sociale, la psichiatria. Per Bowlby prendere in braccio il proprio piccolo che piange è la risposta più adeguata, da parte della madre, ad un segnale di disagio del bambino: esso non si configura come un rinforzo nè come un comportamento che condiziona il piccolo rendendolo “viziato” come asseriscono i comportamentisti e i teorici dell’apprendimento sociale.

  8. Strange situation Valutazione del legame di attaccamento nei bambini Attraverso venti minuti di osservazione in cui si trovano in una stanza il bambino, la mamma ed un estraneo, si possono osservare i diversi comportamenti e le reazioni emotive del bambino in presenza della madre, al momento della separazione da questa ed in compagnia di un estraneo.Da queste osservazioni nacque il famoso sistema di classificazione della Strange Situation che prevedeva inizialmente tre stili di attaccamento: sicuro, insicuro ansioso ambivalente e insicuro evitante.Lo stile di attaccamento che un bambino svilupperà dalla nascita in poi dipende in grande misura dal modo in cui i genitori, o altre figure parentali, lo trattano. In base a tale interazione si strutturerà uno dei seguenti stili attaccamento: - Stile Sicuro: l’individuo ha fiducia nella disponibilità e nel supporto della Figura di attaccamento, nel caso si verifichino condizioni avverse o di pericolo. In tal modo si sente libero di poter esplorare il mondo. Tale stile è promosso da una figura sensibile ai segnali del bambino, disponibile e pronta a dargli protezione nel momento in cui il bambino lo richiede.I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: sicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di essere amabile, capacità di sopportare distacchi prolungati, nessun timore di abbandono, fiducia nelle proprie capacità e in quelle degli altri, Sé positivo e affidabile, Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la gioia. - Stile Insicuro Evitante: questo stile è caratterizzato dalla convinzione dell’individuo che, alla richiesta d’aiuto, non solo non incontrerà la disponibilità della Figura di attaccamento, ma addirittura verrà rifiutato da questa. Così facendo, il bambino costruisce le proprie esperienze facendo esclusivo affidamento su se stesso, senza l’amore ed il sostegno degli altri, ricercando l’autosufficienza anche sul piano emotivo, con la possibilità di arrivare a costruire un falso Sé.Questo stile è il risultato di una figura che respinge costantemente il figlio ogni volta che le si avvicina per la ricerca di conforto o protezione.I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amato, percezione del distacco come “prevedibile”, tendenza all’evitamento della relazione per convinzione del rifiuto, apparente esclusiva fiducia in se stessi e nessuna richiesta di aiuto, Sé positivo e affidabile, Altro negativo e inaffidabile. Le emozioni predominanti sono tristezza e dolore. - Stile Insicuro Ansioso Ambivalente: non vi è nell’individuo la certezza che la figura di attaccamento sia disponibile a rispondere ad una richiesta d’aiuto. Per questo motivo l’esplorazione del mondo è incerta, esitante, connotata da ansia ed il bambino è inclina all’angoscia da separazione. Questo stile è promosso da una Figura che è disponibile in alcune occasioni ma non in altre e da frequenti separazioni, se non addirittura da minacce di abbandono, usate come mezzo coercitivo.I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amabile, incapacità di sopportare distacchi prolungati, ansia di abbandono, sfiducia nelle proprie capacità e fiducia nelle capacità degli altri, Sé negativo e inaffidabile (a causa della sfiducia verso di lui che attribuisce alla figura di attaccamento), Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la colpa. Dalle osservazioni della Strange Situation è emerso che alcuni bambini manifestavano comportamenti non riconducibili a nessuno dei tre pattern sopra descritti, rivelando così la necessità di aggiungere un quarto stile di attaccamento alla classificazione originaria. Main e Salomon hanno proposto la definizione “disorientato/disorganizzato” per descrivere le diverse gamme di comportamenti spaventati, strani, disorganizzati e apertamente in conflitto, precedentemente non individuati, manifestati durante la procedura della Strange Situation di Mary Ainsworth. - Stile Disorientato/Disorganizzato: sono considerati disorientati/disorganizzati gli infanti che, ad esempio, appaiono apprensivi, piangono e si buttano sul pavimento o portano le mani alla bocca con le spalle curve in risposta al ritorno dei genitori dopo una breve separazione. Altri bambini disorganizzati, invece, manifestano comportamenti conflittuali, come girare in tondo mentre simultaneamente si avvicinano ai genitori. Altri ancora appaiono disorientati, congelati in tutti i movimenti, mentre assumono espressioni simili alla trance. Sono anche da considerarsi casi di attaccamento disorganizzato quelli in cui i bambini si muovono verso la figura di attaccamento con la testa girata in altra direzione, in modo da evitarne lo sguardo.Come anzidetto, tutti i bambini normali si “attaccano” entro i primi 8 mesi di vita, per portare a compimento tale processo entro il loro secondo anno.L’indicatore per eccellenza che il legame di attaccamento è stabilito, si identifica nell’angoscia da separazione. È normale la presenza di attaccamenti multipli. Tali legami vengono collocati gerarchicamente e gli stessi nel corso dello sviluppo sono suscettibili di variazioni.Lo stesso legame genitoriale, col passare del tempo, potrebbe passare in secondo piano rispetto al legame affettivo sentimentale.Non è stato stabilito quando avvenga esattamente il passaggio dall’attaccamento genitoriale a quello tra pari.Nell’adolescenza l’attaccamento attraversa un periodo di transizione. In questo periodo l’adolescente sembra spesso impegnato ad un allontanamento intenzionale dalla relazione con i genitori e familiari. Si cominciano così a stabilire le relazioni di attaccamento con coetanei (partner sentimentali e amici molto stretti). La componente sessuale di queste relazioni, che in questa fase comincia a manifestarsi, aiuta a favorire la componente dell’attaccamento, fornendo motivazioni stabili, l’esperienza di emozioni intense, intime.

  9. Modelli Operativi Interni • I Modelli Operativi Interni sono rappresentazioni mentali che gli individui, secondo Bowlby, costruiscono nel corso dell’interazione col proprio ambiente. • Essi hanno la funzione di veicolare la percezione e l’interpretazione degli eventi da parte dell’individuo, consentendogli di fare previsioni e crearsi aspettative sugli accadimenti della propria vita relazionale. • I Modelli Operativi Interni consentono all’individuo di valutare e analizzare le diverse alternative della realtà, scegliersi quella ritenuta migliore, reagire alle situazioni future prima che queste si presentino, utilizzare la conoscenza degli avvenimenti passati per affrontare quelli presenti, scegliendo un’azione ottimale in relazione agli eventi stessi. Quindi permettono al bambino, e poi all’adulto, di prevedere il comportamento dell’altro guidando le risposte, soprattutto in situazioni di ansia o di bisogno. • Lo sviluppo dei M.O.I. fa riferimento alla teoria dello sviluppo senso-motorio di Jean Piaget ed ai relativi processi di assimilazione e di accomodamento. • Gli schemi interiorizzati del bambino, nei primi anni di vita, possono continuamente essere ridefiniti sulla base dei cambiamenti della realtà esterna e della relazione con la figura di attaccamento che muta con il mutare del bambino. • I M.O.I. possono successivamente cambiare quando, ad esempio, un genitore cambia radicalmente il suo atteggiamento nei confronti del figlio. Questi cambiamenti dei Modelli Operativi Interni sono intesi sia in senso positivo che in senso negativo a seconda della variazione comportamentale del genitore. • In conclusione, è proprio attraverso lo studio dei M.O.I. è possibile individuare un ponte tra la teoria dell’attaccamento e la psicoanalisi, essendo a Bowlby molto familiare il pensiero di Klein, Winnicott e di Freud.

  10. Adult Attachment Interview • Valutazione del legame di attaccamento nell’età adulta • Per valutare i Modelli Operativi Interni dell’adulto fu messa a punto da Mary Main una procedura chiamata Adult Attachment Interview. • Si tratta di un’intervista semi-strutturata condotta secondo le linee di una valutazione psicoterapica. • Tali interviste vengono registrate e classificate secondo otto diversi parametri. • A questo punto può essere stabilito a quale dei quattro stili di attaccamento viene assegnato l’individuo adulto esaminato. • - Stile Sicuro: modello di Sé positivo e dell’Altro positivo. Basso esitamento, bassa ansia. Alta coerenza, alta fiducia in se stesso, approccio positivo con gli altri, alta intimità nelle relazioni. Il modello positivo dell’individuo sicuro lo porta ad avere una grande fiducia in se stesso ed un grande apprezzamento degli altri, dai quali viene considerato come tipo positivo. • Le sue relazioni di coppia sono caratterizzate da intimità, rispetto, apertura emotiva ed i conflitti con il partner si risolvono in maniera costruttiva. • - Stile Preoccupato: è assimilabile allo stile insicuro ansioso ambivalente (Ainsworth). Modello di Sé negativo e dell’Altro positivo. Il modello negativo che l’individuo preoccupato ha di sé lo porta ad avere una bassa autostima tendente alla dipendenza del giudizio degli altri. Invece, il modello positivo che ha dell’altro lo porta alla continua ricerca di compagni e di attenzione. Necessita continuamente di intimità nelle relazioni tanto da la sua insaziabilità nella richiesta di attenzione tende a far allontanare gli altri. Le sue relazioni sentimentali sono costellate di passione, rabbia, gelosia e ossessività. Tende ad iniziare i conflitti con il partner rimandando, però, la rottura del legame. • - Stile Distanziante: è assimilabile allo stile Evitante (Ainsworth). Modello di Sé positivo, dell’Altro negativo. Il modello positivo dell’individuo distanziante lo porta ad avere alta fiducia in se stesso senza interessarsi del giudizio degli altri anche se pensa di essere considerato arrogante, furbo, critico, serio e riservato. Il modello negativo che ha dell’altro lo porta a dare l’impressione di non apprezzare molto le altre persone apparento, talvolta, cinico o eccessivamente critico. Svaluta l’importanza delle relazioni e sottolinea l’importanza dell’indipendenza, della libertà e dell’affermazione. Le sue relazioni di coppia sono caratterizzate dalla mancanza dell’intimità, tendendo a non mostrare affetto nelle relazioni. Preferisce evitare i conflitti e si sente rapidamente intrappolato o annoiato dalla relazione. • - Stile Timoroso-Evitante: è assimilabile allo stile disorientato-disorganizzato (Ainsworth). Modello di Sé negativo, dell’Altro negativo. Il modello negativo che l’individuo timoroso-evitante ha di se stesso lo porta ad avere bassa autostima e molte incertezze verso se stesso e verso gli altri. Il modello negativo che ha dell’altro lo porta ad evitare le richieste d’aiuto, evita i conflitti ed ha difficoltà a fidarsi degli altri. È difficile trovarlo coinvolto in una relazione sentimentale e quando vi si trova assume un ruolo passivo. In tali relazioni è dipendente ed insicuro. Tende ad autocolpevolizzarsi per i problemi di coppia ed ha difficoltà a comunicare apertamente e a mostrare i sentimenti al partner.

  11. Lo sviluppo sociale La preferenza innata che abbiamo incontrato poco sopra parlando dello sviluppo percettivo che porta i neonati a preferire il volto umano rispecchia chiaramente una predisposizione dell'essere umano alla socialità. Nella stessa direzione porta un fenomeno riscontrabile intorno alle 8 settimane: il cosiddetto sorriso sociale (i bambini tendono a sorridere quando vedono un volto umano, o sentono una voce umana caratterizzata da toni alti, concentrando la loro attenzione su di esso, e incoraggiando quindi gli adulti a stargli vicino). Le ricerche hanno tuttavia dimostrato come questa predisposizione innata non sia sufficiente in sé e per sé a garantire uno sviluppo armonico del bambino a livello sociale, se non è affiancata da un'adeguata stimolazione a livello ambientale: infatti è stato dimostrato come bambini istituzionalizzati, ai quali venivano fornite tutte le cure necessarie a livello fisico, ma che non venivano mai coccolati non riuscivano a crescere in maniera normale, e spesso erano soggetti a stati di depressione profonda che in alcuni casi portava anche alla morte. Harlow condusse esperimenti sull'importanza dell'attaccamento infantile per un armonico sviluppo sociale utilizzando come soggetti dei suoi esperimenti delle scimmiette. I suoi studi dimostrarono che la mancanza di una figura materna portava i piccoli di scimmia a comportamenti altamente disfunzionali, simili a quelli dei bambini autistici. I bambini hanno dunque bisogno di contatti fisici per poter sviluppare nel percorso di crescita dei buoni legami emotivi e sociali. Ricerche hanno però dimostrato che a volte un buon rapporto con i coetanei può in certi casi permettere di recuperare, almeno in parte, carenze affettivo-sociali vissute dai bambini nella primissima infanzia. Altre importanti ricerche sull'attaccamento infantile sono state svolte da J. Bowlby e Ainsworth, che sono giunti ad individuare diverse tipologie di attaccamento date essenzialmente dal comportamento della madre, o dell'adulto di riferimento, nei confronti del bambino. Studiando gli istinti che portano alla nascita di un attaccamento nei bambini, Bowlby e Ainsworth hanno individuato delle fasi: nel corso del primo anno di vita i bambini si configurano quali esseri sociali, intorno ai 6 mesi si presenta il fenomeno del sorriso sociale, di cui abbiamo parlato poco sopra, a partire dal sesto mese di vita i bambini sviluppano un vero e proprio attaccamento nei confronti della persona che li accudisce. Questo legame affettivo solitamente dura nel tempo ed è caratterizzato da un forte dolore in occasione di separazioni dall'oggetto del legame. Questo dolore, che assume connotazioni di angoscia nel primo anno di vita, comincia a diminuire sensibilmente attorno ai 2 anni.

  12. DEFINIZIONE DI ATTACCAMENTO • Propensione innata a cercare la vicinanza protettiva di un membro della propria specie quando si è vulnerabili ai pericoli ambientali per fatica, dolore,impotenza o malattia . (Bowlby,1969) • Il termine“attaccamento” può essere interpretato in 3 diversi modi : a) comportamento di attaccamento ; b) sistema comportamentale di attaccamento ; c) legame d' affetto. ha un significato generale e rimanda alla condizione di attaccamento di un soggetto: il sostenere che un bambino ha un attaccamento vuol dire che egli avverte il bisogno di percepire la vicinanza ed il contatto fisico con una persona di riferimento, soprattutto in particolari situazioni. • La tendenza all'attaccamento opera con massima intensità nella prima infanzia quando maggiore è la vulnerabilità ai pericoli e minore la capacità di fronteggiare da soli situazioni di disagio.

  13. Libri Attaccamento e inserimento. Stili e storie delle relazioni al nido Attaccamento in età adulta. L'approccio dinamico-maturativo all'adult attachment interview La mente relazionale Dalla diade alla famiglia. I legami di attaccamento nella rete familiare Attaccamento e funzione riflessiva Attaccamento e psicoanalisi Ansia da separazione e misura dell'attaccamento normale e patologico A come abuso, anoressia, attaccamento... Rappresentazioni mentali nell'infanzia e nell'adolescenza Nascita di una madre

  14. Libri Attaccamento e inserimento. Stili e storie delle relazioni al nido Autore Mantovani Susanna; RestucciaSaitta Laura; Bove Chiara Prezzo € 18,00 Anno 2003 Editore Franco Angeli Presentazione • Partendo dalla teoria dell'attaccamento e dalle recenti riflessioni ad esse connesse, le autrici propongono una rilettura pedagogica dell'inserimento dei bambini più piccoli al nido come occasione relazionale forte, nella quale l'educatrice può pensare spazi, tempi e strategie per il "sostegno" della relazione madre bambino; riflettono criticamente sul nesso tra ricerca e formazione, indagano e discutono la complessità dell'essere genitori oggi e, nel presentare il percorso di ricerca, danno la parola alle madri e alle educatrici coinvolte nelle esperienze del "lasciarsi e ritrovarsi" che quotidianamente segnano la condivisione della cura e dell'educazione dei bambini. • Tracciando una linea di continuità tra le tante esperienze relazionali vissute al nido, la ricerca interroga i contributi teorici della teoria dell'attaccamento per rileggere l'esperienza dei primi ingressi dei bambini, intreccia percorsi osservativi e avventure interpretative, associa la suggestività delle immagini all'incisività delle testimonianze, registrando, discutendo e interrogando la complessità che i bambini e gli adulti vivono nei contesti educativi. Le testimonianze raccolte raccontano emozioni e consapevolezze; testimoniano stili relazionali e competenze professionali; narrano memorie e ricostruzioni interpretative; riportano storie quotidiane che intrecciano relazioni agite, vissute, rielaborate. • Cosa vuol dire inserire un bambino molto piccolo al nido d'infanzia? Quali sono i cambiamenti che la condivisione dell'educazione e della cura dei bambini introduce nella relazione fra i genitori e i bambini? Quali le competenze professionali richieste agli educatori? Quali i percorsi possibili di sostegno ai genitori? • A queste ed altre domande risponde questo libro che, ripercorrendo la storia dell'inserimento nel dibattito pedagogico italiano, opera una rilettura in chiave interpretativa dei paradigmi della teoria dell'attaccamento per presentare un percorso di ricerca e formazione che ha coinvolto i genitori, i bambini e gli educatori di alcuni nidi d'infanzia del Comune di Modena.

  15. Libri La mente relazionale Autore: D. J. Siegel Costo: 32,54 Anno: 2001 Edizioni: Raffaello Cortina • Presentazione • Perché alcuni bambini sono esageratamente timidi? Che cos’è la “biochimica dell’umiliazione” e perché può essere tossica per lo sviluppo cerebrale del bambino? Integrando neurobiologia, ricerca psicologica e scienza cognitiva, Daniel Siegel fornisce risposte nuove a domande come queste. Partendo dall’assunto che la mente “nasce” dall’attività del cervello e che struttura e funzione del cervello sono formate dall’esperienza interpersonale, questo libro – rivolto sia a un pubblico generale sia ai professionisti della salute mentale – aiuta a capire in che modo l’incontro tra il nostro cervello e le nostre esperienze ci fa diventare le persone che siamo.

  16. Libri Attaccamento e funzione riflessiva AutoreFonagy Peter; Target Mary Prezzo € 33,57 Anno 2001 Editore Cortina Raffaello • Presentazione • Il volume raccoglie gli scritti di Peter Fonagy e Mary Target, ricercatori che lavorano all'Anna Freud Center di Londra. Fonagy si propone di mettere a confronto e coniugare la ricchezza dell'eredità psicoanalitica con il cognitivismo, la teoria dell'attaccamento e l'infantresearch. Il volume è articolato in cinque sezioni: attaccamento e psicoanalisi; attaccamento, stati borderline e teoria della mente; giocare con la realtà; aggressività e violenza; psicoanalisi e cambiamento (della tecnica e degli obiettivi del trattamento).

  17. Libri Ansia da separazione e misura dell'attaccamento normale e patologico Autore Attili Grazia Prezzo € 23,00 Anno 2001 Editore Unicopli • Presentazione • Il volume presenta una revisione e un adattamento italiano ad uno strumento di tipo semiprotettivo utilizzabile sia per fini clinici che di ricerca, che consente di misurare le caratteristiche di personalità e i rischi di esiti psicopatologici in bambini di 4-7 anni, attraverso le reazioni e le risposte a ipotetiche separazioni dei genitori; nella versione italiana, il test permette di rilevare i modelli mentali dell'attaccamento anche in bambini più grandi e in età adulta.

  18. Libri Nascita di una madre Autore Stern Daniel N.; Bruschweiler Stern Nadia; Freeland Alison Prezzo: € 7,80 Anno 2000 Edizioni: Mondadori • Presentazione • Dopo avere descritto il punto di vista del bambino in alcuni saggi, memorabili nel panorama scientifico degli anni ottanta, Daniel Stern focalizza ora lo sguardo sulla madre. Il taglio del volume è senza dubbio più divulgativo dei precedenti, ma il testo è leggibilissimo e preciso anche per gli addetti ai lavori. La tesi di fondo del volume è presto detta. La costruzione dell'identità materna è un processo continuo e complesso, che inizia ben al di qua del parto (e della gravidanza stessa), attingendo a numerosi filoni storici, attuali, fantastici, ambientali, e prosegue ben oltre la venuta al mondo del figlio. Il libro, che beneficia del contributo di due donne-madri-coautrici e di numerose storie cliniche a supporto delle tesi formulate, tratta di questa appassionante vicenda, così normale e così eccezionale insieme: come il costituirsi dell'identità di madre richieda sì di cambiare, divenendo qualcos'altro, ma, nello stesso tempo, chieda alla madre in fieri, come pegno di tale cambiamento, di riscoprire la propria storia e condizione di figlia, in rapporto alla propria madre. Come tutte le vicende importanti, dal punto di vista psicodinamico anche la maternità diviene un movimento in avanti, verso il modo esterno, che si accompagna inevitabilmente a un'esplorazione a ritroso, verso il mondo interno. Fatte le debite contestualizzazioni, viene da domandarsi se, quando Dante descrive una madre "figlia del tuo figlio", non anticipi poi il concetto freudiano per cui il bambino è il padre dell'uomo: chissà che, come spesso accade, i poeti non abbiamo anticipato di qualche secolo gli uomini di scienza.

  19. Libri Attaccamento in età adulta. L'approccio dinamico-maturativo all'adult attachment interview Autore Crittenden Patricia M. Prezzo € 29,95 Anno 1999 Editore Cortina Raffaello • Presentazione • Il testo illustra la struttura, l'uso e il significato di una metodica di valutazione psicologica di soggetti adulti, la Adult Attachment Interview. Le novità dell'approccio teorico proposto dall'autrice stanno nell'enfasi posta sulle diverse configurazioni di attaccamento intese come strategie di protezione del sé; questa prospettiva "dinamico-maturativa" potrebbe infatti consentire di cogliere le implicazioni che le modalità di attaccamento hanno per il funzionamento della gerarchia complessa di sistemi nell'ambito dei quali si ha lo sviluppo umano, mirando quindi a fondare un nuovo paradigma di classificazione psicodiagnostica.

  20. Libri Dalla diade alla famiglia. I legami di attaccamento nella rete familiare Autore Carli Lucia Prezzo € 35,64 Anno 1999 Editore Cortina Raffaello • Presentazione • Il terreno comune ai saggi riuniti nel volume è dato dall'intenzione di riformulare entro il contesto più ampio delle teorie sistemiche - rispetto al più tradizionale vertice bipersonale o diadico - i risultati delle ricerche di Bowlby sui legami di attaccamento. La rete delle relazioni familiari diventa così il luogo dinamico di continue trasformazioni e rinegoziazioni di rapporti, volte a conquistare una competenza adattiva di continuo cimentata dagli eventi critici del ciclo vitale. Queste operazioni sono regolate dai "modelli operativi interni" di ciascuno, espressione che rinvia all'internalizzazione di forme specifiche di attaccamento (di volta in volta: sicuro, ansioso, ansioso-evitante, ecc.). I modelli operativi interni - concetto di cui si apprezza la chiara esemplificazione clinica nel contributo di Fisher e Ayoub - sono il derivato delle interazioni con figure primarie o sostitutive di caregivers. Chi è impegnato nella cura del disagio mentale troverà nel libro uno strumento utile per costruire ipotesi interpretative su dinamiche interpersonali in cui evidente potrebbe essere il ruolo del tipo di attaccamento nella formazione e nel mantenimento di quelle forme estreme di comportamento che chiamiamo sintomi. Ancora una volta, il lettore sarà portato a rendersi conto del valore che nell'accudimento (e nella relazione terapeutica) rivestono calore, coinvolgimento e responsività, come fattori che concorrono a stabilire un saldo sentimento di sicurezza. Quanti siano più interessati agli aspetti teorici apprezzeranno l'approccio empirico, presente ad esempio nella strange situation - una situazione sperimentale ideata dalla Aisworth per definire i vari tipi di attaccamento, strutturata come una breve e controllata esperienza di separazione del bambino dalla madre.

  21. Libri Attaccamento e psicoanalisi A cura di: Ammaniti M., Stern D. N. Anno 1999 Edizioni: Laterza • Presentazione • Diciannove studiosi portano il loro contributo allo sviluppo della teoria dell'attaccamento di Bowlby, secondo cui uno dei fondamenti della condizione umana e della strutturazione della mente è la spinta originaria a cercare e mantenere la vicinanza con una figura di riferimento, fra cui primaria è quasi sempre la madre. Questa prospettiva contribuisce a far superare le fasi teoriche di Freud verso prospettive più relazionali, consentendo di collegare lo sviluppo normale e patologico con le concrete relazioni reali in cui il bambino cresce. Ancorando i portati della psicoanalisi a fenomeni osservabili e verificabili, permette di gettare dei ponti verso altre scienze osservative e sperimentali quali l'etologia, l'antropologia, la psicologia evolutiva e sociale. Fra tutti (Bretherton, Emde, Fonagy, Zeanah, Sandler, Liotti, Mancia...), segnalo l'articolo di Mary Main ed Erik Hesse che, proseguendo l'indagine della Ainsworth sugli ''stili di attaccamento'' (sicuro, evitante e ambivalente), studia i rapporti fra relazioni reali terrificanti con genitori spaventati o che spaventano e ''stile di attaccamenti disorientato/disorganizzato'' dei bambini: è in essi che si verificano i fenomeni descritti da Melanie Klein. Alcuni (Lebovici, Genovese) criticano l'integrazione fra psicoanalisi e teoria dell'attaccamento, riservando alla prima il campo della soggettività interna e alla seconda quello del comportamento esterno.

  22. Libri A come abuso, anoressia, attaccamento... Rappresentazioni mentali nell'infanzia e nell'adolescenza Autore Giani Gallino Tilde Prezzo € 20,66 Anno 1998 Editore Bollati Boringhieri • Presentazione • Gli abusi sessuali in famiglia, l'anoressia mentale, l'attaccamento tra genitori e bambini, le nuove famiglie divorziate: temi attualissimi spesso poco studiati. I primi oggetti d'amore infantile sono solo le mamme o anche le "tate" hanno una parte importante? Quanto contano nell'infanzia le paure dell'immaginario? Questi e molti altri argomenti sono esposti nel volume, per il quale l'autrice si è valsa anche della collaborazione di due psicologhe, Maura Anfossi e Giovanna Cacciato.

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