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Presentation Transcript
newsletter n 14 16 novembre 2012

Newsletter n. 1416 novembre 2012

Dal Viale Campoé si imbocca il sentiero che ne fiancheggia la cinta orientale, si entra in una piccola selva castanile e poi in una faggeta. Il tracciato coincide, in questo tratto, con la variante naturalistica del ‘Percorso Segantini’, itinerario dedicato al grande pittore divisionista. Al termine di una breve salita, si lascia sulla sinistra il sentiero per il grande Faggio di Campoé, attraversando una pecceta, per poi entrare nella grande Selva di Caglio.

Oggi, la selva, è riscoperta nella moltepli-cità delle sue funzioni: produttiva, paesaggistica, ricreativa e culturale, ciascuna capace di attivare specifiche proposte di utilizzo e fruizione,spaziando dalla gastronomia al turismo, dalla tradizione alla storia, dalla didattica alla ricerca. Addentarsi in una selva significa dunqueaddentarsi in un ambiente speciale, lentamente e metodicamente costruito dall’uomo in risposta alle sue esigenze e secondo le caratteristiche di quel territorio. La selva è un concentrato di natura e cultura che i sempre più numerosi percorsi tematici, di cui il ‘Sentiero del Castagno’ di Rezzago e Caglio è un notevole esempio,invitano oggi a scoprire e a riscoprire.

  • In questo numero:
  • Conoscere il territorio: - La selva di Caglio – Ai piedi del Monte Falò - Il Noce
  • Caglio: Mostra ‘Segantini a cielo aperto’
  • Erba: Presentazione del libro ‘Paesaggi in Brianza’
  • Canzo: visita guidata al Sasso Malascarpa
  • Ossuccio; Museo Antiquarium Asso: serata con Canti Alpini

Conoscere il territorio…

Luoghi e Castagni nel Triangolo LarianoLa selva di CanzoAi piedi del Monte Falò

Il territorio di Caglio ospita due tra le più belle selve della penisola lariana, ambedue di proprietà comunale. La prima alligna sul terrazzo morenico del Pian delle Fornaci, tra le valli Sassina e Mazzano, la seconda lungo le pendici basali del Monte Falò, immediatamente sopra i prati alti del paese. A differenza della Selva di Rezzago è prevalentemente costituita da castagni non innestati, selvatici che la fittezza degli impianti costringe a fogge non di rado colonnari e filanti . Ciononostante si tratta di selve di grande valenza paesaggistica, turistica e ricreativa. Quella di Caglio è la più estesa e fino a qualche decennio addietro fissava il limite superiore dei prati pingui e li separava da quelli magri e dai pascoli. Oggi, una comoda strada agrosilvopastorale la attraversa per intero, risalendo le falde solive del Monte Falò e attestandosi tra i panoramici pascoli della Colma di Caglio tra la Conca del Monte di Sera e il Pian del Tivano. Il sito si caratterizza anche per la presenza del Percorso Segantini che, insieme alla proposta urbana e quella naturalistica, ricorda la figura del grande pittore che qui dimorò tra il 1885 e il 1886.

L’itinerario: La visita della Selva di Caglio si sviluppa lungo un percorso ad anello che attraversa diversi paesaggi e culmina tra i pascoli delle dolci selle di Caglio e Sormano, lungo il panoramico spartiacque che divide il bacino del Fiume Lambro da quello del Torrente Noseé. L’itinerario prende la mosse dal santuario della Madonna di Campoé (m. 840; parcheggio e fontana), adagiato su un ameno e bucolico terrazzo morenico a ponente dell’abitato di Caglio.

Testo e immagini tratti dalla pubblicazione ‘Luoghi e Castagni nel Triangolo Lariano’ di Stefano d’Adda, a cura di Regione Lombardia, Provincia di Como e Comunità Montana del Triangolo Lariano

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Il Noce:

Ilo Noce da frutto è un albero a foglie caduche che può raggiungere i 30 m. di altezza. Vigoroso e caratterizzato da un tronco diritto e da un portamento maestoso ed elegante. Cresce bene in collina e in montagna sino ai 1.000 m. di altezza ed è presente in tutte le zone a clima temperato. La chioma sferica ne fa un bell’albero ornamentale e non esige potatura. Plinio in Vecchio, nella sua Naturalis Historia, testimonia l’importazione del Noce da parte dei Greci tra il VII e il V secolo a.C. dall’Asia minore e diversi reperti archeologici indicano che i frutti del Noce erano utilizzati come alimento già 9.000 anni fa. Oltre alle pregiate drupe (composte dal mallo, che annerisce a maturità liberando la noce), dal grande valore nutritivo, il noce produce un legno veramente eccezionale per durezza e bellezza, che è impiegato nella più raffinata ebanisteria.

”Ombra di noce, ombra di padrone”: l’albero di noce non andrebbe mai piantato in prossimità di orti, in quanto produttore di juglone, una sostanza che per allopatia non permette la crescita rigogliosa di altre specie (è tossica per le altre piante). Sotto il noce non cresce nessun’altra pianta: l’albero sa isolarsi e creare delle barriere ponendo dei confini intorno a sé.Probabilmente per questa

ragione, divenne sacro alle

streghe che si riunivano

per i loro convegni sotto

le sue fronde . Il potere

‘malefico’ del noce era

sfruttato per tenere pulite le

aie, dove si piantavano

alcuni esemplari per tenere

a bada le erbacce e si

raccomandava ai bambini di

non addormentarsi sotto i noci

perché “facevano venire il mal

di testa”. Il vasto territorio di

Pellio Superiore, in Val

d’Intelvi, detto Pian delle

Noci, vanta ancor oggi

numerosissimi esemplari secolari, nonostante molti

noci siano ormai stati tagliati.

Le noci venivano frante per la produzione dell’olio, non tanto per uso alimentare, perché il suo gusto dolciastro non era particolarmente apprezzato, bensì destinato all’alimentazione di lampade e lucerne.

Caglio: Mostra, Esposizione, "Segantini a cielo aperto”, in occasione dei 150 anni dalla nascita del pittore. La mostra consiste

di 15 riproduzioni di quadri

sistemate nel centro storico

ed è permanente.

Tel. Comune 031/66 70 17

23 Novembre Erba: Presentazione del libro PAESAGGI IN BRIANZAdi Tiziano Casartelli ,

alle ore 21.00, nella Sala Mostre Biblioteca

via Joriati, 6.

Intervengono: Tiziano Casartelli (l’autore),

il prof. Mario Porro (filosofo),

Emilio Magni (giornalista).

A cura dell’Associazione

ANCORA e dell’assessorato

alla Cultura - ingresso libero

Info 031 61 52 63 –

031 641 3 48

Sabato17 novembre, a

Canzo: Visita guidata

alla Riserva Sasso

Malascarpa, a cura di

Legambiente.

Ritrovo alle ore 14.00

a Gajum, Canzo (CO) per la camminata lungo il sentiero geologico.L'iniziativa è gratuita

Iscrizioneobbligatoria al 347.6864342

Fino al 31 Dicembre 2012, a Ossuccio è possibile vistare il Museo Antiquarium, in via Somalvico, con i molteplici reperti, recuperati durante le campagne archeologiche.

Indirizzo: Museo Antiquarium - Via Somalvico

Orario: ma-me-ve-sa-do: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00

Tel.: Museo Antiquarium

0344/56369

Email: info@isola-comacina.it

Sito web: http://www.isola-comacina.it

Testo e immagini tratti dalla pubblicazione ‘Orti di Monte, orti di lago’ di Antonio Cavalleri, a cura di Regione Lombardia, Provincia di Como, Comunità Montana Lario Intelvese,Associazione OrtiCultura e VerdeVivo

Venerdì 16 novembre, Asso: Serata con Canti Alpini e Non, eseguiti dal "Coro Brianza" diretto dal M° Fabio Triulzi, presso il Teatro Oratorio Pio XI°, alle 21.00 Tel.: Pro Asso 031/681613

Per informazioni:

GAL del Lario

Via Vittorio Veneto,16 - 22035 Canzo (CO),

tel. 31 67 47 41

Mail: info@galdellario.it

Sito WEB: www.galdellario.it

ANNULLATA la lezione per bambini "Un bicchiere d'acqua“ di Sabato 17 novembre. Il Civico Museo di Erba si scusa per inconveniente.

Collaborate con noi! Mandateci proposte e suggerimenti per la valorizzazione del territorio e delle attività locali! Inviate le proposte a info@galdellario.it

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