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L’esperimento di G riffith

L’esperimento di G riffith. Lavoro realizzato da ANDREA, FILIPPO e LUCA CLASSE 3 A ANNO SCOLASTICO 2011-12.

fawzia
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L’esperimento di G riffith

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  1. L’esperimento di Griffith Lavoro realizzato da ANDREA, FILIPPO e LUCA CLASSE 3 A ANNO SCOLASTICO 2011-12

  2. L'esperimento di Frederick Griffith del 1928 fu uno dei primi esperimenti a suggerire che i batteri sono in grado di trasferire informazioni genetiche attraverso un processo noto come trasformazione. In tal modo, esso aprì la strada alla determinazione di quale fosse la natura del materiale genetico.

  3. Che esistesse una qualche sostanza in grado di trasmettere l'informazione genetica era noto da tempo. Tra la fino del 1800 e i primi anni del 1900 venne proposto e dimostrato che il materiale genetico fosse racchiuso nei nuclei delle cellule e in particolare nei cromosomi. I primi indizi di una molecola in grado di trasferire l’informazione genetica vengono messe in evidenza da Griffith con una serie di esperimenti di infezione sperimentale con pneumococchi di topi da laboratorio. Era già noto dai tempi di Pasteur che il calore era in grado di rendere innocue le colture batteriche. Era noto anche che alcune varianti dello pneumococco che crescevano con colonie di aspetto rugoso (ceppi R) non erano più in grado di scatenare la polmonite nell’animale.

  4. Il ceppo S è detto anche liscio dal momento che produce colonie lisce e lucenti (grazie alla presenza di una capsula batterica polisaccaridica che avvolgeva ogni cellula). Questo ceppo è in grado di provocare la polmonite.

  5. s

  6. Il ceppo R è detto anche rugoso dal momento che produce colonie dall'aspetto "rugoso" (a causa dell'assenza della capsula batterica). Questo ceppo non è in grado di provocare polmonite. Di fatto ora sappiamo che il ceppo R deriva da una mutazione di un ceppo S.

  7. R

  8. s

  9. L’osservazione originale di Griffith si realizzò quando egliprovò a inoculare in combinazione sia i batteri patogeni uccisi con il calore che quelli vivi, ma non patogeni, di ceppo R. Inaspettatamente gli animali sviluppavano polmonite mortale e dal loro sangue e dal loro liquido ascitico, era possibile isolare i batteri vivi di ceppo patogeno. Griffith intuì che dalle cellule atteriche inattivate qualche sostanza veniva trasferita a quelle innocue ed era in grado di conferire ad esse le caratteristiche di patogenicità. Griffith definì questa sostanza non identificata Fattore Trasformante.

  10. s R

  11. Griffith intuì che dalle cellule batteriche inattivate qualche sostanza veniva trasferita a quelle innocue ed era in grado di conferire ad esse le caratteristiche di patogenicità.

  12. ...passarono pochi anni e si scopri il DNA.... ....ma è un'altra storia.....

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