Pedagogia del benessere - PowerPoint PPT Presentation

pedagogia del benessere n.
Download
Skip this Video
Loading SlideShow in 5 Seconds..
Pedagogia del benessere PowerPoint Presentation
Download Presentation
Pedagogia del benessere

play fullscreen
1 / 101
Pedagogia del benessere
424 Views
Download Presentation
erno
Download Presentation

Pedagogia del benessere

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Presentation Transcript

  1. Pedagogia del benessere Dott.ssa Claudia Maulini

  2. Salute e Benessere

  3. Salute e Benessere SALUTE = assenza di condizioni patologiche Fino al 1948 Poi l’Organizzazione Mondiale della Sanità sente la necessità di rivedere questa definizione alla luce dei molteplici cambiamenti a livello sociale e vista la forte crescita di condizioni di sofferenza psicologica

  4. Salute “Uno stato di completo benessere psichico, fisico e sociale” (OMS 1948)

  5. Benessere Stato armonico di salute psicofisica, garantito da un ottimo livello di vita e da vantaggi equamente distribuiti (Fizzotti, Dizionario di scienze dell’educazione, 1997)

  6. Critiche • La parola stato indica che questa definizione rimanda all’essere umano come ad un organismo statico, non tenendo in considerazione equilibri e squilibri che possono verificarsi in una persona • Manca in questa definizione un elemento importante strettamente collegato all’equilibrio del soggetto o alla salute delle popolazioni: l’ambiente.

  7. Concetto ecosistemico di salute • Salute= equilibrio tra molteplici dimensioni (fisica, psichica e sociale) • Sistema umano è un sistema relazionale che si sviluppa interagendo continuamente con l’ambiente circostante

  8. “TEORIA DELL’ECOLOGIA DELLO SVILUPPO UMANO”DI BRONFENBRENNER • L’individuo è un’entità dinamica che cresce e che si muove all’interno dell’ambiente in cui vive e che modifica • Esiste una reciprocità nella relazione tra individuo e ambiente • L’ambiente non è solo inteso in senso fisico ma in senso più ampio come l’insieme di più sistemi: fisico, sociale e psicologico (Bronfenbrenner, Ecologia dello sviluppo umano, 1986)

  9. Pritchard (1981) “E’ importante pensare la salute come un processo e non come uno stato poiché la parola stato rimanda ad un’immagine ferma di una cosa che è in realtà dinamica”

  10. …NEL 1981 LA DEFINIZIONE DI SEPPILLI: Salute Condizionedi armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dell’individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale.

  11. Illich (1975) La salute descrive un processo di adattamento, risultato di una reazione autonoma e allo stesso tempo culturalmente distribuita e condivisa, alla realtà socialmente creata e va intesa come la capacità di adattarsi ai cambiamenti esterni.

  12. PERCHÉ LA PEDAGOGIA SI OCCUPA DI SALUTE?

  13. NELLA GRECIA ANTICA… Il pedagogo era colui che aveva il compito non solo di accompagnare il bambino ma soprattutto di non lasciarlo solo e di proteggerlo, difendendolo anche fisicamente, da eventuali violenze o aggressioni.

  14. Pedagogia scienza della prevenzione e della difesa dell’uomo

  15. FINALITÀ DELLA PEDAGOGIA • Promozione e sviluppo umano • Prevenzione e recupero

  16. FINALITÀ DELLA PEDAGOGIA Promozione e sviluppo umano • Riconoscere e potenziare motivi e condizioni di benessere e di vivibilità in una determinata realtà sociale • Aprire nuove possibilità per una migliore convivenza Prevenzione e recupero Riconoscere e superare: • Condizioni di sofferenza, ragioni di disagio e di emarginazione • Motivi di difficoltà sociali, barriere psicologiche e materiali

  17. Promozione della salute Il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla (Carta di Ottawa, 1986)

  18. Fondamentale il ruolo dell’educazione intesa come strumento per favorire stili di vita positivi nelle persone

  19. Promozione della salute Tentativo di utilizzazione delle risorse presenti nel singolo e nel contesto sociale sulla base del VALORE PERSONA quale valore reale nell’esperienza educativa

  20. EDUCAZIONE ALLA SALUTE= EDUCAZIONE ALLA VITA(M.T. Cairo, 1993)

  21. Educazione che tenda ad orientare in modo responsabile le scelte verso idee, valori e criteri che promuovano la vita in tutte le sue espressioni. (Rif. Life skills)

  22. Si parla quindi di pedagogia della salute e di educazione alla salute

  23. Pedagogia della salute La pedagogia in questo caso è la scienza che si occupa di studiare la salute intesa come fatto educativoe quindi di analizzare la situazione, il contesto in cui si sviluppano le scienze della salute per poi promuovere delle azioni educative volte alla promozione e alla costruzione di un’autentica scienza della saluteintendendo con questo termine il benessere complessivo della persona.

  24. Salute Salute come Risorsa un concetto positivo che insiste sulle risorse sociali e personali oltre che sulle capacità fisiche. La promozione della salute non è responsabilità esclusiva del settore sanitario

  25. Educazione alla salute È un processo educativo che tende a responsabilizzare i cittadini singoli e i gruppi nella difesa della salute propria e altrui (Seppilli, 1980) L’insieme degli interventi di informazione, educazione e formazione che sono rivolti a sviluppare stili di vita che promuovano la salute e comportamenti positivi nei riguardi della salute sia a livello individuale che comunitario. (O.M.S. 1985)

  26. STILE DI VITA E QUALITA’ DELLA VITA

  27. Cosa significa l’espressione “Stile di Vita”?

  28. Stile di vita (OMS, 1986) “Una forma generale di vita basata sull’interazione tra le condizioni di vita intese in senso ampio e i modelli individuali di comportamento determinati da fattori socioculturali e caratteristiche personali”

  29. LA MAGGIOR PARTE DEGLI STUDIOSI… Stile di vita: “L’insieme di modelli comportamentali che hanno ripercussioni positive sulla salute della persona”

  30. Modelli comportamentali “Forme ricorrenti di comportamento che si eseguono in forma strutturata e che si possono intendere come abiti quando costituiscono il modo abituale di rispondere a differenti situazioni” Essi si apprendono in un lungo processo di socializzazione dell’individuo e una volta acquisiti sono difficili da modificare

  31. Le teorie che spiegano i processi di socializzzazone • Teoria ecologica dello sviluppo umano di Bronfrenbrenner • La teoria del campo di Kurt Lewin • L’interazionismo simbolico di George Herbert Mead • La teoria dell’apprendimento sociale di Bandura

  32. “TEORIA DELL’ECOLOGIA DELLO SVILUPPO UMANO”DI BRONFENBRENNER • L’individuo è un’entità dinamica che cresce e che si muove all’interno dell’ambiente in cui vive e che modifica • Esiste una reciprocità nella relazione tra individuo e ambiente • L’ambiente non è solo inteso in senso fisico ma in senso più ampio come l’insieme di più sistemi: fisico, sociale e psicologico (Bronfenbrenner, Ecologia dello sviluppo umano, 1986)

  33. Teoria del Campo di Kurt Lewin Secondo questo autore la condotta e i comportamenti sono in funzione dello stato della persona e del suo ambiente, essendo la struttura dello spazio vitale quella che determina i movimenti possibili della persona all’interno di questo stesso spazio e, in definitiva, il suo comportamento.

  34. Interazionismosimbolico Gli esseri umani agiscono nelle situazioni che gli si presentano in base ai significati che attribuiscono agli oggetti, agli esseri umani, alle istituzioni, ecc. Tali significati nascono dall’interazione tra gli individui ed è proprio la natura simbolica delle relazioni che ci permette di comprendere come avviene lo sviluppo, il cambiamento e come le persone acquisiscono i valori, le norme, le abitudini del gruppo sociale o della cultura di appartenenza.

  35. LA TEORIA DELL’APPRENDIMENTO SOCIALE DI BANDURA Bandura sottolinea che i processi di imitazione e modelling servono come base per comprendere la socializzazione dello stile di vita.

  36. CONCLUDENDO… Lo stile di vita può essere definito come stile sociale poiché sono proprio gli stili sociali a descrivere le condizioni obiettive di vita che permettono di valutare i condizionamenti del pensiero e dei comportamenti che pesano su di un gruppo socio-culturale.

  37. Lo stile di vita si relaziona con le caratteristiche personali dell’individuo e con la personalità, le idee, le credenze, le attitudini del soggetto, i ruoli che esso occupa, le disposizioni generali e le interazioni con i diversi membri della società sistema persona

  38. QUALITÀ DELLA VITA(OMS 1994) Percezione personale di un individuo della sua situazione di vita, all’interno del contesto culturale e valoriale in cui vive e in relazione ai suoi obiettivi, aspettative, valori e interessi.

  39. QUALITÀ DELLA VITA(BORTHWICK E DUFFY, 1992) La qualità delle condizioni di vita di una persona unita alla soddisfazione che la persona stessa prova e infine la combinazione delle condizioni di vita e la soddisfazione personale valutata in base alla propria scala di valori, aspirazioni e aspettative.

  40. LIFE SKILLS

  41. Life skills “Le abilità necessarie ad un comportamento adattivo e positivo che rendono gli individui capaci di affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana” (OMS, 1993)

  42. Life skills • Capacità di prendere decisioni in modo consapevole e costruttivo, valutando le diverse opzioni a disposizione e le conseguenze delle scelte intraprese. • Problem solving. Capacità di affrontare in modo costruttivo i problemi quotidiani. • Pensiero creativo. Creatività intesa come un efficace modo di affrontare in maniera flessibile le situazioni della vita quotidiana • Pensiero critico. Capacità di riconoscere e valutare i diversi fattori che influenzano gli atteggiamenti e il comportamento. • Comunicazione efficace. Indica il sapersi esprimere in modo appropriato alla situazione e all’interlocutore, sia a livello verbale, sia non verbale. Saper ascoltare e comprendere gli altri.

  43. Capacità di relazioni interpersonali. Indica la capacità di entrare in relazione con gli altri in maniera costruttiva, mantenendo rapporti significativi con le persone riuscendo a gestire la fine di una relazione. • Empatia. Capacità di comprendere e condividere le emozioni delle altre persone. • Autoconsapevolezza. Indica il riconoscimento di se e delle proprie capacità, risorse e debolezze, dei propri desideri e dei propri bisogni. • Gestione delle emozioni. Implica il riconoscimento delle emozioni che influenzano il comportamento e la capacità di regolarle nella maniera più appropriata alla situazione. • Gestione dello stress. Consiste nella capacità di riconoscere le cause di tensione e di stress nella vita quotidiana e nel controllare le proprie emozioni per incanalarle in maniera positiva.

  44. Sfera cognitiva (prendere decisioni, risolvere un problema, Interpretare in modo critico un’informazione, ragionare in modo creativo) Sfera relazionale e Sociale (saper comunicare, rapportarsi con gli altri in maniera soddisfacente) Sfera emotiva (atteggiamento empatico, gestire un’emozione spiacevole, resistere alle situazioni difficili)

  45. Resilience

  46. Resilienza È una parola di derivazione latina che in Fisica indica la proprietà dei materiali di resistere agli urti senza spezzarsi. (Cyrulnik, Malaguti, Costruire la resilienza, 2005)

  47. NEGLI ULTIMI ANNI IL TERMINE RESILIENZA È STATO INTRODOTTO NELLE SCIENZE UMANE X INDICARE… Il processo di adattamento positivo in circostanze in cui le difficoltà – personali, familiari o ambientali - sono così estreme che farebbero pensare a conseguenti alterazioni delle capacità conoscitive o funzionali della persona.

  48. Gli studi sulla resilienza si concentrarono prima su caratteristiche quali: • La resistenza e l’invulnerabilità Poi prospettive contemporanee hanno iniziato a parlare di: • Personalità flessibili

  49. LA RESILIENZA PUÒ ESSERE CONCETTUALIZZATA COME: • Un risultato: basato su un insieme di risposte e di adattamenti funzionali alle circostanze ed agli eventi • Un processo che assicura l’adattamento

  50. RESILIENZA La capacità di riuscire, di vivere e svilupparsi positivamente in maniera socialmente accettabile, nonostante lo stress o un evento traumatico che generalmente comporta il grave rischio di un esito negativo (vanisteadel)