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Bullismo. dott. Roberto Framba Studio di Psicoterapia Integrata di Verona e-mail roberto.framba@tiscali.it. Una tassonomia dei comportamenti problematici.

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Presentation Transcript
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Bullismo

dott. Roberto Framba

Studio di Psicoterapia Integrata di Verona

e-mail roberto.framba@tiscali.it

slide3

Il termine bullismo deriva dalla parola inglese “bullying”, viene definito come un’oppressione, psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona o da un gruppo di persone più potente nei confronti di un ‘altra percepita come più debole.

Che cos’è il Bullismo

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Attaccare un coetaneo con coltellini o altri oggetti pericolosi, fare minacce pesanti, procurare ferite fisiche gravi, commettere furti di oggetti molto costosi, compiere molestie o abusi sessuali.

Tali comportamenti sono veri e propri reati!!!

COSA NON È BULLISMO

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I comportamenti cosiddetti “quasi aggressivi” :

- I giochi turbolenti e le lotte o le prese in giro tra maschi non sono atti prevaricatori in quanto esiste tra loro una parità di forza.

COSA NON È BULLISMO

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Il bullismo, in fondo, è solo “una ragazzata”.

  • Il bullismo fa parte della crescita.
  • Chi subisce le prepotenze dovrebbe imparare a difendersi.
  • Il bullismo è un fenomeno proprio delle zone più povere e degradate.
  • Il bullismo deriva dalla competizione per ottenere buoni voti a scuola.
  • Il bullo ha una bassa autostima e al di là delle apparenze è ansioso e insicuro.

Pensieri e luoghi comuni errati:

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Intenzionalità:

lo scopo del bullo è dominare un’altra persona offendendola e causandole danni.

  • Persistenza nel tempo:

gli episodi sono ripetuti nel tempo e si verificano con elevata frequenza

  • Asimmetria:

disuguaglianza di forza e di potere, uno prevarica sempre e l’altro subisce.

Le caratteristiche

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Diretto fisico:

consiste nel picchiare, prendere a calci e pugni, spingere, dare pizzicotti, graffiare, mordere, tirare i capelli, appropriarsi o rovinare gli oggetti degli altri.

Forme principali di Bullismo

esempio

Stefano è un bambino di 9 anni che frequenta la 3° elementare. Esile di corporatura, ha un carattere timido e riservato. Quasi tutti i giorni durante la ricreazione, Stefano viene avvicinato e spintonato da due o tre bambini più grandi che frequentano la 5 °, i quali regolarmente lo costringono con la forza a dare loro la merenda. Stefano non riesce a difendersi e si vergogna a parlare di questi episodi.

Esempio:
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Diretto verbale:

consiste nel minacciare, insultare, offendere, prendere in giro, esprimere pensieri razzisti, estorcere denaro o beni materiali.

Forme principali di Bullismo

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Arshad è un ragazzino pakistano di 12 anni. Inserito da poche settimane in seconda media, nella scuola del paese in cui si appena trasferito insieme ai genitori. Parole pronunciate in modo scorretto, a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana, suscitano spesso l’ilarità dell’intera classe, istigata dall’atteggiamento provocatorio di un compagno che si rivolge ad Arshad dicendo: “Ma come parli? Non sai parlare!”. Gli insegnanti si accorgono che anche durante i momenti di gioco il ragazzino viene preso in giro.

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Indiretto:

consiste nel provocare un danno psicologico attraverso l’esclusione dal gruppo dei coetanei, l’isolamento, l’uso ripetuto di smorfie e gesti volgari, la diffusione di pettegolezzi e calunnie sul conto della vittima, il danneggiamento dei rapporti di amicizia.

Forme principali di Bullismo

esempio1

Elena è una bambina di 10 anni che frequenta la 5° elementare. Da qualche tempo un gruppetto di compagne diffonde pettegolezzi sul suo conto e sostiene che non si vesta alla moda, per allontanarla da Sofia, l’unica sua amica all’interno della classe. In seguito a ciò, Elena è spesso sola ed esclusa dal gruppo anche nei momenti di gioco.

Esempio
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Il bullismo è un fenomeno che riguarda sia i maschi che le femmine.

  • Le prepotenze dei maschi sono rivolte nei confronti sia dei maschi che delle femmine.
  • Le prepotenze delle femmine prevalentemente indirette (psicologiche) si rivolgono prevalentemente verso altre femmine.

Bullismo maschile e femminile

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I soggetti implicati sono bambini e adolescenti in una fascia di età compresa tra i 7-8 e i 14-16 anni.

  • I contesti in cui avvengono con maggior frequenza sono gli ambienti scolastici: le aule, i corridoi, il cortile, i bagni e in genere i luoghi isolati.
  • I bulli e le vittime fanno parte della stessa classe. A volte le persecuzioni possono avvenire anche durante il tragitto casa-scuola e viceversa.

Età e luoghi

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I bulli (Dominanti o Gregari)

  • Le vittime (Passive o Provocatrici)
  • Gli spettatori

I protagonisti

chi sono i bulli

Tre sfondi emotivi dei bulli:

  • Bullo aggressivo
  • Bullo ansioso (più problemi, anche aggressivo, e provoca altri bulli)
  • Bullo passivo (bulli per proteggersi ed appartenere al gruppo; dominati, non molto aggressivi, empatici, colpa dopo l’azione)
chi sono i bulli
chi sono i bulli1

Aggressività per conquistare il potere

  • I compagni di solito non li trovano simpatici e preferiscono starne alla larga
  • I bulli si distinguono per mancanza di empatia, insensibilità per i sentimenti degli altri, che li rende incapaci di relazioni positive
chi sono i bulli
chi sono i bulli2

Hanno un atteggiamento positivo verso la violenza

Sono spesso caratterizzati da impulsività e da un forte bisogno di dominare gli altri

Sono generalmente bambini sicuri di sé, raramente sfiorati da dubbi sul loro valore

chi sono i bulli
chi sono i bulli3

Spesso da piccoli, a 2 anni, epoca del no sono stati lasciati in balia della loro aggressività, senza contenimento né per l’impulso né per l’ansia che genera

  • Forte bisogno di potere e di dominio, per cui sembrano godere nel controllare e nel sottomettere gli altri
  • Forma di condotta antisociale, che si caratterizza per la mancanza di rispetto delle regole
chi sono i bulli
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• è un soggetto più forte fisicamente della media;

• ha un forte bisogno di potere;

• è impulsivo e irascibile.

• ha difficoltà nel rispettare le regole;

• assume comportamenti aggressivi verso tutti;

• approva la violenza per ottenere vantaggi e prestigio;

• non è capace di immedesimarsi nei panni dell’altro e non è altruista;

Bullo dominante

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• non prova sensi di colpa, si giustifica sempre e non si assume mai la responsabilità delle proprie azioni;

• ha un’autostima elevata;

• non soffre di ansia o insicurezza;

• il suo rendimento scolastico è basso e tende ad abbandonare la scuola;

• è abile nello sport e nei giochi;

• gode di una buona popolarità soprattutto tra i più

piccoli per la sua maggiore forza fisica.

Bullo dominante

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• aiuta e sostiene il bullo dominante;

• si aggrega ad altri formando un piccolo gruppo;

• non prende l’iniziativa di dare il via alle prepotenze;

• spesso è un soggetto ansioso e insicuro;

• ha un rendimento scolastico basso;

• non è molto popolare;

• crede che così facendo venga anche lui considerato un vincente acquistando popolarità;

• può provare senso di colpa immedesimandosi nei panni della vittima.

Bullo gregario

caratteristiche generali della possibile vittima

sono fisicamente più deboli dei loro coetanei (ciò si riferisce in particolare ai maschi);

manifestano particolari preoccupazioni riguardo al proprio corpo: hanno paura di essere feriti o di farsi male; sono fisicamente incapaci nelle attività di gioco, sportive e di lotta; hanno uno scarso coor- dinamento corporeo (+ i maschi);

sono cauti, sensibili, tranquilli, riservati, passivi, sottomessi e timidi; piangono facilmente;

Caratteristiche generali della possibile vittima
caratteristiche generali della possibile vittima1

sono ansiosi, insicuri, infelici ed abbattuti e hanno un'opinione negativa di se stessi (scarsa autostima). In un certo senso, segnalano agli altri che essi sono individui senza valore e inadeguati e che non reagirebbero se venissero attaccati ed insultati, condizione questa che li rende dei facili bersagli;

Caratteristiche generali della possibile vittima
caratteristiche generali della possibile vittima2

hanno difficoltà ad affermare se stessi nel gruppo dei coetanei, fisicamente, verbalmente e in altri modi; sono abitualmente non ag- gressivi; non prendono in giro e non provocano;

  • spesso si rapportano meglio agli adulti (genitori, insegnanti) che ai coetanei;
  • il loro rendimento scolastico è vario nella scuola elementare, ma, generalmente peggiora nella scuola media.
Caratteristiche generali della possibile vittima
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• è un soggetto più debole dei coetanei;

• è ansioso e insicuro;

• è sensibile, prudente, tranquillo, fragile, timoroso;

• ha una bassa autostima;

• tende ad isolarsi, incapace di difendersi e bisognoso di protezione.

• è contrario ad ogni tipo di violenza;

• ha rendimento scolastico non brillante;

• è poco abile nello sport e nel gioco;

• nega l’esistenza del problema, perché tende a colpevolizzarsi e per questo non riesce a confidarsi con nessuno.

La Vittima passiva/sottomessa

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• Combinamodelli reattivi di tipo ansioso e aggressivo. Laddove, nel gruppo classe, è presente una vittima provocatrice, è più probabile che molti studenti, o addirittura l'intera classe, vengano coinvolti nell'azione offensiva.

  • E’ un soggetto che provoca gli attacchi degli altri, fino a ricorrere alla forza.

• è generalmente un maschio;

• è irrequieto, iperattivo, impulsivo;

• talvolta è goffo e immaturo;

La Vittima provocatrice

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• ha problemi di concentrazione;

• èansioso e insicuro e ha una bassa autostima;

• è preoccupato per la propria incolumità fisica.

  • possono essere caratterizzate da un "temperamento bollente", per cui tendono a ricorrere alla forza o a controbattere, anche se in modo poco efficace, quando sono attaccate o insultate;
  • possono essere iperattive, inquiete, scarsamente concentrate ed offensive e creare tensione; possono essere goffe e immature ed aver acquisito abitudini irritanti;

La Vittima provocatrice

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Sono tutti coloro che assistono. Possono favorire o frenare le azioni del bullo.

  • La maggioranza silenziosa è composta da coloro che assistono senza intervenire o denunciare il fenomeno.

Gli spettatori

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L’escalation del bullismo

Il bullo

La vittima

Lo spettatore

È ignara. Si mostra non aggressiva e isolata

Mostra segni di non essere una vittima facile

Si guarda intorno

1. Osservare

Non sa gestire la situazione e mostra imbarazzo

Compie piccoli atti aggressivi

Osserva in modo passivo

2. Testare

Inizia il bullismo di gruppo

Subisce sperando che finisca presto

Ha paura o diviene complice

3. Iniziare

Estende il bullismo e de-umanizza la vittima

Considera il bullismo inevitabile. Biasima la vittima

Perde autostima e si colpevolizza

4. Aggravare

Si isola e si esprime con sintomi psicofisici e comportamentali

Sviluppa condotte antisociali

Diviene sospettoso e pauroso.

5. Stabilizzare

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L’atteggiamento negativo del Bullo, tende a radicarsi negli anni e diventare parte integrante della propria personalità.

  • La vittima, a lungo andare, diventerà sempre più insicura ed ansiosa fino al punto di cadere in depressione.

Conseguenze del Bullismo

la rabbia

La rabbia è un sentimento che ogni individuo prova e deve provare:

  • come tutte le condizioni emotive è positiva ed è possibile esprimerla senza violenza, senza danneggiare se stessi o il prossimo.
  • la rabbia repressa, invece, può diventare esplosiva e dannosa in quanto può trasformarsi in violenza e/o sopruso verso l’altro.
La rabbia
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Come si riconosce la vittima:

  • Torna da scuola con vestiti stracciati o sgualciti e con libri o oggetti rovinati;
  • Ha spesso lividi, ferite, tagli e graffi;
  • Non porta a casa compagni di classe o coetanei;
  • Non ha nessun amico per il tempo libero;
  • Non viene invitato a feste;
  • Ha paura di andare a scuola la mattina e per questo il più delle volte percorre il tragitto più lungo;
  • E’ inappetente, soffre di disturbi allo stomaco e di mal di testa;
  • Dorme male e fa brutti sogni;
  • Ha frequenti sbalzi d’umore: sembra infelice, triste e depresso e spesso manifesta irritazione e scatti d’ira;
  • Chiede o ruba denaro alla famiglia (spesso per assecondare i bulli)

Campanelli di allarme!

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I segnali critici della VITTIMA

  • Da parte del genitore
  • mostra segni di ansia e sintomi fisici
  • presenta una regressione a fenomeni tipici di età precedenti
  • lamenta problemi nel sonno e nell’appetito
  • compie strani percorsi per arrivare alla propria scuola
  • torna a casa continuamente con oggetti rovinati o ferite
  • perde il denaro e ne chiede in continuazione
  • non partecipa mai ad alcuna situazione sociale
  • presenta degli improvvisi ed ingiustificati scoppi di rabbia
  • non riesce a concentrarsi sui compiti e
  • evita di rispondere o diviene aggressivo
  • compie atti per lui inconsueti
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I segnali critici della Vittima

  • Da parte dell’insegnante
  • viene di continuo schernito dai compagni
  • rimane solo, soprattutto in situazioni sociali
  • nessuno vuole con sé il soggetto
  • non interviene mai in discussioni in classe
  • peggiora il suo rendimento scolastico;
  • tende a rimanere vicino all’insegnante anche nei momenti di gioco o a ricreazione.
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Come si riconosce il bullo

• Prende in giro ripetutamente e in modo pesante;

• Rimprovera;

• Intimidisce;

• Minaccia;

• Tira calci, pugni, spinge;

• Danneggia cose.

Campanelli di allarme!

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La multifattorialità del fenomeno del bullismo

Difficoltà temperamentali

Difficoltà ed isolamento genitoriale

Mancata gestione attiva del gruppo da parte degli insegnanti

Rifiuto da parte del gruppo dei coetanei

Isolamento sociale e mancato sviluppo di abilità interpersonali

Carenza di training abilitativi a scuola e in altri contesti educativi

Inserimento in gruppi devianti e training su condotte aggressive

Mancata supervisione da parte dei genitori e carenza di modelli di socializzazione alternativa

strategie preventive e progetti di intervento
Strategie preventive e progetti di intervento
  • Migliorare l’ambiente
  • Perlustrare i luoghi a rischio
  • Scoprire chi è spesso coinvolto in situazioni di bullismo
  • Attenzione agli alunni solitari
  • Parlare con gli alunni coinvolti (anche durante la ricreazione)
  • Alleanza con i genitori
come ridurre il bullismo

FAVORIRE:

  • un ambiente sicuro in cui possano crescere imparando a fronteggiare e gestire la complessità e le difficoltà della vita,
  • un contesto educativo che li protegge da eventi traumatici perchè troppo difficili da affrontare per la loro età o per le caratteristiche di personalità di ognuno
COME RIDURRE il BULLISMO ?
come aiutare la vittima

fare affermazioni assertive;

resistere al raggiro o alle minacce;

come rispondere agli insulti;

abbandonare una situazione di bullismo;

ottenere l'appoggio degli astanti;

accrescere l’autostima;

rimanere calmi in situazioni stressanti.

Come aiutare la vittima
come risolvere i conflitti ed evitare le aggressioni

Calma

Chiedere spiegazioni prima di concludere

Ascoltare bene

Evitare il sarcasmo e le critiche dirette

Etichettare il comportamento ma non il bambino

Come risolvere i conflitti ed evitare le aggressioni
come aiutare il bullo

mantenere la calma senza minimizzare l’accaduto perché l’intervento non sia una reazione

  • evitare il “processo in diretta” e l’”esecuzione sommaria” che assume il significato della vendetta piuttosto che un interveneto educativo ragionato.
  • cercare di capire che cosa li disturba;
  • chiedere se a loro volta essi sono o sono stati vittime di bulli: scoprire se sono consapevoli delle conseguenze delle loro azioni cercare di migliorare il loro comportamento anche attraverso rinforzi positivi ai comportamenti e alle azioni adeguate
Come aiutare il bullo
come aiutare il bullo 2

raccogliere informazioni grazie alla collaborazione dei genitori del bullo;

portare avanti interventi di counselling

insegnare il rispetto per se stessi e per gli altri;

insegnare ad esprimere in modo appropriato l'aggressività;

insegnare fin dalle prime classi ad essere responsabili delle proprie azioni.

Come aiutare il bullo 2
1 conoscerlo

sapere di cosa stiamo parlando

    • dare il giusto valore ai comportamenti prepotenti
  • conoscere la situazione ambientale di cui ci stiamo occupando
    • attraverso indagini per rilevarne la diffusione
    • portando allo scoperto le situazioni nascoste
1) conoscerlo
2 creare un clima sicuro in cui si possa raccontare

stimolare e favorire lo sviluppo della cultura del "raccontare" in cui l'adulto aiuta i ragazzi a dire ciò che accade con chiarezza

  • sviluppare e mantenere un atteggiamento il meno punitivo e colpevolizzante possibile, in cui il bullismo diventa un problema da risolvere tutti insieme, in cui il gruppo e la classe diventano i soggetti principali del cambiamento
2) creare un clima sicuro in cui si possa "raccontare"
3 intervenire nei singoli episodi

di fronte ad un evidente episodio di prepotenza bisogna intervenire subito per fermare l'aggressione

successivamente cercare di capire cosa è successo e quali sono le cause

trovare le soluzioni per risolvere i conflitti che soggiacciono

3) intervenire nei singoli episodi
4 supportare le vittime

spesso le vittime delle prepotenze sono alunni o alunne isolate, con pochi amici, a volte possono sembrare persone poco simpatiche: in ogni caso nelle situazioni di bullismo la vittima è la persona che ha più bisogno di aiuto immediato. Solo quando le prepotenze finiscono si possono far presenti alla vittima le sue difficoltà relazionali ed aiutarla a risolverle

4) supportare le vittime
5 aiutare i prepotenti

anche i bambini o i ragazzi/e che agiscono con prepotenza sono persone da aiutare perché utilizzano modalità inadeguate per affrontare i conflitti sociali o alcune difficoltà personali

"fermare" e "aiutare" possono sembrare due atteggiamenti contrastanti, ma la soluzione del bullismo richiede una loro conciliazione

5) aiutare i prepotenti
il metodo dell interesse condiviso

Chiacchierate individuali con ogni alunno coinvolto (7-10 minuti)

Colloqui successivi con ogni alunno (3 minuti ciascuno)

Incontro di gruppo (30’)

Il metodo dell’interesse condiviso
cosa deve fare la scuola

La scuola deve chiaramente gridare NO AL BULLISMO. La scuola si deve impegnare in prima persona a sconfiggere il bullismo.

La scuola deve riprendere l’autorità investitagli dalla società all’educazione non solo scolastica ma anche caratteriale e sociale del ragazzo che vi partecipa.

La scuola deve poter creare le aspirazioni del ragazzo senza false stanchezze, deve saper educare alla voglia dell’apprendimento. Certo non è facile ma il bullismo e la violenza in genere si combattono rimanendo uniti in tutti i fronti e soprattutto senza sottovalutare il problema, perchè il problema è di livello sociale e non solo generazionale.

Cosa deve fare la Scuola
cosa deve fare la scuola 2

Tutti nella scuola devono essere uniti nella lotta al bullismo, dagli insegnanti ai bidelli, dal preside agli stessi alunni.

D’altronde gli stessi insegnanti, come si è visto, possono essere a loro volta vittime del bullismo e allora voi insegnanti, iniziate a parlarne nelle classi, fatte capire agli studenti quanto gravi gli episodi di bullismo siano, potete organizzare persino delle rappresentazioni teatrali sulla lotta al Bullismo e in ogni modo PARLATENE, PARLATENE, PARLATENE!

Organizzate questionari, incontri, riunioni, parlate del problema, non tenetelo nascosto, fate in modo che la scuola diventi nuovamente la culla della cultura!

Cosa deve fare la Scuola -2-
ruolo della scuola

essere chiara, onesta e diretta, evitando il ricorso all'umilia al sarcasmo, all'aggressione, alla minaccia o alla manipolazione;

  • essere immediata, con possibili interventi di richiamo a termine;
  • comportare la documentazione di quello che è successo, di chi è stato coinvolto e del tipo di intervento adottato;
  • coinvolgere la famiglia sin dallo stadio iniziale;
  • fornire opportunità agli alunni di discutere tra loro i possibili modi di risolvere il problema  
Ruolo della scuola
il ruolo della scuola

Il bullismo è un problema serio e frequente e sia la scuola che le organizzazioni giovanili devono affrontare il problema in maniera attiva.

  • Il problema va affrontato dalla più giovane età e tenuto regolarmente sotto controllo in modo tale che ognuno possa capire il problema senza sottovalutarlo o inquadrarlo come uno scherzo tra ragazzi.
Il ruolo della SCUOLA
il ruolo della scuola1

Se c’è stata una lamentela da parte di un genitore o se si notano atteggiamenti di bullismo tra ragazzi, è bene organizzare una riunione del corpo insegnante sull’argomento con l’obiettivo di risolvere il problema o comunque di affrontarlo subito.

  • Si possono fare delle schede su cos’è il bullismo, sulle azioni che concretizzano comportamenti da bullo, sui sentimenti di isolamento e insicurezza che si insinuano nella vittima del bullismo e sui sentimenti e sulle azioni dell’oppressore e quindi sulle varie soluzioni che possano servire a fermare il bullismo.
Il ruolo della SCUOLA
il ruolo della scuola2

L’abuso nascosto

Ricordate che spesso la vittima del bullismo tende a nascondere l’atto di inciviltà che ha subito per paura di future rappresaglie e per sentimenti di estrema insicurezza.

Il ruolo della SCUOLA
il ruolo della scuola3

La scuola è la prima vera istituzione sociale dove gli studenti devono essere incoraggiati a denunciare episodi di bullismo per un pronto intervento di autorità. In tal senso è molto importante la fiducia che i ragazzi devono avere nelle istituzioni, ricordate la fiducia deve essere meritata. Genitori e istituzioni sono chiamati per primi alla responsabilità che il loro ruolo comporta.

I ragazzi chiedono di essere gratificati, ma anche puniti se è necessario. Un comportamento giustamente punito tutela tutti forti, deboli, bulli e non. I ragazzi chiedono agli adulti di essere adulti responsabili, anche quando questo li danneggia. Un adulto responsabile e coerente, ecco cosa chiedono.

Il ruolo della SCUOLA
cosa devono fare i genitori

È importante che ascoltiate il ragazzo, sia esso vittima degli atti di Bullismo che colui che perpetua il Bullismo.

Per la vittima è importante capirne gli stati d’animo; è importante farne crescere l’autostima; è importante ascoltarlo, sempre; è importante soprattutto renderlo indipendente.

Cosa devono fare i GENITORI
cosa devono fare i genitori1

Per i genitori di coloro che perpetuano il bullismo continua ad essere importante capire gli stati d’animo del ragazzo, ed è importante fargli capire il valore della compassione, il valore dell’autorità scolastica, il valore delle regole, e soprattutto il valore del rispetto della vita altrui.

Non assecondate vostro figlio solo per il timore di non ammettere che esiste un problema, parlatene in privato con vostro figlio, ascoltate i suoi malesseri per renderlo felice.

Cosa devono fare i GENITORI
cosa devono fare i genitori2

Non scoppiate contro chi accusa vostro/a figlia/o aggredendolo/a fisicamente o virtualmente, fornireste un esempio che rinforza le stesse modalità violente utilizzate da vostro/a figlio/a.

Non aggredite verbalmente vostro/a figlio/a con epiteti svalutativi e denigranti, sentendosi minacciato/a reagirà chiudendosi in sé stesso/a o attaccandovi o provocandovi.

Non punite fisicamente vostra/o figlia/o, aumenterà solo la sua rabbia e la/o allontanerà da voi.

COSA DEVONO FARE I GENITORI
cosa devono fare i genitori3

Prendete la situazione seriamente senza sminuirla, ma riconoscetene importanza e gravità

Provare a parlare con le persone vicine ai figli (parenti, amici, insegnanti) che possano fornire pareri diversi rispetto alla relazione con vostro figlio che potrebbero essere utili per farvi capire i motivi del comportamento.

Chiedete consiglio e cercate aiuto da esperti se capite che la situazione è complessa.

COSA DEVONO FARE I GENITORI
cosa devono fare i genitori4

Parlate con vostra/o figlia/o cercando di avere un atteggiamento accogliente e di non giudizio, sentirà che siete disposti a capirlo e ad aiutarlo.

  • Proponete un modello genitoriale che scoraggi la violenza e valorizzi la capacità di dialogo, confronto e tolleranza verso gli altri. In questo modo vostra/o figlia/o potrà prendere esempio da quello che vede a casa e riproporre modalità relazionali simili perché ne valuta la positività su se stesso e sugli altri
COSA DEVONO FARE I GENITORI
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Telefono Azzurro1.96.96

Utenza gratuita 24 ore su 24, attiva

su tutto il territorio nazionale.

A disposizione di tutti fino ai 14

anni per parlare con un consulente

del proprio disagio.

A chi rivolgersi?

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Emergenza Infanzia114

Utenza di emergenza gratuita attiva 24 ore su 24 per chi intende segnalare un pericolo immediato per l’incolumità psico-fisica di bambini ed adolescenti.

A chi rivolgersi?

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199.15.15.15

Utenza telefonica alla quale possono rivolgersi indistintamente le vittime, i testimoni, gli autori di atti di bullismo di età maggiore degli anni 14. Anche i genitori e gli insegnanti a conoscenza di qualche fenomeno o semplicemente a titolo informativo.

A chi rivolgersi?

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Nel caso in cui le vittime sviluppino reazioni di disagio particolarmente acute e persistenti, occorre rivolgersi ad uno specialista in:

• Pediatria

• Neuropsichiatria Infantile

• Servizio di Età Evolutiva

• Consultorio Giovani

A chi rivolgersi?

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Consultorio Familiare

  • Centri per bambini e adolescenti
  • Psicologo presente nel contesto scolastico
  • UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE Sportello di ascolto del disagio scolatico e del bullismo

(Dott.ssa Tiberio, dott.ssa Guadagnini)

A chi rivolgersi?