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IPSIA “Galvani”- Ottica - 24/04/08 Lezione n. 8 : Avellis, regione orbitaria. REGIONE ORBITARIA. - CAVITA’ ORBITARIA - BULBO OCULARE - CONO MUSCOLARE - ANNESSI. IPSIA “Galvani”- Ottica - 24/04/08 Lezione n. 8 : Avellis, regione orbitaria. CAVITA’ ORBITARIA. Definizione

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IPSIA “Galvani”- Ottica - 24/04/08 Lezione n. 8 : Avellis, regione orbitaria

REGIONE ORBITARIA

- CAVITA’ ORBITARIA

- BULBO OCULARE

- CONO MUSCOLARE

- ANNESSI

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IPSIA “Galvani”- Ottica - 24/04/08 Lezione n. 8 : Avellis, regione orbitaria

CAVITA’ ORBITARIA

Definizione

Le orbite, sedi dell’occhio e di quasi tutti i suoi annessi, sono due formazioni cavitarie poste ai lati della linea mediana del volto, al di sotto della fronte, costituite da un insieme di ossa della faccia e del cranio strettamente correlate fra loro.

Caratteristiche

l’orbita è paragonabile ad una piramide coricata con l’apice indietro e la base in avanti, ma ad asse notevolmente divergente, in modo che i due vertici, situati posteriormente, sono più vicini fra loro di quanto non lo siano le due basi divergenti e collocate in avanti.

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IPSIA “Galvani”- Ottica - 24/04/08 Lezione n. 8 : Avellis, regione orbitaria

LIMITI ANATOMICI

Le piramidi orbitarie sono confinanti con importantissime regioni sia della scatola cranica (neurocranio) che del massiccio facciale (splancnocranio);

  • Parete superiore
  • la volta o tetto dell’orbita) : con il seno paranasale frontale e fossa cranica anteriore.
  • Parete mediale:
  • con le cavità nasali, le cellule etmoidali lo sfenoide.
      • Parete inferiore (il pavimento dell’orbita) :
  • con il seno mascellare (altro seno paranasale) e con un profondo recesso dello splancnocranio,
  • che è la fossa pterigo – maxillo – palatina;
  • molto sottile, in qualche parte persino discontinua ed è perciò una barriera scarsamente efficiente
  • nei confronti dei processi infettivi del seno mascellare.
  • Parete laterale:
  • con la regione della tempia in avanti e con la fossa cranica media, indietro.
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DIMENSIONI

Lunghezza dell’orbita: 40 – 42 millimetri (asse longitudinale)

Volume medio: 29 – 30 centimetri cubici

La capacità volumetrica, in sé non molto alta, è tuttavia in un rapporto di cinque ad uno nei confronti del volume dell’occhio;

rispetto alla scatola cranica, il rapporto però si capovolge ed è di uno contro otto in favore di quest’ultima.

L’asse longitudinale, per la sua obliquità divergente postero – anteriore e medio – laterale, forma con l’asse mediano dell’occhio in posizione primaria di sguardo, cioè con lo sguardo diretto in avanti verso la linea dell’orizzonte, un angolo di 23 gradi

( disparità angolare oculo – orbitaria importante nel determinismo della motilità oculare).

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La parete cavitaria dell’orbita è rivestita dalla periorbita, sottile membrana detta anche periostio; tale membrana parte dai margini del foro ottico e si ispessisce in avanti, in corrispondenza dell’ingresso, dove offre l’inserzione al setto orbitario, una specie di doppio sipario connettivale che, fondendosi con le due palpebre, fa da confine tra lo spazio intraorbitario e lo spazio extraorbitario.

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PERIORBITA

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La correlazione interossea dei costituenti orbitari, per quanto molto stretta, non è assoluta;

le pareti orbitarie presentano qua e là delle soluzioni di continuo, sotto forma di orifizi e aperture che mettono in comunicazione lo spazio orbitario con le strutture adiacenti.

Ciò avviene soprattutto in corrispondenza di tre siti molto bene riconoscibili all’estremità posteriore della cavità orbitaria, in corrispondenza del fondo dell’orbita:

CANALE OTTICO

FESSURA ORBITARIA SUPERIORE

FESSURA ORBITARIA INFERIORE

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IPSIA “Galvani”- Ottica - 24/04/08 Lezione n. 8 : Avellis, regione orbitaria

CANALE OTTICO

Orifizio dell’apice orbitario

dà passaggio :

- al nervo ottico

- all’arteria oftalmica, ramo della carotide interna

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  • FESSURA ORBITARIA SUPERIORE
  • Detta anche fessura sfeno – sfenoidale,
  • è una grande apertura situata appena lateralmente e in basso al canale ottico;
  • ha la forma di una virgola rovesciata, separata da un anello tendineo (anello dello Zinn) in due porzioni:
  • - intratendinea (compresa all’interno dell’anello)
  • - extratendinea (all’esterno dell’anello).
  • Sia la porzione intratendinea che quella extratendinea si affacciano nella fossa cranica media in corrispondenza del cosiddetto seno cavernoso, un ampio corridoio venoso che raccoglie la massima parte del sangue refluo oculare.
  • La fessura orbitaria superiore offre il transito a formazioni nervose d’importanza cruciale per l’innervazione sensitiva e motoria dell’occhio
  • - terzo,
  • - quarto,
  • - sesto paio dei nervi cranici,
  • - prima branca del quinto),
  • - vena oftalmica superiore
  • - ramo superiore della vena oftalmica inferiore che sboccano nel suddetto seno cavernoso,
  • - fibre di natura simpatica e
  • - ramo inferiore dell’arteria meningea media (arteria piccola meningea).
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FESSURA ORBITARIA INFERIORE

- Detta anche fessura sfeno – mascellare

- è situata all’estremità posteriore del pavimento orbitario

- collega l’orbita con la fossa pterigo – maxillo – palatina.

Essa dà passaggio :

- a due tronchi nervosi (nervo zigomatico e nervo infraorbitario)

appartenenti alla seconda branca del quinto paio dei nervi cranici

(trigemino),

- al ramo inferiore della vena oftalmica inferiore che, a differenza del ramo

superiore e della vena oftalmica superiore, non si scarica nel seno

cavernoso, bensì nella vena facciale

- all’arteria infraorbitaria. A sua volta l’arteria infraorbitaria si distingue per

la sua non appartenenza all’arteria oftalmica e quindi alla carotide interna,

ma deriva infatti dalla mascellare interna, ramo della carotide esterna.

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INCISURE ORBITARIE

Bordo superiore

Lungo il bordo superiore dell’ingresso orbitario, corrispondente in superficie all’arco sopraccigliare, nel punto di unione dei due terzi laterali con il terzo mediale, è reperibile l’incisura sovraorbitaria attraversata dai vasi sovraorbitari e dal nervo sovraorbitario.

I vasi sovraorbitari sono rappresentati dall’arteria sovraorbitaria, ramo dell’arteria oftalmica e della vena sovraorbitaria, vena generatrice della vena oftalmica superiore. Sia l’arteria che la vena decorrono molto superficialmente ed è questo il motivo del copioso sanguinamento che può seguire ad un trauma lacero – contusivo del bordo superiore dell’orbita.

Una notevole emorragia dell’arco sopraccigliare è, infatti, una delle cause del K.O. tecnico che si può verificare durante gli incontri di pugilato. La compressione digitale di questa zona del sopracciglio può risvegliare un dolore acuto caratteristico, perché rivelatore di una sinusite frontale in atto.

Bordo inferiore

Allo stesso modo, lungo il bordo inferiore della base o ingresso dell’orbita, si trova il foro infraorbitario che ospita la già nominata arteria infraorbitaria, la vena infraorbitaria, ramo della vena facciale ed il nervo infraorbitario, ramo della II branca del trigemino.

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PRINCIPALI MODIFICAZIONI

DEL PROFILO OSSEO

Tutti più o meno accentrati anteriormente, cioè in corrispondenza dell’ingresso dell’orbita.

DOCCIA LACRIMALE Nell’angolo supero – esterno , doccia ogivale contenente la ghiandola lacrimale principale dell’occhio,

FOSSETTA TROCLEARE a livello dell’angolo supero – interno, verso la radice del naso, una piccola fossetta dove s’inserisce un anello fibro- cartilagineo, nel quale passa il tendine del muscolo estrinseco più grande dell’occhio, l’obliquo superiore o grande obliquo.

FOSSA DEL SACCO LACRIMALE A livello del terzo inferiore della parete mediale, appena posteriormente al bordo d’ingresso, si disegna una profonda depressione compresa nello spazio intercorrente fra due creste ossee (la cresta anteriore e la cresta posteriore), nel quale alloggia il serbatoio del liquido lacrimale, il sacco lacrimale.

La fossa del sacco lacrimale si restringe in basso, in corrispondenza dell’angolo infero – interno e da luogo al canale naso – lacrimale il quale, facendo defluire dal sacco il liquido lacrimale, sbocca nella fossa nasale a livello del meato inferiore.