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COMUNE DI MONTEMURLO PROVINCIA DI PRATO Assessorato alla Cultura Assessorato Politiche Sociali in collaborazione con l’Istituto Statale d’Arte

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Presentation Transcript
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COMUNE DI MONTEMURLO PROVINCIA DI PRATO

Assessorato alla Cultura Assessorato Politiche Sociali

in collaborazione con l’Istituto Statale d’Arte

5 GIUGNO 2010

VI Rapporto Immigrazione 2008/2009

Auditorium Istituto Statale d’Arte

(Trav. di Via Puccini- Oste – Montemurlo)

Tavola rotonda con:

Loredana Ferrara, Assessore Provincia di Prato

Ilaria Maffei, Assessore Comune di Montemurlo

Keti Biçoku, giornalista di “Shqiptari i italise”

Don Marino Marini, Parroco Parrocchia di Oste

Roberto Ermanni e Floriano Bechini, Arci Prato

Gilbert Velli, mediatore culturale

Brunilda Allko, mediatrice culturale

coordina

Fabio Bracci, coordinatore scientifico del Rapporto

Immigrazione

il rapporto immigrazione
IL RAPPORTO IMMIGRAZIONE
  • Realizzato da Osservatorio Sociale Provinciale/Asel
  • Il Rapporto del 2008 è il primo non focalizzato esclusivamente sul capoluogo
  • Articolazione del rapporto:
  • tema centrale: il dibattito sulla presenza musulmana;
  • capitolo ricognitivo della dimensione quantitativa delle presenze;
  • tra gli altri quattro capitoli, uno è dedicato alla comunità albanese presente a Montemurlo
l indagine a montemurlo
L’INDAGINE A MONTEMURLO
  • Il Comune di Montemurlo è il secondo comune, per numero di abitanti, della Provincia di Prato. I cittadini provenienti dall’Albania vi costituiscono, tra i residenti stranieri, il primo gruppo nazionale.

OBIETTIVO DELL’INDAGINE:

  • Delineare i mutamenti socio-culturali determinati dalla migrazione: in particolare, osservare le dinamiche di cambiamento che stanno investendo i modelli familiari e le relazioni di genere tra i migranti albanesi presenti sul territorio locale
la metodologia
LA METODOLOGIA

1) Ricostruzione di un quadro sintetico dei dati riguardanti la comunità albanese presente a Montemurlo e nei comuni della provincia

2) Rassegna della letteratura: i caratteri salienti della cultura tradizionale albanese e le trasformazioni in corso

3) Raccolta di nove interviste biografiche a migranti albanesi che hanno costituito o ricostituito un nucleo familiare nel territorio di Montemurlo

le interviste
LE INTERVISTE

Traccia d’intervista strutturata in sei aree tematiche:

- informazioni biografiche sull’intervistato;

- modalità di svolgimento della migrazione;

- rappresentazioni generali riguardanti la famiglia;

- vita quotidiana (amicizie, frequentazioni di gruppi italiani e/o albanesi);

- orientamenti e valori sulle relazioni tra generi e su contraccezione, unioni di fatto, sessualità fuori dal matrimonio.

Quadro degli intervistati:

- genere: quattro maschi, cinque femmine;

- età: tra 20 e 40 anni;

- composizione dei nuclei familiari: le famiglie d’origine sono talvolta estese, in altri casi nucleari; nessuno degli intervistati vive a Montemurlo da solo.

Le interviste sono state raccolte nei mesi di aprile e maggio 2008 da Annalisa Dellomo e Veronica Ghelardini.

la presentazione
LA PRESENTAZIONE
  • QUADRO QUANTITATIVO COMUNALE E PROVINCIALE AGGIORNATO A FINE 2009
  • (Grazie a Paolo Sambo e Marcella Conte, area sociale Asel)
  • 2. SINTESI DELLE PRINCIPALI OSSERVAZIONI CONTENUTE NEL RAPPORTO
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2003-2007: su 77 decessi attribuibili a cittadini stranieri residenti nell’Asl di Prato (media di 15 decessi per anno) 10 hanno riguardato cittadini cittadini albanesi [Registro di Mortalità aziendale; Profilo di Salute]

i residenti alcuni indicatori
I RESIDENTI: ALCUNI INDICATORI
  • Il 24,5% dei residenti albanesi nel Comune di Montemurlo (185 su 754) ha meno di 15 anni
  • Tra coloro che hanno meno di 18 anni, 245 persone su 754 (il 32,4%), 124 (50,6%) sono nati in Italia e tra questi 105 a Prato (il 42,9%).
  • 33 persone, il 4,3%, hanno oltre 65 anni (% raddoppiata rispetto all'1.1.2007); dato che conferma una tendenza già nota a livello nazionale: quello albanese è il gruppo nazionale che tra il 2005 ed il 2007 ha ricongiunto con più frequenza genitori ultrasessantenni, rappresentando l’emblema della comunità con “stratificazione a tre generazioni del gruppo familiare in emigrazione” [Ministero dell’Interno, 1° Rapporto sugli immigrati in Italia, 2007, p. 311].
acquisizioni di cittadinanza
ACQUISIZIONI DI CITTADINANZA

In tutte le province toscane il gruppo dei cittadini albanesi risulta essere quello con la numerosità più elevata di persone che acquistano la cittadinanza italiana: nel 2008 a Prato l’hanno acquisita 19 persone ex art. 5 (per matrimonio) + 9 ex art. 5 (per residenza) [Fonte: L’immigrazione in Toscana 2009, Ministero dell’Interno, Conferenza dei Prefetti della Toscana, pp. 55-62]

A Montemurlo i cittadini che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel corso del 2009 sono stati 16 (8 maschi e 8 femmine)[Fonte: Mod. Istat P3]

Fonte: Ufficio statistica Comune di Prato

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SCUOLA

Fonte: Osservatorio Scolastico provinciale

salute dati provinciali fonte profilo di salute 2010
SALUTE [Dati provinciali; Fonte: Profilo di Salute 2010]
  • Ricoveri degli stranieri
  • Tassi di ospedalizzazione più bassi per gli stranieri rispetto agli italiani
  • Nel 2008:
  • - stranieri 113,5 per 1000 ab;
  • - italiani 130,2 per 1000 ab a 130,2).
  • Tra gli stranieri, i ricoveri di cittadini albanesi sono il 19,2% del totale (in linea con il peso della comunità sul territorio)
  • Maternità e infanzia
  • Gli stranieri si ricoverano più degli italiani soltanto per gravidanza e parto (stranieri 47,3 per 1000 vs 12,7 per 1000 degli italiani), per le malattie di origine perinatale e per le malattie infettive.
  • 2008: nell’ASL di Prato si sono verificati 3375 parti (l’87,7%, presso l’Ospedale di Prato). Il 45,3% delle partorienti dell’ASL di Prato sono straniere (TFT più elevato rispetto alle italiane).
  • In prevalenza le donne straniere partoriscono tra 20-29 anni (59,3%), mentre le italiane partoriscono nel decennio successivo (73,3%).
  • Le partorienti più giovani sono le madri albanesi (26,7 anni).
imprese dati provinciali fonte nostre elab su dati cciaa prato1
IMPRESE [Dati provinciali; Fonte: nostre elab. su dati Cciaa Prato]
  • Il 90% delle imprese condotte da cittadini albanesi sono attive nel settore delle costruzioni; per la prima volta dopo molti anni si arresta, se non addirittura s'inverte, il processo di crescita di nuove imprese in questo settore
  • 487 su 512 sono ditte individuali (il 95,1%); 25 sono società di persone o di capitali
lavoro
LAVORO
  • Due premesse:
  • sono dati provinciali;
  • si basano sullo stato di nascita [Fonte. Nostre elaborazioni su banca dati IDOL]
  • Nel rapporto 2008 si sottolineavano tre caratteristiche principali:
  • 1) tra i lavoratori albanesi si registrava la percentuale più elevata di persone avviate con contratti a tempo indeterminato sul totale degli avviamenti
  • 2) sottodimensionamento degli avviamenti al lavoro della componente femminile
  • [dato noto anche a livello nazionale: elevato tasso di sottoccupazione in relazione alle ore lavorate; elevati tempi di inserimento nel mondo del lavoro; l’esercizio in forma esclusiva del lavoro di cura e di accudimento è una delle ragioni che spiegano questi dati: la presenza di figli e partner fa abbassare il tasso di occupazione femminile dal 53,9% delle single al 35,6% delle donne con figli [Ministero dell’Interno, cit., p. 214].
  • 3) Prevalenza, come ambiti d'impiego, del settore delle costruzioni tra gli uomini, e di quello delle pulizie e del lavoro domestico per le donne
lavoro1
LAVORO

1) Avviamenti a tempo indeterminato

(Nel 2005 e 2006 il dato era di poco inferiore al 50%, rispettivamente 43,3% e 49,9%)

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2) Cresce il peso della componente femminile, ma per effetto del crollo degli avviamenti dei lavoratori maschi

- I movimenti nel mdl sono diminuiti significativamente in valore assoluto: saldi negativi

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3) I dati per settore confermano le osservazioni del Rapporto

Gli avviamenti di albanesi maschi si concentrano nelle costruzioni, quelli delle femmine nel settore delle pulizie e dell’assistenza domestica/familiare

[Gli avviamenti nel settore delle costruzioni erano 400 e 440 (rispettivamente nel 2005 e nel 2006)]

considerazioni dal rapporto
CONSIDERAZIONI DAL RAPPORTO
  • LE STRUTTURE PORTANTI DELLA SOCIETA’ ALBANESE TRADIZIONALE/1
  • Famiglia e Fis come struttura portante della società: consanguineità, discendenza da un medesimo antenato
  • La famiglia estesa di tipo clanico come centro del modello di vita tradizionale
  • La Besa (il patto basato sulla parola data): alleanza tra lignaggi e fratellanze
  • Il periodo ‘enverista’ e la progressiva nuclearizzazione della famiglia estesa nei centri urbani
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LE STRUTTURE PORTANTI DELLA SOCIETA’ ALBANESE TRADIZIONALE/2

  • Il Kanun
  • Codice consuetudinario che, specie nelle zone montane, ha regolato per lungo tempo la vita dei villaggi albanesi (il più noto è il Kanun di Leke Dukagjini)
  • Il Kanun disciplinava ogni aspetto della vita della comunità, configurandosi come un compendio operante nei più diversi ambiti, da quello sociale, a quelli etici, familiari, penali
  • I princìpi sui quali si basa il Kanun sono la cultura dell’onore, la sacralità della besa (la parola data), l’ospitalità, il rispetto dell’autorità rappresentata dai capifamiglia anziani
  • Significative similitudini con un altro codice consuetudinario, quello operante in Barbagia (Pigliaru, Il codice della vendetta barbaricino)
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UN’INTERAZIONE COMPLESSA CON LA MODERNITA’

  • L’Albania è un Paese internamente più articolato e complesso di quanto generalmente appaia nel discorso pubblico sulla Shqiperia
  • Parlando della vendetta e del Kanun “si corre il rischio di costruire uno stereotipo negativo e di contribuire a diffondere o a rinsaldare il pregiudizio che assimila gli albanesi a violenti criminali”; inoltre si “inocula il dubbio che esista una nazione tribale, organizzata sul modello della violenza individuale” [P. Resta].
  • Significativo sbilanciamento della letteratura etnografica sul Nord, a causa “degli stereotipi culturali prodottisi in seno alla stessa cultura albanese” [Resta]
  • La religione non rappresenta, oggi, un fattore conflittuale significativo
  • Occorre tenere conto dell’interazione tra tradizione e modernità
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MIGRAZIONE E MUTAMENTO SOCIALE

  • Dopo il 1990
  • Inurbazione delle masse rurali verso i grandi centri
  • Migrazioni: fino al 1991 erano stati circa 25.000 gli albanesi che avevano ottenuto asilo politico in occidente; 1992-2001: 500/600.000 migranti, il 15/20% della popolazione (il 40% nella fascia d’età 15-40 anni) [Piperno, F., From Albania to Italy: Formation an Basic Features of a Binational Migration System, Cespi, 2002, p. 2]
  • Disoccupazione crescente: tra il 1989 e il 2001 si sono persi più di un milione di posti di lavoro (le cifre oscillano tra 1.440.000 e 1.040.000), soprattutto nell'industria, con una conseguente, forte crescita della disoccupazione
  • Rimesse: in Albania circa 1/6 (il 14,5%) di ciò che si consuma proviene dalle rimesse; esse valgono il doppio di quanto l’Albania esporta e sette volte ciò che riceve in aiuti internazionali. Secondo l’IFAD, nel 2006 l’importo delle rimesse in Albania ammontava a 1.986 milioni di dollari, cifra pari al 21,7% del Pil: attorno al 50% di questa somma è destinato alle aree rurali [IFAD].
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L’ AMBIVALENZA DEGLI EFFETTI

  • Nuovo ruolo assunto dalle generazioni più giovani, che nel modello di vita comunitario tradizionale erano quasi sempre soggette all’autorità del capofamiglia; tendenziale affievolimento dei legami familiari di provenienza
  • Le critiche nei confronti dei rapporti extraconiugali e del maschilismo tradizionale - temi non assenti nelle parole degli intervistati maschi - convivono con orientamenti tradizionali quali lo stigma per le donne divorziate e per i figli nati fuori dal matrimonio
  • La condizione di soggezione della donna si riproduce in corso di migrazione, con le peculiarità dettate dal nuovo contesto; d’altra parte per molte donne la migrazione rappresenta una possibilità concreta di mutamento della originaria posizione subalterna

In ogni caso, il modello di relazioni sociali che colloca il massimo dei poteri e della forza nelle mani degli uomini è ancora lontano dall’essere messo in discussione.

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LE TRASFORMAZIONI DELLA FAMIGLIA

  • La pratica dei matrimoni ‘combinati’ è in diminuzione rispetto al passato anche in Albania; resta il fatto che i codici tradizionali continuano a mantenere una funzione importante
  • La famiglia allargata si riproduce con significativa frequenza anche in corso di migrazione [dati sul ritorno alla famiglia tradizionale in Albania; Danaj e Festy]
  • La posizione della donna in corso di migrazione: perdita di ruolo secca, che rischia di accrescerne la subalternità ai mariti e la marginalità sociale? Oppure possibilità di prendere in mano la situazione in caso di problemi e criticità?
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I TABU’ MORALI

  • Divorzio, contraccezione, convivenze extraconiugali
  • L’orientamento tradizionalista si manifesta in modi molto espliciti quando si affrontano temi legati alla morale sessuale
  • La convivenza fuori dal matrimonio è considerata negativamente sia dagli uomini che dalle donne
  • Il peso della vergogna è ancora più forte quando si parla di figli nati fuori dal matrimonio
  • Contraccezione: dell’argomento si parla con reticenza
  • La questione dell’omosessualità rappresenta ancora un tema assai delicato

[per la situazione in Albania si vedano anche i dati già ricordati di Danaj e Festy]

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I NODI DELLA DISCUSSIONE

1) Rappresentazioni e pregiudizi

Nonostante il peso dello stigma negativo si sia attenuato (Ibrahimi: “gli albanesi sono diventati una minoranza di nicchia”), o si sia semplicemente trasferito su altre comunità (in primis rom e rumeni), secondo quanto riferito dagli intervistati restano molto diffuse nella popolazione autoctona le percezioni negative riguardanti la comunità albanese.

Le difficoltà si presentano sia nella ricerca del lavoro, sia nella quotidianità.

Quali effetti avranno queste rappresentazioni sul comportamento delle seconde generazioni?

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2) La dimensione socio-economica

  • Nuova centralità della questione rispetto a due anni fa: diminuzione degli avviamenti al lavoro, saldi negativi tra avviamenti e cessazioni, ridotta crescita dei residenti, stasi delle imprese di costruzione.
  • Il problema occupazionale non è più soltanto un problema della componente femminile, ma dell’intera comunità (e in generale dell’intero territorio).
  • Si tratta di criticità che evidentemente non interessano né soltanto la comunità albanese, né solo il territorio locale.
  • Si è arrestato il meccanismo integrativo basato sul lavoro? Quali prospettive di integrazione socio-economica nei prossimi anni?
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3) Il rapporto tra tradizione e modernità

  • Comunità migrante e comunità di provenienza si trasformano influenzandosi reciprocamente: non sono infatti soltanto i fenomeni migratori a retroagire sul Paese di provenienza, dato che la stessa nazione albanese si trova in una fase di ambivalente e conflittuale superamento del proprio retroterra tradizionale
  • E’ da poco tempo che l’Albania si è aperta al mondo. La riflessione sulla relazione tra le consuetudini sociali e culturali impostesi per secoli e la modernizzazione spinta che ha investito il Paese a partire dai primi anni ’90 rappresenta ancora un tema in larga parte inesplorato.
  • La questione del rapporto con la tradizione, per quanto sommersa dal binomio - apparentemente uniformante - consumismo/occidentalizzazione, sta riemergendo negli ultimi anni come una dimensione rilevante, soprattutto per quanto riguarda la condizione femminile.

La Conferenza di Sarajevo: verso l’Europa (ma quale)?

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