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Risultati del progetto Osservatorio Agenzie locali di sviluppo: analisi, promozione/rafforzamento reti e valorizzazione

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Risultati del progetto Osservatorio Agenzie locali di sviluppo: analisi, promozione/rafforzamento reti e valorizzazione delle competenze (PON “Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema” Ob. 1 - Misura II.2 ). 6 domande sulle Agenzie locali di Sviluppo.

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Presentation Transcript
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Risultati del progetto

Osservatorio Agenzie locali di sviluppo: analisi, promozione/rafforzamento reti e valorizzazione delle competenze

(PON “Assistenza Tecnica e

Azioni di Sistema” Ob. 1 - Misura II.2)

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6 domande sulle Agenzie locali di Sviluppo

1. Cosa sono le Agenzie locali di sviluppo?

2. Come nascono le Agenzie locali di sviluppo?

3. Quando nascono le Agenzie locali di sviluppo?

agenzie

4. Qual è la natura giuridica delle Agenzie locali?

5. Quali sono le attività ed i servizi offerti dalle Agenzie?

6. Chi sono i soci delle Agenzie?

Per un ulteriore approfondimento sul tema delle Agenzie di Sviluppo, vai alla pagina della GUIDA UTILE sul focus Agenzie di Sviluppo del Canale Sviluppo Locale del Formez

inizio sezione agenzie

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1. Cosa sono le Agenzie locali di sviluppo?

Sotto la denominazione di Agenzia locale di sviluppo si classificano realtà estremamente variegate per storia, obiettivi, ambiti e capacità d’intervento, dislocazione territoriale, spazi e circuiti di mercato.

Si tratta di strutture che, agendo a livello sub-regionale, promuovono lo sviluppo locale attraverso interventi di diversa natura (di animazione territoriale, di erogazione di servizi, di marketing territoriale, di networking, ecc.) nei campi:

-         dello sviluppo imprenditoriale,

-         della crescita occupazionale,

-         della valorizzazione delle risorse ambientali e culturali.

In termini generali, con il termine Agenzia locale di sviluppo si fa riferimento a quelle strutture-organizzazioni che contribuiscono ad abbassare permanentemente le barriere dello sviluppo locale, sotto forma di potenziamento del capitale sociale locale, di riduzione dei costi di transizione per le imprese, di miglioramento della qualità sociale.

agenzie

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2. Come nascono le Agenzie locali di sviluppo?

  • Dal punto di vista della genesi è possibile individuare tre diverse tipologie di Agenzie:
  • le Agenzie “formali”, scaturite dall’applicazione della normativa nazionale, ossia strutture operative deputate a gestire progetti di sviluppo che fanno riferimento a legislazione e finanziamenti nazionali e comunitari, come società di gestione di Patti Territoriali, di Contratti d’Area e di Gruppi di Azione Locale (GAL);
  •  le Agenzie “territoriali”, nate come esternalizzazioni della Pubblica Amministrazione locale di funzioni attinenti allo sviluppo economico-territoriale, ossia strutture dedicate alla promozione e gestione di progetti di sviluppo locale, generate da Comuni, Comunità Montane, Province;
  •  le Agenzie “informali”, nate dall’azione “dal basso” di soggetti istituzionali e sociali e finalizzate alla promozione/gestione di processi di crescita di “economie minori” o di funzioni di supporto per lo sviluppo locale (ad esempio banche locali, associazioni per la valorizzazione dei beni culturali e architettonici e del patrimonio ambientale, Consorzi intercomunali per lo sviluppo integrato e la riqualificazione urbana, Società e Associazioni per lo sviluppo delle nuove occupazioni).

agenzie

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3. Quando nascono le Agenzie locali di sviluppo?

L’origine delle Agenzie di sviluppo si spiega su un arco temporale relativamente lungo, ma il fenomeno ha subito un forte sviluppo soprattutto nel quinquennio 1996-2001, con un particolare picco nel triennio 1997-99, ossia in corrispondenza dell’avvio delle nuove politiche strutturali, nell’ambito della Programmazione Negoziata e del partenariatosociale.

Le Agenzie nate nel periodo precedente agli anni Novanta hanno prevalentemente un carattere “specialistico” o monosettoriale, ossia sorgono per finalità circoscritte e per soddisfare i fabbisogni di soggetti determinati.

Negli anni Novanta, ed in particolare nel triennio 1997-99, con la diffusione della programmazione nazionale e comunitaria che assegna un peso di rilievo alle istituzioni locali, chiamate a giocare un ruolo attivo nei processi di valorizzazione delle risorse e dei potenziali di sviluppo endogeno, si assiste invece alla genesi di Agenzie di sviluppo “generaliste”, ossia strutture con carattere plurisettoriale, aperte alla partecipazione di diversi soggetti istituzionali locali.

agenzie

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4. Qual è la natura giuridica delle Agenzie locali?

Sotto il profilo giuridico le Agenzie di sviluppo evidenziano diverse modalità organizzative:

-         Onlus

-         Ente strumentale

-         Ente regionale

-         Società in accomandita semplice (Sas)

-         Azienda speciale

-         Ente pubblico

-         Società consortile a responsabilità limitata (Scarl)

-         Società cooperative per azioni (Scpa)

-         Associazione

-         Società a responsabilità limitata (Srl)

-         Consorzio

-         Società per azioni (Spa)

-         Società cooperative a responsabilità limitata (Scrl)

Tra le forme giuridiche adottate, le società consortili a responsabilità limitata risultano le più diffuse.

agenzie

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5. Quali sono le attività ed i servizi offerti dalle Agenzie?

Le Agenzie locali di sviluppo offrono una vasta gamma di servizi in due ambiti principali:

- attività finalizzate alla promozione e gestione di progetti per lo sviluppo locale

- attività di supporto al sistema delle imprese, sempre con finalità di promozione dello sviluppo locale (servizi alle imprese e al sistema produttivo).

Molto diffusi sono i servizi di marketing territoriale e gli studi economici territoriali, insieme ai servizi di supporto alle attività di Programmazione Negoziata e ai servizi informativi alla Pubblica Amministrazione su programmi comunitari, nazionali e regionali.

Tra i servizi alle imprese e al sistema produttivo, il più frequente è il supporto agli accessi agli incentivi, quindi i servizi legati allo start-up imprenditoriale e i servizi di marketing alle imprese. Abbastanza diffusi sono anche i servizi di supporto all’internazionalizzazione e quelli di formazione continua e relativa all’innovazione tecnologica.

agenzie

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6. Chi sono i soci delle Agenzie?

I soggetti maggiormente coinvolti nella compagine sociale delle Agenzie sono gli Enti Locali, in primo luogo i Comuni che, rappresentano la tipologia di socio più frequente a livello complessivo. Tuttavia, raramente si tratta della presenza di una sola Amministrazione comunale, spesso le Agenzie incidono su ambiti territoriali a carattere intercomunale o interprovinciale e pertanto tra i loro soci figurano tutte le Amministrazioni interessate sia in forma associata sia singolarmente. Un ruolo prioritario è anche svolto dalle Province e in alcuni casi dalle Aziende speciali delle Camere di Commercio, molto attive sul versante dello sviluppo locale.

Associazioni e consorzi occupano anch’essi un posto rilevante, subito dopo i Comuni, per presenza e numero delle Agenzie nelle quali intervengono. Quest’ultima tipologia (associazioni e consorzi) è varia, in quanto comprende una fascia di soggetti molto ampia che va dalle associazioni imprenditoriali e di categoria, compresi i sindacati dei lavoratori che però rivestono un ruolo estremamente minoritario, alle associazioni culturali, turistiche, religiose e ambientaliste, fino ai consorzi di produzione e di servizi.

Anche la tipologia di Istituti di Credito impegnati è abbastanza articolata in quanto spazia dalle Banche SpA, alle Banche Popolari, alle Banche di Credito Cooperativo fino alle Casse di Risparmio.

Si evidenziano, altresì, assenze vistose nella gestione di processi di sviluppo da parte di alcuni importanti attori locali, rappresentati dalle Università, ancora lontane dall’essere soggetti attivi della formazione di Agenzie locali per lo sviluppo. In alcuni casi sono le stesse Agenzie di Sviluppo a partecipare, in qualità di socio, a strutture analoghe impegnate in settori o territori più grandi o diversi.

agenzie

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fine sezione agenzie

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Per un ulteriore approfondimento sul progetto, vai alla scheda presente sul focus Agenzie di Sviluppo del Canale Sviluppo Locale del Formez

analisi, promozione/rafforzamento reti e valorizzazione delle competenze

L’investimento sulle Agenzie di sviluppo

il progetto

Come è stato realizzato

I soggetti coinvolti

I risultati prodotti

Cosa abbiamo costruito

inizio sezione progetto

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L’investimento sulle Agenzie di sviluppo

Il Progetto, finanziato nell’ambito della Misura II.2 del PON "Assistenza Tecnica ed Azioni di Sistema" Ob.1, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, è stato promosso con l’obiettivo di assicurare attività di accompagnamento e di supporto alle PA regionali e locali per il rafforzamento del ruolo competitivo e innovativo delle Agenzie di sviluppo, la qualificazione dei servizi offerti alla PA e la loro capacità di networking.

Il Progetto “Osservatorio Agenzie locali di sviluppo” è stato un investimento che ha consentito di approfondire questi aspetti e di proporre delle soluzioni, ha anche permesso di individuare, analizzare e diffondere innovazioni (modelli di governance locale, costruzioni di reti , strumenti e procedure di intervento adeguate) e costruire piste di lavoro per accrescere e valorizzare le competenze per lo sviluppo locale, con riferimento ai fabbisogni della PA locale e regionale e delle stesse Agenzie di sviluppo.

Il Progetto rappresenta un’esperienza significativa per incidere positivamente su questi nodi critici, anche attraverso la promozione di un lavoro di rete tra strutture radicate in diversi contesti territoriali (Nord, Centro e Sud) costituendo una vera e propria azione di sistema.

il progetto

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slide11

Come è stato realizzato

  • L’investimento è stato realizzato attraverso:
  • Promozione dell’adesione delle Agenzie locali di sviluppo alla banca dati Osservatorio;
  • Ricerca/azione con il coinvolgimento attivo dei beneficiari e con feedback continui sulla loro azione;
  • Costruzione di una rete di scambi tra esperienze e strutture ;
  • Attività seminariali rivolte all’approfondimento di temi critici nell’attuale fase delle politiche di sviluppo.

il progetto

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slide12

I soggetti coinvolti

  • Nelle attività del progetto sono stati coinvolti i seguenti soggetti:
  • circa 200 Agenzie locali di sviluppo (banca dati Osservatorio) delle quali oltre 120 hanno aderito alla Banca dati;
  • 11 Agenzie analizzate approfonditamente attraverso “studi di caso”;
  • 42 Amministrazioni locali coinvolte nel progetto attraverso la realizzazione dei casi studiati, la partecipazione al convegno “Agenzie di sviluppo progettazione territoriale e P.A. locale: esperienze e prospettive”, la partecipazione al Focus Group “Le competenze delle Agenzie locali di sviluppo per la progettazione integrata”.

il progetto

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I risultati prodotti

  • I risultati del progetto sono i seguenti:
  • 1 banca dati “Osservatorio Agenzie”
  • 1 focus informativo Agenzie di sviluppo (pagina Web) http://sviluppolocale.formez.it/agenzie_di_sviluppo.html
  • 11rapportisugli studi di caso di Agenzie locali di sviluppo nelle regioni ob.1: Locride sviluppo, Gal Grancia Alto Basento, PtO Agro Nocerino Sarnese, Gal Titerno, Gal Capo S. Maria di Leuca, PtO Nord Barese/Ofantino, Consorzio di Comuni Tindari-Nebrodi, Agenzia di sviluppo integrato s.p.a. Calatino Sud Simeto, Consorzio di Comuni Sa Corona Arrubia, PtO Oristano, Gal Ogliastra.
  • Rapporti di ricerca: “Le Agenzie di sviluppo locale in una fase di transizione. Quadro di riferimento proposte teoriche e questioni critiche”; “Progetti, politiche, esperienze innovative. Un repertorio di buone pratiche”; “Agenzie di sviluppo locale e pubbliche amministrazioni nei progetti di sviluppo territoriale. Interpretazioni e pratiche innovative;
  • Paper “Agenzie di Sviluppo e Pubblica Amministrazione Locale”

il progetto

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Cosa abbiamo costruito?

Attraverso le attività del progetto è stato costruito un patrimonio di conoscenze su una molteplicità di esperienze che dispongono di saperi e di capacità rilevanti per avanzare sul terreno dello sviluppo locale.

La banca dati implementata ha fornito la materia prima per avviare un’ampia riflessione sulle Agenzie raccogliendo e classificando le informazioni su circa 200 di esse. Costituendo un sistema di produzione di conoscenza e di facilitazione del lavoro in rete quale servizio offerto e apprezzato dalla PA e dalle stesse Agenzie.

Le attività di ricerca sul campo hanno portato ad avere un livello di informazione e di analisi sulle Agenzie oggetto di studio tale da poter essere utilizzato dalla PA regionale e locale per valorizzare o eventualmente modificare le strategie intraprese o da intraprendere per l’attuazione di politiche territoriali.

Continuare a mettere in luce, attraverso attività di ricerca e analisi, le “buone pratiche” e/o “pratiche innovative” che le Agenzie Locali di sviluppo hanno realizzato o messo a punto e che costituiscono un riferimento per le pubbliche amministrazioni e per i progetti di sviluppo territoriale.

il progetto

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fine sezione progetto

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Studi di caso

Buone pratiche

servizi e prodotti

Linee Guida

Banca Dati Osservatorio

inizio sezione servizi e prodotti

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Studi di caso

Gli studi di caso hanno consentito di indagare il fenomeno Agenzie in modo sia descrittivo, sia esplorativo. Oltre all’elaborazione di un gruppo di 11 monografie, nelle quali vengono analizzati il posizionamento nel “ciclo di vita”, le relazioni con le Pubbliche Amministrazioni, le funzioni svolte e le modalità organizzative prescelte gli studi di caso hanno rappresentato la base empirica per avanzare alcune ipotesi interpretative e comparative tra Agenzie esposte in uno specifico rapporto di ricerca.

servizi e prodotti

Il panel

La metodologia

Le schede di sintesi

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Campania

Salerno

Pto Agro Nocerino Sarnese

1998

Benevento

Gal Titerno

1997

Puglia

Bari

Pto Nord Barese-Ofantino

1998

Lecce

Gal Capo Santa Maria di Leuca

1991

Basilicata

Potenza

Operatore Collettivo Grancia

1998

Calabria

Reggio Calabria

Locride Sviluppo Spa

1998

Sicilia

Catania

Agenzia di sviluppo integrato Calatino-sud Simeto

1997

Messina

Consorzio intercomunale Tindari-Nebrodi

1984

Sardegna

Cagliari

Consorzio Sa Corona Arrùbia

1982

Oristano

Agenzia di sviluppo della Provincia di Oristano

1998

Nuoro

Gal Ogliastra

1997

Studi di caso: il panel

Per la selezione del panel è stato seguito un disegno di campionamento geografico: il Mezzogiorno Obiettivo 1 è stato individuato quale prima unità territoriale di riferimento, a partire dalla quale sono state selezionate le Agenzie localizzate nelle diverse regioni (3 in Sardegna, 2 in Puglia, 2 in Campania, 2 in Sicilia, 1 in Basilicata e 1 in Calabria).

servizi e prodotti

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Studi di caso: metodologia 1

L’individuazione nominativa delle Agenzie è stata effettuata seguendo un procedimento a “scelta ragionata”: i casi scelti sono stati selezionati fra le strutture di gestione di Iniziative Comunitarie Leader, Patti Territoriali nazionali, Patti per l’Occupazione e altri programmi, operative da almeno un quinquennio, dotate di un’organizzazione con almeno 4 dipendenti fissi e coinvolte nella progettazione e/o nell'attuazione dei Progetti Integrati Territoriali (PIT).

Per realizzare gli studi di caso sono state utilizzate diverse tecniche di indagine, volte a reperire informazioni di natura sia quantitativa, sia qualitativa. In un primo momento, oltre allo studio della letteratura, sono state realizzate delle interviste esplorative, a carattere informale, con i referenti delle Agenzie, nonché con alcuni testimoni segnalati dalle Task force regionali del Formez per reperire notizie ed informazioni sulle organizzazioni prescelte

servizi e prodotti

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Studi di caso: metodologia 2

Successivamente, è stata raccolta e analizzata tutta la documentazione relativa all’Agenzia, sia la documentazione “diretta”, ossia prodotta dalla struttura: documenti amministrativi (statuto, verbali dei consigli di amministrazione, bilancio, relazioni annuali, ecc.); documentazione di presentazione e marketing (siti web, brochure, fascicoli); documenti inerenti iniziative e ricerche (atti di seminari, rapporti di ricerca); documenti relativi a programmi e progetti nei quali è coinvolta l’Agenzia; sia la documentazione “indiretta”, elaborata da soggetti esterni all’Agenzia e concernente tanto l’attività della struttura, quanto le caratteristiche del contesto socioeconomico e istituzionale nel quale essa è insediata.

Infine, sono state realizzate, presso le sedi delle Agenzie, delle interviste a testimoni qualificati, distinguendo tra interlocutori “interni” (Presidente, Coordinatore tecnico, dipendenti, soci, ecc.) ed “esterni” (Amministratori locali, consulenti, ecc.). Nell’insieme sono state effettuate 76 interviste (mediamente 7 per caso di studio), di cui 18 ad amministratori locali. Le interviste, di tipo semistrutturato, sono state realizzate utilizzando tracce distinte per le due tipologie di interlocutori; in alcuni casi di studio sono state effettuate anche interviste collettive.

servizi e prodotti

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Studi di caso: le schede di sintesi

  • Patto Territoriale per l’Occupazione Nord Barese /Ofantino
  • Agenzia di Sviluppo Integrato SpA- Calatino Sud Simeto
  • Patto Territoriale dell’Agro s.p.a
  • Locride Sviluppo
  • Operatore Collettivo “Piani e programmi di azione locale” Parco storico rurale e ambientale di Basilicata
  • Gal Titerno
  • Gal Ogliastra
  • Gal Capo Santa Maria di Leuca
  • Consorzio Intercomunale Tindari-Nebrodi
  • Consorzio turistico Sa Corona Arrubia

servizi e prodotti

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Buone Pratiche

Nell’ambito del Progetto un particolare approfondimento è stato dedicato al rapporto tra Agenzie e Pubblica Amministrazione locale: ciò al fine di cogliere le dinamiche in atto e i processi di riposizionamento dei diversi attori, in un periodo che ha visto emergere, sia pure in un quadro di turbolenza e discontinuità, nuovi protagonisti e nuove leadership, ma anche risultati visibili di apprendimento istituzionale e sociale.

servizi e prodotti

Premessa

Guida alla lettura

Il volume

Le schede

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Buone Pratiche: premessa 1/2

Il quadro che ne è scaturito, ovviamente, presenta luci ed ombre, ma in generale il fenomeno delle Agenzie si presenta vitale, capace di offrire risposte a bisogni di sviluppo del territorio, alla sua domanda di apprendimento e di auto-organizzazione. In particolare la ricerca – che secondo la metodologia adottata dal Formez è sempre ricerca/azione – ha evidenziato temi ed aspetti su cui sembra opportuno continuare a riflettere, quali:

- il sapere tecnico accumulato nelle Agenzie non solo è cresciuto ma in parte è anche trasmigrato verso esperienze di nuova progettualità locale;

- il rapporto con le Pubbliche Amministrazioni – pur con tante varianti e articolazioni locali – si è fatto più maturo, nel senso che è venuta meno la pratica della delega in bianco e a questa si è sostituita una relazione più dialettica e più ricca di stimoli tra tecnica e politica;

- il riposizionamento rimane, comunque, un processo aperto in quanto lo stesso quadro di riferimento delle politiche di sviluppo è denso di incertezze

e non offre elementi definiti per ripensare il proprio ruolo.

servizi e prodotti

slide23

Buone Pratiche: premessa 2/2

Il Progetto si è concentrato anche nell’individuazione di possibili piste di lavoro comune, utilizzando la banca dati dell’Osservatorio come strumento per accrescere la conoscenza interna alle stesse Agenzie e favorire, per questa via, la formazione di reti di scambio di esperienze e di cooperazione.

Il lavoro in rete delle Agenzie appare, peraltro, un complemento necessario allo sforzo che la Pubblica Amministrazione locale sta compiendo nel dar vita ad aggregazioni sovralocali e sovraregionali, per condividere progetti di sviluppo che non possono essere blindati all’interno dei confini amministrativi.

Il radicamento territoriale delle Agenzie è certamente la condizione per accrescere la coesione e la competitività dei singoli territori, ma solo se diventa anche la base per aprirsi all’esterno, per far giocare il valore delle specificità locali, dei saperi e delle competenze nella cooperazione/competizione.

Questo percorso è in atto, le Agenzie sono in movimento, il Progetto ha offerto chiavi di lettura originali e ha prospettato scenari evolutivi che riteniamo possano alimentare un’intensa riflessione con le Agenzie, tra le Agenzie e tra queste e la Pubblica Amministrazione.

Agenzie e Pubblica Amministrazione sono attori decisivi della governance territoriale e, in quanto tali, sono chiamati ad operare in un quadro dicoordinamento e di azione comune. Ruoli e responsabilità rimangono, ovviamente, diversi, garantendo la coerenza dei comportamenti, l’affidabilità degli impegni presi, la trasparenza degli atti e la valutazione dei risultati.

servizi e prodotti

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slide24

Buone Pratiche: guida alla lettura

Nelle slides successive proponiamo delle schede su esperienze di Agenzie che possono essere considerate delle ‘buone pratiche’ siain ragione della loro natura esemplare in relazione a problemi rilevanti, sia in ragione della loro replicabilità in altri contesti.

Le esperienze di cui si dà conto sono assai diversificate: ciascuna buona pratica è ‘locale’ e pienamente comprensibile soltanto attraverso riferimenti al contesto più ampi di quelli possibili nei limiti di questo materiale, tuttavia, è possibile offrire alcune ‘chiavi di accesso’, relative ad un insieme di questioni fondamentali emerse nell’ambito del percorso attivato con il Progetto Osservatorio Agenzie locali di sviluppo del Formez.

servizi e prodotti

1/5

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Buone Pratiche: guida alla lettura

Azioni di Sistema

Una prima famiglia di ‘buone pratiche’ può essere ricondotta ad iniziative promosse da attori istituzionali diversi e orientate a sostenere le Agenzie con Azioni di sistema e ad istituzionalizzarne il ruolo nella promozione delle politiche di sviluppo e coesione.

In questa famiglia si collocano sia le azioni promosse dalle Amministrazioni pubbliche e rivolte a sostenere le Agenzie in relazione ad alcuni nodi critici (ad esempio la domanda di competenze e di rafforzamento del capitale umano), sia le iniziative orientate a promuovere e favorire la cooperazione tra Agenzie e con le istituzioni, in particolare attraverso operazioni di networking intorno a programmi e progetti strategici.

L’altro aspetto a cui fa riferimento questa chiave di ingresso è quello delle strategie di istituzionalizzazione, ossia delle politiche (non esclusivamente regolative) attraverso le quali le Amministrazioni regionali e locali ridefiniscono ruoli e competenze delle Agenzie in relazione agli orientamenti più generali della programmazione e progettazione dello sviluppo territoriale.

servizi e prodotti

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Buone Pratiche: guida alla lettura

Progetti di ‘capacitazione’ per le Amministrazioni locali

Una seconda famiglia di esperienze innovative è riconducibile alla chiave delle azioni di capacity building e di knowledge management per le Amministrazioni pubbliche. In questo caso le Agenzie sono co-protagoniste, insieme agli attori istituzionali, di programmi, progetti e politiche orientati a consolidare competenze e ‘saper fare’ nell’attività ordinaria delle Amministrazioni pubbliche.

Il tema centrale è quello del ruolo delle Agenzie di sviluppo nella promozione e nel consolidamento dell’innovazione amministrativa, sia rispetto all’accrescimento delle capacità (e dunque dell’efficacia) sia rispetto all’acquisizione di strumenti tecnici e operativi.

servizi e prodotti

3/5

slide27

Buone Pratiche: guida alla lettura

Gestione strategica del cambiamento e sviluppo della capacità progettuale

Una terza famiglia di ‘buone pratiche’ è strettamente connessa ai problemi di riorientamento strategico della missione delle Agenzie. In questo caso il tema è quello della ridefinizione del ruolo delle Agenzie in relazione al mutamento del contesto (nuove relazioni con le Amministrazioni locali di riferimento, conclusione di progetti e programmi all’interno dei quali l’Agenzia si era formata ed era cresciuta, nuove domande di ampliamento o di specializzazione delle competenze, acquisizione di nuovi ruoli in relazione alla progettualità emergente nel contesto).

servizi e prodotti

4/5

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Buone Pratiche: guida alla lettura

Filiere innovative di intervento

Una quarta famiglia di sperimentazioni può essere ricondotta alla chiave dell’innovazione di prodotto, ossia della capacità delle Agenzie di misurarsi con temi innovativi sui quali spesso le Agenzie hanno evidenziato nelle fasi precedenti una limitata efficacia.

In questa categoria rientrano le buone pratiche realizzate dalle Agenzie in relazione ad alcuni temi che saranno presumibilmente strategici nel corso dei prossimi anni ed in particolare esperienze di eccellenza sui terreni dell’internazionalizzazione e del networking a livello comunitario; del sostegno diretto ai sistemi economici locali (nei settori dell’industria, dei servizi, del turismo, dell’agricoltura) e alle imprese; della finanza innovativa per lo sviluppo locale; dell’attivazione di politiche del lavoro e della formazione integrate alle altre politiche di sviluppo; dell’assunzione di ruoli istituzionali inediti in relazione a temi rilevanti come la gestione di risorse paesistiche e ambientali.

servizi e prodotti

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Buone Pratiche: il volume

SVILUPPO TERRITORIALE, AGENZIE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. INTERPRETAZIONI E PRATICHE INNOVATIVE,

a cura di Dolores Deidda, Antonella Verro

Formez-Azioni di Sistema per la PA, n. 25

Roma 2005

servizi e prodotti

Vai alla pagina del focus Agenzie su internet

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Buone Pratiche: le schede (1/3)

Diversificazione ed esternalizzazione ‘strategica’: l’evoluzione del Patto Territoriale dell’Agro Nocerino Sarnese;

Sostegno alle competenze tecnologiche delle imprese: l’Agenzia Alto Belice Corleonese SpA;

Fare rete tra sistema del credito e sistemi produttivi locali: l’Agenzia di finanza di ASSE Avellino Sviluppo Socioeconomico;

Nuove competenze progettuali: l’evoluzione delle missioni dell’Agenzia di Sviluppo Integrato del Calatino Sud Simeto;

La costruzione di uno strumento operativo per la Pubblica Amministrazione locale: il progetto SICA promosso dall’Agenzia Servitec con il Comune di Bergamo;

Consolidamento e nuove frontiere di azione: l’evoluzione delle missioni e del ruolo dell’Agenzia Locride Sviluppo;

servizi e prodotti

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Buone Pratiche (2/3)

La cooperazione tra Agenzie di sviluppo per la realizzazione di progetti innovativi nel campo della formazione e delle politiche attive del lavoro in Provincia di Milano;

La promozione di progetti innovativi per il sistema economico locale: le azioni avviate dall’Agenzia ProMo di Modena;

Dal Patto Territoriale all’Agenzia dei Comuni: il processo di consolidamento di ‘Città del Fare’;

Il PIT Nebrodi: l’Ente Parco come regista strategico dello sviluppo territoriale;

Il rafforzamento di un ruolo tecnico-operativo: l’Agenzia per l’Occupazione e lo Sviluppo dell’area Nord Barese/Ofantina;

La costruzione e la gestione di reti di cooperazione internazionale: le iniziative dell’Agenzia SOPRIP di Parma;

servizi e prodotti

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Buone Pratiche (3/3)

La costruzione e la gestione di capitale territoriale: l’Operatore Collettivo-PPAL nella costituzione del ‘Parco storico rurale e ambientale della Basilicata’;

La costruzione di azioni di e-government alla scala provinciale: il progetto ‘Comuni in rete’ dell’Agenzia di Sviluppo della Provincia di Roma;

Il rafforzamento delle competenze amministrative: il progetto di sportello unico SUAP nell’area del Sangro Aventino;

Il percorso di accompagnamento ad una filiera di nicchia: l’esperienza di Talenti nel comparto della mozzarella di bufala campana;

La gestione integrata di progetti di trasferimento tecnologico e dell’internazionalizzazione delle imprese: l’Agenzia per lo Sviluppo della Provincia di Trento;

La promozione di azioni di sistema per la formazione: il Patto per le competenze nell’ambito di un progetto Equal coordinato dalla Società consortile Trigno Sinello a.r.l.

servizi e prodotti

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Linee Guida

Le indicazioni contenute in queste Linee guida sono rivolte a due diverse tipologie di interlocutori. In primo luogo, le amministrazioni pubbliche (a partire dagli enti locali) che costituiscono il punto di riferimento essenziale (in qualche caso il socio di maggioranza, in altri casi il committente principale) delle agenzie di sviluppo. Un insieme di indicazioni sono dunque rivolte alle istituzioni, che sono chiamate a giocare un ruolo cruciale nei processi di consolidamento e razionalizzazione a cui abbiamo fatto cenno. In secondo luogo, le stesse agenzie, che sono forzate a ripensare il proprio ruolo e la propria missione in un contesto che va rapidamente mutando e che richiede una buona dose di "intelligenza strategica".

servizi e prodotti

Introduzione

Il documento

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Linee Guida: introduzione

  • Le indicazioni sono strutturate intorno a tre nuclei.
  • Il primo attiene alle politiche di sistema e riguarda innanzitutto le istituzioni di riferimento delle agenzie.
  • Il secondo mette a fuoco il tema delle strategie di sviluppo e consolidamento e la ridefinizione della "missione", ed è rivolto congiuntamente alle agenzie e agli attori istituzionali che con esse interagiscono.
  • Il terzo evidenzia la rilevanza della dimensione organizzativa e allude in primo luogo ai problemi interni delle agenzie.
  • Per ciascuno di questi tre ambiti tematici la questione è discussa in termini generali e declinata in alcune Linee guida operative, presentate in termini necessariamente sintetici.

servizi e prodotti

torna a Linee Guida

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Linee Guida: il documento

servizi e prodotti

torna a Linee Guida

Scarica le Linee Guida

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La Banca Dati Osservatorio

L’approfondimento sulle Agenzie locali di sviluppo è stato realizzato con l’obiettivo di raccogliere con continuità, a partire dalla fine del 2003, informazioni e dati sulle Agenzie attraverso l’utilizzo di diversi strumenti metodologici e operativi. Da un lato, vi è un sistema di raccolta di informazioni attraverso la Banca dati “Osservatorio Agenzie”; dall’altro, sono state realizzate indagini “sul campo”, al fine di analizzare casi di Agenzie locali di sviluppo localizzate nelle sei regioni Obiettivo 1 dei Fondi strutturali dell’Unione europea. Sono state, allo stesso tempo, individuate esperienze di progettualità di Agenzie strettamente legate alla Pubblica Amministrazione (PA) locale, o comunque finalizzate a migliorare alcuni servizi da essa offerti.

servizi e prodotti

Introduzione

I temi e le sezioni

La home page

La schermata di interrogazione

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La Banca Dati Osservatorio: introduzione

Occorre, innanzitutto, ricordare che l’adesione delle Agenzie alla Banca dati “Osservatorio” avviene su base volontaria, attraverso la compilazione di una scheda di rilevazione predisposta nell’ambito delle attività del Progetto. Tale strumento, reso disponibile su sito web dedicato è stato inviato a tutte le Agenzie locali di sviluppo che erano state censite nella precedente rilevazione e alle nuove agenzie individuate a seguito di un fase di “test”, finalizzata a verificare la capacità e l’effettivo funzionamento dello strumento di rilevazione.

La scheda di rilevazione è stata elaborata tenendo conto dei fattori di sviluppo esistenti, degli strumenti disponibili per lo sviluppo locale, del riposizionamento e dell’evoluzione delle Agenzie all’interno dello sviluppo delle politiche territoriali. L’obiettivo della rilevazione consiste nel realizzare analisi quali-quantitative per approfondire alcuni aspetti della vita delle Agenzie, legate ai contesti ed alla loro evoluzione. La rilevazione ha, quindi, puntato l’attenzione su nove temi che riguardano l’attività delle Agenzie di sviluppo locale, a cui corrispondono altrettante sezioni della scheda. Rispetto alla precedente indagine, alcuni temi sono stati riproposti, altri hanno subito integrazioni e altri ancora sono stati inseriti ex novo, per individuare indicazioni utili al rafforzamento e alla valorizzazione delle competenze delle Agenzie e del ruolo che possono avere nel rapporto con la Pubblica Amministrazione.

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La Banca Dati Osservatorio: i temi e le sezioni

I temi oggetto di indagine, e le relative sezioni in cui è suddivisa la scheda di rilevazione, sono i seguenti:

1.     Dati anagrafici

2.     Trasformazioni dell’Agenzia nel corso del tempo

3.     Organizzazione

4.     Attività

5.     Competenze

6.     Entrate e fonti di finanziamento

7.     Progetti e iniziative

8.     Reti di cooperazione

9.     Domanda di politiche pubbliche

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La Banca Dati Osservatorio: i temi e le sezioni

In relazione al tema delle attività, si è cercato di indagare i settori di intervento in cui le Agenzia sono maggiormente concentrate, così come anche i principali cambiamenti intervenuti, i motivi che li hanno determinati e la capacità di riposizionarsi su diversi versanti, e a volte anche in settori molto differenti rispetto a quelli per cui sono nate e si sono sviluppate. Riguardo alle reti di cooperazione, gli approfondimenti vanno nella direzione di misurare la propensione e la capacità delle Agenzie di agire in un contesto di livello internazionale. Maggiori dettagli sono, quindi, stati richiesti sul profilo dei partner locali e internazionali, nonché sui motivi su cui si fonda la collaborazione in atto.

Del tutto nuovi, rispetto alla precedente indagine, sono i temi legati alle competenze, alle entrate e fonti di finanziamento, alla domanda di politiche pubbliche. In materia di competenze, si è deciso di indagare non solo la rilevanza e la disponibilità delle competenze per lo svolgimento dell’attività dell’Agenzia, ma anche i fabbisogni specifici di competenze, col fine di intercettare i profili professionali maggiormente richiesti dalle Agenzie. Altrettanto importanti sono gli aspetti legati alle policy ed alle forme di finanziamento utilizzate.

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La Banca Dati Osservatorio: home page

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La Banca Dati Osservatorio: schermata di interrogazione

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Riferimenti bibliografici

Scheda 1: riferimenti essenziali

Scheda 2: Agenzie come attori, Agenzie come politiche

Scheda 3: Agenzie come istituzioni che producono beni comuni per lo sviluppo

Bibliografia

Scheda 4: Le Agenzie e le dinamiche territoriali dello sviluppo italiano

Scheda 5: Le Agenzie come attori delle politiche urbane e territoriali

Scheda 6: Gli antecedenti delle Agenzie di sviluppo

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Scheda 7: Complementi: programmi complessi e progetti di sviluppo locale

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Scheda 1: riferimenti essenziali – lettere A-D

Balducci A. (1999), Agenzie di sviluppo locale come nuovi attori della governance urbana, in ‘Urbanistica’, n. 112.

Botta F. (2002), Sul ciclo di vita delle Agenzie di sviluppo. Alcuni spunti per una discussione, in Cersosimo D. (a cura di) (2002).

Calvaresi C. (1999), Lo spazio del locale: Agenzie di sviluppo e modelli di pianificazione, in ‘Urbanistica’, n. 112.

Cersosimo D. (a cura di) (2002), Le Agenzie locali di sviluppo, Quaderni Formez-Donzelli.

Brusco S., Le politiche per i sistemi produttivi locali e il ruolo delle Agenzie di sviluppo, in Deidda D., Mazzonis D. (2002).

Deidda D. et al. (a cura di) (2001), Patti Territoriali e Agenzie di sviluppo, Quaderni Formez n. 3, Roma.

Deidda D., Mazzonis D. (a cura di) (2002) Progetto Officina. Sviluppo locale e eccellenza professionale, Quaderni Formez n. 6, Roma.

Bibliografia

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Scheda 1: riferimenti essenziali – lettere G-V

Garofoli G. (2002), La governance dello sviluppo locale, in Cersosimo D. (a cura di) (2002).

Lanzalaco L. (1999), Tra micro e macro. Il ruolo delle istituzioni intermedie negli ordini regolativi, in Arrighetti A., Seravalli G. (1999), Istituzioni intermedie e sviluppo locale, Donzelli, Roma.

Pezzini M. (2002), Politiche territoriali e Agenzie di sviluppo locale, in Deidda D., Mazzonis D. (2002).

Ravaglia C. (2001), Agenzie e contesto territoriale, in Deidda et al. (a cura di) (2001).

Rossi A. (2001), Esperienze e progetti per le Agenzie locali, in Deidda et al. (a cura di) (2001).

Rullani E. (2002), Sviluppo locale ed economia della conoscenza: nuovi problemi e possibilità per le Agenzie di sviluppo locale, in Deidda D., Mazzonis D. (2002).

Timpano F. (2002), Le Agenzie di sviluppo nei processi di sviluppo locale, in Cersosimo D. (a cura di) (2002).

Vino A. (2001), Il futuro possibile delle Agenzie tra istituzione e mercato, in Deidda et al. (a cura di) (2001).

Bibliografia

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Scheda 2 - Agenzie come attori, Agenzie come politiche

Bobbio L. (1995), La democrazia non abita a Gordio, Franco Angeli, Milano.

Bobbio L. (1990), Produzione di politiche a mezzo di contratti nella Pubblica Amministrazione, ‘Stato e Mercato’, n. 1.

Bobbio L. (2002), I governi locali nelle democrazie contemporanee, Laterza, Roma.

Capano G., Giuliani M. (1996), Dizionario delle politiche pubbliche, La Nuova Italia Scientifica, Roma.

Cassese S. (1984), Le trasformazioni dell’organizzazione amministrativa, in ‘Rivista Trimestrale di Diritto Pubblico’.

Cassese S. (1994), L’Amministrazione pubblica in Italia, Il Mulino, Bologna.

Dente B. (1985), Governare la frammentazione: Stato, Regioni ed Enti locali in Italia, Il Mulino, Bologna.

Dente B. (1990), Le politiche pubbliche in Italia, Il Mulino, Bologna.

Dente B. (1990), In un diverso Stato, Il Mulino, Bologna.

Ires (1994), Di questo accordi lieto, Rosenberg & Sellier, Torino.

Regini M., Lange P. (1987), Stato e regolazione sociale, Il Mulino, Bologna.

Regonini G. (2001), Capire le politiche pubbliche, Il Mulino, Bologna.

Bibliografia

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Scheda 3 - Agenzie come istituzioni che producono beni comuni per lo sviluppo

Bifulco L. (2002), Che cos’e una organizzazione, Carocci, Roma.

Bifulco L., de Leonardis O. (a cura di) (1997), L’innovazione difficile: studi sul cambiamento organizzativo nella Pubblica Amministrazione, Franco Angeli, Milano.

Bonomi G. (1996), Il trionfo della moltitudine. Forme e conflitti della società che viene, Einaudi, Torino.

de Leonardis O. (1990), Il terzo escluso: le istituzioni come vincoli e come risorse, Feltrinelli, Milano.

de Leonardis O. (2001), Le istituzioni: come e perché parlarne, Carocci, Roma.

Donolo C., Fichera F. (1981), Il governo debole, De Donato, Bari.

Donolo C., Fichera F. (1988), Le vie dell’innovazione, Feltrinelli, Milano.

Donolo C. (1997), L’intelligenza delle istituzioni, Feltrinelli, Milano.

Donolo C. (2003), Il distretto sostenibile. Governare i beni comuni per lo sviluppo, Franco Angeli, Milano.

Gherardi S. (1985), Sociologia delle decisioni organizzative, Il Mulino, Bologna.

Pichierri A. (2002), La regolazione dei sistemi locali: attori, strategie, strutture,Il Mulino, Bologna.

Pizzorno A. (2001), Natura della disuguaglianza, potere politico e potere privato nella società in via di globalizzazione, ‘Stato e mercato’, n. 62.

Bibliografia

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Scheda 4 - Le Agenzie e le dinamiche territoriali dello sviluppo italiano – A/B

Bagnasco A. (1977), Tre Italie: la problematica territoriale dello sviluppo italiano, Il Mulino, Bologna.

Bagnasco A. (1988), La costruzione sociale del mercato, Il Mulino, Bologna.

Corò G., Rullani E. (a cura di) (1998), Percorsi di internazionalizzazione: competenze e auto-organizzazione dei distretti industriali del Nord-Est, Franco Angeli, Milano.

Becattini G. (a cura di) (1987), Mercato e forze locali: il distretto industriale, Il Mulino, Bologna.

Becattini G. (1989), Riflessioni sul distretto industriale marshalliano come concetto socioeconomico, in ‘Stato e Mercato’, n. 25.

Becattini G. (1989), Modelli locali di sviluppo, Il Mulino, Bologna.

Becattini G, Rullani E. (1993), Sistema locale e mercato globale, in ‘Economia e Politica Industriale’, n. 80.

Beccatini G. (1998), Distretti industriali e made in Italy, Bollati Boringhieri,Torino.

Bonomi A. (1997), Il capitalismo molecolare, Einaudi, Torino.

Bramanti A., Maggioni M.A. (1997), La dinamica dei sistemi produttivi territoriali: teorie, tecniche, politiche, Franco Angeli, Milano.

Brusco S. (1989), Piccole imprese e distretti industriali, Rosenberg & Sellier,Torino.

Bibliografia

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Scheda 4 - Le Agenzie e le dinamiche territoriali dello sviluppo italiano – G/Z

Garofoli G. (1991), Modelli locali di sviluppo, Franco Angeli, Milano.

Garofoli G. (1992), Economia del territorio, Etas, Milano.

Parri L. (1997), I giochi della cooperazione tra piccoli imprenditori: i consorzi di vendita come istituzioni, in ‘Quaderni di sociologia’, n. 41.

Perulli P. (a cura di) (1998), Neoregionalismo. L’economia-arcipelago, Bollati Boringhieri, Torino.

Revelli M. (1997), La sinistra sociale. Oltre la civiltà del lavoro, Bollati Boringhieri, Torino.

Rullani E. (1998), Il postfordismo, Etas, Milano.

Trigilia C. (1986), Grandi partiti e piccole imprese, Il Mulino, Bologna.

Trigilia C. (1998), Sociologia economica. Stato, mercato e società nel capitalismo moderno, Il Mulino, Bologna.

Unioncamere-Censis (1995), Imprese e istituzioni nei distretti industriali che cambiano, Franco Angeli, Milano.

Viesti G. (2000), Come nascono i distretti industriali, Laterza, Roma-Bari.

Zamagni S. (1995), Globalizzare l’economia, Il Mulino, Bologna.

Bibliografia

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Scheda 5 - Le Agenzie come attori delle politiche urbane e territoriali

Avarello P., Ricci M. (a cura di) (2000), Politiche urbane, INU, Roma.

Balducci A. (2001), Disegnare il futuro, Il Mulino, Bologna.

Belli A. (a cura di) (2002), Il territorio speranza. Politiche possibili per il Mezzogiorno d’Italia, Alinea, Firenze.

Curti F., Gibelli M.C. (1996), Pianificazione strategica e gestione dello sviluppo urbano, Alinea, Firenze.

Dicoter (2002), Progetti di territorio e contesti dello sviluppo, Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Roma.

Dicoter (2003), Quater. L’Italia dei piani, Alinea, Firenze.

Mazza L. (1997), Trasformazioni del piano, Franco Angeli, Milano.

Palermo P.C. (2004), Trasformazioni e governo del territorio. Introduzione critica, Franco Angeli, Milano.

Pasqui G. (2001), Il territorio delle politiche, Franco Angeli, Milano.

Bibliografia

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Scheda 6 - Gli antecedenti delle Agenzie di sviluppo

Bonomi A., De Rita G. (1998), Manifesto per lo sviluppo locale. Dall’azione di comunità ai Patti Territoriali, Bollati Boringhieri, Torino.

Caizzi B. (1962), Gli Olivetti, Utet, Torino.

Ceriani Sebregondi G., Scassellati U. (1965), Sullo sviluppo della società italiana, Bollati Boringhieri, Torino.

Lanzani A. (1996), Immagini di territorio e idee di piano 1943-1963, Franco Angeli, Milano.

Musatti R. (1972), La via del Sud e altri scritti, Edizioni di Comunità, Milano.

Pasqui G. (1999), Sviluppo locale tra economia, società e territorio: tradizioni e politiche, in ‘Archivio di studi urbani e regionali’, n. 64.

Serafini U. (1982), Adriano Olivetti e il Movimento di Comunità: una anticipazione scomoda, un discorso aperto, Officina, Roma-Reggio Calabria.

Bibliografia

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Scheda 7 - Complementi: programmi complessi e progetti di sviluppo locale –1/4

1 - Programmi complessi e progetti di sviluppo: un quadro di riferimento

Balducci A. (a cura di) (2000), Le nuove politiche della governance urbana. Strategie e coalizioni, ‘Territorio’, n. 13.

Barbanente A. (a cura di), L’iniziativa comunitaria LEADER II, in ‘Urbanistica Informazioni’, n. 176, 2000.

Cremaschi M. (2001), I programmi integrati. Opportunità e vincoli, Formez-Donzelli, Roma.

Cremaschi M. (2003), Progetti di sviluppo del territorio. Le azioni integrate locali in Italia e in Europa, Il Sole 24 Ore, Milano.

Karrer F. et al. (1998), Il rinnovo urbano, Carocci, Roma.

Ombuen S., Ricci M. (2000), I programmi complessi: innovazione e piano nell’Europa delle regioni, Il Sole 24 Ore, Milano.

Palermo P.C. (a cura di) (2002), Il programma URBAN e l’innovazione delle politiche urbane. Il senso dell’esperienza: interpretazioni e proposte, Franco Angeli, Milano.

Pasqui G. (2005), Territori: progettare lo sviluppo, Carocci, Roma.

Bibliografia

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Scheda 7 - Complementi: programmi complessi e progetti di sviluppo locale – 2/4

2 – L’esperienza dei Patti Territoriali

Bolocan Goldstein M. (2000), La vicenda dei Patti Territoriali, tra centro e periferia, in ‘Territorio’, n. 13.

Deidda D. et al. (a cura di) (2001), Patti territoriali e Agenzie di sviluppo, Quaderni Formez n.3, Roma.

Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento per le Politiche di Sviluppo (2003), La lezione dei Patti territoriali per la Progettazione Integrata Territoriale nel Mezzogiorno, Roma. (www.dps.tesoro.it/documentazione/docs/patti)

Trigilia C. (a cura di) (2001), Patti Territoriali: successi e fallimenti, in ’Stato e mercato’, n. 63.

Bibliografia

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Scheda 7 - Complementi: programmi complessi e progetti di sviluppo locale – 3/4

3 – L’esperienza dei Progetti Integrati Territoriali (PIT)

Colaizzo R. (a cura di) (2004), L’esperienza dei PIT. Studi di caso, Formez- Azioni di Sistema per la P.A. n. 15, Roma.

Colaizzo R., Deidda D. (a cura di) (2003), Progetti Integrati e sviluppo territoriale. Regioni Obiettivo 1, Formez-Azioni di Sistema per la P.A. n. 5, Roma.

Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione – MEF – (a cura di) (2002), Progetti Integrati Territoriali: lo stato dell’arte, in ‘QCS News’, n. II, giugno.

Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione – MEF -– (2003), I Progetti Integrati Territoriali alla prova dell’attuazione. Documentazione di riferimento, Agrigento.

Moccia F.D. (a cura di) (2002), Interpretazioni regionali dei PIT, in ‘Urbanistica Informazioni’, n. 184.

Montemurro F. (a cura di) (2003), Progetti Integrati, verifica sul campo, in ‘Guida agli Enti locali del Sole 24 Ore’, n. 9, 8 marzo.

Moccia F.D., Sepe M. (a cura di) (2003), I Progetti Integrati Territoriali. Esperienze avanzate in Campania, Graffiti, Napoli.

Bibliografia

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Scheda 7 - Complementi: programmi complessi e progetti di sviluppo locale – 4/4

4 – L’esperienza dei Piani Strategici

Curti F. (a cura di) (1996), Pianificazione strategica in ambiente urbano, in ‘Urbanistica’, n. 106.

Fedeli V., Gastaldi F. (a cura di) (2004), Pratiche strategiche di pianificazione, Franco Angeli, Milano.

Pugliese T., Spaziante A. (a cura di) (2003), Pianificazione strategica per le città: riflessioni dalle pratiche, Franco Angeli, Milano.

Bibliografia

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fine sezione bibliografia

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Il focus Agenzie di Sviluppo http://sviluppolocale.formez.it/agenzie_di_sviluppo.html

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Formez

Centro di competenza “Politiche e Strumenti per lo Sviluppo Locale” Responsabile: Dolores Deidda

per informazioni sul progetto

Antonella Verro

Tel. 06-84892345

Fax 06-84892307

averro@formez.it

comunicazione a cura di

Massimo Di Rienzo mdirienzo.guest@formez.it

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