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LA FORMAZIONE DEL REDDITO NAZIONALE

LA FORMAZIONE DEL REDDITO NAZIONALE. Il prodotto, nel breve periodo. Prodotto potenziale massimo prodotto che un’economia potrebbe produrre se tutti i fattori della produzione fossero pienamente occupati Prodotto corrente prodotto attuale del sistema economico

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LA FORMAZIONE DEL REDDITO NAZIONALE

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Presentation Transcript


  1. LA FORMAZIONE DEL REDDITO NAZIONALE

  2. Il prodotto, nel breve periodo • Prodotto potenziale • massimo prodotto che un’economia potrebbe produrre se tutti i fattori della produzione fossero pienamente occupati • Prodotto corrente • prodotto attuale del sistema economico • può divergere dal prodotto potenziale

  3. Alcune ipotesi semplificative • Prezzi e salari sono fissi. • Il tasso di interesse non rileva • La quantità di prodotto è determinata dal lato della domanda (modello keynesiano) • Per adesso ipotizziamo anche: • che non vi sia intervento dello Stato • e che non vi sia il settore estero • più avanti toglieremo queste due ipotesi

  4. La domanda (spesa) aggregata • Poiché non vi è intervento dello Stato né commercio internazionale, la spesa aggregata ha due componenti: • l’investimento (I) • spese delle imprese per l’acquisto di beni capitali • per ora ipotizziamo che questo sia autonomo • il consumo (C) • spesa delle famiglie per l’acquisto di beni e servizi • allora, SA = C + I

  5. Il consumo • Le famiglie possono disporre del proprio reddito destinandolo al CONSUMO o al RISPARMIO • Reddito disponibile • reddito che le famiglie hanno a disposizione per il consumo o per il risparmio • reddito derivante dall’avere fornito al sistema economico i fattori della produzione (al quale bisogna aggiungere i trasferimenti e sottrarre le tasse)

  6. Il consumo e il reddito disponibile in Italia, 1982-1999 Il reddito è una forte determinante del consumo ma non è la sola.

  7. Con un reddito pari a 0, il consumo è pari a 8 (consumo autonomo) La propensione marginale al consumo (la pendenza della funzione) è 0,7 – ossia, per ogni euro addizionale di reddito 70 centesimi sono spesi per beni di consumo. { 8 La funzione del consumo La funzione del consumo mostra il livello della spesa per beni di consumo a seconda del livello del reddito disponibile C = 8 + 0,7 Y Consumo 0 Reddito

  8. La funzione del risparmio La funzione del risparmio indica il livello del risparmio programmato per ogni livello di reddito. Risparmio Poiché tutto il reddito può alternativamente o essere speso per consumi o risparmiato, la funzione del risparmio può essere ricavata da quella del consumo e viceversa S = -8 + 0.3 Y 0 Reddito

  9. Il modello reddito/spesa • SA = C + I • SA = C* + cY + I* C*, I* = componenti autonome della domanda aggregata • In equilibrio • Y = C* + cY + I* • Y = 1/(1 - c)(C* + I*)

  10. SA = C + I I La funzione SA è la somma verticale di C+I (per ora supponiamo che I sia autonomo) La funzione della spesa aggregata La spesa aggregata indica l’ammontare complessivo della spesa che le famiglie e le imprese intendono sostenere Spesa aggregata C Reddito

  11. E SA Data la funzione SA, l’equilibrio sarà in E. Il reddito di equilibrio La retta a 45° mostra tutti le combinazioni in cui l’ammontare della spesa corrisponde a un uguale ammontare di prodotto. retta a 45o Spesa Questo è il punto in cui la spesa programmata eguaglia il livello corrente di prodotto e reddito. Reddito, prodotto

  12. S l’investimento programmato (I) E I al risparmio programmato (S). Otterremmo ugualmente un equilibrio in E. Un approccio alternativo Un approccio alternativo consiste nell’uguagliare S, I Reddito, prodotto I due approcci sono equivalenti.

  13. SA1 Una riduzione della spesa aggregata a SA1 porterà il sistema economico ad un nuovo equilibrio in Y1. Y1 Gli effetti di una riduzione della spesa aggregata Supponete che il sistema economico si trovi in Y0. retta a 45o SA0 Spesa aggregata Y0 Reddito Notate che la variazione del reddito è maggiore della variazione della SA.

  14. Di quanto varia il reddito?? • Bisogna calcolare Y/ SA • = 1/(1 – c) • Cfr. libro di testo (il moltiplicatore è calcolato come una serie geometrica il cui valore è pari a 1/(1 – argomento)

  15. Il moltiplicatore • Il moltiplicatore è il rapporto tra la variazione del reddito e una variazione della componente autonoma della spesa che ha indotto la variazione del reddito. • Tanto maggiore è la propensione marginale al consumo, tanto maggiore sarà il moltiplicatore. • Tanto maggiore sarà invece la propensione marginale al risparmio, tanto più di ogni unità aggiuntiva di reddito “uscirà” dal circuito del flusso circolare del reddito.

  16. Il prodotto, nel breve periodo • Prodotto potenziale • massimo prodotto che un’economia potrebbe produrre se tutti i fattori della produzione fossero pienamente occupati • Prodotto corrente • prodotto attuale del sistema economico • può divergere dal prodotto potenziale

  17. Alcune ipotesi semplificative • Prezzi e salari sono fissi. • Il tasso di interesse non rileva • La quantità di prodotto è determinata dal lato della domanda (modello keynesiano) • Per adesso ipotizziamo anche: • che non vi sia intervento dello Stato • e che non vi sia il settore estero • più avanti toglieremo queste due ipotesi

  18. La domanda (spesa) aggregata • Poiché non vi è intervento dello Stato né commercio internazionale, la spesa aggregata ha due componenti: • l’investimento (I) • spese delle imprese per l’acquisto di beni capitali • per ora ipotizziamo che questo sia autonomo • il consumo (C) • spesa delle famiglie per l’acquisto di beni e servizi • allora, SA = C + I

  19. Il consumo • Le famiglie possono disporre del proprio reddito destinandolo al CONSUMO o al RISPARMIO • Reddito disponibile • reddito che le famiglie hanno a disposizione per il consumo o per il risparmio • reddito derivante dall’avere fornito al sistema economico i fattori della produzione (al quale bisogna aggiungere i trasferimenti e sottrarre le tasse)

  20. Il consumo e il reddito disponibile in Italia, 1982-1999 Il reddito è una forte determinante del consumo ma non è la sola.

  21. Con un reddito pari a 0, il consumo è pari a 8 (consumo autonomo) La propensione marginale al consumo (la pendenza della funzione) è 0,7 – ossia, per ogni euro addizionale di reddito 70 centesimi sono spesi per beni di consumo. { 8 La funzione del consumo La funzione del consumo mostra il livello della spesa per beni di consumo a seconda del livello del reddito disponibile C = 8 + 0,7 Y Consumo 0 Reddito

  22. La funzione del risparmio La funzione del risparmio indica il livello del risparmio programmato per ogni livello di reddito. Risparmio Poiché tutto il reddito può alternativamente o essere speso per consumi o risparmiato, la funzione del risparmio può essere ricavata da quella del consumo e viceversa S = -8 + 0.3 Y 0 Reddito

  23. Il modello reddito/spesa • SA = C + I • SA = C* + cY + I* C*, I* = componenti autonome della domanda aggregata • In equilibrio • Y = C* + cY + I* • Y = 1/(1 - c)(C* + I*)

  24. SA = C + I I La funzione SA è la somma verticale di C+I (per ora supponiamo che I sia autonomo) La funzione della spesa aggregata La spesa aggregata indica l’ammontare complessivo della spesa che le famiglie e le imprese intendono sostenere Spesa aggregata C Reddito

  25. E SA Data la funzione SA, l’equilibrio sarà in E. Il reddito di equilibrio La retta a 45° mostra tutti le combinazioni in cui l’ammontare della spesa corrisponde a un uguale ammontare di prodotto. retta a 45o Spesa Questo è il punto in cui la spesa programmata eguaglia il livello corrente di prodotto e reddito. Reddito, prodotto

  26. S l’investimento programmato (I) E I al risparmio programmato (S). Otterremmo ugualmente un equilibrio in E. Un approccio alternativo Un approccio alternativo consiste nell’uguagliare S, I Reddito, prodotto I due approcci sono equivalenti.

  27. SA1 Una riduzione della spesa aggregata a SA1 porterà il sistema economico ad un nuovo equilibrio in Y1. Y1 Gli effetti di una riduzione della spesa aggregata Supponete che il sistema economico si trovi in Y0. retta a 45o SA0 Spesa aggregata Y0 Reddito Notate che la variazione del reddito è maggiore della variazione della SA.

  28. Di quanto varia il reddito?? • Bisogna calcolare Y/ SA • = 1/(1 – c) • Cfr. libro di testo (il moltiplicatore è calcolato come una serie geometrica il cui valore è pari a 1/(1 – argomento)

  29. Il moltiplicatore • Il moltiplicatore è il rapporto tra la variazione del reddito e una variazione della componente autonoma della spesa che ha indotto la variazione del reddito. • Tanto maggiore è la propensione marginale al consumo, tanto maggiore sarà il moltiplicatore. • Tanto maggiore sarà invece la propensione marginale al risparmio, tanto più di ogni unità aggiuntiva di reddito “uscirà” dal circuito del flusso circolare del reddito.

  30. Alcune definizioni • Politica fiscale • decisioni del governo in materia di spesa pubblica e tassazione • Politiche di stabilizzazione • azioni di politica fiscale volte a mantenere il prodotto corrente il più vicino possibile al prodotto di piena occupazione • Deficit pubblico • eccesso di uscite del governo rispetto alle entrate • Debito pubblico • somma dei deficit contratti dallo Stato meno gli eventuali avanzi

  31. I C + I + G C + I + G - Ti C S G Ti Famiglie Governo Imprese B - Td Y + B - Td Y Lo Stato nel flusso circolare del reddito

  32. Lo Stato, nel modello reddito-spesa • Imposte dirette • influenzano la pendenza della funzione del consumo • e dunque la pendenza della funzione SA • Spesa pubblica • influenza la posizione della funzione SA

  33. Una generalizzazione del moltiplicatore • SA = C + I + G • SA = C* + cYd + I* + G • SA = C* + c(Y – tY) + I* + G • In equilibrio • Y = C* + cY + I* + G • Y = 1/[1 – c(1 – t)](C* + I* + G)

  34. La politica fiscale • Prendiamo in considerazione 3 casi • I) aumento di G in deficit • Ii) variazioni aliquota fiscale • Iii) aumento di G con copertura fiscale

  35. Un aumento della spesa pubblica determina un aumento dell’output poiché implica uno spostamento della spesa aggregata da AD0 ad AD1, SA1 Il reddito di equilibrio aumenta da Y0 ad Y1. Y1 Aumento di G retta a 45o Spesa aggregata SA0 Y0 Reddito

  36. Il reddito di equilibrio aumenta da Y0 ad Y1 .se si riduce l’aliquota di imposizione fiscale Y1 Variazioni di aliquota retta a 45o Spesa aggregata Y0 Reddito

  37. Il reddito di equilibrio aumenta da Y0 ad Y1. (meno di quanto non sarebbe aumentato a parità Di imposizione fiscale) Y1 Aumento di G finanziato con maggiore imposizione fiscale retta a 45o Spesa aggregata SA0 Y0 Reddito

  38. La spesa pubblica è indipendente dal reddito Imp. nette mentre le entrate fiscali dipendono dal reddito, Bilancio in pareggio allora il bilancio registrerà un deficit per bassi livelli di reddito G ma un surplus per livelli maggiori Il moltiplicatore del bilancio in pareggio afferma che un aumento della spesa pubblica compensato da un uguale aumento della imposizione fiscale conduce a un maggior livello di reddito. Il bilancio dello Stato Un deficit di bilancio deriva da un eccesso di spesa del governo rispetto alle entrate. G, Imp. nette Reddito

  39. Stabilizzatori automatici • meccanismo che all’interno del sistema economico ammortizza gli shock del reddito nazionale per esempio, in una recessione: • i sussidi di disoccupazione aumentano • e le entrate derivanti dall’IVA diminuiscono

  40. I limiti di una politica fiscale attiva Perché uno shock della spesa aggregata non può essere compensato immediatamente con una politica fiscale? • Tempo: richiede tempo • rilevare il problema • compiere un’azione che metta in moto il meccanismo del moltiplicatore • Incertezza • sul valore numerico del moltiplicatore • sul livello della spesa aggregata futura • Cambiamenti indotti sulla spesa autonoma • variazioni della politica fiscale potrebbero provocare variazioni su altre componenti della spesa aggregata che (per adesso) abbiamo considerato autonome

  41. I limiti di una politica fiscale attiva (2) Perché il governo non effettua una politica fiscale espansiva quando la disoccupazione è alta? • Deficit di bilancio • dimensione del debito (che aumenterebbe) • pericoli di inflazione • Forse siamo già in piena occupazione! • la disoccupazione potrebbe essere (almeno parzialmente) volontaria

  42. Il commercio estero nella formazione del reddito • Introduciamo ora le esportazioni (X) e le importazioni (Z) • La bilancia commerciale • il valore delle esportazioni nette (X - Z) • Deficit della bilancia commerciale • quando le importazioni eccedono le esportazioni • Surplus della bilancia commerciale • quando le esportazioni eccedono le importazioni • Le esportazioni dipendono dal reddito esterno, le importazioni dal RN

  43. Un’ulteriore generalizzazione del moltiplicatore • SA = C + I + G + X - E • SA = C* + cYd + I* + G + X* + mY - E* • SA = C* + Y[c(1 – t) + m] + I* + G + X* - E* • In equilibrio • Y = SA = C* + Y[c(1 – t) + m] + I* + G + X* - E* • Y = 1/[1 – c(1 – t) + m](C* + I* + G + X* + E*)

  44. Supponiamo che le esportazioni siano indipendenti dal reddito, Importazioni ma che le importazioni aumentino con il reddito Esportazioni Y* A livelli bassi di reddito, X>Z : c’è un surplus della bilancia commerciale. A livelli maggiori del reddito, c’è invece un deficit. La bilancia commerciale è in pareggio per un reddito pari ad Y*, ma non vi è certezza che questo sia anche il reddito di piena occupazione. Esportazioni, importazioni e bilancia commerciale X, Z Reddito

  45. Il commercio estero e il moltiplicatore • La propensione marginale alle importazioni • è la frazione di ogni unità addizionale di reddito che gli individui desiderano spendere per acquistare beni e servizi stranieri. • L’effetto del commercio estero è quello di ridurre il valore del moltiplicatore • tanto maggiore è la propensione marginale alle importazioni, tanto più basso è il moltiplicatore.

  46. Il commercio estero e il moltiplicatore • La propensione marginale alle importazioni • è la frazione di ogni unità addizionale di reddito che gli individui desiderano spendere per acquistare beni e servizi stranieri. • L’effetto del commercio estero è quello di ridurre il valore del moltiplicatore • tanto maggiore è la propensione marginale alle importazioni, tanto più basso è il moltiplicatore.

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