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La struttura della contrattazione collettiva. Struttura della contrattazione (riepilogo). Accordi interconfederali Contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) Contratti decentrati – possibili livelli: regionale (artigianato) provinciale (edilizia, agricoltura, commercio)

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Presentation Transcript
struttura della contrattazione riepilogo
Struttura della contrattazione(riepilogo)
  • Accordi interconfederali
  • Contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL)
  • Contratti decentrati – possibili livelli:

regionale (artigianato)

provinciale (edilizia, agricoltura, commercio)

aziendale (o di gruppo di impresa)

sub-aziendale (filiale, reparto, stabilimento)

l evoluzione storica del sistema di contrattazione collettiva in italia quadro di sintesi
L’evoluzione storica del sistema di contrattazione collettiva in Italia (quadro di sintesi)
  • Iniziale debolezza della contrattazione nazionale – prevalenza del livello interconfederale (anni ’50)
  • Anni ’60 : i CCNL diventano il fulcro della struttura contrattuale – la contrattazione aziendale viene formalmente riconosciuta nel 1962
  • Il Protocollo Intersind-Asap del 1962: la contrattazione “articolata” (i tre livelli)
  • Fine anni ’60 - inizio anni ’70: la contrattazione “non vincolata” (l’ ”autunno caldo sindacale”)
  • La “ricentralizzazione” della struttura contrattuale – Il Protocollo del 22 gennaio 1983 – l’inizio della “concertazione sociale”
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I primi contratti aziendali (fine anni ’50 -primi anni ’60): i contratti stipulati dalle

Commissioni interne per lo più su istituti retributivi (premi ed incentivi) - Inquadramento dottrinale e giurisprudenziale

suo conseguente

inquadramento

nella categoria

dei contratti

plurisoggettivi

disconoscimento

della natura

collettiva del

contratto stipulato dalla

C.I.

riconoscimento

della sua

natura “asindacale”

L’accordo sulle C.I. del 1966 ne escludeva il potere contrattuale

la seconda fase gli anni 60
La seconda fase: gli anni 60

La contrattazione

articolata

  • L’affermazione del contratto collettivo di categoria
  • Affiorano i primi contratti aziendali, soprattutto grazie all’intervento del sindacato esterno (commissioni interne e sindacati provinciali)

Il Protocollo Intersind-Asap/Federazioni di categoria dei metalmeccanici

(5 luglio 1962)

sancisce il riconoscimento

della contr. aziendale

E’ il CCNL che determina,

tramite “clausole di rinvio”, le

competenze del livello decentrato

per lo più: cottimi, forme

retributive incentivanti collettive,

sistemi di classificazione diversi

da quelli nazionali.

segue il protocollo intersind asap del 1962
(…segue) il Protocollo Intersind-Asap del 1962:
  • gli organismi competenti a svolgere la contrattazione aziendale sono i sindacati provinciali di categoria
  • il prezzo pagato dai sindacati in cambio del riconoscimento è l’inserimento nei testi contrattuali delle “clausole di pace sindacale”
la terza fase il ciclo 1968 1973 la contrattazione non vincolata
La terza fase: il ciclo 1968-1973: la contrattazione “non vincolata”
  • Ciascuno dei due livelli di contrattazione è formalmente autonomo
  • La contrattazione aziendale può essere aperta in qualsiasi sede e momento, e per qualsiasi materia, durante la vigenza del contratto nazionale
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LA CONTRATTAZIONE “NON VINCOLATA”

Forte decentramento e fine dell’ordine gerarchico fondato sulle clausole di rinvio e di tregua.

La contrattazione di categoria come strumento di generalizzazione di risultati ottenuti in alcune realtà aziendali particolarmente interessate dal movimento di lotte sindacali

(i cdd. “contratti pilota”)

La contrattazione aziendale svolge un ruolo non più solo subordinato a quella nazionale (integrativo-applicativo) ma prevalentemente modificativo-sostitutivo e, addirittura, trainante rispetto alla contrattazione nazionale

(Giugni, 2006)

è legata alla

nascita di nuove strutture di rappresentanza

aziendale: i delegati e i Consigli

di fabbrica

LO STATUTO INTERVIENE IN QUESTA FASE

COME STRUMENTO DI SOSTEGNO E DI RAZIONALIZZAZIONE

DELLA PRESENZA SINDACALE NEI LUOGHI DI LAVORO

fino alla prima met degli anni 80
Fino alla prima metà degli anni 80
  • Contesto di crisi, calo delle tensioni rivendicative a livello decentrato e ricentralizzazione (il CCNL torna al centro della struttura contrattuale)
  • Le politiche dei redditi e di contenimento del costo del lavoro presuppongono una centralizzazione del sistema

I primi grandi accordi triangolari (1983 e 1984)

la soluzione vigente il protocollo del 23 luglio 1993
La soluzione vigente:il Protocollo del 23 luglio 1993
  • Il compito di ridisegnare il sistema contrattuale, in Italia, è stato assunto dal sistema contrattuale stesso
  • Il Protocollo del 23 luglio 1993 come “carta costituzionale” delle relazioni industriali italiane (Treu)
i contenuti dell accordo
I contenuti dell’accordo:

il “decentramento centralizzato”

“La contrattazione aziendale

riguarda materie ed istituti

diversi e non ripetitivi

rispetto a quelli retributivi

propri della contrattazione nazionale”.

Riguarda, inoltre, la “gestione degli

effetti sociali connessi alle trasformazioni

aziendali quali le innovazioni tecnologiche,

organizzative e i processi di

ristrutturazione che influiscono sulle

condizioni di sicurezza, di lavoro e di

occupazione anche in relazione alla legge

sulle pari opportunità”

  • Si formalizza la struttura bipolare incardinata su due livelli: nazionale di categoria e aziendale (o territoriale).
  • Indicazioni esplicite sui rapporti fra i diversi livelli di negoziazione e sulle funzioni di ciascuno di essi.
i contenuti dell accordo quadro di sintesi
I contenuti dell’accordo (quadro di sintesi):

il “decentramento centralizzato”

1) I due livelli di contrattazione collettiva: nazionale; aziendale o territoriale

2) La predeterminazione del periodo di vigenza dei contratti collettivi (durata quadriennale per la parte normativa, biennale per la parte economica per i CCNL; l’accordo di secondo livello ha durata quadriennale)

3) La fissazione delle competenze dei due livelli: le materie e gli istituti regolamentati a livello decentrato dovranno essere “diversi e non ripetitivi rispetto a quelli retributivi propri del contratto nazionale di categoria”

i cdd. “premi di risultato” costituiscono l’unica

competenza retributiva del livello decentrato

i contenuti dell accordo quadro di sintesi1
I contenuti dell’accordo (quadro di sintesi):

il “decentramento centralizzato”

3) La fissazione di regole per il rinnovo dei c.c.: la presentazione della piattaforma nei tre mesi precedenti la scadenza del contratto; il divieto di sciopero per un periodo di 4 mesi; la sanzione in caso di violazione: lo slittamento della “indennità di vacanza contrattuale”

4) La individuazione nelle RSU dei soggetti competenti a stipulare i contratti aziendali

il successivo Accordo

interconfederale del 23.12.1993

sulle modalità di

costituzione delle RSU

verso il superamento degli assetti definiti dal protocollo del 23 luglio 1993
Mantenimento della struttura basata sui due livelli

Maggior decentramento contrattuale

(competenze del livello decentrato riguardanti la flessibilità organizzativa)

Estensione della contrattazione territoriale

Le “CLAUSOLE DI USCITA”

(le deroga alla disciplina contrattata a livello entro limiti e condizioni definiti dallo stesso CCNL)

Verso il superamento degli assetti definiti dal Protocollo del 23 luglio 1993?

La Commissione di

studio per

la verifica

del Protocollo

presieduta

da G. Giugni

(1997)

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La clausola consente “di realizzare accordi temporanei in deroga alla normativa prevista dal CCNL”
  • “tali accordi non comporteranno interventi sui minimi contrattuali e sui diritti individuali irrinunciabili”
  • parere preventivo di conformità da parte della Commissione nazionale di contrattazione (organismo bilaterale paritetico)

La disciplina sperimentale delle

“clausole di uscita”

in due CCNL del 2006 (chimici e farmaceutici)

verso il superamento degli assetti definiti dal protocollo del 23 luglio 19931
La valorizzazione della contrattazione decentrata (territoriale o aziendale)

Il ridimensionamento del CCNL

Verso il superamento degli assetti definiti dal Protocollo del 23 luglio 1993?

La proposta

di P.ICHINO:

Differenziazione territoriale

dei trattamenti salariali

e il divario Nord-Sud

letture integrative
Letture integrative:
  • P. ICHINO, Che cosa non funziona nella centralizzazione del nostro sistema della contrattazione collettiva DRI, 2006, 950
  • M. MISCIONE, P. Ichino, A che cosa serve il sindacato? (Le follie di un sistema bloccato e la scommessa contro il declino), RGL, 2006, 215
  • L. BELLARDI, La struttura della contrattazione collettiva: ragionando della sua revisione, LD, 2007, 235