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Ignotos mihi cum voces trecentos, quare non veniam vocatus ad te, miraris quererisque litigasque. Solus ceno, Fabulle, n - PowerPoint PPT Presentation


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Ignotos mihi cum voces trecentos, quare non veniam vocatus ad te, miraris quererisque litigasque. Solus ceno, Fabulle, non libenter. (Marziale).

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Presentation Transcript
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Ignotos mihi cum voces trecentos, quare non veniam vocatus ad te, miraris quererisque litigasque. Solus ceno, Fabulle, non libenter.(Marziale)

(Inviti a cena, oltre me, trecento sconosciuti, e poi ti stupisci perché declino il tuo invito, ti lamenti, te la prendi con me. Fabullo, non mi piace cenare da solo).

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Il cancro del colon-retto è la più frequente neoplasia (tumore maligno) dell’apparato gastrointestinale ed una delle principali cause di morte per cancro. Occupa il secondo posto tra i tumori maligni nell’uomo ed il terzo nella donna. In Italia si osservano annualmente 40 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. L’età avanzata ne è più colpita (50 e 70 anni). La maggior parte dei carcinomi del colon-retto si sviluppa a partire da una lesione preesistente, inizialmente benigna, chiamata polipo adenomatoso, in un intervallo di tempo di 10 anni. Questa protrusione della mucosa del colon si moltiplica in maniera incontrollata fino ad invadere gli strati sottostanti (sottomucosa, muscolare, sierosa) e gli organi vicini.

I polipi possono essere singoli o multipli; le condizioni in cui sono presenti molti polipi vengono chiamate poliposi,e possono essere trasmissibili geneticamente (poliposi adenomatosa familiare). I polipi benigni possono essere asportati prima della loro evoluzione in maligni tramite la colonscopia.

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Stadiando il tumore si può formulare un adeguato trattamento ed anche una prognosi. Con la colonscopia, si può vedere il tumore ed asportarne una piccola porzione per analizzarla al microscopio (esame istologico) e mediante l’esecuzione di una TAC addomino-pelvica si può valutare l’estensione dello stesso tumore, i suoi rapporti con gli organi vicini, il coinvolgimento dei linfonodi regionali e la presenza di metastasi ad altri organi.

La classificazione più usata nella stadiazione è quella di Dukes:

Stadio A: il tumore è limitato alla mucosa.Stadio B1: il tumore si estende fino alla muscolare ma non ho interessamento dei linfonodi.Stadio B2: il tumore si estende fino alla sierosa sempre senza interessamento dei linfonodi.Stadio C: c’è l’interessamento dei linfonodi regionali, criterio che riduce di molto le possibilità di sopravvivenza.Stadio D: c’è una metastasi a distanza ed il tumore è inoperabile.

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Un criterio della diagnosi viene fornito dal racconto del paziente sulla sintomatologia che accusa; non devono mancare un’esplorazione rettale per escludere emorroidi anali, nonché per poter palpare i tumori del retto. Eventuali sanguinamenti microscopici sono rivelati dall’esame della ricerca del sangue occulto nelle feci. La diagnosi di certezza viene fornita dalla colonscopia o dal clisma opaco.

Se il tumore viene ritenuto operabile, l’intervento chirurgico può rivelarsi curativo e la sopravvivenza globale a 5 anni si attesta tra il 55 ed il 75%. La dimostrazione che questo carcinoma insorge da un polipo adenomatoso e la cui asportazione permette un’efficace prevenzione, ha permesso l’attuazione di programmi di screening e di sorveglianza sulla popolazione. Essi consistono nella ricerca del sangue occulto nelle feci con cadenza annuale in tutti gli individui al di sopra dei 50 anni e nell’esecuzione di una colonscopia ogni 3 anni per soggetti senza predisposizione familiare.

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Numerosi sono gli alimenti che presentano spiccate proprietà regolatrici a livello intestinale, tra questi i cereali integrali, minestre, zuppe, legumi, frutta secca e cotta, ortaggi a foglia verde, soprattutto i carciofi, alimenti ricchi di fibra alimentare. La fibra alimentare può esercitare un’azione protettiva nei confronti del cancro del colon-retto per i seguenti motivi:
  • la fibra insolubile aumenta la velocità di transito, riducendo la concentrazione di sostanze potenzialmente citotossiche e citolesive e i tempi di contatto con la mucosa intestinale;
  • la fibra solubile riduce il pH intestinale, ciò inibisce l’attività di microrganismi potenzialmente dannosi e favorisce la presenza di quelli benefici, diminuendo la concentrazione nell’intestino di molecole azotate citotossiche;
  • il butirrato (un derivato della fibra alimentare che si forma nell'intestino crasso ad opera della flora batterica locale) infine, potrebbe modulare direttamente la replicazione e la differenziazione cellulare.
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Il carciofo è una pianta della famiglia delle Asteraceae, coltivata in molti paesi per uso alimentare e, secondariamente, medicinale. E’ una pianta erbacea perenne alta fino a un metro e mezzo, provvista di un rizoma sotterraneo dalle cui gemme nascono più fusti, che nella fioritura si sviluppano in altezza con una ramificazione dicotomica. Il fusto è robusto, cilindrico e carnoso, striato longitudinalmente.

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Questa pianta (o il cardo da cui proviene) potrebbe essere originaria dell'Egitto o del Nord dell'Africa.La pianta chiamata Cynara era già conosciuta dai greci e dai romani. Nel Medioevo non si conosceva il carciofo, e si pensa che in questa epoca gli ortocultori riuscirono a trasformare il cardo in carciofo.

Il ciclo naturale del carciofo è autunno-primaverile: nelle piogge autunnali le gemme del rizoma emettono nuovi getti e i primi capolini sono emessi a febbraio. In tarda primavera la pianta va in riposo con il disseccamento della parte aerea. Nelle zone calde del mediterraneo il carciofo viene coltivato con una tecnica di forzatura che ha lo scopo di anticipare al periodo autunnale la produzione di capolini.

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Dopo l'acqua, il componente principale dei carciofi sono i carboidrati (inulina e fibre). I minerali principali sono il sodio, il potassio, il fosforo e il calcio. Tra le vitamine prevale la presenza di B1, B3, e piccole quantità di vitamina C. Importante per spiegare le attività farmacologiche del carciofo è la presenza di un complesso di metaboliti secondari caratteristici:

Derivati dell'acido caffeico: tra gli altri acido clorogenico, acido neoclorogenico, acido criptoclorogenico, cinarina.

Flavonoidi: in particolare rutina.

Lattoni sesquiterpenici: tra gli altri cinaropicrina, deidrocinaropicrina, grosseimina.

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La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio per disturbi al fegato; ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di biliare da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici.La fitoterapia usa il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea, intossicazione e stitichezza. La sua attività depurativa fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente.

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Bibliografia: www.wikipedia.itwww.google.itImmagini: www.google.itScritta daSalvia EmilianaClasse IV D a.s. 2006/07