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La prevenzione sul territorio

La prevenzione sul territorio. Giacomo Milillo. Roma, 11 febbraio 2006. Il Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007 affida al Medico di famiglia un ruolo fondamentale in tre progetti su quattro , in particolare: La prevenzione cardiovascolare Screening dei tumori

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La prevenzione sul territorio

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Presentation Transcript


  1. La prevenzione sul territorio Giacomo Milillo Roma, 11 febbraio 2006

  2. Il Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007 affida al Medico di famiglia un ruolo fondamentale in tre progetti su quattro , in particolare: • La prevenzione cardiovascolare • Screening dei tumori • Piano delle vaccinazioni

  3. I Medici di Medicina Generale sarebbero pronti, ma … ci sono alcuni problemi da risolvere

  4. La realtà della medicina generale italiana è in forte evoluzione, un’evoluzione che essa stessa ha voluto e determinato attraverso i successivi momenti contrattuali nazionali e regionali, verso: • l’adozione di strumenti informatici e di personale di studio • il lavoro in gruppo • l’integrazione con gli altri professionisti della sanità e del sociale • la continuità dell’assistenza

  5. L’obiettivo della categoria è orientato a trasformare un insieme di singoli professionisti autoreferenziati distribuiti sul territorio in una rete di professionisti fra loro coordinati per il raggiungimento di obiettivi di assistenza appropriati.

  6. Al di là delle dichiarazioni di centralità della figura professionale, è mancata nella classe politica la concreta volontà di favorire tale trasformazione. Il conflitto che si ripete in ogni contrattazione è quello fra la volontà della parte pubblica di ottenere risultati di assistenza e la resistenza della categoria che sa di non poterli garantire nelle condizioni operative attuali senza un up-grade organizzativo che ha costi non direttamente sostenibili dai professionisti

  7. Un altro problema fondamentale è l’individuazione degli obiettivi appropriati di assistenza e i metodi per l’individuazione dell’appropriatezza delle prestazioni Noi abbiamo puntato sulla funzione dei Distretti e delle UCAD (Ufficio di Coordinamento delle Attività Distrettuali) introdotto con la 229/99. Purtroppo, quasi sempre questa nostra volontà di collaborazione è vissuta a tutti i livelli come l’ingerenza di un “corpo estraneo” nelle prerogative di gestione che è pregiudizialmente attribuito alla filiera dei dipendenti.

  8. L’unica mediazione possibile potrebbe essere quella di definire nello stesso momento contrattuale gli aspetti strutturali e procedurali necessari a perseguire un obiettivo di assistenza. Per questo motivo la nostra società scientifica (Metis) ha attivato una linea di formazione dei medici impegnati negli UCAD orientata alla formulazione di progetti

  9. Per la riuscita di un progetto sono necessari:  • un momento formativo comune a tutti i medici aderenti che renda uniformi la cultura e l’operatività dei singoli e garantisca una omogeneità di prestazioni quanto più rilevante possibile; • un software comune collegato ai sistemi di raccolta dati normalmente in uso nella medicina generale • il suo collegamento in linea con un centro regionale di raccolta dati • gli strumenti normativi ed economici per: • l’organizzazione degli studi • la creazione di tempi e luoghi specifici agli ambulatori dedicati • l’aggravio di lavoro e la sua qualificazione • l’assunzione o l’uso a tale scopo di personale di studio non medico • l’organizzazione o la riorganizzazione a tale scopo di medicine in associazione o di gruppo già presenti sul territorio regionale.

  10. Esempi di attività sistematiche e coordinate attuabili a livello della medicina generale: • AMBULATORIO DEL RISCHIO CARDIO VASCOLARE • Soggetti ipertesi, obesi, dislipidemici (prevenzione, diagnosi, cura) • ABULATORIO PER LA GESTIONE DEL DIABETE • Soggetti diabetici (diagnosi precoce e cura) • AMBULATORIO PER LA GESTIONE DELLO SCOMPENSO CARDIACO CRONICO • Soggetti con cardiomiopatia cronica (prevenzione secondaria, soggetti a rischio e cura) • AMBULATORIO PER L’OSTEOPOROSI • Soggetti osteoporotici (prevenzione, cura e prevenzione delle fratture) • AMBULATORIO PER LE BPC • Soggetti asmatici e broncopneumopatici cronici (prevenzione e cura) • AMBULATORIO PER I PAZIENTI A RISCHIO DI INSUFFICIENZA RENALE CRONICA • Soggetti con fattori di rischio di danno renale o con livelli border line di creatinina • (prevenzione, diagnosi precoce e cura) • AMBULATORIO PER LA PREVENZIONE, LO SCREENING E IL FOLLOW UP • DEI TUMORI • Correzione degli stili di vita a rischio; soggetti affetti da tumori che necessitino di • controlli programmati nel tempo

  11. Attività delegabili a personale infermieristico coordinato dal medico di famiglia: • registrazione di dati anamnestici, • misurazione della pressione, peso, altezza, • registrazione di esami di laboratorio, • calcolo di BMI, carta del rischio CV e della clearance creatininica, • valutazione diretta di glicemia, colesterolo totale, trigliceridi, HDL, esame urine, • registrazione dell’ECG, • misurazione del picco di flusso, • controllo della compliance alla terapia, • somministrazione di schemi dietetici personalizzati, precedentemente concordati, • colloquio sugli stili di vita. • Organizzazione con il MdF o con l’Unità Operativa Territoriale di piccoli gruppi omogenei per corsi di educazione sanitaria.

  12. Esempio: Progetto GIANO Presentazione dr. Nejrotti Presentazione dr. Giustetto

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