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L’Orlando furioso: poema eroico cavelleresco o romanzo contemporaneo ?

L’Orlando furioso: poema eroico cavelleresco o romanzo contemporaneo ?. Fonti e fili narrativi dell’Orlando furioso. Ciclo caronlingio (valori tipici epica – guerra santa – fedeltà – impresa collettiva)

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L’Orlando furioso: poema eroico cavelleresco o romanzo contemporaneo ?

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Presentation Transcript


  1. L’Orlando furioso: poema eroico cavelleresco o romanzo contemporaneo?

  2. Fonti e fili narrativi dell’Orlando furioso • Ciclo caronlingio (valori tipici epica – guerra santa – fedeltà – impresa collettiva) • Ciclo bretone (impresa individuale – motivo della quête- motivo amoroso e romanzesco – fiabesco – magico e meraviglioso) • Epica classica motivo encomiastico episodio di Cloridano e Medoro richiama quello di Eurialo e Niso dell’Eneide Ariosto assimila, rielabora ed amalgama fonti e spunti, adeguandoli alla sua visione della vita e creando un poema profondamente originale.

  3. Un desiderio vano Motivo quête: tutti i personaggi cercano qualcosa: • Angelica cerca la libertà • Orlando cerca Angelica • Rinaldo cerca Angelica • Bradamante cerca Ruggiero • Etc… Ma il desiderio spesso è vano e illusorio o gli oggetti deludono le attese (Es.: Angelica riesce sempre a sfuggire e inoltre possiede un anello che la rende invisibile). Il palazzo del mago Atlante può considerarsi episodio paradigmatico e cifra sintetica dell'Orlando Furioso: ogni cavaliere vi scorge la cosa che più al mondo brama e disia, ma la realtà rivela presto il suo carattere illusorio.

  4. Spazio • Questo errare a vuoto è un errare che non arriva mai ad una meta, anzi svia, cioè fa deviare dalla meta o comunque la meta sembra non esserci mai e i personaggi si vedono costretti a girare a vuoto, ritrovandosi spesso nel punto da cui sono partiti.

  5. Vi è una sorta di moto circolare che non conduce mai alla meta e che è scandito da una serie di indicatori quali: Or quinci, or quindi, di su di giù, di qua, di là, in alto, in basso… E’ UNO SPAZIO VASTISSIMO CHE VA DALLA TERRA ALLA LUNA MA UNO SPAZIO LABIRINTICO

  6. Tempo • Il poema si presenta come una struttura digressiva e divagante tutta giocata sulla sospensione e sull’attesa. • Il tempo è aggrovigliato e torna costantemente su se stesso. • La materia romanzesca tende ad espandersi all’infinito. • Tecnica dell’entralecement.

  7. L’autore - regista • Nel poema non c’è confusione ma un disegno lucido e organico che l’autore-regista regola • Egli armonizza e domina le multiformi vicende come un dio creatore • Compone simmetrie e architetture geometriche • Porta a conclusione i filoni principali • La letteratura recupera lo scacco del reale: nella realtà l’uomo è soggetto a forze capricciose e incontrollabili andando incontro alla follia, mentre nel poema il regista domina e controlla tutto razionalmente

  8. I significati • Ariosto, a differenza di Boiardo, non crede più nel mondo cortese e nei valori cavallereschi. Si trova perciò di fronte ad una scelta: • Abbandonarsi al meraviglioso e al fantastico; • Utilizzare belle storie romanzesche come punto di partenza per una approfondita riflessione sui temi centrali della civiltà rinascimentale: la molteplicità e complessità del reale; il ruolo della fortuna; l’agire dell’uomo; l’amore platonico e quello carnale. Perciò il fantastico diventa spunto per una riflessione concettuale sull’uomo e la realtà.

  9. L’ironia • Straniamento: i personaggi e la materia sono guardati da lontano per riflettervi in modo critico; • L’intrusione del narratore impedisce l’immedesimazione ingenua del lettore nelle vicende narrate; • Il narratore guarda con uno sguardo ironico che non beffa i cavalieri, ma abbassa la loro dignità epica facendo venire fuori i loro limiti e la loro umanità; • Plurilinguismo prospettico: atteggiamento critico nei confronti dei personaggi troppo ideali e presentazione di personaggi più reali.

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