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STRUMENTI NORMATIVI PER LA GESTIONE DEL “RISCHIO CHIMICO”

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STRUMENTI NORMATIVI PER LA GESTIONE DEL “RISCHIO CHIMICO”. Prof. G. Giorgio Bombi Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Scienze Chimiche. “Pietre miliari” della formazione del cattivo nome della chimica. 1959 Minamata 1961 Talidomide

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Presentation Transcript
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STRUMENTI NORMATIVI PER LA GESTIONE DEL “RISCHIO CHIMICO”

Prof. G. Giorgio Bombi

Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Scienze Chimiche

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“Pietre miliari” della formazione

del cattivo nome della chimica

  • 1959 Minamata
  • 1961 Talidomide
  • Problema dei pesticidi - “Silent spring”
  • 1968 Yusho (anche Yu-Cheng, 1979)
  • 1971 Times Beach
  • 1976 Seveso
  • 1979 Love Canal
  • anni ‘80 Buco nello strato di ozono
  • 1984 Bhopal
  • 1999 “polli alla diossina del Belgio”
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Molti prodotti chimici sono in effetti “pericolosi”. Occorre però distinguere fra “pericolo” e “rischio”.

- La pericolosità di un prodotto chimico è rappresen-tata dalla sua capacità intrinseca di causare un effetto nocivo sugli esseri umani e sull'ambiente.

- Il rischio è la probabilità che tale effetto si verifichi.

Noi non siamo in grado di modificare la pericolosità di un dato prodotto; possiamo però minimizzare (idealmente, annullare) i rischi connessi con il suo impiego.

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Direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose

La Direttiva è stata modificata (“adeguata al progresso tecnico”)

31 volte. L’ultima modifica risale al 15 gennaio 2009.

Attualmente è ancora parzialmente in vigore;

le norme verranno gradualmente sostituite da quelle contenute nel

Regolamento comunitario n. 1272 del 2008.

L’abrogazione definitiva avverrà nel 2015.

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La Direttiva 67/548 riguarda le “sostanze”. I “preparati” (o “miscele”, secondo la denominazione attuale) sono stati regolamentati dalla Direttiva 88/379, poi sostituita dalla Direttiva 1999/45.

Direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 1999 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi

Anche questa Direttiva è stata ripetutamente aggiornata e sarà gradualmente sostituita dal Regolamento n. 1272 del 2008

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Definizione di sostanza

Quando si parla di “sostanza” si intende di solito un composto chimico definito. La definizione ufficiale include un insieme molto più ampio di materiali:

“un elemento chimico e i suoi composti, allo stato naturale od ottenuti per mezzo di un procedimento di fabbricazione, compresi gli additivi necessari a mantenerne la stabilità e le impurezze derivanti dal procedimento utilizzato, ma esclusi i solventi che possono essere separati senza compromettere la stabilità della sostanza o modificarne la composizione”

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Inventari europei delle sostanze chimiche

In materia di sostanze chimiche esistevano tre inventari separati

L’inventario CE è costituito dalla combinazione dei tre inventari

EINECS + ELINCS + NLP

Ogni sostanza dell’inventario CEè individuata univocamente da un numero CE

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La lista EINECS (chiusa dal 18 settembre 1981) comprende 100204 sostanze. I numeri EC partono da 200-001-8 (formaldehyde).

La lista ELINCS (chiusa dal 31 maggio 2008) comprende 5292 sostanze. I numeri EC partono da 400-010-9 (indosol yellow SF-2RL).

La lista NLP comprende 703 sostanze. I numeri EC partono da 500-001-0 (2-methylpropene, trimers).

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GHS

Globally Harmonized System of Classification

and Labelling of Chemicals

È stato proposto inizialmente alla Conferenza di Rio sull’Am-biente e lo Sviluppo (1992) ed è stato messo a punto, in ambito ONU, da un Comitato di esperti. La prima edizione è stata pubblicata nel 2003. Successivamente sono state messe a punto quattro versioni rivedute, l’ultima delle quali è stata pubblicata nel giugno del 2011.

Ricordiamo per inciso che nel corso della Conferenza di Rio è stata anche approvata la Convenzione Quadro sul cambiamento climatico che ha poi portato al “Protocollo di Kyoto”

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Il GHS non ha valore normativo ma si propone come modello per l’adozione di norme specifiche da parte dei singoli Stati.

Attualmente (ottobre 2011) è stato adottato o è in corso di adozione da parte di 67 Stati.

L’Unione Europea ha adottato nel dicembre 2008 un regolamento riguardante la classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele che recepisce le indicazioni del GHS e sostituisce le precedenti Direttiva in materia.

Tale regolamento viene usualmente indicato con la sigla CLP (Classification, Labeling, Packaging)

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CLP

Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006

Il Regolamento CLP ha già subito due aggiornamenti “ai fini dell'adeguamento al progresso tecnico e scientifico” (Regolamenti n. 790/2009 e n. 286/2011).

Complessivamente i tre documenti (testo originale + aggiorna-menti) comprendono 1903 pagine

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Alcune definizioni (GHS/CLP)

classe di pericolo: la natura del pericolo fisico, per la salute o per l'ambiente

categoria di pericolo: la suddivisione dei criteri entro ciascuna classe di pericolo, che specifica la gravità del pericolo

pittogramma di pericolo: una composizione grafica comprendente un simbolo e altri elementi grafici, ad esempio un bordo, motivo o colore di fondo, destinata a comunicare informazioni specifiche sul pericolo in questione

indicazione di pericolo: frase attribuita a una classe e categoria di pericolo che descrive la natura del pericolo di una sostanza o miscela pericolosa e, se del caso, il grado di pericolo

consiglio di prudenza: una frase che descrive la misura o le misure raccomandate per ridurre al minimo o prevenire gli effetti nocivi dell'esposizione a una sostanza o miscela pericolosa conseguente al suo impiego o smaltimento.

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PERICOLI FISICI

  • Esplosivi
  • Gas infiammabili
  • Aerosol infiammabili
  • Gas comburenti
  • Gas sotto pressione
  • Liquidi infiammabili
  • Solidi infiammabili
  • Sostanze e miscele autoreattive
  • Liquidi piroforici
  • Solidi piroforici
  • Sostanze e miscele autoriscaldanti
  • Sostanze e miscele che, a contatto con l’acqua, sviluppano gas infiammabili
  • Liquidi comburenti
  • Solidi comburenti
  • Perossidi organici
  • Sostanze o miscele corrosive per i metalli
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PERICOLI PER LA SALUTE

  • Tossicità acuta
  • Corrosione/irritazione della pelle
  • Gravi lesioni oculari/irritazione oculare
  • Sensibilizzazione delle vie respiratorie o della pelle
  • Mutagenicità sulle cellule germinali
  • Cancerogenicità
  • Tossicità per la riproduzione
  • Tossicità specifica per organi bersaglio (esposizione singola)
  • Tossicità specifica per organi bersaglio (esposizione ripetuta)
  • Pericolo in caso di aspirazione
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PERICOLI PER L’AMBIENTE

  • Pericoloso per l’ambiente acquatico
  • Pericoloso per lo strato di ozono
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Pittogrammi di pericolo (GHS/CLP)

Ciascun pittogramma si applica a più pericoli, in generale secondo una combinazione classe + categoria di pericolo

Per esempio il pittogramma in basso a destra indica sostanze:

- sensibilizzanti

- mutagene

- cancerogene

- tossiche per la riproduzione

- tossiche per organi bersaglio

- tossiche in caso di aspirazione

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La normativa precedente prevedeva dieci pittogrammi di pericolo, in corrispondenza alle classi/categorie di pericolo considerate

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Esempi di indicazioni di pericolo per alcuni casi di pericoli per la salute:

Tossicità acuta (per via orale), categorie di pericolo 1 e 2

H300 Letale se ingerito

Tossicità acuta (per via orale), categoria di pericolo 3

H301 Tossico se ingerito

Tossicità acuta (per via orale), categoria di pericolo 4

H302 Nocivo se ingerito

Pericolo in caso di aspirazione, categoria di pericolo 1

H304 Può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie

Tossicità acuta (per via cutanea), categorie di pericolo 1 e 2

H310 Letale per contatto con la pelle

Tossicità acuta (per via cutanea), categoria di pericolo 3

H311 Tossico per contatto con la pelle

Tossicità acuta (per via cutanea), categoria di pericolo 4

H312 Nocivo per contatto con la pelle

Corrosione/irritazione cutanea, categorie di pericolo 1A, 1B e 1C

H314 Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari

Corrosione/irritazione cutanea, categoria di pericolo 2

H315 Provoca irritazione cutanea

Sensibilizzazione della pelle, categoria di pericolo 1

H317 Può provocare una reazione allergica cutanea

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Alcuni esempi di consigli di prudenza:

P102 Tenere fuori dalla portata dei bambini.

P202 Non manipolare prima di avere letto e compreso tutte le avvertenze.

P233 Tenere il recipiente ben chiuso.

P235 Conservare in luogo fresco.

P251 Recipiente sotto pressione: non perforare né bruciare, neppure dopo l’uso.

P270 Non mangiare, né bere, né fumare durante l’uso.

P273 Non disperdere nell’ambiente.

In generale un determinato consiglio di prudenza si applica a più di una classe e/o categorie di pericolo. Per esempio, il consiglio P202 si applica a

- Esplosivi

- Mutageni

- Cancerogeni

- Tossici per la riproduzione

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REACH

Registration, Evaluation, Authorisationand Restrictions of Chemicals

Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (...)

Fino ad oggi (settembre 2011) è stato aggiornato o modificato tredici volte

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Prevede che i circa 30000 composti attualmente prodotti e utilizzati dall’industria chimica vengano – entro il 2018 - assoggettati ad una serie di controlli per verificarne i possibili effetti sulla salute umana e sull’ambiente sia nel corso della loro produzione che durante il successivo utilizzo.

Il punto chiave è che l’onere di questi controlli passa dalle autorità nazionali e comunitarie (cioè dalla collettività) alle industrie.

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I prodotti chimici pericolosi costituiscono un rischio? Affinché sussista una condizione di rischio, sia il pericolo sia l'esposizione al pericolo devono essere presenti contemporaneamente. Il pericolo di un prodotto chimico è rappresentato dalla sua capacità intrinseca di causare un effetto nocivo sugli esseri umani e sull'ambiente. Il rischio è la possibilità che tale effetto si verifichi. Anche se un prodotto chimico possiede proprietà pericolose, il rischio per la salute o per l'ambiente è estremamente basso se il prodotto chimico è maneggiato in sicurezza e sotto controllo.

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Se la presentazione servirà ancora occorre rivedere l’impostazione! Mi accorgo (marzo 2011) che si parla del “CLP” come se fosse qualcosa di diverso dal regolamento 1272/2008.

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Frasi H (indicazione di pericolo) sostituiscono le frasi R e le frasi P (indicazione di prudenza) sostituiscono le frasi S.(da mettere altrove!)

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Inventari Europei delle sostanze chimiche

EINECS: 100204

ELINCS: 4381 --> 5292

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aggiunta marzo 2011 – da integrare con il resto

In realtà tutta l’impostazione va riveduta. Il regolamento 790/2009 è già citato più avanti, dove si parla del GHS. La relazione fra i regolamenti comunitari e il GHS viene fuori tardi, ma probabilmente andrebbe presentata subito.

Regolamento (CE) n. 790/2009 della Commissione, del 10 agosto 2009, recante modifica, ai fini dell'adeguamento al progresso tecnico e scientifico, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele