Sviluppo della comunicazione e del linguaggio nei primi due anni di vita: gesti, parole e ambiente comunicativo - PowerPoint PPT Presentation

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Sviluppo della comunicazione e del linguaggio nei primi due anni di vita: gesti, parole e ambiente comunicativo

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    1. Sviluppo della comunicazione e del linguaggio nei primi due anni di vita: gesti, parole e ambiente comunicativo

    6. Le basi per lacquisizione del linguaggio Il linguaggio come comportamento proprio della specie umana dovuto allinterazione tra: maturazione di strutture e processi fisiologici + contatto con un ambiente linguistico capacit innate o acquisite????

    7. Due approcci teorici: Concezione innatista > lapprendimento del linguaggio nel bambino guidato da sistemi specializzati universali, attivati dallesperienza linguistica. Concezione cognitivista > lapprendimento del linguaggio nel bambino dipende dagli stessi meccanismi cerebrali generali implicati nella conoscenza dei principi che regolano il mondo fisico.

    8. La concezione cognitivista sostiene la continuit tra sviluppo cognitivo e linguistico. Si riconosce limportanza dellinterazione sociale che fornisce al bambino i contesti e lesperienza necessaria ad acquisire il linguaggio.

    9. Singoli autori propongono approcci flessibili e complessi: Karmiloff e Karmiloff-Smith (2002): meccanismi di apprendimento attinenti allambito, non specifici alla nascita ma predisposti allelaborazione di un certo tipo di input > si specializzano per stimoli linguistici Elizabeth Bates (2004): lapprendimento del linguaggio predeterminato ma si pu sviluppare solo quando siano gi state acquisite altre capacit. prerequisiti del linguaggio

    10. Capacit di base: Attenzione agli stimoli sociali (il volto e la voce) Integrazione di percezioni provenienti dai diversi organi di senso La possibilit di mappare queste esperienze sensomotorie direttamente nellorganizzazione cerebrale (aree sensoriali e motorie)

    17. Funzioni comunicative materne (Longobardi, 1992, 1995, 1996, 2006) TUTORIA 1. Ripetizioni 2. Espansioni/estensioni 3. Riformulazioni 4. Parafrasi 5. Rif. Precedente esperienza 6. Rif. Routine di gioco 7. Complimenti DIDATTICA 8. Descrizioni/dimostrazioni 9. Domande chiuse 10. Richieste di ripetizione 11. Denominazioni 12. Correzioni

    18. Funzioni Comunicative materne a 16 mesi di et del Bambino (N 16 diadi madre-bambino, osservate in ambiente familiare)

    20.

    21. Funzioni comunicative materne in ciascun contesto interattivo

    25.

    26. Prerequisiti per il linguaggio che si sviluppano, dalle abilit di base, tra 6 e 12 mesi: Attenzione condivisa (focus sullo stesso oggetto) Abilit associare suoni, gesti e significati Imitazione sofisticata

    29. Gesti deittici DARE MOSTRARE RICHIESTA RITUALIZZATA INDICARE Intenzionalit comunicativa Scopo il referente di questi elementi dato interamente dal contesto

    30. Il pi studiato lindicare, infatti un gesto universale e non viene abbandonato neanche dopo lacquisizione del linguaggio verbale. La sua comparsa avviene tra i 9 e i 13 mesi, sebbene allinizio la sua forma non sia perfetta e manchi anche una buona coordinazione con lo sguardo: Verso i 12 mesi il bambino guarda ladulto dopo aver indicato un oggetto, ma intorno ai 16 mesi indica solo dopo essersi assicurato che ladulto sia attento. Indicazione

    31. Tale gesto inoltre, pi di altri, legato al linguaggio, del quale considerato un precursore. Infatti, permette al bambino di avere un ruolo pi attivo nellinterazione ed prodotto per fare riferimento ad un oggetto/evento, funzione che verr poi assolta dal nominare la sua comparsa precoce (prima dei 12 mesi) correlata con punteggi pi elevati in un test di linguaggio a 24 mesi ed emersa una correlazione positiva tra la produzione del gesto a 12 e a 16 mesi e la comprensione linguistica e lampiezza del vocabolario a 20.

    32. Limportanza di tale gesto risiede anche nella sua duplice funzione: lindicare infatti pu essere utilizzato per richiedere un oggetto (funzione richiestiva) e per condividere lattenzione su un evento (funzione dichiarativa). Gli studi su questo tipo di gesto hanno individuato una sequenza evolutiva in cui la funzione richiestiva compare prima o contemporaneamente a quella dichiarativa, ma non dopo.

    33. Un bambino, ad esempio, pu chiedere alla madre il gioco che non riesce a prendere da solo, indicandolo ? in questo caso il bimbo si serve della madre come strumento sociale per raggiungere uno scopo, dimostrando di padroneggiare la nozione di agente e aspettandosi che lei soddisfi la sua richiesta. Nellintenzione dichiarativa invece, il piccolo si serve di un oggetto come mezzo per condividere lattenzione con laltro, ad esempio indicando un cane e alternando lo sguardo tra questo e ladulto. In questa seconda sequenza laltro non pi uno strumento ma lo scopo: il bambino gli attribuisce un stato mentale, linteresse, che cerca di influenzare.

    34. Un decalage temporale tra i due usi: Indicazione richiestiva piu precoce rispetto a quella dichiarativa: questa sembra quindi implicare capacit cognitive e relazionali piu complesse

    35. La differenza funzionale e strutturale tra le due intenzioni sostenuta sia dalle ricerche sulla comunicazione dei primati non umani: gorilla e scimpanz producono gesti comunicativi con intenzione richiestiva anche nel proprio ambiente naturale, ma mai con lintenzione dichiarativa di condividere lattenzione. che da ricerche sullo sviluppo atipico: bambini con autismo mostrano dei gravi deficit comunicativi e sociali; non sono in grado di condividere lattenzione, non usano lespressione della madre come riferimento sociale, utilizzano i gesti di contatto e meno frequentemente lindicazione per chiedere aiuto, ma non con intenzione dichiarativa.

    38. Il linguaggio si sviluppa isolatamente da altre abilit cognitive? OPPURE E possibile evidenziare elementi di continuit nello sviluppo?

    39. Tappe universali Lintenzione comunicativa emerge intorno ai 9 mesi, quando il bambino comprende il valore comunicativo di alcuni comportamenti. Le capacit cognitive alla base di questa importante acquisizione sono quelle appartenenti al quarto e quinto stadio sensomotorio: la distinzione tra mezzi e scopi, luso di strumenti per raggiungere un obiettivo e la nozione di agente, cio il riconoscere che le persone sono capaci di attivarsi autonomamente.

    40. I suoni delle parole Continuit sviluppo fonologico e lessicale pianto 3 mesi: primi suoni linguistici vocalici (sorriso sociale e giochi condivisi tra adulto e bambino) 6/7mesi: babbling reduplicato con ripetizione della sillaba CV (per litaliano): papapa; dada > 9-10 mesi: babbling variato con combinazioni pi elaborate e sillabe diverse per consonante e/o vocale: bada; babu

    41. Babbling e attivit motorie ritmiche Linizio del babbling canonico sembra legato a certe attivit ritmiche prodotte dai bambini nello stesso periodo, in particolare il battere ritmico manuale. Da uno studio di Iverson e Fagan (2004) risulta un incremento, correlato allet, nella frequenza di coordinazione tra vocalizzazioni e attivit ritmiche, in modo specifico con movimenti del braccio destro; il pattern temporale di queste attivit inoltre, sembra ricalcare quello della gestualit adulta che accompagna il discorso. La maggior parte di tali vocalizzazioni sono le ripetizioni CV tipiche del babbling reduplicato e infatti il tasso di coordinazione vocal-manuale superiore nei bambini che hanno gi iniziato a produrlo.

    42. Secondo gli autori perci, lattivit ritmica manuale pu facilitare lorganizzazione ritmica delle vocalizzazioni e quindi lemergere del babbling. Tra i 9 e i 12 mesi lassociazione tra queste due attivit stabile e perci disponibile per la produzione di gesti e parole a fini comunicativi prima forma di comunicazione attraverso i GESTI

    43. Il babbling viene perci considerato un importante indice predittivo del successivo sviluppo linguistico: la quantit di vocalizzazioni, la quantit e la qualit delle consonanti nel periodo prelinguistico sono correlate allampiezza del vocabolario, alla LME (lunghezza media dellenunciato) e allabilit di lettura.

    45. Fra 12 e 18 mesi stretti parallelismi fra le prime produzioni verbali e le produzioni non verbali: AZIONI CON OGGETTI SCHEMI DI GIOCO SIMBOLICO GESTI RAPPRESENTATIVI (o referenziali) Attraverso questi comportamenti il bambino nomina, racconta o chiede qualcosa

    46. 1) I giochi di esercizio (0-24 mesi) Coinvolgono le strutture percettive e motorie del bambino, dandogli cos la possibilit di sperimentare le capacit del proprio corpo. In questo periodo il bambino dapprima lui stesso soggetto del gioco simbolico,oppure usa oggetti reali o giocattoli molto simili agli oggetti che abituato ad usare. Determinante in questa fase limitazione 2) I giochi simbolici (2-6 anni) Questa fase implica delle capacit complesse. Il bambino diviene capace di rappresentazioni mentali di oggetti non presenti e il bambino capace di immaginare loggetto; e un oggetto o unazione possono diventare la rappresentazione di qualcos altro. Il bambino compie azioni di far finta su altri.

    47. Il gioco simbolico

    48. Il gioco simbolico influenzato da diversi fattori:

    51. Alcuni di questi gesti vengono appresi durante le interazioni con ladulto, allinterno di giochi o routines. In particolare alcuni gesti sono vere e proprie routines sociali, culturalmente definite come muovere la mano aperta per significare ciao, oppure allargare le mani con i palmi rivolti verso lalto per dire non c pi.

    52. Altri derivano dallazione del bambino sugli oggetti, azione che viene rappresentata nel gesto mimandola: ad esempio aprire e chiudere la bocca per mangiare, o portare la mano chiusa allorecchio per telefono. Nelle prime fasi, il bambino produce lo schema dazione sulloggetto dimostrando di averne colto la funzione specifica (il cucchiaio serve per mangiare e il bimbo lo porta alla bocca per mangiare/fingere di mangiare).

    53. In un secondo momento lo schema diventa gesto, quando la sua funzione diventa comunicativa e simbolica: sta per un determinato oggetto o azione decontestualizzazione La stessa decontestualizzazione che interessa la comprensione e la produzione delle prime parole.

    54. Fino ai 17 mesi parole e gesti crescono; ma secondo un principio di economia nel vocabolario: per denominare un oggetto o una persona il bambino utilizza o il gesto o la parola, non entrambi es. PALLA parola TELEFONO gesto

    55. Gradualit nella conoscenza dei significati: Schemi di azione (uso appropriato del cucchiaio) > gesti rappresentativi (finge di portare un cucchiaio immaginario alla bocca) > parole rappresentative (dice cucchiaio) Correlazione positiva e corrispondenza di significati tra parole comprese e gesti- azioni prodotti.

    56. Decontestualizzazione delle parole: Uso legato al contesto di attivit: prime espressioni accompagnano gli schemi dazione (es. dice palla mentre fa rimbalzare la palla). Uso per anticipare o ricordare gli schemi dazione (es. palla un attimo prima di prendere la palla). Uso referenziale per categorizzare nuovi oggetti e eventi (es. palla anche quando non presente ma il bambino la cerca).

    57. Stesso processo avviene nella comprensione Come? Acquisisce la capacit rappresentativa La comunicazione, che organizzata secondo format contestualizzati e altamente ritualizzati, permette al bambino di imparare ad attribuire attivamente un significato alle azioni ed espressioni materne e a produrre segnali stabili e condivisi.

    58. GESTI E PAROLE FRA 8 E 18 MESI ll primo repertorio comunicativo dei bambini comprende elementi vocali e elementi gestuali Legami con la funzione simbolica, le azioni con gli oggetti, le routines con ladulto La comprensione del linguaggio precede la produzione Limitazione e il contesto hanno un ruolo fondamentale GRANDI DIFFERENZE INDIVIDUALI

    60. Schema di osservazione per i bambini tra i 9 e i 12 mesi (di Letizia e Sabbadini; in Caselli e Capirci, 2002) E uno schema di facile applicazione e utilizzabile come primo filtro di osservazione del bambino in un contesto ecologico di interazione

    61. Schema di osservazione

    62. Nel secondo anno di vita (12 - 18 mesi), non sembra esserci una netta distinzione tra gesti e parole: ll primo repertorio comunicativo dei bambini comprende elementi vocali e elementi gestuali: Questo periodo stato definito da alcuni "bimodale" (Abrahamsen, 2000)

    63. Prime parole. Comprensione e produzione Lo sfasamento temporale tra comprensione e produzione lessicale caratterizza le prime fasi dello sviluppo linguistico. Asincronia tra sviluppo PERCETTIVO (riconoscimento) e ARTICOLATORIO: articolazione di uno specifico suono programmazione ed esecuzione di una specifica sequenza di schemi articolatori

    64. ? Nelle prime fasi dello sviluppo linguistico le parole dei bambini sono solo unapprossimazione del modello adulto: Es. acqua? apua, bumba, uaua biscotti?cotti, totti, testa?etta bimbi ?ibbi

    65. Lacquisizione di parole nuove stimola lo sviluppo fonologico: si costruisce un ampio repertorio di suoni, si programmano e si differenziano nuovi gesti articolatori. Influenza inversa: capacit fonologiche condizionano il tipo di parole da apprendere.

    66. Il ruolo del gesto nella transizione dal periodo olofrastico alle prime combinazioni di pi parole Iverson, Capirci e Caselli, 1994; Capirci, Iverson, Pizzuto e Volterra, 1996; Morford e Goldin-Meadow, 1992; Butcher e Goldin-Meadow, 2000 Ce una continuit tra l'uso di un sistema di comunicazione preverbale e il successivo sviluppo di forme linguistiche? e in particolare: Ce una continuit tra la combinazione precoce di gesto e parola e la successiva combinazione di due parole?

    67. 12 bambini italiani osservati in due momenti dello sviluppo a 16 e a 20 mesi: gesti deittici (soprattutto lINDICAZIONE) gesti rappresentativi (ad es. convenzionali -CIAO, NO-; iconici -AEREO, PESCE) A 16 mesi circa la met dei bambini producono pi gesti che parole, gli altri mostrano il profilo opposto ( repertorio vs uso ) a 20 mesi la produzione complessiva di gesti diminuisce proporzionalmente all esplosione del vocabolario vocale

    69. LA CAPACITA COMBINATORIALE Classificazione delle combinazioni Rispetto alla modalit: CM: cross-modali (gesto/parola) UM: uni-modali (parola/parola o gesto/gesto)

    70. Rispetto al contenuto: a) equivalenti quando i due elementi hanno un significato analogo: CM: ciao/CIAO (luno rinforza laltro) b) complementari se uno dei due elementi specifica o disambigua laltro: CM: fiore/INDICA il fiore UMv: etto fioe UMg: INDICA il pesce/PESCE c) supplementari se i due elementi hanno significati diversi e luno aggiunge informazione rispetto allaltro: CM: nanna/INDICA un piccione UMv: pappa pi UMg: INDICA pappa/BUONA

    71. A 16 mesi Soprattutto combinazioni cross-modali equivalenti complementari

    72. Alcuni bambini producevano combinazioni cross-modali supplementari ma non combinazioni di parole Tutti i bambini che producevano combinazioni di parole, producevano anche combinazioni cross-modali supplementari Il numero di gesti (deittici e referenziali) e di combinazioni gesto-parola prodotti a 16 mesi correlato con il numero di parole prodotte a 20 mesi Anche in un periodo successivo i gesti continuano a venir utilizzati : l'uso dei gesti persiste anche in fasi dello sviluppo in cui il bambino sarebbe effettivamente in grado di produrre una risposta verbale

    73. Pertanto la modalit gestuale nello sviluppo normale sembra avere la funzione di aiutare il bambino a comunicare idee e concetti che non ancora in grado di esprimere verbalmente, accompagnando gli enunciati vocali allo scopo di rinforzarne o completarne il significato.

    76. Riassumendo: I bambini nelle prime fasi dello sviluppo comunicativo, utilizzano in modo molto evidente le opportunit offerte dalla modalit gestuale a scopi comunicativi A circa un anno di et esiste nei bambini una sorta di equipotenzialit tra la modalit vocale e gestuale Progressivamente i bambini usano sempre di pi la modalit vocale (soprattutto nella combinazioni di due parole) La modalit gestuale nello sviluppo sembra avere la funzione di aiutare il bambino udente a comunicare idee e concetti che non ancora in grado di esprimere verbalmente, accompagnando gli enunciati vocali allo scopo di rinforzare o completare il significato.

    77. 1. I gesti prodotti insieme a vocalizzi o parole e da sguardo rivolto allinterlocutore 2. Forti correlazioni tra parole comprese e gesti prodotti 3. I significati compresi sono prodotti nella modalit non verbale 4. Graduale processo di decontestualizzazione

    78. Conclusione