1 / 33

SOCIOLOGIA

CAP. 12. SOCIOLOGIA. STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE. 2. il 12° capitolo. CLASSI SOCIALI aperte/chiuse. STRATIFICAZIONE DIFFERENZIAZIONE. TEORICI E TEORIE. GENERE. REDDITO. OCCUPAZIONE. APP. ETNICA. ISTRUZIONE. RICCHEZZA.

yul
Download Presentation

SOCIOLOGIA

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. CAP. 12 SOCIOLOGIA STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE

  2. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE 2 il 12° capitolo CLASSI SOCIALI aperte/chiuse STRATIFICAZIONE DIFFERENZIAZIONE TEORICI E TEORIE GENERE REDDITO OCCUPAZIONE APP. ETNICA ISTRUZIONE RICCHEZZA ETA’ POVERTA’ PRESTIGIO MOBILITA’ SOCIALE FATTORI DIFFERENZIAZIONE TIPOLOGIE NAZIONALI

  3. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE 3 SOCIALI personali STRATIFICAZIONI SOCIALI personali DIFFERENZIAZIONI SOCIALI personali DISUGUAGLIANZE REDDITO POTERE ISTRUZIONE MALATTIE MORTALITA ABITAZIONE OCCUPAZIONE MORTALITA

  4. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 4 OGNI SOCIETA HA FORME DI INEGUAGLIANZA sistema per cui la società elenca delle categorie di persone in una gerarchia STRATIFICAZIONE SOCIALE • è una caratteristica della società, e non solo un riflesso delle differenze individuali • persiste per generazioni; per la maggior parte della gente la posizione sociale rimane la stessa per tutta la vita • è universale ma variabile (che cosa è ineguale e come lo è varia da una società all’altra • non riguarda solo la disuguaglianza ma anche i valori (non cambia solo che cosa è diverso o disuguale, ma anche perché le persone sono in una situazione di disuguaglianza)

  5. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 5 SISTEMA CHIUSO SISTEMA APERTO maggiori scambi di posizione pochi scambi di posizione SISTEMI DI CLASSE SISTEMI DI CASTA gerarchia di fatto (uguale status giuridico x tutti) gerarchia di diritto (gerarchia di status giuridici) CLASSE CASTA lo STATUS ( in parte) acquisito lo STATUS è ascritto all’interno di ciascun strato gli individui condividono le stesse OPPORTUNITA’ di vita, cioè le probabilità di avvalersi delle opportunità che la società offre

  6. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 6 stratificazione sociale basata sull’ascrizione la nascita determina il destino degli individui con pochissima o nessuna possibilità di cambiarlo mediante lo sforzo individuale LA GERARCHIA E’ BASATA SU VALORI RELIGIOSI CASTA Tipica in economie agricole I - quattro principali caste: sacerdoti e teologi guerrieri agricoltori e commercianti artigiani, operai e domestici i paria, o impuri, o intoccabili INDIA INIZIAZIONE INDUISTA

  7. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 7 II - matrimonio le persone si sposano con altre dellon stesso livello per poterlo tramandare (ENDOGAMIA) III - cultura il sistema delle caste conforma anche le credenze (tradizione Hindu: ci si basa su una doveri morali) IV - relazioni sociali le caste influenzano i rapporti quotidiani, poiché impongono alle persone di stare coi propri simili INDIA LEGALMENTE ABOLITE NEL 1947 (lo spirito di casta non è sparito del tutto) fra i sistemi chiusi vi sono anche le società fondate sugli ordini basati su stima, onore, dignità legate alle diverse funzioni sociali con una certa forma di mobilità sociale (tipico esempio fu quello dell’Ancien Régime francese)

  8. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 8 il sistema di stratificazioni in classi apparve dopo la rivoluzione industriale CLASSE • con identico status giuridico • con stessi diritti e obblighi • MA CON DIVERSA DISPONIBILITA’ DI MEZZI economici e culturali • con gerarchia fondata di fatto su attività economica (posto occupato nel sistema economico, e reddito e ricchezza che ne derivano) • che si traduce in differenze nell’accesso ai beni, nello stile di vita, nei comportamenti culturali SISTEMA TIPICO DELLE SOCIETA’ FONDATE SU LIBERTA E UGUAGL. DI FRONTE ALLA LEGGE gruppi sociali aperti, con confini genericamente definiti e facilmente superabili, con mobilità sociale, senza alcun status ascritto, e posizioni modificabili CLASSI

  9. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 9 CLASSE non è il risultato di correlazioni statistiche è un insieme vissuto di esperienze cioè il sentimento di sentirsi INCLUSI ESCLUSI POTENTI DEBOLI RISPETTATI NON RISPETTATI dagli altri SUPERIORI INFERIORI FUORI POSTO (dati statistici sugli individui considerano anche sesso e età) (un tempo si pensava che le donne prendevano lo status sociale del marito se sposate o del padre se nubili) SE UNA SOCIETA SENZA CLASSI E’ STATA RAGGIUNTA PERCHE’ NE DOBBIAMO PARLARE? CI STIAMO AVVICINANDO A UNA SOCIETA SENZA CLASSI ? DOVE LA CLASSE NON FA PARTE DELL'ESPERIENZA QUOTIDIANA ?

  10. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 10 CLASSE l'identità del sè è il filo conduttore del vissuto di esperienze alcune azioni esprimono un'identità di classe, altre no vi sono azioni influenzate al genere, dall’età, dall’etnico quali sono gli effetti del trovarsi in una certa classificazione economica o sociale? quali sono le esperienze delle persone e le identità che derivano da quella classificazione? • TIPI DI CLASSIFICAZIONE e relative STRATIFICAZIONI • sono interessanti: • classe, occupazione, identità • genere, identità e differenziazione • posizione etnica, identità e differenziazione • differenziazione di età 4

  11. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 11 sono connesse alla posizione che le persone occupano nella struttura economica e al modoin cui questa struttura è stratificata LE TEORIE SULLA CLASSE il + importante K. MARX “Nella produzione sociale che gli uomini conducono, entrano in determinati rapporti indispensabili e non dipendenti dalla loro volontà (…) il modo di produzione della vita materiale determina il carattere generale dei processi sociali, politici e spirituali della vita: non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma, al contrario, è il loro essere sociale che determina la loro coscienza” MARX riconobbe che non vi erano solo due classi c’erano anche le classi medie LA BORGHESIA proprietari dei mezzi di produzione PROLETARI proprietari della sola forza-lavoro ANTAGONISTI

  12. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 12 LE TEORIE SULLA CLASSE il + importante K. MARX IL MODELLO SOVRASTRUTTURA istituzionali ideologiche RAPPORTI DI PRODUZIONE classi antagoniste ripartizione della proprietà dei mezzi di produzione FORZE PRODUTTIVE condizioni naturali, sviluppo tecnico, divisione del lavoro CLASSE IN SE’ non ha coscienza della propria appartenenza CLASSE PER SE’ ha coscienza della propria appartenenza “Si dovrebbe sempre distinguere tra la trasformazione materiale delle condizioni economiche di produzione e la trasformazione legale, politica religiosa, estetica, o filosofica; in pratica le forme ideologiche della consapevolezza del conflitto”

  13. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 13 LE TEORIE SULLO STATUS “Marx ha ragione, ma l’abbattimento del sistema di classe è semplicistico pensare che sia inevitabile” (Max Weber) il + affascinante MAX WEBER l’analisi delle classi è più complessa ed è importante lo status o prestigio dell’individuo CLASSE STATUS POTERE ORDINE economico sociale politico INDIVIDUO - accesso ai beni - origine competizione - situazione di mercato - istruzione per controllare - prestigio lo Stato GRUPPI - proprietà monopoli di diritto partiti politici - qualità del servizio o di fatto FUNZIONAMENTO opposizioni e lotte inclusione interessi esclusione e principi

  14. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 14 LE TEORIE SULLO STATUS il + affascinante MAX WEBER I rapporti che gli individui intrattengono l’uno con l’altro sono influenzati dal loro status • la classe è una comunità? NO • ma è una base per l’azione comune • parliamo di classe: • un certo numero di persone hanno in comune uno specifico componente causale delle loro possibilità di vita • questo componente è rappresentato esclusivamente da interessi economici nel possesso di merci e opportunità di reddito • questo componente è rappresentato da una necessità o dal mercato del lavoro PROPRIETA e mancanza di proprietà sono le categorie base di tutte le situazioni

  15. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 15 LE TEORIE SULLO STATUS i gruppi dello status sociale sono delle COMUNITA’ il + affascinante MAX WEBER quando le persone parlano e discutono liberamente tra loro, e si mescolano da uguali in tutte le situazioni sociali, allora sono una vera COMUNITA’ CRUCIALI sono le PERCEZIONI DI SE’ che le persone hanno il PRESTIGIO di STATUS è uno specifico stile di vita atteso da tutti coloro che desiderano appartenere a un certo gruppo Per Weber il concetto di attore sociale è vicino al concetto di IDENTITA’, che ha significato perché è base per l’azione sociale “le CLASSI sono stratificate secondo i rapporti con la produzione di merci, i GRUPPI DI STATUS sono stratificati secondo i principi del consumo di merci, secondo gli stili di vita” (M.Weber)

  16. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 16 K. MARX e M. WEBER (conflitto > < stabilità) teorizzarono in epoche di forti cambiamenti e di società alle prese con conflitti sociali LE TEORIE FUNZIONALI GERMANIA EUROPA U.S.A. • NEGLI STATI UNITI D’AMERICA • c’erano state lotte di classe (1900-1930) • si temeva proseguissero • la società era prospera e stabile • con ottimismo ed espansione economica • i dibatti marxisti su stratificazione inadatti • il dibattito sociologico si centrò su: # tutte le società hanno una qualche forma di differenziazione # la stratificazione forse ha una funzione nel far sì che le società funzionino

  17. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 17 LE TEORIE FUNZIONALI TALCOTT PARSONS si rifa a Weber e il suo lavoro è tutto centrato su l’individuo e la sua azione il + rilevante T.PARSONS PARSONS dominerà la sociologia americana negli anni ‘40 - ‘60 • l’attore sociale è socializzato a dare valori diversi alle attività • questa valutazione differenziale porta a risultati differenziali • dunque un sistema di valori porta a una stratificazione sociale • la STRUTTURA DI VALORI della società è la giustificazione del risultato differenziale (della stratificazione) • senza adeguati compensi le diverse posizioni sociali non possono attirare soggetti in modo adeguato all’efficaciente funzionamento della società > tutte le società si orienteranno verso un funzionamento efficiente per garantirsi la sopravvivenza > per garantire tale efficienza alcune posizioni devono essere ben ricompensate per addestrare e motivare le persone a gestire con efficienza e con coscienza K.DAVIS W.MOORE specificano

  18. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 18 ANTI FUNZIONALISMO M. TUMIN pubblica una FORTE CRITICA al funzionalismo, e ne rifiuta l’approccio M.TUMIN • non si può misurare una posizione sociale dalla quantità di ricompense che le competono • il modello di Parsons dà per scontato che i talenti (che servono a guidare con efficienza la società) siano pochi e invece così non è (basti osservare la crescita di laureati) • l’addestramento (a gestire) è più piacevole di altre attività • in generale le persone vengono escluse dall’addestramento • più una società è stratificata in modo rigido, meno riconosce il talento di persone i cui genitori sono in posizioni basse; l’intera struttura sociale diventa una PROFEZIA CHE SI AUTOADEMPIE il problema della stratificazione sociale è stato uno dei temi più analizzati e discussi dai sociologi, e variegate sono le posizioni

  19. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - L’organizzazione della disuguaglianza 19 ALTRE POSIZIONI SOCIOLOGICHE entro le classi medie vi sono due gruppi • CLASSI MEDIE TRADIZIONALI (professioni indipendenti = piccola borghesia) • NUOVE CLASSI MEDIE (lavoratori dipendenti in posizione intermedia tra quadri superiori e operai, tipici del moderno capitalismo) N.POULANTZAS • analizza le classi medie: i “colletti bianchi” e ne prevede la crescita nel postindustriale C.W.MILLS • più che di classi medie parla di: • “piccola borghesia” in declino • “piccola borghesia” esecutiva • “nuova piccola borghesia” che si distingue per consumo culturale vicino a quello della cultura dominante BOURDIEU scompone: 1-capitale economico 2-capitale culturale (la conoscenza) 3-capitale sociale (le relazioni) P. BOURDIEU D. RIESMAN • i valori classi medie americane determinati da giudizi e cultura delle altre classi

  20. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Differenziazione di genere e stratificazione sociale 20 quella di genere è la prima differenziazione che scopriamo # differenze di genere erano percepite come naturali # differenze di genere non erano d’interesse sociologico # il fatto che a tutte le età le donne muoiono meno degli uomini sembra confermare che sia un fatto biologico # i sociobiologi (evoluzionisti) propongono l’idea di una predisposizione verso certi comportamenti, ma appare significativo che hanno poco attenzione sulle enormi variazioni tra le società umane rispetto al genere STUDI SUL GENERE SONO STATI FATTI DAL FEMMINISMO • movimento femminista nasce a metà sec. XIX per uguaglianza sociale e politica nei diritti di matrimonio e divorzio e nei diritti ereditari e di proprietà • nel novecento il movimento punta a pari diritti politico elettorali • negli anni ‘60-’70 rilancio del movimento dopo successi della rivendicazione dei diritti civili per i neri americani TRE GRANDI TIPI DI FEMMINISMO liberale, marxista, radicale

  21. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Differenziazione di genere e stratificazione sociale 21 MOVIMENTO FEMMINISTA • mettere in discussione immagine che gli uomini hanno delle donne • scoprire la natura dei rapporti di potere tra uomini e donne • rendere più eguali i risultati dei processi sociali tra uomini e donne MOVIMENTO FEMMINISTA LIBERALE è basato su ideali dell’eguaglianza dei diritti e delle opportunità in tutti gli ambiti istituzionali e lageli; soprattutto basato sul principio della libera scelta (fu anche deriso) MOVIMENTO FEMMINISTA MARXISTA intende evidenziare i problemi delle donne entro il sistema capitalistico della produzione e della riproduzione sociale il problema dei rapporti di potere tra uomini e donne è un sottoinsieme dei più vasti rapporti di potere capitalistici (orientamento “monosistema) o serve una NUOVA TEORIA sul maschilismo (orientamento “doppio sistema”) ? MOVIMENTO FEMMINISTA RADICALE ha come riferimento base il “patriarcato” (forma di dominanza maschile in qualsiasi rapporto) anche noto in Italia col nome di “maschilismo” ; gli uomini tendono a dominare con il controllo della ideologia e la produzione di idee; le donne hanno in comune molte cose, una distinta cultura, sessualità e soggettività; le sue idee provocò shock, utile per incrementare forti organizzazioni femministe

  22. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Differenziazione di genere e stratificazione sociale 22 LEI INTERAZIONI DI GENERE E CLASSE LUI anche il patriarcato / maschilismo è una gerarchia, a due strati l’immagine di sé dei lavoratori e dei datori di lavoro è che uomini e donne occupano posizioni differenti nella struttura occupazionale 16 anni vuol fare segretario 16 anni vuol fare idraulico quando le occupazioni femminili sono progettate contro un sistema sviluppato principalmente per gli uomini, la struttura di classe può risultare molto distorta MASCHIFEMMINE professionisti quadri intermedi specializzati non manuali specializzati manuali semi specializzati non specializzati uomini e donne si trovano in strutture di classe differenti - le donne hanno ancora lavori meno pagati rispetto agli uomini e sono concentrate in poche attività tradizionali

  23. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Appartenenza etnica e stratificazione sociale 23 tanto per chiarire APPARTENENZA ETNICA RAZZA da un punto di vista biologico esiste una sola razza ma ci sono molti differenti tipi razziali legati ad aspetti fisici (psicologicamente, culturalmente, socialmente non vi sono differenze dovute al dato biologico) APPARTENENZA ETNICA si riferisce a comportamenti culturali appresi e alle identità culturali acquisite MINORANZA ETNICA un gruppo i cui membri vedono se stessi come soggetti che condividono determinate caratteristiche culturali (linguaggio, religione, valori familiari, ecc.) che li distinguono dalla gran parte della popolazione (per es.: i romagnoli rispetto a italiani) NAZIONALITA comprende idee di nazione e di nazionalismo; la cittadinanza è diversa dalla nazionalità ed è concetto legale legato allo Stato

  24. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Appartenenza etnica e stratificazione sociale 24 APPARTENENZA ETNICA in Gran Bretagna c’è l’abitudine ad auto-identificare la propria “origine etnica” è corretto ? SI ! si tratta di dire la propria “parentela culturale” MINORANZA ETNICA MAGGIORANZA ETNICA sono raggruppamenti NON gerarchizzati / stratificati si riferisce al MODO con cui vengono TRATTATI i vari gruppi etnici E si implica una STRATIFICAZIONE RAZZISMO i governi di alcuni paesi hanno a volte considerato le minoranze etniche come un problema restringendo l’immigrazione i sociologi sanno bene che è un grave errore storico-strategico infatti gli immigrati tendenzialmente sono tra i più vigorosi, ambiziosi e vocati al successo

  25. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Età e stratificazione sociale 25 l’età, come il genere, è una categoria sociale che ci appartiene e che consideriamo naturale ma anche per l’età… i riti di passaggio per esempio… più frequenti nel passato, permangono anche oggi l'imprinting culturale gli eventi sociali hanno più impatto dai 15-25 anni che in qualsiasi altra decadee della vita memoria storica LAVORO bambino scolaro apprendista lavoratore pensionato FAMIGLIA bambino giovane sposato spos.+figli vedovo le esperienze di vita possono durare facilmente sino a tre generazioni, e la memoria storica è una dimensione che si tramanda generazionalmente sono tipici della vita di ciascuno, e anche diversi STADI DI VITA

  26. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Età e stratificazione sociale 26 due sono particolarmente importanti per i sociologi: >giovinezza > vecchiaia STADI DI VITA CITTADINANZA essere considerati membri di una società a pieno diritto con uguali diritti e obblighi rispetto a tutti gli altri in grado di ricoprire un ruolo completo nella società (essere considerato cittadino implica obblighi da parte della società) • giovinezza come fascia di acquisizione di diritti • non esiste età magica x acquisizione di tutti i diritti • età di acquisizione dei diritti: tendenza a diminuire • il periodo in cui si è “giovane”: + esteso e indefinito • crescente incertezza su diritti/doveri dei giovani • periodo benessere: nasce cultura giovanile (leisure) con relativa segregazione rispetto ad adulti • periodo scolastico? una sorta di moratoria CITTADINANZA E GIOVINEZZA

  27. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Età e stratificazione sociale 27 due sono particolarmente importanti per i sociologi: >giovinezza > vecchiaia STADI DI VITA • invecchiamento? progressivo ritiro dalla vita sociale • spesso ciò è + vero x uomini che x donne • finisce il lavoro, altra attività altra identità ? • per anziani sempre più difficile essere attivi lavoratori • ritiro da vita attiva visto = perdita cittadinanza • molti anziani rifiutano identità di “vecchi” • sviluppo coscienza (anche politica) condizione anziana più forte in USA che in Europa CITTADINANZA ED ETA' ANZIANA infanzia, adolescenza, ecc. tipici società industriali moderne sono categorie storiche socialmente costruite IN OCCIDENTE a ciascuna età corrispondono status e ruoli sociali adolescenza? Dopo II.a guerra mondiale, origine USA STADI DI VITA classi d'età limiti istituzionali definiti dall’autorità, che inducono credenza che esistano realmente delle classi d’età

  28. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Mobilità sociale e formazione della stratificazione 28 MOBILITA’ SOCIALE il cambiamento di posizione sociale di una singola persona (individuale) di un gruppo (collettiva) entro una società gerarchizzata MOBILITA’ in senso lato: cambiamenti o geografici (non cambia posizione gerarchica) MOBILITA’ in senso stretto: cambiamento di status sociale MOBILITA’ VERTICALE: da alto in basso e viceversa MOBILITA’ ORIZZONTALE: entro stesso “strato” MOBILITA’ ASCENDENTE verso l’alto della gerarchia MOBILITA’ DISCENDENTE verso il basso d. gerarchia MOBILITA’ INTRAGENERAZIONALE entro stessa generazione MOBILITA’ INTERGENERAZIONALE fra padri e figli MOBILITA’ STRUTTURALE o lorda deriva da sistema occupazionale MOBILITA’ NON STRUTTURALE o netta deriva da volontà dei singoli, + rara

  29. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Mobilità sociale e formazione della stratificazione 29 • la mobilità produce due EFFETTI simultanei • STABILIZZATORE gli individui sapendo della possibile ascesa non mettono in discussione l’ordine sociale • DI INDEBOLIMENTO delle norme e dei valori poiché la mobilità provoca un certo numero di rotture negli atteggiamenti e comportamenti tradizionali SOROKIN MERTON • un effetto negativo della mobilità è la FRUSTRAZIONE (divario fra possibilità ideali e possibilità reali) ANDERSON • nelle società industriali il livello di istruzione NON influenza le possibilità di mobilità BOUDON • partendo da Anderson rileva che l’aumento del livello di istruzione, in caso di stagnazione occupazionale, può condurre a una mobilità discendente • analogamente la domanda diffusa di istruzione porta a una svalutazione dei titoli

  30. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Alcune tipologie riguardo all’analisi delle classi e alla stratificazione 30 # c’è una classificazione ufficiale statistica basata su SEI specializzazioni e qualifiche occupazionali # D. GLASS tentò una sistemazione di classe e misura mobilità confermò che la mobilità era in gran parte di piccolo raggio in tutte le classi (ma gran parte dei dati erano su uomini) # GOLDTHORPE e altri dopo vari tentativi concepirono un sistema a 36 CATEGORIE, poi trasformato in un sistema a 7 CLASSI Gran Bretagna # L.WARNER e altri cercò di classificare secondo il prestigio oltre che su base economica; ne uscirono 6 CLASSI, uppers- -uppers, lower-uppers, upper-middles, average-middles, working class, lower class, U.S.A. # molto usati approcci empirici, statistici, basati su categorie socio-professionali (aspetti oggettivi e soggettivi): 9 gruppi; fu rimpiazzato da un sistema a 8 gruppi FRA NCIA

  31. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Alcune tipologie riguardo all’analisi delle classi e alla stratificazione 31 ITA LIA # non esiste una classificazione unitaria delle categorie # SYLOS LABINI cercò di misurare la produzione di reddito pur tenendo conto anche delle condizioni culturali: 1) BORGHESIA (grandi proprietari, imprenditori, alti dirigenti, alti profess.ti 2) CLASSI MEDIE (piccola borghesia impiegatizia, p.b. autonoma, e altre categorie particolari come i preti, i militari, ecc. 3) CLASSE OPERAIA che riceve il salario, entro la quale sta anche il sottoproletariato con attività precarie o illecite ne deriva un netto calo delle categorie agricole e crescita impiegatizia e operaia # M. PACI propose modello diverso con 4 SETTORI descrittivo della struttura A) area produttiva-garantita (alto grado inclusione nel sistema) (settore centrale della produzione capitalistica: borghesia ind.le e classe operaia) B) area riproduttiva-garantita (alto grado inclusione nel sistema) (soggetti inseriti negli apparati statali e servizi pubblici funzionali a riprodurre forza lavoro) C) area produttiva-non garantita (basso grado inclusione nel sistema) (settore dell’economia diffusa o informale, piccola impresa) D) area riproduttiva-non garantita (basso grado inclusione nel sistema) (individui appartenenti a forme di economia marginale o di sussistenza)

  32. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Reddito e ricchezza 32 il potere è una dimensione dei rapporti fra le persone LA DISPARITA NELLA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO E’ UN RISULTATO DELLA DISUGUALE DISTRIBUZIONE DEL POTERE REDDITO flusso di denaro, o di beni, e di servizi verso un individuo riserva di beni, proprietà, denaro o altre attività che possono essere convertite in denaro, beni o proprietà RICCHEZZA • nell’assegnare a un individuo, o a una famiglia, il reddito e la ricchezza, per convenzione • > vengono ignorati altri flussi di opportunità goduti in comune con altri, ad esempio: • la difesa, gli ospedali, i musei d’arte, le scuole e le università • diviene difficile a volte l’assegnazione personale perché, per esempio, su una casa uno può avere un reddito teorico (se ci abita), un reddito equivalente (se l’affitta) ciò dimostra come sia difficile a volte la rilevazione > esiste inoltre un capitale culturale che è una forma di ricchezza trasformabile in reddito > esistono infine dei fringe benefits che il datore di lavoro può riconoscere al lavoratore

  33. CAP. 12 - STRATIFICAZIONE E DIFFERENZIAZIONE - Reddito e ricchezza 33 C’E’ UNA CORRELAZIONE DIRETTA TRA CLASSE, OCCUPAZIONE, REDDITO in Italia le differenze economiche e sociali fra gruppi sono forti A B C Imprenditori e liberi professionisti 48,5 289 79,5 Dirigenti 40,3 118 79,5 Impiegati 27,5 69 65,0 Artigiani e commercianti 28,5 165 30,0 Coltivatori diretti 28,5 165 11,6 Operai 20,8 41 19,6 Salariati agricoli 20,8 41 3,3 (1992) A = reddito medio annuo familiare, in milioni di lire, secondo professione del capofamiglia B = ricchezza reale netta, in milioni di lire, secondo professione del capofamiglia C = percentuale di laureati e diplomati secondo la professione del padre NOTA: per conseguire e mantenere la posizione sociale i ceti medi impiegatizi fanno ricorso sull’istruzione dei figli, artigiani e commercianti sul patrimonio familiare

More Related