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Paura della Recessione?

Paura della Recessione?. Certamente non siamo fatti per soffrire, tutti tendiamo alla felicità.

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Paura della Recessione?

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Presentation Transcript


  1. Paura della Recessione? • Certamente non siamo fatti per soffrire, tutti tendiamo alla felicità. • Il timore di non star bene, di privarci di qualcosa, è un sentimento profondamente radicato in noi, per questo ci rifiutiamo di parlare di DECRESCITA; la nostra prima reazione di fronte a qualcosa che ci costa una rinuncia è il rifiuto. • Abbiamo lo sguardo fisso alle merci (ex beni materiali) sui quali ci lanciamo a capofitto, con desiderio spasmodico di possesso, come se fossero l’unica cosa utile alla felicità. Cerchiamo soddisfazione nelle merci per il conseguente oblio per poter dimenticare tutto ciò che (anche lontanamente) ci potrebbe far soffrire. • L’ideologia edonista, per il quale il fine ultimo è il piacere, (quello della crescita senza limiti del PIL) ha permeato il nostro stile di vita, rendendolo l’unico modello possibile e desiderabile (cosa che è ormai diffusa anche nei paesi più poveri).

  2. Schiavi delle Merci • Come possiamo condividere le scelte di chi ci governa (destra o sinistra indifferentemente) se l’unico obiettivo di questi è quello di farci diventare schiavi della crescita del PIL? E quindi del consumo esasperato di merci? Di quale libertà ci stanno parlando? • Il possesso delle merci (ex beni materiali) non può mai rappresentare il fine ultimo dell’uomo. • L’uso di queste ed il loro perfezionamento deve essere sempre e soltanto al servizio della dignità della persona e non della sua mercificazione.

  3. L’Uomo e il PIL 500-1000 Medioevo 1700 Fisiocrazia 1800 Utilitarismo 1900 Tecnocrazia 2000 Globalizzaz. 1500 America Uomo Centrale Uomo Mercantile Valore dell’Uomo Uomo Interessante Uomo Utile Uomo merce Uomo dannoso Relativismo dell’Economia L’Economia è mezzo. L’Economia a servizio dell’Uomo. L’Economia è il fine. L’Uomo a servizio dell’Economia.

  4. LA CRISI FINANZIARIA ATTUALE E’ LA SINTESI DEL DECADIMENTO DELLA CENTRALITA’ DELL’UOMO E DELLA RELATIVIZZAZIONE DELLA MORALE.

  5. L’origine del disastro • “ Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla della pienezza del cuore”. San Luca – cap. 6 versetti 43-49 • cioè: noi diciamo, noi decidiamo, noi siamo – per gli altri - quello che è il nostro cuore; quello di cui è pieno il nostro cuore. Il risultato della vita che viviamo su questa Terra è frutto di quello di cui è pieno il nostro cuore.

  6. Alcune delle scelte di 30 anni fa (che molti ancora oggi condividono) che hanno determinano l’attuale crisi: • INSOSTENIBILITA’ DELLE NASCITE. • RUOLO DELLA DONNA (fotocopia dell’uomo). • BISOGNI IMPOSTI (false necessità, ecc) • INUTILITA’ DELLA FAMIGLIA.

  7. Effetti delle scelte a favore della “crescita” come Fine Ultimo Consumi: PIL Costi fissi: Pensioni e Sanità Risparmi ed attività finanziarie Contribuzioni Nascite

  8. Altre SOLUZIONI “CREATIVE” alla crescita del PIL Impresa più competitiva: - Riduzione dei costi di produzione: TRASFERIMENTO IN ASIA DELLE PRODUZIONI LOW COST (con la conseguente creazione di ricchezza per i paesi asiatici) - Eliminazioni degli stadi intermedi nei processi di business: CREAZIONE DELLA NEW ECONOMY (con il conseguente fallimento in borsa) Invenzione di PIL artificiale: - Mutui

  9. due modi di concepire la nostra vita: - padroni: curanti solo di dare agio alla nostra comodità, al nostro egoismo, e ad ogni tipo di capriccio; - amministratori: che hanno cura responsabile dei beni ricevuti con la capacità di dar conto agli altri ed alle generazioni che verranno. • Nel primo caso non dobbiamo dar conto a nessuno (distruggiamo, usiamo, sperperiamo, ecc) • nel secondo invece qualcuno si aspetta da noi qualcosa: non solo che il capitale consegnatoci non si depauperi, ma che si accresca, cioè che porti utili. E che questi profitti possano essere utili anche per gli altri.

  10. Verso il BIL • Necessitano “provvedimenti coraggiosi”, primo fra tutti: “eliminare le ragioni che impediscono un rispetto autentico della dignità della persona”. Il mondo dispone di mezzi e risorse utili a soddisfare i bisogni di tutti, ma la tendenza al consumismo e “la mancanza di una volontà decisa per concludere gli egoismi di stati e di gruppi di paesi, o ancora per mettere fine a quella ‘speculazione sfrenata’ che condiziona i meccanismi dei prezzi e dei consumi” contribuiscono sempre più alla squilibrio fra i Paesi. • Concorrono alla scorretta ripartizione alimentare anche “l’assenza di un’amministrazione corretta delle risorse alimentari causata dalla corruzione della vita pubblica o gli investimenti crescenti in armamenti e in tecnologie militari sofisticate fino al detrimento dei bisogni primari delle persone”. • E’ necessario riconoscere il valore della persona umana, “a partire dal fondamento della vita familiare” come primo luogo in cui sperimentare il senso di solidarietà e di condivisione, per poter creare relazioni fra i popoli basate sullo scambio di conoscenze e valori, di rispetto e reciproco sostegno. PAPA Benedetto XVI lettera alla Fao il 16 ottobre 2008

  11. Dati recenti • +4,9% aumento della produzione alimentare nel 2008 pari a 2.232 milioni di tonnellate • 923 milioni: persone denutrite +75 milioni rispetto al 2007 • 100 milioni di poveri in più dall’inizio dell’anno La maggior parte in Africa • 607 milioni di dollari: fuga di capitali dai 40 Paesi dell’Africa subsahariana (1970-2004) • Somalia: 43% della popolazione non ha mezzi di sussistenza 3,25 milioni di persone Fonte:Avvenire 17 ottobre 2008

  12. Cambiamo stile di vita • Solo uno stile di vita in cui primeggiano la sobrietà e/o meglio la temperanza ci consentiranno di dare alle merci il loro giusto peso e ruolo nella nostra vita. • Perché non riusciamo a cambiare stile di vita. Aspettiamo che cambino le leggi del mercato e dello stato? Aspettiamo una grande recessione e qualche nuova e rivoluzionaria finanziaria emanata dal governo centrale? Qualche sindaco o imprenditore illuminato? • Che aspettiamo a capire che dipende solo da noi? Dalle nostre scelte di ogni giorno?

  13. Ci manca il tempo per rispondere a due domande > io, quale persona voglio essere? > quale modo di vivere è migliore e degno per me e per la mia famiglia o per la mia impresa?

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