LA VALORIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI AGROALIMENTARI
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Definizione di VALORIZZAZIONE. Per valorizzazione si intende un percorso che porta un prodotto alla acquisizione di un plus-valore rispetto ad un altro appartenente alla stessa categoria merceologica. Grazie a questo processo quel prodotto viene diversificato per uno o pi

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LA VALORIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI AGROALIMENTARI

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Presentation Transcript


LA VALORIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI AGROALIMENTARI

Dr. Natale Bazzanti Dirigente ARSIA

Palazzo degli Affari Piazza Adua

FIRENZE


Definizione di VALORIZZAZIONE

Per valorizzazione si intende un percorso che porta un prodotto alla acquisizione di un plus-valore rispetto ad un altro appartenente alla stessa categoria merceologica. Grazie a questo processo quel prodotto viene diversificato per uno o pi fattori che permettono di identificarlo

Lo strumento che permette tale riconoscimento un segno


  • QUALITA: I DIVERSI SETTORI A CUI APPLICARLA

  • Qualit di prodotto

  • Qualit della singola organizzazione

  • Qualit di filiera


  • I DIVERSI ASPETTI DELLA QUALITA:

  • Qualit definita:

  • Insieme delle caratteristiche di un bene/servizio/prodotto, che soddisfa le esigenze implicite o esplicite del consumatore;

  • Qualit percepita dal consumatore

    • comprende - esigenze primarie

  • - esigenze accessorie


  • A -ESIGENZE PRIMARIE di qualit, dette anche obbligatorie in quanto sono relative a caratteristiche igienico-sanitarie, di sicurezza e a caratteristiche merceologiche.

  • B -ESIGENZE ACCESSORIErelative allo sviluppo del sistema economico e al benessere della societ:

  • fattori organolettici e nutrizionali;

  • fattori tecnologici (conservabilit, facilit duso..)

  • culturali (richiamo alla tradizione, appartenenza locale, tipicit e legame con il territorio)

  • etico-sociali (produzione a basso impatto ambientale, benessere degli animali...).

Legislazione obbligatoria:

il mancato rispetto della stessa non permette la commercializzazione del bene.

Legislazione volontaria:

permette di valorizzare il prodotto.


Campo volontario

  • LEGISLAZIONE VOLONTARIA

  • I DIVERSI STRUMENTI:

  • REGOLE COGENTI: si parla di qualit regolamentata, ovvero basata sul rispetto di norme stabilite per legge.

  • NORME VOLONTARIE: certificazione volontaria di prodotto.

Riconoscibilitnazionale o comunitaria


Campo volontario: regole cogenti

REGOLE COGENTI DI RICONOSCIBILIT COMUNITARIA:

Reg. CE 2081/92: DOP e IGP

Reg. CE 2082/92: STG

L. 164/92: DOC DOCG e IGT

Reg. CE 2092/91: Agricoltura biologica

L.R. 25/99: Metodo di prod. integrata

REGOLE COGENTI DI RICONOSCIBILIT NAZIONALE:

R.D. 929/42: Marchio singolo privato

R.D. 929/42; C.C. Art. 2570: Marchi collettivi registrati in CCIAA da un titolare (privato, associazione, P.A.) che ne concede luso.

Rispetto di un documento: il disciplinare di produzione approvato sia a livello nazionale che comunitario;

Controllo: Organismo di controllo pubblico o privato accreditato ai sensi della norma UNI CEI EN 45011

Vigilanza: organismo pubblico che controlla il controllore.

Rispetto di un documento: il disciplinare di produzione

Controllo: interno al concessionario del marchio

Vigilanza: nessuna


Campo volontario: certificazione volontaria di prodotto

CERTIFICAZIONE VOLONTARIA DI PRODOTTO

E rilasciata da organismi privati rispondenti ai requisiti della norma UNI CEI EN 45011, nellambito di appositi schemi di certificazione basati su disciplinari tecnici.

Rispetto di un documento: il disciplinare di produzione

Controllo: Organismo di controllo privato accreditato ai sensi della norma UNI CEI EN 45011

Vigilanza: nessuna


LA VALORIZZAZIONE IN TOSCANA: ALCUNI DATI

  • Prodotti DOP e IGP riconosciuti:

  • Prosciutto toscano DOP

  • Pecorino Toscano DOP

  • Olio EV di oliva toscano IGP

  • Olio EV di oliva Chianti Classico DOP

  • Olio EV di oliva Terre di Siena DOP

  • Castagna dellAmiata IGP

  • Marrone del Mugello IGP

  • Farro della Garfagnana IGP

  • Fagiolo di Sorana IGP

  • Prodotti DOP e IGP il cui areale ricade anche in altre regioni:

  • Vitellone bianco dellAppennino Centrale IGP

  • Fungo di Borgotaro IGP

  • Pecorino romano DOP

  • Mortadella di Bologna IGP


  • Produzioni in via di riconoscimento con protezione transitoria a livello nazionale:

    • Miele della Lunigiana DOP

    • Farina di neccio della Garfagnana DOP

    • Lardo di Colonnata IGP

Altre produzioni in fase di riconoscimento:

  • Olio EV di oliva delle Colline Lucchesi DOP

  • Carne di suino cinto toscano DOP

  • Zafferano di San Gimignano DOP

  • Zafferano delle Colline Fiorentine DOP

5.Pane toscano DOP

6.Olio EV di oliva delle Colline di Firenze DOP

7.Marrone di Caprese Michelangelo DOP


DOP-IGP E TRACCIABILIT

I marchi DOP e IGP certificano lorigine del prodotto:

  • Ogni prodotto DOP o IGP ha un disciplinare di produzione che identifica i diversi attori della filiera ed i flussi materiali dalla materia prima al prodotto finito.

  • Il controllo da parte di organismi accreditati avviene in tutti i livelli della filiera.

  • Esistono gli albi degli attori di ciascun anello della filiera:

  • produzione

  • trasformazione

  • confezionamento

  • commercializzazione.


I PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI TOSCANI:

D. Lgs 173/98 e D. Mi.P.A.F. 350/99

Sono definiti comeprodotti le cui metodiche di lavorazione, conservazione e/o stagionatura risultano praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai 25 anni.

LARSIA ha predisposto un elenco regionale al fine di identificare e di creare un archivio di informazioni che possa costituire una base per stimolare ed avviare percorsi di valorizzazione.


Grazie allaggiornamento in corso i prodotti censiti sono passati a 410 appartenenti a diverse categorie.

  • CARNI (E FRATTAGLIE FRESCHE) E LORO PREPARAZIONE

  • BEVANDE ANALCOLICHE, DISTILLATI E LIQUORI

  • FORMAGGI

  • PRODOTTI VEGETALI ALLO STATO FRESCO O TRASFORMATO

  • PASTE FRESCHE E PRODOTTI DELLA PANETTERIA, BISCOTTERIA, PASTICCERIA E CONFETTERIA

  • OLI

  • PRODOTTI APISTICI

  • PREPARAZIONI DI PESCI

Schede consultabili sul sito www.arsia.toscana.it


CARNI (E FRATTAGLIE FRESCHE) E LORO PREPARAZIONE: 81

Agnello appenninico

Agnello del Parco di Migliarino-San Rossore

Agnello di Zeri (Agnello zerasco)

Agnello massese

Ammazzafegato toscano

Barbina (Guanciale)

Bardiccio

Biroldo della Garfagnana

Biroldo delle Apuane

Biroldo di Lucca (Biroldo della Versilia, Mallegato, Buristo)

Biscotto di salsiccia di Sorano

Budelluzzo di Grosseto (Busicchio)

Buristo toscano (Burischio)

Capocollo tipico senese (Finocchiata)

Carne di cavallo di Comano (Carne di puledro di Comano)

Carne di razza maremmana

Carne salata (Carne nel bigoncio)

Fasciata (Pancetta arrotolata)

Fegatelli sott`olio (o sotto strutto) toscani

Fegatello di maiale macinato pisano

Filetto della Lunigiana

Finocchiona toscana (Finocchina)


Guanciale (Gota)

Lardo di Colonnata (Lardo di conca di Colonnata)

Lombo senese (Lombo, lonzino, arista stagionata)

Mallegato livornese (Buristo)

Mallegato pisano (Buristo)

Mezzone (Bastardo)

Migliaccio (Roventino)

Mocetta carrarina

Mortadella della Lunigiana, mondiola della Garfagnana

Mortadella delle Apuane

Mortadella di Prato

Mortadella di maiale di Camaiore (Sbriciolona)

Mucca pisana del Parco di Migliarino-San Rossore (Mucco pisano)

Pancetta apuana

Pancetta arrotolata (Legatino, rigatino)

Pancetta toscana (Rigatino, ventresca)

Pollo del Valdarno (Valdarnese bianca o Valdarno bianca)

Prosciutto del Casentino

Prosciutto di Cinta senese (Prosciutto chiantigiano)

Prosciutto di Sorano

Rigatino finocchiato

Salame al vino

Salame chianino

Salame chiantigiano


Soppressata toscana (Capofreddo, capaccia)

Spalla chiantigiana

Spalla cotta di Filattiera (Spalla cotta della Lunigiana)

Spalla di Sorano

Spalla di maiale pisana

Spuma di gota di maiale di San Miniato

Tarese Valdarno

Testa in cassetta (Sopressata)

Tonno del Chianti (Finto tonno toscano)

Vergazzata (Pancetta stesa)

Zampone chiantigiano

Salame di cinghiale

Salame di cinta senese

Salame di maiale e pecora

Salame toscano

Salsiccia con patate

Salsiccia di Montignoso (Bocconcini di prosciutto di Montignoso)

Salsiccia di cinghiale

Salsiccia di cinghiale sott`olio

Salsiccia toscana (Sarciccia)

Sanbudello (Ammazzafegato aretino)

Sanguinaccio (Mallegato)

Soppressata di sangue


  • PRODOTTI INSERITI CON LAGGIORNAMENTO 2003

  • Boccone al fungo porcino di Coreglia (LU)

  • Trippa e lampredotto (FI)

  • Manzo di pozza della Garfagnana e della Valle del Serchio(LU)

  • Mortadella nostrale di Cardoso (LU)

  • Prosciutto bazzone della Garfagnana e della Valle del Serchio (LU)

  • Salame prosciuttato di Ghivizzano (LU)

  • Capicollo (AR)

  • Caprino(AR)

  • Gota aretina (AR)

  • Spalla aretina (AR)

  • Lardo vergine di maiale (PI)

  • Lonzino (PI)


I PRODOTTI TRADIZIONALI SONO AMBASCIATORI DI UN TERRITORIO, SONO ELEMENTI DI RICONOSCIBILITA ED APPARTENENZA.

COSTITUISCONO UN LEGAME FRA ECONOMIA

E CULTURA LOCALE

RECUPERO DELLA MEMORIA STORICA DEL TERRITORIO PER UNA EFFICACE VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE ENDOGENE

BASE PER UNO SVILUPPO ECONOMICO ED OCCUPAZIONALE


UN ESEMPIO DI PROGETTO DI SVILUPPO LOCALE

LARSIA FINANZIA E COORDINA UN PROGETTO PER LA TUTELA, IL RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DEL

POLLO DEL VALDARNO.

Il progetto ormai al terzo anno di attivit.

I soggetti che collaborano sono lAssociazione Agricoltori Custodi, il Dipartimento di Scienze Zootecniche della facolt di Agraria di Firenze e lAPA di Arezzo.


Razza autoctona del Valdarno, quasi scomparsa negli anni 60 per dare spazio allavicoltura intensiva.

E conosciuta per la sua rusticit, per essere ribelle

alla clausura tanto da arrivare a fenomeni di cannibalismo: per questo viene allevato allaperto.

Carne soda e gustosa, raggiunge la maturazione a 6 mesi di et.


LE DIVERSE ATTIVIT SVOLTE ED IN CORSO DI REALIZZAZIONE :

  • Definizione delle caratteristiche produttive;

  • Verifica della reale consistenza della popolazione di pollo del Valdarno;

  • Attivit di informazione tecnica e di trasferimento dellinnovazione sia per gli aspetti sanitari che per le tecniche di management e di allevamento;

  • Creazione di 5 centri di selezione con lo scopo di migliorare le caratteristiche genetiche e morfologiche della razza

  • Attivit di inanellamento dei riproduttori rispondenti agli standard di razza per la costituzione di un R.A.

  • Corso di formazione ed aggiornamento per allevatori e tecnici

  • Costituzione di un disciplinare di produzione e registrazione di tre marchi collettivi: Pollo del Valdarno Valdarnese bianca e Valdarno bianca.


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