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Insieme per Progetto dell ’ IC «E. Fermi» in collaborazione con il Volontariato e le Agenzie educative del Territorio. Rinaldo Pigola, Bambino col sacco. Insieme per. Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio. proverbio medievale. dalla genesi alla prassi odierna.

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Presentation Transcript


  1. Insieme per Progetto dell’IC «E. Fermi» in collaborazione con il Volontariato e le Agenzie educative del Territorio

  2. Rinaldo Pigola, Bambino col sacco Insieme per Per crescereun bambinoci vuoleun intero villaggio proverbio medievale

  3. dalla genesi alla prassi odierna Scheda descrittivadel progetto Insieme per azioni Modalità organizzative Rinaldo Pigola, Bambino col sacco Primadi tuttol’uomo Motivazioni e apprendimento immagini

  4. Non vivere su questa terracome un estraneoo come un sognatore vagabondo. Prima di tutto l’uomo Vivi in questo mondocome nella casa di tuo padrecredi al grano, alla terra, al mare,ma prima di tutto credi all’uomo. Ama le nuvole, le macchine, i libri,ma prima di tutto ama l’uomo. Senti la tristezza del ramo che secca,dell’astro che si spegne,dell’animale ferito che rantola,ma prima di tutto senti la tristezzae il dolore dell’uomo. Rinaldo Pigola, Ultime impronte, particolare Ti diano gioia tutti i beni della terra:l’ombra e la luce ti diano gioia,le quattro stagioni ti diano gioia,ma soprattutto, a piene mani,ti dia gioia l’uomo! Nazim Hikmet

  5. Finalità/obiettivi Promuovere e valorizzare esperienze educative e di socializzazione in favore di minori in situazione di svantaggio socioculturale Favorire l’inclusione degli alunni stranieri Facilitare la costruzione di percorsi personalizzati per minori in difficoltà Promuovere una cultura sociale aperta ai temi dell’accoglienza Individuare e stimolare alla disponibilità le famiglie accoglienti Attivare luoghi di prossimità sui territori Sostenere le famiglie in difficoltà

  6. Attività e metodologie • Incontri di coordinamento tra il Referente d’IC con i responsabili del • semiconvitto “InCHIOSTRO”, con gli Educatori de “Il Decollo” (centro • diurno), con il Referente della Rete Familiare Solidale e con gli • operatori CARITAS. Incontri di progettazione, raccordo e verifica tra gli Educatori professionali dei progetti suddetti con i Docenti delle équipes pedagogiche e con i coordinatori delle classi in cui sono inseriti gli alunni che vi partecipano. Incontri tra il Referente dell’ IC e il Referente della Rete familiare per giungere al Patto Educativo tra “famiglia risorsa” e “famiglia con domanda” alla presenza dell’équipe pedagogica o del coordinatore di classe.

  7. motivazioni e apprendimento minori in difficoltà “Nessun bambino fa apposta ad andar male a scuola. Ci sono sempre motivi molto forti, di cui non è consapevole, che lo spingono a scegliere il fallimento piuttosto che il successo” (S. Vegetti Finzi). Il potenziale trasformativo di un rapporto educativo positivo è fuor di dubbio, ma una pedagogia della relazione, per quanto adeguata, non basta: è necessario stabilire un’alleanza educativa, oltre che con gli allievi, con le loro famiglie, l’ASL, gli Enti locali, le Agenzie educative del territorio.

  8. motivazioni e apprendimento minori in difficoltà La prassi quotidiana evidenzia che non sempre la messa a disposizione di assistenti educatori è risolutiva di ogni problema; serve una pronta attivazione di servizi sociali e psicologici e la pianificazione collegiale di interventi compensativi di Associazioni e Famiglie risorse. “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”

  9. Dalla genesialla prassi odierna Nelle scuole dell’ IC «Fermi» di Romano di Lombardia è alta la frequenza degli alunni stranieri. Inoltre nei Plessi «Mottini» e «Fermi», situati nel quartiere a Nord della ferrovia, denominato “Cappuccini”, frequentano bambini e ragazzi del vicino “Centro Aiuto Famiglia”, un’Agenzia educativa che gestisce sia un semiconvitto per una cinquantina di minori (alcuni in situazione di disagio socioculturale), sia, in convenzione con l’ASL, il servizio educativo “Il Decollo”, Centro diurno per minori con disagio manifesto, appartenenti a famiglie generalmente con fragilità. Nelle stesse Scuole sono presenti anche alcuni bambini che abitano nel campo nomadi. Per supportare le difficoltà manifestate sul piano della relazione e/o dell’apprendimento di questi bambini e ragazzi la Parrocchia “San Pietro Apostolo ai Cappuccini”, ha risposto ai loro bisogni anche attraverso le azioni dell’ Associazione “CAF”, sita nell’ oratorio del quartiere, mentre per i nomadi è stato attivato un progetto con la CARITAS diocesana.

  10. Dalla genesialla prassi odierna La proficua collaborazione con la Scuola ha portato e continua a portare risultati incoraggianti per il buon grado di integrazione raggiunto dai minori stranieri e dalle loro famiglie e per il notevole supporto offerto ai bambini e ai ragazzi che vivono in ambienti culturalmente e/o affettivamente svantaggiati.

  11. azioni Le AZIONI relative al Progetto “INSIEME PER”non sono esclusivamente indirizzate all’integrazione degli alunni stranieri, ma concorrono alla costruzione di progetti personalizzati per minori in difficoltà. Il Progetto è stato preceduto dalla stipula di Convenzioni con il CAF, laReteFamiliare e dalla stesura di un Protocollo d’Intesa con la Comunità Alloggio “Il Decollo”. Annualmente l’ Associazione “CAF”fa pervenire al Referente d’Istituto il proprio progetto relativo ai minori stranieri e con svantaggio o disagio. Alla Scuola si offre anche l’opportunità della rete familiare “Il Decollo”per l’accoglienza di altri minori in difficoltà. Sia per le verifiche in itinere, sia per l’efficace consolidamento degli interventi, sono previsti incontri tra i Referenti delle Associazioni, il Referente d’ Istituto e a volte con gli Insegnanti delle équipes pedagogiche o con i coordinatori di classe.

  12. azioni Ai bambini e ai ragazzi coinvolti i progetti offrono un supporto scolastico (esecuzione dei compiti assegnati), la possibilità di partecipare ad attività ludiche e di laboratorio con un gruppo dei pari allargato, l’opportunità di esperienze di prossimità (sostegno affettivo).

  13. modalitàorganizzative I bambini e i ragazzi stranieri • All’inizio dell’anno scolastico il Referente d’ Istituto si incontra con il Referente dell’Associazione “CAF”che presenta il progetto relativo alle attività per i bambini stranieri. • Il Referente d’ Istituto comunica alle équipes e ai coordinatori la disponibilità di posti. • I Docenti, se il numero degli utenti è maggiore della disponibilità, selezionano chi inviare, consegnando alle famiglie il modulo di iscrizione (si privilegiano gli alunni neo-arrivati). • Gli esclusi possono comunque contare sull’aiuto della rete delle famiglie solidali con le quali sottoscrivono un patto educativo. • I genitori iscrivono il proprio figlio al Progetto, recandosi presso l’Oratorio, sede dello stesso. • Durante l’anno, almeno una volta per quadrimestre, le équipes e i coordinatori incontreranno il Referente del Progetto.

  14. modalitàorganizzative I bambini e i ragazzi del CAF • All’inizio dell’anno scolastico il Referente d’Istituto si incontra con la Referente del CAF. • Ad ogni équipe viene inviata una informativa in cui sono esplicitate le possibilità offerte dal semiconvitto “InCHIOSTRO” (CAF) che può essere frequentato anche da minori che, pur necessitando di un supporto nelle attività pomeridiane, non hanno la possibilità per pagare la retta (in questi casi sopperisce la Parrocchia). • Durante l’anno, almeno una volta per quadrimestre, le équipes e i coordinatori incontrano le Educatrici del CAF. • Per i minori che frequentano il Centro diurno “Il Decollo” si segue il Protocollo d’intesa.

  15. modalitàorganizzative I bambini e i ragazzi della RETE • All’inizio dell’anno scolastico il Referente d’Istituto si incontra con il Referente della Rete Familiare. • I responsabili della Rete incontrano le équipes e i coordinatori per individuare i minori in situazione di bisogno. • I bambini e ragazzi vengono accolti dalle “famiglie accoglienti” dopo la stipula di un patto educativo con la famiglia richiedente

  16. modalitàorganizzative I bambini e i ragazzi nomadi • All’inizio dell’anno scolastico i Referenti della CARITAS si incontrano con il Referente d’Istituto, le équipes e i coordinatori per esporre il progetto «Figli del vento» e per individuare i minori in situazione di bisogno. • I bambini e ragazzi vengono accolti all’extrascuola e sostenuti in classe da operatori Caritas (che li seguono nelle loro necessità anche fuori dalla scuola per promuoverne l’inclusione)

  17. motivazionie apprendimento minori stranieri Le difficoltà dei bambini e dei ragazzi stranieri non si esauriscono solamente nell’ambiente scolastico. Molto spesso emergono, presso i minori che frequentano la Scuola Primaria e Secondaria Inf., problemi legati alla loro condizione umana e sociale: le famiglie di appartenenza sono fuggite dalla guerra o dalla miseria del loro paese d’origine; esistono problemi lavorativi, economici, abitativi che necessitano di un sostegno che non può essere fornito dalla Scuola. Si rende necessario che le varie componenti del territorio si mettano in relazione per impedire il sorgere di fenomeni di emarginazione e favorire così l’integrazione di questi minori, spesso sospesi tra due mondi: quello del Paese d’origine e quello del Paese ospitante. Infatti non sono più alimentati dalla cultura del primo e faticano nel rapporto con la cultura del secondo, quando invece la vera integrazione “è la composizione tra due sì, tra il mantenimento di una propria identità culturale e l’inserimento partecipativo in una rete di altre identità” (F. Rizzi, 1992).

  18. motivazionie apprendimento minori stranieri Proprio per favorire l’accoglienza e contribuire a realizzare un clima socio-affettivo positivo anche nell’extrascuola, è nato il Progetto “Insieme per…” perché la Scuola non può certo rinunciare ad educare, oltre che all’acquisizione dei saperi ed all’autonomia sociale, anche all’identità. Competenze, autonomia, identità sono traguardi irrinunciabili nella Scuola Primaria e Secondaria.

  19. “L’essere insieme spinge verso la bellezza, la cui eccellenza e armoniamostrano come dovrebbero essere le cose”J. Beck – J. Malina

  20. Bibliografia minima AA.VV., La scuola nella società multietnica, La Scuola, Brescia 1995AA.VV, Intercultura e insegnamento, SEI, Torino, 1996AA.VV., L’educazione all’interculturalità, Gruppo Abele, TorinoEsperienze e buone pratiche con la Legge 285/97, Firenze, 2002 Un volto o una maschera? I percorsi di costruzione dell’Identità, Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, Firenze 1997 AA.VV, Nazione Etnia Cittadinanza in Italia e in Europa, La Scuola Brescia 1993 R.Fornaca, Didattica e tecnologia educativa, Principato Milano, 1985L. Piasere, Popoli delle discariche, CISU, Roma 1991Progetti D.O.C., Attuazione della L. 285 in provincia di Bergamo, 2000

  21. Agenzie del territorio coinvolte nei Progetti Parrocchia e Oratorio “S. Pietro Apostolo”CAF - Centro Aiuto FamigliaCentro diurno “Il Decollo”Rete familiare “Il Decollo”CARITAS diocesana Testi di Tiziana Pagani Le foto sono di alunni dell’IC « E. Fermi» di Romano di Lombardia Si ringraziano gli Eredi Pigolaper la gentile concessione all’uso delle opere di Rinaldo Pigola

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