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Università “La Sapienza” di Roma » Il futuro è passato qui «. Le origini dell’ateneo.

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Presentation Transcript


Universit la sapienza di roma il futuro passato qui

Università “La Sapienza” di Roma»Il futuro è passato qui«


Le origini dell ateneo

Le origini dell’ateneo

La nascita dell'università é collocata tra due importanti epoche: il Rinascimento e l'Umanesimo durante le quali gli studi furono rivalutati dagli uomini. L'origine dell'ateneo romano é datato il 20 aprile 1303. Il papa Bonifacio VIII emanò in quell'anno una bolla con la quale istituì a Roma uno Studium generale nel quale fossero insegnate le discipline che componevano il sapere dell'epoca. La bolla fu chiamata “In suprema praeminentia dignitatis”. L'università fu collocata fuori dalle mura vaticane, ubicazione che, se non risolve i vincoli esistenti tra università e clero segna tuttavia l'inizio di un nuovo rapporto tra la città di Roma e gli studiosi che in essa giungevano da tutte le parti del mondo.Nel 1363 lo Studium Urbis acquisì maggior prestigio e ricevette dalla città di Roma un contributo stabile.


Universit la sapienza di roma il futuro passato qui

Nel 1341 papa Eugenio IV ,vista la mancanza di spazio per raccogliere l'afflusso degli studenti, diede all'università una struttura più articolata; affianca al Rettore 4 amministratori e provvede all'acquisto di alcuni edifici nel rione di Sant‘ Eustachio, tra Piazza Navona e il Pantheon. Oltre alle continue donazioni l'università trasse beneficio da una tassa imposta da Eugenio IV sul vino.

Nel corso del Quattrocento professori di grande fama attirati da buone retribuzioni occuparono le cattedre romane. All'inizio del Cinquecento l'università gode di un periodo di benessere, con l'elezione del papa Leone X. Grazie al suo aiuto nascono materie come i simplicia medicamenta, un sistema di cure che cerca di riportare l'equilibrio nel corpo del malato tramite trattamenti naturali. Negli stessi anni viene fondata l'anatomia moderna. Durante il papato di Clemente VIII viene scoperta la circolazione sanguigna. Verso la fine del Cinquecento la "Sapientia" entra in un periodo di difficoltà perché viene sottratta al controllo della Santa Sede, comincia cosi il suo declino e tutti gli studenti che prima sceglievano quest'università iniziarono a spostarsi verso altre più dinamiche.


La sapienza durante il settecento

La Sapienza durante il Settecento

Con il 1700 inizia un altro periodo di decadenza per l’ateneo romano, con una diminuzione sensibile degli studenti e un livello sempre più scadente degli insegnanti, aggravato dalla competizione con il Collegio Romano. Solo a metà Settecento, con Benedetto XIV (1740-1758), iniziò un periodo di intense riforme. Nel 1748 Benedetto XIV riprese in mano le redini della Sapienza, ripristinando la disposizione di Leone X secondo la quale:1.i professori non potevano assumere uffici che impedissero loro il pieno esercizio dell’insegnamento; 2.dispose che il Rettore visitasse le singole scuole almeno una volta la settimana e che compilasse ogni anno il calendario con l’indicazione dei giorni e delle ore di lezione; 3.determinò il numero delle cattedre;4.divise quelle mediche dalle filosofiche;5.attivò nuove discipline come chimica, matematica e fisica sperimentale;6.vennero stanziati fondi per le attrezzature e i laboratori scientifici.


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Nel 1756, per la prima volta, si tenne la cerimonia solenne di consegna del diploma di laurea “a titolo di merito e di onore” ai due studenti ritenuti migliori “a seguito di esame”.

La riforma benedettina articolò gli studi in tre classi di giurisprudenza, medicina e arti liberali, portate poi a cinque nel 1778 con l’aggiunta di materie sacre e lingue.

Anche fuori dall’ateneo le scienze si svilupparono: si istituirono l’Osservatorio Astronomico di Francesco Caetani di Sermoneta (1778), seguito dall’Osservatorio al Collegio Romano per opera di Giuseppe Calandrelli (1787) e il Museo Mineralogico al Collegio Nazareno (1792).


La sapienza durante l ottocento

La Sapienza durante l’Ottocento

Quando i francesi occuparono Roma nel 1798, Papa Pio VI fu deportato in Francia e venne istituita la prima Repubblica Romana, con la quale cercarono di dare una nuova impostazione all’Università fondando l’Istituto Nazionale per le scienze e per le arti e per rendere culturalmente più autonomi gli insegnamenti.

L’anno dopo la Repubblica Romana cadde e la città fu occupata dal re di Napoli.

L’ateneo venne chiuso nel 1800 e riaperto l’anno dopo da Pio VII, il quale porterà la Sapienza a collocarsi fra le più grandi università europee.

Quando i francesi tornarono a Roma, nel 1808, l’università venne uniformata alla legislazione imperiale francese e la sede viene spostata nel 1811 al Palazzo Del Collegio Romano, per volontà del rettore Giovanni Ferri de Saint-Constant.


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I tempi per l’università di Roma si fecero più duri con la “guerra sacra” sferrata da Leone XII (1823-1829) contro ogni trasformazione politica e sociale, e le università degli Stati Pontifici, compresa la Sapienza, furono soggette a stretto controllo con la bolla Quod Divina Sapientia del 1824.

Due anni dopo, con le Ordinationes Sacrae Congregationis Studiorum, si passò a una riforma radicale dell’istruzione superiore: ogni autonomia scomparve e il crollo passò alla Congregazione, costituita da cardinali e prelati con la facoltà di esercitare censura soprattutto nelle scienze.

Tutti questi cambiamenti vennero interrotti da un battaglione di studenti condotto da Carlo Armellini, Aurelio Saffi e Giuseppe Mazzini che nel 1849 proclamarono la libertà d’insegnamento e la fondazione di atenei nazionali pubblici.

Pio IX assegnò tuttavia ancora al papa la nomina diretta di rettore dell’università, e durante il suo pontificato fu dato un forte sostegno alle scienze.


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Durante la fase di passaggio fra lo Stato Pontificio e il Regno d’Italia, garante dell’istituzione fu Terenzio Mamiani, che riuscì a laicizzare l’università e a mantenere comunque alta l’efficienza e la tradizione culturale.

Nel 1870 venne nominato come primo rettore Clito Carlucci che resta fino al 1872, quando la Camera dei deputati estese alcuni articoli della Legge Casati all’ateneo romano stabilendo che alle tre facoltà di origine medioevale (teologia, giurisprudenza e medicina) se ne aggiungessero due nuove: lettere, filosofia e scienze fisiche, matematiche e naturali.

Nel 1870 la Sapienza divenne ufficialmente l’ateneo della capitale d’Italia.

Nel 1876 venne aggiunto agli istituti scientifici del Viminale, l’istituto Botanico. L’università venne così distribuita in tre punti strategici della città: l’antico fabbricato della Sapienza, gli istituti scientifici sul Viminale e l’ex convento di San Pietro in Vincoli.


La sapienza durante i primi anni del novecento

La Sapienza durante i primi anni del Novecento

I problemi di spazio e di adeguatezza delle strutture ai bisogni della didattica e della ricerca si riaccesero all’inizio del Novecento. Il neo rettore, Alberto Tonelli eletto nel 1904, fece approvare un progetto per la costruzione della nuova Università degli studi, in prossimità del Policlinico. La nuova legge del 1907, stanziava un fondo di quattro milioni per la nuova sistemazione dell’università e per il suo ampliamento. I lavori dovettero tuttavia aspettare anni per essere iniziati, in parte per le resistenze opposte da parte del governo, e in parte a causa dello scoppio della prima guerra mondiale, con la quale lo scontro fra i sostenitori dell’interventismo e della neutralità portò il rettore a sospendere le lezioni e a chiudere l’ateneo.Terminato il conflitto viene conferita la laurea per onore a tutti gli studenti caduti.


La sapienza durante il ventennio fascista

La Sapienza durante il Ventennio Fascista

Gli anni del dopoguerra e lo scontro sociale che ne segue avviano il nostro paese verso la dittatura fascista, che riteneva l’università un luogo adatto per la propaganda.Durante il ventennio fascista inoltre viene attuata la Riforma Gentile, varata nel 1923 dal ministro dell’Istruzione del governo Mussolini, Giovanni Gentile, secondo la quale: 1.i diplomati al liceo classico potevano iscriversi a qualsiasi facoltà universitaria;2.i diplomati al liceo scientifico potevano iscriversi solo alle facoltà tecnico-scientifiche;3.agli altri diplomati era impedita l’iscrizione all’università.Nel 1931 viene imposto a tutti i docenti l’obbligo di un giuramento di fedeltà al duce, pena la sospensione dall’insegnamento per chi avesse rifiutato.


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Su 1200 professori solo 12 si opposero, tutti persero il lavoro.

Gli altri aderirono al regime che li ricompensò edificando una prestigiosa città universitaria: la nuova sede venne progettata da Marcello Piacentini, che diresse i lavori elaborando il progetto per il Palazzo del rettorato con l’idea di riproporre l’antico tema della piazza strettamente legato al foro come nell’antica Roma.


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Gli edifici che disegnano la planimetria principale sono dodici e gli architetti che la progettarono dieci, tutti selezionati da Piacentini stesso, che in un articolo scritto sulla rivista "Architettura" da lui diretta raccontava: “Nella primavera del 1932 il Capo del Governo mi chiamava all'altissimo compito di preparare il progetto della Città Universitaria, affidandomi la direzione dei lavori. Egli stesso mi assegnava i limiti e le caratteristiche del tema: innalzare i limiti del principale centro di studi del Mediterraneo, esprimendo in essa le più alte e moderne possibilità della tecnica costruttiva italiana. [...] Quasi a significare che il massimo Ateneo d'Italia doveva essere costruito con il contributo spirituale dell'intera Nazione, il Duce volle che chiamassi intorno a me alcuni giovani architetti, scelti tra i migliori di ogni regione d'Italia, suddividendo tra loro il vasto compito.”


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L’opera, fu fortemente voluta da Mussolini, affinché anche la capitale d’Italia avesse il suo centro universitario.

La città universitaria venne inaugurata il 31 marzo del 1935 alla presenza del re Vittorio Emanuele III con una clamorosa cerimonia.


La sapienza dal dopoguerra ad oggi

La Sapienza dal dopoguerra ad oggi

Dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni ’60 la cultura è stata fortemente influenzata da fenomeni di costume che hanno caratterizzato le svolte nei vari settori, dal letterario al teatrale. La cultura della contestazione ha interessato soprattutto il mondo giovanile. Con gli anni ’60 inizia una nuova fase. Gli studenti aumentano in modo significativo, l’Università invece rimane ancorata alle logiche tradizionali, il fermento studentesco si traduce in scontri violenti tra studenti di destra e di sinistra. Il 27 Aprile 1966 lo Studente Paolo Rossi muore sulle scalinate di Lettere e Filosofia durante un’ occupazione di studenti di destra. Gli studenti e i professori per protesta occupano diverse facoltà.


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Nel ’68 si ebbe un nuovo scontro cosiddetto “Battaglia di Valle Giulia” dove il movimento studentesco e gli operai protestarono per un mondo più giusto.Nel ’69 sotto la spinta della protesta studentesca il Governo liberalizza l’accesso alle Università. Si apre una fase di grandi speranze e di grandepartecipazione. In questi anni le scienze sociali trovano finalmente uno sboccoaccademico. Nascono negli anni ’70 i corsi di laurea in Psicologia e Sociologiache diventeranno facoltà nel 1991.


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Il 17 Novembre 2010, in ricordo di alcuni importanti 17 novembre della storia, gli studenti di tutta Italia sono scesi nelle strade per manifestare contro la riforma Gelmini e i tagli a scuole e Università. La manifestazione è stata indetta da universitari, che hanno sfilato in centinaia dietro lo striscione ”La loro in-stabilità solo macerie per l’università” dirigendosi verso Montecitorio.”Quale futuro tra queste macerie?” è questa la scritta sullo striscione calato dagli studenti dalle colonne all’entrata dell’università Sapienza di Roma, in occasione della partenza del corteo a Roma contro i tagli all’istruzione. Gli studenti hanno anche simbolicamente recintato l’entrata dell’ateneo con il tipico nastro bianco e rosso che si usa per limitare le aree a rischio di macerie. A terra sono stati esposti sacchi contenenti calcinacci.Dalla parte degli studenti anche il rettore della Sapienza, Luigi Frati: ”Penso che il disagio dei ragazzi rispetto a un futuro così incerto sia giustificato e lo rispetto. In Italia c’è ancora il diritto di protestare e manifestare. Questo è un Paese che da 20 anni non investe in ricerca e produttività, la politica deve dare risposte e soluzioni”.


Variazione del nome durante gli anni e il logo dell universit

Variazione del nome durante gli anni e il logo dell’università

Nel 1303 Bonifacio VIII fonda lo Studium Urbis.Nella seconda metà del 1400 il termine "Sapientiae" é utilizzato nei documenti per indicare l'insieme di scuole e collegi che si trovano nel rione di Sant‘ Eustachio.Nel 1551 il termine "Sapientia" viene utilizzato per indicare la sede dello Studium Urbis .Nel 1568 per la prima volta si fa riferimento in un documento scritto dell'università chiamandola "Sapientia” . Il logo della Sapienza raffigura un cherubino, ispirato a quello di Francesco Borromini che si trova nella chiese di Sant' Ivo alla Sapienza ed indica la pienezza del sapere. Con i suoi colori porpora ed oro si rifà alle tradizioni. Il logo precedente rappresentava Minerva ed é stata usata come logo per quasi 700 anni. La Sapienza é una delle poche università ad avere cambiato logo.È ad Antonio Ruberti che si deve il recupero del nome Sapienza. A partire dal Novembre del 2006 la Sapienza ha adottato un nuovo sistema di identità visiva: con un’interpretazione contemporanea della Minerva e con la perdita dell’articolo “La”. La nuova denominazione dell’Università è “Sapienza Università di Roma”.


Le universit italiane

Le università italiane

Unibo

Università degli Studi di Firenze

La Normale

La Sapienza

Federico II


Universit di bologna

Università di Bologna

Università di Bologna (UNIBO) è ritenuta essere la più antica università del mondo occidentale oggi esistente.1317 data ufficiale in cui è nata l’università anche se una fiorente scuola giuridica esisteva già. 1088 anno in cui gli storici pensano sia nata. Questa data è stata fissata in occasione dell'ottavo centenario, da una commissione presieduta da Giosuè Carducci;il fondatore è considerato universalmente Irnerio, morto nel 1125. 1158 Federico I promulgò la CostitutioHabita con cui l'Università venne tutelata come luogo di ricerca e studio indipendentemente da ogni altro potere. Dal XIV secolo si aggiunsero ai giuristi anche studiosi di logica, astronomia , medicina, filosofia, aritmetica, retorica, grammatica, teologia, greco ed ebraico.Nel XVI secolo vennero istituiti i primi insegnamenti di “magia naturale”(scienza sperimentale). Nel XVIII secolo papa Benedetto XIV favorì l'Istituto di Scienze con doni di materiale scientifico della propria biblioteca e incoraggiò arte e scienza in diversi modi. La scossa culturale lambertiniana aggiunse alla cattedra di matematica superiore quelle di meccanica, fisica, algebra, ottica, chimica.


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Personaggi illustriDante AlighieriFrancesco PetrarcaGuido GuinizelliTorquato TassoPico della MirandolaLeon Battista AlbertiNicolò CopernicoGiosuè CarducciGiovanni PascoliAugusto Murri

FacoltàAgraria Architettura Chimica IndustrialeConservazione dei Beni CulturaliEconomia Farmacia Giurisprudenza Ingegneria Lettere e FilosofiaLingue e Letterature Straniere Medicina e ChirurgiaMedicina VeterinariaPsicologia Scienze della FormazioneScienze Matematiche, Fisiche e Naturali Scienze Politiche Scienze Statistiche Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Affresco che ritrae degli studenti Tedeschi a Bologna


Universit degli studi di firenze

Università degli Studi di Firenze

L’Università degli Studi di Firenze è uno dei maggiori atenei italiani.1321, con una delibera della repubblicana, nasce lo studium generale, il generatore dell’università di Firenze. 1324, lo studium di Firenze fu costretto a cessare l’insegnamento. Solo nel 1349, grazie all’intervento di papa Clemente VI, che riconobbe il prestigio dello studium ( Privilegio Massimo) e che stabilì doveva nascere la prima facoltà di teologia italiana. 1364, grazie all’imperatore Carlo IV, l’ateneo fiorentino divenne università imperiale, ma dopo una nuova interruzione della didattica, nel 1387 venne creata la prima cattedra di greco in Europa e fu garantito maggiore sviluppo alla medicina con la possibilità di sezionare i corpi. Tra il 1497 e il 1515Carlo VIII portò di nuovo lo studium a Firenze potenziando gli studi scientifici, ma con il ritorno della famiglia De Medici, lo studium fu nuovamente trasferito a Pisa. La diffusione della cultura rimase a Firenze fino agli anni dell’unità d’Italia. 1859 il Granduca venne esiliato e tutti gli insegnamenti separati vennero unificati sotto l’Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento.1923 fu riconosciuta in Italia come Università degli Studi di Firenze.


La normale di pisa

La Normale di Pisa

I primi dati certi sulla presenza a Pisa, risalgono alla seconda metà del XI secolo, quando Pisa aveva raggiunto un ragguardevole sviluppo economico ma la vera e propria fondazione viene fatta risalire ad una bolla di Papa Clemente VI ad Avignone il 3 settembre 1343.1406, in seguito alla conquista dei Fiorentini, la città semidistrutta si impoverì e l’Università dovette chiudere. 1473 Dopo alcuni anni fu Lorenzo de' Medici a riaprire lo Studio, ma tuttavia stentò a tornare grande.1 novembre 1543Cosimo I de' Medici riaprì lo Studio solennemente e fu inaugurato l’Orto botanico e il Palazzo della Sapienza iniziato da Lorenzo de' Medici e che è rimasto la sede sino ai giorni nostri. 18 ottobre 1810 nacque ufficialmente la Scuola Normale Superiore, per decreto Napoleonico come succursale dell'École Normale Supérieure, solo nel 1813 cominciò la sua attività, ma dovette chiudere dopo un solo anno in seguito all’abdicazione di Napoleone nel 1814. 1846 la Scuola Normale Superiore fu rifondata per volontà del granduca Leopoldo II di Lorena e inaugurata il 15 novembre 1847; 1862 la Scuola assunse carattere nazionale e prese il nome di "Scuola Normale del Regno d'Italia". Nel periodo fascista la Scuola proseguì la propria attività e nel 1959 fu istituita una sezione femminile per consentire anche alle donne di frequentare e vivere presso la scuola.


L ammissione

L’ammissione

L'ammissione avviene per concorso. È possibile entrare a far parte degli studenti della Scuola sin dal primo anno di università, oppure dopo aver conseguito la laurea triennale. Infine è possibile essere ammessi alla Scuola in qualità di perfezionando, equivalente a quella di dottorando.Gli esami sono diversi a seconda della facoltà di appartenenza; in ogni caso è prevista una prima fase scritta ed una seconda fase orale. I temi d'esame sono studiati in modo tale che l'ammissione venga garantita in base a competenze intuitive e capacità critica.La selezione per partecipanti al concorso di ammissione risulta molto forte. In generale gli ammessi al primo anno sono di solito 30, invece per il quarto anno la selezione aumenta, sono disponibili, da 5 a 8 posti per ciascuna classe.

Normale di Pisa


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Facoltà presentiAgraria Economia Farmacia Giurisprudenza Ingegneria Lettere e Filosofia Lingue e Letterature Straniere Medicina Veterinaria Medicina e Chirurgia Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Scienze Politiche

Personaggi illustriMatematici: quali Volterra, Galileo Galilei, Einaudi, Fermi, RubbiaParlamentari e politici, come Carlo Azeglio Ciampi, D'Alema, Andreotti, Bondi e LettaScrittori e Italianisti: come Pascoli, Sforza, Calamandrei, CarducciPapi: come Clemente XIIImperatori: come Giuseppe Bonaparte.

Normale di Pisa


Universit degli studi federico ii

Università degli Studi Federico II

L'Università degli Studi di Napoli è stata fondata dall'imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia Federico II di Svevia il 5 giugno 1224 con l’editto generalislictera e fu chiamata Studio generale. I motivi principali che spinsero l'imperatore all'edificazione dello studium generale (l'Università principale del Regno di Sicilia) cono due: - la formazione esclusiva del personale amministrativo e burocratico della curia regis e quindi la preparazione dei giuristi che avrebbero aiutato il sovrano nella definizione dell'ordinamento statale e nell'esecuzione delle leggi;- agevolare i propri sudditi nella formazione culturale, evitando loro inutili e costosi viaggi all'estero.


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Le prime facoltà erano rivolte verso il diritto le arti liberali, la medicina e la teologia che veniva impartita nel convento di San Domenico. 1443 prima chiusura dell’ateneo per il dominio aragonese. L'Università fu riaperta 1465 fu riaperta a seguito di un'intesa tra re Ferdinando il Cattolico e papa Paolo II, salvo poi essere nuovamente chiusa nel 1490. 1616, fu realizzata la costruzione, ad opera dell'architetto Giulio Cesare Fontana e per ordine di Don Pedro Fernando de Castro che lo edificò appositamente per ospitare l'Università.Seicento l'Università visse un lungo periodo di decadenza.1701 la sede viene riportata nel convento di San Domenico 1777 la sede fu trasferita al Convento del Salvatore( edificio tutt’ora esistente chiamato “ vecchia università” dove oggi c’è la biblioteca universitaria). Seconda metà del XVIII secolo, l'ateneo divenne il fulcro della cultura del regno borbonico, anche perché vi furono molti docenti.1884 l'Università fu spostata nella nuova sede di Corso Umberto I (1906).Essa si ampliò successivamente a livello scientifico senza fare passi avanti a livello giuridico.1943 un incendiò distrusse la sede universitaria.

Sede Corso Umberto I


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