IL DRAGO CHE NON SPUTAVA FUOCO.
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IL DRAGO CHE NON SPUTAVA FUOCO. Edizione FANTASY QUARTA. Autori. Era una notte senza luna, Draghetto si avvicinò alla vecchia torre della strega Teodora e con una vocina timida ed educata, chiamò:

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IL DRAGO CHE NON SPUTAVA FUOCO.

Edizione FANTASY QUARTA

Autori


Era una notte senza luna, Draghetto si avvicinò alla vecchia torre della strega Teodora e con una vocina timida ed educata, chiamò:

<< Signoraa … Ehi, voi della torre…>> Dopo qualche minuto si sentì un terribile rumore di piatti rotti, poi un miagolio spaventoso… Draghetto tratteneva il fiato.


Infine una lucina illuminò una finestra; la finestra si aprì pian piano cigolando… Il cuore di Draghetto batteva fortissimo.

Dalla finestra spuntò un naso, non un semplice naso, ma un grandissimo naso. Subito dietro il naso arrivarono anche una faccia assonnata e una grande quantità di capelli rossi spettinati. La faccia guardò giù e sbadigliò.


Draghetto vide i piccoli occhi della strega, appollaiati sopra il naso e gli sembrarono simpatici.

<<Chi è che mi cerca a quest’ora della notte?>> domandò. <<Sono Draghetto e ho un terribile problema>>

<<Benvenuto>> gli disse prendendogli la zampa

<<Ho scoperto…>> disse il poverino << che non sono capace di sputare fuoco come tutti i miei amici…>>


<<Bene, bene…>> disse Teodora <<sei capitato nel posto giusto; io inventerò subito una bella magia che ti farà sputare fuoco come tutti i draghi che si rispettano!!! Stai tranquillo.>>

<<Sigh, non c’è niente da fare… Sob, non ci riesco…>> Draghetto ormai piangeva a dirotto.

Teodora lo abbracciò: <<Su su, calmati>> gli disse <<vedrai che troveremo una soluzione…>>

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<<Bhe…>> rispose Teodora << dovrò studiare bene la faccenda e consultare un sacco di libri… ma… credo proprio che farò qualcosa di magico!>>

Detto questo, la strega prese Draghetto per una zampa e lo trascinò in una strana stanza piena di alambicchi e bottigliette. Poi lo fece sedere e gli ordinò di aprire la bocca e di bere una pozione magica. Draghetto bevve tutto d’un fiato quell’orribile intruglio e…

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Poi Teodora consultò un grosso libro polveroso, quindi disse: <<Tra poco berrai la mia pozione magica e sputerai fuoco. Devo fare la lista degli occorrenti… Come si dice? … In…>>

<<Ingredienti >> suggerì il gatto Pino.

<<Dunque dunque… ci vorranno due pizzichi di erba tritata, poi un pezzettino di coda di rospo, tre denti di lucertola, uno spicchio d’aglio e, per dargli un buon sapore, un bel cucchiaione di miele>>

Draghetto si fece coraggio, mandò giù un gran sorso ed esclamò: <<Però! Non è neanche tanto male!>>

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Teodora alzò un braccio: <<Sei pronto ragazzo? Allora: uno … due… tre… viaaa !!!>> gridò con la sua vociona .

Al due Draghetto aveva aperto la bocca , al tre aveva gonfiato il petto… Al via, chiuse gli occhi e sputò con tutte le sue forze.

Dalla sua bocca spalancata uscirono tante bellissime farfalle colorate.


Teodora disse a Draghetto di tapparsi il naso e di chiudere gli occhi.

In un secondo solo Draghetto bevve tutta la pozione, provò a sputare fuoco, ma … sputò chiodi.

Sconvolto si mise a piangere. Teodora lo consolò dicendo che poteva essere una cosa positiva.


La strega Teodora agitò la bacchetta magica e in un lampo Draghetto cominciò a sputare bolle di sapone.

Avete capito bene, proprio bolle di sapone!!!


Draghetto aprì la bocca e con tutti i suoi sforzi cominciò a sputare soldi.

Draghetto rimase stupito e esclamò:

<<Diventerò il più ricco di tutti!!!>>


Teodora pronunciò una formula magica: a sputare soldi.

<<Fuoco fuoco vien da me ti darò il pan del re … il pan del re e di draghetto, fuoco focone fuochino… fuochetto! Ed ora : uno… due… tre… viaaa!!!>>.

Draghetto sputò più forte che poteva ed ecco che dalla sua bocca uscirono tante… gocce arancioni. Per un po’, tutti erano rimasti immobili. Poi Teodora cominciò a leccarsi le labbra, Draghetto assaggiò una goccia con aria pensierosa.

<<Sembra aranciata! >> esclamò il gatto Pino.


Dopo aver bevuto la pozione magica di Teodora, Draghetto disse: <<Emmm niente male!>>

Il nostro amico si sentì molto strano e sputò acqua.


La strega Teodora, quando Draghetto aveva bevuto la pozione, alzò le mani dicendo:

<<Magica bula. !>>

Draghetto aprì la bocca e soffiò sputando migliaia di fiori colorati.


Draghetto aprì la bocca e sputò con tutto il suo fiato tantissime caramelle che riempirono la stanza.

La strega non credette ai suoi occhi e disse una magia per farle sparire ma, fortunatamente, non ci riuscì.


Draghetto era rimasto senza parole… tantissime caramelle che riempirono la stanza.

<<Accidenti>> borbottò Teodora cacciando tre o quattro farfalle colorate che si erano posate sul suo lungo naso <<Caro Draghetto non è una faccenda tanto semplice …>> Draghetto non credeva ai propri occhi, non spuntava fuoco, questo è vero, ma poco prima aveva spuntato delle farfalle bellissime! Era felice perché aveva qualcosa di speciale che lo rendeva diverso da tutti gli altri draghi.

FINE!


Draghetto capì: era contento di essere un drago diverso dagli altri. Si rendeva utile aiutando i muratori nei loro lavori.

FINE!


Draghetto con la strega Teodora invitò tutti i bambini a scoppiare le sue bolle. Il nostro amico era orgoglioso perché rendeva felice i bambini.

FINE!


Draghetto con i soldi comprò una villa a stile moderno con molti camerieri. Acquistò anche una limousine e visse felice.

Gli altri soldi li donò ai poveri.

FINE!


<<Non lo sembra soltanto, è aranciata! La più squisita che ci sia>> disse Teodora.

Allora Draghetto prese una bottiglia e, con un semplice movimento delle guance, la riempi di aranciata.

Teodora ebbe una grande idea: aprire un bar e vendere “Aranciata di drago”.

Erano tutti molto contenti, ma il più contento di tutti… il più emozionato… insomma l’eroe era Draghetto.

FINE!


Draghetto era felice di essere un drago speciale e Teodora decise di aprire un parco acquatico.

FINE!


Draghetto si sentì felice ed emozionato. Teodora decise di aprire un parco acquatico.

Al piccolo drago venne un’idea: aprì un banchetto da fiorista con scritto “ Fiori a volontà”.

FINE!


Draghetto aprì un chiosco con tanti tipi di caramelle e in breve tempo diventò ricco.

Si comprò: 50 Ferrari, 10 limusine e gli rimasero $ 1. 000 dollari per vivere tranquillo.

FINE!


CLASSE IV breve tempo diventò ricco.


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