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LA FIGURA DI ABRAMO

LA FIGURA DI ABRAMO. Il primo patriarca dell’ebraismo, del cristianesimo  e dell’islam. Chi sono i patriarchi ?. Ciò che caratterizza questi personaggi è la longevità. Il record è detenuto da Matusalemme che aveva 969 anni.

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LA FIGURA DI ABRAMO

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Presentation Transcript


  1. LA FIGURA DI ABRAMO Il primo patriarcadell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islam

  2. Chi sono i patriarchi? • Ciò che caratterizza questi personaggi è la longevità. Il record è detenuto da Matusalemme che aveva 969 anni. • Nella Bibbia la longevità è vista come segno della benedizione di Dio. • Il racconto biblico deve coprire lunghi periodi di storia con pochi personaggi. Viene così allungata la loro vita.

  3. Secondo il libro della Genesi i Patriarchi possono essere divisi in tre gruppi:

  4. I patriarchiantidiluviani: • Coprono il periodo che va dalla creazione del mondo fino al Diluvio universale: da Adamo (930 anni) a Noè (950 anni) • Il Diluvio universale avvenne nell'anno 1656 della creazione, quando Noè aveva seicento anni.

  5. I patriarchipostdiluviani: • Coprono il periodo che va dal Diluvio fino ad Abramo: da Sem (600 anni) a Terach, padre di Abramo (205 anni) • Vivono generalmente vite meno lunghe dei loro predecessori.

  6. I patriarchiebrei: • Sono quelli che più direttamente hanno dato origine al popolo ebraico: • Abramo • Isacco • Giacobbe

  7. Matriarche del popolo di Israele: - Sara, sposa di Abramo - Rebecca, sposa di Isacco - Lia e Zilpa, Rachele e Bila, spose di Giacobbe.

  8. ABRAMO

  9. Abramo è un pastoreche vive in Ur, in Mesopotania con la moglie Sara e i parenti. Abramo visse 175 anni (1946-2121).

  10. Un giorno sente la voce di Dio e dà la pienadisponibilità alla Sua chiamata. • Dio entra cosìnellastoria di Abramo e a lui si manifesta progressivamente: inizia la STORIA DELLA SALVEZZA

  11. Genesi 12, 1-5: la chiamata Il SIGNORE disse ad Abramo: «Va' via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va' nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».Abramo partì, come il SIGNORE gli aveva detto, e Lot andò con lui. Abramo aveva settantacinque anni quando partì da Caran.Abramo prese Sarai sua moglie e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che possedevano e le persone che avevano acquistate in Caran, e partirono verso il paese di Canaan.

  12. Giunsero così nella terra di Canaan, e Abramo attraversò il paese fino alla località di Sichem, fino alla quercia di More. In quel tempo i Cananei erano nel paese. Il SIGNORE apparve ad Abramo e disse: «Io darò questo paese alla tua discendenza». Lì Abramo costruì un altare al SIGNORE che gli era apparso. Di là si spostò verso la montagna a oriente di Betel, e piantò le sue tende, avendo Betel a occidente e Ai ad oriente; lì costruì un altare al SIGNORE e invocò il nome del SIGNORE. Poi Abramo partì, proseguendo da un accampamento all'altro, verso la regione meridionale.

  13. Il popoloeletto, che da Abramo ha origine, è prescelto per proclamare fra glialtripopoli la presenzadell’unico e veroDio e per preparare la venutadel Salvatore. • Abramo, chiamato da Dio, lascia per sempre il suoambiente e si mette in cammino verso una terra cheDiogli ha promesso, ma non gli ha dettoqualesarà.

  14. Abramo speraunadiscendenza, promessa da Diostesso, nonostante la mogliesiagiàvecchia e sterile, ed ha un figliochechiamaIsacco.

  15. Diochiede ad Abramo una grande fede e una grande disponibilità ai Suoidisegni: Abramo rispondesempre con attenzione e con devozione ai richiami di Dio, è obbediente alla Sua volontàfino a sacrificare a Lui il figliochegli è nato da Sara.

  16. Genesi 22, 1-8: il sacrificio d’Isacco Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abraamo e gli disse: «Abraamo!» Egli rispose: «Eccomi». E Dio disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e va' nel paese di Moria, e offrilo là in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò».Abraamosi alzò la mattina di buon'ora, sellò il suo asino, prese con sé due suoi servi e suo figlio Isacco, spaccò della legna per l'olocausto, poi partì verso il luogo che Dio gli aveva indicato.

  17. Il terzo giorno, Abraamo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo. Allora Abraamo disse ai suoi servi: «Rimanete qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin là e adoreremo; poi torneremo da voi». Abraamo prese la legna per l'olocausto e la mise addosso a Isacco suo figlio, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme.  Isacco parlò ad Abraamo suo padre e disse: «Padre mio!» Abraamo rispose: «Eccomi qui, figlio mio». E Isacco: «Ecco il fuoco e la legna; ma dov'è l'agnello per l'olocausto?»  Abraamo rispose: «Figlio mio, Dio stesso si provvederà l'agnello per l'olocausto». E proseguirono tutti e due insieme.

  18. Giunsero al luogo che Dio gli aveva detto. Abraamo costruì l'altare e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figlio, e lo mise sull'altare, sopra la legna. Abraamo stese la mano e prese il coltello per scannare suo figlio. Ma l'angelo del SIGNORE lo chiamò dal cielo e disse: «Abraamo, Abraamo!» Egli rispose: «Eccomi».E l'angelo: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli male! Ora so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo».  Abraamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, impigliato per le corna in un cespuglio. Abraamo andò, prese il montone e l'offerse in olocausto invece di suo figlio. Abraamo chiamò quel luogo «Iavè-Irè». Per questo si dice oggi: «Al monte del SIGNORE sarà provveduto».

  19. L'angelo del SIGNORE chiamò dal cielo Abraamo una seconda volta, e disse: «Io giuro per me stesso, dice il SIGNORE, che, siccome tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo, io ti colmerò di benedizioni e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua discendenza s'impadronirà delle città dei suoi nemici.Tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce».

  20. Il figlioIsacco, che sale il monte con la legnasullespalle per volontàdelpadre è la figura di Cristoche per volontàdelPadresalirà i calvario con la crocesullespalle per la salvezza di tutti gliuomini.

  21. Perchè Abramo è grande? Perchè ha credutocontroognisperanzaumana. Per questafede ha godutodellabenevolenzadivina. Dio ha fattomeraviglie per lui e per mezzo di lui ed è il padre di tutti i credenti.

  22. Lettera ai Romani 4, 18-25: la grande fede di Abramo e la nostragiustificazione Fratelli, Abramo ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo — aveva circa cento anni — e morto il seno di Sara. Per la promessa di Dio non esitò con incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento.

  23. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato come giustizia, ma anche per noi, ai quali sarà egualmente accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

  24. Che cosasignifica l’esperienzadi Abramo? • Con la sua testimonianza Abramo ci insegnache è Diocheprende l’iniziativa di inserirsinell’umanità per far conoscereagliuomini la via dellasalvezza. • Diochiama Abramo edogniuomo ad uscire dal proprio ambiente per permettere la realizzazionedellasalvezza. • Abramo è attento e si fa disponibile alla chiamata di Dio, loascolta e losegue anche se Dio non gliindica il paesenelqualedeveandare.

  25. Dinanzi ad unarichiestamisteriosa come il sacrificiodell’unicofiglio, ubbidisce a Dioperchè si fidapienamente di Lui. • È per questadisponibilità e questapienafiduciacheDio da inizio alla storiadelsuopopolo, unastoriachediventerà la storiadellasalvezza per tutta l’umanità.

  26. Ogni uomo è un chiamato e Dioscrive per lui unapiccolastoria: dal suo modo di risponderedipende la sua realizzazione e la sua salvezza.

  27. Di solito, l’uomo è portato a fidarsitroppo di se stesso e a poggiare le sue sicurezze su valoriche non losoddisfano e addiritturaglidannoinsicurezza, procurandoglisamarrimento. • L’uomo da solo non si realizza, ha bisogno di aprirsi a Dio e di accogliereglialtri per costruireunastoriachelorendasereno e benevolo.

  28. L’esempio di Abramo ci invita ad essereattenti a Diochechiamaogniuomo, a venir fuori dalle nostrechiusure e dalle nostresicurezze e ad averefiduciapiena in Lui. Dio ci vuoleattori di unastoria di salvezzachedobbiamocostruireinsiemeaglialtri come Popolosuo, non come semplicespettatori.

  29. Abramo e Agar • Siccome Sara non aveva figli, offre al marito la propria schiava egiziana Agar e da questa unione nasce Ismaele. • In seguito, quando Sara ha il figlio Isacco, scoppia nella donna una profonda gelosia nei confronti della giovane serva, al punto che Abramo è costretto ad allontanare Agar e suo figlio Ismaele.

  30. Genesi 16:1-16 Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, Sarai disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli». Abram ascoltò la voce di Sarai. Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito. Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei. Allora Sarai disse ad Abram: «L'offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si è accorta d'essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!». Abramdisse a Sarai: «Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare». Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò. La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur, e le disse: «Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?».

  31. Rispose: «Vado lontano dalla mia padrona Sarai». Le disse l'angelo del Signore: «Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa». Le disse ancora l'angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine». Soggiunse poi l'angelo del Signore:«Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamarai Ismaele,  perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione. Egli sarà come un ònagro; la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli». Agar chiamò il Signore, che le aveva parlato: «Tu sei il Dio della visione», perché diceva: «Qui dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la mia visione?». Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi; è appunto quello che si trova tra Kades e Bered. Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito. Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.

  32. TraBibbia e Corano • La tradizione musulmana si considera erede di Ismaele, il figlio maggiore di Abramo • La Bibbia afferma che il figlio della promessa e dell’alleanza è Isacco, il figlio di Sara

  33. Nel Corano Abramo anticipa la missione di Maometto, anzi diventa il vero fondatore della religione musulmana, che è chiamata “religione di Abramo”. Tale aspetto appare soprattutto in tre momenti della vita del patriarca: la sua scoperta del monoteismo, il sacrificio del figlio e il soggiorno alla Mecca.

  34. Per il Corano, Abramo è il fondatore del monoteismo. Abramo, è scelto da Dio e cerca di convertire la propria famiglia al culto del solo vero Dio.

  35. Il sacrificio del figlio e la sottomissione” di Abramo. • Abramo è presentato come un modello di sottomissione, che è il significato della parola islàm L’episodio coranico si allontana in diversi punti dal racconto biblico: il patriarca vede in sogno che sta immolando suo figlio; lo avverte, ed egli accetta subito di essere sacrificato. Entrambi “si rimettono [a Dio]” e Abramo per dimostrarlo mette contro la terra la fronte del figlio; allora Dio interviene per mettere fine alla prova. Tale figlio sarà identificato con Ismaele .

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