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NIETZSCHE (l’eterno ritorno all’uguale)

NIETZSCHE (l’eterno ritorno all’uguale). prof. Michele de Pasquale. ogni cosa ha un inizio e una fine, un principio e uno scopo. l’uomo della cultura occidentale è prigioniero di una concezione errata del tempo, quella lineare :.

rosina
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NIETZSCHE (l’eterno ritorno all’uguale)

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Presentation Transcript


  1. NIETZSCHE(l’eterno ritorno all’uguale) prof. Michele de Pasquale

  2. ogni cosa ha un inizio e una fine, un principio e uno scopo l’uomo della cultura occidentale è prigioniero di una concezione errata del tempo, quella lineare: il passato è irreversibile, il futuro è un evento sempre incombente che ci impedisce di godere il presente i momenti di questo percorso sono irripetibili ed hanno un senso perchè inscritti in una grande logica

  3. a questa concezione del tempo, Nietzsche oppone una concezione ciclica: il mondo è dominato dalla necessità della ripetizione (gli eventi sono destinati eternamente a ripetersi) se ogni istante ritorna non vi sono più direzioni prescritte (non esistono più punti di riferimento certi, cade la possibilità di orientarsi nel tempo rispetto a scopi assoluti; cadono i fondamenti ontologici di ogni progetto etico o religioso) il tempo non ha fine, il divenire non ha scopo

  4. l’eterno ritorno non è una concezione fatalistica (se la vita è imprigionata nella circolarità, sono inutili gli atti di volontà degli uomini!): l’amor fati nietzscheano non è l’accettazione rassegnata delle cose così come accadono, ma è assunzione volontaria e consapevole di quella legge universale che gli altri si limitano a seguire ciecamente

  5. ne consegue, per Nietzsche, una nuova concezione dell’agire umano: se nella visione lineare un istante acquista significato in quanto legato agli altri per il raggiungimento di un fine, nella visione nietzscheana ogni momento del tempo e quindi ogni attimo di vita di un’esistenza singola, possiede tutto intero il suo senso (l’attimo presente viene vissuto per se stesso, come se fosse eterno: primato dell’attimo)

  6. le massime conseguenti: muovi sempre dall’attimo, dal presente vissuto pienamente, in quanto affidato non al destino ma alla volontà; vivi questo attimo in modo tale che tu debba desiderare di riviverlo solo un uomo felice potrebbe volere l’eterna ripetizione di ogni attimo della propria vita: l’eterno ritorno può essere voluto solo dal superuomo

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