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Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile. Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale distribuito, statale e regionale, per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile.

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Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile

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Presentation Transcript


  1. Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile Indirizzi operativiper la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale distribuito, statale e regionale, per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile

  2. DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE INDIRIZZI OPERATIVI PER LA GESTIONE ORGANIZZATIVA E FUNZIONALE DEL SISTEMA DI ALLERTAMENTO NAZIONALE DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO AI FINI DI PROTEZIONE CIVILE • Indice: • Finalità e compiti generali. • Zone d’allerta, soglie, livelli di criticità e livelli d’allerta. • Compiti, funzioni ed organizzazione della rete dei Centri Funzionali per le finalità di protezione civile. I Centri di Competenza. • Previsioni meteorologiche, avvisi e bollettini. • Misure di previsione e prevenzione non strutturale finalizzate alla riduzione del rischio idrogeologico ed idraulico elevato e molto elevato ai sensi del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, ed al governo delle piene. • Indicazioni transitorie e temporanee.

  3. Compiti, funzioni ed organizzazione della rete dei Centri Funzionali per le finalità di protezione civile. • Compito della rete dei Centri Funzionali è quello di far confluire, concentrare ed integrare tra loro: • i dati qualitativi e quantitativi rilevati dalle reti meteo-idro-pluviometriche, dalla rete radarmeteorologica nazionale, dalle diverse piattaforme satellitari disponibili per l’osservazione della terra; • i dati territoriali, geologici e geomorfologici; • le modellazioni meteorologiche, idrologiche, idrogeologiche ed idrauliche. • La finalità di tale compito è di fornire un servizio continuativo per tutti i giorni dell’anno e, se del caso, su tutto l’arco delle 24 ore giornaliere che sia di supporto alle decisioni delle autorità competenti per le allerte e per la gestione dell’emergenza, nonché assolva alle necessità operative dei sistemi di protezione civile.

  4. Centri Funzionali:Localizzazione e territorio di competenza Sono le strutture che, sulla base delle reti informative e della conoscenza delle criticità sul territorio, devono fornire il supporto tecnico alla decisione di Protezione Civile 23 Centri Funzionali 10 C.F. anche parzialmente operativi 1 Centro Funzionali nazionale 2 Centri di Competenza nazionale: APAT e CNMCA • finanziamenti • 6.321.104 Euro, Ex L. 267/98, già trasferiti alla Regione Basilicata • Circa 7,5 milioni di Euro a valere sui fondi di competenza dello Stato della quota dell’otto per mille dell’IRPEF; • convenzioni operative con ARPA-SIM Emilia Romagna, CIMA di Savona, ARPA Piemonte; • bando di gara pubblicato sulla GUCE il 14/11/2003; • esame delle domande di partecipazione il 28/12/2003.

  5. LA CONCERTAZIONE E LE CONVENZIONI Gli indirizzi operativi sono il risultato di un lungo percorso di raccolta di opinioni e dibattiti, formali ed informali, tra molti dei soggetti coinvolti sviluppatosi nell’ambito dei diversi Tavoli Tecnici costituiti ai sensi delle Ordinanze 3134/01 e 3260/02 che hanno accompagnato la realizzazione della rete meteo-radaristica nazionale e dei Centri Funzionali, nonché dei progetti di ottimizzazione e manutenzione delle reti idro-meteo pluviometriche. Buona parte degli indirizzi operativi sono già stati concertati ed adottati nell’ambito delle convenzioni sottoscritte: • da ciascuna Regione o Provincia autonoma, dal Dipartimento e dalla Regione Basilicata e relative alla rete dei Centri Funzionali; • dalle Regioni Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia-Giulia e dal Dipartimento, relativamente all’integrazione nel sistema radar nazionale dei radar esistenti …

  6. GESTIONE DEL SISTEMA DI ALLERTA NAZIONALE La gestione del sistema di allerta nazionale è assicurata dal Dipartimento della protezione civile, dalle Regioni e dalle Province autonome attraverso la rete dei Centri Funzionali, nonché le strutture regionali ed i centri di competenza chiamati a concorrere funzionalmente ed operativamente a tale rete… • Ai fini delle attività di previsione e prevenzione, le Regioni e le Province Autonome, anche cooperando tra loro e d’intesa con il Dipartimento della protezione civile: • suddividono e/o aggregano i bacini idrografici di propria competenza, o parti di essi, in ambiti territoriali significativamente omogenei per l’atteso manifestarsi nel tempo reale della tipologia e della severità degli eventi meteoidrologici intensi e dei relativi effetti; • stabiliscono un insieme di valori degli indicatori che, singolarmente o concorrendo tra loro, definiscono, per ogni tipologia di rischio, un sistema di soglie articolato almeno sui due livelli di moderata ed elevata criticità, oltre che ad un livello base di situazione ordinaria, in cui le criticità possibili sono ritenute comunemente ed usualmente accettabili dalle popolazioni.

  7. Convenzione n.391 stipulata con l’ARPA Piemonte il 19/12/2001 Zone di allertamento Lombardia Calabria 102 aree

  8. DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE …… Quadro legislativo, autorità, avvisi, ecc…

  9. GLI INDIRIZZI OPERATIVI SONO DESTINATI AD “… ALLERTARE CHI DEVE ALLERTARE …” Il SISTEMA DELLA PROTEZIONE CIVILE E LE POPOLAZIONI AI FINI DELLA SALVAGUARDIA LORO E DEI BENI NEL TEMPO REALE E NELL’AMBITO DEL QUADRO LEGISLATIVO VIGENTE Ciascuna Regione o Provincia autonoma avrà quindi cura di indirizzare e/o stabilire le procedure e le modalità di allertamento del proprio sistema di protezione civile ai diversi livelli, regionale, provinciale e comunale ai sensi del decreto legislativo n. 112/1998, della legge n. 401/2001 e della normativa regionale in materia di protezione civile, nonché secondo le indicazioni del presente atto ed i criteri di massima per la pianificazione d’emergenza già emanati dal Dipartimento della protezione civile.

  10. QUADRO LEGISLATIVO L. 183/89 Presidenza del Consiglio dei Ministri DPC L. 225/92 L. 267/98 L. 401/01 D.L.vo 112/98 Circolare interpretativa DPC/CG/0035114 del 30/09/02 Presidenti delle Giunte Regionali Secondo le procedure regionali D. L.vo 245 del 4/11/02. art. 3 Province Comuni Difesa del suolo UTG INDIRIZZI … Tempo differito … … Tempo reale …

  11. QUADRO LEGISLATIVO : Certezze DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE ENTI PUBBLICI TERRITORIALI UFFICI TERRITORIALI DI GOVERNO • predispone sia i programmi e le attività di previsione e prevenzione che l’attuazione degli interventi in caso di calamità catastrofi e altri eventi che determinano situazioni di rischio • formula gli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di emergenza IL PREFETTO REGIONI assicura, coerentemente con quanto pianificato in sede locale dai competenti enti territoriali, il concorso delle amministrazioni e strutture centrali e periferiche dello Stato • predispone i piani provinciali di emergenza • attua le attività di previsione e prevenzione previste dai relativi programmi regionali • vigila sulla predisposizione dei servizi urgenti da parte delle strutture provinciali di protezione civile PROVINCE • attraverso… • la deroga alla normativa vigente per assumere iniziative di carattere straordinario, anche in attesa di specifica ordinanza • B) l’attivazione dei mezzi e dei poteri di competenza statale • predispone i piani comunali di emergenza • attua le attività di previsione e prevenzione previste dai relativi programmi regionali • attiva i primi soccorsi necessari a fronteggiare l’emergenza COMUNI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI PER IL RITORNO ALLE NORMALI CONDIZIONI DI VITA URGENTI PER IL SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA

  12. QUADRO LEGISLATIVO : Ambiguità nel d.l.vo n. 112/98 Capo VIII Protezione Civile Art. 107 – Funzioni mantenute alla Stato a) all’indirizzo, promozione e coordinamento delle attività delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni, delle comunità montane, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale in materia di protezione civile: g) la promozione di studi sulla previsione e la prevenzione dei rischi naturali ed antropici ; Capo IV Risorse idriche e difesa del suolo Art. 88– Compiti di rilevo nazionale c) alla determinazione di criteri, metodi e standard di raccolta elaborazione e consultazione dei dati, alla definizione di modalità di coordinamento e di collaborazione tra i soggetti pubblici operanti nel settore, nonché indirizzi volti all'accertamento, ricerca e studio degli elementi dell'ambiente fisico e delle condizioni generali di rischio; alla valutazione degli effetti conseguenti alla esecuzione dei piani, dei programmi e dei progetti su scala nazionale di opere nel settore della difesa del suolo; z) alla determinazione di criteri, metodi e standard volti a garantire omogeneità delle condizioni di salvaguardia della vita umana, del territorio e dei beni; Art. 108 – Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali Regioni a1) alla predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali; a2) all'attuazione di interventi urgenti in caso di crisi determinata dal verificarsi o dall'imminenza di eventi omissis; Province b1) all'attuazione, in ambito provinciale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali, omissis; Comuni c1) all'attuazione, in ambito comunale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali; Art. 89 – Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali c) ai compiti di polizia idraulica e di pronto intervento di cui al regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 e al regio decreto 9 dicembre 1937, n. 2669, ivi comprese l'imposizione di limitazioni e divieti all'esecuzione di qualsiasi opera o intervento anche al di fuori dell'area demaniale idrica, qualora questi siano in grado di influire anche indirettamente sul regime dei corsi d'acqua; PRESIDIO TERRITORIALE Polizia idraulica Serv. idrometrico Serv. di piena Serv. di pronto intervento idraulico Interventi urgenti

  13. SCHEMA DI GESTIONE DEL SISTEMA DELLA PROTEZIONE CIVILE PRIMA DEL MANIFESTARSI DELL’EVENTO Livelli di criticità AUTORITÀ DI PROTEZIONE CIVILE BASE Zona di allertamento PREVISIONE soglie MODERATA ELEVATA PREVENZIONE scenario AL MANIFESTARSI DELL’EVENTO IL PIANO EMERGENZIALE E LE SUE FASI PER IL SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA ATTEN. ALLARME PRE-ALL. PREVENZIONE Il piano emergenziale e le sue fasi EMERGENZA DEGLI EFFETTI GOVERNO DURANTE E DOPO IL MANIFESTARSI DELL’EVENTO VALUTAZIONE DEI DANNI PER IL RITORNO ALL’ORDINARIETÀ NEL BREVE PERIODO PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI VALUTAZIONE DEL RISCHIO RESIDUO

  14. ARCHITETTURA GENERALE DEL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE NEL TEMPO REALE -72 ore CENTRO FUNZIONALE Si auto attiva in previsione di un evento significativo Avvisi meteo Avviso di criticità -12 ore Autorità di Protezione civile Fase previsione e prevenzione Attività di previsione monitoraggio e sorveglianza Informazioni Manifestazione evento S.O.R. Manifestazione primi effetti Fase emergenza Attività di contrasto e interventi urgenti di prima emergenza Allertamento del sistema regionale di protezione civile Attivazione sistema preposto al contrasto ed alla gestione emergenza Attività di gestione “ordinaria” dell’emergenza Dichiarazione stato emergenza Fase intervento infrastrutturale Attivazione ordinanza specifica Fine effetti Attività volte a ristabilire le condizioni ordinarie di vita t

  15. AUTORITÀ E STRUTTURE: FASE DI SORVEGLIANZA E CONTRASTO Autorità di protezione civile Presidente della Giunta – Capo del Dipartimento ai sensi dell’art. 3 D. L.vo 245 del 4/11/02 A) Rete Centri Funzionali 1) Rete Sale Operative e/o Centri Situazioni C.F. Regionali e delle Province autonome Regionali e/o Provinciali C.F. Nazionali Nazionale 1 DPC Ce.Si. DPC 1 RETE RETE 2 2 Centri di competenza APAT 3 3 RID 4 4 CNMCA 5 5 … … … B) Governo delle piene 2) Presidi territoriali INFORMAZIONI Previsione, monitoraggio, sorveglianza, prevenzione non strutturale Contrasto preventivo e gestione emergenza

  16. SERVIZIO DI GOVERNO DELLE PIENE R.D. 2669/1937 I SERVIZI CHI GESTISCE … CHI GOVERNA … Attività svolte dal CENTRO FUNZIONALE SERVIZIO DI PREVISIONE E MONITORAGGIO SERVIZIO IDROMETRICO Regione/DPC Livelli di criticità SERVIZIO DI PRESIDIO TERRITORIALE IDRAULICO (esteso a tutti i corsi d’acqua che presentino evidenze di criticità) Attività svolte dal soggetto delegato dalla Regione Regione SERVIZIO PIENA anche su opere idrauliche di 1ª e 2ª categoria Regione e DPC con il concorso tecnico di AdB, RID Attività svolte dai gestori SERVIZIO DI REGOLAZIONE DEI DEFLUSSI Pianificazione e programmazione di protezione civile Piano di emergenza provinciale Piano di emergenza della diga Documento di protezione civile

  17. Servizio di governo delle piene: regolazione dei deflussi Flusso delle informazioni durante l’evento CF. DI RIF. CF DEC. GESTORE • Insieme dei dati e delle informazioni raccolte • Livelli di criticità Dati monitoraggio informazioni Dati monitoraggio invaso Manovre ed informazioni Servizio presidio territoriale idraulico Trasmissione manovre UTG di riferimento RID compartimentale Unità di comando e controllo (Regioni e/o Prov.aut.me, DPC) Trasmissione consenso per manovre extra documento di protezione civile della diga e/o piano di laminazione UTGvalle Piano di laminazione AdB RID

  18. Previsioni meteorologiche e degli effetti al suolo: bollettini e avvisi • Previsioni: • - Meteorologica • Scala max/min: • - Sinottica • - Nazionale • Previsioni: • - Meteorologica • - Effetti • Scala max/min: • - Nazionale • - Regionale • Previsioni: • - Effetti • Scala max/min: • - Regionale • - Zone d’all.mento Bollettino di vigilanza meteorologica Adottato: - Capo Dip. Diffuso: - Centri Funzionali - Ministeri Avviso di avverse condizioni meteo Adottato: - Presidenti Giunte - Capo Dip. Diffuso: - Presidenze Giunte - Centri Funzionali - UTG - Ministeri Avviso di criticità Adottato: - Presidenti Giunte - Capo Dip. Diffuso: - Presidenze Giunte - Centri Funzionali - Ministeri

  19. L'attività di previsione: Avviso di criticità nazionale

  20. SISTEMA DI ALLERTAMENTO DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Schema delle procedure per la diramazione di previsioni meteorologiche, avvisi ed allarmi in condizioni meteo avverse e di rischio idrogeologico e idraulico nelle more della costituzione del gruppo tecnico PREVISIONI NUMERICHE COMMENTATE E BOLLETTINO DI VIGILANZA METEOROLOGICA GIORNALIERA NAZIONALE WEB DPC Bollettino meteorologico giornaliero Previsioni in forma numerica a scala sinottica C.F. regionali e/o Servizi meteo Mininterno Minambiente Minagricoltura Mininfrastrutture DPC Veglia Meteo DPC Ufficio valutazione e prevenzione rischi Gruppo Tecnico UGM/CNMCA Servizi meteo regionali o aree previsione meteo C.F. regionali/provinciali selezionate dal Dipartimento

  21. SISTEMA DI ALLERTAMENTO DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Schema delle procedure per la diramazione di previsioni meteorologiche, avvisi ed allarmi in condizioni meteo avverse e di rischio idrogeologico e idraulico nelle more della costituzione del gruppo tecnico AVVISO DI CRITICITA’ REGIONALE – CENTRO FUNZIONALE REGIONALE OPERATIVO Ufficio presidenza giunta regionale Proposta avviso criticità regionale Avviso meteo nazionale DPC Ufficio pianificazione, valutazione e prevenzione dei rischi Centro Funzionale Centro Funzionale regionale operativo Avviso criticità regionale adottato Avviso meteo regionale UTG Ufficio presidenza Giunta regionale Ufficio responsabile sistema protezione civile Centri Funzionali regionali e/o Presidenze Giunte Regioni bacini interregionali Ce.Si. – Ufficio Gestione Emergenze Secondo le procedure adottate dalle Regioni

  22. SISTEMA DI ALLERTAMENTO DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Schema delle procedure per la diramazione di previsioni meteorologiche, avvisi ed allarmi in condizioni meteo avverse e di rischio idrogeologico e idraulico nelle more della costituzione del gruppo tecnico Centro Funzionale regionale non operativo Presidente giunta regionale Avviso di criticità adottato Avviso meteo nazionale Propone avviso di criticità DPC Ufficio pianificazione, valutazione e prevenzione dei rischi Centro Funzionale DPC Ce.Si. Ufficio gestione emergenze Responsabile C.F. non operativo Richiesta assistenza del C.F. del DPC Ufficio Presidenza giunta regionale Ufficio responsabile sistema protezione civile Centri Funzionali regionali e/o Presidenze Giunte Regioni bacini interregionali Ce.Si. – Ufficio Gestione Emergenze UTG

  23. DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE Altri esempi europei … METEOFRANCE

  24. Sistema di sorveglianza meteorologica sviluppato da Meteofrance in collaborazione con le autorità di Protezione Civile

  25. Esempio di mappa interattiva per i rischi connessi: viabilità Mis à jour en permanenceLe Centre Régional d'Information et de Coordination Routières "Ile-de-France/Centre" vous renseigne sur les conditions actuelles de circulation (bouchons, accidents, travaux, météo routière, ...)Sa zone de compétence concerne les départements suivants : 18, 28, 37, 36, 41, 45, 77, 78, 91, 92, 93, 94 et 95.

  26. DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE In conclusione …

  27. STRUMENTO LEGISLATIVOGli indirizzi operativi saranno quindi emanati ai sensi del comma 2 dell’art. 5 della legge 401/01 Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero il Ministro dell'interno da lui delegato, predispone gli indirizzi operativi dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i programmi nazionali di soccorso e i piani per l'attuazione delle conseguenti misure di emergenza, di intesa con le regioni e gli enti locali

  28. Uno strumento per il supporto alla decisione Espletano a scala regionale e sovraregionale attività di sorveglianza e di supporto tecnico alle competenti strutture della protezione civile finalizzate all’emissione degli allarmi a favore delle popolazioni esposte al rischio Centri Funzionali Previsti nel decreto di approvazione dell’impiego degli 80 miliardi assegnati dalle leggi 267/98 (decreto Sarno) e 365/00 (Decreto Soverato), per l’ottimizzazione del monitoraggio idropluviometrico sul territorio nazionale Ottimizzano e centralizzano a livello regionale o di provincia autonoma tutte le informazioni meteo, meteo-radar, idrologiche e idrauliche necessarie per la previsione degli effetti al suolo e l’emissione degli allerta Il DPC e la regione Basilicata hanno portato a compimento il progetto definitivo della rete di 23 centri funzionali sulla base di interlocuzioni tecniche e istituzionali presso regioni e provincie autonome e servizi dello stato per un importo previsionale di circa 13 mln ecu Il progetto è stato approvato dal comitato tecnico ex L. 267/98 in data 15.01.2001 il quale ha assicurato una prima significativa copertura che consentirà entro il 2003 di realizzare e ottimizzare una prima rete parziale di circa 9 centri funzionali presso le realtà regionali tecnicamente più avanzate in materia di previsione, prevenzione e monitoraggio a fini di protezione civile. La Regione Basilicata ha ottenuto un finanziamento di circa 15 miliardi di lire a valere sui fondi di competenza dello Stato della quota dell’otto per mille dell’IRPEF

  29. RETE RADAR NAZIONALE MONTE MACAION MONTE MATAJUR LONCON MALPENSA SPINO D’ADDA RADAR ESISTENTI TEOLO NUOVE INSTALLAZIONI DELLA PROT. CIVILE GATTATICO BRIC DELLA CROCE S.P. CAPOFIUME COLLE SETTEPANI RICOLLOCAZIONE RADAR PRETURO SAN GIUSTO MONTE PAGANUCCIO NUOVE INSTALLAZIONI REGIONALI MONTE LE PIZZORNE RADAR IFA-CNR MONTE SERANO POGGIO DI MONTIERI MONTE RASU PRETURO MONTE MIDIA FOSSALON DI GRADO IL MONTE ROMA FIUMICINO PIANA DI MONTENERO GRAZZANISE GIOIA DEL COLLE MONTE COMUNE MONTE LI-FOY CASARANO MONTE ARMIDDA DECIMOMANNU MONTE PETTINASCURA RADAR AERONAUTICA MILITARE MONTE PECORARO MONTE DELLE ROSE TRAPANI MONTE LAURO RADAR ENAV

  30. I FLUSSI E GLI AVVISI Regioni o Province autonome selezionate da DPC e competenti in meteorologia CNMCA Veglia meteo DPC C.F. DPC Regione o Provincia autonoma C.F. operativo Gruppo Tecnico COORDINA DI CONCERTO AUTORIZZATE AVVISI AVVERSE CONDIZIONI METEO Bollettino Meteo Scala Sinottica AVVISO CRITICITÀ REGIONALE (a) (1) AVVISO NAZIONALE (2) Regione o Provincia autonoma C.F. non operativo AVVISI AVVERSE CONDIZIONI METEO RESTANTI REGIONI E PROV. AUTONOME AVVISO CRITICITÀ REGIONALE (b) BOLLETTINO O AVVISO DI CRITICITÀ NAZIONALE Sintesi (1)+(2) Somma (a)+(b)

  31. Servizio di governo delle piene Piano di laminazione Modifica preventiva e/o in corso di intervallo di evento delle condizioni di invaso attese al manifestarsi di un successivo evento atteso CF. DI RIFERIMENTO Definizione preventiva dei volumi invasabili per laminazione RID AdB • Programmi di attuazione: • mantenimento di una quota di invaso limitata per un determinato periodo di tempo coincidente con il periodo critico dell’anno per il verificarsi di eventi di piena • l’esecuzione di manovre preventive e/o in corso di evento da attivare sulla base della previsione deterministica delle precipitazioni e dei deflussi attesi all’invaso, nonché sullo stato dell’invaso e della portata territorialmente sostenibile a valle dell’invaso, che consentano di rendere disponibile con un congruo anticipo i volumi preventivamente definiti REGIONE/I DPC GESTORE/I

  32. Progetto Situazione attuale Progetto Rete Radar 1500 m

  33. SISTEMA DI ALLERTAMENTO DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Schema delle procedure per la diramazione di previsioni meteorologiche, avvisi ed allarmi in condizioni meteo avverse e di rischio idrogeologico e idraulico nelle more della costituzione del gruppo tecnico AVVISO DI AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE NAZIONALE DPC WEB Uffici di presidenza Giunta regionale Servizi meteo regionali o aree previsione meteo C.F. regionali Avviso Meteo Nazionale Avvisi da C.F. operativo C.F. regionali DPC Ufficio valutazione e prevenzione rischi UTG DPC Veglia Meteo Mininterno Minambiente Minagricoltura Mininfrastrutture Avvisi meteo DPC dove non è operativo il C.F. DPC C.F.

  34. Rainfield mutifractal disagregation Previsioni probabilistiche GCM-ECMWF,Reading 40 Km / 72 - 6 LAM 20km /72h-6 LAM 10km/ 72h – 3h

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