1 / 49

Capitolo 3

La varietà delle imprese. Capitolo 3. Varietà nei modelli d’impresa. fattori firm-specific : lo stile di gestione, la struttura organizzativa, la storia, i valori condivisi, le professionalità

rhett
Download Presentation

Capitolo 3

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. La varietà delle imprese Capitolo 3

  2. Varietà nei modelli d’impresa • fattori firm-specific: lo stile di gestione, la struttura organizzativa, la storia, i valori condivisi, le professionalità • fattori industry specific: l’ambito settoriale di appartenenza, la natura dell’offering e la tipologie del processo produttivo • fattory context-specific: fitta rete di rapporti con variabili specifiche del più ampio contesto in cui operano, dal semplice contesto territoriale di riferimento al contesto più generale definito in termini di sistema-Paese Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  3. Sistema Paese • Il concetto di sistema paese nella sua accezione più estesa richiama i fattori politico-istituzionali (regolamentazione e infrastrutture) ed il sistema dei valori di un Paese: • Lo stato e le strutture di governo: determinano lo stato di industrializzazione e la stabilità politica e sociale • Le strutture di governo sovranazionali • Le istituzioni amministrative e finanziarie (fonti finanziarie, sistema bancario) • I servizi delle pubbliche amministrazioni • La disponibilità di adatte infrastrutture viarie e telematiche • Acquisizioni comuni di input energetici e materie prime • Valori sociali e culturali Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  4. Modelli dimensionali d’impresa • La grande impresa • La piccola impresa • La micro impresa e l’impresa artigiana • La media impresa • Le imprese distrettuali ed i sistemi produttivi locali Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  5. La definizione quantitativa • Secondo Istat e Eurostat • da 1 a 9 addetti l’impresa è classificata come micro-impresa; • da 10 a 99 addetti l’impresa è piccola; • da 100 a 499 addetti si parla di media impresa; • oltre i 500 addetti l’impresa è di grandi dimensioni. • L’unione europea: • microimprese: meno di 10 dipendenti e un fatturato fino a 2 milioni di euro; • piccole impresa: numero di dipendenti tra 10 e 49 e un fatturato tra 2 e10 milioni di euro; • medie imprese: dipendenti tra 50 e 249, un fatturato tra 10 e 50 milioni di euro; • grandi imprese: almeno 250 addetti e oltre 50 milioni di euro di fatturato Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  6. Il problema della definizione con parametri quantitativi: Il ruolo di parametri qualitativi Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  7. La grande impresa Connotati qualitativi della grande impresa 1) la dimensione elevata; 2) l’apporto di manager nell’attività di governo; 3) la capacità di organizzazione autonoma di taluni fattori di produzione; 4) il potere di condizionamento nei confronti di soggetti esterni; 5) la frequente strutturazione a gruppo. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  8. 1) Dimensione elevata UE: > 250 addetti e > 40 mil. euro di fatturato ISTAT: >500 addetti ATTENZIONE: è importante la quota di mercato Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  9. 2. L’apporto dei manager nell’attività di governo Imprese governate da proprietari e manager (imprese famigliari) Imprese a proprietà assente (public company) Imprese a proprietà organizzata (banche, fondi gestione) e gestite da manager Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  10. 3. La capacità di organizzazione autonoma di taluni fattori di produzione R&S, formazione, acquisizione risorse finanziarie 4. Il potere di condizionamento verso i soggetti esterni Verso i clienti di cui conoscono il comportamento d’acquisto e le aspettative grazie alle ricerche; Verso i fornitori 5. La struttura a gruppo (esempio principali gruppi italiani) Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  11. Vantaggi e limiti della grande impresa • Vantaggi: • Economie di scala tecnologiche • Economie di scala di gestione • Specializzazione e innovazione • Bassi rischi di mercato grazie alle internalizzazioni • Capacità di influenza del mercato • Limiti • La flessibilità è limitata in condizione di forte turbolenza e complessità e quando l’efficienza produttiva non è il solo parametro ma diventano importanti la flessibilità e la rapidità di risposta. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  12. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  13. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  14. La piccola impresa • La definizione in base a parametri quantitativi: le classi di fatturato (2-10 mil. di euro; il numero di addetti (da 10 a 99); la capacità produttiva; il capitale investito. • I parametri qualitativi: • l’ assetto istituzionale di matrice imprenditoriale • l’accentramento dei processi decisionali • l’operare in reti di relazioni interaziendali • la semplicità della struttura organizzativa • l’entità limitata del patrimonio • limiti nelle opzioni strategiche Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  15. Il peso delle piccole imprese in Italia 27% imprese è formato da 1-2 addetti 95% ha meno di 10 addetti 47% di occupati è in imprese con meno di 10 addetti 70% degli occupati nell’industria manifatturiera è in imprese con meno di 100 addetti Opportunità e limiti Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  16. Caratteristiche e limiti delle piccole imprese Assetti istituzionali ove vi è coincidenza tra controllo e management Commistione tra esigenze famigliari (ad esempio spazi gestionali per i famigliari) ed interessi aziendali Processi decisionali fortemente centralizzati in un piccolo nucleo Rischio del ricambio generazionale Coinvolgimento in reti di relazioni interaziendali Forti interdipendenze Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  17. Flessibilità e specializzazione Sviluppo legato solo alle competenze dell’imprenditore Strutture organizzative semplici e veloci Rischio impoverimento e basso coinvolgimento di tutto il capitale umano; limiti alle carriere; rischi nel momento dello sviluppo Risorse finanziarie limitate e orientamento alla prudenza Limiti nelle opportunità di crescita Opzioni strategiche soprattutto nei settori ad elevata specializzazione dove è importante la soddisfazione del cliente più del prezzo Rischio di rimanere in nicchie Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  18. Micro imprese e imprese artigiane Sono microimprese le imprese con non più di 9 addetti e un fatturato fino a 2 milioni di euro. • Le imprese artigianali possono connotarsi diversamente a seconda delle caratteristiche della loro formula imprenditoriale e • il substrato conoscitivo utilizzato nella produzione: manuale/empirico o intellettuale; • il livello di meccanizzazione dell’attività • la remunerazione dei fattori produttivi Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  19. Fonte: Grandinetti e Rullani, 1997, p. 10 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  20. La media impresa La media impresa è stata per anni una categoria economico-produttiva trascurata da studi e indagini specifiche. Definita, secondo l’UE, come impresa con un numero di addetti compreso tra i 50 ed i 250 e con un fatturato tra i 7 ed i 40 milioni di euro, essa è stata prevalentemente ricompresa nella categoria della piccola impresa non essendole riconosciuta la dignità di “grande impresa”. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  21. La media impresa Definizione quantitativa Per UE addetti tra 50 e 250 e fatturato tra 7 e 40 milioni di euro Per Eurostat tra 100 e 500 unità Per Mediobanca: 50 ed il 499 addetti, un fatturato tra i 16 ed i 60 milioni Definizione qualitativa Varietà di elementi che la pongono come ibrido tra piccola e grande ma con sua autonoma specificità Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  22. L’indagine Mediobanca • Imprese con 50-499 dipendenti e 13-290 mln€ di fatturato: circa 4000 imprese con il seguente profilo • il 14% della produzione manifatturiera italiana a valore (22% con l’indotto); • la maggiore concentrazione di imprese è nelle aree del Nord Est Centro e in Lombardia; bassa, ma in espansione, la presenza nel Mezzogiorno. • l’attività prevalente è nei settori tipici del made in Italy; • oltre il 70% a proprietà famigliare; • specializzate, con produzioni differenziate nella fascia medio-alta, incentrate sul valore della qualità, del brand, del design, del servizio al cliente; • esse occupano posizioni di mercato di nicchia rilevanti a livello internazionale e si avvalgono di dense reti di relazioni a monte e a valle Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  23. Andamento del Valore AggiuntoFonte: Mediobanca (2007) Contributo al Valore AggiuntoFonte: Mediobanca (2007) Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  24. L’indagine Europea • Una recente indagine, sponsorizzata da SAP e prodotta da Economist Intelligence Unit (2006) è stata svolta su 1430 medie imprese europee, con il coinvolgimento di 3722 manager. La ricerca ha evidenziato: • Processi di espansione aggressiva e profittevoli • Una crescita sostenuta ma organica anche attraverso lo sviluppo di reti di terze parti; • Capacità di mantenersi competitivi sul prezzo, anche attraverso processi di out-sourcing internazionale • Investimenti nelle nuove tecnologie e negli skills professionali delle risorse umane impiegate Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  25. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  26. La media impresa si connota per la capacità di gestione di dualismi che ne definiscono l’essenza: • tra leader di un comparto e “piccola” nel settore • tra imprenditorialità e managerialità • tra vecchie e nuove generazioni • tra orientamento al prodotto e orientamento al marketing • tra tangibile e intangibile • tra l’integrazione verticale e lo sviluppo per linee esterne • tra locale e globale • tra modelli organizzativi consolidati e nuovi modelli sperimentali • tra imprenditorialità individuale e imprenditorialità collettiva 26 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  27. Imprenditorialità Competitività Organizzazione Internazionalizzazione Modelli di business innovativi e coerenti Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  28. Qualitàimprenditoriale Stabilità Strutturafinanziaria Tensione alla crescita Apertura Imprenditorialità Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  29. Focalizzazioneflessibile Orientamentoall’innovazione Personalizzazione del prodotto Presidio del mercato Competitività Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  30. Qualitàorganizzativa La retedi mercato La retelocale e globale La reteinterna Organizzazione Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  31. Orientata ai volumi Orientata all’efficienza Orientata alla differenziazione in nicchie globali Orientata all’innovazione Internazionalizzazione 31 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  32. Quali attributi distintivi? • Sono imprese connotate da • iniziative imprenditoriali originatesi e qualificatesi nei canoni tipici della piccola impresa, • frutto di business idea innovative (non imitative), • con una visione strategica orientata alla crescita e allo sviluppo • attraverso una continua ridefinizione del business (segue) Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  33. Combinano • i tratti distintivi della piccola dimensione (creatività, cultura imprenditoriale, capacità relazionali etc.) • senza cadere nelle trappole della più grande dimensione, ma sfruttandone i benefici (economie di scala, razionalizzazione dei processi, influenza del mercato etc.) • dimostrando capacità di combinazione virtuosa di elementi apparentemente poco conciliabili Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  34. Quale futuro? • E’ possibile una sostenibilità nel tempo di questa capacità di combinazione virtuosa e sinergica in business model flessibili e rispondenti alle esigenze del mercato? • Rischi: • Eccesso di managerialità nella governance a scapito del valore dell’imprenditorialità • Eccesso di esternalizzazione e dematerializzazione con perdita di controllo del momento manifatturiero • Eccesso di proiezione internazionale della supplychain con perdita del valore della dimensione locale Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  35. La questione nodale: crescere! • Le imprese sostengono l’inevitabilità e la volontà di crescere • Quali opzioni? • il controllo e lo sviluppo organico interno • il controllo e la crescita per acquisizioni • la perdita di controllo e l’assorbimento da parte di altre imprese Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  36. Le medie imprese “cresciute” • Medie imprese diventate grandi dal 1998 al 2003 (dati Mediobanca-Unioncamere, 2007) • Il 23% è acquisito da gruppi stranieri • Il 41,8% da gruppi Italiani • Il 28,9% rimane indipendente • Il 6,3% se la passa male Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  37. Le grandi sfide • Non perdere il controllo della qualità del processo di manufacturing e della percezione di elevata qualità da parte del mercato, scommettendo ed investendo solo sul valore degli elementi intangibili della propria offerta e della propria immagine Continuare a combinare tangibile ed intangibile in modo controllato Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  38. 2) Razionalizzare i processi produttivi, distributivi, organizzativi per abbattere il più possibile i costi generali ed operativi, anche investendo continuamente nelle nuove tecnologie Pur preservando la differenziazione investire nel continuo abbattimento dei costi soprattutto a livello di processi Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  39. 3) Espandersi internazionalmente in nicchie globale per beneficiare di economie di scala. Ampliare il business senza “scontrarsi” con i grandi oligopoli e senza perdere il valore della vera differenziazione conciliare la differenziazione focalizzata con il presidio internazionale riformulando continuamente il business e non perdere l’identità aziendale Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  40. 4) Mantenere il presidio dei mercati anche attraverso strutture distributive dedicate, non rimettendo le fasi finali della creazione e dell’erogazione del valore al cliente nelle mani di attori con i quali non si realizzano adeguate sinergie Investire nel rapporto diretto con il mercato e nella brand identity Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  41. 5) Affrontare i Paesi emergenti facendo accordi con essi per lo sfruttamento dei nuovi mercati/consumatori che essi rappresentano attraverso modelli di impresa internazionale sufficientemente complessi e variegati, non temendo di sperimentare soluzioni poco ortodosse, seppure coerenti sotto il profilo organizzativo Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  42. Sistemi produttivi locali Sono caratterizzati da un’ampia divisione del lavoro tra imprese specializzate, dalla diffusione di molteplici competenze imprenditoriali e da mix di cooperazione e competizione. La concentrazione geografica associata alla scomposizione del processo produttivo ed alla divisione del lavoro tra le impresa nonché da forte “atmosfera industriale” delinea un distretto industriale Diverso è il caso delle aree di specializzazione produttiva ove mancano la componente socio-culturale e fenomeni di interrelazione tra le imprese Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  43. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  44. Nord Ovest: 9 Nord Est: 17 Lombardia Mobile- Brianza; Calze - Castelgoffredo; Tessile – Como; Meccanica - Lecco; Metalli – Lumezzane Piemonte Tessile/abbigliamento - Biella; Oreficeria - Valenza Po; Casalinghi - Cusio; Meccanica - Pianezza Pinerolo Veneto Vetro – Murano; Calzature - Brenta; Sportsystem – Montebelluna; Concia - Arzignano; Occhiali – Belluno; Mobile - Q. del Piave; Tessile - Schio, Thiene, Valdagno; Inoxvalley; Meccanica - Schio, Thiene- Montecchio Friuli VG Sedie – Manzano; Mobile - Livenza; Emilia Romagna Ceramica – Sassuolo; Tessile - Carpi Macchine agricole - Reggio Emilia; Oleodinamica; Meccanica alimentare Centro: 6 Sud: 9 Toscana Tessile - Prato; Marmo - Carrara; Concia - S. Croce sull’Arno Marche Mobile – Pesaro; Calzatura - Fermo; Lazio Ceramica -Civita Castellana Abruzzo Abbigliamento Nord Abruzzese; Abbigliamento Sud Abruzzese Puglia Imbottito Murge; Calzatura - Salento; Abbigliamento – Salento; Calzatura Barletta Campania Calzatura e Abbigliamento – Napoli; Concia –Solofra Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  45. Il modello della specializzazione flessibile I distretti hanno origine dal decentramento produttivo in momenti di complessità. Ne è derivata una “specializzazione flessibile” che secondo taluni ha salvaguardato lo sviluppo economico italiano nel momento della crisi della grande impresa. Oggi, con la riorganizzazione della grande impresa e la globalizzazione, il modello della specializzazione flessibile pare avere molti limiti. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  46. Modelli di competitività dei distretti italiani Anni 2000 Innovazione e internazionalizzazione evoluta Anni 1990 Competitività di prodotto Anni 1980 Competitività di efficienza, flessibilità e velocità del processo produttivo Anni 1960-1970 Competitività di costo del lavoro Varaldo, 2006 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  47. I processi in atto • l’emergere di imprese-guida • ri-accorpamento di attività • proiezione extra-distrettuale di attività produttive soprattutto in Paesi a basso costo del lavoro • ricerca di fornitori eccellenti su scala globale • maggior presidio del mercato di sbocco e selezione di attori commerciali • maggior presidio di attività di produzione componenti con relazioni strette con fornitori chiave Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  48. Le grandi problematiche • Come colmare il divario di competitività con i Paesi in via di sviluppo? • Come affrontare il fatto di avere un’industria basata sulla piccola dimensione? • Come affrontare la prevalenza di imprese operanti in settori maturi piuttosto che high tech? • Recuperare la grande impresa? • Puntare al quarto capitalismo? • Rimodellare le economie distrettuali? Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

  49. Una risposta ……. Non si tratta di fare cose meno tradizionali e più high tech o di mettere in discussione la dimensione …. Si tratta di modificare il modo di competere puntando al sapere sedimentato nel tempo nelle persone, nelle organizzazioni, nei territori Occorre puntare all’intelligenza terziaria, accumulata non nelle macchine ma nelle persone e nei processi per innovare continuamente Innovazione, differenziazione e marketing! Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010

More Related