1 / 84

Tecniche di profiling

Tecniche di profiling. Dr. Marco Cannavicci psichiatra - criminologo. Profiling e Minacce. ARGOMENTI: A – Analisi della minaccia B – La psicologia investigativa C – Analisi della personalità del criminale D – Tecniche di profiling. A - Analisi della minaccia. Effetti globalizzazione

radley
Download Presentation

Tecniche di profiling

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Tecniche di profiling Dr. Marco Cannavicci psichiatra - criminologo

  2. Profiling e Minacce • ARGOMENTI: • A – Analisi della minaccia • B – La psicologia investigativa • C – Analisi della personalità del criminale • D – Tecniche di profiling

  3. A - Analisi della minaccia • Effetti globalizzazione • Ampio spettro di possibili forme di minaccia, sia interna che esterna • Estensione dei problemi di sicurezza • Il livello di SICUREZZA è un parametro della qualità della vita • È aumentata la DOMANDA di SICUREZZA

  4. Domanda di sicurezza • Protezione incolumità fisica • Protezione di beni e proprietà • Protezione interessi collettivi (ambiente, salute, …) • Richiesta di estensione al rispetto generalizzato di tutte le regole, per l’ordinata convivenza civile

  5. Domanda di diffusa legalità • Tuttavia nel VILLAGGIO GLOBALE: • crescente sviluppo delle vie fisiche di comunicazione • crescente opportunità di comunicazione interpersonale e dei gruppi • omologazione dei linguaggi • annullate/”relativizzate” le distanze • marcato sviluppo dei fenomeni sociali ed economici

  6. Effetti nel “villaggio globale” • PER CUI SI HA: • parallelo incremento delle espressioni patologiche di tali fenomeni: • delitti contro la persona • delitti contro il patrimonio • traffici illeciti di ogni tipo • allargamento dello spettro della minaccia

  7. Sviluppo globale di criminalità • Sempre meno legata a stereotipi locali • Sempre più di tipo transnazionale, come ad esempio il terrorismo, il traffico di droga ed armi • quindi:

  8. La minaccia della criminalità • Si muove in un contesto globale, per cui • i problemi di sicurezza riguardano il contesto globale, quindi • il contrasto alla criminalità deve essere transanazionale • Esempio: la polizia europea, le forze armate europee in coordinazione e collegamento

  9. Visione generale della criminalità • Sicurezza nazionale • Sicurezza transnazionale, per coordinamento orizzontale delle varie strutture nazionali • Integrazione delle molteplici forme di rischio presenti in un contesto globale • Integrazione delle forme di minaccia per mutua assistenza

  10. Crescita della minacciae nuovi rischi • Diffusione globale di una tecnologia utilizzabile per le armi • Uso di strumenti informatici • Terrorismo internazionale • Sabotaggio • Criminalità organizzata • Movimenti di masse a seguito dei conflitti

  11. Crescita spettro della minaccia • Richiesta di attivazione di tutte le risorse disponibili: • forze armate • forze di polizia • servizi di informazione e sicurezza • sinergia tra di loro • Richiesta di maggiore analisi di intelligence (“Inferenza”)

  12. In Italia:concetto di sicurezza • Sicurezza REALE: • oggettivamente rilevabile dai dati statistici • Sicurezza PERCEPITA: • avvertita soggettivamente dall’opinione pubblica e dai singoli cittadini ed emotivamente amplificata

  13. 1. Sicurezza reale • I dati statistici mostrano lievi variazioni in positivo (fonte Arma CC): • numero complessivo dei reati nel 1991: • 2.647.731 • numero complessivo dei reati nel 2001: • 2.162.993

  14. Dati statistici • Riduzione del 3% delle rapine • Riduzione del 23% dei furti • Secondo gli indici di delittuosità nell’Unione Europea (reati denunciati per 10.000 abitanti), l’Italia è al 12° posto • L’Italia ha meno furti d’auto di GB, SVE e DAN

  15. Dati statistici • Numero di omicidi nel 2002: • 585 casi in Italia • 1.322 in Francia • 1.007 in Germania • 671 a New York

  16. 2. Sicurezza percepita • I fatti di cronaca alimentano un senso di insicurezza fra la gente comune • Il numero delle vittime di reati è stabile • Il numero delle vittime potenziali di reati è in aumento, con produzione di diffusi stati emotivi di paura ed angoscia • Quindi aumento del senso di insicurezza e di vulnerabilità

  17. Sicurezza percepita • Dalla gente comune, vittime potenziali di reati, proviene l’incremento della domanda di sicurezza • Obiettivo: liberare i cittadini dalla PAURA, incrementando la sicurezza percepita ed assicurando LEGALITA’ e QUALITA’ DELLA VITA

  18. Sicurezza percepita • Richiesta di sicurezza in aderenza ai modelli proposti dai media • “EFFETTO HOLLYWOOD” affermazioni sul profiling che superano le reali analisi scientifiche • La produzione di profili criminali richiede applicazioni empiriche della psicologia investigativa

  19. Conclusioni • INCREMENTO DELLO SPETTRO DI TUTTE LE VARIE FORME DI MINACCIA • DIMINUZIONE DELLA SICUREZZA PERCEPITA • BISOGNO DI NUOVI STRUMENTI INVESTIGATIVI

  20. B – LA PSICOLOGIA INVESTIGATIVA • Studio delle modalità con cui possono essere valutate e comprese le azioni delittuose, allo scopo di identificare l’autore (il comportamento è espressione della personalità) • Orienta il processo di decision making in campo investigativo

  21. Decision Making investigativo • Individuazione e scelte tra differenti opzioni, esempio: • selezione di possibili sospetti • restrizione del campo di ricerca • Elaborazione di ipotesi e selezione tra di esse, secondo le modalità comportamentali messe in atto dai vari offender

  22. Processi metodologici • 1. INFORMAZIONE • 2. AZIONE • 3. INFERENZA

  23. Processi metodologiciin una indagine • 1 . INFORMAZIONE • Raccolta e valutazione delle informazioni tratte dai report sul crimine • esempio: verbali, registrazioni, fotografie, analisi della scena del crimine • raccogliere, collegare ed utilizzare tutte le informazioni a disposizione • elaborare una lista di sospetti

  24. Processi metodologici • 2. AZIONE • Processo di decision making ed azioni conseguenti che conducono all’individuazione dell’autore • Dalle informazioni è necessario dedurre delle conclusioni utili a DECIDERE ed AGIRE

  25. Processi metodologici • 3. INFERENZE • Rappresentano gli schemi del comportamento criminale che aiutano a formare un MODELLO

  26. Attivitàdella psicologia investigativa • Informazione – Azione – Inferenza • Studio sistematico e scientifico di: • informazioni • schemi decisionali e di azione • inferenze sull’attività criminale • Obiettivo: nuovi strumenti per migliorare l’efficacia delle investigazioni

  27. 1. Informazione: dettagli • Raccogliere il maggior numero possibile di dettagli, soprattutto nelle interviste ed interrogatori • Utilizzare i criteri della cognitive interview (recognition not recall) • Stabilire una buona relazione tra interrogante ed interrogato

  28. Informazione: accuratezza • Più si scende nei dettagli, più si migliora il processo mnemonico del richiamo dei ricordi • Migliora anche l’accuratezza • Esempio: photo-fit

  29. Informazione: i testimoni • Per età, stato emotivo e capacità intellettive limitate è necessario individuare i testimoni “vulnerabili” • Possono essere oggetto di suggestione, ansia o confusione e rendere le loro informazioni non attendibili

  30. Informazione: false confessioni • Possono esserci confessioni di crimini mai commessi per gli stessi problemi dei testimoni vulnerabili • È necessario valutare la suggestionabilità di un soggetto in risposta a costrizioni psicologiche e fisiche

  31. Informazione: validità • È necessario stabilire la validità delle informazioni raccolte • Si usa uno STATEMENT VALIDITY ASSESMENT (SVA) per differenziare le informazioni vere da quelle false

  32. Informazione: la menzogna • Se la fonte di informazioni è il sospettato è possibile che non si tratti di solo ricordo • Possono essere presenti elementi aggiuntivi che, secondo gli studi di Paul Ekman, sono degli indicatori di menzogna • Esempi: poligrafi, test della domanda di controllo, test della conoscenza colpevole

  33. 2. Azione: DECISION MAKING • Problemi: • assumere delle decisioni importanti in condizioni di incertezza, con carichi emozionali, dinamiche organizzative ed informazioni di dubbia attendibilità • gestire i fattori che influenzano i processi di pensiero degli investigatori

  34. Decision making • Utilizzare gli strumenti psicologici di supporto alle decisioni: • brainstorming • tecniche di problem solving • Obiettivo: maggiore efficienza nella amministrazione delle informazioni

  35. Decision making • Visualizzazione • Diagrammi, grafici, supporti visivi di ogni tipo • Sono molto utili nella CRIME ANALYSIS

  36. Decision making • Descrizione • Identificare e descrivere le caratteristiche salienti dei crimini e dei criminali • Esempi: mappe che mostrano i luoghi dove la frequenza dei crimini è più elevata (crime hot spot – “profilo geografico”)

  37. 3. Inferenza: analisi • Analisi di elementi legati al crimine che concorrono o meno in un dato tempo e luogo (elementi per il profiling) • Esempio: il vandalismo è maggiore vicino alle scuole e verso la fine dell’anno scolastico • Esempio: età e profilo geografico di tutti i condannati per un tipo di reato

  38. Inferenza: analisi • Stabilire i pattern comportamentali espressi dagli offender sulla scena del crimine • In base ai pattern è possibile stilare una classificazione empirica • In base alla classificazione si orientano le strategie di prevenzione, investigative e gli elementi più utili per il profiling

  39. Inferenze • Stabilire relazioni tra aspetti diversi di uno stesso crimine o di crimini differenti • Esempio: legame tra luogo di residenza della vittima e luogo di azione del crimine • Inferenza: ipotesi sul luogo di residenza del criminale per il profiling

  40. Inferenze appropriate • Sono le DEDUZIONI che si effettuano in base agli elementi che si incontrano sulla scena del crimine • Il profiling è una sequenza di deduzioni 1^ e 2^ • Raccogliere quante più informazioni possibili su un ampio numero di casi e verificare come questi elementi concorrono fra loro

  41. Inferenze investigative • Collegando la CRIME SCENE ACTION (A) osservabili sul teatro di un delitto con le caratteristiche dell’OFFENDER (C) • (A)v(C) equation – equazione di profilo

  42. Studio delle equazioni • Lo studio di un determinato comportamento, registrato sulla scena del crimine, consente inferenze utili ai fini investigativi • Variabili A – elementi della scena del crimine conosciuti prima che il criminale sia identificato • Variabili C – informazioni sull’offender, la sua storia, lo stile di vita, la carriera criminale e le sue caratteristiche socio-demografiche

  43. Consistenza • Per le equazioni di profilo è essenziale che i due elementi dell’equazione siano stabili • La stabilità degli elementi consente la costruzione di MODELLI INFERENZIALI • Esempio: tipologie definite di offender, con un rapporto consistente tra residenza e luogo dove i crimini vengono commessi (sviluppo di modelli geografici inferenziali)

  44. Differenziazione • Ogni delitto possiede caratteristiche di consistenza simili • Le equazioni di profilo producono risultati simili per tutti gli offender • Tuttavia la maggior parte dei criminali abituali commette un ampio ventaglio di reati e non può essere considerato specializzato

  45. Inferenze differenziali • Costruire le inferenze differenziali: • costruire un modello di comportamento criminale che consideri sia gli aspetti comuni ad altri offender che aspetti caratteristici di uno specifico offender • le peculiarità di un offender costituiscono la base produttiva di inferenze differenziali utili a restringere il campo dei sospetti

  46. Sviluppo e cambiamento • I fattori dell’equazione di profilo possono cambiare nel tempo perché il modus operandi può evolvere • Sono state osservate varie forme di sviluppo e cambiamento

  47. Forme di cambiamento • 1. RESPONSIVENESS • Il modus operandi può cambiare per contesti o vittime differenti che hanno reso necessario uno stile relazionale diverso • E’ una forma di “plasticità comportamentale” per cui adatta continuamente a vittime o contesti differenti

  48. Forme di cambiamento • 2. MATURAZIONE • Acquisizioni di competenze dovute all’età, all’esperienza, alla professione • Si possono sviluppare inferenze sulla maturità della persona e sulla futura attività criminale

  49. Forme di cambiamento • 3. EVOLUZIONE • Il grado di esperienza espresso durante un reato suggerisce lo stadio dello sviluppo criminale ed inferisce sul futuro di questa

  50. Forme di cambiamento • 4. APPRENDIMENTO • L’offender apprende sia dall’esperienza che dai propri errori • Uno stesso offender commette errori che producono una modificazione del comportamento

More Related