Corso dpi rischio biologico
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Corso DPI RISCHIO BIOLOGICO. Regione Piemonte 2003. RICHIAMI LEGISLATIVI. DECRETO LEGISLATIVO 19 Settembre 1994, n° 626 DI ATTUAZIONE DELLA DIR. 89/391 CE + 7 DIRETTIVE COLLEGATE TESTO COORDINATO CON IL DECRETO LEGISLATIVO 19 Marzo 1996 n° 242, DI MODIFICA.

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Corso DPI RISCHIO BIOLOGICO

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Presentation Transcript


Corso dpi rischio biologico

Corso DPIRISCHIO BIOLOGICO

Regione Piemonte 2003


Richiami legislativi

RICHIAMI LEGISLATIVI

  • DECRETO LEGISLATIVO 19 Settembre 1994, n° 626

    • DI ATTUAZIONE DELLA DIR. 89/391 CE + 7 DIRETTIVE COLLEGATE

  • TESTO COORDINATO CON IL DECRETO LEGISLATIVO 19 Marzo 1996 n° 242, DI MODIFICA.


Titolo viii protezione da agenti biologici

TITOLO VIII PROTEZIONE DA AGENTI BIOLOGICI

CAPO I ART. 73 Campo di applicazione dell’ART.74

1. Ai sensi del presente titolo si intende per:

a)agente biologico: qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni;


Classificazione degli agenti biologici ex dlgs 626 94

CLASSIFICAZIONE DEGLI AGENTI BIOLOGICI (ex Dlgs 626/94)

Agente biologico del gruppo 1

Agente biologico del gruppo 2 (virus epatite A, virus influenzali e parainfluenzali, neisseria meningitis, toxoplasma gondii)

Agente biologico del gruppo 3 (virus epatite B, C, E, virus hiv, micobacterio della Tb)

Agente biologico del gruppo 4 (virus ebola)


Agenti biologici gruppo 1 e 2

Agenti biologici gruppo 1 e 2

  • a) gruppo 1: .. presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani;

  • b) gruppo 2: .. può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaga nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche;


Agenti biologici del gruppo 3

Agenti biologici del Gruppo 3

  • …… può causare malattie gravi in soggetti umani

  • costituisce un serio rischio per i lavoratori;

  • può propagarsi nella comunità,

  • di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche;


Agente biologico gruppo 4

Agente biologico gruppo 4

  • può provocare malattie gravi in soggetti umani

  • costituisce un serio rischio per i lavoratori

  • può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità;

  • non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche


Allegato

.. Allegato

4.Attività nei servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e post-mortem.

5.Attività nei laboratori clinici, veterinari e diagnostici,( esclusi i laboratori di diagnosi microbiologica*).

Tali attività, pur non comportando la deliberata intenzione di operare con agenti biologici, possono implicare il rischio di esposizioni dei lavoratori agli stessi

* Equiparati a uso deliberato e intenzionale


Rischi biologici nelle strutture sanitarie

Rischi biologici nelle strutture sanitarie

  • Agenti per via di tramissione

    • Ematica (liquidi biologici)

    • Aerogena

    • Da contatto


Contenimento del rischio

Contenimento del rischio

  • Procedure amministrative di contenimento.

    • Valutazione del rischio

    • Protocolli di contenimento

    • Misure di controllo pre e post-esposizione

  • Provvedimenti strutturali e ambientali

  • Uso di DPI

  • Vaccinazione con vaccini di provata efficacia con adeguato rapporto costo beneficio.

  • Sorveglianza sanitaria.

    • Periodica (?) e postespositiva


  • Sorveglianza sanitaria

    Sorveglianza Sanitaria

    • Generalmente non utile per agenti a trasmissione ematica

      • Sorveglianza degli eventi infortunistici

    • Utile controllo annuale reattività tubercolinica per TB

    • Sorveglianza a richiesta del lavoratore se sintomatico

    • Sorveglianza e profilasi per eventi epidemici e postespositiva


    Misure amministrative valutazione del rischio

    Misure amministrativeValutazione del rischio

    • effettuare una valutazione del rischio biologico;

    • individuare le misure atte alla riduzione dello stesso;

    • classificare il personale in relazione all'esposizione;

    • consentire una sorveglianza efficace ed efficiente.


    Corso dpi rischio biologico

    Valutazione del rischio biologico

    Pinf =PxFx E

    Pinf = probabilità di contrarre l’infezione (malattia )

    P = probabilità che il soggetto fonte sia infetto

    F= frequenza dei contatti utili tra soggetto fonte ed esposto

    E= efficacia di trasmissione


    Rischio biologico

    Rischio Biologico

    • Rischio base: prevalenza nella popolazione che utilizza la struttura

    • cumulativo (da contatto inapparente)*

      • durante l'esecuzione delle proprie normali occupazioni lavorative indipendentemente da eventi infortunistici

    • da esposizione nota

      • Infortuni

      • Esposizoni accidentali note

        • microepidemie


    Rischio biologico1

    Rischio biologico

    • probabilità di esposizione: tipologia del reparto/UO/settore;

    • intensità di esposizione: tipologia di lavoro e delle manovre;

    • frequenza di esposizione: tempo occupato nello svolgimento di determinate manovre a rischio più o meno elevato;

    • professionalità dell'operatore:

    • dispositivi di protezione individuale adeguati (DPI)


    Agenti a trasmissione ematica virus

    Agenti a trasmissione ematica: VIRUS

    HIV

    HBV

    HCV


    Hiv epatite b e c italia

    Hiv, Epatite B e CItalia

    • Nella popolazione italiana:

      • 1-2% è positivo per HBV, 0,1% per HIV ed il 3-16% per HCV secondo l’area e l’età (più alto al sud e tra gli oltre i 60 anni)

    • Tra i ricoverati la frequenza è più alta:

      • 2% è positivo per HBV

      • 4% per HCV,1% per HIV con variazioni importanti tra i reparti

    • Tossicodipendenti: 40%


    Frequenza di operatori sanitari positivi per markers virali siop

    Frequenza di operatori sanitari positivi per markers virali (Siop)

    • HBV 2,3%

    • HIV 0,2%

    • HCV 1%

      Questi dati confermano altri dati nazionali ed evidenziano che il rischio di sieroconversione conseguente al lavoro è contenuto.


    Distribuzione percentuale degli infortuni per luogo di accadimento siroh

    Distribuzione percentuale degli infortuni per luogo di accadimentoSiroH


    Cause di incidenti

    Cause di incidenti

    • Scarsa formazione

      • Manovre errate o nuovi strumenti

      • Aghi e siringhe abbandonati o non opportunamente smaltiti

      • Utilizzo errato di DPI (Guanti mal indossati)

      • Utilizzo di DPI non adeguati

    • Organizzazione del lavoro

      • Carenze di organico

      • Fretta

    • Strumenti inidonei

    • Emergenze e colluttazioni


    Situazioni di rischio

    Situazioni di rischio

    • Luogo

      • Camera del paziente

      • Sala operatoria

    • Manovra

      • Iniezioni e prelievi

      • Flebectomia

    • Strumento

      • Ago da siringa

      • Butterfly


    Prevenzione

    Prevenzione

    • Protocolli

    • Uso di prodotti sicuri

    • DPI

    • Organizzazione

    • Formazione

    • Sorveglianza sanitaria

    !


    Agenti a trasmissione ematica

    Agenti a trasmissione ematica

    • Prevenzione di punture e tagli accidentali e da contatti con le mucose di materiale biologico potenzialmente infetto (epatite B, C, virus HIV).

      • Uso di DPI (uso di camici, guanti idonei ed eventualmente maschere e occhiali protettivi a seconda della procedura),

      • Profilassi post espositiva (PPE).

    • Vaccinazione con vaccini di provata efficacia con adeguato rapporto rischio/beneficio.


    Misure preventive

    Misure preventive

    • Precauzioni Standard

    • Precauzioni dedicate

      • Non rincappucciare gli aghi

      • Usare dispositivi di smaltimento

    • Strumenti

      • Strumenti appositamente disegnati

        • Siringhe

        • Cateteri EV

        • Box di smaltimento adeguatamente disposti

    • Organizzazione


    I dispositivi di protezione individuale

    I Dispositivi di protezione Individuale

    • Guanti

    • Camici specifici

    • Maschere, semimaschere

    • Occhiali protettivi

      e schermi facciali


    Corso dpi rischio biologico

    Guanti


    Corso dpi rischio biologico

    Visiere o schermi facciali


    Box di smaltimento

    Box di smaltimento

    • Poter operare con una sola mano

    • Percorso libero

    • Idonea allocazione

      • Postura in piedi: 1 mt sopra la superficie, alla parete

      • Postura seduta: 60-70 cm dal pavimento


    Sorveglianza dell evento infortunio pre esposizione

    Sorveglianza dell’evento infortunio (Pre-esposizione)

    • Informazione e formazione degli operatori

    • Disponibilità di prodotti farmaceutici e di presidi di prevenzione e protezione

    • Disponibilità di adeguati DPI

      • Guanti

      • Siringhe con aghi protetti

    • Protocollo di gestione


    Sorveglianza dell evento infortunio post esposizione

    Sorveglianza dell’evento infortunio (Post-esposizione)

    • Misure immediate al momento dell'incidente

      • (favorire il sanguinamento della ferita, lavaggio, disinfezione)

    • Raccolta delle informazioni disponibili relative al paziente fonte

    • Segnalazione al Medico Competente e al Servizio di Prevenzione e Protezione

    • Stima del rischio relativo allo specifico incidente e councelling dell'esposto

    • Valutazione della necessità di profilassi post-esposizione con antiretrovirali, e di altre eventuali misure di profilassi (p. es. vaccinazione o immunoglobuline anti-HBV)


    Valutazione post esposizione

    Valutazione post esposizione

    Basso , Medio, Alto rischio

    • Tipologia dell’infortunio

      • Ferita (profonda, superficiale)

      • Cute e mucose lese o sane

    • Tipologia della fonte

      • Nota (+ o -)

      • Ignota


    Profilassi post esposizione ppe

    Profilassi Post Esposizione(PPE)

    • HBV (se non vaccinato)

      • Human-big una fiala + Engerix 1 fiala;

    • HCV

      • non profilassi efficace, alcuni centri raccomandano l’impiego di Ig Umane aspecifiche;

    • HIV PPE-HIV


    Malattie trasmesse per via aerea in ambiente sanitario

    Malattie trasmesse per via aerea in ambiente sanitario


    Trasmissione micobatteri tb

    Trasmissione Micobatteri TB

    Paradigma per trasmissione per via aerea

    • Agente biologico classe 3

    • La trasmissione richiede droplet nuclei infettivi

      • Sufficientemente piccoli da raggiungere gli alveoli

        • 0.1-5 mm

      • In quantità sufficiente


    Tb nei lavoratori della sanit fonti

    TB nei lavoratori della sanitàFonti

    • OSHA Occupational Exposure to Tuberculosis; Proposed Rule - 62:54159-54309- 1998

    • .CDC/NIOH Biosafety in Microbiological and Biomedical Laboratories 1993;8395

    • Centers for Disease Control and Prevention. Guidelines for preventing the transmission of Mycobacterium tuberculosis in health-care facilities, 1994. MMWR. 1994;43(RR-13):1-132.

    • Centers for Disease Control and Prevention. Immunizzation of health care workers , 1994. MMWR. 1997;46 (RR-18)

    • Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano –Provvedimento 17 dicembre 1998 – Linee-guida per il controllo della malattia tubercolare, su proposta del Ministro della Sanità, ai sensi dell’art. 115, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112

    • Regione Piemonte: Protocollo per la prevenzione della Tubercolosi nei lavoratori della sanità

      • in Protocolli operativi per il controllo della TB umana in Piemonte (Luglio 2000)


    Probabilit di infezione da agenti biologici a trasmissione aerogena

    Probabilità di infezione da Agenti Biologici a Trasmissione Aerogena

    P =

    Particelle *Tempo

    /Volume

    Particelle= N. di droplet nuclei

    Volume = Volume d’aria condiviso e ventilazione

    Tempo = Tempo di esposizione


    Tb fonti di contagio

    TB: Fonti di contagio

    • La principale fonte di contagio è il malato di TB contagiosa

      • non diagnosticato

      • non adeguatamente trattato (RHZ)

      • non isolato


    Frequenza di viraggi tra i contatti per tipo di contatto e tipo di caso

    Frequenza di viraggi tra i contatti per tipo di contatto e tipo di caso


    Definizione di infettivit per tb

    Definizione di infettività per TB

    • Il paziente deve essere considerato infettivo se

      • Ha TB polmonare o laringea

        E

        • Tossisce o esegue procedure che stimolano la tosse

          O

        • Ha evidenza di BAAR nell’escreato spontaneo

        • Non riceve terapia o ha appena iniziato la terapia o non risponde alla terapia


    Definizione di infettivit cont

    Definizione di infettività (cont)

    Il paziente non deve essere più considerato infettivo se:

    • La positività del BAAR diretto non è confermata in coltura

      O

    • Segue terapia adeguata (da 15 gg) e

    • Ha un significativo miglioramento clinico e

    • Ha 3 escreati negativi per BAAR (on non espettora più)


    Ambienti a rischio per tb

    Ambienti a rischio per TB

    • Ospedali e strutture sanitarie

      • Che accettano abitualmente e intenzionalmente malati di TB (tisiologie, malattie infettive, dispensari)

      • Che possono occasionalmente accettare malati di TB

        Rischio per il personale e gli ospiti


    Tb piemonte proporzione indigeni immigrati

    TB PiemonteProporzione indigeni immigrati


    Incidenza di tb tra gruppi a rischio or verso popolazione generale

    Incidenza di TB tra gruppi a rischio(OR verso popolazione generale)


    Figura 1 ari 1 000 per struttura e professione

    Figura 1: ARI*1.000 per struttura e professione

    1% = 50 casi attesi su 100,000; osservati 70%°°°


    Tb nosocomiale

    TB nosocomiale

    • Trasmissione ospedaliera di TB-MDR

      • 15 episodi in USA

      • 2 episodi in Lombardia (> 50 soggetti infettati)

        • Malattie infettive

        • Dimostrata efficacia misure di controllo


    Strategie who per il controllo della tb negli ospedali 1999

    Strategie WHO per il controllo della TB negli ospedali 1999

    Misure amministrative

    • Valutazione del rischio

    • Protocolli (accettazione, terapia, isolamento)

    • Formazione informazione

    • Sorveglianza sanitaria (Survey tubercolina)

  • Misure ambientali

    • Aerazione (naturale, meccanica)

    • UV

  • Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

    • In aree con rischio non contenibile (laboratori di microbiologia, broncologie, Isolamento R, AP, ….)


  • Valutazione del rischio tb pericolo

    Valutazione del rischio TB(pericolo)

    1) Minimo : non pazienti TB e bacino d'utenza con nessun caso di TB negli ultimi 2 anni

    2) Molto limitato: i pazienti con TB non sono ricoverati (ambulatori, PS)

    3) Limitato: ricoverati < 6 TB l’anno (occasionale).

    • Medio : >= 6 TB/anno ricoverati (abituale)

      • +situazioni particolari (ADI, PS, endoscopia, AP)


    Tb alto rischio

    TB:Alto Rischio

    • Situazione da correggere

      • ARI > che in popolazione di riferimento

      • Casi di trasmissione ospedaliera

      • Casi di malattia tra i dipendenti

      • Clusters di conversione (> 2)

      • Documentatatrasmissione da pazienti a lavoratori


    Principio guida

    Principio guida

    La prevenzione primaria della TB si attua con:

    DIAGNOSI E TRATTAMENTO TEMPESTIVO ED EFFICACE DEI CASI CONTAGIOSI


    Misure di contenimento barriere primarie

    Misure di contenimentoBarriere primarie

    • Ridurre il numero di persone esposte

      • Tempestiva identificazione, isolamento e trattamento dei malati contagiosi;

      • Riduzione numero esposti e contatti;

      • corrette pratiche nel personale

        • Formazione, informazione e addestramento del personale


    Controllo della fonte

    Controllo della fonte

    • Diagnosi tempestiva e precoce.

      • Nella comunità.

      • In tutte le strutture.

    • Controllo dell’emissione di d.n.

      • Nelle strutture di ricovero.

        • Mascherine.

        • Filtri Hepa.


    Cause del ritardo diagnostico da rieder 1993

    Cause del ritardo diagnostico(da Rieder 1993)

    Visita medica

    Inizio sintomi

    Accesso al medico

    Inizio terapia

    diagnosi


    Procedure di diagnosi

    Procedure di diagnosi

    • RX torace

      • 1 ora

    • BAAR

      • 24 ore

    • Coltura

      • Per conferma


    Riduzione del numero di esposti

    Riduzione del numero di ESPOSTI

    • Isolamento respiratorio

      (Nelle strutture ospedaliere)

      • Raccomandato da linee guida per TB contagiosa sospetta o accertata

        • CDC 1994

        • WHO 1999

        • AIPO 1997

        • Linee Guida Italia

    • Isolamento domiciliare


    Procedure principali

    Procedure principali

    • Tutti (rischio non minimo)

      • Sorveglianza laboratori e registri e Revisione cartelle cliniche

      • Sorveglianza tubercolinica (annuale ?)

      • Formazione e informazione

    • Reparti che ricoverano abitualmente casi contagiosi

      • Procedure di isolamento (stanze a pressione negativa)

      • DPI

      • Misure ambientali

        • Vaccinazione ?

    • Reparti che ricoverano occasionalmente malati contagiosi

      • Procedure di ammissione e Protocolli diagnostici

        • isolamento precauzionale

      • Isolamento farmacologico e dimissione (protetta) o trasferimento

    • Procedure speciali per endoscopie, aerosol, sala settoria

    • Misure di contenimento livello III per laboratori di micobatteriologia dove si praticano colture


    Cause del ritardo diagnostico da rieder 19931

    Cause del ritardo diagnostico(da Rieder 1993)

    Inizio sintomi

    Accesso al medico

    Inizio terapia

    diagnosi


    Procedure di diagnosi1

    Procedure di diagnosi

    • RX torace

      • 1 ora

    • BAAR

      • 24 ore

    • Coltura

      • Per conferma


    Effetto del trattamento sulla carica bacillare

    Effetto del trattamento sulla carica bacillare


    Definizione di infettivit

    Definizione di infettività

    • Il paziente deve essere considerato infettivo se

      • Ha TB polmonare o laringea

        E

        • Tossisce o esegue procedure che stimolano la tosse

          O

        • Ha evidenza di BAAR nell’escreato spontaneo

        • Non riceve terapia o ha appena iniziato la terapia o non risponde alla terapia


    Definizione di infettivit cont1

    Definizione di infettività (cont)

    Il paziente non deve essere più considerato infettivo se:

    • La positività del BAAR diretto non è confermata in coltura

      O

    • Segue terapia adeguata (da 15-20 gg) e

    • Ha un significativo miglioramento clinico e

    • Ha 3 escreati negativi per BAAR (o non espettora più)


    Riduzione del numero di esposti1

    Riduzione del numero di ESPOSTI

    • Isolamento respiratorio

      (Nelle strutture ospedaliere)

      • Raccomandato da linee guida per TB contagiosa sospetta o accertata

        • CDC 1994

        • WHO 1999

        • AIPO 1997

        • Linee Guida Italia

    • Isolamento domiciliare


    Principi dell isolamento

    Principi dell’isolamento

    • Ridurre il numero di nuovi contatti

      • La maggior parte dei contagi avviene prima della diagnosi

      • Impedire che si contagino nuovi contatti o contatti non infettati

    • Ambiente idoneo per aerazione, illuminazione, isolamento

    • Formazione, informazione ed educazione

      • Del malato

      • Dei familiari

      • Del personale addetto all’assistenza


    Ricovero

    Ricovero ?

    • Non è obbligatorio il ricovero dei pazienti contagiosi

      • Studio di Madras

    • Il ricovero va ridotta al minimo:

      • il paziente non ha idonee condizioni abitative

      • è affetto da forma polmonare grave

      • deve essere ricoverato per altre cause


    Isolamento a domicilio

    Isolamento a domicilio

    • Informare ed educare il paziente ed i familiari

      • Allontanare possibilmente i minori e soggetti HIV+

  • Garantire la massima ventilazione dell’ambiente

  • Il paziente stia in camera da solo e non esca se non per recarsi alla clinica TB

  • Mascherina sul volto di fronte a visitatori o per le uscite

  • ASSUMERE REGOLARMENTE TERAPIA EFFICACE

    • Isolamento farmacologico


  • Misure di contenimento barriere secondarie

    Misure di contenimentoBarriere secondarie

    • Secondo livello

      • interventi di tipo strutturale per ridurre la diffusione e la concentrazione dei batteri nelle zone dove l’esposizione è obbligata

        • ventilazione, pressione negativa etc ...


    Controllo dell ambiente

    Controllo dell’ambiente

    • Ventilazione

      • Naturale

        • Tutte le strutture

      • Artificiale

        • Strutture di trattamento

      • Filtri HEPA

        • In tutte le strutture se riciclo d’aria

    • Disinfezione

      • Naturale

        • Tutte le strutture

    • UV

    • Disinfettanti ?


    Effetto dei ricambi d aria sulla probabilit di infezione

    Effetto dei ricambi d’aria sulla Probabilità di infezione


    Metodi di controllo con ricambi d aria

    Metodi di controllo con ricambi d’aria


    Camera a pressione negativa

    Camera a pressione negativa


    Reparto di isolamento

    Reparto di isolamento


    Stanza di isolamento

    Stanza di isolamento


    Stanza di isolamento 2

    Stanza di isolamento (2)


    Effetti degli uv a 12ac h

    Effetti degli UV a 12AC/h

    OFF

    ON 17W


    Uvgi al soffitto

    UVGI al soffitto


    Uvi nei condotti d aria

    UVI nei condotti d’aria


    Ricircolazione d aria hepa uvi

    Ricircolazione d’aria HEPA+UVI


    Misure di contenimento

    Misure di contenimento

    • Terzo livello

      • uso di mezzi di protezione individuale adeguati (DPI)

        • filtranti facciali

      • Sorveglianza sanitaria

      • Profilassi delle infezioni

      • Vaccino ?


    Corso dpi rischio biologico

    DPI

    • Inefficaci le mascherine chirurgiche

      • Indicate per il malato

    • Raccomandati filtranti facciali

      • Classe BH 2 = 95% cf

        • In isolamento

        • In reparti e PS

      • Classe BH 3 = 99% cf 0,3 mcm

        • Laboratori microbiologia

        • Anatomie patologiche

        • Broncologie


    Sorveglianza e profilassi

    Sorveglianza e profilassi

    • Sorveglianza sanitaria

      • Test tubercolinico preventivo e periodico (1 anno se rischio >= limitato)

        • Escludere TBa negli infettati

      • Segnalazione di contatti non protetti o sintomi sospetti


    Profilassi terapia preventiva dell infezione tb latente

    ProfilassiTerapia Preventiva dell’Infezione TB Latente

    • Efficacia in studi clinici controllati > 60%

      • Evidenza A per INI 9 mesi

      • Evidenza B per altri regimi

    • Efficacia reale sul campo < 30%

      • Scarsa adesione

      • Effetti collaterali ?


    Tempo di sopravvivenza in tpitbl

    Tempo di sopravvivenza in TPITbL

    M.Bugiani Unpublished


    Raccomandazione ipt per risposta al tst in operatori sanitaria

    Raccomandazione IPT per risposta al TST in operatori sanitaria

    • Controllo base (assunzione)

      • >= 15 mm

        • Età < 35 anni

        • Mai trattato

    • Controlli periodici

      • Viraggio= Incremento di diametro >=10 mm tra i due controlli

        • Effetto booster

    • Post esposizione

      • Contatto non previsto e non protetto con paziente contagioso (>24 ore)

    • Viraggio= Incremento di diametro >= 5 mm


    Vaccino

    Vaccino

    • BCG non efficace negli adulti

    • Non più obbligatorio

      • In situazioni a rischio di contagio da MDR

      • Se controindicazioni a profilassi

    • Ricerca di nuovi vaccini efficaci


  • Login