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I luoghi delle economie alternative in Veneto Padova, Venezia, Vicenza: territori a confronto

I luoghi delle economie alternative in Veneto Padova, Venezia, Vicenza: territori a confronto. 27 giugno 2012. Ricerca svolta dagli studenti e dalle studentesse dei Corsi di Laurea in Cooperazione allo Sviluppo e Geografia dei Processi Territoriali Università di Padova

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I luoghi delle economie alternative in Veneto Padova, Venezia, Vicenza: territori a confronto

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Presentation Transcript


  1. I luoghi delle economie alternative in VenetoPadova, Venezia, Vicenza: territori a confronto 27 giugno 2012

  2. Ricerca svolta dagli studenti e dalle studentesse dei Corsi di Laurea in Cooperazione allo Sviluppo e Geografia dei Processi Territoriali Università di Padova Laboratorio di Geografia Sociale Docente Sara Bin A.A. 2011/2012

  3. Il processo di definizione collettiva del disegno di ricerca

  4. Definizione della domanda di ricerca. • Step 1 – Brainstorming (plenaria) – 10’ • Quale potrebbe essere il tema della nostra ricerca su campo? Creazione di una lista di 20 domande di ricerca • Step 2 – Lavoro di gruppo – 20’ • Sulla base della rilevanza/importanza e della fattibilità i quattro gruppi sono invitati a priorizzare dal più importante/fattibile i temi di ricerca. All’interno dei gruppi emergono nuovi criteri di decisione(originalità, interesse per la comunità,, conoscenze). • Step 3 – Sessione plenaria – 10’ • Ogni portavoce illustra la lista di priorità. Il gruppo ricostruisce una lista di temi che • hanno ottenuto il maggior numero di preferenze. • Step 4 – Lavoro di gruppo – 20’ • I partecipanti sono invitati a formare dei gruppi (diversi da quelli dello step 2) e a • decidere un numero massimo di cinque tematiche da esplorare e da mettere • in ordine di priorità dalla più importante/fattibile. • Step 5 – Sessione plenaria – 20’ • Breve discussione sulle posizioni raggiunte dalle cinque tematiche dopo • i lavori di gruppo. I portavoce dei gruppi sono invitati a decidere il tema della ricerca • su campo da svolgere durante il Laboratorio di geografia sociale. Viene deciso per “Indagine sulla realtà padovana legata agli orti urbani, gas, ecc.”

  5. Motivazioni Obiettivi Conoscere il fenomeno gas,orti,economie alternative Verifica della validità politica delle alternative di consumo e di produzione Far conoscere, creare sensibilità Indagare se sono realmente uno spazio relazionale Verificare la fattibilità di creazione della rete Creare sensibilità, divulgazione dei risultati Mancanza di una rete Mancanza di conoscenza e informazione Crediamo in queste pratiche Esempio di cambiamento sociale collettivo Ci piace, ci appassiona Attraverso queste pratiche puoi dimostrare il tuo potere di consumatore Recuperare l’aspetto relazionale che in città viene perso Lavorare in equipe Mettersi in gioco Scala di indagine Tempi Realtà urbana e provinciale Padova Vicenza Venezia dal 10/05 al 15/06 Risorse Umane

  6. Definizione del campo di ricerca I luoghi delle economie alternative in VenetoPadova, Venezia, Vicenza: territori a confronto

  7. Orti urbani

  8. G.A.S. Gruppi di acquisto solidale

  9. Forma legale… Lamaggior parte dei GAS ha scelto di non costituirsi associazione. I GAS presi in esame sono per lo più costituiti da famiglie che si sono unite in modo spontaneo e che non hanno nessun tipo di riconoscimento legale. La scelta di non acquisire forma legale è determinata da una gestione che diventerebbe troppo complessa e onerosa in termini di risorse sia umane che materiali. Nonostante la maggior parte dei GAS non abbia una veste giuridica gran parte di essi sono una diretta derivazione di associazioni o sono collegati con realtà associative che si occupano di terzo settore ed economia solidale (cooperative sociali, associazioni, etc.). Vi sono anche GAS legati ad enti più strutturati come le ACLI e l’ARCI. …e nascita dei gruppi I GAS che sono attivi da più tempo nel territorio vedono la luce intorno ai primi anni del 2000. Altri più recenti si sono costituiti tra i tre e i quattro anni fa. Sono realtà assolutamente recenti.

  10. Spinte motivazionali • Le motivazioni che spingono a partecipare ad un Gas si possono dividere in tre aree: • motivazioni ambientali/ecologiche: • - necessità di riflettere sul destino del pianeta; • - necessità di attuare modelli di economia sostenibili a livello ambientale; • - recuperare la stagionalità nel consumo del fresco per diminuire l’impatto ambientale e salvaguardare l’ambiente, ma anche per valorizzare la biodiversità; • - salvaguardia e valorizzazione del proprio territorio attraverso l’acquisto di prodotti biologici, a Km0 e certificati. • 2) motivazioni sociali: • - sostegno ai piccoli produttori, pagando loro un prezzo equo e garantendo lo smaltimento della produzione; • - instaurazione di legami forti con i produttori con i quali si instaura un rapporto diretto ed “amicale”; • - valori solidaristici; • - necessità di ri-creare relazioni di vicinato quindi creare legami di comunità; • 3) motivazioni economiche: • - economicità dell’acquisto di gruppo; • - risparmio razionale e volontà di essere consumatori intelligenti; • - costruire un sistema di acquisto diverso da quello vigente, saltando quindi l’intermediazione della grande distribuzione; • - acquistare prodotti sani (esigenza nata soprattutto in famiglie con bimbi piccoli) a prezzi accessibili anche per redditi da lavoro dipendente cioèchi fa fatica ad arrivare a fine mese.

  11. Alcune considerazioni: E’ interessante notare come, benché tutti i gas nascano dalla volontà di persone vicine a realtà del terzo settore più o meno strutturate, non si senta, o addirittura, non si intenda costituirsi come gruppo formale. Queste realtà si basano principalmente sulla partecipazione volontaria dei soci nello svolgimento delle attività. Diventare associazione comporterebbe dei costi in termini di risorse fisiche (persone e denaro) insostenibili. Nonostante diversi GAS siano estremamente strutturati al loro interno eliminare gli obblighi derivanti da una “veste giuridica” permette loro di essere più efficaci e di agire con più autonomia.

  12. Rapporto con attori esterni

  13. Sentimento verso la società e percezione di se Attenzione per il Territorio -Solidarietà verso il territorio inteso nell’insieme di attori e relazioni. La S di solidale fa riferimento non ad un singolo attore ma al contesto -Preservare l’ambiente (km 0 e biologico spesso sono parametri di scelta) -Legami con gruppi o associazioni (equosolidale, lista civica) Senso critico Capacità di interpretare e individuare dinamiche economiche e sociali nel territorio, di pensare cambiamenti.

  14. Sentimento verso la società e percezione di se Identità e coerenza - Condivisione e amicizia sono fondamentali all’interno del sistema gas (per i gas più grandi, questo vale per il gruppo promotore) - La composizione del gruppo come esperienza e identità è spesso eterogenea, ma fa da filo conduttore l’etica. - Coltivare rapporti e motivazioni interne, alla base del gruppo; per questo spesso molti gruppi limitano il numero massimo di membri, mantengono dei ritrovi periodici (la gamma va dalle 2 settimane ai 50-60 giorni). - sono importanti fiducia e senso di responsabilità. Questi sono elementi che vengono richiesti sia ai produttori e si ritrovano nell’impegno verso e nella società - Apertura alle istanze della società civile. L’adesione al sistema GAS è un modo per essere attivi sul territorio, è una scelta politica, apartitica, che porta anche a sostenere tutte quelle battaglie in cui si ritrovano determinati ideali (ad es referendum per l’acqua) - Sono frequenti episodi in cui le motivazioni alla partecipazione vengono travisate, comprese solo parzialmente o associate in modo errato a fenomeni differenti.

  15. Rapporti con il produttore e criteri di scelta • Stagionalità; • Eticità; • Rispetto dell’ambiente; • Filiera corta (quando è possibile soprattutto nel caso dei prodotti freschi); • Conoscenza e rapporto diretto con i produttori (visite all’azienda, assaggio dei prodotti prima di essere introdotti nel circuito); • Collaborazioni a lungo termine; • Sostegno ai piccoli produttori che altrimenti verrebbero schiacciati dalle logiche del mercato; • Criteri BIO ma senza che la certificazione diventi fondamentale (causa l’elevato costo “dell’etichetta” che non tutti i produttori riescono a sostenere); • Appoggiare cooperative ed aziende che promuovano e/o realizzino dei progetti sociali (es: reinserimento, disabilità, etc …) • Per i prodotti a “lungo raggio” quasi tutti si appoggiano ad aziende con progetti solidali, sociali.

  16. Cosa c’è da cambiare o migliorare • Aumentare i momenti di condivisione e formazione per i membri; • Rendere la realtà dei GAS più conosciuta; • Necessità di riscoprire la “S”, la solidarietà che a volte si dimentica anche a causa della mancanza di tempo.

  17. Composizione del GAS

  18. Per quanto riguarda i gas la parola corretta da utilizzare è autofinanziamento e non finanziamento. Solo in un caso dalle interviste effettuate risulta che ci sia il sostegno di esterni, che deriva dal comune di Padova e dalla quota del 5 x 1000, per quanto riguarda tutti gli altri progetti presi in considerazione non ce nessun finanziatore diretto esterno. La maggior parte dei gas presi in esame non hanno neanche la quota di partecipazione. Questo tipo di organizzazione non ne necessita per il semplice fatto che non ci sono delle strutture da gestire. l'auto finanziamento avviene attraverso la partecipazione in attività come, le cene solidali o le feste paesane.Per quanto riguarda i Gas che richiedono un quota d’iscrizione a cadenza annuale (circa 10 € per quasi tutti i casi presi in esame), questo avviene per il sostegno delle spese logistiche, il mantenimento dei siti web o per anticipare i bonifici ai produttori visto che la raccolta dei soldi spesso richiede tempo.     Modalità di finanziamento

  19. Il rapporto con la rete Che tipo di reti sono emerse?-Nazionale; Regionale; Provinciale -Tra GAS-Tra GAS e associazioni Le più conosciute… *Intergas (Verona)*Rete GAS Vicentini*DES: Distretto Economie Solidali (Verona e Padova)

  20. Principali motivazioni che spingono ad entrare o non entrare in rete con altri GAS: RETE SI…-Collegamento; collaborazione; supporto; informazione; sensibilizzazione -Per acquistare (a livello nazionale) beni non altamente deteriorabili e fuori regione -Per organizzare feste ed eventi vari (mercatini, convegni…) RETE…NO!-Per logica prioritaria di rispondere a necessità e bisogni locali-Ogni GAS è diverso e caratterizzato dai bisogni di chi lo compone (su misura)-Il GAS ha tutte le potenzialità per poter funzionare da solo RETE SI, MA…-è una realtà ancora “sommersa”, sconosciuta..-mancanza di coordinamento-troppo individualismo e chiusura in se stessi (tipico veneto!)

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