Programmazione  Controllo nelle Aziende Pubbliche

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Organizzazione del Corso. Orario lezioni:Lun 16,00-18,00 Aula 12Mer 18,00-20,00 Aula 10Ven 16,00-18,00 Aula 10Ricevimento: mercoled? 17-18 o previo appuntamento da concordare con il docente via email [email protected] Organizzazione del Corso. Lezioni frontali, seminari ed esercitazion

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Presentation Transcript


1. Programmazione & Controllo nelle Aziende Pubbliche Anno Accademico 2010-2011 D.ssa Anna Maria Santini

2. Organizzazione del Corso Orario lezioni: Lun 16,00-18,00 Aula 12 Mer 18,00-20,00 Aula 10 Ven 16,00-18,00 Aula 10 Ricevimento: mercoledì 17-18 o previo appuntamento da concordare con il docente via email [email protected]

3. Organizzazione del Corso Lezioni frontali, seminari ed esercitazioni Prova intermedia: Sui capitolo I, II e III Questionario con domande a risposta multipla e/o chiusa Il voto conseguito è valido fino agli appelli di giugno-luglio L’esito negativo dell’esame comporta la perdita del voto conseguito nella P.I. Esame finale: tesina (eventuale) + esame orale

4. I testi di riferimento Manuale operativo del controllo di gestione, Dipartimento Funzione Pubblica, Rubettino 2001 (file pdf scaricabile dal sito) TUEL D.Lgs. 150/2001 Delibere CiVIT n. 89/2010 e 105/2010

5. I contenuti del corso (1) I presupposti organizzativi ed istituzionali del controllo di gestione nelle amministrazioni pubbliche locali L’area di competenza e gli strumenti per il controllo di gestione I requisiti di un sistema di controllo L’organizzazione del controllo di gestione La pianificazione strategica e la programmazione pluriennale La relazione revisionale e programmatica: struttura ed esempi Il bilancio di previsione annuale Il bilancio di previsione pluriennale

6. I contenuti del corso (2) Il piano esecutivo di gestione. Riferimenti normativi e funzioni Struttura e contenuti del PEG Analisi di alcune esperienze di redazione del PEG La contabilità analitica: finalità e percorsi per l’avvio Il piano dei conti, gli oggetti di costo Utilizzi della contabilità analitica: determinazione delle tariffe dei prodotti finali, le decisioni di esternalizzazione e analisi della redditività Gli indicatori come strumento di misurazione delle performance La carta dei servizi pubblici I contenuti innovativi della “Riforma Brunetta”

7. I contenuti del corso (3) Approfondimento curato dal Dott. Pasquale Ruggiero: La contabilità analitica: finalità e percorsi per l’avvio Il piano dei conti, gli oggetti di costo Utilizzi della contabilità analitica: determinazione delle tariffe dei prodotti finali, le decisioni di esternalizzazione e analisi della redditività

8. I contenuti del corso (4) Seminari: Esperienze in materia di Programmazione & Controllo presentate da esperti che operano in aziende pubbliche locali

9. P&C – Pianficazione strategica Programmare e controllare PERCHE’?

10. P&C – Pianificazione strategica

11. P&C – Pianificazione strategica Il sistema di P&C svolge un ruolo importante per APL Fa parte di un vasto processo di rinnovamento culturale delle APL che prende il nome di “aziendalizzazione” (NPM) E’ finalizzato a razionalizzare i comportamenti dei decisori (politici,direttore, dirigenti) Permette di esprimere valutazioni, attraverso il controllo di gestione, sul grado di efficienza, efficacia ed economicità della gestione

12. P&C – Pianificazione strategica Elementi che caratterizzano l’ambiente in cui operano le APL: Mutamenti di ordine culturale, sociale, economico, tecnologico e politico Evoluzione e variabilità della domanda di servizi pubblici locali proveniente dai cittadini Maggiori funzioni attribuite alle APL da parte di Stato e Regioni: federalismo – sussidiarietà

13. P&C – Pianificazione strategica Il processo di pianificazione strategica consiste nel complesso delle attività finalizzate a favorire lo sviluppo articolato e dettagliato della strategia aziendale, a determinare gli obiettivi che si intendono perseguire in un certo periodo e i mezzi nonché i modi da impiegare per raggiungerli. In questo quadro, al sistema operativo di PPC è demandato il compito di: promuovere la verifica della validità nel tempo degli obiettivi da perseguire spingere l’intera struttura al loro perseguimento

14. P&C – Pianificazione strategica Analisi della situazione esterna finalizzata ad identificare le responsabilità istituzionali da mettere in relazione con il proprio “bacino di utenti”. L’analisi dovrebbe sfociare nel disegno di una ipotesi di sviluppo socio-economico (cosa si potrebbe/dovrebbe fare) Esame della situazione interna finalizzata a identificare le risorse materiali o immateriali disponibili o acquisibili e la loro destinazione (cosa di può fare)

15. P&C – Pianificazione strategica 3. Effettuazione delle scelte (politiche) sulla base: - dei valori e delle aspirazioni dei decisori - delle attese della comunità - del patrimonio di conoscenze ed esperienze Risultato: individuazione di alternative economiche da valutare in relazione alle scelte relative al “cosa si vuol fare” e da perseguire entro un determinato orizzonte temporale attraverso l’impiego delle risorse predeterminate quantitativamente e qualitativamente

16. P&C – Pianificazione strategica

17. P&C – Pianificazione strategica Art. 46 TUEL Linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare. Documento approvato dal Consiglio (Comunale/Provinciale) in una delle prime sedute dopo la nomina ed entro il termine fissato dallo Statuto. Tale documento riprende il programma presentato agli elettori ma è sottoposto a modifiche ed aggiustamenti da parte delle forze politiche di maggioranza.

18. P&C – Pianificazione strategica Art. 46 TUEL Linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare. Si tratta di un documento di natura politica, libero nello schema e nei contenuti, che dovrebbe esplicitare le linee strategiche dell’esecutivo per la durata del mandato. La qualificazione quale documento di pianificazione strategica dipende dalla sensibilità del Sindaco/Presidente e dell’esecutivo.

19. P&C – Pianificazione strategica Art. 46 TUEL Linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare Il corretto utilizzo di un documento di pianificazione strategica assume un forte significato di comunicazione sull’orientamento strategico di fondo e delle grandi tematiche di intervento nel M/L termine, tanto nei confronti della comunità che del personale delle APL.

20. P&C – Pianificazione strategica Art. 46 TUEL Linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare Non deve essere un documento blindato ed indiscutibile poiché ciò contrasterebbe con la stessa logica che è alla base della pianificazione aziendale, la quale richiede la costante attenzione verso l’ambiente esterno (minacce vs opportunità) e l’adattabilità alle mutate condizioni.

21. P&C – Pianificazione M/T La Relazione previsionale e programmatica Art. 170 TUEL Gli enti locali allegano al bilancio annuale una relazione previsionale e programmatica che copra un periodo pari a quello del bilancio pluriennale. La RPP ha carattere generale. Illustra innanzi tutto le caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell’economia insediata e dei servizi dell’ente, precisandone le risorse umane, strumentali e tecnologiche. Comprende, per la parte entrata, una valutazione generale sui mezzi finanziari, individuando le fonti di finanziamento ed evidenziando l’andamento storico degli stessi ed i relativi vincoli.

22. P&C – Pianficazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Art. 170 TUEL Per la parte spesa la relazione è redatta per programmi e per eventuali progetti, con espresso riferimento ai programmi indicati nel bilancio annuale e nel bilancio pluriennale, rilevando l’entità e l’incidenza percentuale della previsione con riferimento alla spesa corrente e consolidata, a quella di sviluppo e di investimento.

23. P&C – Pianificazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Art. 170 TUEL Per ciascun programma è data specificazione della finalità che si intende conseguire e delle risorse umane e strumentali ad esso destinate, distintamente per ciascuno degli esercizi in cui si articola il programma stesso ed è data specifica motivazione delle scelte adottate. La RPP fornisce la motivata dimostrazione delle variazioni intervenute rispetto all’esercizio precedente.

24. P&C – Pianificazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Art. 170 TUEL Per gli organismi gestionali dell’ente locale la relazione indica anche gli obiettivi che si intendono raggiungere, sia in termini di bilancio che in termini di efficacia, efficienza ed economicità del servizio. La relazione fornisce adeguati elementi che dimostrino la coerenza delle previsioni annuale e pluriennali con gli strumenti urbanistici, con particolare riferimento alla delibera di cui all’art. 172 comma 1 lettera c, e i relativi piani di attuazione e con i piani economico-finanziari di cui all’art. 201

25. P&C – Pianificazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Art. 170 TUEL Con il regolamento di cui all’art. 160 è approvato lo schema di relazione, valido per tutti gli enti, che contiene le indicazioni minime necessarie ai fini del consolidamento dei conti pubblici. Nel regolamento di contabilità sono previsti i casi di inammissibilità ed improcedibilità per le deliberazioni di consiglio e di giunta che non sono coerenti con le previsioni della RPP.

26. P&C – Pianificazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Le disposizioni del TUEL sono finalizzate ad affermare una logica di azione per OBIETTIVI PROGRAMMI e RISULTATI. La programmazione di medio termine consiste proprio nell’attività di traduzione in termine operativi di ciò che è stato deciso in sede di pianificazione strategica.

27. P&C – Pianificazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica E’ il documento attraverso il quale gli organi politici, il consiglio, esercitano la propria funzione di indirizzo politico. Nella RPP, infatti, definiti i bisogni della comunità amministrata e date le capacità disponibili in termini di risorse umane, finanziarie e strumentali, deve essere identificato cosa (obiettivi) l’amministrazione intende realizzare nell’arco di tempo considerato e con quali risorse (mezzi). La RPP si qualifica come mezzo e momento di scelta tra i bisogni manifestati dalla collettività e che, per la scarsità di risorse, non possono essere tutti soddisfatti.

28. P&C – Pianficazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Le scelte programmatiche devono prendere avvio da un’analisi delle principali variabili dell’ambiente esterno e di quello interno al fine di poter razionalmente individuare: Le classi di bisogni emergenti dal territorio; Le capacità, in ordine alle risorse, umane e tecniche, già disponibili per poter rispondere a tali bisogni.

29. P&C – Pianficazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Pianificare e programmare non significa enunciare le “buone intenzioni”, formulate in maniera astratta e disancorata dalla reale domanda di servizi e dalle effettive risorse disponibili. Il processo di pianificazione e programmazione è anche un processo di apprendimento e non solo un’attività finalizzata all’adempimento burocratico.

30. P&C – Pianficazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Quanto alle risorse finanziarie, la RPP deve illustrare un’indagine approfondita e di valenza strategica sulle modalità di acquisizione delle risorse -> Politica finanziaria Infatti la RPP oltre all’andamento storico delle risorse finanziarie richiede che vengano evidenziati gli eventuali vincoli che su esse gravano. Specifici vincoli di destinazione gravano sui trasferimenti in conto capitale erogati da enti pubblici, sull’eventuale avanzo di amministrazione nonché sui mezzi monetari acquisiti attraverso l’indebitamento.

31. P&C – Pianificazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica La Parte Entrata va coordinata ed armonizzata con la Parte Spesa, la quale deve essere redatta per programmi ed eventuali progetti, indicati anche nel BPA e nel BPP. I programmi ed eventuali progetti sono gli strumenti per la concreta realizzazione degli “indirizzi”, la cui efficacia in termini di reale orientamento, si esprime attraverso la loro specificazione in azioni, obiettivi e risorse (cioè il loro collegamento a progetti e programmi).

32. P&C – Pianficazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Programma: complesso coordinato di operazioni che si intende porre in essere per il conseguimento di uno specifico obiettivo e che può essere articolato in progetti ai quali è assegnato il conseguimento di sub-obiettivi coerenti con quelli programmatici e strumentali rispetto ad essi.

33. P&C – Pianificazione di M/T La Relazione previsionale e programmatica Ciascun programma/progetto dovrebbe indicare: Le motivazioni delle scelte adottate; Gli obiettivi da conseguire e le priorità; Le relazioni di causalità tra attività ed obiettivi finali, intermedi ed immediati; L’ammontare dei costi che si prevede di sostenere; Gli eventuali proventi/ricavi che si prevede di conseguire; I mezzi finanziari che si prevede di impiegare; Le risorse umane e strumentali da impiegare; Il responsabile dell’attuazione del programma/progetto; I criteri per valutare l’efficienza, l’efficacia e l’economicità del programma/progetto; Codice numerico di identificazione.

34. P&C – Pianificazione di M/T Il Bilancio di previsione pluriennale Art. 171 TUEL Gli enti locali allegano al bilancio annuale di previsione un bilancio pluriennale di competenza di durata pari a quello della regione di appartenenza e comunque non inferiore a tre anni, con osservanza dei principi del bilancio di cui all’art. 162, escluso il principio dell’annualità. Il bilancio pluriennale comprende il quadro dei mezzi finanziari che si prevede di destinare per ciascuno degli anni considerati sia alla copertura delle spese correnti che al finanziamento delle spese di investimento, con indicazione per quest’ultime, della capacità di ricorso alle fonti di finanziamento.

35. P&C – Pianificazione di M/T Il Bilancio di previsione pluriennale Art. 171 TUEL Il bilancio pluriennale per la parte spesa è redatto per programmi, titoli, servizi ed interventi, ed indica per ciascuno l’ammontare delle spese correnti di gestione consolidate e di sviluppo, anche derivanti dall’attuazione degli investimenti, nonché le spese di investimento ad esse destinate, distintamente per ciascuno degli anni considerati. Gli stanziamenti previsti nel bilancio pluriennale, che per il primo anno coincidono con quelli del bilancio annuale di competenza, hanno carattere autorizzatorio, costituendo limite agli impegni di spesa e sono aggiornati annualmente in sede di approvazione del bilancio di previsione. Con il regolamento di cui all’art. 160 sono approvati i modelli relativi al bilancio pluriennale.

36. P&C – Pianificazione di M/T Il Bilancio di previsione pluriennale Il TUEL prevede un ampia articolazione dei criteri di classificazione della spesa: Programmi (art. 165, comma 7, TUEL) Titoli (primo livello di aggregazione, comune anche all’entrata) Servizi (aggregazione contabile che informa sulla destinazione economica della spesa) Interventi (sottocategoria di spesa delimitata dall’omogeneità dei fattori produttivi acquisiti) Per ciascuno di essi deve essere specificata se la spesa è: Corrente di gestione consolidata Corrente di sviluppo Investimento

37. P&C – Pianificazione di M/T Il Bilancio di previsione pluriennale Per ciascuna risorsa dell’entrata e per ciascun intervento della spesa è previsto l’obbligo di indicare: Accertamenti ed impegni risultanti dal rendiconto del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento Entrare che si prevede di accertare e spese che si prevede di impegnare, nell’esercizio cui il bilancio di riferisce

38. P&C – Pianificazione di M/T Il Bilancio di previsione pluriennale Il BPP traduce in cifre gli orientamenti strategici definiti nella RPP. Se la RPP è il frutto di un approfondito processo di pianificazione il BPP prospetta i probabili effetti finanziari derivanti dalle scelte strategiche. Il BPA e la centralità da esso assunta nel sistema dei documenti di pianificazione e programmazione snatura la fisiologia del rapporto tra programmazione di breve termine e quella di più ampio raggio.

39. P&C – Pianificazione di M/T Il Bilancio di previsione pluriennale Le previsioni del BPP sono di natura finanziaria e sono formulate in termini di competenza, cioè definiscono quanto si presume di accertare per le entrate e quanto su presume di impegnare per le spese. Le entrate sono articolate in Titoli, Categorie e Risorse, considerando per ognuno degli anni del BPP due distinte fonti di entrate: Tributi (tasse, imposte e contributi per prestazioni rese) Trasferimenti (dallo Stato e da altri enti, tanto del settore pubblico che privato) Le entrate derivanti da operazioni in conto capitale (alienazioni di beni e riscossioni di crediti)

40. TIPOLOGIE DI ENTI LOCALI Il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L. – D.Lgs. 267/’00) contiene i principi e le disposizioni sull’ordinamento di: COMUNI PROVINCE COMUNITA’ MONTANE UNIONI DI COMUNI CITTA’ METROPOLITANE COMUNITA’ ISOLANE

41. FUNZIONI DEL COMUNE (art. 13 T.U.E.L.) Spettano al Comune tutte le funzioni amministrative non attribuite dalla legge ad altri soggetti, che riguardano la popolazione e il territorio comunale nei settori: Servizi alla persona e alla comunità (es.: servizi sociali e assistenziali, anagrafe e stato civile, sport e cultura, scuola, raccolta e smaltimento rifiuti…) Assetto e utilizzazione del territorio (piani urbanistici, traffico, fognature…) Sviluppo economico (promozione turistica, sportello unico per le imprese, regolamentazione degli orari degli esercizi commerciali…)

42. FUNZIONI DELLA PROVINCIA (art. 19 T.U.E.L.) Difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell’ambiente… Tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche; Valorizzazione dei beni culturali; Viabilità e trasporti; Protezione della flora e della fauna; Caccia e pesca; Organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, scarico delle acque… Servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica; Istruzione secondaria di secondo grado; Raccolta ed elaborazione dati e assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali. In generale, si tratta di funzioni di COORDINAMENTO NEL TERRITORIO

43. P&C Il ciclo della programmazione

44. I DOCUMENTI CONTABILI DELL’ENTE LOCALE

45. FINALITÀ DELLA CONTABILITÀ NELL’ENTE LOCALE L’ente ha un patrimonio: è necessario averne il controllo anche sul piano contabile (inventario aggiornato) L’ente locale contribuisce a determinare la spesa pubblica del paese: non può quindi spendere in misura eccessiva (controllo dell’equilibrio finanziario) Gli amministratori utilizzano risorse pubbliche: è fondamentale rilevarne la fonte specifica, la destinazione, e controllare che vengano effettivamente utilizzate Gli indirizzi politici vanno tradotti in azioni concrete che comportano decisioni di spesa: è necessario perciò controllare che rispetto a ciascun obiettivo non si spendano somme superiori a quelle autorizzate dagli organi di governo (carattere autorizzatorio del bilancio di previsione). L’ente locale non ha scopo di lucro: quindi perde rilevanza la determinazione del reddito. Spesso l’ente locale deve realizzare servizi il cui allestimento è antieconomico!

46. CARATTERI FONDAMENTALI DELLA CONTABILITÀ DELL’ENTE LOCALE PREVALE L’ASPETTO PREVISIONALE PREVALE IL CONTROLLO DELL’EQUILIBRIO FINANZIARIO SI AFFIANCANO DUE SISTEMI CONTABILI: UNO DI TIPO FINANZIARIO ED UNO DI TIPO ECONOMICO/PATRIMONIALE IL SISTEMA CONTABILE HA IL COMPITO DI TRADURRE IN VALORE LE POLITICHE ADOTTATE E CONTROLLARNE L’ATTUAZIONE LA CONTABILITÀ FINANZIARIA HA CARATTERE AUTORIZZATIVO

47. PRINCIPI CONTABILI GENERALI (1) UNITÀ: l’insieme delle entrate è destinato a finanziare le spese nel loro insieme, fatte salve le eccezioni di legge (entrate a destinazione vincolata per funzioni delegate dallo Stato o dalla Regione, mutui…) ANNUALITÀ: le previsioni iscritte a bilancio devono essere riferite all’anno finanziario. Dopo la fine dell’anno non è possibile assumere impegni o accertare alcuna entrata sull’esercizio concluso. UNIVERSALITÀ E INTEGRITÀ: tutte le entrate e le spese devono essere previste in bilancio. Le entrate devono essere previste al lordo delle eventuali spese da sostenere per la loro riscossione. PAREGGIO FINANZIARIO: il complesso delle entrate deve essere pari al complesso delle uscite previste.

48. PRINCIPI CONTABILI GENERALI (2) VERIDICITA’: Dei documenti previsionali: devono essere evitate sopravvalutazioni delle entrate o sottovalutazioni delle spese. La veridicità delle entrate e delle spese correnti deve essere supportata dall’andamento storico delle stesse. Per le spese in conto capitale è sufficiente dimostrarne la coerenza rispetto alle fonti disponibili o la capacità di indebitamento nel caso in cui si intenda ricorrere al credito. Nel rendiconto: esso deve rispecchiare le operazioni di gestione poste in essere. Non esistendo una verità assoluta di bilancio, per interpretare il principio di verità si deve far irferimento ai principi di CORRETTEZZA e CHIAREZZA. La CORRETTEZZA consiste nel rispetto formale e sostanziale delle norme che disciplinano l’ordinamento contabile degli enti. La CHIAREZZA (O COMPRENSIBILITÀ) riguarda la classificazione delle poste, che deve risultare sufficientemente analitica (per il controllo da parte dell’organo di governo) ma anche sintetica (pena la poca comprensibilità del bilancio)

49. PRINCIPI CONTABILI GENERALI (3) PUBBLICITA’: gli enti locali devono rendere conoscibili alla collettività i dati contenuti nei documenti previsionali. 7. IMPARZIALITÀ: i documenti contabili devono essere predisposti per una moltitudine di destinatari e non devono favorire gli interessi o le esigenze di particolari gruppi. A tale principio deve ispirarsi tutto il processo di formazione del bilancio, sia previsionale che consuntivo. 8. ATTENDIBILITÀ: Nei documenti previsionali è riferita alle entrate: le aspettative di acquisizione delle risorse devono essere fondate su accurate analisi di andamenti storici o da altri idonei riferimenti ad atti o parametri di riferimento. Per le spese, simmetricamente, si parla di congruità: questa va valutata rispetto agli obiettivi definiti dagli organi di governo. Nei documenti di rendicontazione l’attendibilità è riferita al processo valutativo.

50. PRINCIPI CONTABILI GENERALI (4) SIGNIFICATIVITÀ E RILEVANZA: Nei documenti previsionali questo principio può essere applicato agli inevitabili arrotondamenti e alle approssimazioni dei valori: essi trovano il loro limite nel concetto di rilevanza, non dovendo assumere dimensioni tali da avere un effetto rilevante sul bilancio e sul significato dello stesso per i destinatari. Una posta è significativa quando il suo valore può incidere sulle scelte del lettore del bilancio; la rilevanza dipende dal valore assunto dalla posta stessa. Un dato può essere significativo pur non essendo rilevante: ad esempio, la riduzione dei trasferimenti può essere significativa (esprime un trend) anche se, nell’anno, poco rilevante. COERENZA: implica un nesso logico, senza contraddizione alcuna, tra gli atti contabili preventivi e consuntivi, sinao questi strettamente tecnico finanziari, ovvero descrittivi e di indirizzo politico.

51. LE FASI DELL’ENTRATA (art. 178 e segg.) La contabilità finanziaria non rileva esclusivamente gli effetti finanziari (riscossioni e pagamenti) derivanti dai fatti gestionali avvenuti; hanno notevole rilevanza, piuttosto, le decisioni di spesa e gli accertamenti delle entrate. Ogni entrata viene trattata contabilmente in tre fasi: ACCERTAMENTO: in base a idonea documentazione, viene verificata la ragione del credito e la sussistenza di un idoneo titolo giuridico, individuato il debitore, quantificata la somma da incassare, nonché fissata la relativa scadenza. RISCOSSIONE: è rappresentata dal materiale introito della somma accertata, da parte del tesoriere o da parte di altri incaricati ala riscossione. E’ disposta a mezzo di apposito ordinativo d’incasso. VERSAMENTO: corrisponde al trasferimento delle somme riscosse nelle casse dell’ente (tesoreria).

52. LE FASI DELLA SPESA (art. 182 e segg.) La spesa viene trattata contabilmente in 4 fasi distinte: IMPEGNO: a seguito di obbligazione giuridicamente perfezionata, è determinata la somma da pagare, determinato il soggetto creditore, indicata la ragione e viene stabilito il vincolo sulle previsioni di bilancio, nell’ambito della disponibilità finanziaria… LIQUIDAZIONE: si fonda su titoli e documenti (generalmente la fattura) che comprovano l’esatto ammontare del debito e la persona del creditore . Viene determinata la somma certa da pagare nei termini dell’impegno assunto. ORDINAZIONE: viene impartito l’ordine al tesoriere di effettuare il pagamento. (si parla in genere di MANDATO DI PAGAMENTO) PAGAMENTO: consiste nella materiale corresponsione della somma dovuta al creditore e nella conseguente contabilizzazione nelle scritture contabili dell’ente.

53. LE SPESE PLURIENNALI Se negli esercizi precedenti sono stati assunti impegni pluriennali, ad essi nel bilancio di previsione deve essere assicurato idoneo finanziamento (art. 164 c.3). Se viene assunto un impegno pluriennale, di esso si deve tenere conto nel bilancio pluriennale e, eventualmente, nei bilanci successivi.

54. IL CONCETTO DI COMPETENZA NELLA CONTABILITA’ DELL’ENTE LOCALE Il bilancio di previsione viene redatto in termini di competenza. E’ di competenza: l’entrata accertata nell’esercizio; la spesa impegnata nell’esercizio. È una competenza di tipo finanziario, non economico. Il rendiconto viene redatto, invece, per cassa: in esso si tiene conto delle entrate e delle spese di competenza, nonché delle entrate e delle uscite (per cassa) originate dalla gestione dei residui attivi e passivi.

55. LA STRUTTURA DEL BPA Il Bilancio di previsione annuale Articolazione delle entrate: Titoli Categorie Risorse La classificazione è fatta in relazione alla fonte di provenienza, alla tipologia e alla specifica individuazione dell’oggetto di entrata Articolazione della spesa: Titoli Funzioni Servizi Interventi La classificazione è fatta in relazione ai principali aggregati economici, alle funzioni degli enti, ai singoli uffici, alla natura dei fattori produttivi; si tratta di una classificazione di tipo funzionale, attraverso cui si è cercato di rapportare i contenuti dell’attività di pianificazione all’organizzazione dell’APL.

56. LA CLASSIFICAZIONE DELLE ENTRATE Le entrate sono classificate per: TITOLO (esprime la fonte di provenienza) CATEGORIA (esprime la tipologia di entrata) RISORSA (viene individuato specificamente l’oggetto dell’entrata)

57. I TITOLI DI ENTRATA ENTRATE TRIBUTARIE ENTRATE DA CONTRIBUTI E TRASFERIMENTI CORRENTI DELLO STATO, REGIONE E ALTRI ENTI PUBBLICI… ENTRATE EXTRATRIBUTARIE ENTRATE DA ALIENAZIONI, TRASFERIMENTI DI CAPITALE E RISCOSSIONI DI CREDITI ENTRATE DERIVANTI DA ACCENSIONE DI PRESTITI ENTRATE DA SERVIZI PER CONTO DI TERZI

58. LE ENTRATE CORRENTI

59. LE ENTRATE IN CONTO CAPITALE

60. LE ENTRATE DA SERVIZI PER CONTO TERZI

61. LA CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE NEL BILANCIO DI PREVISIONE TITOLI (individua la natura della spesa in termini generali) FUNZIONI (individua la specifica funzione per cui la spesa è stata sostenuta) SERVIZI (individua l’ufficio che gestisce l’attività per cui la spesa è sostenuta) INTERVENTI (individua il fattore produttivo per cui la spesa è sostenuta)

62. TITOLI E FUNZIONI DI SPESA

63. LO SVILUPPO DI UNA FUNZIONE DI SPESA CORRENTE

64. LO SVILUPPO DI UNA FUNZIONE DI SPESA IN CONTO CAPITALE

65. LE VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE Il bilancio di previsione può essere modificato mediante apposite delibere di variazione, assunte dal consiglio su proposta della giunta. Le variazioni possono essere rappresentate da : Maggiori / minori entrate Maggiori / minori entrate con corrispondenza in uscita Maggiori / minori uscite (correnti o in conto capitale) Maggiori / minori uscite con corrispondenza in entrata (correnti o in conto capitale) Ogni variazione necessita del parere dei revisori, i quali devono verificare che gli equilibri di bilancio vengano rispettati. L’ultima variazione al bilancio è rappresentata dall’ASSESTAMENTO GENERALE, da deliberare entro il 30 novembre: in tale sede è possibile applicare l’avanzo per far fronte a spese correnti esuberanti rispetto alle previsioni.

66. I RESIDUI (art. 189 e 190) I residui, rispettivamente attivi e passivi, rappresentano veri e propri crediti e debiti. Si potrebbe parlare si “somme residue da pagare” su quanto impegnato durante l’anno e “somme residue da riscuotere” rispetto a quanto accertato nell’esercizio. RESIDUI ATTIVI: somme accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio.

67. I RESIDUI (art. 189 e 190) RESIDUI PASSIVI: somme impegnate e non pagate durante l’esercizio. La cancellazione di un residuo passivo ritenuto non dovuto comporta un’economia di spesa. Economia di spesa è anche il minor valore delle spese impegnate rispetto a quelle previste.

68. IL RISULTATO DELLA GESTIONE Il risultato della gestione rappresenta il saldo tra le entrate accertate e le spese impegnate di competenza del periodo:

69. IL RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE: L’AVANZO E IL DISAVANZO (1) Il risultato di amministrazione rappresenta un “fondo di valore” (non un flusso) riferito all’intera gestione finanziaria (COMPETENZA e RESIDUI). Evidenziare bene come la gestione dei residui possa influenzare molto l’avanzo; se si è in presenza di residui molto datati, spesso sarebbe necessario eliminarli. Se si eliminano maggiori residui attivi, si ha un effetto negativo sull’avanzo, mentre si ottiene l’effetto opposto se si eliminano maggiormente residui passivi. Ciò ha rilevanza in quanto l’avanzo andrà poi considerato tra le forme di finanziamento negli esercizi successivi e quindi la misura dell’avanzo applicabile in futuro condiziona la stesura dei bilanci successivi.Evidenziare bene come la gestione dei residui possa influenzare molto l’avanzo; se si è in presenza di residui molto datati, spesso sarebbe necessario eliminarli. Se si eliminano maggiori residui attivi, si ha un effetto negativo sull’avanzo, mentre si ottiene l’effetto opposto se si eliminano maggiormente residui passivi. Ciò ha rilevanza in quanto l’avanzo andrà poi considerato tra le forme di finanziamento negli esercizi successivi e quindi la misura dell’avanzo applicabile in futuro condiziona la stesura dei bilanci successivi.

70. P&C – Programmazione di B/T Il Bilancio di previsione annuale Descrive contabilmente il quadro delle attivita’ che l’APL intende realizzare nell’esercizio attraverso la gestione finanziaria delle previsioni di entrata e di spesa in esso formulate. I principi che regolano la redazione sono: Principio del pareggio: tutte le spese devono trovare copertura nelle entrate. Vincolo di equilibrio economico: gli stanziamenti delle spese correnti e delle quote capitale delle rate di ammortamento dei mutui/prestiti obbligazionari non possono eccedere il valore delle entrate correnti (salvo le eccezioni previste dalla legge). Carattere autorizzatorio delle previsioni di spesa: possono essere sostenute solo le spese preventivamente iscritte in bilancio.

71. P&C – Programmazione di B/T Il Bilancio di previsione annuale Le funzioni attribuite al BPA, nel corso degli anni dal legislatore, sono: Strumento di autorizzazione e limite all’attivita’ di spesa Strumento di informazione economica e finanziaria Strumento di pianificazione Strumento di informazione economica esterna Strumento di guida della gestione verso l’efficacia e l’efficienza

72. P&C – Programmazione di B/T Il Bilancio di previsione annuale Aspetti critici: Rappresentazione sommaria delle attività da svolgere, difficile lettura dei relativi riflessi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale Raffigurazione della sola dimensione finanziaria di breve termine Tendenza a seguire la logica estrapolativa-incrementale Incapacità di rappresentare un coerente collegamento con i bisogni pubblici da soddisfare Tendenza a considerare il principio di pareggio in una dimensione formale Frequente affidamento della redazione al solo Settore finanziario

73. P&C – Programmazione di B/T Art. 169 TUEL Sulla base del BPA deliberato dal Consiglio, l’organo esecutivo definisce, prima dell’inizio dell’esercizio, il piano esecutivo di gestione, determinando gli obiettivi di gestione ed affidando gli stessi, unitamente alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei servizi. IL PEG contiene una ulteriore graduazione delle risorse dell’entrata in capitoli, dei servizi in Centri di Costo e degli interventi in capitoli. L’applicazione dei commi 1 e 2 del presente articolo e facoltativa per gli enti locali con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e per le comunità montane.

74. P&C – Programmazione di B/T Piano esecutivo di gestione Per tale documento il legislatore non prevede un modello standard in quanto è lasciata agli enti la libertà di concepire questo strumento di programmazione operativa in modo coerente con la specifica realtà organizzativa.

75. COMPETENZE DEGLI ORGANI DELL’ENTE LOCALE Non vengono considerate le funzioni del Sindaco o del Presidente della Provincia; il lucido si concentra sulle funzioni relativamente al sistema informativo contabile.Non vengono considerate le funzioni del Sindaco o del Presidente della Provincia; il lucido si concentra sulle funzioni relativamente al sistema informativo contabile.

76. P&C – Programmazione di B/T Piano esecutivo di gestione E’ il documento di programmazione a cui il legislatore ha inteso affidare il compito di illustrare i contenuti gestionali dell’attività programmatoria, rimettendolo alla competenza della Giunta. Nel PEG gli obiettivi di fondo espressi nel BPA sono tradotti in concrete attività gestionali. Ha la funzione di porre in termini espliciti e diretti il legame tra obiettivi di gestione, dotazioni di risorse e responsabilità. In particolare consente: programmazione e controllo della gestione autorizzazione e limite all’autonomia dirigenziale Le risorse da assegnare nel PEG sono: Umane (piano d’impiego delle risorse umane); Finanziarie e/o economiche (centri acquirenti e centri utilizzatori); Materiali (beni durevoli).

77. P&C – Programmazione di B/T Piano esecutivo di gestione quindi: E’ il piano degli obiettivi, in quanto per passare dai programmi e progetti di spesa, contenuti nel BPA, ad obiettivi e risorse è necessario esplicitare le modalità operative per la conduzione dei programmi e dei progetti, in particolare per ciò che attiene le risorse disponibili, i risultati attesi e le scelte da porre in essere. Gli obiettivi sono assegnati al dirigente che se ne assume la responsabilità in termini di gestione e risultato, dando concreta attuazione al principio di autonomia dirigenziale. Ovviamente nel PEG devono essere esplicitati anche i CdR dell’APL. Il concetto di risorsa è inteso in senso ampio e quindi oltre alle risorse finanziarie devono essere indicate anche quelle umane e strumentali. Gli obiettivi sono risultati attesi da un CdR e possono essere di risultato interno/esterno, di processo/complessivi, di efficienza o di qualità/efficacia.

78. P&C – Programmazione di B/T Piano esecutivo di gestione Collegamento organizzativo: i dirigenti dei CdR fanno parte della struttura organizzativa dell’APL e sono preposti a capo di un’unità organizzativa; in questo modo è esplicito il collegamento tra PEG e struttura organizzativa sebbene sia variabile il livello con cui tale collegamento si realizza. Collegamento programmatico: sono specificati in modo puntuale ed univoco gli obiettivi gestionali, i risultati che ciascun CdR è tenuto a conseguire e tale processo di specificazione prende avvio dai programmi e dai progetti contenuti nel BPA e nella RPP.

79. P&C – Programmazione di B/T Collegamento economico: si parla di dotazione economica in quanto il dirigente dispone di risorse di diversa natura (personale, servizi di altre unità organizzative, rimanenze, beni strumentali) e dotazione finanziaria, facendo riferimento all’autonomia di spesa riconosciuta. Collegamento finanziario: i CdR dispongono di risorse assegnate attraverso il BPA dove per l’intervento, la spesa è classificata in base alla natura dei fattori impiegati, mentre per il servizio si considera la destinazione organizzativo-funzionale, ovvero il CdC. Tali voci di spesa sono ulteriormente disaggregate nel PEG ed è per questo che si parla di disaggregazione contabile (centri di costo) e localizzazione finanziaria (centri di responsabilità).

80. P&C – Programmazione di B/T Il piano esecutivo di gestione Classificazioni rilevanti nella struttura del PEG:

81. P&C – Programmazione di B/T Disaggregazione riaggregazione di servizi e CdR nel PEG

82. P&C – Programmazione di B/T Disaggregazione e riaggregazione di servizi e CdR nel PEG

83. P&C – Programmazione di B/T PEG e risorse Il concetto di risorse attribuite ad un responsabile non può limitarsi a quello finanziario ma comprendere: Personale Servizi forniti da altre unità organizzative Beni a fecondità semplice Beni durevoli Ecco perché si parla di dotazione economica e dotazione finanziaria.

84. P&C – Programmazione di B/T PEG e profili organizzativi L’esatta individuazione dei responsabili di ciascuna unità organizzativa e dei relativi ambiti operativi costituisce il presupposto per giungere a documenti di programmazione coerenti con l’architettura organizzativa dell’APL. Mantenere un buon allineamento tra struttura organizzativa, sistemi contabili e sistemi gestionali implica la revisione e l’adeguamento dei CdR rispetto al PEG a seguito di variazioni nell’assetto organizzativo.

85. P&C – Programmazione di B/T PEG e profili organizzativi I dirigenti dei CdR appariranno nell’organigramma dell’APL a capo di un’unità organizzativa. Attraverso la loro responsabilizzazione si esplicita il collegamento tra PEG e struttura organizzativa, collegamento che può essere formalmente stabilito solo per le strutture di livello superiore, lasciando che siano i responsabili a definire quelle di livello inferiore.

86. P&C – Programmazione di B/T

87. P&C – Programmazione di B/T

88. Il Piano esecutivo di gestione Obiettivo deve essere: Chiaro -> comprensibile a tutti Misurabile -> rilevabile con riferimento ad una opportuna unità di misura Coerente con gli indirizzi strategici -> coerenza tra obiettivi dei CdR e obiettivi globali Raggiungibile -> i Responsabili devono disporre di “leve” per il loro conseguimento Condiviso -> definizione degli obiettivi secondo schemi negoziali/partecipativi Pensato in funzione dell’utenza -> qualunque attività è strumentale per il soddisfacimento dell’utente finale Orientato al miglioramento -> mantenere lo status quo non è un obiettivo Armonico con le risorse disponibili -> occorre realismo nel bilanciare risorse e obiettivi Coerente con gli obiettivi degli altri CdR -> non devono compromettersi gli obiettivi globali Rivedibile -> si deve poter adattare gli obiettivi in relazione a cambiamenti interventi

89. P&C – Programmazione di B/T Il Piano esecutivo di gestione Errori da evitare nella definizione degli obiettivi Obiettivi generici per i quali non è stato individuato il risultato atteso o per i quali non siano state create le condizioni per valutare in modo preciso l’attività da svolgere. Obiettivi che corrispondono ad adempimenti amministrativi obbligatori senza che sia evidenziato quantitativamente il miglioramento atteso. Obiettivi che più che risultati attesi descrivono delle finalità di destinazione della spesa. Obiettivi non coerenti con i programmi dell’Amministrazione desumibili dai documenti generali di programmazione, non coerenti tra loro o che comunque non evidenziano le priorità che la Giunta esprime, lasciando di fatto la scelta al responsabile

90. P&C – Programmazione di B/T

91. P&C – Programmazione di B/T

92. P&C – Programmazione di B/T

93. P&C – Programmazione di B/T

94. P&C – Programmazione di B/T

95. P&C – I sistemi di controllo La metafora del controllo nella navigazione: La gita in gommone La crociera in Mediterraneo Il match-race di Coppa America La portaerei in battaglia

96. P&C – I sistemi di controllo Un sistema di controllo risponde all’esigenza del manager di affrontare i problemi che derivano dalla complessità interna dell’organizzazione gestita e dalla turbolenza esterna dell’ambiente in cui è inserita

97. P&C – I sistemi di controllo

98. P&C – I sistemi di controllo

99. P&C – I sistemi di controllo

100. P&C – I sistemi di controllo Il controllo di gestione è un meccanismo operativo prezioso per tutte le aziende, qualunque sia la loro dimensione e la natura del soggetto economico e giuridico. Tale strumento si sostanzia nella misurazione delle performance interne e nella responsabilizzazione su parametri-obiettivo, spesso collegata all’attribuzione di incentivi monetari

101. P&C – I sistemi di controllo Orientamento ai risultati Necessità del controllo: diffusione dei valori aziendali tra tutti i dipendenti e non solo tra coloro che occupano posizioni più elevate dal punto di vista gerarchico (allineamento tra comportamenti e strategie; adozione di un linguaggio unico e condiviso)

102. P&C – I sistemi di controllo I centri di responsabilità ovvero le differenti tipologie di unità organizzative cui sono assegnate le responsabilità per i risultati economico-finanziari. Il processo nel quale si articola l’operatività del sistema di controllo. La struttura tecnico-contabile di supporto che comprende strumenti di rilevazione delle prestazioni, modelli di reporting ed analisi che nel loro complesso costituiscono la contabilità direzionale.

103. P&C – I sistemi di controllo Una migliore comunicazione delle priorità aziendali e degli eventuali cambiamenti. Maggiori stimoli al perseguimento degli obiettivi aziendali e al miglior uso delle risorse. Un più efficace coordinamento verticale ed orizzontale delle attività aziendali. Un più forte allineamento fra gli obiettivi strategici e le attività operative.

105. P&C – I sistemi di controllo Un eccessivo orientamento al breve termine. Lo stimolo ad utilizzare trucchetti contabili. L’induzione di eccessivi livelli di stress e di competizione interna. La riduzione dello spirito di gruppo. La minor consapevolezza delle peculiarità dei propri processi interni e dei propri punti di forza.

106. P&C – I sistemi di controllo Individuare e rilevare grandezze contabili (aspetto della dimensione materiale) è prezioso per il miglior utilizzo delle risorse. Occorre non considerare tali indicatori come mezzi che “da soli” sono in grado influenzare i comportamenti individuali ed organizzativi. E’ necessario intervenire anche sulla dimensione immateriale.

107. P&C – I sistemi di controllo Il controllo non è un asettico insieme di tecniche contabili ma una pratica aziendale istituzionalizzata Ciò porta ad interpretare la dimensione materiale del controllo come un insieme di routine strutturate.

108. P&C – I sistemi di controllo Il controllo allora può essere considerato come un insieme di regole (procedure formalizzate), ruoli (insieme delle posizioni organizzative) e routines (pratiche abitualmente in uso). Gli strumenti del controllo sono in grado di trasmettere agli individui i valori e contemporaneamente contribuiscono alla definizione della cultura aziendale.

109. P&C – I sistemi di controllo Per cambiare le regole, i ruoli o le routines del controllo occorre rispettare una serie di condizioni. In particolare, è essenziale: l’esercizio di una forte leadership; la chiarezza delle innovazioni in corso; la coerenza nelle decisioni assunte nel tempo dal vertice aziendale; l’acquisizione della fiducia dei dipendenti. In sintesi occorre modificare i valori, i significati e gli schemi interpretativi che nel tempo si sono istituzionalizzati.

110. P&C – I sistemi di controllo I cambiamenti nei sistemi di valore si realizzano quando emergono situazioni di crisi. Gli shock possono stimolare un processo di “scongelamento” dei valori preesistenti (unfreezing), ridefinizione cognitiva (cognitive re-definition) e “ricongelamento” dei valori organizzativi (refreezing). Al fine di superare lo stato di insicurezza risulta preziosa un’attenta attività di comunicazione e formazione.

111. P&C – I sistemi di controllo I cambiamenti di natura radicale possono arrivare a de-istituzionalizzare le pratiche ed i valori presenti. L’effettivo cambiamento nei sistemi di controllo discende dalla comprensione del contesto istituzionale e socio-culturale di ciascuna azienda.

112. P&C – I sistemi di controllo La gestione aziendale richiede di prestare attenzione a questioni per le quali sarebbero da rispettare entrambe le soluzioni estreme. Ogni azienda deve effettuare un continuo trade-off fra i vantaggi e gli svantaggi delle alternative a disposizione. Il controllo è considerato non più come strumento coercitivo o ispettivo ma elemento prezioso per la regolazione interna.

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