Seminario leopoldina fortunati
This presentation is the property of its rightful owner.
Sponsored Links
1 / 77

Seminario Leopoldina Fortunati PowerPoint PPT Presentation


  • 68 Views
  • Uploaded on
  • Presentation posted in: General

Seminario Leopoldina Fortunati. IULM, Master “Management dei processi creativi”, parte prima Milano , 17-18 Marzo 2008. Globalizzazione e industrie creative.

Download Presentation

Seminario Leopoldina Fortunati

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation

Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author.While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server.


- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Presentation Transcript


Seminario leopoldina fortunati

SeminarioLeopoldina Fortunati

IULM,

Master “Management dei processi creativi”, parte prima

Milano, 17-18 Marzo 2008

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative

Globalizzazione e industrie creative

DR1: come mai soprattutto nel giro degli ultimi decenni si è sviluppato un settore industriale creativo di grande impatto sui processi complessivi di valorizzazione?

- Intrattenimento (teatro, cinema, radio, televisione, eventi, musica, ecc.)

  • Informazione (stampa, radio, televisione, internet)

  • Comunicazione (telefono, cellulare, internet)

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative1

Globalizzazione e industrie creative

  • Conoscenza (editoria, musei, biblioteche, sistema scolastico, processi di social learning, educazione permanente)

  • -Ricerca, innovazione (laboratori, reti di ricerca (COST) brevetti, sperimentazioni, ecc.)

  • -Turismo e mobilità (incremento della pendolarità, dei piccoli e grandi viaggi)

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative2

Globalizzazione e industrie creative

  • Sport

  • Servizi avanzati a livello privato

  • Servizi della pubblica amministrazione

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

I percorsi storici che hanno creato le premesse per la creatività di massa sono stati:

- Il passaggio dal fordismo al post-fordismo

  • L’inurbamento e l’abbandono delle campagne

  • Il nuovo ruolo delle donne e dell’infanzia

  • La svalutazione dell’autoritarismo

  • L’innalzamento del livello di istruzione

  • L’introduzione e appropriazione di nuovi media

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico1

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

Il passaggio dal fordismo al post-fordismo

  • Il fordismo è caratterizzato da:

  • Dipendenza (dalla famiglia, dai parenti, dal lavoro)

  • Stabilità e Continuità (una famiglia, una fabbrica per tutta la vita)

  • Capacità di esecuzione

  • Atomizzazione

  • Sfruttamento della forza muscolare

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico2

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

  • Materialità dei processi

  • Relativa semplicità

  • -Dipendenza dello stile di vita dall’appartenenza di classe

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico3

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

Il passaggio dal fordismo al post-fordismo

  • Il postfordismo è caratterizzato da:

  • Instabilità (società del rischio e della precarietà)

  • Autonomia (popolo delle partite IVA)

  • Discontinuità (si cambia spesso azienda, settore, ecc.)

  • Intraprendenza, flessibilità e creatività

  • Capacità di collaborazione e mediazione

  • Sfruttamento della forza nervosa

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico4

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

 - immaterialità

  • Crescente complessità dell’ambiente lavorativo e della società

  • Crescente sganciamento dello stile di vita dall’appartenenza a una classe sociale.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico5

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

L’inurbamento e l’abbandono delle campagne è caratterizzato da:

  • Rottura del comando da parte delle generazioni anziane (capofamiglia, nonni, suoceri, ecc.)

  • Rottura del controllo da parte della comunità

  • Rottura con il senso di appartenenza al luogo natale

  • Rottura con l’inerzia della tradizione

  • Rottura di una continuità con il passato

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico6

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

Il nuovo ruolo delle donne e dell’infanzia, che innesca innumerevoli processi sociali:

  • Cambiamento dei rapporti di potere all’interno della famiglia a favore delle donne e dei figli

  • Nuovo valore dell’infanzia

  • Incremento dell’accesso femminile al mercato del lavoro extradomestico

  • Ristrutturazione del lavoro domestico e dell’organizzazione familiare

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico7

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

-Maggiore instabilità dei rapporti matrimoniali

  • Maggiore precarietà dei rapporti con i genitori

  • Maggiore intensità emotiva all’interno della famiglia

  • Maggiore libertà e controllo sulla sessualità

  • Nuovo ruolo del maschio adulto all’interno della famiglia

  • Allentamento e ridimensionamento dei rapporti parentali

  • Politica del figlio unico

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico8

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

La svalutazione dell’autoritarismo nasce fondamentalmente da alcuni fatti:

  • la seconda guerra mondiale segna la fine di un modello di accettazione del dispotismo politico, istituzionale e sociale che aveva portato a milioni di morti in Europa;

  • Entra in crisi culturale il binomio comando/obbedienza anche a livello familiare

  • Si diffonde l’ideologia del permissivismo

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico9

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

- I bambini sono i nuovi re della famiglia (i bambini che impongono la loro volontà e i genitori che accondiscendono)

  • Queste generazioni quando vanno a lavorare in fabbrica o in ufficio pretendono dai “capi” rispetto e considerazione

  • Il capo in azienda si rivela disfunzionale e viene sostituito dal leader

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico10

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

  • L’innalzamento del livello di istruzione, che rende gli individui:

  • -Più idonei a sviluppare la loro identità personale e sociale più consapevoli dei loro diritti sociali, sindacali e politici

  • più capaci di difendere i loro interessi economici e normativi

  • Più capaci di esprimere il loro punto di vista e far sentire la loro opinione

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico11

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

  • - Più idonei a sviluppare la loro identità personale e sociale

  • -Più capaci di condizionare il mercato

  • Più padroni della loro vita quotidiana

  • Con più strumenti culturali

  • Portatori di una forza-lavoro più complessa

  • Più capaci di muoversi in un ambiente multietnico e multiculturale

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative un percorso diacronico12

Globalizzazione e industrie creative: un percorso diacronico

  • L’introduzione e appropriazione di vecchi e nuovi media da parte degli individui a livello di massa, implica che per la prima volta le masse diventano proprietarie:

  • -dei mezzi di consumo immateriale (TV, radio, ecc.)

  • dei mezzi che potenziano la comunicazione interpersonale e di gruppo (telefono, cellulari)

  • dei mezzi che consentano almeno una parziale co-costruzione delle funzioni e servizi (internet).

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative3

Globalizzazione e industrie creative

Tutti questi fenomeni sociali:

  • hanno fatto saltare i tappi sociali che sottosviluppavano la creatività.

  • Freud ci insegna che la creatività ha possibilità di svilupparsi durante l’età evolutiva solo se progressivamente si “uccide” l’autorità (pensiamo al fenomeno della famiglia lunga di oggi)

  • Jung ci insegna che la creatività è collegata alle forze della sessualità. Se quest’ultima si sblocca, anche la creatività si sblocca.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative4

Globalizzazione e industrie creative

2) hanno permesso, a fronte di un livello di conflittualità sociale e di lotte molto alto, di implementare la gestione delle tensioni sociali nell’immaginario.

Come sottolineano Abruzzese e Borrelli, questo processo inizia nel Settecento. Con la grande industria e gli stati nazionali tale processo si organizza in modo forte a livello nazionale (ma dentro un contesto sempre più internazionalizzato).

  • Le industrie creative (cultura, informazione, turismo, ecc.) creano quel sostrato di opinioni, atteggiamenti e comportamenti che dà vita alle culture nazionali.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative5

Globalizzazione e industrie creative

Ma tale processo subisce un grande salto di qualità con la globalizzazione.

  • La globalizzazione implica il salto alla dimensione glocal. C’è un metapopolo che si è costituito come entità in forza del suo accesso a internet.

  • La premessa è la diffusione dell’inglese (o meglio delle varie forme di inglese) come lingua franca.

  • Ma si è formato anche un immaginario globale con il cellulare.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative6

Globalizzazione e industrie creative

Ma soprattutto si formano:

società multietniche, che rappresentano pezzi di locale che si ricostruiscono altrove;

social networks che creano altre modalità di rapporti interpersonali su cui si stanno costruendo nuovi business model commerciali e pubblicitari.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e industrie creative7

Globalizzazione e industrie creative

3) Ma allo stesso tempo hanno creato le condizioni per un maggior potere dal basso.

  • fenomeni di empowerment e di condizionamento da parte dei fruitori/produttori (pro-sumers)

  • Fenomeni di espropriazione della conoscenza, competenza e know how delle industrie creativo da parte dei “consumatori”

  • Le industrie creative rischiano di lavorare per i propri competitors

  • Il mercato diventa sempre più inconoscibile

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit

Globalizzazione e creatività

DR2: come mai nel giro di pochi decenni i settori industriali nei paesi a capitalismo avanzato hanno delocalizzato la produzione

  • nei paesi dell’EST (Bulgaria, Romania, Ucraina ecc.)

  • nei due giganti asiatici (Cina e India),

  • o la stanno delocalizzando in Russia, Brasile e Sud Africa, ma tengono stretta tutta la filiera immateriale e creativa, cioè pianificazione, ricerca, innovazione, pubblicità, finanza?

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit1

Globalizzazione e creatività

La produzione viene delocalizzata perché:

  • spesso è stata semplificata per cui anche una forza-lavoro più “semplice” può eseguirla

  • così si risparmia sui costi sia del lavoro che sociali

  • La filiera immateriale e creativa, cioè pianificazione, ricerca, innovazione, pubblicità, finanza, viene trattenuta qui perché essa è considerata strategica.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit2

Globalizzazione e creatività

Essa è strategica perché permette di:

  • conservare il vantaggio competitivo dei paesi avanzati a livello industriale nei confronti dei paesi a nuova industrializzazione, quali Cina e India e ai paesi in via di sviluppo;

  • creare le premesse per costruire il vantaggio competitivo di domani

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit3

Globalizzazione e creatività

Il mondo globale è molto complesso e spesso si lavora sul filo del rasoio:

I paesi avanzati hanno una crescita più lenta se paragonata a quella dei paesi a nuova industrializzazione (è più facile passare dal poco all’abbastanza che dal molto al moltissimo).

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit4

Globalizzazione e creatività

2) Cina, India, ecc. imparano molto velocemente il know how e si appropriano di molti settori di produzione a basso valore aggiunto

3) Oggi anche questi paesi possiedono tecnologie molto sofisticate (India: software e cinema; Cina componentistica informatica e tecnologia spaziale)

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit5

Globalizzazione e creatività

4) Hanno dalla loro la forza dei grandi numeri sia a livello di produzione (la Cina è considerata oggi la fabbrica del mondo e l’India l’ufficio del mondo) sia a livello di consumo: insieme rappresentano più di un terzo del mercato mondiale.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit6

Globalizzazione e creatività

Che cosa hanno ancora? Sono paesi :

-Con strutture sociali e politiche che hanno ancora molto di pre-moderno

  • Con una certa noncuranza rispetto alla conservazione della memoria storica

  • Alla ricerca di “vestire” la loro nuova modernità (moda, architettura, organizzazione dello spazio urbano e del paesaggio)

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit7

Globalizzazione e creatività

C’è una vocazione dell’Occidente, e in particolare dell’Italia, che può rispondere a una parte di questi bisogni.

Il made in Italy è uno stile globale, perché risponde a un posizionamento del gusto a livello interculturale.

Va ricordato che a livello interculturale di una cultura si selezionano due o tre aspetti: di quella italiana, ad esempio, moda, calcio, lirica.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit8

Globalizzazione e creatività

Ma che problemi emergono a livello organizzativo nella creazione di figure professionali capaci di gestire processi economici complessi, mercati sempre più globali e sofisticati, ambienti multiculturali, multilinguistici e multietnici, una velocità sempre più accelerata nell’innovazione tecnologica e una forte mobilità?

Per rispondere a questa domanda è prima necessario fare alcune considerazioni sulla globalizzazione.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit9

Globalizzazione e creatività

Per capire la traiettoria della globalizzazione nei paesi a nuova industrializzazione, è necessario analizzare tre parole chiavi: tecnologia, modernità (o meglio post-modernità), industrializzazione, e i loro rapporti interni.

Va chiarito che si parla di modernità al plurale.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit10

Globalizzazione e creatività

L’esposizione all’industrializzazione e globalizzazione coinvolge le società in modo diverso.

Infatti il processo di modernizzazione, che deriva dall’industrializzazione e dalla globalizzazione, è la conseguenza di un processo di co-costruzione portato avanti dalle culture e società indigene da un lato e dal sistema capitalistico dall’altro.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit11

Globalizzazione e creatività

Ovviamente, la nuova situazione risente del fatto che entrambi i poli si influenzano e si trasformano reciprocamente.

Noi spesso guardiamo ai cambiamenti che intervengono nelle culture e società locali senza considerare i cambiamenti che intercorrono allo stesso tempo nel sistema capitalistico .

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit12

Globalizzazione e creatività

In questa co-costruzione anche il capitale cambia e diventa differente.

Se consideriamo che il capitale è una relazione sociale, ne deriva che esso è soggetto al cambiamento, in quanto drena molti aspetti dalle specificità storiche e culturali a livello locale.

Paradossalmente, il capitale oggi è meno moderno di ieri.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit13

Globalizzazione e creatività

Essendo infatti fedele solo alla legge del plusvalore, il capitale in paesi quali la Cina, per esempio, può de-modernizzare se stesso senza troppi scrupoli.

La modernizzazione non è stata un obiettivo del capitale. Ma è una delle conseguenze sociali che la negoziazione tra capitale e classe operaia ha posto in essere in quei paesi che sarebbero diventati industrializzati.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit14

Globalizzazione e creatività

Infatti questa negoziazione delinea un quadro in cui le dimensioni sociali, culturali, politiche ed economiche sono scindibili.

Il comunismo capitalistico è una delle prove più importanti di questa scindibilità.

Ma ovviamente la coesistenza di questi due sistemi contrastanti crea non poche tensioni e conflitti sociali.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit15

Globalizzazione e creatività

Dopo Hegel, essere moderni significa generalmente avere la capacità di seguire lo spirito del tempo, cioè lo spirito dello specifico momento in cui si vive, con tutte le sue caratteristiche.

Se questa è la modernità, allora la nostra modernità è formata da costruzioni ibride.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit16

Globalizzazione e creatività

Tali costruzioni emergono dall’incontro/scontro di processi economici, di sistemi socio-tecnici e culturali, nonché di organizzazioni sociali molto diverse.

In questo quadro, è particolarmente cruciale la relazione tra il grado di innovazioni culturali e la velocità della diffusione tecnologica.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit17

Globalizzazione e creatività

Se prevale il primo, la cultura può rimanere viva e flessibile; se prevale il secondo ciò può favorire l’omologazione e la rigidità o perfino comportamenti arretrati (uso dell’ecografia in Cina e India).

Inoltre, il capitale ha una storia interna che minaccia sempre di riemergere. Ed è una storia di appropriazione selvaggia delle energie della classe lavoratrice.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit18

Globalizzazione e creatività

Quando il capitale moderno incontra culture e sistemi sociali con aree di arretratezza e dispotismo, i suoi antichi comportamenti esplodono ancora.

Per incrementare il processo di valorizzazione, il capitale non esita a mettere tutto il suo potere tecnologico al servizio del potere più arretrato (il ruolo di Google e Microsoft in Cina, per esempio).

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit19

Globalizzazione e creatività

Così, accade che la modernità diventa anti-modernità, poiché ingloba sistemi e istituzioni che sono già stati sorpassati nella storia occidentale.

Se la schiavitù o la semi-schiavitù diventano un mezzo per ottenere plusvalore, allora la schiavitù ri-appare.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit20

Globalizzazione e creatività

Allo stesso tempo, altre contraddizioni derivano dalla natura dell’innovazione tecnologica che è altrettanto alla base della modernità.

La macchina, che è basata su un principio di razionalità, contribuisce a creare un ambiente ‘razionale’ e laico.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit21

Globalizzazione e creatività

Metto ‘razionale’ tra virgolette perché qui io non intendo parlare della razionalità, ma di una possibile razionalità.

La secolarizzazione della società è stata una conseguenza anche della laicità dell’ambiente sociale che le macchine hanno contribuito a sviluppare, ma oggi c’è un uso molto intenso da parte delle organizzazioni religiose degli ICTs.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit22

Globalizzazione e creatività

Inoltre, i sistemi socio-tecnici creano un mondo che oppone la città alla campagna, dove le tecnologie sono accumulate. Veblen (1904) sostiene che le macchine impongono una disciplina sociale basata sul nesso causa-effetto, l’adozione di misure precise e meccaniche, l’adattamento e la riduzione a unità standardizzate di tutti gli stili di vita, di ogni scopo e attività, bisogno, comodità e divertimento.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit23

Globalizzazione e creatività

In altre parole egli descrive come la tecnologia razionalizza l’organizzazione e l’ordine sociale, anche a livello della struttura simbolica e dei valori.

Le macchine sradicano le abitudini mentali antropomorfiche e obligano le persone ad adattarsi a questo nuovo modo di lavorare e di vivere.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit24

Globalizzazione e creatività

Dopo tutto, Ferrarotti (1970, 111) ci ricorda che quando Marx parla delle macchine, egli implica o parla esplicitamente del sistema di fabbrica, con le sue norme e regole sociali.

Cioè si parla della tecnica come di una struttura di potere che stravolge la tradizionale struttura sociale.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit25

Globalizzazione e creatività

Se l’emblema della modernità può essere il guidatore, come Keyserling sostiene (1949), l’utilizzatore di cellulare può essere l’emblema della post-modernità, in cui le grandi narrazioni sono finite e in cui l’importanza dello strumento è spesso superiore allo spessore del contenuto.

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit26

Globalizzazione e creatività

Secondo Manuel Castells (1996, 2000, 2002) and Castells et al. (2006), gli ICTs sono al centrodeicambiamentichecaratterizzanol’industrializzazionenellaglobalizzazione. Essirappresentano un cambiamentodiscontinuonelsistemaeconomico, sociale e culturale, poichéhannoimplicatoilpassaggiodaun’economia


Globalizzazione e creativit27

Globalizzazione e creatività

capitalisticaintegrata a livellointernazionale a unaeconomiaglobaleche è capacedifunzionare come un’unità in tempo realesuscalamondiale.

La premessaimportante per l’implementazionedegli ICT rimanesempre, come Laswellsostiene, l’alfabetismo (Flew, McElhinney, 2006).


Globalizzazione e creativit28

Globalizzazione e creatività

Ma data la lentezza con cui l’analfabetismosisuperanelmondo, icittadinideipaesi in via disvilupponellaloroappropriazionedellatecnologiahannodato vita a unasortadianalfabetismosecondario.

Ovviamentegli ICT preferitisonoquellipiùusabilidaglianalfabeti: radio, TV, cellulare e in menocasiiltelefonofisso.


Globalizzazione e creativit29

Globalizzazione e creatività

DR3: perché nel corso degli ultimi decenni la proporzione tra materialità e immaterialità all’interno dei processi di produzione si è sempre più spostata verso il secondo elemento?

- Crescente complessità della società e dell’organizzazione del lavoro

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit30

Globalizzazione e creatività

  • Crescente competizione a livello industriale che ha posto l’accento sulla necessità di incrementare la qualità dei prodotti e dei processi

  • Crescente sofisticazione del mercato e dei consumatori

L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008


Globalizzazione e creativit31

Globalizzazione e creatività

  • La crescentecomplessitàdellasocietà e dell’organizzazione del lavoroimplica:

  • Maggioricontrolli

  • Maggiore capacitàdicomunicazione

  • deiprodotti e deiprocessi

  • Maggiore capacitàdipersuasione

    -


Globalizzazione e creativit32

Globalizzazione e creatività

  • Crescentecompetizione a livelloindustrialeche ha postol’accentosullanecessitàdiincrementare la qualitàdeiprodotti e deiprocessi:

    - Non è piùimportanteprodurretanto ma a paritàdicapacitàdiproduzione con i competitors è importanteprodurremeglio.


Globalizzazione e creativit33

Globalizzazione e creatività

Produrre meglio significa curare di più:

  • l’innovazione,

  • l’immagine del prodotto,

  • il suo imballaggio

  • la pubblicità.


Globalizzazione e creativit34

Globalizzazione e creatività

La crescentesofisticazione del mercato e deiconsumatoriimplica:

  • Ricerchedimercato

  • Strategiecommerciali

  • Strategiedi brand

    In unasituazione in cui imercaticonosciutisonosaturi.


Creativit e visibilit

Creatività e visibilità

  • Il prodotto deve avere un’immagine e un’identità precisa

  • Il prodotto deve essere visibile

  • Il popolo della partita IVA deve vendere la sua capacità di lavorare come un prodotto.

  • Quindi, ognuno di noi deve costruirsi un’immagine e un’identità precisa e deve essere ‘visibile’


Creativit e visibilit1

Creatività e visibilità

  • Che cosa significa avere visibilità?

    Analizziamo il concetto da un punto di vista diacronico.

    Lotman ci insegna che nell’antichità il concetto guida era: GLORIA

    - L’eroe doveva essere glorioso per meritare il ricordo eterno.


Creativit e visibilit2

Creatività e visibilità

  • Il glorioso era proposto dagli educatori come esempio da imitare da parte delle nuove generazioni.

  • Rappresentava un modello, un punto di riferimento e una scuola di vita.

  • Imitandolo , chiunque poteva migliorare se stessi.


Creativit e visibilit3

Creatività e visibilità

  • Il glorioso passa dalla tradizione orale ai capolavori della scrittura. Ma la comunità è ancora ristretta perché la comunicazione ha molti ostacoli.

  • Nel medioevo e rinascimento con l’allargamento della comunità e soprattutto con l’invenzione della stampa, si sviluppa un altro concetto: la fama.


Creativit e visibilit4

Creatività e visibilità

  • A differenza della gloria, che è sempre positiva, la fama può essere buona fama o cattiva fama.

  • Cioè una persona può acquisire una buona

    fama per i suoi meriti o cattiva fama per le scelleratezze compiute.

    In ogni caso la persona acquista fama sempre per aver compiuto cose


Creativit e visibilit5

Creatività e visibilità

  • Eccezionali, nel bene e nel male.

    Carlyle lavora su questo concetto e sottolinea il fatto che la fama mantiene una forte vocazione educativa.

    Man mano che i mezzi di comunicazione di massa si diffondono ampliando enormente la comunità a livello comunicativo e creando un vasto sostrato di opinione


Creativit e visibilit6

Creatività e visibilità

  • pubblica, la fama acquisisce sempre più importanza a livello sociale.

    Nel frattempo infatti l’inurbamento di milioni di persone nelle città e metropoli crea le folle anonime.

    Il cinema risponde al bisogno di fama delle persone ridotte a ectoplasmi anonimi e crea le star e i fan.


Creativit e visibilit7

Creatività e visibilità

  • La fama cresce a dismisura perché ormai essere famosi significa essere conosciuti in vita da miliardi di persone in tutto il mondo.

  • Con il cinema la fama sposa l’accento sulla vita anziché sul dopo morte.

  • Tanto più le folle urbane diventano anonime, quanto più i famosi diventano


Creativit e visibilit8

Creatività e visibilità

  • Superfamosi.

  • Si crea un’identificazione di massa nella star, che funziona da modello da imitare, non più sul piano etico, ma a livello di pettinatura, di sguardo, di modo di camminare o vestire.

  • LA star deve rimanere inavvicinabile proprio per confermare il suo essere


Creativit e visibilit9

Creatività e visibilità

  • Straordinario/a, fuori dal comune.

    Tanto più gli individui vengono ridotti a una forza-lavoro sempre più uniforme, omogenea e standardizzata, quanto più essi compensano questo annullamento del sé, andando in delirio per i divi.

    I divi sono tali perché incarnano o una bellezza o un fascino straordinario, ma


Creativit e visibilit10

Creatività e visibilità

Anche perché sanno recitare, ballare, cantare o imparano a farlo.

Per andare a vedere i divi si va in un luogo pubblico: il cinema.

La televisione cambia completamente le cose e sostituisce al concetto di fama quello di popolarità.


Creativit e visibilit11

Creatività e visibilità

  • La televisione è in casa nostra, quindi crea famigliarità, distruggendo la distanza preesistente dai divi.

  • Mentre con il cinema il pubblico era importante perché pagava il biglietto, con la TV il pubblico oltre a pagare il canone diventa importante come potenziali compratori/consumatori.


Creativit e visibilit12

Creatività e visibilità

  • Un prodotto ha successo solo se lo comprano in tanti.

  • Il pubblico va quindi omaggiato, osannato e riempito di significati.

  • I “divi” della Tv sono l’opposto di quelli del cinema. Devono essere come il pubblico, che si deve identificare in essi.


Creativit e visibilit13

Creatività e visibilità

  • Mike Buongiorno incarna l’uomo massa medio.

  • E’ quello che ci vuole. I personaggi televisivi sono artisti nel corrispondere all’anima popolare nel bene e nel male.

  • Non sono più modelli inarrivabili, ma persone familiari.


Creativit e visibilit14

Creatività e visibilità

  • Oltre la popolarità, oggi c’è la visibilità.

  • Oggi vince chi è visibile, cioè è capace di superare il rumore iconico e si fa vedere dal massimo numero di persone.

  • Il visibile incarna il mito di Andy Warhol: ognuno dovrebbe diventare famoso per 5 minuti.


Creativit e visibilit15

Creatività e visibilità

Il minimalismo oggi è quello di far sapere che si esiste.

E’ un qualcosa legato al vita e non alla morte

Legato allo sguardo e quindi all’informazione e non alla conoscenza

Legato alla memoria a breve termine e non all’eternità.


Creativit e tecnologia

Creatività e tecnologia

Oggi si assiste al passaggio da utilizzatori di ICT a broadband e-actors, che sono utilizzatori ‘augmented’.

DR4: rispetto alla penetrazione della banda larga l’identità e il ruolo degli e-actors sta cambiando ulteriormente? E se sì, in quale direzione e con quali modalità?


Creativit e tecnologia1

Creatività e tecnologia

La tesi che voglio avanzare è che I broadband actors sono soggetti a un crescente controllo sociale, negoziazione sociale, e conflitto di potere. L’uso dei nuovi media si sta configurando sempre più non come una generica attività ma un vero e proprio lavoro,che è lavoro immateriale.


Creativit e tecnologia2

Creatività e tecnologia

In questo quadro concettuale, l’uso degli ICTs deve essere considerato come un terreno politico, in cui il controllo e il dominio sulla vita quotidiana della gente dovrà affrontare un forte processo di autodeterminazione e valorizzazione espresso dalle gente stessa.


Creativit e tecnologia3

Creatività e tecnologia

Non mi riferisco qui alla comunicazione politica, ma all’attività generica dell’uso di tecnologia a banda larga.

Cercherò di spiegare che è sulla base del suo intrinseco valore politico che il terreno dell’uso delle tecnologie è progressivamente capace di attrarre la politica e in generale la comunicazione politica come iniziativa dal basso.


  • Login