Livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni: il punto di vista del movimento delle persone ...
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Livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni: il punto di vista del movimento delle persone con disabilità. Convenzione ONU = livelli essenziali di assistenza = filtro interpretativo per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. La convenzione ONU.

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La convenzione ONU

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Presentation Transcript


Livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni: il punto di vista del movimento delle persone con disabilità

Convenzione ONU = livelli essenziali di assistenza = filtro interpretativo per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni

seminario Fond.Zancan luglio '07 - livelli essenziali assistenza


La convenzione ONU

  • Non introduce nuovi diritti

  • Sposta la collocazione delle disabilità dal “modello medico” al “modello sociale”

  • E’ occasione per definire una via nazionale per la tutela dei diritti umani

seminario Fond.Zancan luglio '07 - livelli essenziali assistenza


Modello medico delle disabilità “complesse”

Le gravi/particolari menomazioni compromettono la capacità di formazione e inserimento professionale

Le menomazioni impediscono alle persone con disabilità “complesse” di lavorare

Modello sociale delle disabilità “complesse”

Le gravi/particolari menomazioni richiedono programmi e percorsi di formazione adeguati

La mancanza di programmi e percorsi di formazione adeguati impediscono alle persone con disabilità “complesse” di lavorare

MODELLO SOCIALE VS. MODELLO MEDICO

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Impatto della Convenzione sulla legislazione

  • Chiarisce il campo di azione, precisando principi, politiche e trattamenti, coinvolgendo “pubblico” e “privato”

  • Lega i diritti civili, sociali ed economici con i diritti umani

  • Obbliga ad alcune revisioni e precisazioni della legislazione (accomodamento ragionevole, partecipazione delle organizzazione delle persone con disabilita’ nei giudizi)

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la strategia di cambiamento basata sui diritti umani …

  • si pone come obiettivo l’inclusione sociale (cambiare le regole)

  • si tratta quindi di superare l’equazione

    Persona con disabilità = servizi

  • si deve “ri-leggere” la condizione di vita delle persone con disabilità partendo dai diritti negati (utilizzo del principio di accomodamento ragionevole connesso ai principi di non discriminazione e pari opportunità) procedendo, poi, alla valutazione dei bisogni

  • le valutazioni sui diritti negati vanno condotte non solo in relazione alla persona con disabilità, ma anche in relazione alla famiglia …

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Le famiglie con disabili …

  • Sono più esposte di altre famiglie al rischio di essere coinvolte in processi di impoverimento (rinuncia alla carriera professionale e/o al lavoro da parte di uno dei due genitori, maggiori costi per la vita ordinaria – tempo libero del figlio/a e per sé stessi, costi sanitari – soprattutto nelle prime fasi della vita – discriminazione economica in relazione alla fruizione di servizi in relazione a servizi analoghi utilizzati da coetanei non disabili – p.e. istruzione/servizi diurni, trasporto)

  • Sono discriminate rispetto ad altre famiglie con figli relativamente alla fruizione dei servizi pubblici e, complessivamente, per l’accesso ai diritti di partecipazione

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LE “SOLE” POLITICHE ASSISTENZIALI PROVOCANO DISCRIMINAZIONE/EMARGINAZIONE

puntare alle politiche attive per lo

sviluppo(occupazione, istruzione,

vita degna di essere vissuta)

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1. Individuazione dei LIVEAS

  • la definizione dei LIVEAS va intesa come un processo articolato, dinamico e necessariamente multidisciplinare, utilizzando quale scenario di fondo la tutela dei diritti umani, prima ancora di quelli civili e sociali (inclusione)

  • In tal senso, occorre che la Repubblica (art. 114 Cost.) si attrezzi in modo che:

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1. Elementi per la definizione dei LIVEAS (presa in carico)

  • La presa in carico sia intesa come processo globale e continuativo saldamente governato dalla P.A.

  • Sia garantito il coordinamento delle politiche ai diversi livelli istituzionali (Stato:art. 41 L.104/1992 – Regioni:piani regionali di sviluppo/piani sociosanitari/progetti obiettivo – Province+distretti ASL+ Comune: PdZ e PAT)

  • Siano definiti strumenti per governare il processo di presa in carico

  • Siano definiti criteri omogenei per valutare il concorso alla spesa da parte dei cittadini/utenti (ISEE) fermo restando il rispetto del principio di non discriminazione (NON VA PAGATA LA PARI OPPORTUNITA’)

  • Sia promosso il massimo coinvolgimento della PCD e di chi la rappresenta (se la persona non è in grado di rappresentarsi da sola) anche ai fini della valutazione di efficacia della presa in carico (qualità della vita)

  • Il progetto individuale (per “noi” il riferimento resta l’art. 14 L.328/2000) deve essere considerato livello essenziale, e in tal senso vanno create le condizioni professionali, organizzative ed istituzionali affinchè gli EE.LL possano dare corso a quanto indicato dalla Legge (con una priorità: realizzare l’integrazione sociosanitaria)

    SOPRATTUTTO…

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2. Elementi per la definizione dei LIVEAS (presa in carico)

Occorre che la definizione dei LIVEAS, a differenza di quanto accaduto per il LEA, sia un provvedimento che giunga al termine di un processo ampio e diffuso di confronto su uno degli elementi centrali del sistema del welfare (le risorse)

  • federalismo fiscale

  • Criteri di ripartizione (valgono ancora i criteri sinora utilizzati se, prima, non si installa il Sistema Informativo sui Servizi Sociali?)

  • Criteri per il concorso alla spesa (il discrimine deve essere la capacità/possibilità di avere accesso al reddito e la non discriminazione)

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La proposta del “livello zero” presentata al Min.Ferrero

la proposta (luglio 2006) integra le due proposte presentate dalla FISH in materia di LEA e di Presa in Carico. La proposta intende stabilire:

  • Chi, dove e in che modo si debba procedere alla valutazione dei bisogni e quindi alla progettazione globale individuale

  • In che misura e con quali strumenti si possano creare le condizioni per il coinvolgimento reale della persona con disabilità (e di chi la rappresenta) in tutte le fasi del processo

  • Da chi e in che modo possa essere garantito il governo del progetto globale di presa in carico

  • Con quali strumenti, metodi e tempi svolgere le operazioni di verifica e di valutazione di efficacia

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Molti degli elementi presenti nella proposta di legge sono già descritti e previsti dalla legislazione vigente

  • La valutazione (art. 2 DPCM 14.02.2001; art. 14 co.2 L.328/2000)

  • La progettazione individuale (art. 14 L.328/2000; D.M. 07.05.1998; L.162/1998; L.68/1999; norme per l’integrazione scolastica)

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Non esistono invece (o sono scarsamente definiti), riferimenti normativi nazionali in merito a:

  • Valutazione di efficacia (o di esito)

  • Governo del processo di presa in carico (responsabile di progetto/case manager, ecc.)

  • Coinvolgimento della persona

  • Diritto di ricorso

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La proposta in sintesi/valutazione del bisogno: chi la fa/1

  • Art. 3 – valutazione delle condizioni personali e definizione del Progetto Globale Individuale:

  • Ambiti e strumenti del processo di valutazione

  • Istituzione delle UMV

  • Composizione delle UMV

  • Responsabilità attribuite all’interno della UMV

  • Diritto di partecipazione della PCD

  • Redazione del progetto globale di presa in carico

  • raccordo con i progetti specifici

  • Nomina del responsabile di progetto

  • Dossier Unico

  • Diritto di ricorso della PCD

  • Priorità alle situazioni di gravtà già riconosciute

  • Applicazione DPCM 14.02.2001

  • Livelli essenziali art. 22 comma 4 L.328/2000

  • Istituzione dei Comitati Consultivi Misti presso le ASL

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La proposta in sintesi/valutazione del bisogno: chi la fa/2

Sostituzione delle attuali commissioni di accertamento dell’invalidità civile (QUANTO COSTANO OGGI LE COMMISSIONI L.295?) con una equipe permanente a livello distrettuale (UMV) che:

  • accerti dal punto di vista sanitario la condizione della persona (ICD 10/OMS)

  • valuti la condizione di funzionamento (ICF/OMS)

  • accerti la condizione socio-economica della persona ai soli fini dell’eventuale concorso alla spesa (D.Lgs.130/2000)

  • stabilisca il diritto a percepire le forme di assistenza economica vigenti o stabilite in base alla riforma di cui all’art. 24 L.328/2000

  • rediga il PROGETTO GLOBALE DI PRESA IN CARICO (X° sistema AAMR?)

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La proposta in sintesi/valutazione del bisogno: chi la fa/3

Composizione dell’UMV:

  • Medico legale

  • Medico specialista della patologia

  • Assistente sociale

  • Psicologo (età evolutiva/età adulta)

  • Terapista occupazionale e/o altro tecnico della riabilitazione

  • Educatore professionale

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La proposta in sintesi/valutazione del bisogno/ruolo della persona con disabilità

I diritti di partecipazione della PCD:

  • essere presente/coinvolto/protagonista nelle varie fasi della valutazione

  • possibilità di presentare ricorso anche attraverso il giudice ordinario (dopo essere ricorso alla Commissione Reg.le DPR 21.09.1994)

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La proposta in sintesi/il progetto globale di presa in carico: chi lo fa

Dopo la valutazione la UMV procede alla redazione del progetto globale che deve contenere:

  • La descrizione dei bisogni

  • La definizione degli obiettivi di autonomia e di inclusione sociale

  • i servizi e le prestazioni

  • le azioni positive per concorrere alla creazione delle condizioni di non-discriminazione e pari opportunità

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La proposta in sintesi/rapporto tra il progetto globale e i progetti specifici/1

La coerenza della strategia complessiva compete alle equipe che devono curare i progetti specifici:

  • progetto riabilitativo (D.M. 1998)

  • progetto didattico di integrazione scolastica (L.104/1992)

  • progetto di collocamento mirato (L.68/1999)

  • progetto di inserimento sociale e sostegno alle necessità familiari (L.328/2000)

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La proposta in sintesi/rapporto tra il progetto globale e i progetti specifici/2

  • La verifica della coerenza interna tra il progetto globale e i progetti specifici la governa il Responsabile di Progetto, oltre alla persona e/o a chi la rappresenta

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La proposta in sintesi/il territorio

Costituzione di un comitato consultivo misto presso ogni ASL per:

  • monitorare l’andamento delle attività delle UMV, in particolare in relazione a:

  • completezza delle piante organiche

  • rispetto dei diritti di partecipazione delle PCD

  • tempi medi di svolgimento delle fasi di valutazione e delle attività per la redazione del progetto globale di presa in carico

    Il parere del Comitato Consultivo Misto è vincolante in relazione a:

  • Redazione del PAT e del PdZ

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La proposta in sintesi/l’integrazione e il coordinamento delle politiche (stato/regioni/enti locali)

  • Attuare l’art. 41 bis L.104/1992

  • Istituire il comitato nazionale

  • Definire la rappresentanza delle associazioni

  • Assegnare al Min.Welfare il coordinamento

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LIVELLI ESSENZIALI “FISH”

Quattro fasi della vita:

  • infanzia, adolescenza, età adulta, età senile

    Le condizioni e gli strumenti per l’attuazione dei LEA:

  • PORTA UNICA DI ACCESSO

  • SEGRETARIATO SOCIALE DISTRETTUALE

  • EQUIPE MULTIDISCIPLINARE di VALUTAZIONE

  • SERVIZIO DI ASCOLTO E SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA

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Nel frattempo però…

  • Le persone con disabilità e le loro famiglie continuano ad essere esposti a elevati rischi di impoverimento

  • I livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali sono solo parzialmente definiti (sanità/sociosanitario/istruzione) e non si è in presenza di una condizione di esigibilità, e nemmeno di una condizione di esigibilità omogenea nel Paese (squilibri territoriali)

  • è sinora del tutto assente una prassi che porti a revisionare le liste dei LEA in base a criteri di miglioramento della qualità della vita della persona, e le operazioni sinora condotte non hanno visto la partecipazione della organizzazioni sociali

  • I comportamenti della P.A. circa il concorso alla spesa da parte degli utenti sono non solo disomogenei (creando condizioni di oggettiva iniquità) e illegittimi (mancata attuazione D.Lgs.130/2000), ma sono sempre più vessatori nei confronti di cittadini/utenti e familiari

  • Il ricorso, in alcune regioni, al massiccio utilizzo di titoli per l’acquisto di servizi e prestazioni sociali e sociosanitarie (p.e. Lombardia) colloca la risposta ai bisogni delle persone più sul piano mercantile che su quello della presa in carico

  • le esperienze che puntano al coinvolgimento della persona e di chi la rappresenta sono ancora troppo esili e poche per individuare modelli precisi e sicuri

  • Il documento del gruppo di lavoro del Min.Salute per la definizione e l’aggiornamento dei LEA è prepotentemente “sanitario” (residenze sanitarie – è assente il termine “casa”)

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le cose da fare/avviare subito e contemporaneamente:

  • Avvio di sperimentazioni regionali su basi distrettuali

  • Sviluppo di ricerche sociali e di sistemi di raccolta dei dati (sui bisogni, sulla destinazione dei finanziamenti, sulle valutazioni di esito)

  • strumenti/luoghi per il coinvolgimento delle organizzazioni sociali

  • Miglioramento del funzionamento della P.A.

  • INFRASTTRUTTURE DI BASE (processi di presa in carico)

  • Revisione ISEE: tutelare le persone e non i patrimoni

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