1 / 19

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI LAUREA IN OSTETRICIA Presidente Chiar.mo Prof. Fabio Facchinetti ASSISTENZA AL PARTO ED OUTCOME MATERNO-INFANTILE IN REGIME OSPEDALIERO: TOSAMAGANGA, TANZANIA

mahola
Download Presentation

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI LAUREA IN OSTETRICIA Presidente Chiar.mo Prof. Fabio Facchinetti ASSISTENZA AL PARTO ED OUTCOME MATERNO-INFANTILE IN REGIME OSPEDALIERO: TOSAMAGANGA, TANZANIA RELATORELAUREANDA Dott.ssa Isabella Neri Nicole Porro CORRELATORE Dott.ssa Giulia Pedrielli Anno Accademico 2012/2013

  2. Scopo dello studio: • Analizzare la realtà tanzaniana ponendo particolare attenzione alla salute materna ed infantile. • Delineare il profilo delle donne che accedono all’Ospedale della Diocesi di Tosamaganga nella Regione di Iringa, Repubblica Unita della Tanzania. • Valutare l’outcome della diade madre-bambino in relazione alla modalità di parto ed ai fattori di rischio.

  3. La Repubblica Unita della Tanzania: uno sguardo d’insieme • 21 regioni continentali • 5 regioni Zanzibar • Tasso di crescita - 0,6% • Speranza di vita 55 anni

  4. Piano di politica demografica nazionale: 1992 • Aumentare la consapevolezza a tutti i livelli delle interrelazioni tra popolazione, risorse,ambiente e sviluppo. • Ridurre la fertilità e i tassi di mortalità infantile per accrescere la speranza di vita alla nascita. • Raggiungere alti livelli di consapevolezza nei confronti dell’HIV e dell’AIDS. • Formare professori universitari ed insegnanti nella scuola secondaria con conseguente coinvolgimento delle famiglie nei processi di educazione e formazione dei figli. • Eliminare con urgenza le pratiche di mutilazione dei genitali femminili e altre dannose pratiche tradizionali. • Investire sulle organizzazioni non governative (ONG) e sulle organizzazioni basate sulla religione che si impegnano in attività legate alla costruzione di edifici, fornitura di servizi alla popolazione, compresa la difesa e garanzia del parto sicuro. 2006 • Rafforzare la preparazione del personale impiegato nei progetti di sviluppo. • Attuare dei piani di sviluppo socio-economici. • Coordinare e influenzare altre politiche. • Garantire uno sviluppo sostenibile con conseguente eradicazione della povertà. • Promuovere la parità di genere, l’uguaglianza, la giustizia di genere e l’emancipazione delle donne. • Migliorare l'utilizzo delle risorse e dell'ambiente. • Rendere i servizi sociali disponibili, accessibili per ogni individuo e di buona qualità. COSTANTE NECESSITA’ DI OTTIMIZZARE LE RISORSE

  5. Salute materno-infantile • Il 97% dei bambini sono allattati al seno. • La metà dei bambini sotto i 3 anni di vita è allattata esclusivamente al seno per i soli primi 2,4 mesi. • Il 14% dei bambini tra i due ed i tre mesi riceve liquidi diversi dal latte materno ed 1/3 riceve alimenti complementari. • La maggior parte delle donne della Tanzania non esegue il numero consigliato di visite prenatali • Solo il 15% effettua almeno un controllo nel primo trimestre di gravidanza. • 1/3 delle donne non cerca personale sanitario per valutare il decorso della gravidanza fino al termine del secondo trimestre. • Tasso di fecondità, livelli di fertilità e contraccezione • Visite prenatali, assistenza al parto e puerperio • Mortalità infantile e neonatale • Mortalità materna

  6. Piano strategico per la tutela della salute riproduttiva ed infantile 2008-2015 La buona salute è un importante risorsa essenziale per l'eliminazione della povertà e lo sviluppo economico. • OBIETTIVO : ridurre la morbilità e la mortalità materna, neonatale ed infantile, realizzando gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OMS).

  7. Materiali e metodi: • L’ONG Medici con l’Africa Cuamm ha iniziato nel 2012 il programma quinquennale “Prima le mamme e i bambini”, che è attivo anche nell’Ospedale della Diocesi di Tosamaganga in Tanzania. • Raccolta dati nell’Ospedale della Diocesi di Tosamaganga. Sono state visionate e selezionate 500 cartelle clinicherelative ai parti dei mesi di gennaio, febbraio, marzo e metà aprile 2013. Per ogni cartella clinica sono state raccolte informazioni relative all’anamnesi della paziente, modalità del parto ed outcome materno e fetale.

  8. Risultati • Il campione analizzato nella quasi totalità dei casi si avvicina alla realtà ospedaliera nel III trimestre di gestazione. • Il bacino d’utenza è vasto: ingressi ospedalieri da tutti i Distretti della Regione di Iringa.

  9. Profilo materno Ospedale della Diocesi di Tosamaganga > 20 anni 1,3% 19-25 anni 9,6% Dati CedAP Emilia-Romagna 2011 • > 18 anni 10% • 19-25 anni 47,8%

  10. 5,8%

  11. Gravidanze fisiologiche

  12. 25% VO non eseguita • 26,% VO > = 5 cm 31,2% TC vs 5% TC media nazionale

  13. Peso alla nascita > 4000 gr 37,5% Indice Apgar I minuto di vita 7-10 83,3% V minuto di vita 7-10 91,7%

  14. Assistenza attiva del secondamento: • 10 UI Ossitocina IM. • Clampaggio precoce del funicolo. • 22,4% trazione controllata del funicolo.

  15. TC 100% Feti macrosomi 50% TC 71,4% Feti macrosomi 14,3%

  16. Da gennaio a metà aprile 2013 sono stati registrati: • 16 decessi neonatali peri-partum • 23 neonati rianimati Indice Apgar > = 7 I minuto 65,2% V minuto 91,3%

  17. Conclusioni I • Il tasso dei parti cesarei potrebbe indicare un interventismo determinato da una scarsa preparazione del personale presente nella Sala Parto. • Un intervento chirurgico aumenta l’utilizzo di risorse umane ed economiche e determina maggiori rischi per la paziente ed il nascituro, legati al parto o ad una prossima gravidanza, soprattutto nelle pluripare. • Il personale medico e sanitario locale necessita di formazione ed incentivi per lavorare con maggiore determinazione ed attenzione.

  18. Conclusioni II • Semplificare le linee guida dell’OMS per meglio adattarle a questa realtà nella quale spesso le tecnologie sono ridotte. • Strumenti quali l’auscultazione del battito cardiaco fetale e l’assegnazione del punteggio Apgardovrebbero essere maggiormente accreditati per lavorare con consapevolezza, nonostante ciò la scarsa preparazione ed esperienza del personale porta a vederli come un limite o non proficui. • Probabilmente la formazione e l’aggiornamento potrebbero risultare il giusto investimento per ottimizzare l’utilizzo delle risorse, diminuire gli sprechi e favorire il benessere della diade madre e bambino.

  19. ASANTE SANA

More Related