Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac
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Le origini e lo sviluppo della Politica Agricola Comune (PAC). 1957 : Trattato di Roma istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE) Belgio Germania Francia Italia Lussemburgo Olanda. OBIETTIVI DELLA CEE (Art.2).

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Le origini e lo sviluppo della Politica Agricola Comune (PAC)

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Presentation Transcript


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Le origini e lo sviluppo della

Politica Agricola Comune (PAC)


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

1957 : Trattato di Roma istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE)

  • Belgio

  • Germania

  • Francia

  • Italia

  • Lussemburgo

  • Olanda


Obiettivi della cee art 2

OBIETTIVI DELLA CEE (Art.2)

La Comunità ha il compito di promuovere attraverso l'instaurazione di un mercato comune, di un'unione economica e monetaria e attraverso l'attuazione di politiche e di azioni comuni:

uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche

un elevato livello di occupazione e di protezione sociale

la parità tra uomini e donne

una crescita sostenibile e non inflazionistica

un alto grado di competitività e di convergenza dei risultati economici

un elevato livello di protezione dell'ambiente ed il miglioramento della qualità dell’ambiente

il miglioramento del tenore e della qualità della vita

la coesione economica e sociale e la solidarietà tra Stati membri


Le politiche della comunit

LE POLITICHE DELLA COMUNITÀ

I) LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI (Art. 23)

La Comunità è fondata sopra un'unione doganale che si estende al complesso degli scambi di merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi doganali all'importazione e all'esportazione e di qualsiasi tassa di effetto equivalente, come pure l'adozione di una tariffa doganale comune nei loro rapporti con i paesi terzi.

II) AGRICOLTURA

III) LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE, DEI SERVIZI E DEI CAPITALI

Abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati membri, per quanto riguarda l'impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro. 

IV) VISTI, ASILO, IMMIGRAZIONE ED ALTRE POLITICHE CONNESSE CON LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE

V) TRASPORTI

VI) NORME COMUNI SULLA CONCORRENZA, SULLA FISCALITÀ E SUL

RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI

VII) POLITICA ECONOMICA E MONETARIA

OCCUPAZIONE

IX) POLITICA COMMERCIALE COMUNE

X) COOPERAZIONE DOGANALE


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

 XI) POLITICA SOCIALE, ISTRUZIONE; FORMAZIONE PROFESSIONALE E GIOVENTÙ

XII) CULTURA

XIII) SANITÀ PUBBLICA 

XIV) PROTEZIONE DEI CONSUMATORI

XV) RETI TRANSEUROPEE

Per consentire aicittadini dell'Unione, agli operatori economici e alle collettività regionali e locali di beneficiare pienamentedei vantaggi derivanti dall'instaurazione di uno spazio senza frontiere interne, la Comunità concorre alla costituzione e allo sviluppo di reti trans-europee nei settori delle infrastrutture dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia.

XVI) INDUSTRIA

XVII) COESIONE ECONOMICA E SOCIALE

Per promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme della Comunità, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica e sociale. In particolare la Comunità mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite o insulari, comprese le zone rurali.

XVIII) RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO

XIX) AMBIENTE

Salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente, protezione della salute umana, utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell'ambiente a livello regionale o mondiale.

XX) COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

XXI) COOPERAZIONE ECONOMICA, FINANZIARIA E TECNICA CON I PAESI TERZI


La politica agricola comunitaria pac

La Politica Agricola Comunitaria (PAC)

L’integrazione europea in campo agricolo pone le proprie basi sul rapporto Spaak successivo alla Conferenza di Messina del 1956.

Il rapporto analizza le caratteristiche del settore agricolo:

struttura sociale basata sull’azienda familiare;

necessità di stabilizzare l’offerta agricola;

difficoltà di mercato derivanti da variabilità atmosferiche ed inelasticità della domanda.


Obiettivi del rapporto spaak

Obiettividel rapporto Spaak:

stabilizzazione dei mercati

sicurezza dell’offerta

mantenimento di livelli di reddito adeguati per le imprese agricole

ammodernamento delle strutture produttive

Il contesto agricolo degli anni ‘50 era caratterizzato da forti interventi a sostegno delle attività agricole in ogni Stato, in Francia si mirava all’incremento delle produzioni, in Germania le importazioni venivano sussidiate, in Inghilterra venivano garantiti i prezzi minimi, cosi come in Italia.


Importanza della pac

Importanza della PAC

Per il peso storico

  • La prima politica comune, con la quale si sperimenta il processo di integrazione europea.

  • La PAC ed i suoi obiettivi sono inseriti nel Trattato di Roma, ripresi immutati nel Trattato di Maastricht del 1992 e in quello di Lisbona del 2007


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Per il peso finanziario

- La PAC assorbe in termini finanziari più del 40% dell’intero bilancio comunitario


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Per il peso degli effetti

- Che vanno oltre il settore agricolo per estendersi con la recente riforma ad altri aspetti (salubrità e qualità degli alimenti, cura del paesaggio, salvaguardia dell’ambiente, benessere degli animali, salute delle piante…)


Perch una politica agricola comune

Perché una Politica Agricola Comune ???

Arretratezza che caratterizzava vari settori del mondo rurale, dove ancora si concentrava un’elevata quota di popolazione residente e buona parte della povertà allora esistente nei sei paesi firmatari

Inoltre:

Redditi del settore agricolo di molto inferiori a quelli degli altri settori produttivi

Posizione di non autosufficienza dell'Europa: si produceva molto meno di quanto si consumava e quasi il 20% di tutte le importazioni erano costituite da derrate alimentari.


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Il Trattato di Roma nella parte che più direttamente riguarda l’agricoltura (art. 38) stabilisce che :

“il mercato comune comprende l’agricoltura ed il commercio dei prodotti agricoli”;

“il funzionamento e lo sviluppo del mercato agricolo e dei prodotti agricoli devono essere accompagnati dall’instaurazione di una Politica Agricola Comune degli Stati membri”.


Gli obiettivi art 39

Gli obiettivi (art. 39) :

incrementare la produttività dell settore agricolo, sviluppando il progresso tecnico ed un migliore impiego dei fattori della produzione, in particolare la mano d’opera

assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola grazie al miglioramento del reddito individuale di coloro che operano in agricoltura

stabilizzare i mercati

garantire la sicurezza degli approvvigionamenti

assicurare prezzi ragionevoli per i consumatori


Gli strumenti e i principi

Gli strumenti e i principi

Gli strumenti (art. 40)

organizzazione comune dei mercati agricoli

uniforme politica dei prezzi

creazione di fondi comunitari


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

I Principi:

unicità dei mercati per ogni prodotto, da raggiungere progressivamente attraverso il riavvicinamento dei prezzi nazionali e la contemporanea eliminazione di qualsiasi ostacolo, tariffario e non tariffario, agli scambi intracomunitari

preferenza comunitaria, tale che la competitività dei produttori non venga minacciata dalle importazioni provenienti dai Paesi terzi

solidarietà finanziaria, garantita da un apposito Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia (FEOGA), istituito nel 1962


La pac avrebbe dovuto considerare

La PAC avrebbe dovuto considerare:

il carattere particolare dell’attività agricola che deriva dalla struttura sociale dell’agricoltura e delle disparità strutturali e naturali fra le diverse regioni agricole

la necessità di operare gradatamente gli opportuni adattamenti

il fatto che l’agricoltura costituisce un settore intimamente connesso all’economia


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Sempre nel Trattato (artt. 43-47) veniva evidenziata la necessità di convocare una conferenza tra gli Stati membri al fine di un confronto sulle politiche agricole nazionali e le necessità organizzative

Inoltre si assegna un ruolo alle diverse istituzioni europee nel processo decisionale della PAC rappresentando il caso concreto attorno a cui si è costruito, sperimentato e consolidato il processo di integrazione europea e il funzionamento delle sue istituzioni.


Le tappe iniziali dello sviluppo della pac

Le tappe iniziali dello sviluppo della PAC

Conferenza di Stresa (1958)

Primo Piano Mansholt (1960)

I primi regolamenti (1962)

La creazione del FEOGA (1962)

Accordo sul livello dei prezzi (1964)

Secondo Piano Mansholt (1968)


La conferenza di stresa

La Conferenza di Stresa

  • Gli Stati membri erano favorevoli ad interventi mirati all’aumento della produzione per incrementare produttività e redditi, sottostimando i problemi di eventuali eccedenze e squilibri tra domanda e offerta

    - La Commissione europea era più cauta sui tassi attesi di incremento dei consumi e più attenta al problema degli squilibri tra produzione e utilizzazione


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Le linee di politica agricola individuate dal primo Piano Mansholt:

Politica per l’aumento della produzione per incrementare i redditi agricoli

Miglioramento delle strutture agricole

Regolamentazione dei prezzi e dei mercati agricoli


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

CONSIDERAZIONI :

  • Di fatto il primo Piano Mansholt getta le basi per una politica dei prezzi forte come strumento per sostenere i redditi degli agricoltori attraverso la modalità di sostegno “accoppiato” (alla quantità prodotta) ovvero: il trasferimento delle risorse ai produttori è tanto più elevato quanto maggiore è la quantità prodotta

  • Creazione delle organizzazioni comuni di mercato (OCM)

  • Progressivo riavvicinamento dei prezzi interni

  • Progressiva eliminazione degli ostacoli agli scambi interni

  • La politica delle strutture rimane accennata

  • Il documento propone inoltre la creazione di un fondo di orientamento e garanzia in agricoltura e la gestione della spesa per la politica agricola


I primi regolamenti di base

I PRIMI REGOLAMENTI DI BASE

Nel 1962 fu definita l’OCM dei cereali

Nel 1962 : carni suine, pollame, ortofrutticoli

Nel 1964 : prodotti lattiero-caseari, carni bovine

Nel 1966 : grassi vegetali

Nel 1967 : zucchero


Organizzazioni comuni dei mercati agricoli

Organizzazioni Comuni dei Mercati Agricoli

Le organizzazioni comuni di mercato (OCM) sono disposizioni stabilite dalle decisioni comunitarie, che disciplinano la produzione e gli scambi dei prodotti agricoli di tutti gli Stati membri dell'Unione europea (UE).

Da quando è stata istituita la PAC, esse hanno progressivamente sostituito le organizzazioni nazionali di mercato nei settori in cui era necessario.

Le organizzazioni comuni di mercato si prefiggono innanzitutto di realizzare gli obiettivi della PAC, in particolare stabilizzare i mercati, garantire un tenore di vita equo agli agricoltori e aumentare la produttività dell'agricoltura.

Esse interessano circa il 90% della produzione agricola finale comunitaria.


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Le organizzazioni comuni di mercato (OCM) consentono innanzitutto :

  • di fissare per i prodotti agricoli prezzi unici per tutti i mercati europei,

  • di concedere aiuti ai produttori o agli operatori del settore,

  • di istituire meccanismi di controllo della produzione e disciplinare gli scambi con i paesi terzi.


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

1962 : Istituzione del FEOGA

viene istituito il Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia Agricola (FEOGA) con l’intento di creare un fondo unico per il finanziamento di tutte le iniziative di politica agricola comunitaria, suddiviso:

nella sezione Garanzia per i finanziamenti e il sostegno ai prezzi dei mercati agricoli;

nella sezione Orientamento per i finanziamenti agli interventi strutturali.


1968 il secondo piano mansholt

1968 : Il secondo Piano Mansholt

  • Nel 1968 le crescenti difficoltà finanziarie e l’arretratezza strutturale delle imprese agricole, oltre al mancato aumento del reddito dei produttori portarono all’elaborazione del secondo Piano Mansholt

  • Insieme agli interventi strutturali per ammodernare le strutture agricole

  • Aumentare i redditi

  • Frenare l’aumento delle spese connesse alla politica dei prezzi

  • Impedire l’aumento delle eccedenze produttive


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Le risoluzioni adottate:

agricoltura quale parte integrante della economia e fattore essenziale della vita sociale

stretta correlazione tra politica di mercato e politica strutturale

equilibrio tra produzione e sbocchi

applicazione di una politica dei prezzi che al tempo stesso eviti le sovrapproduzioni


La politica agricola delle strutture il contesto

La Politica Agricola delle strutture : il contesto

Enormi differenze caratterizzavano le agricolture dei paesi aderenti alla CEE

Suolo

Clima

Dimensioni delle aziende

Contesto economico in generale

Come garantire un equo reddito a tutti gli agricoltori della Comunità?

Interventi sulle strutture aziendali


1964 regolamento n 17

1964 - Regolamento n. 17

Era finalizzato ad azioni di ammodernamento delle aziende agricole e degli impianti di trasformazione.

Ha rappresentato l’unica misura a carattere strutturale a favore dell’agricoltura per tutto il periodo fino al 1972.

In particolare prevedeva per progetti d’investimento limitati ai settori della produzione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, promossi da privati o da associazioni, finanziamenti pari al 25% della quota richiesta dai singoli progetti che dovevano essere presentati all'Unione Europea con l'accordo degli Stati membri interessati.


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Si comincia a considerare le politiche strutturali come interventi di tipo puntuale, finanziati sulla base di richieste spontanee e non rientranti nell’ambito di programmi definiti, ovvero come finanziamenti di singoli progetti, qualificati come “progetti pubblici, semi pubblici e privati”, destinati totalmente o in parte al miglioramento delle strutture agricole.


1969 memorandum sulla riforma dell agricoltura nella comunit europea

Approvato nel 1972, è noto come 2° Piano Mansholt.

Il documento sostiene la necessità di conferire alla politica strutturale un carattere più incisivo nelle azioni di modernizzazione degli impianti agricoli e di miglioramento delle condizioni di vita degli operatori del settore.

Perché?

1969 - Memorandum sulla riforma dell’agricoltura nella Comunità europea


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

la politica di sostegno ai prezzi, attraverso i finanziamenti della sezione garanzia del FEOGA ha stimolato, nel sistema agricolo, la creazione di eccedenze produttive difficilmente smaltibili sul mercato europeo

instaurarsi di esternalità negative dovute a processi produttivi resi estremamente intensivi e dando origine ad eccessive spese di bilancio

tutto ciò senza risolvere la situazione critica del reddito degli agricoltori, sempre di molto inferiore a quello dei settori extra agricoli


Le proposte del memorandum 1972

Le proposte del Memorandum (1972) :

Modernizzazione del settore agricolo attraverso un suo adeguamento all’organizzazione e alla produzione di tipo

industriale, da effettuarsi tramite:

la qualificazione della manodopera e l’allontanamento di quella in eccesso

l’aumento delle dimensioni aziendali

la riduzione delle superfici coltivate

la specializzazione e concentrazione aziendale


Le direttive socio strutturali del 1972

Le direttive socio-strutturali del 1972

n. 159/72“Sull’ammodernamento delle aziende agricole” che prevede finanziamenti per aziende che dimostrano attraverso la presentazione di un apposito Piano di Sviluppo Aziendale, di raggiungere in quattro anni un reddito pari a quello dei settori extra-agricoli

n. 160/72“Sull’incentivazione all’abbandono dell’attività agricola” con assegnazione di premi per il prepensionamento e di incentivi per la cessione di terre da mettere a disposizione dei programmi di ammodernamento aziendale

n. 161/72“Sull’informazione socio-economica e la qualificazione professionale” da effettuarsi attraverso la creazione di centri di formazione che siano di aiuto agli agricoltori nella loro attività.


1975 direttiva n 268 sull agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate

1975 – direttiva n. 268 “Sull’agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate”

Rappresenta il primo tentativo della Comunità di affrontare le disparità strutturali e naturali tra le varie regioni del sistema agricolo europeo

Maggiore interesse della Comunità nei confronti delle specificità territoriali

Si introduce per la prima volta l’idea di “zona svantaggiata”intesa come territorio in cui per la promozione dello sviluppo agricolo è necessario prendere in considerazione fattori limitanti quali la scarsa dotazione di risorse, gli svantaggi dovuti all’altitudine, alla pendenza, alla scarsa fertilità dei suolo o ad una bassa produttività generale

1975 – Vieneistituito il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) per la diminuzione delle disparità tra le regioni europee


Il fallimento delle direttive

Il Fallimento delle direttive

1. Limitate risorse finanziarie

(le spese del FEOGA – non raggiungono il 5% di quelle previste per il settore Garanzia)

2. Scarsa flessibilità di applicazione

(non si è tenuto conto delle profonde diversità esistenti tra le singole realtà regionali)

3. Effetto distorsivo

(i Paesi che maggiormente hanno fruito degli interventi previsti sono stati proprio quelli che presentavano minori problemi strutturali, con l’effetto di ampliare le differenze tra i vari Paesi e le varie regioni della Comunità Europea)

4. Crisi economica internazionale

(che ha determinato, da un lato, una scarsa mobilità degli occupati in agricoltura, non permettendo l’assorbimento di ulteriore manodopera agricola da parte di altri settori economici e, dall’altro, l’esplosione di un’inflazione galoppante che portò alla svalutazione dell’incentivo comunitario, influendo negativamente sulla mobilità della terra)


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Visti gli insuccessi delle direttive del ‘72 si è resa necessaria una politica in cui le misure strutturali siano in reale equilibrio con la situazione dei mercati agricoli europei

La politica strutturale degli anni ’80

Regolamento (CE) n. 797/85 sul Miglioramento dell’efficienza delle strutture agrarie

Si ampliano le tipologie aziendali ammesse ai finanziamenti (vengono ora privilegiate soprattutto le aziende con il reddito più basso) e si semplificano le procedure attraverso la diretta applicazione da parte degli Stati membri, con ampi margini di adattabilità alle realtà locali.

Inoltre il nuovo regolamento si pone la finalità di favorire gli investimenti che aumentano la produttività e l’efficienza ma non la produzione e quindi senza indurre la creazione di eccedenze


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Nello specifico gli interventi previsti

riguardano:

miglioramento qualitativo e riconversione produttiva in funzione delle esigenze di mercato;

riduzione dei costi di produzione;

miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli addetti al settore agricolo;

tutela e miglioramento dell’ambiente attraverso l’incoraggiamento all’adozione di pratiche di agricoltura ecocompatibili e la possibilità di finanziamenti destinati agli agricoltori che rinunciano ad intensificare la produzione nelle aree ecologicamente più sensibili


Regolamento ce n 2088 1985

Regolamento CE n. 2088/1985

dà avvio ai Programmi Integrati Mediterranei (PIM), che rivolti alle zone più svantaggiate inserite nell’area mediterranea (Francia, Italia, Grecia),“rappresentano il primo tentativo europeo di intervento strutturale integrato a livello territoriale”

Nei PIM sono previste forme di sostegno e di sviluppo dell’agricoltura integrate con le attività connesse, ma anche con l’industria, l’artigianato, i servizi, il turismo e le risorse naturali

L’ottica è quella di delineare in tal modo una programmazione territoriale, a livello regionale e sub-regionale con l’interesse degli enti locali delle zone mediterranee, che superi la logica degli interventi settoriali in agricoltura e che si avvalga in più del coinvolgimento dei diversi Fondi strutturali europei, quindi non solo il FEOGA - Orientamento ma anche il Fondo Sociale Europeo (FSE), il FESR e i contributi della Banca Europea degli Investimenti (BEI).


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Libro Verde (1985)

Riconosce le carenze della politica dei prezzi

Necessità di contenimento delle produzioni

Necessità di diversificare le politiche per raggiungere più obiettivi

Nuova politica strutturale che si integri con la politica dei prezzi e dei mercati


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Nel corso degli anni 80 si attivano una serie di contromisure per cercare di arginare gli effetti negativi della PAC

  • I correttivi

    Misure di corresponsabilità:

  • Partecipazione finanziaria allo smaltimento delle eccedenze. Esentati i piccoli produttori

    Quote fisiche di produzione:

  • Limite fisico di produzione il cui superamento comporta il pagamento di una multa

    Stabilizzatori di bilancio:

    - Fissazione di QMG (quantitativi massimi garantiti) il cui superamento comporta una riduzione automatica e cumulativa dei prezzi


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

il Regolamento (CE) n. 1760/87, ideato con un duplice obiettivo:

il primo rivolto alla problematica delle eccedenze (il regolamento incentiva la riconversione della produzione agricola verso settori non eccedentari e l'estensivizzazione delle coltivazioni che interessano le produzioni in esubero)

il secondo finalizzato al sostegno di alcune zone svantaggiate, al mantenimento degli equilibri sociali e alla tutela dell'ambiente;

il Regolamento (CE) n. 1094/88, meglio noto come set-aside e riguardante il “ritiro dei seminativi dalla produzione nonché l'estensivizzazione e la riconversione della produzione”


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

il Regolamento (CE) n. 1096/88, che ripropone i contenuti della direttiva n. 160/72, relativamente a “l'incoraggiamento alla cessazione anticipata dell’attività agricola”;

il Regolamento (CE) n. 768/89, che prevede un’integrazione di reddito per particolari tipologie di imprenditori che abbiano difficoltà di adattamento in conseguenza delle nuove misure di controllo quantitativo e di ri-orientamento delle produzioni.


Gli anni 90 la riforma della pac

Gli anni ’90 - La riforma della PAC

Tra le finalità non solo l’aggiustamento strutturale delle aziende, ma anche e soprattutto lo sviluppo del territorio

1987 – con la sottoscrizione dell’Atto Unico Europeo si da origine a due importanti linee d’azione della CE:

- la riforma dei Fondi Strutturali

- la Politica di sviluppo rurale.

Inoltre di fondamentale importanza è l’affermazione del principio della Coesione economica e socialericonosciuto proprio dall'Atto Unico come una politica comunitaria di pieno diritto e che vedrà nel 1994 l'istituzione di un vero e proprio fondo strutturale complementare agli altri strumenti


Politica di sviluppo rurale

Politica di sviluppo rurale

Documento della Commissione “Il Futuro del mondo rurale" (1988)

Concetto di spazio rurale non come semplice delimitazione geografica, ma come “tessuto economico e sociale che comprende una serie di attività eterogenee: agricoltura, artigianato, piccole e medie industrie, commercio e servizi”. Secondo questa definizione, lo spazio rurale interessa l'80% della superficie della Comunità Europea, includendo anche le foreste.


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Vengono esaminate le diverse realtà presenti nelle regioni rurali comunitarie, caratterizzate da:

forte dipendenza dalle attività agricole

progressivo spopolamento

deficit di infrastrutture adeguate

Classificazione della Commissione: tre tipologie di aree rurali

“pressione dell’evoluzione moderna”

“declino rurale”

“marginalizzazione”


Pressione dell evoluzione moderna

Pressione dell’evoluzione moderna

Zone rurali prossime ai grandi agglomerati urbani ed alle principali vie di comunicazione

  • Conflitti nell’utilizzazione della terra;

  • Degrado del suolo;

  • Tutela dell’ambiente.

    Tutela dell’ambiente

    Ristrutturazione dello spazio rurale


Declino rurale

Declino rurale

Regioni tradizionalmente agricole, piccole dimensioni aziendali e bassi redditi, limitate possibilità di occupazione e di reddito integrative o alternative:

  • Esodo della popolazione

  • Contrazione quali - quantitativa dei servizi pubblici e privati

    Creazione di infrastrutture di base e di servizi che permettano lo sviluppo di attività alternative ed economicamente redditizie

    Trasformazione in loco dei prodotti agricoli accompagnata da una personalizzazione dei prodotti


Marginalizzazione

Marginalizzazione

Aree difficilmente raggiungibili, economicamente svantaggiate e con condizioni ambientali e sociali sfavorevoli

- Spopolamento che può arrivare a “desertificazione”

  • Accentuata carenza di infrastrutture

    Mantenimento della popolazione rurale come presidio del territorio, con aiuti diretti al reddito, promozione di metodi estensivi funzionali alla produzione di qualità, promozione interventi forestali, valorizzazione turistica


Regolamento ce n 2052 88 sulla riforma dei fondi strutturali

Regolamento (CE) n. 2052/88 sulla riforma dei Fondi Strutturali

Dall’approccio settoriale a quello integrato della programmazione degli interventi e per il finanziamento delle misure di ammodernamento strutturale della agricoltura, nonché delle misure specifiche di sviluppo rurale

Superamento della logica dei finanziamenti ai singoli progetti seguita in precedenza, per passare ad una vera e propria programmazione pluriennale

Compartecipazione di tre fondi:

- il FEOGA - Orientamento,

- il FSE

- il FESR


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Quattro principi fondamentali:

- Concentrazione delle risorse (obiettivi specifici)

- Compartecipazione (partnership)

- Programmazione (Piani di sviluppo, QCS, programmi operativi)

- Addizionalità (migliore gestione dei fondi)


Obiettivi del regolamento n 2052 88

Obiettivi del Regolamento n. 2052/88


Articolo 3 missione dei fondi

Articolo 3 – Missione dei Fondi

FESR:

Investimenti produttivi

Creazione o ammodernamento di infrastrutture per lo sviluppo o la riconversione delle regioni interessate

Iniziative per sviluppare il potenziale endogeno delle regioni

Studi ed esperimenti pilota


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

FSE:

Azioni di formazione professionale e incentivi a favore dell’occupazione

FEOGA-O:

Potenziamento e riorganizzazione delle strutture agrarie

Riconversione attività agricole

Equo tenore di vita agli agricoltori

Sviluppo del tessuto sociale delle zone rurali

Difesa ambiente e mantenimento dello spazio rurale


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

Cosa ci si aspettava dalla riforma ? :

Crescita armonica e concomitante di tutti i settori produttivi

Tutela dell’ambiente e della cultura locale

Da agricoltore a imprenditore rurale che svolge attività agricola part-time integrata da altre iniziative, si occupa della difesa e della conservazione del territorio, diventa produttore di ricchezza e percepisce un giusto reddito

Parallelamente:

introduzione di una rigorosa politica dei prezzi con funzione economica di orientamento al mercato e meno funzione sociale di supporto al reddito

Interventi correttivi: quote di produzione, Quantità Massime Garantite, set-aside, vincoli di bilancio


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

L’applicazione in Italia delle azioni previste dalla riforma ed in particolare delle azioni previste dall’obiettivo 1 e 5b ha mostrato le stesse carenze e difficoltà già evidenziate per l’applicazione dei PIM e relative più che altro all’impreparazione a livello nazionale e regionale ad attuare rapidamente le nuove procedure programmatiche traducendosi in un ritardo nell’attuazione e quindi in una sostanziale incapacità di spesa.


Il nuovo ciclo della politica strutturale 1994 1999

Il nuovo ciclo della politica strutturale 1994/1999

1991 - la Commissione europea e Ray McSharry, membro responsabile per l’agricoltura, presentano due documenti di riflessione sullo sviluppo e sul futuro della PAC (anche in prospettiva dei futuri allargamenti della comunità), che vedranno la loro formalizzazione nella riforma approvata dal Consiglio il 2 maggio 1992 che rafforza le strategie di sviluppo comunitarie per le aree rurali.

1992 - Trattato sull’Unione Europea di Maastricht


Le origini e lo sviluppo della politica agricola comune pac

1993 - Emanazione del Regolamento Quadro n. 2081

Modifica, negli articoli da 1 a 19, il Reg. 2052/88 relativo alle missioni dei Fondi Strutturali, alla loro efficacia e al coordinamento dei loro interventi e di quelli della Banca Europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti, ed apporta delle modifiche soprattutto nella ridefinizione degli obiettivi

Rispetto alla precedente cambiamenti meno radicali


Obiettivi del regolamento n 2081 93

Obiettivi del Regolamento n. 2081/93


Aspetti salienti

Aspetti salienti

Introduzione del Fondo per la pesca (SFOP)

Impegno della commissione sul fronte dello sviluppo rurale

Potenziamento delle partnership

Semplificazione della programmazione


Riforma ocm e misure di accompagnamento

Riforma OCM e Misure di accompagnamento

Sostegno del reddito parzialmente disaccoppiato basato su aiuti diretti a carattere compensativo e controllo dell’offerta.

Reg. 2078 misure agroambientali : estensivizzazione, riconversione, agricoltura biologica, set-aside di lungo periodo, tutela dello spazio rurale

Reg. 2079/92: Prepensionamento in agricoltura

Reg. 2080: misure forestali (utilizzazione alternativa delle terre agricole mediante imboschimento)

Reg. 2081/92 e 2082/92: D.O.P e I.G.P, attestato di specificità


Nuovo sistema di programmazione

Nuovo sistema di programmazione

presentazione da parte delle Regioni di un Piano di Sviluppo Regionale (nel caso delle regioni inserite nell’Obiettivo 1) o di un Piano di Sviluppo Rurale (nel caso delle regioni inserite nell’Obiettivo 5b);

definizione da parte della Commissione, in concertazione con le Regioni, del Quadro Comunitario di Sostegno(QCS), nel quale vengono specificati i settori prioritari d’intervento;

inserimento degli interventi all’interno dei Programmi Operativi Regionalio delle Sovvenzioni globali, che prevedono una serie di misure pluriennali .


In italia

In Italia

Nel luglio 1994, è stato approvato dalla Commissione il Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) delle regioni italiane interessate all’Obiettivo 1 (Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Abruzzo) “Miglioramento e adeguamento strutturale nelle zone in ritardo di sviluppo”.

Il QCS è stato suddiviso in otto assi prioritari d’intervento:

Asse 1 – Comunicazioni.

Asse 2 – Industria, artigianato, servizi e imprese.

Asse 3 – Turismo.

Asse 4 – Diversificazione e valorizzazione risorse agricole e sviluppo rurale.

Asse 5 – Pesca.

Asse 6 – Infrastrutture di supporto alle attività economiche.

Asse 7 – Valorizzazione delle risorse umane.

Asse 8 – Assistenza, pubblicità, monitoraggio.


Asse 4 diversificazione valorizzazione risorse agricole e sviluppo rurale

Asse 4 “Diversificazione, valorizzazione, risorse agricole e sviluppo rurale”

L’Asse 4 è suddiviso in cinque sotto-assi con rispettivi obiettivi specifici :

Sotto-asse 4.1 – Risorse agricole e infrastrutture di supporto, con la finalità di ridurre i costi di produzione aziendale, di promuovere i prodotti di qualità, di creare sistemi integrati di produzione e di realizzare infrastrutture di supporto.

Sotto-asse 4.2 – Sviluppo rurale, che mira a diversificare le fonti di reddito, anche attraverso la valorizzazione delle risorse naturali e delle attività non agricole, attraverso interventi sul contesto economico e sociale dei territori rurali.

Sotto-asse 4.3 – Servizi di sviluppo in agricoltura e divulgazione, che tramite azioni di carattere orizzontale è diretto al miglioramento dei servizi di sviluppo agricolo, alla ricerca e alla divulgazione.

Sotto-asse 4.4 – Obiettivo 5a, finalizzato all’ammodernamento delle strutturale delle aziende agricole e delle imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e silvicoli.

Sotto-asse 4.5 – Misure in corso, diretto a concludere le azioni avviate prima della riforma.


L attuazione degli interventi in italia

L’attuazione degli interventi in Italia

Positività

Superamento di problemi di carattere procedurale ed amministrativo attraverso l’adozione di soluzioni innovative che hanno migliorato l’efficienza e la qualità dei progetti finanziati.

Importante ruolo che hanno avuto i Comitati di Sorveglianza previsti dai diversi programmi in quanto momento di costituzione delle partnership tra i soggetti interessati all’attuazione dei programmi.

Ostacoli

Poca attenzione alle attività che possono assicurare una maggiore partecipazione delle parti sociali ed economiche coinvolte.

Poca attenzione che le Regioni hanno dimostrato nei confronti delle fasi di valutazione intermedia e monitoraggio dei programmi, essenziale nel fornire informazioni sui progressi ottenuti nel perseguimento degli obiettivi e nel fornire indicazioni nelle eventuali modificazioni da apportare.

Una maggiore richiesta per i programmi specificatamente destinati al settore agricolo-aziendale piuttosto che per quelli direttamente collegati allo sviluppo rurale.


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