LE RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE

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LE RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE. SONO ONDE TRASVERSALI. Sia il campo elettrico che il campo magnetico oscillano su piani perpendicolari alla direzione di propagazione dell'onda stessa. SONO CARATTERIZZATE DA:Lunghezza d'onda ?Frequenza ?. LE RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE. Possono esistere in natura

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LE RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE

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Presentation Transcript


17. Radioprotezione: protezione sanitaria dai rischi derivanti dall’esposizione a radiazioni ionizzanti e non ionizzanti

18. Effetti sanitari Stocastici (probabilistici) è cautelativamente esclusa l'esistenza di una dose-soglia (relazione probabilità-dose lineare); la probabilità d'accadimento, e non la gravità, è in funzione della dose; più importanti dal punto di vista radioprotezionistico, poiché possono manifestarsi anche per dosi molto basse

19. Esposizione della popolazione Dose efficace annua da fondo naturale: 2,4 mSv/anno per irradiazione interna e esterna (da UNSCEAR 1995)

20. Sorgenti di esposizione in radiodiagnostica Apparecchi radiologici Schema di tubo a raggi x Spettro del fascio di raggi X emesso

21. Rischio in radiodiagnostica Rischio radiologico: probabilità per un individuo di subire un effetto stocastico in conseguenza di una esposizione. - La dose efficace fornisce una stima globale del rischio - Rischio dovuto ad irradiazione esterna Fonti di rischio: Radiazione primaria (fascio che emerge dal collimatore) Radiazione secondaria (di fuga dalla cuffia e diffusa dal paziente) Fattori per la quantificazione del rischio: Tempo di esposizione Distanza (legge dell’inverso del quadrato della distanza) Disponibilità e efficienza delle schermature Parametri tecnici di esposizione (KVp, mA, collimazione, filtrazione ecc.) (ICRP n. 60 del 1990)

22. Radioprotezione OBBIETTIVI Preservare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori e della popolazione nel suo insieme in relazione alle attività comportanti l’esposizione a radiazioni ionizzanti mediante: la prevenzione totale degli effetti deterministici (a soglia) la limitazione a livelli considerati accettabili della probabilità di accadimento degli effetti stocastici (senza soglia) PRINCIPI 1) Giustificazione I tipi di attività che comportano esposizione alle radiazioni ionizzanti debbono essere preventivamente giustificati e periodicamente riconsiderati alla luce dei benefici che da essi derivano. 2) Ottimizzazione della protezione Le esposizioni alle radiazioni ionizzanti debbono essere mantenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile, tenuto conto dei fattori economici e sociali (principio ALARA). 3) Limitazione delle dosi individuali Le dosi individuali ricevute in ciascuna tipologia di esposizione (lavoratori, popolazione) non devono superare i limiti prescritti dalla normativa

23. Quadro normativo in materia di radioprotezione D.Lgs. n 230/95 Attuazione delle Direttive Euratom 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti. Modificato e integrato dal D.Lgs. n. 241 del 26 Maggio 2000 e dal D.Lgs. n. 257 del 9 maggio 2001 Protezione popolazione e lavoratori D.Lgs. 187/00 Attuazione della Direttiva 97/437 Euratom in materia di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche. Abroga gli artt. da 109 a 114 del D.Lgs 230/95, introducendo una nuova disciplina per la protezione del paziente.

24. D.Lgs. 230/95 s.m.i Campo di applicazione costruzione, esercizio e attivazione degli impianti nucleari; pratiche che implicano un rischio dovuto a radiazioni ionizzanti provenienti da una sorgente artificiale o da una sorgente naturale nei casi in cui i radionuclidi siano o siano stati trattati per le loro proprietà radioattive fissili o fertili e cioè: - produzione, trattamento, manipolazione, detenzione, deposito, trasporto, importazione, esportazione, impiego, commercio, cessazione della detenzione, raccolta e smaltimento di materie radioattive; - funzionamento di macchine radiogene; - lavorazioni minerarie secondo la specifica disciplina di cui al capo IV attività lavorative diverse dalle "pratiche" di cui sopra ma che implicano presenza di sorgenti naturali di radiazioni di cui al capo III bis; interventi in caso di emergenza radiologica o nucleare o in caso di esposizione prolungata, dovuta agli effetti di un'emergenza o di una pratica o di un'attività lavorativa non più in atto.

25. D.Lgs. 230/95 s.m.i. Pratica “un'attività umana che è suscettibile di aumentare l'esposizione degli individui alle radiazioni provenienti da una sorgente artificiale, o da una sorgente naturale di radiazioni, ...........”.

26. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo VIII) Protezione sanitaria dei lavoratori Soggetti tutelati Lavoratori subordinati Ogni persona che presti il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporti di lavoro subordinato anche speciale. Sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, e gli utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro per agevolare o perfezionare le loro scelte professionali. Sono altresì equiparati gli allievi degli istituti di istruzione e universitari, e i partecipanti ai corsi di formazione professionale, nonché, coloro i quali, a qualsiasi titolo, prestino presso terzi la propria opera professionale". Sono tenuti ad osservare gli obblighi di cui all’art. 64 Lavoratori autonomi L’ art. 64 li include tra i lavoratori tutelati, anche quando lavorano in strutture proprie, stabilendo che: - qualora essi svolgano attività che comportano la classificazione come lavoratori esposti, sono tenuti ad assolvere, ai fini della propria tutela, agli obblighi previsti dal decreto; - gli esercenti di installazioni presso cui i lavoratori autonomi sono esposti al rischio di radiazioni, rispondono agli aspetti della tutela che siano direttamente collegati con il tipo di zona e di prestazione richiesta.

27. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo VIII) Soggetti responsabili e loro obblighi Il datore di lavoro Deve attuare la protezione sanitaria dei lavoratori mediante: ottimizzazione della protezione (progettazione, scelta e manutenzione attrezzature, modalità operative) classificazione dei lavoratori e delle aree di lavoro predisposizione norme interne di radioprotezione e deve renderle consultabili la sorveglianza fisica (Esperto Qualificato) la sorveglianza medica (Medico Competente e Medico Autorizzato) fornire ai lavoratori, ove necessari i mezzi di sorveglianza dosimetrica e di protezione affissione della segnaletica di sicurezza (sorgenti e zone classificate) informazione/e formazione dei lavoratori

28. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo VIII) Soggetti responsabili e loro obblighi L’Esperto Qualificato deve: rilasciare benestare sul progetto prima dell’inizio della pratica e a seguito di trasformazioni rilevanti classificare i lavoratori e le aree ove sussiste il rischio da radiazioni (valutare il rischio e fornire indicazioni di radioprotezione al datore di lavoro) predisporre norme interne di radioprotezione valutare le dosi individuali mediante strumenti individuali (dosimetri) e controlli ambientali effettuare le verifiche periodiche di radioprotezione Il Medico deve: sottoporre a visita medica preventiva i lavoratori prima dell’esposizione esprimere il giudizio sull'idoneità al lavoro specifico con rischio da radiazioni dei lavoratori esposti sottoponendoli a visite mediche e a esami clinici

29. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo VIII) Classificazione delle aree Tutte le aree e gli ambienti di lavoro in cui è presente il rischio di superamento di uno dei pertinenti limiti di dose fissati per le persone del pubblico 1 mSv/anno per esposizione globale o di equivalente di dose efficace; 15 mSv/anno per il cristallino; 50 mSv/anno per la pelle, mani, avambracci, piedi, caviglie. sono classificate in zona controllata o sorvegliata in funzione dell’entità del rischio di esposizione in esse presente (dose). devono essere segnalate modalità di accesso regolamentato norme interne di radioprotezione All’esterno delle sale di radiodiagnostica sono installati particolari segnalatori luminosi che indicano lo stato di funzionamento dell’apparecchiatura

30. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (allegato III) Limiti di dose per la classificazione delle aree

31. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo VIII) Classificazione dei lavoratori Sono definiti lavoratori esposti le persone che per l’attività svolta sono suscettibili di un’esposizione superiore a uno qualsiasi dei limiti fissati per gli individui della popolazione. I lavoratori esposti possono essere classificati in: categoria A (>6mSV/anno) o categoria B. La classificazione viene effettuata dall’esperto qualificato preventivamente, prima che il lavoratore cominci la sua attività e sulla base della stima del rischio (dose calcolata in relazione al presumibile carico di lavoro), tenendo conto anche delle esposizioni potenziali derivanti da eventi anomali o malfunzionamenti. le donne gestanti non possono essere adibite ad attività in zone classificate o che potrebbero esporre il nascituro a una dose che ecceda 1 mSv durante il periodo della gravidanza.

32. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (allegato III) Classificazione dei lavoratori e limiti di dose

33. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo VIII) Sorveglianza fisica L’ insieme dei dispositivi adottati, delle valutazioni, delle misure e degli esami effettuati, delle indicazioni fornite e dei provvedimenti formulati dall'esperto qualificato al fine di garantire la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione Il datore di lavoro deve assicurare la sorveglianza fisica quando le attività svolte comportino la classificazione delle aree (controllate o sorvegliate) e/o di lavoratori esposti essa comprende Verifiche di collaudo e verifiche periodiche con frequenza stabilita dall’esperto qualificato (soggetto nominato dal datore di lavoro, e iscritto negli appositi elenchi presso Ispettorato Medico Centrale del lavoro) REGISTRO DI RADIOPROTEZIONE (Allegato XI)

34. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo VIII) Sorveglianza fisica individuale L’esperto qualificato, per conto del datore di lavoro, deve eseguire valutazioni di dose individuale per i lavoratori classificati esposti: per i lavoratori di categoria A mediante dosimetri personali (forniti dal datore di lavoro su indicazione dell‘ Es. qualificato) le cui letture vengono integrate con i risultati della dosimetria ambientale per i lavoratori esposti di categoria B può essere eseguita sulla scorta dei risultati della sorveglianza fisica ambientale SCHEDE PERSONALI DOSIMETRICHE

35. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo VIII) Sorveglianza medica Il datore di lavoro deve assicurare la sorveglianza medica dei lavoratori esposti, in particolare: la sorveglianza dei lavoratori esposti di categoria A deve essere effettuata da medici autorizzati, la cui nomina deve essere comunicata alla Direzione Provinciale del Lavoro insieme all'accettazione dell'incarico; il medico autorizzato, oltre ad essere medico competente, deve essere iscritto in un elenco nominativo presso l'Ispettorato Medico centrale del lavoro Visite periodiche semestrali la sorveglianza dei lavoratori esposti di categoria B deve essere effettuata da medici competenti, di cui all'art. 2 del D.Lgs. 626/1994, o autorizzati. La nomina del medico competente e la relativa accettazione dell’incarico devono essere documentabili Visite periodiche annuali DOCUMENTO SANITARIO PERSONALE (Allegato XI)

36. Protezione del lavoratori Modalità operative generali Fattori di riduzione dell’esposizione in situazioni di rischio di esposizione esterna: limitazione del tempo di esposizione distanza dalla sorgente radiogena esecuzione dell’esame disponendosi il più lontano possibile (per esami ai pazienti allettati si può stimare una dose variabile da 0,4 a 1 µSV per radiogramma a un metro). schermature - postazione di comando protetta dalla parete o dalla barriera schermata (la dose efficace ricevuta da un tecnico di radiologia, nel caso di un progetto ottimizzato di sala radiologica, è mediamente minore di 0,1 µSv per radiografia) - dispositivi di protezione individuali: indumenti di gomma piombifera (grembiuli, collari, guanti, ecc.) e occhiali con vetro anti-X

37. D.Lgs. 230/95 s.m.i. (Capo IX) Protezione della popolazione Al fine di garantire il rispetto dei limiti di dose fissati per le persone del pubblico, gli esercenti/datori di lavoro, devono provvedere affinché vengano effettuate, tramite l’esperto qualificato: la verifica delle nuove installazioni dal punto di vista della protezione contro esposizioni che possono interessare l'ambiente esterno al perimetro dell'installazione (calcolo barriere), tenendo conto del contesto ambientale in cui si inseriscono, nonché la verifica dell'efficacia dei dispositivi tecnici di protezione la valutazione della dose per i gruppi di riferimento della popolazione e l’adozione delle necessarie misure di prevenzione e protezione La frequenza delle verifiche periodiche di radioprotezione viene stabilita dall'esperto qualificato.

38. D.Lgs. 187/00 Protezione nelle esposizioni mediche Campo di applicazione esposizioni di pazienti (diagnosi o trattamento medico) sorveglianza sanitaria professionale programmi di screening sanitari esposizione di volontari in ricerche mediche o biomediche procedure medico-legali esposizione di persone che coscientemente e volontariamente, al di fuori della loro occupazione, assistono e confortano persone sottoposte a esposizioni mediche.

39. D.Lgs. 187/00

40. D.Lgs. 187/00

41. D.Lgs. 187/00 Principio di ottimizzazione: strumenti PROGRAMMA DI GARANZIA DELLA QUALITA’ "garanzia della qualità" le azioni programmate e sistematiche intese ad accertare con adeguata affidabilità che un impianto, un sistema, un componente o un procedimento funzionerà in maniera soddisfacente conformemente agli standard stabiliti. CRITERI MINIMI DI ACCETTABILITA’ DELLE ATTREZZATURE Caratteristiche di funzionamento minime delle apparecchiature in termini di parametri fisici misurabili delle attrezzature e dei sistemi di sviluppo della pellicola, proprietà dei ricevitori dell'immagine e delle condizioni di osservazione. Individuano il livello minimo dei valori di alcuni parametri “livelli correttivi”, al di sotto dei quali l’apparecchiatura non è accettabile per l’impiego ed è necessario avviare azioni correttive (rimozione o sostituzione dell'apparecchio, adeguamento) . Vengono utilizzati nel giudizio di idoneità delle prove Controllo di qualità Monitoraggio, valutazione e mantenimento ai livelli richiesti di tutte le caratteristiche operative delle attrezzature che possono essere definite, misurate e controllate. Prove di accettazione Prove di funzionamento Controlli di qualità periodici LIVELLI DIAGNOSTICI DI RIFERIMENTO LDR Livelli di dose standard, rilevati su base nazionale per effettuare il confronto, per ogni tipologia di esame radiodiagnostico, tra parametri dosimetrici di semplice misurabilità, ed i valori utilizzati correntemente nella singola struttura sanitaria. La valutazione del rispetto degli LDR, periodicamente effettuata, consente la programmazione delle azioni necessarie ai fini del conseguimento di livelli di qualità delle immagini ottimali con l’impiego delle minime dosi per ciascuna tipologia di esame.

42. 42 D.Lgs. 187/00 I soggetti responsabili L'esercente Soggetto che, secondo il tipo e l’organizzazione dell’impresa, ha la responsabilità dell’impresa stessa ovvero dell’unità produttiva, intesa come stabilimento o struttura finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di autonomia finanziaria e tecnico-funzionale". PROVVEDE A: nominare il responsabile dell’impianto radiologico; istituire un inventario aggiornato delle attrezzature radiologiche; deve assicurarsi che vengano esposti avvisi atti a segnalare il potenziale pericolo per l’embrione o il feto; tali avvisi devono esplicitamente invitare la paziente a comunicare allo specialista lo stato di gravidanza, certa o presunta. Il responsabile dell'impianto radiologico Medico specialista in radiodiagnostica, radioterapia o medicina nucleare individuato dall’esercente (può essere anche lo stesso esercente qualora questo sia abilitato a svolgere direttamente l'indagine clinica) soggetto attorno al quale ruota il programma di garanzia della qualità ed esprime il giudizio di idoneità all'uso clinico delle apparecchiature, sulla base dei controlli di qualità, della verifica delle procedure e delle dosi assorbite dai pazienti. si avvale della collaborazione del medico specialista e dell'incaricato dell'esecuzione dei controlli.

43. D.Lgs. 187/00 I soggetti responsabili Il Responsabile dell'impianto radiologico provvede: ad istituire il "Manuale per la garanzia della qualità" Aspetti gestionali • identificazione degli attori del P.G.Q. • protocollo di gestione delle risorse umane e tecnologiche • protocolli di esecuzione delle indagini • programma di formazione continua Aspetti tecnici (avvalendosi dell'Esperto in Fisica Medica): • protocollo di esecuzione delle prove di accettazione e di funzionamento delle apparecchiature • protocollo di esecuzione dei controlli di qualità • protocollo di esecuzione delle verifiche dei LDR • protocollo di valutazione delle dosi

44. D.Lgs. 187/00 I soggetti responsabili Il Responsabile dell'impianto radiologico provvede: a registrare e conservare per almeno cinque anni (Registro dei controlli di qualità) : l’esito delle prove di accettazione e di funzionamento (effettuate dall’ esperto in fisica medica); il giudizio d’idoneità all’uso clinico delle attrezzature radiologiche, conseguente l’esito delle prove; l’esito dei controlli di qualità periodici (che possono essere effettuati oltre che dall’esperto in fisica medica, anche dall’esperto qualificato o dal tecnico di radiologia medica) l’esito della valutazione delle dosi ricevute dal paziente (effettuata avvalendosi dell'esperto in fisica medica); registrare gli esiti della verifica biennale dei livelli diagnostici di riferimento (LDR), effettuata avvalendosi dell'esperto in fisica medica, e segnala all’esercente l’eventuale superamento costante degli stessi, per l’adozione degli interventi correttivi necessari.

45. D.Lgs. 187/00 I soggetti responsabili Il responsabile dell'impianto radiologico segnala all’esercente la mancata rispondenza ai criteri di accettabilità delle apparecchiature radiologiche provvede affinchè un esperto in fisica medica esegua periodiche valutazioni dosimetriche nelle pratiche speciali (bambini, programmi di screening, procedure comportanti alte dosi al paziente) L’esercente e il responsabile dell’impianto radiologico, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono: affinché le indagini con radiazioni ionizzanti vengano registrate singolarmente affinchè nelle pratiche speciali siano utilizzate attrezzature radiologiche e ausiliari adeguate e tengono conto delle valutazioni dosimetriche per adottare le eventuali misure correttive

46. D.Lgs. 187/00 I soggetti responsabili Lo specialista Specialista in radiodiagnostica, radioterapia o medicina nucleare ovvero odontoiatra o medico chirurgo specialista nella disciplina in cui rientra l'esposizione medica, in relazione alle attività diagnostiche e all'esercizio clinico. esegue l’esposizione ed è quindi responsabile dell’ottimizzazione della singola esposizione e del risultato diagnostico o terapeutico gli compete la scelta delle metodologie e tecniche idonee ad ottenere il maggior beneficio clinico con il minor detrimento individuale e la valutazione sulla possibilità di utilizzare tecniche sostitutive non basate su radiazioni ionizzanti. gli compete l’applicazione delle disposizioni particolari per la protezione durante la gravidanza Tecnico Sanitario di Radiologia Medica Professionista in possesso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia (o di titolo equipollente) e dell’obbligatoria iscrizione al relativo albo professionale, può essere delegato dallo specialista per l'esecuzione degli aspetti pratici della procedura radiologica e può effettuare i controlli di qualità periodici, valutazione di dose sotto le direttive dell‘esperto in fisica medica.

47. D.Lgs. 187/00 I soggetti: Esperto in Fisica medica Persona esperta nella fisica o nella tecnologia delle radiazioni applicata alle esposizioni mediche, con una formazione ai sensi dell’articolo 7 comma 5 e che, se del caso, agisce o consiglia sulla dosimetria dei pazienti, sullo sviluppo e l’impiego di tecniche e attrezzature complesse, sull’ottimizzazione, sulla garanzia di qualità, compreso il controllo della qualità, e su altri problemi riguardanti la radioprotezione relativa alle esposizioni mediche. Specializzazione in Fisica medica, o se privo di specializzazione, sia laureato in fisica, chimica o ingegneria, con almeno cinque anni di servizio in strutture del Servizio Sanitario Nazionale, alla data del 7/07/2000, nella disciplina di fisica sanitaria o nelle discipline equipollenti.

48. D.Lgs. 187/00 I soggetti: Esperto in Fisica medica I compiti attribuitegli dalla normativa sono rivolti al processo di ottimizzazione e alla radioprotezione del paziente, in particolare gli competono in via esclusiva: la consulenza al responsabile dell’impianto radiologico in ordine: - alla predisposizione di programmi di garanzia e controllo della qualità; - alla predisposizione di programmi di valutazione della dose; l’effettuazione delle prove di accettazione prima dell’entrata in uso delle attrezzature radiologiche e le prove di funzionamento; l’effettuazione delle valutazioni dosimetriche periodiche, in particolare nelle attività che comportino esposizioni di bambini, programmi di screening, procedure comportanti alte dosi al paziente; l’effettuazione della valutazione della dose al feto o all’embrione nelle attività che comportino esposizione di donne in gravidanza. l’effettuazione delle valutazioni dei livelli diagnostici di riferimento (LDR);

49. D.Lgs. 187/00 I soggetti: Esperto in Fisica medica gli compete in via non esclusiva: l’effettuazione dei controlli di qualità periodici e la definizione con il responsabile dell’impianto radiologico del protocollo di misura da utilizzare per tali controlli Compiti che possono essere svolti anche: dall'esperto qualificato purché iscritto negli elenchi degli esperti al 7/07/2000 e partecipi alla formazione quinquennale; dal tecnico di radiologia medica L'Esperto in Fisica Medica può, qualora ne abbia titolo, svolgere le funzioni di Esperto qualificato di cui al D.Lgs. 230/1995 e successive modifiche e integrazioni.

50. Riduzione della dose al paziente idonee tecniche di esposizione (tecniche con KVp elevato, elevata filtrazione, ridotto mA, adeguata collimazione e distanza fuoco- pelle, utilizzo di schermi di rinforzo, digitalizzazione dell’immagine ecc.) idonee procedure di indagine evitare di ripetere l'esposizione, posizionando il paziente in modo adeguato, selezionando le giuste tecniche di esposizione, attraverso l'ottimizzazione delle condizioni di utilizzo delle sviluppatrici e infine mediante una analisi sistematica degli scarti delle pellicole al fine di ridurli il più possibile quando non compromette l'indagine, utilizzazione di mezzi di protezione delle gonadi, della tiroide ecc.

51.

52. CALCOLO DEL RISCHIO COMPLICATO DA VARI FATTORI FATTORE DI COMPLICAZIONE ESEMPIO DIPENDENZA DALLA DOSE MORTE CELLULARE AD ALTE DOSI RIPARAZIONE A BASSE DOSI? DOSE/RATE RISCHIO PIU’ ALTO PER ESPOSIZIONI AD ALTO DOSE/RATE SESSO RISCHIO PIU’ ALTO NELLE DONNE ETA’ RISCHIO PIU’ ALTO NEI GIOVANI LATENZA RISCHIO PIU’ ALTO PER LUNGO FOLLOW UP COFATTORI FUMO AUMENTA IL RISCHIO NEOPLASIE L’ INCIDENZA DEL CA DIFFERISCE DALLA MORTALITA’

53. CASO DI FREQUENTI ESAMI NEL CORSO DELL’ANNO NELLO STESSO PAZIENTE DOSE AL SINGOLO /ANNO = 50 mSv ECCESSO DI MORTALITA’ PER CANCRO (rispetto al rischio di Ca della popolazione = 14% -20%) 0,05 Sv x 5,9 % x Sv x 0,6 = 0,18 % PER BAMBINI (0-15aa) RISCHIO PIU’ ALTO DI UN FATTORE 4 = 0,71 % = 3, 5%-5% DEL RISCHIO “SPONTANEO” DI MORTALITA’ DA CANCR0

54. RIDUZIONE DELL’ASPETTATIVA DI VITA MEDIA ASSOCIATA A VARIE CATEGORIE DI ATTIVITA’ CATEGORIA GIORNI Fumo di Sigarette 2400 Malattie di Cuore 2100 Sovrappeso 30% 1560 Cancro 980 Infarto 700 Incidenti stradali 290 Incidenti domestici 74 Incidenti sul lavoro 60 Radon nelle case 29 Annegamenti 24 Fondo naturale (excl. Radon) 9 Raggi X scopo Medico 6

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