IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA
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Istruttoria dell’evento di danno: allegazione e prova del pregiudizio nei casi di mobbing - PowerPoint PPT Presentation


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IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA. Istruttoria dell’evento di danno: allegazione e prova del pregiudizio nei casi di mobbing. Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009. IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA. Articolo 414 c.p.c. 414. Forma della domanda.

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IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Istruttoria dell’evento di danno:

allegazione e prova del pregiudizio

nei casi di mobbing

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Articolo 414 c.p.c.

414. Forma della domanda.

La domanda si propone con ricorso, il quale deve contenere:

(omissis)

4. l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si fonda la domanda con le relative conclusioni

5. l'indicazione specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e in particolare dei documenti che si offrono in comunicazione

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Allegazione

Ricorso

ex art. 414

Prova

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

ALLEGAZIONE

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Cass. civ. Sez. lavoro, 17-02-2009, n. 3785

“Per "mobbing" (nozione elaborata dalla dottrina e dalla giurisprudenza giuslavoristica) si intende comunemente

una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro,

che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica,

da cui può conseguire la mortificazione morale e l'emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità”.

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Intento

persecutorio

Polimorfismo

Parametri

Frequenza

Durata

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

POLIMORFISMO

Descrizione dettagliata e specifica di condotte vessatorie, quali:

  • emarginazione da parte di colleghi e superiori;

  • umiliazioni e offese da parte di colleghi e superiori;

  • attacchi all'immagine professionale;

  • istigazione contro il lavoratore da parte di colleghi e superiori;

  • limitazioni nella possibilità di comunicare il proprio punto di vista;

  • valutazioni di profitto inadeguate;

  • progressiva riduzione di compiti e responsabilità, nonché impoverimento dell'attività lavorativa;

  • assegnazione di compiti squalificanti/umilianti;

  • mutamento peggiorativo della postazione di lavoro;

  • imposizione di scadenze impossibili.

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Legge Regione Lazio, 11 luglio 2002, n. 16, art. 2 (dichiarata costituzionalmente illegittima con sentenza Corte cost. n. 359 del 19 dicembre 2003)

1. Ai fini della presente legge per mobbing s'intendono atti e comportamenti discriminatori o vessatori protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di lavoratori dipendenti, pubblici o privati, da parte del datore di lavoro o da soggetti posti in posizione sovraordinata ovvero da altri colleghi, e che si caratterizzano come una vera e propria forma di persecuzione psicologica o di violenza morale

2. Gli atti ed i comportamenti di cui al comma 1 possono consistere in:

a) pressioni o molestie psicologiche;

b) calunnie sistematiche;

c) maltrattamenti verbali ed offese personali;

d) minacce od atteggiamenti miranti ad intimorire ingiustamente od avvilire, anche in forma velata ed indiretta;

e) critiche immotivate ed atteggiamenti ostili;

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

f) delegittimazione dell'immagine, anche di fronte a colleghi ed a soggetti estranei all'impresa, ente od amministrazione;

g) esclusione od immotivata marginalizzazione dell'attività lavorativa ovvero svuotamento delle mansioni;

h) attribuzione di compiti esorbitanti od eccessivi, e comunque idonei a provocare seri disagi in relazione alle condizioni fisiche e psicologiche del lavoratore;

i) attribuzione di compiti dequalificanti in relazione al profilo professionale posseduto;

l) impedimento sistematico ed immotivato all'accesso a notizie ed informazioni inerenti l'ordinaria attività di lavoro;

m) marginalizzazione immotivata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e di aggiornamento professionale;

n) esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo nei confronti del lavoratore, idonee a produrre danni o seri disagi;

o) atti vessatori correlati alla sfera privata del lavoratore, consistenti in discriminazioni sessuali, di razza, di lingua e di religione

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Codici di condotta

Codice di condotta antimobbing del personale dell’amministrazione civile del Ministero dell’interno:

Articolo 2 (Mobbing: definizioni e tipologie)

1. Per mobbing si intendono atti e comportamenti discriminatori o vessatori protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di lavoratrici e lavoratori da parte del datore di lavoro o da soggetti posti in posizione sopraordinata ovvero da altri colleghi, e che si caratterizzino come una vera e propria forma di persecuzione psicologica o di violenza morale.

2. In particolare gli atti ed i comportamenti di cui al comma 1) possono consistere in:

  • calunnie o diffamazioni sistematiche;

  • pressioni o molestie psicologiche;

  • maltrattamenti verbali ed offese personali;

  • minacce od atteggiamenti miranti ad intimorire ingiustamente od avvilire anche in forma velata ed indiretta;

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

  • critiche immotivate ed atteggiamenti ostili;

  • delegittimazione dell’immagine, anche di fronte a colleghi ed a soggetti estranei all’ amministrazione;

  • esclusione od immotivata marginalizzazione dall’attività lavorativa ovvero svuotamento delle mansioni;

  • attribuzione di compiti esorbitanti od eccessivi, e comunque idonei a provocare, seri disagi in relazione alle condizioni psicologiche del lavoratore;

  • attribuzione di compiti dequalificanti in relazione al profilo professionale posseduto;

  • impedimento sistematico ed immotivato all’accesso a notizie ed informazioni inerenti l’ordinaria attività di lavoro;

  • marginalizzazione immotivata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e di aggiornamento professionale;

  • esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo nei confronti del lavoratore, idonee a produrre danni o seri disagi;

  • atti vessatori correlati alla sfera privata del lavoratore, consistenti in discriminazioni sessuali, di razza di lingua e di religione.

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Circ. Inail n. 71/2003: disturbi psichici da costrittività organizzativa sul luogo di lavoro

(annullata dal TAR Lazio con sentenza n. 5454 / 2005)

Le situazioni di “costrittività organizzativa” più ricorrenti

  • Marginalizzazione dalla attività lavorativa

  • Svuotamento delle mansioni

  • Mancata assegnazione dei compiti lavorativi, con inattività forzata

  • Mancata assegnazione degli strumenti di lavoro

  • Ripetuti trasferimenti ingiustificati

  • Prolungata attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto

  • Prolungata attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi anche in relazione a eventuali condizioni di handicap psico-fisici

  • Impedimento sistematico e strutturale all’accesso a notizie

  • Inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni inerenti l’ordinaria attività di lavoro

  • Esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e aggiornamento professionale

  • Esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo.

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Intento

persecutorio

Polimorfismo

Parametri

Frequenza

Durata

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

DURATA

I comportamenti vessatori devono poter essere osservati durante un lasso di tempo prolungato.

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA

Reiterazione

FREQUENZA

Sistematicità

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


I modelli organizzativi e le vessazioni nel rapporto di lavoro

Unitarietà

teleologica

INTENTO

PERSECUTORIO

?

Dolo (specifico)

= volontà di espellere

Il lavoratore

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA lavoro

PROVA

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA lavoro

Cass. civ. Sez. lavoro, 17-02-2009, n. 3785

“Ai fini della configurabilità della condotta lesiva del datore di lavoro sono pertanto rilevanti i seguenti elementi:

  • la molteplicità dei comportamenti a carattere persecutorio, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano stati posti in essere in modo miratamente sistematico e prolungato contro il dipendente con intento vessatorio;

  • l’evento lesivo della salute o della personalità del dipendente;

  • il nesso eziologico tra la condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico e il pregiudizio all'integrità psico-fisica del lavoratore;

  • la prova dell’elemento soggettivo, cioè dell'intento persecutorio”.

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA lavoro

Lesione

Polimorfismo

Oggetto

della prova

Nesso eziologico

Durata

Intento

persecutorio

Frequenza

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA lavoro

Interrogatorio

libero delle parti

FONTI DI

PROVA

Testimonianze

Documenti

(tra cui la perizia di parte)

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA lavoro

I RISCHI DELLA PROVA TESTIMONIALE

Datore di

lavoro

= Bossing

Agente

Mobber

Mobbing

verticale

discendente

Superiore

gerarchico

=

Lavoratore

Soggetti

Mobbing

orizzontale

Collega

=

Mobbing

verticale

ascendente

Subordinato

=

Vittima

Mobbizzato

Lavoratore

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


IL MOBBING TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA lavoro

LA PROVA DOCUMENTALE DELLA CONDOTTA

Comportamenti

Condotta

lesiva

Atti giuridici

Comportamenti

+

Atti giuridici

Avv. Silvia Bianchi 26 giugno 2009


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