NUOVO CODICE DEL LAVORO SEMPLIFICATO E “STATUTO DEI LAVORI”
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NUOVO CODICE DEL LAVORO SEMPLIFICATO E “STATUTO DEI LAVORI” Quali prospettive di riforma per il diritto del lavoro e delle relazioni industriali. Interventi introduttivi di Pietro Ichino al Convegno promosso dalla Camera Civile di Cremona, 9 maggio 2011. PIANO DELL’ESPOSIZIONE.

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Interventi introduttivi di Pietro Ichino al Convegno promosso dalla Camera Civile

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Presentation Transcript


Interventi introduttivi di pietro ichino al convegno promosso dalla camera civile

NUOVO CODICE DEL LAVORO SEMPLIFICATO E “STATUTO DEI LAVORI”Quali prospettive di riformaper il diritto del lavoroe delle relazioni industriali

Interventi introduttivi di Pietro Ichino al

Convegno promosso dalla Camera Civile

di Cremona, 9 maggio 2011


Piano dell esposizione

PIANO DELL’ESPOSIZIONE

Prologo – Una chiave unitaria di lettura delle piaghe del nostro Paese

Parte I - Riforma del sistema dellerelazioni industriali

Parte II -Partecipazione dei lavoratori nell’impresa

Parte III - Riforma della disciplina dei rapporti individuali di lavoro

Parte IV - L’ipotesi di riforma dei licenziamenti ispirata al modello della flexsecurity


Prologo una possibile chiave di lettura unitaria delle piaghe del nostro paese

PROLOGOUna possibile chiave di lettura unitariadelle piaghe del nostro Paese


Interventi introduttivi di pietro ichino al convegno promosso dalla camera civile

Italia fanalino di coda in Europa per capacità di attirare investimenti stranieri:il quinquennio 2004-2008


Quegli altri 29 marchionne che si tengono alla larga dall italia

Quegli altri 29 “Marchionne”che si tengono alla larga dall’Italia

  • Se recuperassimo la differenza rispetto alla media EU: maggior flusso di investimenti annuo in ingresso pari a (circa) il 3,6% del Pil

  • Il Pil italiano: circa € 1600 mld 3,6% del Pil = 57,6 mld in più all’anno

  • È l’equivalente di 29 volte l’investimento proposto da Marchionne (20 mld in 10 anni)


Che cosa chiude il nostro sistema agli investimenti stranieri

Che cosa “chiude” il nostro sistema agli investimenti stranieri

  • le inefficienze delle amministrazioni pubbliche

  • i costi più alti dei servizi alle imprese e dell’energia

  • l’arretratezza delle infrastrutture

  • il difetto di civicness diffusa e di effettività della legge

    ma anche, non ultimi per importanza,

  • il nostro sistema di relazioni industriali:una sorta di accordo protezionistico tacito?

  • l’inconoscibilità del nostro diritto del lavoro


L intesa protezionistica tacita

L’intesa protezionistica tacita

La difesa dell’“italianità” delle grandi imprese, anche quando l’imprenditore straniero è migliore

  • Antonveneta (contro l’olandese Abn Amro)

  • Telecom (contro la statunitense AT&T)

  • Autostrade (contro la spagnola Abertis)

  • Alitalia (contro la franco-olandese Air France-Klm)

  • Poste e Ferrovie dello Stato (contro tutti)

  • e ora Parmalat (contro la francese Lactalis)


Uk un approccio molto diverso hire your best employer

UK: un approccio molto diversoHire your best employer!

  • Siamo l’1% della popolazione mondiale

  • il discorso di Tony Blair: “se limitiamo alla sola platea dei britannici la nostra scelta, abbiamo la prospettiva di perdere il 99% della migliore imprenditoria disponibile al mondo”

  • anche noi dobbiamo puntare ad avere molte più imprese radicate in Italia, ma con capitale straniero e management d’avanguardia

  • invece l’Italia è chiusa agli investimenti esteri


Parte i riforma del sistema delle relazioni industriali

PARTE IRiforma del sistemadelle relazioni industriali


Interventi introduttivi di pietro ichino al convegno promosso dalla camera civile

Due esempi di chiusura ai piani industriali stranieri e di innovazione“vietata” dal contratto nazionale

  • il caso della Ticino-Lombardia(2005)

    • un contratto svizzero ricchissimo, ma con:

    • macchinista unico

    • 40 ore invece di 36

    • clausola no strike e soluzione arbitrale controversie

  • Arese e l’occasione persa della Nissan(2000)


Come ci si apre all innovazione il caso della nissan a sunderland

Come ci si apre all’innovazione:il caso della Nissan a Sunderland

  • 1985: la proposta dei giapponesi

    - un modello nuovo di organizzazione del lavoro

    - di struttura della retribuzione (riduzione del minimo garantito, aumenta la parte variabile)…

    - di relazioni sindacali (clausola di tregua e arbitrato)

  • la negoziazione con 5 sindacati

  • il contratto aziendale con l’AUEW

  • il ruolo del Governo

    - ferrovia e “università dell’automobile”


L assegnazione del rating individuale alla nissan di sunderland

categoria operaia unica degli staff manufacturers

analisi della prestazione dell’ultimo anno svolta congiuntamente dall’appraisor con l’appraisee, secondo una griglia composta da 17 voci →

nel caso (meno del 5% delle appraisal interviews) di dissenso tra appraisor e appraisee la valutazione è discussa da quest’ultimo con un reviewer di livello superiore

job knowledge

quality of work

performance against objectives

communication (written and verbal)

safety and housekeeping

decision making/problem solving

organisational skills

development of others (incluso il job training)

attitude/motivation

ability to work under pressure

attendance/timekeeping

flexibility

creativity/initiative

teamworking

leadership

ability to comprehend

influencing skills

L’assegnazione del ratingindividuale alla Nissan di Sunderland


La scommessa vinta

La scommessa vinta

  • la fabbrica di automobili più produttiva del mondo:

    VETTURE PRODOTTE PER DIPENDENTE NEL 2000

    1° Nissan Sunderland (UK) 101

    2° Toyota Burnaston (UK) 86

    3° Ford Saarlouis (RFT) 81

    4° General Motors Eisenach (RFT) 77

    5° Renault Valladolid (ES) 77

    6° General Motors Anversa (NL) 77

    7° Fiat Melfi (IT) 76

    (Fonte: World Markets Research Centre, 2002)

  • Le retribuzioni più alte nel settore automotive


Interventi introduttivi di pietro ichino al convegno promosso dalla camera civile

Le retribuzioni dei metalmeccanici a Sunderland e in Italia


Gli altri scelgono noi no

Gli altri scelgono. Noi no

  • Ottobre 2000:

    - la Fiat annuncia la chiusura di Arese

    - la Nissan annuncia che cerca un sito per un nuovo stabilimento nell’area dell’euro

  • Per l’insediamento della Nissan si candidano Barcellona, Flins (Fr), Erfurt

  • Candidare Arese nonèneppure pensabile. Perché?


Perch in italia il progetto nissan era improponibile

Perché in Italia il progetto Nissanera improponibile

Perché avrebbe comportato una deroga al ccnl in materia di

  • inquadramento professionale

  • struttura della retribuzione

    NB: La minuziosa disciplina collettiva dell’organizzazione del lavoro nel settore metalmeccanico è immutata da 35 anni


L inderogabilit di fatto del ccnl

L’inderogabilità di fatto del ccnl

Il ccnl non sarebbe oggi inderogabile, per norma generale, ma lo diventa per effetto

  • dello St. lav., art. 36, che fa riferimento ai “... contratti collettivi della categoria o della zona” (non solo per la retribuzione)

  • della L. n. 389/1989, art. 1, fa riferimento ai “... contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale”


Il lento tramonto dell inderogabilit del ccnl al livello aziendale

Il lento tramonto dell’inderogabilitàdel ccnl al livello aziendale

  • in dottrina prevale l’interpretazione più possibilista…

  • … ma fino al 2008 nel sistema delle relazioni sindacali è indiscusso il principio della inderogabilità del contratto nazionale

  • una deroga limitata è consentita, purché negoziata unitariamente:

    • nel ccnl agricolo

    • nel ccnl per l’artigianato

    • nel ccnl per il settore chimico (qui con meccanismo di autorizzazione centrale)

    • nei “patti territoriali”, ma con altissimi costi trans. e soltanto per deroga transitoria


Una svolta pi annunciata che reale l accordo interconf del 2009

Una svolta più annunciata che reale: l’accordo interconf. del 2009

  • dopo una trattativa tormentata si raggiunge un accordo senza la Cgil

  • l’accordo è annunciato come riforma incisiva, nel senso del decentramento della contrattazione…

  • … ma in realtà la struttura della contrattazione resta quella definita dal protocollo Giugni 1993

  • è prevista una possibilità molto limitata di deroga in sede aziendale, con filtro nazionale paritetico, sul modello del ccnl dei chimici

  • e già un anno dopo il sistema entra in grave crisi


Pomigliano e mirafiori il problema non la legge ma il ccnl

Pomigliano e Mirafiori:il problema non è la legge, ma il ccnl

  • siètentatodibloccareildiscorso denunciando violazioni della legge e della Costituzione

  • ma il vero problema sono le modifiche rispetto al contratto collettivo nazionale

  • le questioni, in concreto, sono queste:

    • l’investimento vale le 80 ore di straordinario in più, la disposizione anti-assenteismo e la riduzione delle pause?

    • chi decide il SÌ o il NO? e con quali effetti?


Un esempio di come la deroga sulla struttura retributiva pu consentire di guadagnare di pi

Un esempio di come la deroga sulla struttura retributiva può consentire di guadagnare di più

  • se la rinuncia al 20% in retribuzione fissa consentisse di puntare a ottenere il 40% in più sotto forma retribuzione variabile …

    (ad es.: Saturn-GM, 1985, o Sunderland-Nissan 1986)

  • … perché non consentire ai lavoratori di compiere questa scelta?


Occorre un vero pluralismo sindacale

Occorre un veropluralismo sindacale

  • Scommettere su di un progetto è ciò che il sindacato ha fatto anche in Italia, al livello aziendale (Melfi) e nazionale (Maastricht)

  • ma è stato possibile solo in quanto Cgil Cisl e Uil erano d’accordo

  • occorre un sistema che consenta, a tutti i livelli, la possibilità di confronto tra modelli di sindacalismo e la scelta tra di essi


Due modelli di sindacato

Due modelli di sindacato


A che cosa serve il pluralismo sindacale

A che cosa serveil pluralismo sindacale

  • Se con il contratto aziendale si potesse scegliere il modello di rapporto, i lavoratori potrebbero essere protagonisti nel mercato mondiale dei capitali (scegliere l’imprenditore e il suo progetto)…

  • … a condizione che essi potessero anche scegliere il tipo di sindacato da cui farsi rappresentare


Struttura della contrattazione e pluralismo sindacale

Struttura della contrattazionee pluralismo sindacale

  • Il sistema della contrattazione articolatacome garanzia di invarianza del modello (funzionale alla politica della difesa dei “campioni nazionali”

  • Quello della contrattazione decentratacome espressione del pluralismo dei modelli:

    • strumento con cui gli imprenditori possono scegliere il modello di rapporto di lavoro e di relazioni sindacali

    • ma anche i lavoratori possono scegliersi, sul piano collettivo, l’imprenditore e il progetto industriale


Il problema del rapporto organico tra rappresentanza az e sindacato

Il problema del rapporto organicotra rappresentanza az. e sindacato

  • il modello preferito dalla Cgil prevede l’investitura dal basso (elettorale) di un organismo unitario

  • il modello preferito dalla Cisl salvaguarda il rapporto organico tra r.s.a. e sindacato esterno

  • la piattaforma unitaria del 2008 non indica la scelta tra questi due modelli


La soluzione proposta nel ddl n 1872 2009 ichino et al

La soluzione propostanel ddl n. 1872/2009 (Ichino et al.)

A – SULLA RAPPRESENTANZA

  • ripartizione dei rappresentanti sindacali in ogni u.p. in proporzione ai voti conseguiti da ciascuna organizzazione

  • ogni sindacato decide poi i modi di scelta dei rappresentanti secondo il proprio statuto (si salvaguarda così il rapporto organico)

  • dove i sindacati si accordano, le r.s.u. sono elette nei modi definiti dall’accordo


La soluzione proposta nel ddl n 1872 2009 ichino et al1

La soluzione propostanel ddl n. 1872/2009 (Ichino et al.)

B - SULLA CONTRATTAZIONE

  • Contratto collettivo nazionale come disciplina di default

  • in caso di contrasto, si applica il contratto di livello inferiore, se firmato da sindacato magg. rappresentativo a quel livello…

  • (erga omnes se sindacato magg. rappres.)

  • … e comunque da sindacato radicato in almeno 4 regioni


Parte ii la partecipazione dei lavoratori nell impresa

PARTE IILa partecipazionedei lavoratori nell’impresa


Partecipazione nell impresa i ddl presentati al s enato

Partecipazione nell’impresa:i ddl presentati al Senato

  • ddl Castro e altri (PdL) 19 giugno 2008, n. 803

  • ddl Treu e altri (Pd) 30 luglio 2008 n. 964

  • ddl Bonfrisco e Casoli (PdL) 30 giugno 2009 n.1307

  • ddl Adragna (Pd) 30 giugno 2009 n. 1531

  • Testo unificato a cura del relatore Ichino (maggio 2009)


Contenuto essenziale del testo unificato

Contenuto essenziale del testo unificato

  • L’accordo aziendale - contratto istitutivo- è passaggio obbligato in ogni caso (art. 1)

  • si elencano nove forme possibili di partecipazione (art. 1)

  • per alcune di esse è necessario un contratto istitutivo qualificato (req. di rappresentatività: art.2)

  • sgravi fiscali per partecipaz. azionaria (art. 4)

  • disciplina della ”scommessa comune”su piano industriale innovativo (art. 5)


Le nove forme possibili di partecipazione

Le nove forme possibili di partecipazione

a) informazione o consultazionedei sindacati o di organi creati ad hoc

b) procedure o organi congiunti di verifica dell’attuazione di singoli piani o decisioni concordate

c) organi paritetici o misti permanenti con poteri di indirizzo o controllo in materia di sicurezza, formazione, ecc.

d) partecipazione di rappresentanti dei lav. in organi di controllo sull’attuazione di determinate scelte aziendali

e) forme di partecipazione dei lavoratori agli utili

f) forme di partecipazione dei lavoratori al capitale societario

g) trasformazione di quote t.f.r. in capitale societario (col consenso del singolo interessato)

h) partecipazione di rappres. lav. in Consiglio di Sorveglianza

i) partecipazione al capitale soc. mediante fondazioni o holding


Il blocco dell iter parlamentare del testo unificato

Il blocco dell’iter parlamentaredel testo unificato

  • giugno 2009: la Commissione, rilevato il consenso bi-partisan sul testo elaborato dal relatore, rinvia a settembre la sua discussione e approvazione

  • settembre 2009: il ministro del Lavoro convoca le Parti suggerendo una sospensione dell’iter del provvedimento per ulteriore istruttoria

  • 14 dicembre 2009: avviso comune di Confindustria, Cisl, Uil e Ugl chiede un anno di sospensione

  • 7 luglio 2010: il ministro presenta il Codice della partecipazione (raccolta di documenti)

  • 14 dicembre 2010: scade l’anno di sospensione, ma l’iter parlamentare del ddl non riprende


Le prospettive legislative a breve

Le prospettive legislative a breve

  • accordo inconfederale (forse senza Cgil) su

    • rappresentanza

    • contrattazione e suoi effetti…

    • compresa la clausola di tregua

  • poi (se il Parlamento riprenderà a occuparsi dei problemi del Paese), recezione dell’accordo in legge

  • più incerte le prospettive del testo unificato in tema di partecipazione


Parte iii riforma della disciplina del rapporto individuale di lavoro

PARTE IIIRiforma della disciplinadel rapporto individuale di lavoro


L inconoscibilit del nostro diritto del lavoro

L’inconoscibilità del nostro diritto del lavoro

  • Oggi il codice del lavoro italiano richiede più di duemila pagine;ed è illeggibile senza il consulente

  • E’ possibile ridurre il cuore del diritto del lavoro a una settantina di articoli, a condizione che:

    • si cerchi la semplicità e la leggibilità: ogni riga di testo in più è un costo per il Paese

    • si rinunci a regolare tutto: in molti casi il mercato del lavoro endo-aziendale funziona bene da solo


Il decalogue for smart regulation e l idea del nuovo codice del lavoro

Il “Decaloguefor Smart Regulation”e l’idea del nuovo Codice del lavoro

  • Il Decalogue approvato dal “Gruppo di alto livello sugli oneri amministrativi” a Stoccolma il 12 novembre 2009: semplicità, concisione e proporzionalità del volume normativo alla materia trattata

  • Il principio per cui ogni atto legislativo necessita non solo di copertura finanziaria (e amministrativa) ma anche di una copertura conoscitiva

  • I due gruppi di lavoro per la semplificazione del diritto del lavoro italiano e la nascita del “Codice del lavoro” in 75 articoli (disegni di legge 11.11.09 n. 1872 e 1873)


Un esempio di semplificazione la nuova cassa integrazione

Un esempio di semplificazione:la nuova Cassa integrazione

LA DISCIPLINA VECCHIA

  • sparsa in 34 leggi diverse

  • solo per le imprese medio-grandi, nel settore industr., editoria e grande distribuz.

  • nasce come risposta alla precarietà dei salariati: cioè assicura il lavoratore

  • prevede delle “cause integrabili” incontrollabili

  • consente il ricorso alla Cig per ritardare i licenziamenti

LA DISCIPLINA NUOVA

  • 1 solo articolo, 5 commi

  • tutti i lavoratori hanno diritto all’80% retr. se il lavoro è sospeso dall’impr.

  • la c.i.g. assicura le imprese;col bonus/malus il premio medio calerà dal 3 allo 0,5%

  • adottaduefiltriautomatici costo az. e rientro al lavoro

  • obbliga ad affrontare subito (e meglio) il problema, se c’è


La nuova disciplina dei licenziamenti e la flexsecurity

La nuova disciplina dei licenziamenti e la flexsecurity

LA DISCIPLINA VECCHIA

  • Quattro leggi:

    • codice civile, artt. 2118-9

    • legge n. 604/1966

    • Statuto dei Lav., art. 18

    • legge n. 108/1990

LA DISCIPLINA NUOVA

  • Tre articoli del codice:

    • 2118: lic. disciplinare

    • 2119: lic. permotivoogg. preavvisolungoeindenn.

    • 2120: sostegno forte nel mercato, a carico in parte dello Stato, in parte dell’impresa >15dip.


La mozione approvata dal senato il 10 novembre 2010

La mozione approvata dal Senatoil 10 novembre 2010

  • 255 voti favorevoli, 14 contrari, 10 astenuti

  • [...]  La competitività da ritrovare e la coesione nazionale dipendono da vari fattori principali: 1) il contrasto della corruzione; 2) la crescita della produttività, che è anche condizione per attrarre investimenti esteri; modelli contrattuali che sviluppino la contrattazione decentrata di secondo livello e coinvolgano i lavoratori nei risultati dell’impresa; l’effettiva premialità per la responsabilità e il merito anche nelle amministrazioni pubbliche; un nuovo codice del lavoro semplificato, anche sulla base delle proposte del disegno di legge  Atto Senato n. 1873. [...]


La risposta del ministro del lavoro lo statuto dei lavori

La risposta del ministro del Lavoro:lo “Statuto dei lavori”

  • Invito alle parti sociali affinché esprimano entro 3 mesi un avviso comune su di unTesto unificato e semplificato della legislazione sul lavoro...

  • ... ispirato all’idea dello Statuto dei lavori:

    • nocciolo di tutele universali per tutti i tipi di lavori

    • specificazione delle tutele “a cerchi concentrici”

    • massima aderenza agli standard europei e O.I.L.

    • al si sopra degli standard, derogabilità in sede collettiva (e per certi aspetti anche individuale)


Parte iv l ipotesi di riforma dei licenziamenti ispirata al modello della flexsecurity

PARTE IVL’ipotesi di riforma dei licenziamentiispirata al modello della flexsecurity


Che cosa manca all italia per poter sperimentare la flexsecurity

Che cosa manca all’Italiaper poter sperimentare la flexsecurity

  • La qualità dei servizi nel mercato del lavoro

  • la capacità di condizionare un forte sostegno del reddito

  • le risorse pubbliche per un forte sostegno del reddito

  • le civic attitudes

    DOBBIAMO DOTARCI DELLA CULTURA MATERIALE NECESSARIA PER SPERIMENTARE UN EQUILIBRIO PIU’ EFFICIENTE


Una strategia in due tempi d d l n 1481 e n 1873 e una tecnica normativa nuova

Una strategia in due tempi(d.d.l. n. 1481 en. 1873)e una tecnica normativa nuova

  • La riforma non è imposta a tutti, ma è posta a disposizione di chi è interessato (ad es.: start up)

  • Non la palingenesi istantanea e universale, ma il metodo del try and go

  • Il Centro-nord non è obbligato ad aspettare il Sud, ma può sperimentare nell’interesse di tutti

  • Il costo (negoziabile) a carico delle imprese è utilizzato come incentivo alla (e garanzia della) efficienzadeinuovi servizinel m.d.l.

  • Se e quando poi lo Stato vorrà e potrà...


Una nuova nozione della condizionalit del sostegno del reddito

Una nuova nozione della “condizionalità” del sostegno del reddito

  • La ricollocazione avviene sulla base di un rapporto diverso dal rapporto originario di lavoro…

  • … di cui è titolare l’Agenzia

  • E’ l’Agenzia a regolare la disponibilità del lavoratore richiesta, secondo le condizioni del mercato del lavoro


Progetto semplificazione d d l n 1873 un sistema organico di flexsecurity

Progetto “semplificazione” (d.d.l. n. 1873):un sistema organico di flexsecurity

  • Occorre incentivare entrambe le parti ad affrontare subito la questione dell’eccedenza di personale nel modo giusto

  • Dunque:

    • disincentivo all’uso distorto della Cig (art. 2116)

    • netto miglioramento del tratt. di disoccupazione (art. 2120) rispetto al trattamento Cig

    • incentivo a un investimento mirato ed efficace sulla riqualificazione professionale del lavoratore


Un nuovo equilibrio tra flessibilit e sicurezza nei nuovi rapporti di lavoro

Un nuovo equilibrio tra flessibilitàe sicurezza nei nuovi rapporti di lavoro

  • per i dipendenti già in organicola vecchia disciplina resta invariata (salva diversa loro scelta)

  • per i nuovi assunti:

    • tutti a tempo indeterm. (tranne i casi classici di c.a.termine)

    • nessuno inamovibile (controllo giud.solo sulle discriminazioni)

    • in caso di licenziamento, garanzia di

      • sostegno del reddito

      • assistenza efficace per tutti nel mercato del lavoro

  • per le imprese: massima flessibilità degli organici in cambio del sostegno ai dip. che perdono il posto


A chi si applica il nuovo regime in materia di licenziamento economico

A chi si applica il nuovo regimein materia di licenziamento economico

Soltanto ai nuovi assunti, i quali siano

  • lavoratori subordinati(con trattamento disoccupazione calcolato solo su € 40.000 annui), oppure

  • collaboratori autonomi continuativi che

    • traggano più di due terzi del reddito di lavoro dallo stesso rapporto

    • abbiano un reddito annuo inferiore a € 40.000lordi

    • e non siano iscritti a ordini o albi professionali incompatibili con una posizione di dipendenza


I termini essenziali dello scambio

I termini essenziali dello scambio

  • l’impresa si accolla il “costo sociale” del licenziamento per motivo oggettivo (severancecost)

  • quel costo diventa l’unico “filtro” delle scelte di riduzione degli organici, di soppressione di un singolo posto di lavoro, o di sostituzione di uno o più lavoratori in una determinata posizione…

  • … salvo il controllo giudiziale contro le discriminazioni (di razza, etnia, genera, religione, età): il giudice non può entrare nel merito del “motivo oggettivo” del licenziamento

  • il severancecost è costituito da: a)preavviso o indennità crescente con l’anzianità, più b)contratto di ricollocazione per il lavoratore licenziato


Il contratto di ricollocazione

Il contratto di ricollocazione

  • L’agenzia scelta dall’impresa stipula un contratto di ricollocazione con il lavoratore licenziato, che

  • gli garantisce un trattamento complementare di disoccupazioneche porta l’indennità al 90% per il primo anno, poi 80% per il secondo e 70% per il terzo (durata max: 3 anni, comunque non superiore alla durata del rapporto di lavoro diminuita di un anno)

  • lo obbliga a partecipare a tempo pieno a tutte le iniziative di riqualificazione e ricerca della nuova occupazione

  • lo assoggetta, per queste attività, a un potere direttivo e di controllodell’agenzia (analogo a quello proprio del datore)

  • il contratto di ricoll. èsuscettibile di recesso per giusta causa da parte dell’ag., in caso di inadempimento del lav.


Le componenti del severance cost a carico dell impresa

Le componenti del severance costa carico dell’impresa

  • A) indennità di licenziamento pari a una mensilità per anno di anzianità del lavoratore

  • B) trattamento complementare di disoccupazione:

    • 1° anno: differenza per arrivare al 90% (costo modesto)

    • 2° anno: 80% dell’ultima retribuzione

    • 3° anno: 70% dell’ultima retribuzione

  • Il rischio del costo per il 2° e 3° anno dà un forte incentivo alla qualità e buon funzionamento dei servizi di ricollocazione, perché la disoccupazione duri comunque meno di un anno

  • Già oggi questo accade in 8 casi su 10 [v. slide seg.]


Gli unemployment spells in italia entro quanto tempo si ritrova il lavoro

Gli unemployment spells in Italia:entro quanto tempo si ritrova il lavoro


Commento della tabella e prospettiva nel futuro prossimo

Commento della tabellae prospettiva nel futuro prossimo

I dati si riferiscono alla ricerca del nuovo posto di lavoro nel periodo tra il 1998 e il 2005(ultima ricerca disponibile sul tema)

il nuovo regime è destinato ad applicarsi solo a rapporti di lavoro che nascono d’ora in avanti: i primi licenziamenti si verificheranno presumibilmente dopo il 2012

se nel 1998-2005 l’80% trovava il lavoro entro l’anno, con servizi migliori si può puntare almeno al 90%


La logica del nuovo sistema incentivo alla rioccupazione rapida

La logica del nuovo sistema:incentivo alla rioccupazione rapida

È ragionevole proporsi di ridurre i casi di durata della disoccupazione>1 anno a meno del 10%

per i 9 lavoratori su 10 ricollocati entro l’anno il costo del trattamento complementare è molto contenuto

il costo del servizio di outplacement e di riqualificaz. mirata deve essere coperto dalla Regione e dal FSE

per i difficilmente collocabili (secondo e terzo anno) si può pensare a programmi speciali, che riducano il costo per l’impresa; ma si tratta pur sempre soltanto di un caso su dieci


Esempi di severance cost industria 1 un anno di anzianit di servizio

Esempi di severance cost (industria)1. Un anno di anzianità di servizio

A – preavviso/indenn. licenziamento: 1M + 1C = 8,3% CAA (1/12 del costo az. annuo)

B – trattamento complementare di disoccupazione: .non è dovuto

Costo totale in ogni caso: 8,3%CAA

Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo complessivo pari a € 2.083

M = una mensilità di retribuzione lorda

C = contributi gravanti su una mensilità di retribuzione

CAA = costo aziendale annuo complessivo (retr. + contributi)


Esempi di severance cost industria 2 due anni di anzianit di servizio

Esempi di severance cost (industria)2. Due anni di anzianità di servizio

A – preavviso/indenn. licenziamento: 2M + 2C = 16,66% CAA(2/12 del costo az. annuo)

B – trattamento complementare di disoccupazione: .non è dovuto

Costo totale in ogni caso: 16,66%CAA

Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo complessivo pari a € 4.166

M = una mensilità di retribuzione lorda

C = contributi gravanti su una mensilità di retribuzione

CAA = costo aziendale annuo complessivo (retr. + contributi)


Esempi di severance cost industria 3 tre anni di anzianit di servizio

Esempi di severance cost (industria)3. Tre anni di anzianità di servizio

A preavviso/ind. licenziamento:3(M+C)= 25% CAA

Btrattamento complementare di disoccupazione nel caso di ricollocazione in 6 mesi: 6x10%M = 60%M = 3,6% CAA (con retr. fino a € 1.330)

A + B costo totale normale: 28,6% CAA

Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. normale pari a € 7.150

Ctratt. compl. disocc nel caso di non ricollocazione:

12x10%M = 120%M = 7,1% CAA

A + Ccosto totale massimo (10% dei casi): 32,1% CAA

Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. massimo pari a € 8.025


Esempi di severance cost industria 4 quattro anni di anz di servizio

Esempi di severance cost (industria)4. Quattro anni di anz. di servizio

A preavviso/ind. licenziamento:4(M+C)= 33,3% CAA

B trattamento complementare di disoccupazione nel caso di ricollocazione in 6 mesi: 6x10%M = 60%M = 3,6% CAA

A + B costo totale normale: 36,9% CAA

Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. normale pari a € 9.225

C tratt. compl. disocc nel caso di non ricollocazione: 7,1%CAA (1° anno) + 53%CAA (2° anno)= 60,1 %CAA

A + C costo totale massimo (1 caso su 10): 93,4% CAA

Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. massimo pari a € 23.350


Esempi di severance cost industria 5 dieci anni di anz di servizio

Esempi di severance cost (industria)5. Dieci anni di anz. di servizio

A preavviso/ind. licenziamento:10(M+C)=83,3%CAA

B trattamento complementare di disoccupazione nel caso di ricollocazione in 6 mesi: 6x10%M = 60%M = 3,6%CAA

A + B costo totale normale: 86,9%CAA

Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. normale pari a € 21.725

C tratt. compl. disocc nel caso di non ricollocazione: 7,1%CAA (1° anno) + 107%CAA (2° e 3° anno)= 114,1CAA

A + C costo tot. massimo (10% dei casi): 197,4% CAA

Esempio - operaio con CAA = € 25.000: costo compl. massimo pari a € 49.350


Il severance cost nel sett industriale secondo gli articoli 2119 2120

IL SEVERANCE COST NEL SETT. INDUSTRIALE SECONDO GLI ARTICOLI 2119-2120


Interventi introduttivi di pietro ichino al convegno promosso dalla camera civile

Grazie per l’attenzione

Per ulteriori informazioni sul progetto

v. il Portale della semplificazione e della flexsecurity

nel sito www.pietroichino.it


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