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La memoria da tenere viva, i punti di riferimento

La memoria da tenere viva, i punti di riferimento. L’ATTUALE CRISI, CHE PREOCCUPA I POPOLI E I GOVERNANTI, NON E’ DA CONSIDERARE SOLO UNA CRISI ECONOMICA, MA ANCHE, E PIU’ PROFONDAMENTE, UNA CRISI ANTROPOLOGICA E CULTURALE.

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Presentation Transcript


  1. La memoria da tenere viva, i punti di riferimento

  2. L’ATTUALE CRISI, CHE PREOCCUPA I POPOLI E I GOVERNANTI, NON E’ DA CONSIDERARE SOLO UNA CRISI ECONOMICA, MA ANCHE, E PIU’ PROFONDAMENTE, UNA CRISI ANTROPOLOGICA E CULTURALE. • LA CULTURA INDIVIDUALISTA, UTILITARISTA, CONSUMISTA, RELATIVISTA PERVADE LARGAMENTE IL COSTUME, LA COMUNICAZIONE MEDIATICA, L’ECONOMIA, LA POLITICA

  3. LA FAMIGLIA, IL LAVORO, LA FESTA NEL MONDO CONTEMPORANEO UN’OPERAZIONE CULTURALE IMPORTANTE PERCHE’ LA FAMIGLIA RITROVI OGGI UN NUOVO E FECONDO RAPPORTO CON L’ECONOMIA E COL LAVORO, E’ RIVENDICARE PER LA FAMIGLIA IL RUOLO DI SOGGETTO ECONOMICO GLOBALE: NON SOLO AGENZIA DI CONSUMO, RISPARMIO E RIDISTRIBUZIONE DEL REDDITO, COME VIENE NORMALMENTE VISTA DALLA CULTURA E DALLA TEORIA ECONOMICA NON DOBBIAMO RESTARE INERMI E SILENTI DI FRONTE AD UN SISTEMA ECONOMICO-PUBBLICO CHE REMUNERA CON STIPENDI MILIONARI MANGER PUBBLICI E PRIVATI, E LASCIA INDIGENTI MAESTRE E INFERMIERI. E’ UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA, E QUINDI POLITICA, ETICA E SPIRITUALE

  4. LA FAMIGLIA E IL LAVORO OGGI IN UNA PROSPETTIVA DI FEDE • Conta di più il lavoro - cioè il tipo di lavoro - o la persona che lavora? si devono forse denunciare discriminazioni inaccettabili, perché oltre i limiti della giustizia, anche nell'ambito della retribuzione economica e delle pensioni? Certo, c'è una giustizia "distributiva", ma, proprio perché "giustizia", ha dei limiti, oltrepassati i quali si trasforma in un’ingiustiziascandalosa, che suona insulto alla povertà di tante persone e ancor più alla dignità di quanti percepiscono retribuzioni evidentemente fuori misura. Questo vale nel campo privato e soprattutto quando è in questione il danaro pubblico, di tutti e per tutti.

  5. LA FAMIGLIA TRA OPERA DELLA CREAZIONE E FESTA DELLA SALVEZZA La “casa” è, perciò, un emblema vivo e vivente che attinge all’antropologia autentica, non solo religiosa, la quale vede nella creatura umana non una monade chiusa in sé stessa, ma una cellula in relazione con un corpo più vasto, un orizzonte aperto che accoglie e si espande. In pratica, l’umanità si rivela “duale”, dotata di una necessità strutturale di dialogo con l’altro.Purtroppo, venendo meno alla sua vocazione sociale, la famiglia adotta spesso – soprattutto nella vicenda contemporanea – come emblema la porta blindata, così da rinchiudersi in se stessa, perdendo il suo respiro genuino, la sua identità primigenia, ignorando chi sta fuori di quella cortina di ferro protettiva che si tramuta in prigione.

  6. È evidente che il realizzarsi di una simile alleanza esige un'opera insieme formativa e politico-sindacale: da un lato chi lavora deve essere educato a non "sacrificare" i valori più profondi della vita familiare con un impegno lavorativo esclusivo e totalizzante, che non conosce né feste né pause, che nega nei fatti ogni momento di riflessione, di vita familiare e di dono di sé; dall’altro lato chi è impegnato nella politica e nel sindacato deve saper obbedire a logiche non solo di "efficienza economica", ma anche di "efficacia umana", come la coltivazione di rapporti interpersonali più significativi nell'ambito della famiglia e del più ampio tessuto sociale. Card. Tettamanzi

  7. occorre chiedersi ‘che cos’è veramente la gratuità’Gratuità è senz’altro charis, grazia, ma è anche l’agape, come ben sapevano i primi cristiani, che traducevano la parola greca agape con l’espressione latina charitas (con l’h), proprio ad indicare che quella parola latina traduceva ad un tempo l’agape ma anche la charis. La gratuità, questa gratuità, allora, è un modo di agire e uno stile di vita che consiste nell’accostarsi agli altri, a se stesso, alla natura, alle cose non per usarli utilitaristicamente a nostro vantaggio, ma per riconoscerli nella loro alterità, rispettarli e servirli Prof. Luigino Bruni

  8. Ma ecco un interrogativo ineludibile: la gratuità dove trova le sue sorgenti più vive e originali? La risposta è: nella famiglia, che tramite il proprio lavoro si configura come luogo caratteristico in cui è quotidianamente possibile apprendereillinguaggiodellagratuità! La famiglia è il soggetto esemplare in grado di praticare e di comunicare questo linguaggio all’intera vita sociale, economica e politica: diviene così, prima e più che ogni altro soggetto, la scuola di socialità che educa alla gratuità tutti, compreso chi domani avrà responsabilità in qualsiasi campo della vita sociale. • Card. Tettamanzi

  9. LA FAMIGLIA E IL LAVORO OGGI: TRA OPPORTUNITA’ E PRECARIETA’ “i matrimoni e le famiglie dovranno imparare a controllare i rischi di rottura della convivenza accentuando la donazione reciproca, la fiducia nella vocazione umana di ogni membro della famiglia, il rispetto della dignità inalienabile di tutti i membri e la qualità spirituale della cultura che vanno forgiando in comune.”

  10. PEDRO MORANDE’ COURT • Così come il beato Giovanni Paolo II ha rinnovato profondamente la teologia del matrimonio e della famiglia nell’interpretare l’ “immagine e la somiglianza di Dio” dell’essere umano, partendo dalla complementarietà dell’uomo e della donna e del dono reciproco della loro umanità, così questo principio teologico-antropologico dovrebbe estendersi all’ambito della cultura del lavoro, perché la partecipazione congiunta dell’uomo e della donna nella formazione del “capitale umano” avanzato, nel disegno e prestazione dei servizi alla persona e dei suoi bisogni, nella costruzione dell’immagine delle organizzazioni e del buon clima lavorativo, risulta attualmente indissociabile”.

  11. LA FAMIGLIA E LA FESTA:tra antropologia e fede • “La mascolinità e la femminilità, quando mettono insieme le loro risorse in un obiettivo comune, si potenziano e insieme sono in grado di ottenere ciò che non possono fare ciascuno di essi separatamente. Nell’arte, nello sport, nella cultura, nel lavoro, nella costruzione della storia, in famiglia”

  12. BENEDETTO XVI “La carità nella verità, di cui Gesù Cristo s'è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell'umanità intera. L'amore — « caritas » — è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace”(Caritas in veritate n.1).” “mantenere un costante rapporto con Dio e partecipare alla vita ecclesiale, coltivare il dialogo, rispettare il punto di vista dell’altro, essere pronti al servizio, essere pazienti con i difetti altrui, saper perdonare e chiedere perdono, superare con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti, concordare gli orientamenti educativi, essere aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile. con il sostegno della grazia divina,  con coraggio, diventerete un Vangelo vivo, una vera Chiesa domestica (cfr Esort. ap. Familiarisconsortio, 49).”

  13. BENEDETTO XVI “Care famiglie, pur nei ritmi serrati della nostra epoca, non perdete il senso del giorno del Signore! E’ come l’oasi in cui fermarsi per assaporare la gioia dell’incontro e dissetare la nostra sete di Dio.”

  14. Santificare la Festa: la Famiglia nel Giorno del Signore • Abbiamo bisogno di insegnare alla gente come pregare, allora la Messa avrà senso. Allora cominceremo a penetrare il mistero. Senza l’Eucarestia della Domenica noi perdiamo la nostra identità:chi siamo, perché siamo al mondo e che cosa fare della nostra vita

  15. “Quando i vostri figli vedono che voi vivete la fede gioiosamente imparano un’importante lezione per la vita: che la preghiera e’ parte della vita adulta.”

  16. PAROLA DI DIO EUCARISTIA TESTIMONIANZA

  17. “Quando lavorate, esaudite una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine”.

  18. la tua famiglia Ti rende grazieper tutti i doni che Tu le dai.Festa e Lavoro, gioia e faticaSei nostra vita, Signore Gesù.

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