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“Il catalogo multilingue del patrimonio culturale europeo”

“Il catalogo multilingue del patrimonio culturale europeo” MICHAEL TRAINING Venezia 23 maggio 2006. Giuliana De Francesco Coordinatore tecnico nazionale MICHAEL. Sommario. Obiettivi e Background Il progetto Piano di lavoro internazionale Attività nazionale MICHAEL data model

janina
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“Il catalogo multilingue del patrimonio culturale europeo”

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Presentation Transcript


  1. “Il catalogo multilingue del patrimonio culturale europeo” MICHAEL TRAINING Venezia 23 maggio 2006 Giuliana De Francesco Coordinatore tecnico nazionale MICHAEL April 24th 2006

  2. Sommario • Obiettivi e Background • Il progetto • Piano di lavoro internazionale • Attività nazionale • MICHAEL data model • Piattaforma tecnologica • La descrizione delle collezioni digitali • Per iniziare April 24th 2006 Giuliana De Francesco

  3. Finalità Lanciare un servizio online che promuova il patrimonio culturale europeo presso un pubblico mondiale

  4. Obiettivi • Un approccio comune agli inventari del patrimonio culturale digitale in Italia, Francia e Regno Unito • Integrare le iniziative nazionali di digitalizzazione • Censire progetti e collezioni digitali • Dare accesso integrato alle collezioni • Una piattaforma distribuita • Software open source • Accesso multilingue all’informazione

  5. Background • Investimenti nazionali nella digitalizzazione del patrimonio culturale • National Representatives Group for Digitisation of Cultural Heritage • MINERVA: il progedtto, le sue risorse, I suoi metodi • La piattaforma tecnologica del progetto francese di inventario dei fondi digitalizzati

  6. Storia 2001eEurope Action Plan Lund Principles - National Representatives Group Lancio del francese Catalogue des fonds culturels numérisés • Progetto MINERVA, FP5-IST • MINERVA Specifications for inventories of digital cultural content 2004 MINERVAplus, NAS, FP6-IST Giugno: parte il progetto MICHAEL (Francia, Italia, Regno Unito) 2005 La Francia lancia la Biblioteca Digitale Europea NRG pubblica il Dynamic Action Plan • Giugno: MICHAELplus, estensione a 11 paesi. Il coordinamento avviato dal progetto MINERVA prosegue nell’ambito del programma eContentplus

  7. NRG e MINERVA Il National Representatives Group for digitisation: • Una rete di ministeri europei della cultura finalizzata al coordinamento europeo di politiche e programmi di digitalizzazione • Include I 25 stati membri UE + Bulgaria, Romania, Norvegia, Israele e Russia. MINERVA ha una funzione di supporto alle attività del NRG Fra i prodotti: • Linee guida tecniche • Manuale delle buone pratiche • Manuale per la qualità dei siti web culturali • Specifications for inventories of digital cultural content

  8. Obiettivi e Background • Il progetto • Piano di lavoro internazionale • Attività nazionale • MICHAEL data model • Piattaforma tecnologica • La descrizione delle collezioni digitali • Per iniziare April 24th 2006 Giuliana De Francesco

  9. Il progetto MICHAEL • Dura 36 mesi (giugno 2004-maggio 2007) • + 12 mesi MICHAELplus (giugno 2006 – Maggio 2008) • Finanziato dal programma eTEN della Commissione Europea (DG Information Society and Media) • 90% finanziamenti nazionali (investimenti nella digitalizzazione del paètrimonio culturale) • Contributo eTEN 10%), solo per l’integrazione delle iniziative nazionali in un’infrastruttura europea • MICHAEL e MICHALEplus • Finanziamenti nazionali: 86 M€ • Finanziamento europeo: 8,6 M€

  10. Partner In progettazione la struttura permanente che gestirà il servizio garantendone la sostenibilità

  11. MICHAELplus Estende la rete e il servizio a 11 paesi: • Repubblica Ceca • Finlandia • Germania • Grecia • Ungheria • Malta • Paesi Bassi • Polonia • Portogallo • Spagna • Svezia Kick off: Roma, 1° Giugno 2006

  12. In prospettiva Hanno manifestato interesse per il progetto: In Europa • Belgio (Communauté Française) • Austria (Ministero della cultura) • Romania (Ministero della cultura) Nel mondo • Israele, The Jewish Agency for Israel • Canada, CHIN Avviate collaborazioni con altri progetti: • TEL • DELOS • BRICKS

  13. Obiettivi e Background • Il progetto • Piano di lavoro internazionale • Attività nazionale • MICHAEL data model • Piattaforma tecnologica • La descrizione delle collezioni digitali • Per iniziare April 24th 2006 Giuliana De Francesco

  14. Workpackages WP1 – Initiation and Example (COMPLETO) WP2 – National Rollout and Localisation WP3 – Promotion and Communication WP4 – Trans-European Service WP5 - Planning for Sustainability WP6 - Project and Consortium Management

  15. WP2 – Michael nei diversi paesi WP Leader: MiBAC Risultati: • Le tre istanze nazionali di MICHAEL sono installate ed è avviato il popolamento con dati nazionali. • Sono disponibili tutte le informazioni necessarie a replicare il servizio presso i nuovi membri della comunità di MICHAEL.

  16. WP3 – Comunicazione e promozione WP Leader: MLA (UK) Risultati: • Divulgare informazioni sul data model e sui servizi di MICHAEL, al fine di favorire la partecipazione di operatori culturali locali, regionali e nazionali. • Lanciare nuove implementazioni di MICHAEL in altri paesi europei.

  17. WP4 – Servizio trans-europeo WP Leader: DEDALE (Francia) Risultati: • Creazione del servizio trans-europeo di MICHAEL, che offrirà un punto di accesso unico e multilingue ai vari servizi nazionali. • Un primo prototipo del portale europeo è stato realizzato.

  18. WP5 – Pianificare la sostenibilità WP Leader: MCC (Francia) Risultati: • Entro giugno 2007, verrà costituita una nuova struttura ad-hoc, dove ciascun paese partecipante potrà essere rappresentato. • La nuova struttura sarà responsabile della gestione e della erogazione dei servizi MICHAEL, sotto il diretto controllo degli enti promotori del progetto.

  19. A che punto siamo • Data model, piattaforma software e relativa documentazione • Localizzazione istanze nazionali • Avviato il popolamento dei sistemi • Esemplificazione del servizio europeo • Definizione del quadro dei diritti • Piano di comunicazione e marketing

  20. Prossimamente Agosto 2006 • Popolamento istanze nazionali nei tre paesi originali (MICHAEL) • Localizzazione nei nuovi undici paesi (MICHAELplus) Dicembre 2006 • Popolamento data base nei paesi MICHAELplus • Interfacce utente pronte ad essere testate (MICHAELplus) Giugno 2007 • Servizi online completamente disponibili in Francia, Italia, UK • Portale europeo allestito e funzionante • Struttura cooperativa costituita

  21. MICHAEL website http://www.michael-culture.org

  22. Partenariati • Francia: • Working group dello “Steering committee per la digitalizzazione del patrimonio culturale” che rappresenta tutti I dipartimenti del MCC: expertise, monitoraggio del catalogo, collegamenti con le istituzioni culturali francesi (400 registrate nel Catalogue) • Collaborazione con il portale Culture.fr • Collaborazione con il Ministero dell’istruzione • UK: • MICHAEL sarà accessibile anche attraverso portali regionali, People’s Network Discovery Service, UK Cultural Information Services • Lingua inglese e gallese • Culture mondo

  23. Interfaccia utente http://www.michael-culture.org.uk

  24. Interfaccia utente

  25. Interfaccia utente

  26. Obiettivi e Background • Il progetto • Piano di lavoro internazionale • Attività nazionale • MICHAEL data model • Piattaforma tecnologica • La descrizione delle collezioni digitali • Per iniziare April 24th 2006 Giuliana De Francesco

  27. MICHAEL in Italia • Italia: • MICHAEL procede in stretto coordinamento con il progetto di Portale della cultura italiana (PICO) • Il popolamento del sistema avverrà tramite il censimento delle collezioni culturali digitali e il recupero dei dati rilevati in precedenza • Previsto l’aggiornamento periodico dei dati • Il MIUR promuoverà l’uso di MICHAEL a fini didattici nelle scuole

  28. MICHAEL in Italia La strategia • Massimo coinvolgimento istituzionale e sul territorio • Tutti i settori del patrimonio culturale • Accordi bilaterali • con le Regioni (17) • con la CRUI e la BEIC per il censimento e la descrizione delle collezioni culturali digitali di biblioteche e musei di 77 Università • Censimento MICHAEL inserito fra le attività PICO • Partecipazione attiva degli uffici MiBAC • Coordinamento sul territorio (Regioni – Direzioni regionali MiBAC)

  29. Partnership con CASPUR • La piattaforma tecnologica italiana è installata presso CASPUR (Consorzio interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo di Università e Ricerca). • CASPUR è responsabile della installazione e manutenzione della piattaforma e collabora ai test

  30. Modalità cooperative Workspace • Gruppi di istituzioni che operano in modo coordinato (su base territoriale, amministrativa, di settore etc.) avranno a disposizione un workspace • Gestione autonoma dei dati • Cartella riservata • Possibilità di vedere, ma non modificare, i dati inseriti in tutti gli workspace (anche draft) • Possibilità di importare ed esportare i propri dati localmente

  31. A che punto siamo • I censimenti sono partiti nel mese di marzo 2006 • L’interfaccia utente è in progettazione. Il dominio sarà (http://www.michael-culture.it) • Attivo un servizio di helpdesk e una mailing list michaelitalia@amitie.it (chiedere la registrazione a minerva4@beniculturali.it e defrancesco@beniculturali.it)

  32. A che punto siamo Attualmente hanno avviato i lavori: • CRUI e BEIC • Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Toscana • Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna • Abruzzo e Molise: training 26 maggio • Lazio e Veneto stanno per iniziare • altre regioni Obiettivo 1 (Campania, Sicilia) inizieranno a breve • Ciascuna regione lavorerà di concerto con la rispettiva Direzione Regionale del MiBAC

  33. Per partecipare Predisporre un progetto in cui: • Sono individuate le istituzioni da coinvolgere • E’ stimato il numero delle collezioni digitali da censire MiBAC offre: • Coordinamento generale • Assistenza • Finanziamento per l’attività di censimento • La piattaforma tecnologica e il data model • I corsi di formazione

  34. Obiettivi e Background • Il progetto • Piano di lavoro internazionale • Attività nazionale • MICHAEL data model • Piattaforma tecnologica • La descrizione delle collezioni digitali • Per iniziare April 24th 2006 Giuliana De Francesco

  35. MICHAEL data model • Modello per la resource discovery • Incentrato sulla descrizione delle collezioni digitali • Basato su RSLP e Catalogue francese attraverso il set di metadati MINERVA • Mappato con il Dublin Core metadata set (simple) • Allineato all’emergente Dublin Core Collection Level Description AP • Disponibile in schema XML

  36. Cos’è una collezione? Una collezione è un’aggregazione di oggetti fisici e/o elettronici Il gruppo di lavoro sulla Collection Description della Dublin Core Metadata Initiative offre la seguente definizione: “Il termine 'collezione' può riferirsi a qualsiasi aggregazione di oggetti fisici o digitali. Viene tipicamente utilizzato per fare riferimento a collezioni di oggetti fisici, collezioni di surrogati digitali di oggetti fisici, collezioni di oggetti nati digitali e a cataloghi di tutte queste collezioni”. Una collezione può comporsi di un qualunque numero di oggetti, da uno a molti.

  37. Collezioni digitali • Gruppi di oggetti digitali • Descritti come un insieme, le cui parti possono essere descritte e “navigate” indipendentemente • Per MICHAEL: devono essere stati creati per uno scopo e avere un titolo Esempi: • Collezioni di documenti born digital di archivi, musei, biblioteche • Collezioni di riproduzioni digitali di oggetti fisici detenuti da musei, archivi, biblioteche • Cataloghi e inventari digitali di musei, archivi e biblioteche, anche se relativi a collezioni fisiche

  38. Collezioni digitali Un insieme di oggetti digitali (o di record catalografici) Possono essere collezioni digitali: • Aggregazioni di immagini fisse e in movimento, testi, file sonori, modelli di realtà virtuale etc., o tipi di documenti digitali misti • Collezioni di record di metadati (es. versioni digitali di cataloghi o inventari) • Banche dati (database) • Risorse multimediali o interattive • Dataset, software, altri mediai o combinazioni di questi • Archivi digitali • Directory Internet e portali tematici • Web indexes (collezioni di risorse web)

  39. Collezioni digitali • Le collezioni digitali possono essere aggregazioni di oggetti nati digitali oppure di riproduzioni di materiali di valore culturale parte di una o più collezioni fisiche • MICHAEL consente di descrivere sotto-collezioni e collegarle a collezioni più ampie • Flessibilità: l’obiettivo principale è raccogliere informazioni su gruppi di oggetti, in modo tale che esse possano servire al pubblico per accedere alle collezioni. • Criteri: organicità, pubblico accesso, accesso indipendente

  40. La descrizione delle collezioni digitali La descrizione di una collezione digitale è la descrizione di un gruppo di elementi od oggetti digitali di interesse culturale • è un processo creativo, il cui obiettivo principale è fornire agli utenti un’immagine attendibile delle collezioni digitali. • da standard Obiettivo di MICHAEL è condividere le descrizioni messe a disposizione da organizzazioni di tipo molto diverso tra loro. • la struttura della descrizione è definita da uno standard comune, condiviso a livello internazionale, che copre informazioni: • descrittive sulla collezione digitale • sull’organizzazione che ha creato, possiede, conserva, gestisce la collezione • descrittive sulla collezione fisica di cui la collezione digitale sia parziale o totale rappresentazione • sulla collocazione fisica o sul punto di accesso alla collezione

  41. La descrizione delle collezioni digitali Vantaggi: • Promuovere l’istituzione/organizzazione • informare le persone sulle collezioni e promuoverne l’accesso è parte della responsabilità pubblica • Raggiungere un pubblico più ampio • è una buona strategia di business assicurarsi che le persone trovino cosa possedete e come poterne sapere di più. • è possibile che non tutti gli oggetti di una collezione siano individualmente descritti in maniera integrale. Le descrizioni delle collezioni possono dare all’utente un’idea di cosa contiene una collezione, anche in assenza di informazioni di catalogo dettagliate

  42. La descrizione delle collezioni digitali Vantaggi: • Ampliare il profilo in rete • le informazioni a livello di oggetti in una base di dati online rientrano nel 'dark web', cioè non sono di norma ricercate da Google, o dagli altri più diffusi motori di ricerca. • le descrizioni delle collezioni digitali saranno rese disponibili in rete in modo da essere ricomprese all’interno di ricerche più ampie su Internet, quindi possono essere il link tra i servizi di ricerca e le informazioni a livello di oggetti • Gestire le collezioni • utili a gestire ampi gruppi di oggetti, in particolare laddove quando questi possono difficilmente essere catalogati individualmente (per esempio, dove vi è un gran numero di articoli molto piccoli o un grande volume di dati).

  43. La descrizione delle collezioni digitali Vantaggi: Gli inventari cross-domain di collezioni digitali aiutano le istituzioni: • ad avere un panorama delle iniziative di digitalizzazione e identificare i risultati di politiche e programmi di digitalizzazione • a fissare priorità per il futuro • a evitare duplicazioni nelle imprese di digitalizzazione • a creare collezioni complementari • a trovare esempi di buone pratiche

  44. La descrizione delle collezioni digitali Esempi: • Catalogue des fonds culturels numérisés [http://www.numerique.culture.fr/fr/f_02.htm] [demo: http://demo.ajlsm.com/mpf/pub-fr/index.html • Cornucopia [http://www.cornucopia.org.uk/] • Interfaccia MICHAEL UK [www.michael-culture.org.uk]

  45. Modello MINERVA Minerva WP3: Set europeo di metadati per la descrizione di contenuti culturali digitali (2003) Basi: • RSLP Schema for Collection Description (UK) [http://www.ukoln.ac.uk/metadata/rslp/schema/] • Catalogue des fonds culturels numérisés (FR) [http://www.culture.gouv.fr/culture/mrt/numerisation/fr/f_02.htm]

  46. Programma Collezione fisica access creates makes Instituzione Progetto Collezione digitale Servizio / Prodotto n n n n n n MINERVA model WP3 Specifications for inventories of digitised content

  47. MINERVA

  48. MINERVA

  49. MINERVA

  50. MICHAEL Data Model = Struttura dei dati • Sviluppato e implementato a partire dal set di metadati MINERVA • Tiene conto delle specifiche del gruppo di lavoro Dublin Core Metadata Initiative Collection Level Description [http://dublincore.org/groups/collections/] • Rappresentato attraverso lo standard XML • Deve essere compreso bene dagli operatori del sistema

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