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STATISTICA a.a. 2003-2004

STATISTICA a.a. 2003-2004. LA STATISTICA INFERENZIALE TEST A UNA CODA E A DUE CODE TEST DEL CHI QUADRATO. CONFRONTO FRA POPOLAZIONI. Uno scopo della statistica è determinare se le caratteristiche di due popolazioni sono differenti o meno.

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STATISTICA a.a. 2003-2004

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  1. STATISTICAa.a. 2003-2004 • LA STATISTICA INFERENZIALE • TEST A UNA CODA E A DUE CODE • TEST DEL CHI QUADRATO

  2. CONFRONTO FRA POPOLAZIONI • Uno scopo della statistica è determinare se le caratteristiche di due popolazioni sono differenti o meno. • Si traggono cioè conclusioni sulla popolazione, determinando un’inferenza statistica. • Possiamo confrontare campioni o popolazioni attraverso le medie o le varianze.

  3. CONFRONTO FRA POPOLAZIONI • Per effettuare un confronto si ricorre al test statistico. • Il test statistico è il procedimento che consente di rifiutare o non rifiutare (accettare ) un’ipotesi sulla popolazione • Il test assegna un certo valore di probabilità all’ipotesi che viene formulata.

  4. L’IPOTESI NULLA • Si usa in genere la cosiddetta ipotesi nulla (H0). • Essa postula come inesistenti (nulle, pari a zero) le differenze fra le caratteristiche delle popolazioni in esame (H0 : A=B). • Un test statistico consente di provare l’inaccettabilità (con una certa quota di errore) di un’ipotesi, ma non di provarla.

  5. L’IPOTESI NULLA • Se la probabilità che l’ipotesi nulla sia vera è bassa, vorrà dire che le popolazioni confrontate sono verosimilmente differenti. • Confrontare un modello con un campione sperimentale, tramite un test statistico, significa provare la concordanza tra i dati reali e il modello, cioè la validità del modello.

  6. L’IPOTESI NULLA • Prima dell’esperimento si stabilisce il valore limite per la probabilità che l’ipotesi nulla sia vera. • Per probabilità inferiori a tale valore stimeremo falsa l’ipotesi nulla. • Per probabilità superiori, non si è in grado di rifiutare l’ipotesi nulla.

  7. L’IPOTESI NULLA • Per convenzione si adottano due livelli di significatività: • se la probabilità che l’ipotesi nulla sia vera è uguale o minore al 5% (p<=0.05) si dice che la differenza fra le popolazioni considerate è significativa • se la probabilità è minore o uguale all’1% (p<=0.01) si dice che la differenza fra le popolazioni è altamente significativa.

  8. L’IPOTESI NULLA • Se la probabilità è maggiore di 0.05, non si può concludere che le popolazioni considerate sono uguali, ma si può ammettere di non avere elementi sufficienti per affermare l’esistenza di una differenza. • Il livello di significatività è il rischio di rifiutare erroneamente l’ipotesi nulla quando questa è vera.

  9. L’IPOTESI NULLA • Questo errore è definito come errore di I tipo o errore a . • La probabilità di non rifiutare l’ipotesi nulla quando questa è in realtà falsa (ossia di accettare un’ipotesi nulla falsa) viene detta errore di II tipo o errore b .

  10. STRUTTURA DEI TEST • Un test di significatività consiste nel calcolo di un parametro e della distribuzione di probabilità ad esso associata. • Questi parametri (chi quadrato, t di student, ecc.) hanno distribuzioni di probabilità diverse a seconda del numero di gradi di libertà (GdL) impiegati nel calcolo. • Queste diverse distribuzioni sono tabulate su apposite tavole.

  11. USO DELLE TAVOLE • Le tavole permettono di evitare di ricorrere alle equazioni delle curve di distribuzione del parametro. • In una tavola vengono riportati i valori del parametro che vengono superati nel 5% dei casi, o nell’1% o in una frazione interessante (10%, 50%, ecc.). • Ottenuto il valore del parametro si valuta sulla tavola se supera il valore corrispondente alla probabilità prescelta.

  12. USO DELLE TAVOLE • Nel caso in cui il parametro superi tale valore critico, la probabilità che ciò sia avvenuto casualmente è inferiore alla probabilità critica prescelta. • Quindi si considerano significativamente differenti le due popolazioni in questione. • In tal modo la probabilità di definire differenti popolazioni che non lo sono (errore del I tipo) è pari al livello critico prescelto (es. 5%).

  13. TEST A UNA CODA E TEST A DUE CODE • Supponiamo di confrontare due serie di dati A e B • Se in seguito ad un test statistico rifiutiamo l’ipotesi nulla H0 : A=B dobbiamo assumere un’ipotesi alternativa. • Si possono creare due diverse situazioni: • può interessare solo la differenza fra le due serie di dati nel senso di A>B (oppure A <B) e quindi l’ipotesi alternativa sarà H1 : A>B

  14. TEST A UNA CODA E TEST A DUE CODE • Supponiamo di confrontare due serie di dati A e B • Se in seguito ad un test statistico rifiutiamo l’ipotesi nulla H0 : A=B dobbiamo assumere un’ipotesi alternativa. • Si possono creare due diverse situazioni: • può interessare solo la differenza fra le due serie di dati nel senso di A>B (oppure A <B) e quindi l’ipotesi alternativa sarà H1 : A>B oppure H1 : B>A

  15. TEST A UNA CODA E TEST A DUE CODE • Può non interessare la deviazione in un solo senso e quindi ci si limita alla verifica dell’ipotesi di uguaglianza fra A e B. • Nel primo caso (test a una coda o unilaterale) si deve considerare la probabilità che la serie A sia maggiore della serie B • Nel secondo caso (test a due code o bilaterale) si deve considerare la probabilità che la serie A sia maggiore della B oppure che la B sia maggiore della A.

  16. TEST A UNA CODA E TEST A DUE CODE • Se p1=P(A>B) e p2=P(B>A), nel caso del test a due code si avrà pT=p1+p2=Probabilità totale • Nella distribuzione normale, se si ha una probabilità del 5% di trovare un valore esterno a m +/- 1.96 s (probabilità a due code), si ha una probabilità del 2.5% di trovare un valore superiore a m +1.96 s (probabilità ad una coda).

  17. TEST A UNA CODA E A DUE CODE • All’inizio dell’esperimento occorre stabilire se il test di significatività sarà a una o a due code, ossia se interessano le variazioni in un solo senso (maggiore o minore) o in tutti e due i sensi . • Un certo valore del parametro sarà significativo a livello di probabilità p per il test bilaterale, al livello p/2 per il test unilaterale.

  18. TEST A UNA CODA E A DUE CODE • La scelta del test unilaterale non dovrebbe essere presa dopo aver visto i dati e la direzione della loro deviazione, ma a priori e solo se si ha la certezza che le deviazioni in una direzione si verificano solo per caso e quindi non saranno mai significative.Ciò avviene raramente: è meglio usare i test bilaterali anche se hanno livello critico più alto e quindi significatività minore.

  19. TEST DEL CHI-QUADRATO • Supponiamo di avere due popolazioni nelle quali ogni individuo abbia probabilità P1 e P2 di mostrare la caratteristica A. • In un campione casuale proveniente dalla prima popolazione, r membri hanno la caratteristica A e quindi frequenza relativa r1/n1 • Nella seconda popolazione la frequenza relativa è r2/n2.

  20. TEST DEL CHI-QUADRATO • Questi dati possono essere esposti nella tabella di contingenza 2x2: Caratteristica A Presente Assente campione1 r1 n1-r1 n1 campione2 r2 n2-r2 n2 ___________________________________ r1+r2 (n1-r1)+(n2-r2) n1+n2

  21. TEST DEL CHI-QUADRATO • Il totale delle osservazioni è a destra in basso. • Le quatto celle interne rappresentano le frequenze osservate. • L’ipotesi nulla afferma che la frequenza relativa della caratteristica A è uguale nelle due popolazioni (P1=P2).

  22. TEST DEL CHI-QUADRATO • Ad esempio abbiamo due campioni indipendenti di 45 e 46 pazienti affetti da infarto acuto. • Nel primo gruppo viene somministrato propanololo, nel secondo no. • Ad un mese di distanza si valutano sopravvissuti e si ottiene la seguente tabella:

  23. TEST DEL CHI-QUADRATO Trattamento Propanololo Controllo sopravvissuti 38 29 67 no 7 17 24 ___________________________________ 45 46 91

  24. TEST DEL CHI-QUADRATO • Secondo l’ipotesi nulla i tassi di sopravvissuti nelle due popolazioni sono identici . Tale tasso, stimato sui campioni, si ottiene dal rapporto 67/91 = 0.736. • Se è vera l’ipotesi nulla, la proporzione di sopravvissuti deve essere mantenuta nei due gruppi (numero di unità attese). • Nel primo gruppo il numero atteso di sopravvissuti è 45(67/91)=33.132

  25. TEST DEL CHI-QUADRATO • Nel gruppo di controllo il numero atteso è 46(67/91)=33.868. • Allo stesso modo il numero atteso di decessi è nel primo gruppo 45(24/91)= 11.868 e nel gruppo di controllo 46(24/91)=12.132

  26. TEST DEL CHI-QUADRATO • Il test del chi-quadrato per il confronto di due proporzioni in campioni indipendenti si basa sulla differenza fra frequenze osservate O e attese E:

  27. TEST DEL CHI-QUADRATO Trattamento Propanololo Controllo Sopravvissuti 38 29 67 E 33.132 33.868 O – E 4.868 - 4.868 (O-E)^2/E 0.715 0.700 Deceduti 7 17 24 E 11.868 12.132 O – E -4.868 4.868 (O-E)^2/E 1.997 1.953 ___________________________________________________ 45 46 91

  28. TEST DEL CHI-QUADRATO • I valori di E danno come somma di riga e di colonna i totali osservati, ed è per questo che i quattro scarti hanno lo stesso valore assoluto. • Tanto maggiore è lo scarto tanto più è ragionevole orientarsi contro l’ipotesi zero. • E’ ragionevole dividere il quadrato degli scarti per i valori attesi, in modo che la differenza venga “normalizzata”.

  29. TEST DEL CHI-QUADRATO • Calcolato il valore atteso di una cella, visto che gli E danno gli stessi totali di riga e di colonna, le altre quantità attese si possono derivare per sottrazione dai totali marginali: esiste quindi una sola quantità attesa indipendente e per questo si dice che per una tabella di contingenza 2x2 vi è un grado di libertà (GdL) per il calcolo del chi-quadrato. • Il calcolo del chi-quadrato è la sommatoria delle quattro celle (O-E)^2/E: • Χ2= 0.715 + 0.7 + 1.997 + 1.953 = 5.365

  30. TEST DEL CHI-QUADRATO • Nella tabella per la distribuzione chi-quadrato con 1 GdL si nota che il valore calcolato è compreso fra i valori 5.02 e 6.63, corrispondenti a p=0.025 e p=0.01. • Quindi la differenza fra le due mortalità è significativa perchè p<0.05. • La stessa procedura di calcolo si può estendere a tabelle 2 * k o addirittura r * k per confrontare più campioni. • I GdL di una tabella r * k saranno (r-1) * (k-1).

  31. TEST DEL CHI-QUADRATO • Esiste un modo alternativo di calcolo per il chi-quadrato: Colonne a b r1 Righe c d r2 _____________________________________________ c1 c2 N

  32. CORREZIONE DI YATES • Va ricordato che il test chi-quadrato va usato con tabelle le cui entrate siano frequenze. E’ un errore usarlo con valori medi oppure percentuali. • Il test chi-quadrato è un metodo approssimato valido quando le frequenze sono grandi. • Una regola perchè sia valido è che il valore atteso di ogni cella sia maggiore o uguale a 5. • Quando le frequenze attese sono basse (ma sempre >5) si applica la correzione di Yates che riduce di ½ la grandezza assoluta di (O-E) per ciascuna cella:

  33. CORREZIONE DI YATES

  34. CORREZIONE DI YATES • La correzione è dovuta al fatto che il chi-quadrato si basa sull’approssimazione normale della binomiale e quindi si tratta di una correzione per la continuità. • Nel nostro esempio utilizzando le nuove formule si ottiene ancora una p significativa, anche se meno significativa che nel caso senza correzione.

  35. TEST ESATTO DI FISHER • Per frequenze assolute molto basse anche la correzione per la continuità non è sufficiente. • Quando la numerosità totale è inferiore a 20 o è compresa fra 20 e 40 ma il valore atteso più basso è inferiore a 5 si usa il test esatto di Fisher. • Supponiamo di dover confrontare la virulenza di due ceppi batterici A e B dopo inoculazione in cavie:

  36. TEST ESATTO DI FISHER Ceppo batteri A B Viva 6 4 10 Esito cavie Morta 14 12 26 _______________________________________ 20 16 36

  37. TEST ESATTO DI FISHER • Il campione non è grande e le frequenze attese delle due prime celle sono basse. • L’ipotesi nulla ci dice che la proporzione dei morti nei due gruppi di animali è la stessa. • In pratica si calcola la probabilità totale del campione osservato secondo la formula di Fisher ( r1! r2 ! c1 ! c2 !)/ (a! b! c! d! N!) e poi si va a vedere nella tabella corrispondente alla distribuzione risultante della probabilità cumulativa.

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