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Fare click sul pulsante per iniziare il percorso multimediale. Istituto Professionale G.L. Bernini. Tesina pluridisciplinare. Allievo: Nato Luigi Classe: 5 Tien Anno: 2000\2001. Indice. Italiano. Inglese. Matematica. Storia. Elettronica. ED.Fisica. Sistemi.

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Presentation Transcript


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Tesina pluridisciplinare l.jpg

Istituto Professionale G.L. Bernini

Tesina pluridisciplinare

Allievo: Nato Luigi

Classe: 5 Tien

Anno: 2000\2001


Indice l.jpg

Indice

Italiano

Inglese

Matematica

Storia

Elettronica

ED.Fisica

Sistemi


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Italiano

Autori

Libro

Corrente

Letterale


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Storia

Il Fascismo

Il Nazismo

Filmati


Il fascismo l.jpg

Il Fascismo

Il Fascismo

  • La dittatura fascista

  • Mussolini al Governo

  • Che cosa avvenne in Italia?


La dittatura fascista l.jpg

La Dittatura Fascista

Il Fascismo

Mussolini, mirva al potere, ma si presentava come difensore dell’ordine pubblico, proprio per questo motivo ebbe l’appoggio degli industriali e dei proprietari terrieri.

Nelle elezioni del 1921 il suo movmento ebbe 35 seggi in parlamento, egli lo trasformò in Partito Nazionale Fascista. Le squadre fasciste intensificarono la violenza contro coloro che non non condividevano le loro leggi. Lo stato mostrava di non volere intervenire nella situazione nella quale si trovava, gli altri partiti intimiditi dalle forze avversarie non prendevano posizione.

Foto di Benito Mussolini

Durante la sua carriera politica


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Il Fascismo

Mussolini al governo

Il 28 ottobre 1942 le truppe fasciste marciarono verso Roma per conquistare il Potere con la violenza. Il presidente del consiglio Luigi Facta propose al Rè Vittorio Emanuele 3° di firmare lo stato di assedio, ma il Rè non accettò, e decise di dare l’incarico a Mussolini di formare un nuovo Governo.Le elezioni del 1924, furono all’insegna dell’illegalità perché svolte in un clima di minacce, ottennero la maggioranza dei voti al fascismo. Solo il deputato socialista Matteotti ebbe il coraggio di denunciare in parlamento le illegalità elettorali e le violenze compiute dai fascisti, ma pagò il suo intervento con la vita. Mussolini assunse in parlamento la responsabilità politica e morale del delitto. In poco tempo Mussolini emanò nuove leggi e concentrò nelle sue mani tutti i poteri, dando inizio alla dittatura Fascista.


Cosa avvenne in italia l.jpg

Il Fascismo

Cosa avvenne in Italia?

In italia fu soppressa la libertà di stampa, di parola e di associazione. Vennero sciolti i partiti (tranne quello Fascista) e abolite le libere elezioni. La scuola, le attività lavoratile e i mezzi di comunicazione (giornali, radio o cinema) divennero strumenti per la formazione di una mentalità fascista. Coloro che si opponevano al regime erano emarginati e anche messi in carcere.


Il nazismo l.jpg

Il Nazismo

Il Nazismo

Filmato

L’alleanza Italo-Tedesca

La dittatura fascista

Una politica

Espansionistica


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La dittatura nazista

Il Nazismo

Anche in Germania si era affermato un movimento totalitario, il nazismo, con a capo Adolf Hittler. Nel 1933 Hittler ottenne la nomina a cancelliere. Egli sciolse il Parlamento, assunse i pieni poteri e trasformò la polizia (GESTAPO) in strumento di terrore. Alla morte del presidente Hindenburg, Hittler divenne Capo Dello Stato e si proclamò Führer (cioè Duce). Ebbe così inizio la dittatura Nazista. I Nazisti esaltavano la loro razza e disprezzavano chiunque non vi appartenesse. In particolare presero di mira gli Ebrei: li obbligavano a portare un segno di riconoscimento e proibivano loro di frequentare sia i locali pubblici sia i mezzi di trasporto; Li chiusero perfino in campi di concentramento dove circa 6.000.000 (tra cui donne e bambini) furono barbaramente uccisi.La morte avveniva tramite la camera a gas che consisteva in una camera isolante piena di docce dal quale fuoriusciva del Gas. L’ira Nazista si scatenò anche su chi si opponeva alla dittatura: molti avversari vennero imprigionati, altri finirono ai lavori forzati, altri furono soppressi. Diversi abbandonarono il Paese.


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L’alleanza Italo-Tedesca

Il Nazismo

Nell’Ottobre del 1936 l’ Italia fascista e la Germania nazista stabilirono fra loro un accordo sulla politica da seguire, che prese il nome di ASSE ROMA-BERLINO. Nel Maggio del 1939 Mussolini e Hitler rafforzarono la loro alleanza politica e militare firmando il PATTO d’ ACCIAIO. I due alleati si impegnavano ad aiutarsi reciprocamente nell’ eventualità di un conflitto, anche se si fosse trattato di una guerra d’ aggressione. Il giorno successivo alla firma del patto, hitler convocò i capi militari tedeschi e rivelò chiaramente le sue intenzioni : bisognava attaccare la Polonia. La seconda guerra mondiale non era purtroppo lontana.


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Una politica ESPANSIONISTICA

Il Nazismo

La sete di dominio spinse Hitler a procurare alla Germania una grande quantità di armi moderne e a rafforzare l’ esercito. La sua politica era: armarsi ed espandersi. Nel 1938 Hitler occupò l’ Austria e l’ incorporò nel suo Reich (impero). L’ anno successivo s’ impadronì della Cecoslovacchia e cominciò a esercitare una forte pressione sulla Polonia per riavere la città di Danzica e il “corridoio polacco”. Dopo la prima guerra mondiale la Germania occidentale era stata separata da quella orientale con la formazione del “corridoio polacco”, cioè in una striscia di terra caduta alla Polonia, mentre Danzica era divenuta città libera sotto la tutela della Società delle Nazioni. L’ esigenza di riavere questi territori era in realtà un pretesto: il vero fine di Hitler era quello di impadronirsi della Polonia.


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Filmato : Il Führer

C

L

I

C

C

A

Q

U

I

C

L

I

C

C

A

Q

U

I

Il Nazismo


Inglese l.jpg

Inglese

Chapter seven

Inglese

Inglese

Transducers


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Inglese

I felt as if my soul were in hell. I wanted to kill the monster i had created. When i thought of him, my mind was full of harted and revenge. I wished to see him again so that i could avenge the deaths of William and Justine.

My father became ill with sadness and grief. Elizabeth grew pale and thin. I felt horribly guilty. My only comfort was to escape to the mountains and forget my sorrows for a few days. The mountains and rivers were made by God. In the magnificent Alpine valleys, i felt His power and was afraid of nothing else. On one of these journeys, in August, nearly two years after the death of Justine, i entered the valley of Chamonix. Rivers of ice came down from the mountains. The great white dome of Mont Blanc stood above me. I decided to climb Montanvert. I remembered the view from the top of the mountain. That sublime landscape alone could tranquillize my soul.


Inglese17 l.jpg

Inglese

TRANSDUCERS

With the invention of microprocessors and smaller powerful cheap computers, electronic applications are also spreading in the automaic control of industrial processes.

These applicatins gp from the automatic gathering and elaboration of quantities to the monitoring of environmental conditions such as temperature, atmospheric pressure, humidity, presence of pollutants and so on.

The presence of electronics in our daily life is very strong: digital thrmometers, heating systems, computer-based air-conditioning, alarm systems, signallers for escape of gas and so on…Electronic systems are also present on some means of transportin order to check: speed, oil pressure, ecc……All these applications are made possible thanks to transducers and actuators. Transducers are components that transform non-electric signals into electric sognals and viceversa. For example in microphones and loudspeakers, the conversion of information from sound waves into electrical signals and viceversa is made possible by an alectroacustic transducer. In microphones, the transducer is represented by a diaphgram linked to a coil set in the magnetic field. When the sound waves arrive at the microphone the diaphgram vibrates causing the transformation of signals. The number of transducers is very large and the quality depends on various parameters. The most important of them are:

- sensitivity- linearity- precision- readiness- resolution- repeatability- noise immunity.


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Inglese

TRASDUTTORI

Con l’invenzione dei microprocessori e di computer potenti più piccoli ed economici, le applicazioni dell’elettronica si sono diffuse anche nei sistemi di controllo dell’automazione industriale.

Queste applicazioni vanno dalla raccolta automatizzata e dall’elaborazione dei dati al monitoraggio delle condizioni ambientali quali la temperatura, la pressione atmosferica, l’umidità, la presenza di sostanze inquinanti e così via.

La presenza dell’elettronica nella nostra vita quotidiana è molto forte: termometri digitali, sistemi di riscaldamento, condizionatori d’aria computerizzati, sistemi d’allame, segnalatori di fuoriuscita di gas, ecc…I sistemi elettronici sono presenti anche in alcuni mezzi di trasporto per controllare la velocità, la pressione dell’olio, ecc….Tutte queste applicazioni sono state rese possibili grazie ai trasdutori ed agli attuatori. I trasduttori sono componenti che trasformano segnali non-elettrici in segnali elettrici e viceversa. Per esempio nei microfoni e negli altoparlanti, la conversione delle informazioni da onde acustiche in segnali elettrici e viceversa è resa possibile da un trasduttore elettroacustico. Nei microfoni, il trasduttore è costituito da un diaframma collegato ad una serie di bobine poste in una campo magnetico. Quando le onde acustiche giungono al microfono, il diaframma vibra causando la trasformazione dei segnali. Il numero di trasduttori è molto vasto e la qualità dipende da vari parametri. I più importanti sono:-sensibilità- linearità- precisione- prontezza- potere risolvente- ripetitività- immunità da disturbi


Matematica l.jpg

Matematica

Matematica

Derivate

La derivata generalmente viene definita come il limite del rapporto incrementale, con l'incremento h che tende a zero. In formula scriveremo

lim [f(x0+h)-f(x0)]/h

                                                                              h0 

La derivata viene identificata con f '(x0) e a seconda del tipo di limite da destra (da +inf  a  zero) o da sinistra (da -inf  a zero) avremo una derivata destra e una derivata sinistra.

Anche geometricamente la derivata ha un significato importante in quanto rappresenta il coefficiente angolare della retta tangente al grafico

Ora riassumeremo le derivate delle principali funzioni nella paggina successiva!

Ultima ma non meno importante regola per le derivate è quella relativa alle derivate composte che sarà sicuramente utile al fine di risolvere alcune complesse derivate nello studio delle funzioni

y=f [g(x)]        -> y '=f ' [g(x)] . g ' (x)

Dopo questa breve parentesi teorica sulle derivate qualche esercizio svolto potrà aiutare anche i più diffidenti


Matematica20 l.jpg

Matematica

Matematica

Derivate

P

R

I

C

I

P

A

L

I

y=xn

y=ex

y=k

y=x

y=-x-2

y'=n*xn-1

y'=ex

y'=0

y'=1

y'=-1/x2


Elettronica l.jpg

Elettronica

Memorie

Come entrare in rete!

Come fare una pagina Web!


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Memorie

Memorie

RAM

ROM

D-RAM

PROM

Memorie Volatili

Memorie non Volatili

S-RAM

EPROM

NV-RAM

EEPROM

Caratteristiche generali delle memorie


Caratteristiche principali l.jpg

Caratteristiche Principali

Si chiama memoria qualsiasi circuito in grado di memorizzare delle informazioni digitali “0” o “1” in modo da renderle disponibili in qualsiasi momento. Si possono distinguere due principali tipi di memorie:

Memorie magnetiche o di massa

Memorie a semiconduttore o principali

Le memorie di massa consentono un’elevata capacità di memorizzare informazioni (capacità di milioni o miliardi di bit); ma hanno dei tempi di accesso molto lunghi. Queste sono i Floppy Disk,Hard Disk o CD.

Le memorie a semiconduttore o principali hanno capacità molto ridotte rispetto alle memorie di massa, ma hanno una velocità di accesso molto elevata, essendo realizzate con circuiti elettronici formati da tante celle semplici.


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RAM

La memoria RAM (Random Access Memory) memoria ad accesso casuale, è una memoria volatile, cioè con la mancata tensione di alimentazione, essa perde tutte le informazioni contenute, un grosso inconveniente che però viene eliminato da un altro tipo di memoria RAM chiamato NV-RAM (RAM non volatile), la memoria RAM è sicuramente una delle memorie più utilizzate nei PC, e altre apparecchiature simili, proprio per la sua grande versatilità e velocità, che rispetto ad altre memorie è sorprendente. Un altro fattore che ha reso le memorie RAM molto utilizzate, è che esse vengono costruite anche in tecnologia bidirezionale, riducendone le dimensioni.


D ram l.jpg

D-RAM

La memoria D-RAM (Dinamic Random Access Memory) memoria ad accesso casuale dinamica, è una delle versioni della comune memoria RAM, essa come anche la normale RAM è una memoria volatile, ma e si distingue per la caratteristiche delle sue celle di memoria, infatti esse sono costituite da un condensatore integrato e da un N-MOS che funge da interruttore. Inoltre essa necessita di un periodico ciclo di <<refresh>> per ripristinare la carica elettrica del condensatore parassita ed è generalmente più lenta dalla RAM statica.


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S-RAM

La memoria S-RAM ( RAM- statica ), è la versione più semplice e veloce da poter utilizzare, perché essa ha al suo interno una cella di memoria costituita da semplici flip-flop. Una caratteristica molto favorevole allo sviluppo delle stesse, è che vengono costruite sia in tecnologia bipolare che in tecnologia unipolare. Ovviamente quelle costruite in tecnologia bipolare sono molto più veloci delle altre avendo tempi di accesso intorno ai 10 nanosecondi.


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NV-RAM

La memoria NV-RAM ( RAM-Non Volatile ), è la versione più completa del gruppo delle RAM, poiché in essa rimangono inalterate le caratteristiche delle RAM, ma in più ha in dotazione una batteria interna ed un circuito appropriato che quando rileva la mancata tensione di alimentazione, ed abilita l’utilizzo di una batteria al litio ricaricabile. Contemporaneamente la memoria viene portata in una modalità a basso consumo che però disabilita tutte le operazioni di lettura e scrittura. In tal modo le informazioni potranno rimanere memorizzate nella memoria in assenza di tensione di alimentazione anche per ben due anni circa, utilizzando batterie di alta qualità.


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ROM

La memoria ROM (Read Only Memory) memoria di sola lettura, è una memoria permanente ed il suo contenuto viene determinato dal costruttore e non può essere modificato per le sue caratteristiche costruttive. Esse sono molto diffuse per la decodifica ASCII nelle tastiere o come encoder per il pilotaggio di alcuni display.


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PROM

Le PROM (Programmabile Read Only Memory) sono particolari ROM, programmabili direttamente dall’utente. La programmazione, però, può essere effettuata una volta sola.

La struttura di una PROM a BJT è del tutto simile alla ROM a BJT rispetto alla quale, però, differisce la presenza di un microfusibile metallico in serie all’emettitore di ciascun transistor. La PROM non ancora programmata è costituita da celle di memoria ognuna delle quali contiene il livello logico 1.

La programmazione avviene facendo scorrere nel BJT selezionato una corrente di notevole intensità (50-100 mA) che provoca la bruciatura del fusibile e la conseguente eliminazione del collegamento alla linea comune di colonna (figura). Ciò consente di ottenere il livello logico 0. Presenta tempi d’accesso di basso valore (50-100 ns).


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EPROM

La memoria EPROM (Erasable Programmable Read Only Memory) memoria programmabile e cancellabile tramite l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV). Come anche la memoria PROM essa viene programmata utilizzando un’apparecchiatura adatta, ma per essere cancellata deve essere esposta ai raggi UV per 15-25 minuti. Questo fattore riduce di molto le applicazioni delle stesse, perché necessitano di essere rimosse e dopo di chè sottoposte a raggi UV per molto tempo per far si che venga cancellato il loro contenuto; questo le rende poco utilizzabili in elaboratori ed affini, infatti il loro unico utilizzo è quello di utilizzo come prototipi per future programmazioni di PROM. L’altro difetto che presentano le EPROM è che vengono costruite solo in tecnologia unipolare, quindi necessitano di spazi maggiori di altri tipi di memorie.


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EEPROM

Le memorie EEPROM (Eletrically Erasable Programmable Read Only Memory) memoria programmabile e cancellabile elettricamente, è la versione migliore che viene offerta sul mercato, anche se i costi sono molto elevati, questo tipo di memoria ci permette di essere programmata e cancellata elettricamente. Questo riduce di tantissimo il tempo di cancellazione rispetto alla precedente EPROM che invece necessita di tempi di cancellatura molto lunghi. Infatti questo tipo di memoria trova utilizzo anche nei moderni calcolatori che necessitano di memorie veloci, non volatili, e che possano essere cancellate senza dover essere prelevate dalla macchina; la EEPROM può tutto questo.


Come entrare in rete l.jpg

Come entrare in rete!

Per poter usufruire del servizio di posta elettronica occorre “stipulare” un contratto con un provider: oggi, ci sono diversi provider che offrono la possibilità di accedere gratuitamente alla rete, cosicché l’unico costo a carico dell’utente diventa quello del collegamento tramite modem al nodo più vicino.

Per semplicità, supponiamo di volerci servire del servizio di accesso ad internet di Libero Infostrada. In tal caso, occorre visitare la pagina http://www.libero.it e cliccare sul link Abbonati subito nella sezione Accesso ad Internet. Inseriti i propri dati, username e password, dopo poco tempo viene attivato il servizio.

Durante la fase di registrazione, oltre allo username e alla password, vengono forniti alcuni parametri di collegamento che è bene annotare in quanto indispensabili per la configurazione del programma di posta e di accesso remoto.

Questi sono:

·        il numero telefonico del nodo più vicino

·        l’indirizzo del server di posta in entrata o POP3

·        l’indirizzo del server di posta in uscita o SMTP

·        l’indirizzo del server delle News. 

Dopo aver configurato accesso remoto ed essersi connessi, si possono mandare messaggi e controllare la propria posta in due modi:

1.        collegandosi alla pagina http://www.libero.it.,

attraverso un programma di posta (outlook, eudora,…) previamente configurato.


Come fare una pagina web l.jpg

Come fare una pagina Web

Per quanto riguarda la costruzione della pagina, si possono usare vari programmi come, ad esempio, Word (vedi appunti relativi ad HTML e Word).

Una volta che il file HTML è pronto, occorre metterlo in linea: per farlo attraverso Libero, si deve attivare il proprio spazio web su Digiland, seguendo la procedura seguente.

Nella pagina http://www.libero.it., cliccare sul link Vantaggi nella sezione Accesso ad Internet, poi sul link Spazio web illimitato ed infine su digiland. A questo punto, cliccando su registrazione, si accede ad una pagina in cui si devono inserire i propri dati (username e password con cui si è già registrati per la posta su Libero).

Successivamente viene richiesto il <nickname>, che va a completare l’URL della home page, e la relativa password.

Adesso è possibile attivare i servizi web, cliccando sul pulsante Attiva: per eventuali modifiche, utilizzare il pulsante Modifica.

A questo punto lo spazio web è disponibile all’indirizzo: http://digilander.iol.it/<nickname> .

L’ultima operazione da effettuare è trasferire il file, contenente la pagina da “pubblicare” e rinominato come index.html, sul server mediante ftp.

I parametri da utilizzare sono i seguenti:

• Nome (Profile Name): ftp.digiland.it

• Nome Host (hostname): ftp.digiland.it

• Tipo Host (host-type): auto-detect

• User-ID: <nickname>

• Password: <la tua password>

• Modalità di trasferimento (Transfer Type) : binary

• Sito WEB (Publishing WEB): http://digilander.iol.it…


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Come fare una pagina Web

Per maggiori informazioni, fare riferimento nella sezione digiland della pagina di Libero Crea il tuo sito. Dopo essere entrati in digiland tramite il link ingresso, consultare Costruisci del menù indice.


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Sistemi

Caratteristiche dei Trasduttori in Generale

Trasduttori per Gradezze Termiche


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Caratteristiche Trasduttori in generale

  • Range

  • Sensibilità

  • Errore di non linearità

  • Tempo di risposta

  • Offset di uscita

  • Ripetitività

  • Risoluzione


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Trasduttori per grandezze termiche

  • Trasduzione di temperatura

  • Termocoppie

  • Elementi sensori della temperatura di tipo resistivo

  • Trasduttori di temperatura

  • Trasduttori di temperatura resistivi

  • Termistori

  • Termometri al germanio

  • Trasduttori di temperatura a cristalli di quarzo

  • Pirometri a radiazione

  • Trasduttori di flusso di calore


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Trasduzione di temperatura

La temperatura di un corpo o di una sostanza è il suo potenziale di trasmissione di calore, la misura del valore medio dell’energia cinetica delle sue molecole, e il suo stato termico con riferimento alla sua capacità di trasferire calore ad altri corpi o sostanze. Il calore è energia in trasferimento, per effetto di differenza di temperatura, tra un sistema e l’ambiente o tra due sistemi, sostanze o corpi. L’energia termica si trasferisce secondo uno o più dei seguenti meccanismi di trasmissione del calore: conduzione, mediante diffusione in solidi, liquidi o gas non in movimento; convezione, mediante movimento di liquidi o gas tra due punti; radiazione mediante la propagazione di onde elettromagnetiche.

Generalmente gli elementi sensori dei trasduttori di temperatura fungono anche da elementi di trasduzione. I due sensori-trasduttori più comunemente usati sono gli elementi termoelettrici (termocoppie) e gli elementi resistivi (termometri a resistenza). Dei rimanenti elementi sensori-trasduttori, l’unico che è stato accettato dal mercato è l’elemento a cristallo oscillante, costituito essenzialmente da un cristallo di quarzo (collegato in un oscillatore) che presenta un coefficiente di temperatura della frequenza elevato e molto lineare.


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Termocoppia

Una termocoppia è un circuito elettrico costituito da una coppia di fili di metalli diversi collegati assieme ad un estremo (giunzione di misura) e collegati all’altro estremo in modo tale che i terminali (giunzione di riferimento) siano entrambi ad una stessa temperatura nota (temperatura di riferimento). Il circuito della termocoppia viene completato da fili che collegano la giunzione di riferimento ad una resistenza di carico (uno strumento indicatore o l’impedenza d’ingresso di un circuito di amplificazione e lettura). Entrambi i fili di collegamento possono essere di rame o di altro metallo che non sia uno dei due costituenti la giunzione di misura. In conseguenza dell’effetto termoelettrico (effetto Seebeck), si determina un flusso di corrente nel circuito ogni volta che le giunzioni di misura e di riferimento si trovano a temperature diverse. In pratica la giunzione di riferimento viene mantenuta ad una temperatura di riferimento (ad esempio a 0°) oppure viene introdotta una compensazione elettrica per scostamenti della sua temperatura da un valore prefissato.


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Elementi sensori della temperatura di tipo resistivo

Sono di tipo conduttivo o a semiconduttore. Gli elementi conduttivi sono generalmente a filo, oppure costituiti da nastro o film metallico. Per la maggioranza delle applicazioni il tipo più adatto è costituito da un filo ricotto di platino di elevata purezza avvolto in forma di bobina. Altri elementi a filo metallico sono ottenuti usando fili di nichel o di leghe di nichel. Un elemento a filo di platino è stato usato per definire la Scala Internazionale Pratica di Temperature nell’intervallo da –183 a +630°C. La caratteristica della resistenza in funzione della temperature di un elemento di questo tipo è conforme ad una ben precisa legge teorica, in modo che la maggior parte dei suoi punti si può ottenere per calcolo con ottima approssimazione, dopo averne rilevato sperimentalmente solo alcuni. Ripetibilità entro circa 0,01 K sono state ottenute fino a temperature vicine a quella di fusione dell’oro.


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Trasduttori di temperatura

Vengono classificati in due categorie generali: trasduttori della temperatura superficiale, che vengono incollati, saldati, avvitati o bloccati sulla superficie della quale si vuole misurare la temperatura, e le sonde ad immersione che vengono immerse nei liquidi o fluidi per misurare la loro temperatura. Il fluido può essere contenuto in un tubo, un condotto, un serbatoio od altro contenitore nel quale la sonda viene introdotta attraverso una apertura stagna resistente alla pressione. Il fluido può anche essere in moto libero, anche in modo quasi impercettibile, come ad esempio nel caso di acqua in un contenitore o di atmosfera all’aperto o in un locale chiuso.

I trasduttori di temperatura termoelettrici hanno lo stesso tipo di giunzione sia che siano intesi per misure superficiali che per sonde ad immersione. Le giunzioni tra i due fili di metalli diversi si ottengono in vari modi, saldando, stagnando o brasando la giunzione, oppure saldando i terminali dei due fili l’uno vicino all’altro su di una superficie metallica o sull’interno metallico della punta di una sonda ad immersione.


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Trasduttori di temperatura resistivi

I trasduttori a variazione di resistenza per misura di temperature superficiali, sono generalmente sufficientemente piccoli e piatti da risentire solamente dei trasferimenti di calore di tipo conduttivo e non quelli di tipo convettivo. Dopo l’installazione possono essere ricoperti o verniciati in modo da minimizzare trasferimenti di calore per radiazione. L’elemento sensore è generalmente un filo metallico o avvolto su di una sottile piastrina isolante o, in forma di spirale, incollato alla base del contenitore. Alcuni trasduttori a foglietta metallica (incapsulati o liberi) sono realizzati secondo un percorso a zigzag. Tutte le realizzazioni tendono ad ottenere la massima superficie attiva ai fini della conduzione del calore su un area d’ingombro minima.

Sonde a immersione di tipo resistivo a filo metallico, generalmente di platino ma spesso anche di nichel o sue leghe, trovano largo impiego nella misura della temperatura di fluidi sia in campo industriale che in quello scientifico..


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Termistori

Vengono usati sia per misure superficiali sia per misure di fluidi. A causa dell’andamento non lineare (essenzialmente in forma di un esponenziale negativo) della curva caratteristica resitenza-temperatura, sono particolarmente utili quando è richiesta una elevata variazione di resistenza in un intervallo di temperatura limitato. Dove è richiesta una costante di tempo molto breve, si può usare un termistore a perlina, inglobato in vetro, di diametro ridotto fino a 0,3 mm, sospeso ai terminali in lega di metallo prezioso di diametro di 0,03 mm. Se è richiesta una maggiore solidità meccanica si può usare un montaggio in vetro lungo circa 4 mm, avente in punta un diametro di circa 1,5 mm. La potenza d’eccitazione deve essere mantenuta bassa ad evitare errori dovuti ad autoriscaldamento. Trasduttori di temperatura a termistore sono disponibili in una grande varietà di configurazioni.


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Termometro al germanio

Sono costituiti da cristalli di germanio di elevata purezza contenenti una quantità controllata di impurezze (droganti). Sono previsti specialmente per misure di temperature criogeniche (al disotto di –195°C) . Per queste applicazioni sono state usate anche resistenze di carbone, come pure giunzioni di arseniuro di gallio, che possono essere utilizzate fino a temperature un po’ più elevate. Trasduttori a piastrina di silicio sono stati usati per misure di temperatura superficiale nel campo di temperatura compreso tra –50 e +275°C, nel quale presentano un andamento della caratteristica resistenza-temperatura simile a quella di alcuni fili metallici.


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Trasduttori di temperatura a cristalli di quarzo

Questi tipi di trasduttori impiegano come elemento sensore dei cristalli la cui frequenza di risonanza varia in modo quasi lineare con la temperatura tra circa –50 e +250°C. Vengono generalmente forniti assieme alla necessaria apparecchiatura elettronica di eccitazione e lettura. Questo tende a limitarne l’utilizzo negli impieghi di carattere generali, ma non in quelli di laboratorio per i quali presentano notevoli vantaggi.

La scelta di un trasduttore di temperatura è più complessa di quella della maggior parte degli altri tipi di trasduttore. L’obbiettivo è quello di scegliere una realizzazione il cui elemento sensibile sia in grado di raggiungere la temperatura del materiale da misurare entro il tempo disponibile per effettuare la misura. Quindi, tra i criteri di scelta più importanti avremo le caratteristiche del solido o fluido da misurare, i limiti del campo di misura, il tempo di risposta necessario (costante di tempo), ed il tipo di eccitazione e trattamento dei segnali di uscita che è disponibile o che si intende usare.


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Pirometri di radiazione

Sono dei trasduttori di temperatura senza contatto con il materiale o la superficie da misurare, e ne rilevano la trasmissione di calore emessa per radiazione. Questa radiazione riguarda principalmente la porzione infrarossa dello spettro elettromagnetico (lunghezze d’onda comprese tra 0,75 e 1000 mm). Un tipico pirometro a radiazione ha un aspetto esterno simile a quello di una macchina da presa cinematografica. I pirometri impiegano un sistema ottico costituito da lenti e specchi (sensibili nella regione dell’infrarosso) che focalizza la radiazione su di un elemento sensore termoelettrico o resistivo (generalmente di tipo fotoconduttivo). L’uscita dell’elemento sensore può essere correlata con la temperatura della superficie da misurare mediante taratura. I pirometri a radiazione vengono generalmente usati per misure di elevate temperature (fino a 3500°C), ma trovano anche impiego per misure senza contatto nel campo delle medie temperature fino a –50°C.


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Trasduttori di flusso di calore

Sono stati realizzati due tipi fondamentali di trasduttori per la misura del flusso di calore, in termini di ammontare totale di energia termica (il flusso di calore è generalmente espresso in W/cm2 ). Il calorimetro fornisce un segnale d’uscita proporzionale all’energia elettrica trasmessa sia per convezione che per radiazione (flusso totale di calore). Il radiometro rileva solamente l’energia trasmessa per radiazione (flusso di calore irraggiato). Praticamente tutti i trasduttori di flusso usano elementi sensori termoelettrici.


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Range

E’ l’intervallo di valori in cui il trasduttore lavora secondo i parametri stabiliti. Appena esce dal range il trasduttore non funziona più, e ritorna a lavorare appena rientra nell’intervallo.

Il range di ingresso (o campo di ingresso) definisce i limiti entro cui può variare l'ingresso; mentre il range di uscita (o campo di uscita) definisce i limiti entro cui può variare l'uscita


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Sensibilità

La sensibilità S del trasduttore è il rapporto fra la variazione della grandezza d'uscita e quella dell'ingresso.

Lo strumento risulterà essere molto sensibile quando a parità di grandezza di ingresso la grandezza di uscita è molto elevata.


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Errore di non Linearità

Errore linearità %= (emax /XoFS) ·100

XoFS = Valore max d'uscita di Fondo Scala

Di solito, l'errore che il costruttore fornisce è l'errore di non linearità ed è espresso come spostamento massimo della retta ideale.

La correzione dell'errore di non linearità non è possibile, ma per cercare di utilizzare il trasduttore in maniera ideale si potrebbe utilizzare una EPROM che associ al valore reale quello ideale.


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Tempo di Risposta

Rappresenta il tempo che intercorre dal momento che l’ingresso assume un certo valore a quello in cui questo è presente in uscita.


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Offset di Uscita

L’offset indica la bontà del trasduttore che risulterà essere migliore quanto minore sarà il valore assunto da tale parametro. Esso viene verificato azzerando gli ingressi e visualizzando il valore presente i uscita.


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Ripetitività

Un atro parametro importante, anche se la sua definizione precisa varia da costruttore a costruttore, è la ripetibilità, vale a dire la costanza nel tempo delle caratteristiche del trasduttore (la sua resistenza all'invecchiamento).


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Risoluzione

La risoluzione R esprime la variazione minima di uscita rispetto al fondoscala:

R = DXoutmin / DXoutfondoscala


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ED.fisica

Educazione fisica Attività educativa finalizzata a promuovere lo sviluppo e il benessere fisico dell'individuo. L'educazione fisica fa parte del curriculum scolastico dal livello prescolare a quello medio superiore. Comprende sport individuali e di squadra, ginnastica e, talvolta, danza. Nei tempi antichi, l'educazione fisica comprendeva attività volte ad aumentare la forza, l'agilità e la resistenza del corpo. I greci consideravano il fisico come una sorta di tempio, in cui risiedevano la mente e lo spirito; le attività ginniche contribuivano a mantenere questo tempio funzionante e in buona salute. Oggi l'educazione fisica comprende non solo le attività necessarie ad acquisire capacità e benessere duraturi, ma anche quelle che promuovono la cooperazione tra le persone e il gioco di squadra, elementi educativi di fondamentale importanza. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) considera la formulazione di adeguati programmi di educazione fisica come parte integrante delle proprie funzioni. In Italia, la formazione degli insegnanti di educazione fisica è affidata all'ISEF, l'Istituto superiore di educazione fisica, che gestisce un insieme di istituti di istruzione di grado universitario.


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Corrente Letteraria

Il Verismo

Definizione

Quadro Storico

Dove e Quando

Le Caratteristiche

I Temi e i soggetti

Le regole


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Autori

Primo Levi

Giovanni Verga


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Primo Levi

Biblioteca privata del Primo Levi

Biografia


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Biografia dell’Autore

Primo Levi è nato nel 1919 a Torino, fu deportato ad Auschwitz durante la seconda guerra mondiale. Direttore di una fabbrica di resine e “chimico militante” come ama autodefinirsi, è diventato scrittore dopo l’incubo dei lager, non per il piacere della vendetta ma per riaffermare la possibilità di un uso ragionevole della vita di un uomo. I suoi libri, ferocemente commemorativi, sono tuttavia percorsi da un tenace amore per la vita, da un'ironia sottile, una sorta d’allegria per questa vita che si può finalmente ricominciare a vivere.

Nel 1947 ha pubblicato il suo primo libro, SE QUESTO E’ UN UOMO, in cui narra le vicende della sua deportazione in Germania e della permanenza nei vari campi di concentramento nazisti.

Il secondo libro LA TREGUA (1963), che costituisce la naturale continuazione del primo, è la storia del ritorno a casa, della lenta riconquista della civiltà.

Nel 1967 ha vinto il premio Bagutta con un volume di racconti fantastici, STORIE NATURALI, che mettono sotto accusa la società contemporanea, un tema ripreso nel 1971 con VIZIO DI FORMA.

Nel 1975 con il sistema periodico ritorna ai temi autobiografici, nel 1979 vince il Premio Strega con LA CHIAVE A STELLA, e nel 1982 pubblica SE NON ORA QUANDO?, il suo primo romanzo.


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Giovanni Verga

  • Biografia

  • Ideologia e poetica

  • L’anomalia del Verga


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1\9

Giovanni Verga

I) Nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di agiati proprietari terrieri. Trascorre i primi anni in Sicilia, scrivendo tre romanzi storici. Nel '58 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, ma presto l'abbandona per dedicarsi alla letteratura.

II) Fra il '65 e il '71 vive a Firenze, in quegli anni capitale d'Italia, dove ebbe i primi contatti letterari e dove pubblicò con successo due romanzi: Una peccatrice (1866) e Storia d'una capinera (1871). Nel primo si narra l'amore di una nobildonna con un giovane scrittore, il quale, dopo aver suscitato nell'amante una passione intensa e tormentosa, la trascura spingendola al suicidio. Nel secondo si narra la storia di una ragazza, costretta dalla matrigna a farsi novizia. Tornata per breve tempo a casa in seguito a un'epidemia di colera, la ragazza s'innamora del fidanzato della sorellastra. Ma la famiglia la obbliga a ritornare in convento e a prendere i voti definitivamente. La ragazza muore pazza.


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Giovanni Verga 2\9

III) L'amore passionale e travolgente che porta alla disperazione o alla morte, è il tema principale di questi due romanzi, presentano anche uno studio dell'ambiente ben documentato. Il Verga mira qui a trasferire nei protagonisti dei romanzi i suoi stessi stati d'animo e sentimenti. Le avventure, benché non vissute ma immaginate, vengono descritte con lo scopo di criticare la falsità della società borghese e aristocratica contemporanea allo stesso scrittore. In particolare al Verga non piace la concezione borghese individualistica e raffinata che cerca nell'amore passionale un diversivo per sfuggire alla noia della vita quotidiana.

IV) Dal '72 al '93 Verga visse a Milano, dove fu in stretto contatto con gli ambienti letterari che facevano allora di Milano la città più viva d'Italia (si pensi p.es. al fenomeno della Scapigliatura, che contestava su posizioni bohémienne il falso pudore borghese e l'aristocratico rigore della lingua letteraria tradizionale).


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Giovanni Verga 3\9

V) A Milano Verga stringe amicizia con Luigi Capuana, che è il teorico del Verismo italiano. Caratteristiche fondamentali del Verismo, di cui il Verga diverrà l'artista più rappresentativo, sono: 1) descrizione di un fatto umano (realmente accaduto) che doveva servire da documento e che l'opera artistica avrebbe reso stilisticamente bello;

2) il procedimento scientifico nella narrazione dell'ambiente sociale e naturale in cui il fatto è accaduto ("far parlare le cose", impedire che l'autore si serva dei fatti come di un pretesto per esprimere se stesso, e quindi "impersonalità" dello scrittore);

3) linguaggio aderente ai fatti, cioè vivo, immediato, spontaneo, senza retorica né formalismi, disposto ad accettare persino le espressioni dialettali;

4) regionalismo, cioè interesse prevalente per i ceti più umili di quell'ambiente popolare che lo scrittore deve privilegiare. 

VI) Il Verga non accetta subito integralmente l'ideologia e la poetica del Verismo. A Milano continua a comporre romanzi in cui ancora polemizza con la vita e il costume della media e alta borghesia: amori travagliati, impossibili, melodrammatici, che spesso si concludono con la disperazione, la morte per malattia, il suicidio, la pazzia (in età matura egli rifiuterà questa sua produzione).


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Giovanni Verga 4\9

VII) E' nel '74 che, con la pubblicazione di Nedda, avviene il salto qualitativo. La novella è diversa per argomento e per stile. Narra la vicenda di una raccoglitrice di olive siciliana che, rimasta orfana, lavora a giornata presso varie fattorie per mantenere la madre ammalata, che poi morirà. Dal suo amore per un giovane povero nasce una bambina, ma il ragazzo, prima ancora di sposarla, muore di malaria. Nedda viene respinta da tutti e non trovando più lavoro vede morire di stenti la propria bambina. Il racconto è significativo perchè il Verga polemizza non più con le contraddizioni interne alla vita borghese, ma con quelle che questa vita produce esternamente, nelle classi più umili. Non gli interessa più l'alta società milanese e fiorentina, ma la Sicilia dei poveri.


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Giovanni Verga 5\9

VIII) Come mai questa svolta? Quattro fattori lo influenzarono più o meno decisamente:

1) la società amorale, ipocrita e frivola dell'alta borghesia gli era venuta a noia, per cui sentiva la necessità di ritrovare la semplicità, la spontaneità e la durezza della vita quotidiana della gente povera;

2) la teoria dell'evoluzione naturale di Darwin, dalla quale egli ricavò il concetto della lotta per l'esistenza come base dello sviluppo della storia umana: in questa lotta sono soprattutto i ceti marginali a pagare le maggiori conseguenze;

3) gli studi, le inchieste e le discussioni sulla questione meridionale che lo guidavano alla scoperta della miseria del Sud (si pensi ai fenomeni dell'emigrazione, del brigantaggio, dell'abbandono delle terre...);

4) il Naturalismo di Emilio Zola, Flaubert e di altri naturalisti francesi, mediato in Italia dal Verismo di Capuana, gli permise di eliminare la sua sensibilità tardo-romantica, il suo soggettivismo autobiografico, accettando invece la poetica dell'obiettività e della rappresentazione scientifica della realtà, oltre che l'esigenza di denunciare le contraddizioni prodotte dalla società borghese.


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Giovanni Verga 6\9

X) Nel progetto originario, I vinti dovevano rappresentare gli sconfitti nella lotta per il progresso, in cinque fasi diverse: I Malavoglia sono la storia di una famiglia di pescatori che esce sconfitta dal suo tentativo di conquistarsi migliori condizioni di vita; Mastro don Gesualdo è la sconfitta di un povero muratore che, divenuto ricco, vuole ottenere una promozione sociale sposando una nobildonna decaduta, che però non lo ama, né lo ama la figlia, che gli rinfaccia la sua origine umile. Mastro don Gesualdo morirà di cancro, abbandonato da tutti, con il patrimonio intaccato dal genero. I "galantuomini" del paese, invidiosi e preoccupati della sua fortuna, gli erano sempre rimasti ostili. Gli altri tre romanzi non scritti dovevano narrare la sconfitta dei sentimenti negli alti ambienti sociali, la sconfitta delle ambizioni politiche tese alla conquista del potere, la sconfitta dell'artista che mira alla gloria.


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Giovanni Verga 7\9

XI) In questi romanzi, che pur possono sembrare molto pessimisti, vi sono degli aspetti positivi:

1) il rifiuto di ogni paternalismo bonario nei riguardi degli oppressi, i quali hanno bisogno di giustizia e non soltanto di comprensione;

2) la scoperta dell'umanità/dignità dei ceti marginali, i quali cercano di affermare, per quanto sia loro possibile (cioè concesso dal destino), valori come l'amore, l'onestà, l'onore, la fedeltà;

3) l'analisi del risvolto negativo del progresso scientifico e industriale tanto esaltato dalla borghesia; 4) la polemica contro i miti sentimentali (ad es. l'unità della famiglia) o intellettuali (ad es. la libertà delle istituzioni parlamentari e civili, l'unità d'Italia, l'unità nazionale della lingua...) tipici della società borghese.


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Giovanni Verga 8\9

XII) Senonché nell'ultimo Verga il pessimismo tende a prevalere su ogni considerazione positiva nei riguardi degli oppressi. Dopo aver capito che le conquiste risorgimentali per l'unità d'Italia erano state strumentalizzate dalla borghesia per affermare il proprio dominio a livello nazionale; dopo aver capito che la borghesia non era disposta a redistribuire le terre dei latifondisti ai contadini (vedi ad es. la repressione garibaldina dei contadini di Bronte in Sicilia); infine, dopo aver capito che il nuovo Stato unitario era diventato lo strumento nelle mani della borghesia al nord e dei latifondisti al sud, strettamente alleati -- il Verga è altresì convinto sia che le classi disagiate del sud, vittime della loro stessa ignoranza e arretratezza, non saranno capaci di modificare questo stato di cose, sia che il giovane movimento di orientamento socialista, cresciuto nelle progredite e "lontane" regioni settentrionali, non abbia intenzione di lasciarsi coinvolgere attivamente nelle preoccupazioni del Mezzogiorno.


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Giovanni Verga 9\9

XIII) Agli inizi del '900 il pessimismo del Verga diventa così cupo ch'egli praticamente smette di scrivere. Dal 1893 sino al 1922, anno della morte, egli si ritira a Catania, dove vive in un silenzio pressoché totale, amareggiato dall'incomprensione che circondava la sua opera (e che continuerà per tutto il ventennio fascista). L'ultimo romanzo, Dal tuo al mio, del 1905, attesta questa sua involuzione politica: esso infatti descrive il voltafaccia di un sindacalista operaio che, il giorno in cui sposa la figlia del padrone, si rende conto di essere passato dall'altra parte della "barricata", e lo dimostra difendendo con le armi la miniera di zolfo che i solfatari minacciavano di far saltare.


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Ideologia e Poetica

I) L'opera del Verga è una rivalutazione della serietà morale degli oppressi, ma senza paternalismi. Egli rifiuta di dipingere con tinte idilliache la vita dei campi o delle officine. La sua letteratura è tragica, la sua filosofia della vita è profondamente pessimistica. Dio è assente nei suoi romanzi e lo è pure l'idea di provvidenza. Verga non crede nemmeno in un avvenire migliore conquistato, sulla terra, con le forze degli uomini, né crede alle lotte politico-sindacali del "quarto stato" (i poveri). A lui interessano solo i "vinti", cioè quelli che "cadono lungo la strada" con eroica rassegnazione, con la dignità umile e austera di chi sa di non poter modificare il corso degli eventi. Chi cerca di deviare da questo corso viene sempre sconfitto da chi detiene il potere. Quindi, piuttosto che illudersi, è meglio rassegnarsi coscientemente.


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Ideologia e Poetica

II) Per quanto riguarda lo stile, egli ha cercato di rendere più viva la lingua del Manzoni, liberandola da ogni residuo letterario e accademico. La prosa dei Promessi sposi, così corretta, classica e tradizionale, è assai diversa dalla sua, che è più diretta, più immediata, più coinvolgente il lettore. Gli stessi sentimenti, le reazioni psicologiche dei protagonisti dei suoi romanzi, il loro modo di vedere le cose sono semplici ed elementari. Questa prosa discorsiva accentua il realismo degli avvenimenti e nasconde meglio la presenza dello scrittore, tanto che le parti connettive dei suoi romanzi sembrano essere narrate da un personaggio del luogo. Il Verga insomma non voleva creare una prosa nazionale lavorando "a tavolino" sui migliori dialetti italiani, ma voleva creare una "prosa parlata", di cui il dialetto siciliano doveva restare parte integrante. Il tempo avrebbe detto -a suo giudizio- se questa prosa "popolare" meritava una rilevanza a livello nazionale. Ma la borghesia al potere non poteva accettare una letteratura che la criticava così duramente.


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L’Anomalia del Verga

Nella letteratura italiana il Verga rappresenta un'anomalia. E' troppo "borghese" per piacere alla sinistra, ma lo è troppo poco per piacere alla borghesia. Egli critica aspramente la vita borghese ma non dà speranze al proletariato. Critica altrettanto duramente l'aristocrazia, ma considera i contadini e i braccianti dei "vinti" per natura, segnati inesorabilmente dal destino. Egli in pratica ha dimostrato, senza volerlo, che non si diventa scrittori "proletari" solo perché si ha coscienza delle contraddizioni della borghesia e dell'aristocrazia. Occorre la prassi e questa gli è mancata. Di qui il suo tragico e desolante pessimismo.

Di fatto il Verga proviene socialmente da un ambiente aristocratico benestante e soprattutto egli s'è formato intellettualmente negli ambienti borghesi medio-alti di Firenze e di Milano. Solo quando questi ambienti gli sono venuti a noia, egli ha deciso di ritornare a Catania, cominciando ad interessarsi delle condizioni miserevoli dei meridionali.


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L’Anomalia del Verga

Verga è stato uno dei pochi grandi romanzieri in Italia a comprendere il tradimento della borghesia post-unitaria, ma, nello stesso tempo, egli è stato anche uno dei pochi romanzieri che, nonostante una tale consapevolezza politica e sociale, non ha saputo intravedere nell'emergente movimento socialista una risposta alle contraddizioni del Sud. Persino la borghesia non rimase indifferente a tale movimento.

Ma il suo merito maggiore non sta solo nell'aver evidenziato la miseria del Sud come "prodotto" dell'opulenza del Nord (vedi il "blocco" della borghesia con gli agrari); sta anche nell'aver creato un modo nuovo di "fare letteratura", cioè nell'aver elaborato uno stile popolare, più diretto e immediato, che meritava sicuramente, da parte della critica e delle commissioni che redigono i programmi ministeriali, un'attenzione maggiore.


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L’Anomalia del Verga

Verga, in realtà, è stato il primo a dimostrare che una letteratura nazionale non può essere il frutto di un lavoro "a tavolino" sui migliori (o sul migliore dei) dialetti regionali, ma è anzitutto il frutto di una letteratura popolare che, per esser tale, deve per forza essere regionale e che può aspirare a diventare nazionale solo se i valori che esprime vengono accolti positivamente dai lettori di altre regioni. Una letteratura nazionale può essere riconosciuta solo a posteriori, mettendo radici in modo lento e graduale. Essa non può imporsi né per il genio dell'autore, né per la compiacenza della critica, ma solo per il suo contenuto autenticamente umano e popolare.


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L’Anomalia del Verga

I governi borghesi, che fino ad oggi si sono succeduti, hanno voluto fare dei Promessi sposi il modello della letteratura nazional-popolare, ma i Malavoglia o Mastro don Gesualdo non rientrano forse in questo stesso modello? E' bene comunque intendersi, poiché anche il Verga presenta dei limiti che vanno superati: una vera alternativa al Manzoni può essere costituita non tanto da una letteratura "per" il popolo, dove il popolo è sì protagonista ma chi ne parla non ne fa parte, quanto piuttosto da una letteratura in cui il popolo sia portavoce di se stesso, cioè soggetto protagonista di storia. Una letteratura di questo genere è ancora tutta da costruire.


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L’Anomalia del Verga

Il Verga è un realista perché pone a fondamento delle vicende umane l'economia. Tuttavia, egli considera l'economia para-feudale del Mezzogiorno ottocentesco come una realtà immodificabile. Gli uomini dei suoi romanzi si sentono impotenti appunto perché "poveri" e in questa povertà si sentono "soli", divisi tra loro.

A partire dal romanzo Nedda, il Verga ha cominciato a guardare con rassegnazione le sofferenze della gente povera, come prima guardava con disgusto, anche se con altrettanta rassegnazione, i limiti della borghesia e dell'aristocrazia. La differenza tra le due rassegnazioni sta nel "disgusto", che, a partire da Nedda, egli non può più provare, essendo mutato l'oggetto dei suoi interessi sociali. Il proletariato infatti merita comprensione e pietà, non disgusto, pur senza paternalismi di sorta.


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L’Anomalia del Verga

Se il Verga fosse stato un autentico realista avrebbe saputo trovare nello sviluppo borghese dell'economia un fattore di progresso rispetto alla stagnazione dell'economia precapitalistica degli agrari del Sud. Il suo pessimismo radicale forse è dipeso dal fatto ch'egli si aspettava dall'unificazione nazionale, ovvero dalla rivoluzione borghese, un mutamento immediato, positivo, della situazione meridionale. Egli cioè ingenuamente aveva creduto che l'unificazione avrebbe potuto comportare per i meridionali una sorta di rivoluzione democratica "dall'alto", senza un'effettiva partecipazione delle masse popolari. Sarebbe di grande interesse, in questo senso, esaminare gli articoli ch'egli scriveva quand'era giornalista a Catania.


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Libro

Se questo è un uomo

  • Ambienti e Periodo

  • Trama

  • Analisi dei Personaggi

  • Tematiche Principali

  • Stile dell’Autore

  • Riflessioni e Consideraziono Personali


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Ambiente e Periodo

Il libro è ambientato in un campo di sterminio, quello d’Auschwitz, che si trova in

Polonia, nel periodo della seconda guerra mondiale, precisamente dal febbraio 1944 al

27 gennaio 1945.


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Trama1\7

Se questo è un uomo

Tutti gli ebrei vengono radunati in un campo, da dove nel febbraio del 1944 vengono trasferiti nel campo di concentramento di Auschwitz.

Durante il viaggio in treno nel suo vagone erano in 45, ed erano molto stretti. All’arrivo ad Auschwitz vennero divisi uomini e donne.

Poi vengono divisi in blocchi, e portati in una stanza in cui vengono fatti spogliare. Vengono a sapere che devono lavorare, e che sono meno di niente. Tutti dovevano lavorare a parte i malati.

Lavoravano tutto il giorno per tutte le ore di luce.

A sera tarda gli viene assegnato il suo blocco il numero 30, e la sua cuccetta, dove c’è già Diena, che pur essendo molto stanco lo accoglie amichevolmente. Non riesce a dormire, e continua a porre domande, a cui però anche Diena non sa dare risposta. Ad un certo punto gli viene ordinato il silenzio, e lui dorme, ma non è un sonno profondo, è sempre pronto a contransi per difesa, si sente minacciato, e gli sembra di dormire su di una strada o su un ponte.


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Trama 2\7

Se questo è un uomo

Ecco la sveglia, in pochi minuti bisognava vestirsi, ed andare verso il lavatoio. Questo, è un ambiente poco invitante, l’acqua non è potabile ed a un odore disgustoso. Dopo una sola settimana si era già stancato da lavarsi, perché lo riteneva inutile, date le condizioni dell’acqua e dell’ambiente in cui lavoravano. Un giorno nel lavatoio incontra il sergente Steinlauf, che si stava lavando, lui gli chiede perché si lavasse anche se era inutile, ma lui gli risponde che non lo faceva per regolamento, ma solo per una questione di dignità, per rimanere vivi.

Durante il lavoro, si fece male e va in Ka-Be (infermeria), dove viene curato, e passa venti giorni, a riflettere tra i continui controlli. Dopo essere stato per venti giorni in Ka-Be viene messo in uscita, ma non ritorna nello stesso block e nello stesso Kommando, gli viene assegnato un block qualsiasi e un Kommando qualsiasi, gli vengono dati dei vestiti nuovi, che però deve adattare al suo corpo.


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Trama3\7

Se questo è un uomo

Per sua fortuna, il block a cui viene assegnato è il 45, lo stesso di Alberto il suo migliore amico, con cui vorrebbe dividere la cuccetta, ma non può, ed è obbligato a stare con uno sconosciuto, di cui conosce solamente la schiena, e i piedi.

Si spengono le luci, e si coricano, ma il suo vicino, gli volta subito le spalle e cade in un sonno profondo, occupando una gran parte della cuccetta, perciò lui tenta di farsi spazio facendo pressione un po’ con le ginocchia un po’ con i reni sul suo vicino, senza avere risultati. A questo punto non gli resta che dormire così impossibilitato a muoversi, ma, tuttavia per la stanchezza cade anche lui nel sonno, ma non è un sonno profondo, perché gli sembra di dormire su delle rotaie, e sente una locomotiva arrivare sente il suo fischio, era la locomotiva da cui avevano scaricato i vagoni durante la giornata, la sente sempre più vicina ma non arriva mai, ad un certo punto si sveglia ma senza aprire gli occhi, perché non vuole perdere il sonno. Sente di nuovo il fischio ma capisce che non veniva dalla locomotiva sognata, ma era vero era il fischio della Decauville, che veniva dal cantiere notturno.

Dopo poco fa subito un altro sogno, in cui vede sua sorella, alcuni suoi amici e altra gente, lui incomincia a raccontare varie cose sul campo ma ad un certo punto si accorge che nessuno lo sta ad ascoltare, e sua sorella si alza e se ne va’.


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Trama4\7

Se questo è un uomo

A questo punto si sveglia e si rende conto di aver già fatto questo sogno, a di averlo già raccontato ad Alberto, il quale aveva fatto lo stesso sogno come tutti gli altri.

Ogni due o tre ore si dovevano alzare per smaltire la grossa quantità di acqua che avevano in corpo a causa della zuppa, perciò il secchio andava svuotato anche una ventina di volte durante la notte, e questo toccava all’ultima persona che ne usufruiva.

La notte finisce al momento di aufstehen (alzarsi), che pochissimi attendevano dormendo. A questo punto si rifà la cuccetta ci s’infilano le scarpe e si riaprono le piaghe dei piedi, incomincia una nuova giornata.La mattina al lavoro è fortunato perché si trova a lavorare con Resnyk, che è un gran lavoratore e lo aiuta molto nel portare i pesi. Al mattino si svegliano aspettano senza fine che l’appello finisca per andare al lavoro, a ogni giorno guardano il cielo sperando che l’inverno sia finito, così avranno un nemico in meno. I greci ballano e cantano senza fine. Quando spunta il sole si accorgono che tutto intorno è verde, tranne il lager dove c’è solo cemento, ed edifici che si chiamano come loro, con dei numeri. Per la prima volta tutti si vedono alla luce del sole. Il primo nemico è passato l’inverno, ma hanno fame, alcuni pensano a quando mangiavano a casa loro con i loro amici, Primo pensa al piatto di pasta che aveva avanzato prima di venire in lager, e si pente di non averlo finito.

La vera sorpresa della giornata oltre alla fine dell’inverno, era una padella da cinquanta litri di zuppa che si dovevano dividere in quindici, facendo a torni, Templer però che era l’organizzatore di tutto aveva diritto a cinque litri.


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Trama5\7

Se questo è un uomo

Alla fine della giornata per la prima volta vanno a dormire in un certo senso sazi.

All’interno del lager, nacque un sistema di scambio, chiamato borsa, con cui si scambiavano innumerevoli oggetti, tra cui il mahorca (fumo), tramite la borsa, potevano guadagnarsi da mangiare, e dei servizi migliori.Nel lager esisto due categorie di uomini i salvati e i sommersi, nella categoria dei sommersi ci sono tutti quelli che, essendo piccoli, vecchi, malati, o comunque non in grado di lavorare vengono eliminati.Per la categoria dei salvati si possono inserire quattro persone, Schepschel, Alfred, Elias e Henri.Schepschel, che vive in lager da quattro anni, è riuscito a trovare un modo per sopravvivere, rubando o cantando, riesce a racimolare pane, che o scambia con scarpe e roba varia o mangia.Alfred, era perfettamente disciplinato, non si lamentava mai, si lavava ogni quindici giorni, ed aveva molti privilegi, ma tutto questo lo aveva guadagnato pagando con il pane della sua razione, ma grazie alla sua perfetta disciplina quando fu cambiato il kommando lui lo diventò, e fu nominato anche capo del kommando chimico.Elias era un nano, ma aveva un fisico perfetto con molti muscoli, grazie alla sua forza poteva fare il lavoro molto più velocemente e poteva farne molto di più degli altri, facendo una buona impressione sui capi. Un'altra cosa che lo ha fatto diventare “salvato” era la sua abilità di rubare, si perché nel lager era l’unico modo per sopravvivere. Henri, per lui erano solo tre i modi per sopravvivere in lager: l’organizzazione, la pietà, e il furto.Lui barattava di tutto, con cibo, in questo modo aveva di che sfamarsi per giorni, ma aveva anche scoperto che con la pietà, qualsiasi persona si commuove e gli ricambia con del cibo.Grazie a queste sue due doti poche volte era costretto ad utilizzare la via del furto, che però sapeva applicare perfettamente.Fu fondato il Kommando 98 di chimica, perciò i tedeschi dovettero fare dei test per decidere chi doveva farne parte, Primo non ebbe problemi quando fu chiamato dato che ha una laurea in chimica.


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Trama6\7

Se questo è un uomo

Mentre raschiavano in lamiera, arrivò il Pikolo del Kommando, che disse a Primo di andare con lui perché era diventato il suo vice. Il suo nuovo lavoro consisteva nel portare dei sacchi molto pesanti da un posto all’altro, però con il vantaggio che un giro era sempre senza peso.Pikolo conosceva una strada più lunga per compiere il giro, così potevano percorrere circa un’ora senza dover portare il peso e poterono parlare, ad un certo punto arrivò una vedetta che si fermò e disse che era stato in Italia e voleva imparare l’italiano, allora Primo cercò di insegnarlielo recitando il canto di Ulisse, ma non riusciva a ricordalo bene, comunque la vedetta che si chiamava Rudi riusciva a capirlo ed a tradurlo, ma l’ora di tempo era quasi passata, e la giornata quasi finita, perciò continuarono il giro fino alla fine dove li attendeva la zuppa.Ci furono dei bombardamenti, e perciò i tedeschi vedendoli come una rivincita daparte degli schiavi, diventarono molto più crudeli nei loro confronti, facendoli anche lavorare inutilmente.È’ ritornato l’inverno, e tutti penano perché essendo stati in lager anche l’inverno scorso sanno cosa significa, sanno che vuol dire che almeno sette di loro moriranno, sanno che dovranno dare pane per procurarsi dei guanti, sanno che per curare le ferite dovranno passare anche l’intera giornata fuori dalla porta al freddo nella neve.L’inverno però vuol dire anche selezione, perché c’è un affollamento nelle baracche. Per la selezione tutti si preparano e si fanno controllare da gli altri, tutte le parti del corpo, ma nessuno al il coraggio di condannare qualcuno.E’ domenica, ed è arrivato il giorno della selezione, il lavoro finiva prima perché bisognava andare in infermeria a fare il controllo e poi tutti chiusi in baracca per non sfuggire al verdetto e per non vedere chi andava in camera gas.Quando arriva il Blockaltester bisogna andare tutti nudi in una camera piccolissima, dove si esce uno per volta si consegna la scheda al Blockaltester e si rientra dalla porta del dormitorio, in questo arco di tempo il Blockaltester decide se dobbiamo vivere o morire.


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Trama7\7

Se questo è un uomo

Sono in pieno inverno, quando il capo kommando comunica i tre prescelti per lavorare nel laboratorio di chimica, e sono 169 509 Brackier, 175 633 Kandel, 174 571 Levi.

Vengono subito portati nel laboratorio dove vengono assegnati i loro posti di lavoro. La temperatura del laboratorio è di 24°, e c’è la possibilità di rubare senza essere scoperti, perciò due problemi sono risolti: l’inverno e la fame. I tre si sentono molto fortunati a lavorare in laboratorio perché devono stare seduti tutto il tempo, e hanno una matita ed un foglio dove segnare gli appunti.

Nel laboratorio ci sono anche altre tre donne, e si sentono molto imbarazzati perché erano mesi che non ne vedevano una, e perché sanno di essere puzzolenti e sporchi, e con un fisico rovinato.

Natale è vicino.Un giorno uno schiavo viene ucciso in pubblico, e prima di morire urla “compagni io sono l’ultimo” dopo di che furono ridotti al nulla.I russi stanno per arrivare, e per questo tutti i sani devono evacuare il campo, per una marcia di circa 20 Km. Ma Primo era ancora in Ka-Be e perciò non potè partire, e quando il 18 gennaio 1945 tutti partirono, per dove non si sa, per primo iniziano dieci giorni fuori dal mondo e dal tempo.Quando il campo fu completamente vuoto, rimasero solo alcune SS, di vedetta, ma verso le undici della sera iniziarono in bombardamenti, e il campo fu completamente distrutto. Rimase solo la Ka-Be con i malati dentro.Decisero di procurarsi una stufa e del cibo, cosi andarono in giro per il campo e trovarono una stufa delle patate e altre cose varie. Con queste poche cose potevano sopravvivere nella Ka-Be.

Durante la giornata si aggirarono ancora per il campo e trovarono delle rape ancora patate e una batteria per autocarro ancora carica, così che la sera avevano la camera illuminata.Passati questi dieci giorni, arrivarono finalmente i russi che li salvarono.Ora Primo vive nella sua casa di Torino.


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Analisi dei Personaggi

Primo Levi:

Autore e protagonista del racconto, da come si descrive non deve essere troppo robusto, e non molto alto. E’ molto pensieroso nel lager, ma non si da mai per vinto, pensa sempre che presto tutto finirà, anche se durante l’inverno aveva quasi perso le speranze.

Alberto:

Primo lo descrive come il suo migliore amico che ritrova quando dopo esssere stato in Ka-Be, gli viene asseniato un nuovo kommando. Non viene descritto molto nei particolari fisici, ma si presume che sia un po’ più robusto di lui, perché a volte lo aiutava con i sacchi più pesanti.

Non ci sono altri personaggi importanti, dato che sono tutti descritti in un capitolo ma poi non più ripresi.


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TematichePrincipali

La tematica più rilevante in questo racconto, è lo sterminio degli ebrei, e la loro condizione fisica e mentale nel lager di Auschwitz.

Questa tematica è espressa anche nella poesia “se questo è un uomo”, che ho elencato prima e che lo stesso Primo Levi ha scritto. Nella prima parte di questa poesia, Primo Levi dice a tutti quelli che ora vivono tranquilli di meditare su quello che è successo, e descrive in poche parole la condizione dell’uomo e della donna nel lager. Nella seconda parte manda un messaggio a tutti, quasi obbligandoli a non dimenticare tutto ciò che è successo, ed è anche per questo motivo che ha scritto questo libro. Un altro motivo per cui è stato scritto il libro, è il bisogno che nasce in un uomo quando sta nel lager, di rendere gli altri partecipi di ciò che gli sta successo.

Fisicamente un uomo nel lager è poco più che uno straccio, ed è trattato come esso. Per i tedeschi i prigionieri venivano addirittura dopo qualsiasi altra cosa, tanto che venivano trattati in un modo che non si può ritenere umano. Anche i prigionieri dopo questi trattamenti è molto difficile trovare in loro qualche cosa di umano, infatti il titolo del libro “se questo è un uomo”, sta proprio a significare questo. Anche io dopo aver letto questo libro sono di questa opinione, perché non riesco a concepire come alcuni possano essere sopravvissuti, a tutto questo, senza essersi suicidati prima.


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Tematiche Principali

Questi sopravissuti poi, come Primo Levi sono rimasti molto segnati da quello che gli è successo, e come lui ricordano perfettamente tutto, perché non è un ricordo che appartiene ad una persona umana, perché anche i sentimenti in lager sono diversi da quelli di una persona umana.La mente di un uomo in lager viene piano piano modificata, da tutte le umiliazioni che vengono subite, dalla mancanza di qualcuno caro a cui appoggiarsi in momenti di tristezza o dolore, dalla mancanza di rapporti con una donna per molti mesi o anni. A causa di questo cambiamento che avviene nella mente di un uomo, i sui comportamenti e le sue espressioni non sono più come noi possiamo immaginare, ma sono come solo in un lager possono essere. I tedeschi fecero questi lager anche con lo scopo di rovinare proprio la dignità e l’essere uomo di una persona, prima di eliminarla.I prigionieri, si lavavano, si facevano la barba, anche se era inutile, proprio per cercare di non cambiare, e quindi di rimanere uomini.


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Stile dell’Autore

Penso che il libro abbia avuto su di me, l’effetto, che Primo Levi scrivendolo voleva trasmettere, cioè quello di rimanere colpiti da tutto quello che è descritto, e di non commettere lo stesso errore che è stato commesso. Penso che anche mettendoci tutto l’impegno possibile quando lo si legge, non si riuscirà mai a comprendere perfettamente come si sentivano in quel posto, perché secondo me è come se fosse un altro mondo, completamento diverso da quello normale dove viviamo, e molto più atroce, un mondo in cui per nome si ha un numero stampato sul braccio.

Penso che i tedeschi pur provando tutto l’odio possibile per le altre popolazioni, non si siano resi conto completamente della condizione in cui erano i prigionieri, perché se no secondo me non sarebbero stati uomini.


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Riflessiono e Considerazioni Personali

Penso che il libro abbia avuto su di me, l’effetto, che Primo Levi scrivendolo voleva trasmettere, cioè quello di rimanere colpiti da tutto quello che è descritto, e di non commettere lo stesso errore che è stato commesso. Penso che anche mettendoci tutto l’impegno possibile quando lo si legge, non si riuscirà mai a comprendere perfettamente come si sentivano in quel posto, perché secondo me è come se fosse un altro mondo, completamento diverso da quello normale dove viviamo, e molto più atroce, un mondo in cui per nome si ha un numero stampato sul braccio.

Penso che i tedeschi pur provando tutto l’odio possibile per le altre popolazioni, non si siano resi conto completamente della condizione in cui erano i prigionieri, perché se no secondo me non sarebbero stati uomini.


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Definizione

Il Verismo

Ø     E' un movimento letterario e artistico italiano che ispirandosi al Naturalismo francese e al Positivismo teorizza una rigorosa fedeltà alla realtà effettiva (al «vero») delle situazioni, dei fatti, degli ambienti, dei personaggi e una corrispondenza con il sentire e il parlare dei soggetti che vengono rappresentati.

Ø       Richiamandosi al naturalismo francese delle opere di Emile Zola, ma anche ad Alessandro Manzoni e alla scapigliatura, il movimento tende a descrivere la vita della gente umile, dei reietti dalla società che si affannano nella lotta per la sopravvivenza, contro la fatalità del destino.

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Il Quadro Storico

Il Verismo

L'Italia era appena costituita in unità e i problemi esistenti diventavano più acuti e pressanti perché il nuovo stato era prima diviso in tanti staterelli diversissimi tra loro per condizioni politiche, economiche e culturali.

In Italia la questione sociale dei rapporti fra patronato e masse lavoratrici era complicata:

a.dalle differenze sociali ed economiche fra Nord e Sud (la "questione meridionale");

b.dalla scarsa partecipazione della plebe rurale al Risorgimento che aveva sentito come un fatto borghese, estraneo ai suoi interessi;

c.dalla riluttanza delle masse contadine alla nuova struttura politico–sociale (il "brigantaggio" dell'Italia meridionale);

d.dalle difficoltà di bilancio;

e.dalla tendenza delle classi egemoni e dei gruppi industriali a costituire, a spese delle masse meridionali e contadine, l'accumulazione del capitale per fondare l'industria italiana.

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Dove e Quando

Il Verismo

  •   Si sviluppa negli anni successivi all'Unità e prosegue fino al primo decennio del Novecento, raggiungendo la piena maturità nell'ultimo trentennio dell'Ottocento.

  •     Fu elaborato nell'ambito del vivace ambiente milanese dove erano assai forti gli influssi della cultura europea ma si allargò a tutta l'Italia diffondendosi in alcune regioni più che in altre:

  • Sicilia (de Roberto; Capuana; Verga)Campania (Serao; Di Giacomo);Sardegna (Deledda)Calabria (Misasi)Toscana (Fucini; Pratesi; Lorenzini)Piemonte (Cagna; Giacosa; De Marchi; De Amicis)Friuli e Veneto (Dall'Ongaro, Caterina Percoto)

  •    La diversa diffusione del verismo dipende dalla posizione delle regioni in Italia, in quanto la scoperta della realtà dei veristi riguarda le due situazioni socio-geografiche estreme presenti sul piano nazionale: da un lato Firenze, capitale provvisoria fino al 1871 e centro politico italiano, dall'altro la Sicilia arretrata, semifeudale e a un livello ancora rurale. Successivamente a Firenze, dove sono nate le prime pagine dei tanti romanzi veristi, si affianca Milano, che è la città più importante dell'economia imprenditoriale nazionale.

  • E' assai caratteristico che i maggiori veristi siano siciliani (Verga e Capuana) e, nel contempo, la loro formazione avvenga in ambiente settentrionale, soprattutto a Milano: nel centro culturale più attivo della penisola vengono a contatto con le proposte del naturalismo francese e prendono coscienza della loro autentica vocazione di scrittori.

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Le caratteristiche l.jpg

Il Verismo

Le Caratteristiche

Ø       Accettazione delle leggi scientifiche che regolano la vita associata e i comportamenti: lo scrittore cerca di scoprire le leggi che regolano la società umana, muovendo dalle forme sociali più basse verso quelle più alte, come fa lo scienziato in laboratorio quando cerca di scoprire le leggi fisiche che stanno dietro ad un fenomeno.

Ø       attenzione alla realtà nella dimensione del quotidiano: lo scrittore predilige una narrazione realistica e scientifica degli ambienti e dei soggetti della narrazione;

Ø       piuttosto che raccontare emozioni, lo scrittore presenta la situazione quotidiana come una indagine scientifica, ricercando le cause del suo evolversi, che sono sempre naturali e determinate (determinismo o darwinismo sociale); anche la vita interiore dell'uomo, spiegabile in termini psico–fisiologici, può essere oggetto di uno studio scientifico o sociale:

Ø       ... l'oggetto sono i "documenti umani", cioè fatti veri, storici; e l'analisi di tali documenti dev'essere condotta con "scrupolo scientifico" ... (G. Verga)

Ø       l'artista deve ispirarsi unicamente al vero cioè desumere la materia della propria opera da avvenimenti realmente accaduti e preferibilmente contemporanei, limitandosi a ricostruirli obiettivamente ovvero rispecchiando la realtà in tutti i suoi aspetti e a tutti i livelli sociali.

Ø       necessità di una riproduzione obbiettiva ed integrale della realtà, secondo quel canone dell'impressionalità che è l'applicazione in letteratura del principio scientifico della non interferenza dell'osservatore sugli oggetti osservati (deriva dal Positivismo);

a causa delle diversità regionali rappresentate dagli scrittori anche il modo di scrivere cambia nel verismo dando spazio ai dialetti, eliminando tutte le forme di raffinatezza retorica e accademica e introducendo la mimesi linguistica.

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I Temi e i Soggetti

Il Verismo

Ø       Lo scrittorre verista:

Ø       si occupa di situazioni quotidiane reali, vissute cioè nella scottante realtà nazionale: le plebi meridionali, il lavoro minorile, l'emigrazione;

Ø       cerca il vero attraverso l'analisi delle classi subalterne, però la verità non porta al progresso ma svela una condanna a morte;

Ø       predilige gli ambienti delle plebi rurali perché non ancora contaminate dai pregiudizi della convenzione sociale;

Ø       predilige gli ambienti regionali e gli strati sociali piccolo–borghesi;

Ø       gli ambienti sociali sono in maggioranza cittadine di provincia, di campagna, miniere o ambienti di piccola e media borghesia e di aristocratici decaduti.

Ø       Il verismo italiano ebbe una forte caratterizzazione regionale e, poiché le realtà regionali italiane erano profondamente diversicate, diversi furono pure i temi e gli ambienti rappresentati dai veristi.

Ø       Al nord, la maggiore articolazione della compagine sociale, con l'affermarsi, accanto ai ceti elitari, di una media e piccola borghesia costituita da professionisti e da ceti impiegatizi legati all'apparato industriale, porta all'ampliamento della "base sociale" della letteratura, cioè al numero degli autori e dei lettori, parallelamente a nuove a varietà letterarie, dal romanzo di consumo al romanzo di appendice. La nuova cultura positivista, i nuovi usi e modelli di comportamento legati alla rivoluzione tecnologica, spostano l'attenzione su nuovi tipi umani e su nuovi problemi: protagonista dei romanzi e del teatro, accanto al contadino e al pescatore, è l'impiegato (De Marchi). Nuovi eroi, come è stato osservato, sono l'industriale, lo scienziato, il medico e il maestro (De Amicis). I nuovi temi sono quelli della famiglia, fondamentale cellula della società e quelli dell'adulterio e della prostituzione.

Ø       Al sud, il verismo, non essendovi un proletariato urbano o i bassifondi di una capitale tentacolare da "studiare", si interessò all'umile vita dei contadini e dei pastori con le loro passioni elementari. Ad un mondo «pressochè vergine e ignoto, il mondo del meridione e delle isole, delle plebi contadine e artigiane, chiuse nella loro opaca renitenza alle forme e agli statuti della civiltà moderna, affioranti per così dire dal buio di una civiltà arcaica, stranamente sopravvissuta dietro le barriere di una secolare solitudine». Questa fu infine la vocazione del verismo italiano, e nel ritrarre la vita dei contadini e delle plebi il verismo ottenne i suoi migliori risultati. Non a caso gli scrittori più rappresentativi della corrente, da Verga a Capuana, da De Roberto alla Deledda, furono meridionali o isolani.

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Le Regole

Il Verismo

ØL'artista deve ispirarsi unicamente al vero, cioè deve desumere la materia della propria opera da avvenimenti realmente accaduti e preferibilmente contemporanei, limitandosi a ricostruirli obiettivamente rispecchiando la realtà in tutti i suoi aspetti e a tutti i livelli sociali; è la teoria verghiana dell'impersonalità: il narratore entra pienamente nei suoi personaggi per raccontare documenti umani.

Ø      Il narratore è colui che raccoglie il fremito delle passioni, delle sofferenze e lo rivela, impassibile, senza biasimi o esaltazioni, mettendosi in parte per lasciar parlare l'evidenza dei fatti, la logica delle cose: teoria verghiana dell'impersonalità.

Ø      L'autore deve mettersi nella pelle dei suoi personaggi, vedere le cose con i loro occhi ed esprimerle con le loro parole. In tal modo la sua mano «rimarrà assolutamente invisibile» nell'opera. Il lettore avrà così l'impressione non di sentire un racconto di fatti, ma di assistere a fatti che si svolgono sotto i suoi occhi.

Ø      Il narratore, nel far parlare i suoi personaggi, usa il loro linguaggio: uno stile stringato, una sintassi semplice e disadorna, una lingua paesana e viva, continuamente intercalata da espressioni popolaresche e proverbiali che mettono in luce l'oggettività della narrazione (senza intrusioni autobiografiche).

Ø      La lingua e lo stile devono essere aderenti ai personaggi, agli ambienti, attingendo possibilmente alle risorse dei dialetti regionali. Il linguaggio è liberato da ogni raffinatezza teorica e accademica.

Ø      Al riguardo si parla di mimesi linguistica dell'autore (mimetizzazione = nascondersi nell'ambiente circostante in modo da risultare non–visibile).

Ø      Capuana respinge la subordinazione della letteratura a scopi estrinsechi quale la dimostrazione "sperimentale" di tesi scientifiche e l'impegno politico e sociale. La "scientificità" non deve consistere nel trasformare la narrazione in esperimento per dimostrare le tesi scientifiche, ma nella tecnica con cui lo scrittore rappresenta, che è simile al metodo dell'osservazione scientifica. La scientificità insomma si manifesta solo nella forma artistica, nella maniera con cui l'artista crea le sue figure e organizza i suoi materiali espressivi.

Ø      Secondo Verga, la rappresentazione artistica deve possedere "l'efficacia dell'esser stato", deve conferire al racconto l'impronta di cosa realmente avvenuta; per far questo deve riportare "documenti umani". Neppure basta che ciò che viene raccontato sia reale e documentato, deve anche essere raccontato in modo da porre il lettore faccia a faccia col fatto nudo e schietto, in modo che non abbia l'impressione di vederlo attraverso la "lente dello scrittore". Per questo lo scrittore deve "eclissarsi", cioè non deve comparire nel narrato con le sue reazioni soggettive e con le sue riflessioni.

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