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I tumori della mammella

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I tumori della mammella - PowerPoint PPT Presentation


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I tumori della mammella. Anatomia. La parete toracica presenta anteriormente due sovrastrutture, più sviluppate nella donna: le ghiandole mammarie. Sono composte principalmente da elementi epiteliali (lobuli + dotti) e da elementi stromali (t. adiposo + t. connettivo). La mammella…

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Presentation Transcript
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Anatomia

La parete toracica presenta anteriormente due sovrastrutture, più sviluppate nella donna:

le ghiandole mammarie

Sono composte principalmente da elementi epiteliali (lobuli + dotti) e da elementi stromali (t. adiposo + t. connettivo)

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La mammella…

La mammella è costituita da un insieme di ghiandole e tessuto adiposoed è posto tra la pelle e la parete del torace.

In realtà non è una ghiandola sola, ma un insieme di strutture ghiandolari, chiamate lobuli, unite tra loro a formare un lobo. In una mammella vi sono da 15 a 20 lobi.

Il latte giunge al capezzolo dai lobuli attraverso piccoli tubi chiamati dotti galattofori (o lattiferi).

alcune condizioni benigne
Alcune condizioni benigne

Secrezione del capezzolo

  • Associata a neoplasia quando ematica (10-15%) e unilaterale, (solitamente papillomi)
  • Più frequentemente ectasie cistiche o duttali
  • Se bilaterale considerare la prolattina
condizioni benigne
Condizioni benigne

Fibroadenoma

  • Molto comune nelle giovani donne
  • Mobile e liscio
  • Carateristico aspetto duro-elastico
  • La metà degli adenomi si risolve in 5 anni se <3cm
    • Gli adenomi di grandi dimensioni dovrebbero essere biopsiati per escludere i rari tumori filloidi
condizioni benigne1
Condizioni benigne

Cisti

  • Dovute a relativo eccesso di estrogeni, di solito nella 4-5a decade
  • Variano con le mestruazioni
  • Vanno aspirate, se ematiche escisse, inviare il fluido per l’esame citologico la prima volta
condizioni benigne2
Condizioni benigne

Ascessi

  • Di solito in donne che allattano
  • Dolorosi ed eritematosi
  • Di solito strepto- o stafilococchi
  • Indicato drenaggio ed antibiotici
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Classification of Benign Breast Lesions on Histologic Examination, According to the Relative Risk of Breast Cancer

Santen, R. J. et al. N Engl J Med 2005;353:275-285

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Histopathological Appearance of Benign Breast Disease (Hematoxylin and Eosin)

Panel A shows nonproliferative fibrocystic changes: the architecture of the terminal-duct lobular unit is distorted by the

formation of microcysts,associated with interlobular fibrosis.Panel B shows proliferative hyperplasia without atypia.

This is adenosis,a distinctive form of hyperplasia characterized by the proliferation of lobular acini,forming crowded

gland-like structures.For comparison,a normal lobule is on the left side.Panel C also shows proliferative hyperplasia

without atypia.This is moderate ductal hyperplasia,which is characterized by a duct that is partially distended by hyper-

plastic epithelium within the lumen.Panel D again shows proliferative hyperplasia without atypia,but this is florid ductal

hyperplasia:the involved duct is greatly expanded by a crowded,jumbled-appearing epithelial proliferation.Panel E

shows atypical ductal hyperplasia:these proliferations are characterized by a combination of architectural complexity

with partially formed secondary lumens and mild nuclear hyperchromasia in the epithelial-cell population.Panel F

shows atypical lobular hyperplasia:monotonous cells fill the lumens of partially distended acini in this terminal-duct lob-

ular unit.

Hartmann, L. C. et al. N Engl J Med 2005;353:229-237

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Cancro della mammella

Tumore più frequente nella donna.

Nelle donne tra i 35 e i 55 anni è la prima causa di morte

In Italia l’incidenza in età menopausale raggiunge i 150 casi/anno su 100.000 donne

1 donna su 10-15 può avere cancro mammario entro i 75 anni.

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Sintomatologia

Forma: piccolo nodulo rotondeggiante

Volume: dipende dall’autopalpazione!!

Superficie: irregolare*

Consistenza: duro-lignea*

Mobilità: spesso assente*

Inizialmente NON dolente*

La cute sovrastante il nodulo può essere retratta e/o assumere nel tempo un aspetto “a buccia d’arancia”*

*(d.d. patologie benigne)

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Diagnosi

  • Anamnesi ed esame obbiettivo completo (importante!!)
  • Mammografia (sempre!!)
  • Ecografia
  • Agoaspirato
  • Biopsia chirurgica
  • P.E.T.; Scintigrafia
  • (Duttogalattografia)
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Es. obbiettivo: Ispezione

Es. obbiettivo: Palpazione

Es. ecotomografico

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Mammografia

Esame istologico

Agobiopsia

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Inquadramento

Tumori maligni della mammella

  • Epiteliali
  • Misti (epiteliali e stromali: es. carcinosarcoma)
  • Vari (della cute, dei t. molli, del t. linfatico)
  • Inclassificabili
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Tumori epiteliali maligni (carcinomi)

  • Carcinoma duttale (91%)
  • Carcinoma lobulare (5%)
  • Malattia di Paget (2.5%)
  • Altri o misti (1.5%)

NON invasivi

Invasivi

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Mutation

  • Invade & Spread
  • Mutation
  • Cancer Gene

Latency Period, 20 years or more

Malignant

Tumor

Unspecialized

Cell

Initiated

Cell

Benign

Tumor

Promotion

Progression

Initiation

  • Proliferation
  • Independence

Stages of Cancer Formation

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Diffusione

  • Contiguità
  • Via linfatica (Es. cavo ascellare)
  • Via ematica (Es. scheletro)
  • Via linfo-ematica (Dotto toracico-succlavia)
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Storia naturale

  • La diffusione della malattia avviene a tre livelli:
  • LOCALE: interessa progressivamente il parenchima vicino, i dotti e le vie linfatiche circostanti (sino alla regione subareolare e ai linfatici della fascia pettorale)
  • REGIONALE: con coinvolgimento dei linfonodi ascellari e della catena mammaria interna
  • A DISTANZA: polmone (65%), fegato (60%), ossa (55%) pleura e surrene (35%)
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TERAPIA NON CHIRURGICA

  • Radioterapia
  • Chemioterapia (polichemioterapia)
  • Endocrinoterapia
  • Terapie neoadiuvanti
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Radioterapia

E’ indicata nelle localizzazioni tumorali mediali e centrali; dopo quadrantectomia; dopo exeresi di grossi pacchi linfonodali ascellari.

La radioterapia può ostacolare un eventuale intervento successivo di ricostruzione mammaria per la distrofia cutanea residua.

In 10-20% dei casi può insorgere il “braccio grosso postmastectomia”, causato da linfedema, che può evolvere in elefantiasi.

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Chemioterapia (polichemioterapia)

E’ diretta alla distruzione di eventuali micrometastasi a distanza.

Il dosaggio deve essere personalizzato per la tossicità dei farmaci (es. 5-fluorouracile, Adriamicina, ecc…).

Molti sono i casi responsivi e spesso è possibile una exeresi a finalità radicale di tumori inizialmente non operabili.

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Endocrinoterapia

Può essere chirurgica (ablativa) o medica (additiva).

L’endocrinoterapia profilattica chirurgica (ovaricectomia) è sostenuta da pochi chirurghi perché causa danni metabolici e psichici.

La terapia farmacologica si basa soprattutto sull’utilizzo di antagonisti degli estrogeni (es. Tamoxifene), anche se possono aumentare il rischio di Ca. endometriale.

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Terapie neoadiuvanti

Trovano indicazione in alcuni tumori localmente avanzati (es. mastite carcinomatosa) in cui è controindicata la mastectomia.

L’intento è quello di ottenere una parziale remissione del tumore (sottostadiazione).

Nei casi responsivi ed in assenza di metastasi a distanza, si può procedere a mastectomia radicale sec. Halsted (in precedenza non giustificata).

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Stadiazione

La conoscenza della classificazione secondo il TNM è indispensabile per la valutazione terapeutica e prognostica.

T1= tumore < 2 cm di diametro senza interessamento della cute e dei piani profondi (fascia del grande pettorale)

T2= tumore fra 2 e 5 cm di diametro e/o aderente alla cute, con capezzolo retratto, ma non aderente ai piani profondi

T3= tumore superiore ai 5 cm

T4= infiltrazione e ulcerazione cutanea e/o aderente ai piani profondi

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N0= linfonodi non palpabili

N1= linfonodi palpabili ma non aderenti

N2= linfonodi palpabili e aderenti

N3= linfonodi anche in altre sedi

M0= non presenza di metastasi viscerali

M1= presenza di metastasi viscerali

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Sopravvivenza a 10 anni

Stadio I (T1-2, N0, M0) 60%

Stadio II (T1-2, N1, M0) 40%

Stadio III (T3-4, N2-3, M0) 20%

Stadio IV (ogni T, ogni N, M1) 5%

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Cos’è il “Linfonodo Sentinella” ?

Il concetto di linfonodo sentinella si basa sull’assunto che lo stato istopatologico che il primo linfonodo posto sulla via di deflusso linfatico di una neoplasia rappresenti una indicazione della diffusione metastatica alle stazioni linfatiche di drenaggio.

Il linfonodo sentinella è quello anatomicamente più vicino alla neoplasia se la fisiologia del drenaggio linfatico contempla questo linfonodo come il primo a ricevere il drenaggio dal sito di iniezione del tracciante.

tumore

Linfonodo sentinella – primo livello

Linfonodo sentinella – secondo livello

vaso linfatico

Linfonodo sentinella – terzo livello

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La tecnica del “Linfonodo Sentinella”

E’ una metodica medico nucleare che serve per l’individuazione del primo sito linfonodale, singolo o multiplo, che “drena” la linfa proveniente dal tessuto neoplastico.

Le sue principali utilizzazioni sono, al momento, focalizzate alle lesioni cutanee maligne (Melanomi) ove la sua applicazione è ormai standardizzata in tutto il mondo e nella patologia neoplastica mammaria.

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