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“IL RISCHIO N.I.R. IN FISIOTERAPIA. DALLA CONOSCENZA ALLA PREVENZIONE” Sopralluoghi radioprotezionistici nelle Fisioterapie della AUSL/VT PowerPoint PPT Presentation


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“IL RISCHIO N.I.R. IN FISIOTERAPIA. DALLA CONOSCENZA ALLA PREVENZIONE” Sopralluoghi radioprotezionistici nelle Fisioterapie della AUSL/VT. Giorgio Demurtas Servizio delle Professioni Tecniche, Sanitarie, della Prevenzione, della Riabilitazione e dell’Assistenza Sociale - SPTSReAS

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Presentation Transcript


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“IL RISCHIO N.I.R. IN FISIOTERAPIA.DALLA CONOSCENZA ALLA PREVENZIONE”Sopralluoghi radioprotezionistici nelle Fisioterapie della AUSL/VT

Giorgio Demurtas

Servizio delle Professioni Tecniche, Sanitarie, della Prevenzione, della Riabilitazione e dell’Assistenza Sociale - SPTSReAS

Viterbo - ottobre 2010


Il rischio n i r in fisioterapia l.jpg

IL RISCHIO N.I.R. IN FISIOTERAPIA

  • La U.O. a valenza Dipartimentale di Fisica Sanitaria assieme al Servizio delle Professioni Tecnico Sanitarie, della Prevenzione, della Riabilitazione e dell’Assistenza Sociale – SPTSReAS - di intesa con l’ SPP aziendale ha svolto sopralluoghi in tutte le strutture di Fisioterapia, mirato ad una prima valutazione sistematica delle fonti di rischio costituite da sorgenti ottiche coerenti ed incoerenti (VIS, IR, UV) e dalle sorgenti di campo elettromagnetico.

  • Per completezza sono state prese in considerazione anche le sorgenti terapeutiche US, sebbene al momento non vi siano indicazioni al loro riguardo nel contesto del D. Lgs. 81/2008.


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LINEE GUIDA AZIENDALI


Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico p o acquapendente l.jpg

Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico P.O. Acquapendente

  • L’ unico apparecchio disponibile presso il P.O. di Acquapendente è quello per terapia ultrasonica ULT 1/S della Elettromed. Tale apparecchio è collocato nel vestibolo della stanza; una tenda opaca separa una zona più interna del medesimo locale, destinata invece a trattamenti di chinesiterapia.

  • Questa disposizione non costituisce alcun problema in sé. Si è tuttavia in attesa di un nuovo laser ad infrarossi che si intende collocare in torretta con l’ ULT 1/S perché non sono disponibili altre collocazioni.

  • Il personale è stato informato che in tal caso durante la laserterapia dovrà essere esclusa la presenza simultanea di altri pazienti nel vestibolo, essendo consentita solamente la presenza del personale strettamente necessario. Gli operatori ed il paziente dovranno indossare occhiali di protezione adeguati.

  • Il personale dichiara comunque che con il precedente laser, dismesso perché non funzionante, gli accorgimenti di cui sopra erano rigorosamente rispettati.

  • E’ stato anche chiesto alla nostra U.O. di vigilare sulla radioprotezione del paziente, con particolare riferimento alla costanza di erogazione delle sonde ultrasoniche, anche al fine di evitare trattamenti inadeguati o bruciature al paziente. Abbiamo risposto che nel nostro programma è già prevista una graduale espansione di attività a questo settore, previa acquisizione della strumentazione idonea.


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Sopralluogo presso Poliambulatorio Acquapendente (1)

  • La suddivisione dell’ ambiente di lavoro è abbastanza buona, sebbene perfettibile : si ha una ripartizione in box, separati mediante tramezzi di cartongesso o tende. L’ ambiente dedicato alla terapia strumentale è poi completamente separato da quello dedicato alla terapia manuale.

  • In un’ area separata da tende trova posto un laser ICL 15 sprovvisto di DPI. Sono ad esso contigui un irradiatore infrarosso Jelosil a 3 lampade ed un apparecchio TENS, pure schermati da tende opache. L’ irradiatore IR è sprovvisto di occhiali di protezione per il paziente, nonostante il loro uso sia richiamato da una nota scritta del fabbricante apposta sul retro dello chassis. La nota raccomanda inoltre una distanza minima applicatore-paziente di 50 cm.

  • In un box separato da pareti rigide è invece collocato un apparecchio per magnetoterapia con valore del campo sull’ asse non trascurabile (100 gauss). Il box della magnetoterapia è privo di cartellonistica per portatori di protesi metalliche o pacemakers.

  • Il box adiacente, delimitato da pareti rigide e tenda di ingresso, è occupato da due apparecchi per terapia ultrasonica ciascuno con un singolo manipolo. Uno di questi manipoli (il TV 1-3 collegato all’ Ultrasonic 1300) viene utilizzato anche in immersione, sebbene dall’ esame della documentazione tecnica risulti l’ assenza di una specifica dichiarazione del fabbricante circa la possibilità di utilizzazione in questa modalità.


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Sopralluogo presso Poliambulatorio Acquapendente (2)

Azioni correttive :

  • spostare il cartello antilaser dall’ interno dell’ area delimitata da tende dove è dislocato il laser ICL 15 all’ esterno, in modo che sia visibile da chi è posizionato davanti alla tenda chiusa;

  • non trattare mai simultaneamente pazienti con il laser, la lampada IR e la TENS ad essi vicinale, in modo da evitare che la radiazione infrarossa (sia quella termica delle lampade, sia quella coerente del laser) possa investire l’ altro paziente in diffusione;

  • richiedere n. 2 occhiali antilaser I 900-910 L4 con protezione laterale o equivalenti, gli occhiali attualmente disponibili non offrono protezione adeguata;

  • richiedere anche un paio di occhiali opachi per radiazione infrarossa che dovranno essere consegnati al paziente durante la applicazione con l’ irradiatore Jelosil. Esporre il paziente a radiazione IR-A senza occhiali è pericoloso.

  • Richiedere alla ditta Medical Italia srl se la sonda US TV 1-3 è utilizzabile in immersione, oltre che per applicazioni a secco. Dovrà essere richiesta dichiarazione scritta, su carta intestata della ditta, a firma di rappresentante titolato. In caso contrario, cessare l’ impiego della sonda in immersione perché si sarebbe a rischio di folgorazione del paziente.


Sopralluogo presso poliambulatorio di valentano 1 l.jpg

Sopralluogo presso Poliambulatorio di Valentano (1)

  • La suddivisione dell’ ambiente di lavoro è abbastanza buona, sebbene perfettibile : si ha una ripartizione in box, separati mediante tramezzi di cartongesso o tende.

  • Nella prima stanza trova posto un irradiatore ad infrarossi, in un punto che è di passaggio ma, tuttavia, delimitato mediante tende e barriere opache. Non sono disponibili DPI per il paziente.

  • Nella seconda stanza sono dislocati un apparecchio US, altri apparecchi elettromedicali qui non rilevanti, ed un laser terapeutico classe 3B. Lo spazio destinato alla terapia laser è delimitato da tende opache. L’ apparecchio è nuovo (2006) ed è a norma, ma è sprovvisto di DPI. Esiste un unico paio di occhiali a norma EN 166, dunque inadatti a filtrare luce laser.

  • In una diversa stanza, adibita a palestra, è dislocato un apparecchio per magnetoterapia. L’ apparecchio dista diversi metri dalla scrivania e dagli attrezzi di palestra.

  • L’ apparecchio laser LIS 1050 è presente, ma dismesso perché non funzionante.


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Sopralluogo presso Poliambulatorio di Valentano (2)

Azioni correttive :

  • richiedere alla U.O. E_Procurement n. 2 occhiali antilaser I 900-910 L4 con protezione laterale o equivalenti, uno da dare al paziente che si sottopone a terapia laser, l’ altro dovrà essere indossato dall’ operatore qualora questi, per ragioni di assistenza, dovesse rimanere accanto al paziente durante l’ applicazione; gli occhiali attualmente disponibili non offrono protezione adeguata; chiudere sempre le tende durante le applicazioni;

  • richiedere anche un paio di occhiali opachi per radiazione infrarossa (costano pochi euro e sono reperibili in molti negozi), che dovranno essere consegnati al paziente durante la applicazione con l’ irradiatore GMS. Esporre il paziente a radiazione IR-A senza occhiali è pericoloso.

  • Evitare la presenza di pazienti in palestra durante i trattamenti di magnetoterapia.


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Sopralluogo presso ADI di Montefiascone (1)

Gli unici apparecchi trovati, potenzialmente rilevanti ai fini di una valutazione del rischio sono :

  • Apparecchio portatile per magnetoterapia marca Biorem, modello Supera, n. inv. assente.

  • L’ apparecchio per magnetoterapia presenta, all’ esame della documentazione tecnica, una ampiezza massima del campo magnetico sull’ asse di 50 gauss. Il campo è inoltre estremamente localizzato essendo associato a dei nuclei. Da un esame complessivo dell’ apparecchio, non sembrano configurarsi situazioni di superamento dei limiti di esposizione previsti dalla normativa o comunque situazioni di rischio effettivo da esposizione a onde elettromagnetiche.

  • Apparecchio per laserterapia marca Fisioline, modello ICL 15;

  • L’ apparecchio laser è regolarmente cartellonato e classificato (3B), dotato di comando a chiave e pulsante a fungo di spegnimento di emergenza come da norme CEI. La documentazione tecnica è assente ma è plausibile, da un esame del manipolo, che l’ apparecchio emetta ad una lunghezza d’ onda di 910 nm.


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Sopralluogo presso ADI di Montefiascone (2)

Azioni correttive :

  • Per l’utilizzo dell’ apparecchio laser occorre che il responsabile ordini due occhiali di sigla I 900-910 L4 o equivalente, con protezione laterale. Lo scopo di queste due paia di occhiali è quello di proteggere l’ operatore ed il paziente dalla radiazione laser diffusa, durante l’ emissione.

  • L’ unico paio di occhiali fornito è a norma EN 166, EN 175S (protezione oculare generica) e non offre protezione alla radiazione diffusa.


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Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico del Centro di Salute di Montefiascone

La situazione del presidio è buona; gli apparecchi sono distanziati tra loro e separati da barriere opache (tende scorrevoli) che sebbene siano state installate a garanzia della privacy del paziente garantiscono anche una buona schermatura dalle radiazioni ottiche.

  • I due apparecchi per ultrasuoni non costituiscono alcun problema per la radioprotezione dell’ operatore. La magneto Elettromed MG4SL è posizionata in maniera adeguata. Le barriere ad esso prospicenti (mura e tende) non offrono protezione dal campo magnetico ma la distanza dalle altre postazioni è tale da garantire il rispetto dei limiti di esposizione.

  • Non ci sono procedure di controllo per filtrare i pazienti a rischio (portatori di pacemakers, di protesi, ecc…) ma questo è un problema da rinviare alla stesura di un protocollo aziendale prevista nei prossimi mesi.

  • Per quanto riguarda il laser ET2/BF, il problema maggiore è costituito dalla carenza di DPI e dal fatto che essi non sono a norma (sono validi per la EN 166 EN 175S, ma non per la protezione laser). Ce ne vogliono due : uno per l’ operatore, l’ altro per il paziente. Questo laser dovrebbe essere usato (è un 3B) in un ambiente delimitato, per cui è necessario che durante la terapia le tende attorno al paziente siano tutte chiuse.

  • La scarsa documentazione tecnica non fornisce la lunghezza d’ onda di lavoro, ma è plausibile, da un esame del manipolo (che non reca la prescritta cartellonistica) che si tratti di 910 nm. Ammesso questo, occorre che il responsabile ordini due occhiali di sigla I 900-910 L4 o equivalente, con protezione laterale.


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Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico del Centro di Salute di Bagnoregio

La suddivisione dell’ ambiente mediante tende a scorrimento che separano le varie apparecchiature e la distanza tra di esse sono tali che non vi sono problemi radioprotezionistici particolari.

  • Il laser MED Elettronica e la associata Magnetoterapia (hanno la stessa matricola) sono molto vecchi ed andrebbero sostituiti. In particolare il laser non è classificato, non è disponibile alcuna documentazione su di esso e, a quanto si riesce a capire, si tratta in realtà più di un fotostimolatore HeNe che di un apparecchio per laseterapia vero e proprio.

  • Mancano i DPI per questo apparecchio, ma dato che non si riesce a capire la intensità ed il tipo di emissione, è anche impossibile prescriverne qualcuno. Si raccomanda ad ogni modo di evitare la visione diretta del fascio e di procedere speditamente alla prevista sostituzione.

  • Per quanto riguarda la lampada infrarossa Unitherm 900 R della GMS, essa andrebbe usata in un ambiente chiuso non solamente dalla paratia già esistente, ma anche da una tendina opaca mobile. In questo modo si evita la diffusione di radiazione IR-A verso il resto della stanza.

  • Occorre richiedere anche un paio di occhiali opachi per radiazione infrarossa (costano pochi euro e sono reperibili in molti negozi), che dovranno essere consegnati al paziente durante la applicazione con l’irradiatore GMS. Esporre il paziente a radiazione IR-A senza occhiali è pericoloso.


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Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico P.O. Civitacastellana e ADI VT/5

Dal punto di vista radioprotezionistico (ma solo su quello) la attuale strutturazione dello ambulatorio di Fisioterapia è ottimale e rappresenta l’ ideale da realizzare in Azienda. Infatti si ha una suddivisione in box separati, con un apparecchio elettromedicale in ogni box. La delimitazione di ciascun box è tramite pareti fisse dell’altezza di circa 2,2 m – opache - e l’ ingresso è chiuso con tenda di stoffa pesante opaca.

  • Questa situazione, oltre a garantire la privacy del paziente, comporta un disaccoppiamento pressoché totale delle sorgenti ottiche perché la radiazione laser diffusa dal paziente non esce dal box. Le due magnetoterapie presenti, pur presentando un valore del campo sull’ asse delle bobine circolari lombari di 100 e 160 gauss rispettivamente, sono lontane dall’ area frequentata dal personale durante il loro funzionamento ed i limiti di esposizione sono quindi certamente rispettati.

  • Un problema di minore importanza si ha con i DPI. L’ ambulatorio fisioterapico dispone di un laser ASA mentre l’ ADI usa domiciliarmente un laser Fisioline. Questi apparecchi sono corredati con occhiali di protezione oculare generica conformi alla norma EN 166. Tale norma non è valida per la protezione dalla radiazione laser.

  • Al fine di prevenire effetti negativi a carico della vista degli operatori che usano abitualmente queste sorgenti, o a carico dei pazienti, suggeriremmo di dotarsi di occhiali idonei. Questi andrebbero indossati dal paziente, e dall’ operatore.

  • Vanno dunque richiesti per via economale n. 4 occhiali antilaser con sigla I 900-910 L5 o equivalente, provvisti di protezione laterale.


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Sopralluogo presso Fisioterapia Belcolle

  • Abbiamo riscontrato una piena conformità a quanto concordato in fase progettuale ed a quanto previsto dalla Linea Guida Aziendale recentemente approvata in merito.


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Sopralluogo presso ADI di Viterbo

Gli apparecchi potenzialmente rilevanti ai fini di una valutazione del

rischio sono:

  • Apparecchio portatile per magnetoterapia marca Biorem, modello Supera.

  • Apparecchio per laserterapia marca Fisioline, modello ICL 15.

  • L’ apparecchio per magnetoterapia presenta, all’ esame della documentazione tecnica, una ampiezza massima del campo magnetico sull’ asse di 50 gauss. Il campo è inoltre estremamente localizzato essendo associato a dei nuclei. Da un esame complessivo dell’apparecchio, non sembrano configurarsi situazioni di superamento dei limiti di esposizione previsti dalla normativa o comunque situazioni di rischio effettivo da esposizione a onde elettromagnetiche.

  • L’ apparecchio laser è regolarmente cartellonato e classificato (3B), dotato di comando a chiave e pulsante a fungo di spegnimento di emergenza come da norme CEI. La documentazione tecnica è assente ma è plausibile, da un esame del manipolo, che l’ apparecchio emetta ad una lunghezza d’ onda di 910 nm. Occorre che il responsabile ordini due occhiali di sigla I 900-910 L4 o equivalente, con protezione laterale.

  • L’ unico paio di occhiali fornito con l’ apparecchio è a norma EN 166, EN 175S (protezione oculare generica) e non offre protezione alla radiazione diffusa.


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Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico di Orte

Nello specifico di Orte, abbiamo :

  • Un laser LIS 1050, di classificazione ignota.

  • Un laser che è sicuramente IIIb, il SL 900 IR.

  • Una sorgente IR-UV a cielo aperto per terapia.

  • Nessuna di queste sorgenti è accompagnata da DPI. Tali DPI consistono in occhiali, che devono essere assolutamente resi disponibili per il paziente e, data la temporanea assenza di box, per l’ operatore. Per la doppia lampada IR-UV sono già stati comperati un paio di occhiali opachi per il paziente (che vanno benissimo). L’operatore può proteggersi tenendosi lontano dal paziente durante la terapia, cosa che del resto viene già fatta. Questo fino alla installazione di un box, che risolverà il problema in via definitiva.

  • I due laser lavorano praticamente alla stessa lunghezza d’onda ed hanno caratteristiche similari. Assumendo cautelativamente una potenza di 25 W, il paziente e l’ operatore possono proteggersi con degli occhiali . Ne devono essere comperati almeno quattro : due per i pazienti e due ad uso degli operatori.

  • Gli occhiali dovrebbero essere in vetro verde o policarbonato verde, con sigla I 900-910 L5 o equivalente. Consigliamo pertanto di farne richiesta presso la U.O. E-Procurement.


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Sopralluogo presso servizio integrato U.O.S. Fisioterapia P.O. Tarquinia + ADI Distretto VT2

  • La disposizione dei locali è, dal punto di vista radioprotezionistico è adeguata. L’attività strumentale è effettuata all’interno di box delimitati da pareti rigide e dalla parete in muratura del locale, con una tenda di ingresso opaca, pesante e senza spifferi. Gli apparecchi interessanti ai fini della presente rassegna sono due vecchie magnetoterapie portatili, prive di documentazione tecnica ed abbastanza obsolete, un laser Fisioline ed un apparecchio per terapia ultrasonica.


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Sopralluogo presso servizio integrato U.O.S. Fisioterapia P.O.Tarquinia + ADI Distretto VT2,

Sono state date le seguenti raccomandazioni al personale :

  • Usare sempre il laser all’ interno di un box senza finestre (la presenza di finestre espone a riflessioni)

  • fare indossare sempre al paziente gli opportuni occhiali antilaser, che devono essere indossati anche dall’ operatore se questo tiene il manipolo

  • non eseguire altre prestazioni strumentali nello stesso box del laser su altri pazienti, quando il laser è in emissione.

  • la cartellonistica laser non è affissa ma, dato l’ imminente trasferimento della struttura al IV piano, il problema va rivisto al momento della ricollocazione.

  • vanno invece urgentemente acquistati due paia di occhiali I 900-910 L4 (norma EN 207) con protezione laterale, un paio per l’ operatore ed un altro per il paziente.

  • per quanto riguarda la terapia ultrasonica, il manipolo è garantito per la immersione solamente se non viene immerso il cavo (!). Comunque, esso viene di fatto usato solamente a secco, sicché il problema della sicurezza elettrica non si pone.


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Sopralluogo presso fisioterapia del Poliambulatorio di Tuscania (1)

Apparecchio per laserterapia ASA

  • L’ apparecchio non è etichettato. Non si riesce a capire né la banda di frequenza nella quale l’ apparecchio opera, né la potenza emessa. Forse un apparecchio gemello installato a Civitacastellana.

  • Sulla base di questa supposizione, si può ritenere che gli occhiali di protezione idonei siano di sigla I 900-910 L4. Gli occhiali a disposizione (un unico paio) sono occhiali di protezione oculare generica EN 166 e non sono adeguati.

  • L’ apparecchio è installato su un carrello mobile, che ne facilita il trasporto. Si raccomanda di non eseguire la terapia laser in simultanea sullo stesso paziente con altre terapie (per esempio TENS). Durante la terapia, il laser dovrebbe essere trasportato nell’ angolo coperto dove è usualmente collocata, in modo che la radiazione infrarossa diffusa dal laser venga intercettata dalla barriera. L’ attuale barriera in tendine è inadeguata. Deve essere installata una paratia in cartongesso.

  • Il cartello antilaser apposto sulla porta di ingresso deve essere spostato sulla barriera in cartongesso, lato esterno.

  • Occorre acquistare due occhiali antilaser sigla I 900-910 L4 o equivalente con protezione laterale, uno per l’ operatore, l’ altro per il paziente. Anche con gli occhiali, deve essere comunque evitata la visione diretta del fascio.

    Apparecchio per ultrasuoni Biorem

  • Nessuna particolare avvertenza da seguire.


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Sopralluogo presso fisioterapia del Poliambulatorio di Tuscania (2)

Lampada ad infrarosso GSM

  • La lampada è sprovvista di DPI per il paziente. Tali DPI consistono semplicemente in un paio di occhiali opachi di plastica, del tipo comunemente usato per le abbronzature artificiali, reperibili per pochi euro in ogni negozio. Il paziente deve indossare questi occhiali durante la terapia. Esporre il paziente a radiazione IR-A senza occhiali di protezione è pericoloso.

  • La lampada è collocata nello stesso locale dove è posizionata la magnetoterapia. Non si devono operare in simultanea trattamenti di magnetoterapia e con lampada IR, per evitare la esposizione dell’ altro paziente alla radiazione IR diffusa.

    Magnetoterapia Elettromed

  • La collocazione dell’apparecchio è ottimale, allo spigolo del fabbricato su un cortile interno, per cui la esposizione del personale e della popolazione a campi magnetici è senz’altro trascurabile.

  • Manca tuttavia la segnaletica di avvisazione per i portatori di pacemakers (accesso interdetto) e di protesi metalliche (accesso consentito solo dopo opportuna anamnesi).


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Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico VT4

Sopralluogo del 16 ottobre 2008


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Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico VT4

Nel 2005, si decise di diminuire il rischio NIR ristrutturando l’ Ambulatorio d’ intesa con la Coordinatrice ed il Responsabile di Distretto. Nella relazione finale del 30 marzo 2005 si concludeva :

“Con questa ridisposizione, la cui attuazione è stata da noi verificata, vengono disattivati due laser causando un allungamento delle file di attesa per i trattamenti di laserterapia.

Al fine di garantire il ripristino dei livelli quantitativi di prestazione nella sicurezza, sembra assolutamente tassativo acquisire ulteriori spazi. Naturalmente la ridisposizione effettuata non risolve il problema della privacy dei trattamenti (derivato dalla simultanea presenza di più pazienti nello stesso locale) la cui analisi non compete allo scrivente ufficio.”


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Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico VT4

  • Nulla è stato fatto per acquisire nuovi spazi. Inoltre sono stati riattivati i due laser terapeutici ed è stato acquisito un ulteriore apparecchio per U.S. (modello “Donatello”). Essi sono stati collocati nell’ ambiente di magnetoterapia e fatti funzionare in contemporanea con le attività di MGT, con il risultato che i pazienti sottoposti a magnetoterapia sono in campo di radiazione laser diffusa.

  • L’ apparecchio laser è posizionato correttamente, ma opera a cielo aperto senza tenda di alcun tipo e fatto funzionare in simultanea con la TENS .

  • La situazione riscontrata nel sopralluogo attuale annulla i pochi vantaggi offerti dalla sistemazione realizzata nel 2005 . TALE SITUAZIONE E’ INACCETTABILE DAL PUNTO DI VISTA DELLA GESTIONE DELLE SORGENTI NIR. Pertanto, occorre considerare come inderogabile il trasferimento della struttura.

  • Come interventi immediati, è necessario ripristinare la situazione del 2005 rimuovendo dal servizio il “Donatello” ed il laser ICL 15 posto in magnetoterapia ed accettando il conseguente allungamento delle file di attesa. Il laser deve essere coperto con tenda opaca.

  • E’ poi assolutamente essenziale che gli operatori abbiano una maggiore percezione del rischio. I dispositivi di protezione oculare antilaser non vengono dati al paziente, né indossati dagli operatori nonostante le sorgenti siano scoperte. Degli occhiali disponibili e censiti nel 2005, tre erano rotti e non se ne era richiesta sostituzione. Questi DPI debbono essere usati, e la responsabile del loro corretto uso è, ai sensi della normativa vigente, il coordinatore.


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Sopralluogo presso ambulatorio fisioterapico VT4

Azioni correttive:

  • Un apparecchio per magnetoterapia è stato spostato nel locale antistante, zona ingresso, lato parete separatoria dal vicino ambulatorio.

  • Un laser per terapia è stato collocato sullo stesso lato, accanto all’ apparecchio di cui al punto 1). I due apparecchi vengono utilizzati in modo alternato, e sono separati dall’ ambiente circostante (che è zona libera) da una tenda spessa opaca, che garantisce l’ assorbimento della luce laser ed al contempo la privacy. La tenda è scorrevole su un separé. Considerando che l’ apparecchio per terapia più vicino è situato sul lato opposto della stanza, la attuale sistemazione non peggiora la esposizione EM rispetto alla sistemazione precedente.

  • Nel posto lasciato vuoto dalla magnetoterapia è stato posto un letto per trattamenti FKT, con accanto una ulteriore sorgente laser che però viene usata quando non vi sono altri trattamenti in corso nel locale.

  • E’ doveroso sottolineare che la risistemazione effettuata non risolve i problemi evidenziati, dovuti alla oggettiva esiguità degli spazi e pertanto non aggirabili con la semplice ridislocazione delle sorgenti.

  • La ridislocazione è accettabile in via provvisoria, ferma restando la necessità di una più autentica risoluzione dei problemi.


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Ambulatorio FKT VT/04 Vetralla


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1-Precisazioni

  • I laser della Classe III B devono essere posti in opera in aree ad accesso delimitato, il che significa che ogni laser dovrebbe essere dislocato in un locale proprio (CEI 76-2). La norma prescrive anzi un interblocco-porta a emissione in corso, sebbene questo non sia raccomandato per le applicazioni mediche (e noi infatti non lo raccomandiamo).

  • La radiazione IR-A è dotata di alta penetrazione nel globo oculare e può quindi provocare danni alla retina, oltre che al cristallino. Sebbene per la Classe III B la radiazione diffusa non sia considerata pericolosa –mentre è comunque obbligatorio evitare l’ esposizione al fascio diretto- la pericolosità intrinseca di questa regione spettrale fa sì che la norma prescriva : a) locali separati ad accesso controllato; b) assenza di superfici riflettenti nel suddetto locale; c) uso di occhiali protettivi adeguati per il paziente e, se esposto, per l’ operatore. Va tenuto presente che a 910 nm è praticamente impossibile limitare la diffusione dalle pareti, carrelli, etc.


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2-Precisazioni

  • Per la magnetoterapia, la letteratura non segnala problemi sanitari connessi a campi magnetici oscillanti o statici di intensità così piccola. Non dovrebbero esservi problemi associati alla esposizione cronica dei lavoratori. Tuttavia, a scopo puramente cautelativo, è opportuno limitare l’ esposizione ai più bassi livelli ottenibili (ALARA).

  • La magnetoterapia è invece rigorosamente esclusa per pazienti portatori di dispositivi elettromedicali quali pacemakers, pompe ad insulina, etc. Queste aree devono essere ad accesso controllato e limitato ai soli pazienti destinati a quel tipo di procedura. Ciò significa che devono esistere delle pareti, e che su queste pareti deve essere affissa cartellonistica di divieto alla entrata di queste persone.

  • Altri pazienti destinati alla magnetoterapia e che devono essere filtrati sono i portatori di protesi metalliche. Sebbene a valori di campo così bassi una dislocazione della protesi sia alquanto improbabile, il fatto che il campo sia oscillante pone potenzialmente un problema di riscaldamento.


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Conclusioni

  • Sono state riscontrate una serie di criticità che sono probabilmente comuni a tutti gli analoghi ambienti di lavoro nel contesto aziendale : assenza di box schermanti/isolanti per le sorgenti ottiche e le magnetoterapie, carenza o inesistenza della documentazione tecnica, carenza dei DPI, assenza o insufficienza della cartellonistica di sicurezza … assenza di modulistica di consenso informato. Queste tematiche di ordine generale, richiedono una risposta comune per tutti gli ambulatori fisioterapici.

  • Nelle more di un possibile riordino della Fisioterapia regionale e aziendale sarà utile fornire – in un’ unico documento - una serie di indicazioni e di linee di intervento comuni, anche allo scopo di evitare disomogeneità e scongiurare possibili incidenti;

  • Si è deciso invece di procedere con una certa urgenza alla acquisizione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) laddove questi sono inadeguati o carenti.

  • E’ anche urgente che laddove si stiano predisponendo nuovi locali o sedi si tenga presente la necessaria interazione con il SPTSReAS e con La Fisica Sanitaria allo scopo di eliminare i problemi in fase progettuale, come è stato fatto per Belcolle.


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Fine presentazione - Grazie


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