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Implicature

Implicature. Detto. I N T E N Z I O N A L I T A’. D e t t o. D e t t o n o n - d e t t o. Significato Implicato Non convenzionale. Significato Implicato Convenzionale. Significato convenzionale. Presupposizioni. Pragmatica delle Inferenze suggerite. Semantica delle

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Presentation Transcript


  1. Implicature

  2. Detto I N T E N Z I O N A L I T A’ D e t t o D e t t o n o n - d e t t o Significato Implicato Non convenzionale Significato Implicato Convenzionale Significato convenzionale Presupposizioni Pragmatica delle Inferenze suggerite Semantica delle Condizioni di verità

  3. Grice, Logic and Conversation, 1967(trad. it. in Gli Atti linguistici, a cura di M. Sbisà, Feltrinelli, 1978, pp. 199-219) • Il significato è un’intenzione complessa del parlante e comprende sia il dire che l’implicare • L’implicatura è sostanzialmente un significato (un’intenzione comunicativa) aggiuntivo rispetto a quanto viene detto esplicitamente, cioè rispetto alla componente verocondizionale dell’enunciato • Con le indagini sulle implicature, Grice va oltre il problema del significato come condizione di verità, fino a comprendere nella teoria del significato anche gli aspetti pragmatici.

  4. Cosa vuol dire comunicare? • La comunicazione è per Grice essenzialmente la produzione intenzionale e razionale da parte di un emittente di credenze e azioni in un destinatario (Cosenza 1997: 12)

  5. Logica della conversazione(Grice) Intenzione riflessiva Parlante A Ascoltatore B Comprensione: riconoscimento delle intenzioni di A

  6. Significato e intenzionalità • Significato del parlante (Snn): BY AX Con l’espressione x A intende indurre in B la credenza y attraverso il riconoscimento da parte di B della intenzione di A

  7. Significato naturale e non naturale • Significato naturale: prodotto non intenzionalmente • Es. rosso di sera…, orme, sintomi • Significato non naturale (convenzionale): prodotto intenzionalmente • Es. bandiera rossa sulla spiaggia, campanello di chiamata, discorso ecc.

  8. Significato dell’enunciato e significato del parlante • Distinzione tra ciò che l’enunciato dice e ciò che il parlante implica usando quel determinato enunciato in quel determinato contesto. • Il significato dell’enunciato è una questione semantica, e si ottiene combinando il significato degli elementi sulla base di regole sintattiche • Il significato del parlante è tutto ciò che il parlante potrebbe voler dire con il suo proferimento, ed è una questione pragmatica.

  9. Significato letterale e non letterale Significato letterale: convenzionale (piano semantico) Significato non letterale: non convenzionale, dipendente dal parlante e dalla situazione enunciativa (piano pragmatico) Analisi dell’implicito, del non-detto: come si può calcolare il significato del parlante e di ciò che si vuole intendere quando non coincide con il significato dell’enunciato e con ciò che si dice? Come si possono riconoscere le intenzioni del parlante in un quadro di razionalità?

  10. Principio di cooperazione • Conforma il tuo contributo conversazionale a quanto è richiesto, nel momento in cui avviene, dall’intento comune accettato o dalla direzione dello scambio verbale in cui sei impegnato. Presupposto: condivisione di uno scopo La conversazione è un’attività sociale regolata, basata sul principio di cooperazione e il possesso di uno scopo comune (Grice, Logica e conversazione. Saggi su intenzione, significato e comunicazione, il Mulino, 1993; ed. or. 1989)

  11. Massime conversazionali • Quantità Dai un contributo tanto informativo quanto è richiesto Non dare un contributo più informativo di quanto è richiesto • Qualità Tenta di dare un contributo che sia vero Non dire ciò che credi falso Non dire ciò di cui non hai prove adeguate • Relazione Sii pertinente • Modo Sii perspicuo: Evita l’oscurità di espressione Evita le ambiguità Sii breve Sii ordinato nell’esposizione

  12. Pragmatica e retorica • Nelle massime si ritrovano le nozioni proposte dalla retorica classica come requisiti di una comunicazione efficace: • la prima è l’equivalente del quantum opus est e del quantum satis est; • la seconda allude alla verosimiglianza della retorica classica; • la terza era stata sviluppata dalla retorica classica nelle casistiche relative alla narrazione e alla argomentazione: non divagare (anche se le digressioni sono parte delle strategie retoriche centrate sul mantenimento dell’attenzione) • relativamente alla quarta, gli accostamenti sono molti: la perspicuitas era considerata una delle virtù dell’eloquenza, così la brevitas (figura di pensiero); la dispositiosi occupa dell’ordine del discorso; sull’ambiguità gli antichi retori hanno molto discusso (Mortara Garavelli, Manuale di Retorica, il Mulino, 1994, pp. 69-70). Su pragmatica e retorica: F. Venier, Il potere del discorso, Retorica e pragmatica linguistica, Carocci, 2008

  13. Relazione e pertinenza • Sperber e Wilson considerano sufficiente la massima di Relazione, fondata sul principio di Pertinenza. • Tale principio sarebbe innato e verrebbe seguito automaticamente dalla mente, che tende a processare tutti gli stimoli che riceve per ricavarne il massimo di informazione con il minimo sforzo. • Critiche di Sbisà a questo appiattimento delle massime, che riduce le strategie argomentative a supporto degli impliciti. • La teoria di Sperber e Wilson è una teoria cognitiva della comprensione, una ipotesi sul funzionamento effettivo della mente • Quella di Grice è una ricostruzione razionale dei percorsi di comprensione, che si interroga sulla legittimità di certe attribuzioni di senso implicito e sui modi a disposizione del parlante per giustificarle.

  14. Punti di orientamento in una interazione cooperativa e razionale 1.Quantità: ci si aspetta un contributo alla interazione commisurato alla richiesta (né più né meno); 2. Qualità: ci si aspetta un contributo autentico, non falso, menzognero; 3. Relazione, connessa al grado di congruenza fra i contributi: ci si aspetta un contributo pertinente alla fase della interazione; 4. Modalità: ci si aspetta che il contributo sia esplicito, eviti ambiguità, confusioni.

  15. Possibili violazioni delle massime • Non esplicita (intenzione di ingannare) • Uscita esplicita dal raggio di azione della massima e del principio di cooperazione (es. “questo è tutto quello che posso dire”) • Conflitto tra il rispetto di una massima (ad es. della Quantità) e quello di un’altra (ad es. del Modo): tra richiesta di esaustività e criterio di economicità • Ostentazione della violazione: implicatura conversazionale, tipo di inferenza intenzionale, esterna al contenuto semantico dell’enunciato.

  16. “…l’ambizione fondamentale di Grice è quella di rendere conto in un’unica teoria complessiva e sistematica sia del modo in cui le intenzioni dei singoli individui entrano in gioco nella comunicazione, sia del modo in cui questa è determinata da convenzioni e pratiche regolari.” (Cosenza, Intenzioni, significato, comunicazione, 1997: 13)

  17. Implicature vs presupposizioni • Diversamente dalle presupposizioni, le implicature non hanno la natura di uno sfondo dato per scontato, ma aggiungono una informazione, che corregge o sostituisce quelle fornite esplicitamente dal testo. • Diversamente dalla presupposizione, l’implicatura non coincide mai con qualcosa che il testo, nello stesso segmento testuale che attiva l’implicatura, formula anche esplicitamente. • La presupposizione economizza, le implicature arricchiscono: completano, complicano, colorano, sfumano • Le presupposizioni ricattano tacitamente l’interlocutore, le implicature lo seducono, inducono il ricevente a recuperare il messaggio anziché imporglielo. (Sbisà 2007)

  18. Implicatura convenzionale Legata all’impiego di certe parole, dotate di più significati (es.: “e”, con valore di congiunzione e di avversativo: E proprio tu me lo dici? E sai che sforzo! Altre implicature convenzionali: cioè,infatti, quindi, ma Poveri ma belli Implicatura conversazionale Occasionale, legata al contesto di enunciazione Ha origine nei principi generali che regolano l’interazione comunicativa Minimalismo semantico

  19. Implicature convenzionali

  20. Si tratta di impliciti già cristallizzati nell’uso di certe espressioni, che non richiedono, per essere capiti, l’assunto che il parlante stia uniformandosi al principio di cooperazione. • Sono attivati da inferenze agganciate alla semantica, alla comprensione del significato. La presenza di alcune parti del discorso obbliga il destinatario a ricostruire la parte mancante della sequenza.

  21. Connettivi • Rapporti di equivalenza (coreferenza, sinonimia e parafrasi) e di esemplificazione • Rapporti di spiegazione (causale o motivazionale) e di conseguenza logica • Rapporti di obiezione e contrapposizione

  22. Rapporti di equivalenza ed esemplificazione Cioè, per esempio Insomma: Il primo dato […] emerge dalla “scala dei valori” del campione interrogato. Al primo posto trionfa la famiglia (83,1%). Seguono l’amore (81,9%), l’amicizia (76,1%), la libertà e la democrazia (62,5%). Il sesso si attesta soltanto al quinto posto (57,3%). Insomma questi ragazzi non sognano avventure ed esperienze spericolate, ma un focolare confortevole con tivù e stereo in salotto e angolo cottura.

  23. Rapporti di spiegazione • Ambiguità delle spiegazioni, che possono servire a fornire: • un sapere su cause e ragioni di uno stato o di un evento • Una motivazione o giustificazione di un proprio atto linguistico. • Le motivazioni e le giustificazioni possono essere basate su: • Preferenze psicologiche • Relazioni causali • Relazioni di conseguenza logica.

  24. Infatti: In questa fine millennio […] sembra cambiare anche il clima. Infatti, la chimica della troposfera si sta modificando > il fatto che il clima sembra cambiare è causato dal fatto che la chimica della troposfera si sta modificando. CdS 21.5.2011, p. 14 La cancellazione del contratto ha gettato nel panico la provatissima signora Sinclair, uscita giovedì dall’udienza in tribunale sorretta dalla figliastra Camille. La giornalista televisiva, moglie del politico francese, in questi giorni è stata infatti costretta a fare la spola tra tribunali, avvocati, immobiliaristi e banche.

  25. Pertanto, dunque segnalano rapporti di spiegazione, causale oppure logica È inglese, quindi è coraggioso Le leggi romane vietavano alla nobiltà di dedicarsi al commercio […] Questi mestieri dunque venivano esercitati da un’altra classe: i cavalieri.

  26. Rapporti di obiezione e di contrapposizione • Ma con funzione controargomentativa (Ducrot 1972): ciò che viene dopo il ma va in una direzione opposta a quella che ci si aspetta • Ma spinge a ricostruire uno scenario argomentativo in cui l’enunciato potrebbe funzionare come obiezione. • Analoghi a ma: però, tuttavia

  27. Es. (Antelmi): • La ragazza di Marco è bella ma intelligente • Giulio è ricco ma generoso Senza esplicitarlo il ma implica nel primo caso che le ragazze belle sono stupide, nel secondo che i ricchi sono avari • IL Giornale 8.5. 2011 p. 4, T: Ma sono gli industriali a dover fare di più p. 7, T: Ma così moriremo democristiani

  28. L’implicatura convenzionale può derivare da una implicatura conversazionale. • Esempio: l’uso avversativo della congiunzione e scaturisce dal fatto di utilizzarla al posto dell’avversativo ma oppure della semplice enunciazione in sequenza di due eventi. Se sottolineo con un elemento linguistico la concomitanza temporale è perché ho lo scopo di metterla in risalto. Vedi anche il caso di mentre (dal valore temporale al valore avversativo). • Sta piovendo e non ho l’ombrello • E le stelle stanno a guardare • E il pompiere levò le braccia verso il cielo (CdS 3.5.2011, T) • E Giuliano pensa allo sprint finale (RE, 17.5.2011, p. 9) • E ora nelle città brillano “le 5 stelle” (RE, 17.5.2011, p. 12)

  29. Implicatura generalizzata • Sono indipendenti dal contesto • Tra la quantificazione universale (tutti) e quella esistenziale (alcuni, certi) più informativa è la prima: Se è vero che Sono tutti bravi E’ vero anche che Alcuni sono bravi Tuttavia il ricorso al quantificatore esistenziale implica la negazione della prima Alcuni sono bravi Dunque: non tutti sono bravi Articolo indeterminativo “un” implica che ciò cui si riferisce l’articolo non è identificabile. L’implicatura è che il parlante che usa “un” non è in condizioni tali da poter essere specifico: mancata soddisfazione della prima massima della Quantità.

  30. Implicature conversazionali

  31. Inferenze prodotte dagli interlocutori a partire dal presupposto del rispetto del principio di cooperazione e delle massime conversazionali: quando le massime non vengono rispettate, gli ascoltatori ricercano un livello più profondo sulla cui base, con un procedimento inferenziale, poter calcolare il significato inteso dal parlante (significato occasionale). • Diversamente dalle implicature convenzionali, attivate da meccanismi semantici, le implicature conversazionali sono attivate da meccanismi pragmatico-retorici. • Secondo Venier (Il potere del discorso. Retorica e pragmatica linguistica, Carocci, 2008:40) la teoria dell’implicatura “potrebbe essere riletta come teoria del recupero delle parti non esplicite dell’entimema”.

  32. Implicature di prevenzione • Le implicature di prevenzione si attivano di fronte al fatto che il parlante ha detto qualcosa ma quanto detto è apparentemente in contrasto con il contesto del discorso, incoerente o contraddittorio (casi diffusi negli usi quotidiani). • Es. A. Dov’è Carlo? B. C’è una VW gialla davanti alla casa di Anna (Levinson 1985:114) La risposta di B è apparentemente incoerente (violazione della massima della relazione), ma segnala un intento cooperativo: rispondere pur non possedendo informazioni sufficienti. • Secondo Sbisà queste implicature sono più frequenti nei testi informativi.

  33. Implicature di riparazione • Le implicature di riparazione sono attivate quando il parlante “fa mostra di dire qualcosa”, ma lo fa attraverso una violazione ostentata della massima conversazionale -> es. Tropi • Secondo Sbisà queste implicature sono più frequenti nei testi letterari e poetici.

  34. Implicature e figure retoriche • La riflessione sul detto non-detto consente di spiegare anche la figuralità come ostentazione di un non dire, mette in luce cioè la funzionalità argomentativa delle figure • Tautologia, ironia, metafora, litote, eufemismo, e iperbole (tutte tropi, cioè trasferimenti di significato da un elemento a un altro) possono essere rilette in termini di implicatura. • Se non si può immaginare un grado zero del nostro dire, rispetto a cui la figuralità sarebbe una sorta di sovrastruttura, il funzionamento delle figure può essere però spiegato in base a una competenza strutturata secondo regolarità che definiscono e delimitano il campo operativo del parlante e l’orizzonte di attesa dell’ascoltatore, consentendo così di marcare lo scarto, che dipende sempre da testo e contesto.

  35. Implicature connesse alla massima di Quantità • 1. Rendi il tuo contributo tanto informativo quanto è richiesto • 2. Non rendere il tuo contributo più informativo di quanto è richiesto

  36. 1. Rendi il tuo contributo tanto informativo quanto è richiesto Di fronte a un enunciato che presenta un basso grado di informatività, ci si chiede se e a quali condizioni l’informazione fornita può essere considerata sufficiente, e altrimenti perché il parlante si è limitato a fornire informazioni in quella quantità.

  37. All’Onu si era rivolto sabato anche il capo del Fronte di salvezza islamico (Fis, illegale) algerino, Abassi Madani, che ha fatto sapere di essere pronto a lanciare “immediatamente” un appello perché si ponga fine alla violenza in Algeria. Punta l’attenzione su una fase dell’agire solo preparatoria: l’effettiva esecuzione non è inclusa e viene implicato che non ha ancora avuto luogo. Dal punto di vista dell’analisi semiotica si tratta di una notizia preparatoria

  38. […] in Francia […], antichi vulcani, attivi circa un milione di anni fa, hanno dato origine a una catena di rilievi tondeggianti, chiamati Pays[…] Non specificando se i vulcani attivi un milione di anni fa sono attivi tuttora, si comunica implicitamente che tali vulcani non sono più attivi. G. Ferrara, Il Giornale, 8.5.2011 Di Rosa Russo Jervolino so poco. So quanto basta Davide Boni, intervistato a Radio 24, 24.5.2011, h 8,20 D: Speranze di vittoria, ci sono? R: Guardi, noi abbiamo l’indicazione di portare la partita fino in fondo

  39. Tautologia La tautologia (“la guerra è guerra”) è totalmente non informativa, perciò è una evidente violazione della massima della Quantità. È dunque informativa a livello di ciò che si implica, e il fatto che l’ascoltatore identifichi il loro contenuto informativo a questo livello dipende dalla sua abilità di spiegare il fatto che il parlante abbia selezionato questa particolare tautologia. R. Zaccaria, U, 21.5.2011 Poi le elezioni sono andate come sono andate.

  40. Litote La litote è violazione sia della massima della Quantità che della massima della Qualità. Già Fontanier (Le figure del discorso, 1827-30) descriveva la litote come “l’arte di mostrare di attenuare, mediante l’espressione, un pensiero di cui si vuole conservare tutta la forza. Si dice meno di ciò che si pensa; ma si farà intendere più di quanto si dica”. La forza di cui parla Fontanier è l’eccedenza di senso, il plusvalore comunicativo, che caratterizza il livello retorico dell’enunciazione. (Mortara Garavelli, Manuale di retorica, il Mulino, p. 179). • L’esempio di Grice è “Sapendo che un tale ha spaccato tutti i mobili, dire di lui “Era un po’ brillo” In questo caso si può però parlare di eufemismo

  41. Belpietro, Libero, 21.5.2011 Il governo non attraversa uno dei suoi periodi migliori, come sempre accade ad un esecutivo a metà legislatura, quando è esaurita la luna di miele e gli elettori ancora non vedono gli effetti delle decisioni prese (Litote+presupposizioni). Paolo Rodari, Il Foglio, 21.5. 2011, p. 5 La notizia non è di poco conto (litote). La comunità cistercense, infatti, è una presenza storica a Roma (implicatura convenzionale) […] +Tematizzazione esplicita della violazione della massima della Quantità: […]C’è un dispaccio vaticano che parla di «problemi nella conduzione della comunità». Mentre diverse voci anonime riferiscono di rapporti di amicizia «non del tutto ortodossi» tra alcuni monaci. Che può significare tanto ma anche nulla

  42. Implicature associate alla negazione Casi in cui si può essere incerti se il riferimento corretto sia alla Quantità o alla Relazione: un enunciato negativo, per risultare pienamente cooperativo, deve giustificare la sua pertinenza oppure riscattare il suo scarso grado di informatività. Dal punto di vista di chi è in cerca di informazioni sul mondo, un enunciato negativo non dà la quantità di informazione desiderata, a meno che non lo si possa integrare con una opportuna implicatura di prevenzione che potrà prendere due direzioni: • Giustificare il fatto che l’informazione richiesta è proprio quella negativa (perché le circostanze richiedono di escludere una ipotesi piuttosto che di affermarne un’altra) • Suggerire una alternativa positiva allo stato di cose negato (che tipicamente consisterà nella affermazione dello stato di cose contrario)

  43. Interpretazione alla luce della massima della Relazione: l’enunciato negativo comunica implicitamente che l’ipotesi negata deve essere in qualche modo saliente e suggerisce anche perché (per esempio, perché qualcuno l’ha avanzata). Sette bambini e un impero come quello pilotato dal marito Steven Spielberg, che la rende partecipe di ogni decisione, non impediscono a Kate Capshaw, 46 anni, di avere una vita autonoma.

  44. 2. Non rendere il tuo contributo più informativo di quanto è richiesto. La quantità di informazione fornita non deve essere eccessiva rispetto agli scopi della comunicazione: • Sparta era governata da un’aristocrazia di guerrieri che sfruttavano il lavoro di popolazioni locali ridotte in servitù, gli iloti. - > L’aristocrazia di guerrieri che governava Sparta non era locale. • Il riferimento all’etnia nel caso di attori criminali può attivare l’implicatura che i cittadini provenienti da un certo paese siano tendenzialmente criminali

  45. Pleonasmo La massima della Quantità viene violata anche dal pleonasmo, ridondanza stilistica retoricamente marcata: distrae l’attenzione e complica il discorso con il rischio di renderlo equivoco (Se a me mi cambia l’editore, a me non me ne importa nulla: da un intervista televisiva a Montanelli, 26.4.88, cit. in Mortara Garavelli 1988:297) Spesso associato al DIL (La Gina non lo sapeva, lei, di dover andarsene). Analoga al pleonasmo è la perissologia: l’enunciazione sovrabbondante e superflua di informazioni già espresse o implicate dal senso di ciò che si sta dicendo, perifrasi che fa zavorra, ridondanza che disturba la comunicazione invece di favorirla. Come amplificazione stilisticamente e semanticamente giustificata, la perissologia si manifesta in figure della sinonimia e dell’accumulazione (Mortara Garavelli, 1988:121-2)

  46. Implicature secondo la Qualità • La massima della Qualità può essere violata in molti modi: • Se l’informazione impartita non ha lo status di attendibilità che deriva dall’avere giustificazioni (prove o ragioni adducibili a sostegno) • Se il contributo si presta a una interpretazione contraddittoria ed è impossibile costruire un quadro coerente della informazione fornita • Se c’è il sospetto che il parlante non eviti con sufficiente rigore di dire cose che ritiene false • La comprensione cooperativa legge cooperativamente le potenziali contraddizioni, in modo che non risultino tali.

  47. Delegare una enunciazione a un’altra fonte enunciativa implica una violazione della massima della Qualità. • Ad esempio nelle recensioni di un libro, di un film, di uno spettacolo: “Al pubblico è piaciuto” (implicatura: “non del tutto a me”): il distanziamento dalla responsabilità enunciativa implica che non condivido pienamente il giudizio. Interpretabile anche come enallage: sganciamento dell’origine deittica dalle coordinate personali e spazio-temporali. Ma la violazione può essere interpretata anche come indicativa di una scarsa autoconsiderazione dell’enunciatore, che non ritenendosi sufficientemente competente, delega il parere a un esperto, al pubblico ecc.

  48. La metafora • Si basa sullo sfruttamento della massima della qualità, in quanto comporta una falsità categoriale. Es. di Sbisà: […] l’asimmetria è presente anche nelle particelle elementari […] tanto che Chien Shiung Wu, fisico di notevole valore che lavora alla Columbia University, ha commentato che Dio dev’essere mancino. L’enunciato Dio dev’essere mancino viola la massima della Qualità e dunque va interpretato in modo metaforico. Scalfari su RE, 22.5.2011 […] la fascinazione mediatica del Cavaliere di Arcore è ormai diventata una logora liturgia che non riesce più a sedurre i fedeli ormai in libera uscita.

  49. Paolo Rodari, Il Foglio, 21.5.2011, p. 5 Di certo c’è un fatto: non era tutto oro quello che brillava attorno a Simone Fioraso. Paradosso: una metafora viene annunciata come fatto certo

  50. L’ironia • Grice colloca l’ironia tra le violazioni della massima della qualità • Si tratta anche di una forma di disconferma, di svalutazione della parola altrui • Va ricondotta al fenomeno della polifonia: presenza nello stesso enunciato di due voci, di cui una si oppone all’altra (Mizzau, L’ironia. La contraddizione consentita, Feltrinelli, 1984).

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