Implicature
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Implicature. Detto. I N T E N Z I O N A L I T A’. D e t t o. D e t t o n o n - d e t t o. Significato Implicato Non convenzionale. Significato Implicato Convenzionale. Significato convenzionale. Presupposizioni. Pragmatica delle Inferenze suggerite. Semantica delle

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Presentation Transcript


Implicature

Implicature


Detto

Detto

I N T E N Z I O N A L I T A’

D e t t o

D e t t o n o n - d e t t o

Significato

Implicato

Non convenzionale

Significato

Implicato

Convenzionale

Significato

convenzionale

Presupposizioni

Pragmatica delle

Inferenze suggerite

Semantica delle

Condizioni di verità


Implicature

Grice, Logic and Conversation, 1967(trad. it. in Gli Atti linguistici, a cura di M. Sbisà, Feltrinelli, 1978, pp. 199-219)

  • Il significato è un’intenzione complessa del parlante e comprende sia il dire che l’implicare

  • L’implicatura è sostanzialmente un significato (un’intenzione comunicativa) aggiuntivo rispetto a quanto viene detto esplicitamente, cioè rispetto alla componente verocondizionale dell’enunciato

  • Con le indagini sulle implicature, Grice va oltre il problema del significato come condizione di verità, fino a comprendere nella teoria del significato anche gli aspetti pragmatici.


Cosa vuol dire comunicare

Cosa vuol dire comunicare?

  • La comunicazione è per Grice essenzialmente la produzione intenzionale e razionale da parte di un emittente di credenze e azioni in un destinatario (Cosenza 1997: 12)


Logica della conversazione grice

Logica della conversazione(Grice)

Intenzione riflessiva

Parlante A

Ascoltatore B

Comprensione: riconoscimento delle intenzioni di A


Significato e intenzionalit

Significato e intenzionalità

  • Significato del parlante (Snn):

BY

AX

Con l’espressione x A intende indurre in B la credenza y attraverso

il riconoscimento da parte di B della intenzione di A


Significato naturale e non naturale

Significato naturale e non naturale

  • Significato naturale: prodotto non intenzionalmente

    • Es. rosso di sera…, orme, sintomi

  • Significato non naturale (convenzionale): prodotto intenzionalmente

    • Es. bandiera rossa sulla spiaggia, campanello di chiamata, discorso ecc.


Significato dell enunciato e significato del parlante

Significato dell’enunciato e significato del parlante

  • Distinzione tra ciò che l’enunciato dice e ciò che il parlante implica usando quel determinato enunciato in quel determinato contesto.

  • Il significato dell’enunciato è una questione semantica, e si ottiene combinando il significato degli elementi sulla base di regole sintattiche

  • Il significato del parlante è tutto ciò che il parlante potrebbe voler dire con il suo proferimento, ed è una questione pragmatica.


Significato letterale e non letterale

Significato letterale e non letterale

Significato letterale: convenzionale (piano semantico)

Significato non letterale: non convenzionale, dipendente dal parlante e dalla situazione enunciativa (piano pragmatico)

Analisi dell’implicito, del non-detto: come si può calcolare il significato del parlante e di ciò che si vuole intendere quando non coincide con il significato dell’enunciato e con ciò che si dice? Come si possono riconoscere le intenzioni del parlante in un quadro di razionalità?


Principio di cooperazione

Principio di cooperazione

  • Conforma il tuo contributo conversazionale a quanto è richiesto, nel momento in cui avviene, dall’intento comune accettato o dalla direzione dello scambio verbale in cui sei impegnato.

    Presupposto: condivisione di uno scopo

    La conversazione è un’attività sociale regolata, basata sul principio di cooperazione e il possesso di uno scopo comune

    (Grice, Logica e conversazione. Saggi su intenzione, significato e comunicazione, il Mulino, 1993; ed. or. 1989)


Massime conversazionali

Massime conversazionali

  • Quantità

    Dai un contributo tanto informativo quanto è richiesto

    Non dare un contributo più informativo di quanto è richiesto

  • Qualità

    Tenta di dare un contributo che sia vero

    Non dire ciò che credi falso

    Non dire ciò di cui non hai prove adeguate

  • Relazione

    Sii pertinente

  • Modo

    Sii perspicuo:

    Evita l’oscurità di espressione

    Evita le ambiguità

    Sii breve

    Sii ordinato nell’esposizione


Pragmatica e retorica

Pragmatica e retorica

  • Nelle massime si ritrovano le nozioni proposte dalla retorica classica come requisiti di una comunicazione efficace:

    • la prima è l’equivalente del quantum opus est e del quantum satis est;

    • la seconda allude alla verosimiglianza della retorica classica;

    • la terza era stata sviluppata dalla retorica classica nelle casistiche relative alla narrazione e alla argomentazione: non divagare (anche se le digressioni sono parte delle strategie retoriche centrate sul mantenimento dell’attenzione)

    • relativamente alla quarta, gli accostamenti sono molti: la perspicuitas era considerata una delle virtù dell’eloquenza, così la brevitas (figura di pensiero); la dispositiosi occupa dell’ordine del discorso; sull’ambiguità gli antichi retori hanno molto discusso (Mortara Garavelli, Manuale di Retorica, il Mulino, 1994, pp. 69-70).

      Su pragmatica e retorica: F. Venier, Il potere del discorso, Retorica e pragmatica linguistica, Carocci, 2008


Relazione e pertinenza

Relazione e pertinenza

  • Sperber e Wilson considerano sufficiente la massima di Relazione, fondata sul principio di Pertinenza.

  • Tale principio sarebbe innato e verrebbe seguito automaticamente dalla mente, che tende a processare tutti gli stimoli che riceve per ricavarne il massimo di informazione con il minimo sforzo.

  • Critiche di Sbisà a questo appiattimento delle massime, che riduce le strategie argomentative a supporto degli impliciti.

  • La teoria di Sperber e Wilson è una teoria cognitiva della comprensione, una ipotesi sul funzionamento effettivo della mente

  • Quella di Grice è una ricostruzione razionale dei percorsi di comprensione, che si interroga sulla legittimità di certe attribuzioni di senso implicito e sui modi a disposizione del parlante per giustificarle.


Punti di orientamento in una interazione cooperativa e razionale

Punti di orientamento in una interazione cooperativa e razionale

1.Quantità: ci si aspetta un contributo alla interazione commisurato alla richiesta (né più né meno);

2.Qualità: ci si aspetta un contributo autentico, non falso, menzognero;

3.Relazione, connessa al grado di congruenza fra i contributi: ci si aspetta un contributo pertinente alla fase della interazione;

4.Modalità: ci si aspetta che il contributo sia esplicito, eviti ambiguità, confusioni.


Possibili violazioni delle massime

Possibili violazioni delle massime

  • Non esplicita (intenzione di ingannare)

  • Uscita esplicita dal raggio di azione della massima e del principio di cooperazione (es. “questo è tutto quello che posso dire”)

  • Conflitto tra il rispetto di una massima (ad es. della Quantità) e quello di un’altra (ad es. del Modo): tra richiesta di esaustività e criterio di economicità

  • Ostentazione della violazione: implicatura conversazionale, tipo di inferenza intenzionale, esterna al contenuto semantico dell’enunciato.


Implicature

  • “…l’ambizione fondamentale di Grice è quella di rendere conto in un’unica teoria complessiva e sistematica sia del modo in cui le intenzioni dei singoli individui entrano in gioco nella comunicazione, sia del modo in cui questa è determinata da convenzioni e pratiche regolari.” (Cosenza, Intenzioni, significato, comunicazione, 1997: 13)


Implicature vs presupposizioni

Implicature vs presupposizioni

  • Diversamente dalle presupposizioni, le implicature non hanno la natura di uno sfondo dato per scontato, ma aggiungono una informazione, che corregge o sostituisce quelle fornite esplicitamente dal testo.

  • Diversamente dalla presupposizione, l’implicatura non coincide mai con qualcosa che il testo, nello stesso segmento testuale che attiva l’implicatura, formula anche esplicitamente.

  • La presupposizione economizza, le implicature arricchiscono: completano, complicano, colorano, sfumano

  • Le presupposizioni ricattano tacitamente l’interlocutore, le implicature lo seducono, inducono il ricevente a recuperare il messaggio anziché imporglielo. (Sbisà 2007)


Implicature

Implicatura convenzionale

Legata all’impiego di certe parole, dotate di più significati (es.: “e”, con valore di congiunzione e di avversativo:

E proprio tu me lo dici?

E sai che sforzo!

Altre implicature convenzionali: cioè,infatti, quindi, ma

Poveri ma belli

Implicatura conversazionale

Occasionale, legata al contesto di enunciazione

Ha origine nei principi generali che regolano l’interazione comunicativa

Minimalismo semantico


Implicature convenzionali

Implicature convenzionali


Implicature

  • Si tratta di impliciti già cristallizzati nell’uso di certe espressioni, che non richiedono, per essere capiti, l’assunto che il parlante stia uniformandosi al principio di cooperazione.

  • Sono attivati da inferenze agganciate alla semantica, alla comprensione del significato. La presenza di alcune parti del discorso obbliga il destinatario a ricostruire la parte mancante della sequenza.


Connettivi

Connettivi

  • Rapporti di equivalenza (coreferenza, sinonimia e parafrasi) e di esemplificazione

  • Rapporti di spiegazione (causale o motivazionale) e di conseguenza logica

  • Rapporti di obiezione e contrapposizione


Rapporti di equivalenza ed esemplificazione

Rapporti di equivalenza ed esemplificazione

Cioè, per esempio

Insomma:

Il primo dato […] emerge dalla “scala dei valori” del campione interrogato. Al primo posto trionfa la famiglia (83,1%). Seguono l’amore (81,9%), l’amicizia (76,1%), la libertà e la democrazia (62,5%). Il sesso si attesta soltanto al quinto posto (57,3%). Insomma questi ragazzi non sognano avventure ed esperienze spericolate, ma un focolare confortevole con tivù e stereo in salotto e angolo cottura.


Rapporti di spiegazione

Rapporti di spiegazione

  • Ambiguità delle spiegazioni, che possono servire a fornire:

    • un sapere su cause e ragioni di uno stato o di un evento

    • Una motivazione o giustificazione di un proprio atto linguistico.

  • Le motivazioni e le giustificazioni possono essere basate su:

    • Preferenze psicologiche

    • Relazioni causali

    • Relazioni di conseguenza logica.


Implicature

Infatti:

In questa fine millennio […] sembra cambiare anche il clima. Infatti, la chimica della troposfera si sta modificando

> il fatto che il clima sembra cambiare è causato dal fatto che la chimica della troposfera si sta modificando.

CdS 21.5.2011, p. 14

La cancellazione del contratto ha gettato nel panico la provatissima signora Sinclair, uscita giovedì dall’udienza in tribunale sorretta dalla figliastra Camille. La giornalista televisiva, moglie del politico francese, in questi giorni è stata infatti costretta a fare la spola tra tribunali, avvocati, immobiliaristi e banche.


Implicature

  • Pertanto, dunque segnalano rapporti di spiegazione, causale oppure logica

    È inglese, quindi è coraggioso

    Le leggi romane vietavano alla nobiltà di dedicarsi al commercio […] Questi mestieri dunque venivano esercitati da un’altra classe: i cavalieri.


Rapporti di obiezione e di contrapposizione

Rapporti di obiezione e di contrapposizione

  • Ma con funzione controargomentativa (Ducrot 1972): ciò che viene dopo il ma va in una direzione opposta a quella che ci si aspetta

  • Ma spinge a ricostruire uno scenario argomentativo in cui l’enunciato potrebbe funzionare come obiezione.

  • Analoghi a ma: però, tuttavia


Implicature

  • Es. (Antelmi):

    • La ragazza di Marco è bella ma intelligente

    • Giulio è ricco ma generoso

      Senza esplicitarlo il ma implica nel primo caso che le ragazze belle sono stupide, nel secondo che i ricchi sono avari

    • IL Giornale 8.5. 2011

      p. 4, T: Ma sono gli industriali a dover fare di più

      p. 7, T: Ma così moriremo democristiani


Implicature

  • L’implicatura convenzionale può derivare da una implicatura conversazionale.

  • Esempio: l’uso avversativo della congiunzione e scaturisce dal fatto di utilizzarla al posto dell’avversativo ma oppure della semplice enunciazione in sequenza di due eventi. Se sottolineo con un elemento linguistico la concomitanza temporale è perché ho lo scopo di metterla in risalto. Vedi anche il caso di mentre (dal valore temporale al valore avversativo).

    • Sta piovendo e non ho l’ombrello

    • E le stelle stanno a guardare

    • E il pompiere levò le braccia verso il cielo (CdS 3.5.2011, T)

    • E Giuliano pensa allo sprint finale (RE, 17.5.2011, p. 9)

    • E ora nelle città brillano “le 5 stelle” (RE, 17.5.2011, p. 12)


Implicatura generalizzata

Implicatura generalizzata

  • Sono indipendenti dal contesto

  • Tra la quantificazione universale (tutti) e quella esistenziale (alcuni, certi) più informativa è la prima:

    Se è vero che Sono tutti bravi

    E’ vero anche che Alcuni sono bravi

    Tuttavia il ricorso al quantificatore esistenziale implica la negazione della prima

    Alcuni sono bravi

    Dunque: non tutti sono bravi

    Articolo indeterminativo “un” implica che ciò cui si riferisce l’articolo non è identificabile. L’implicatura è che il parlante che usa “un” non è in condizioni tali da poter essere specifico: mancata soddisfazione della prima massima della Quantità.


Implicature conversazionali

Implicature conversazionali


Implicature

  • Inferenze prodotte dagli interlocutori a partire dal presupposto del rispetto del principio di cooperazione e delle massime conversazionali: quando le massime non vengono rispettate, gli ascoltatori ricercano un livello più profondo sulla cui base, con un procedimento inferenziale, poter calcolare il significato inteso dal parlante (significato occasionale).

  • Diversamente dalle implicature convenzionali, attivate da meccanismi semantici, le implicature conversazionali sono attivate da meccanismi pragmatico-retorici.

  • Secondo Venier (Il potere del discorso. Retorica e pragmatica linguistica, Carocci, 2008:40) la teoria dell’implicatura “potrebbe essere riletta come teoria del recupero delle parti non esplicite dell’entimema”.


Implicature di prevenzione

Implicature di prevenzione

  • Le implicature di prevenzione si attivano di fronte al fatto che il parlante ha detto qualcosa ma quanto detto è apparentemente in contrasto con il contesto del discorso, incoerente o contraddittorio (casi diffusi negli usi quotidiani).

    • Es.

      A. Dov’è Carlo?

      B. C’è una VW gialla davanti alla casa di Anna

      (Levinson 1985:114)

      La risposta di B è apparentemente incoerente (violazione della massima della relazione), ma segnala un intento cooperativo: rispondere pur non possedendo informazioni sufficienti.

  • Secondo Sbisà queste implicature sono più frequenti nei testi informativi.


  • Implicature di riparazione

    Implicature di riparazione

    • Le implicature di riparazione sono attivate quando il parlante “fa mostra di dire qualcosa”, ma lo fa attraverso una violazione ostentata della massima conversazionale

      -> es. Tropi

    • Secondo Sbisà queste implicature sono più frequenti nei testi letterari e poetici.


    Implicature e figure retoriche

    Implicature e figure retoriche

    • La riflessione sul detto non-detto consente di spiegare anche la figuralità come ostentazione di un non dire, mette in luce cioè la funzionalità argomentativa delle figure

    • Tautologia, ironia, metafora, litote, eufemismo, e iperbole (tutte tropi, cioè trasferimenti di significato da un elemento a un altro) possono essere rilette in termini di implicatura.

    • Se non si può immaginare un grado zero del nostro dire, rispetto a cui la figuralità sarebbe una sorta di sovrastruttura, il funzionamento delle figure può essere però spiegato in base a una competenza strutturata secondo regolarità che definiscono e delimitano il campo operativo del parlante e l’orizzonte di attesa dell’ascoltatore, consentendo così di marcare lo scarto, che dipende sempre da testo e contesto.


    Implicature connesse alla massima di quantit

    Implicature connesse alla massima di Quantità

    • 1. Rendi il tuo contributo tanto informativo quanto è richiesto

    • 2. Non rendere il tuo contributo più informativo di quanto è richiesto


    Implicature

    • 1. Rendi il tuo contributo tanto informativo quanto è richiesto

      Di fronte a un enunciato che presenta un basso grado di informatività, ci si chiede se e a quali condizioni l’informazione fornita può essere considerata sufficiente, e altrimenti perché il parlante si è limitato a fornire informazioni in quella quantità.


    Implicature

    • All’Onu si era rivolto sabato anche il capo del Fronte di salvezza islamico (Fis, illegale) algerino, Abassi Madani, che ha fatto sapere di essere pronto a lanciare “immediatamente” un appello perché si ponga fine alla violenza in Algeria.

      Punta l’attenzione su una fase dell’agire solo preparatoria: l’effettiva esecuzione non è inclusa e viene implicato che non ha ancora avuto luogo.

      Dal punto di vista dell’analisi semiotica si tratta di una notizia preparatoria


    Implicature

    […] in Francia […], antichi vulcani, attivi circa un milione di anni fa, hanno dato origine a una catena di rilievi tondeggianti, chiamati Pays[…]

    Non specificando se i vulcani attivi un milione di anni fa sono attivi tuttora, si comunica implicitamente che tali vulcani non sono più attivi.

    G. Ferrara, Il Giornale, 8.5.2011

    Di Rosa Russo Jervolino so poco. So quanto basta

    Davide Boni, intervistato a Radio 24, 24.5.2011, h 8,20

    D: Speranze di vittoria, ci sono?

    R: Guardi, noi abbiamo l’indicazione di portare la partita fino in fondo


    Tautologia

    Tautologia

    La tautologia (“la guerra è guerra”) è totalmente non informativa, perciò è una evidente violazione della massima della Quantità.

    È dunque informativa a livello di ciò che si implica, e il fatto che l’ascoltatore identifichi il loro contenuto informativo a questo livello dipende dalla sua abilità di spiegare il fatto che il parlante abbia selezionato questa particolare tautologia.

    R. Zaccaria, U, 21.5.2011

    Poi le elezioni sono andate come sono andate.


    Litote

    Litote

    La litote è violazione sia della massima della Quantità che della massima della Qualità. Già Fontanier (Le figure del discorso, 1827-30) descriveva la litote come “l’arte di mostrare di attenuare, mediante l’espressione, un pensiero di cui si vuole conservare tutta la forza. Si dice meno di ciò che si pensa; ma si farà intendere più di quanto si dica”. La forza di cui parla Fontanier è l’eccedenza di senso, il plusvalore comunicativo, che caratterizza il livello retorico dell’enunciazione. (Mortara Garavelli, Manuale di retorica, il Mulino, p. 179).

    • L’esempio di Grice è

      “Sapendo che un tale ha spaccato tutti i mobili, dire di lui “Era un po’ brillo”

      In questo caso si può però parlare di eufemismo


    Implicature

    Belpietro, Libero, 21.5.2011

    Il governo non attraversa uno dei suoi periodi migliori, come sempre accade ad un esecutivo a metà legislatura, quando è esaurita la luna di miele e gli elettori ancora non vedono gli effetti delle decisioni prese (Litote+presupposizioni).

    Paolo Rodari, Il Foglio, 21.5. 2011, p. 5

    La notizia non è di poco conto (litote). La comunità cistercense, infatti, è una presenza storica a Roma (implicatura convenzionale) […]

    +Tematizzazione esplicita della violazione della massima della Quantità:

    […]C’è un dispaccio vaticano che parla di «problemi nella conduzione della comunità». Mentre diverse voci anonime riferiscono di rapporti di amicizia «non del tutto ortodossi» tra alcuni monaci. Che può significare tanto ma anche nulla


    Implicature associate alla negazione

    Implicature associate alla negazione

    Casi in cui si può essere incerti se il riferimento corretto sia alla Quantità o alla Relazione: un enunciato negativo, per risultare pienamente cooperativo, deve giustificare la sua pertinenza oppure riscattare il suo scarso grado di informatività.

    Dal punto di vista di chi è in cerca di informazioni sul mondo, un enunciato negativo non dà la quantità di informazione desiderata, a meno che non lo si possa integrare con una opportuna implicatura di prevenzione che potrà prendere due direzioni:

    • Giustificare il fatto che l’informazione richiesta è proprio quella negativa (perché le circostanze richiedono di escludere una ipotesi piuttosto che di affermarne un’altra)

    • Suggerire una alternativa positiva allo stato di cose negato (che tipicamente consisterà nella affermazione dello stato di cose contrario)


    Implicature

    • Interpretazione alla luce della massima della Relazione: l’enunciato negativo comunica implicitamente che l’ipotesi negata deve essere in qualche modo saliente e suggerisce anche perché (per esempio, perché qualcuno l’ha avanzata).

      Sette bambini e un impero come quello pilotato dal marito Steven Spielberg, che la rende partecipe di ogni decisione, non impediscono a Kate Capshaw, 46 anni, di avere una vita autonoma.


    Implicature

    • 2. Non rendere il tuo contributo più informativo di quanto è richiesto. La quantità di informazione fornita non deve essere eccessiva rispetto agli scopi della comunicazione:

      • Sparta era governata da un’aristocrazia di guerrieri che sfruttavano il lavoro di popolazioni locali ridotte in servitù, gli iloti.

        - > L’aristocrazia di guerrieri che governava Sparta non era locale.

      • Il riferimento all’etnia nel caso di attori criminali può attivare l’implicatura che i cittadini provenienti da un certo paese siano tendenzialmente criminali


    Pleonasmo

    Pleonasmo

    La massima della Quantità viene violata anche dal pleonasmo, ridondanza stilistica retoricamente marcata: distrae l’attenzione e complica il discorso con il rischio di renderlo equivoco (Se a me mi cambia l’editore, a me non me ne importa nulla: da un intervista televisiva a Montanelli, 26.4.88, cit. in Mortara Garavelli 1988:297)

    Spesso associato al DIL (La Gina non lo sapeva, lei, di dover andarsene).

    Analoga al pleonasmo è la perissologia: l’enunciazione sovrabbondante e superflua di informazioni già espresse o implicate dal senso di ciò che si sta dicendo, perifrasi che fa zavorra, ridondanza che disturba la comunicazione invece di favorirla. Come amplificazione stilisticamente e semanticamente giustificata, la perissologia si manifesta in figure della sinonimia e dell’accumulazione (Mortara Garavelli, 1988:121-2)


    Implicature secondo la qualit

    Implicature secondo la Qualità

    • La massima della Qualità può essere violata in molti modi:

      • Se l’informazione impartita non ha lo status di attendibilità che deriva dall’avere giustificazioni (prove o ragioni adducibili a sostegno)

      • Se il contributo si presta a una interpretazione contraddittoria ed è impossibile costruire un quadro coerente della informazione fornita

      • Se c’è il sospetto che il parlante non eviti con sufficiente rigore di dire cose che ritiene false

    • La comprensione cooperativa legge cooperativamente le potenziali contraddizioni, in modo che non risultino tali.


    Implicature

    • Delegare una enunciazione a un’altra fonte enunciativa implica una violazione della massima della Qualità.

    • Ad esempio nelle recensioni di un libro, di un film, di uno spettacolo: “Al pubblico è piaciuto” (implicatura: “non del tutto a me”): il distanziamento dalla responsabilità enunciativa implica che non condivido pienamente il giudizio.

      Interpretabile anche come enallage: sganciamento dell’origine deittica dalle coordinate personali e spazio-temporali.

      Ma la violazione può essere interpretata anche come indicativa di una scarsa autoconsiderazione dell’enunciatore, che non ritenendosi sufficientemente competente, delega il parere a un esperto, al pubblico ecc.


    La metafora

    La metafora

    • Si basa sullo sfruttamento della massima della qualità, in quanto comporta una falsità categoriale.

      Es. di Sbisà:

      […] l’asimmetria è presente anche nelle particelle elementari […] tanto che Chien Shiung Wu, fisico di notevole valore che lavora alla Columbia University, ha commentato che Dio dev’essere mancino.

      L’enunciato Dio dev’essere mancino viola la massima della Qualità e dunque va interpretato in modo metaforico.

      Scalfari su RE, 22.5.2011

      […] la fascinazione mediatica del Cavaliere di Arcore è ormai diventata una logora liturgia che non riesce più a sedurre i fedeli ormai in libera uscita.


    Implicature

    • Paolo Rodari, Il Foglio, 21.5.2011, p. 5

      Di certo c’è un fatto: non era tutto oro quello che brillava attorno a Simone Fioraso.

      Paradosso: una metafora viene annunciata come fatto certo


    L ironia

    L’ironia

    • Grice colloca l’ironia tra le violazioni della massima della qualità

    • Si tratta anche di una forma di disconferma, di svalutazione della parola altrui

    • Va ricondotta al fenomeno della polifonia: presenza nello stesso enunciato di due voci, di cui una si oppone all’altra (Mizzau, L’ironia. La contraddizione consentita, Feltrinelli, 1984).


    Implicature

    Il Foglio, 3.5.2011, Andrea’s Version

    Avranno anche restituito un po’ di orgoglio all’America, ridato ossigeno all’amor proprio, sollevato entusiasmi, avranno pure messo la parola fine a quello che dopo l’11 settembre sembrava un incubo inafferabile. Avranno forse dimostrato che le barbe finte della Cia sanno ancora combinare qualcosa e saranno riusciti, probabilmente, a convincere i più scettici che doveva pur esistere qualche motivo, se nemmeno Obama aveva accettato di chiudere Guantanamo. Potrà avere talune ragioni anche Hillary Clinton, a dire che Bin Laden era altresì un mortale nemico dell’Islam, e a sostenere che la storia dovrà ricordarsi di come il principale tra i terroristi sia stato tolto dalla scena “mentre nel mondo arabo avanzavano le richieste di libertà e di democrazia”. Sarà tutto vero, tutto giusto, tutto soddisfacente e sarà quindi inevitabile che, da sinistra a destra, tutti, ma proprio tutti, applaudano. Noi vorremmo semplicemente far notare, dopo l’animata discussione cui abbiamo assistito, che quei crumiri dei Navy Seal hanno lavorato il 1° maggio.


    Implicature

    • S. Rodotà, RE, 27.4.2011

      Sia lode al presidente del Consiglio. Con la disinvoltura che lo contraddistingue ha svelato le vere carte del governo sul nucleare, carte peraltro niente affatto coperte.


    Implicature

    • N. Porro, Il Fatto, 21.5.2011

      Bertelli solo pochi mesi fa consegnava ad Aldo Cazzullo, sul Corriere della sera, alcune considerazioni che riportiamo: «L’impresa deve insegnare a collaboratori e dipendenti l’appartenenza, a essere compartecipi di un processo che porta risultati, che mantiene famiglie, cha manda bambini a scuola, che trasmette l’orgoglio di far parte di un Paese. La politica deve ricreare le condizioni dell’appartenenza, che sono fondamentali per chiunque: l’identità italiana, il rischio d’impresa, lo sviluppo, la ricerca». Belle parole, non c’è che dire. Magari, sapendo che si stava preparando a vendere un quinto della propria azienda ai cinesi, per spuntare legittime condizioni e prezzi migliori, la pappina sull’«orgoglio del paese», l’«identità italiana» poteva risparmiarcela.


    Implicature secondo la relazione

    Implicature secondo la Relazione

    • Grande influenza della massima di Relazione nelle implicature conversazionali --> teoria della Pertinenza

    • La Pertinenza non riguarda l’oggetto del discorso o la focalizzazione dell’attenzione sulle sue proprietà, ma l’enunciato, che deve risultare un contributo conversazionale pertinente rispetto al discorso o alla situazione comunicativa.


    Implicature

    • Relazioni fra enunciati

      Assumere che la massima di Relazione sia rispettata comporta assumere che un enunciato sia la prosecuzione pertinente di ciò che lo precede e cercare di ricostruirla


    Implicature

    • Accostamenti tematici

      Esempio:

      I Franchi […] nutrivano per di più grandi ideali e dividevano il mondo tra cristiani e infedeli (pagani e musulmani)

      Nella scrittura giornalistica spesso gli accostamenti tematici da elaborare mediante l’assunto della pertinenza servono a comunicare implicitamente il messaggio centrale di un articolo.

      (vedi anche l’analisi semiotica delle isotopie e delle tematizzazioni nella impaginazione dei giornali)


    Implicature

    • Coreferenze

      Gli accostamenti tra enunciati, sintagmi e parole vengono assunti come rispettosi della pertinenza, che così contribuisce alla coesione testuale

      La coesione è dunque una questione di Relazione, mentre la coerenza è una questione di Qualità

      Mentre la coerenza è data dall’assenza di contraddizione, la coesione riguarda la superficie del discorso, l’effetto di uniformità, la ricorrenza di forme ed elementi lessicali (vedi il problema della ripetizione e degli incapsulatori anaforici).

      Stabilire tra parti del testo connessioni che garantiscono la coesione del testo comporta spesso accettare assunti integrativi del senso del testo


    Implicature

    • Variatio ed economia informativa

      Esempio:

      Sette bambini e un impero come quello pilotato dal marito […] non impediscono a Kate Capshaw […] di avere una vita autonoma. La bionda nata nel Texas e cresciuta nel Missouri dice che non ha mai chiesto al marito di essere scritturata per uno dei suoi film […] La signora più potente di Hollywood […] sta tifando […] per l’affermazione agli Oscar di “An American Beauty”.


    Implicature

    • Incapsulatori anaforici (o nomi riassunto)

      Sintagmi nominali definiti o dimostrativi che hanno come antecedenti intere parti di testo. L’incapsulazione è dunque un meccanismo coesivo (Wanda D’Addio Colosimo).

      La connessione tra gli incapsulatori e le parti di testo antecedenti richiede un assunto di pertinenza e attiva implicature di prevenzione secondo la Relazione

      A volte quanto viene ripreso non è testualizzato ma è implicito nel testo.

      Congiungono dunque un aspetto presupposizionale (presupposizioni di esistenza) con l’attivazione di una implicatura di Relazione.

      Contribuiscono a categorizzare o classificare il materiale testuale che riprendono, in modi che al momento della prima formulazione non erano ovvi.


    Implicature

    • Possono svolgere azione anaforica incapsulante:

      • Nomi generali: questa cosa, questo fatto, la situazione, la questione

      • Deverbali: il progetto, questo invito, l’innovazione, la chiusura

      • Nomi astratti assiologicamente neutri: questa fenomenologia, tale atteggiamento, tale prospettiva

      • Sintagmi più valutativi: questo declino, questo risultato

      • Sintagmi ancora più valutativi: questo increscioso episodio, tale condotta criminosa, questa delicata congiuntura, lo scandalo, questo ricatto, la tragedia (Caffi, Pragmatica, 2009, p. 106)

    • Queste espressioni hanno in comune la presupposizione esistenziale del sintagma nominale definito. Nel caso di riprese con nomi generali (fatto, cosa, questione, faccenda, circostanza ecc.) si ha una riduzione della quantità di informazione; nel caso degli altri nominali si ha invece un incremento di informazione.


    Qualche esempio

    Qualche esempio

    • 1) Da una parte i gestori dei locali, che chiedono l’isola pedonale estiva già dal 15 febbraio. Dall’altra i comitati residenti, contrari ai progetti di chiusura definitiva, che preparano azioni legali nei confronti del Palazzo Marino. La contesa fra negozianti e abitanti sui Navigli non è mai stata così aspra (RE, 30.1.2009)

    • 2) Gerusalemme – Torna il terrore in Israele. Un’autobomba ha ferito dieci persone a Mea Shearim, il quartiere ultraortodosso della città santa.

      L’attentato è considerato il primo avvertimento al neo premier Ariel Sharon da parte degli estremisti palestinesi. Poco dopo l’esplosione, una telefonata ha rivendicato l’agguato a un’organizzazione finora sconosciuta, “Martiri di Shabra e Chatila” (RE, 9.2.2001)


    Implicature

    • 3) E’ rimasta due ore incastrata tra le lamiere della sua Mercedes e, alla fine, è stata estratta dai vigili del fuoco. Silvia Soffiantini, una donna di 44 anni abitante a Chignolo Po, ha riportato la frattura del bacino e i medici del Pronto soccorso dell’ospedale San Matteo l’hanno giudicata guaribile in due mesi. Era alla guida della sua Mercedes che, all’incrocio della strada che porta a Monticelli Pavese, si è schiantata contro un camion. Il drammatico incidente stradale avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi (“la Provincia pavese, 11.2.2009)


    Implicature

    • 4) Fa chiaro presto a Tokio, ma verso le cinque di mattina, oltre ai corvi che si cibano delle prelibatezze abbandonate agli angoli dei ristoranti, gli unici ad abitare la città sono gli uomini in coda ordinata, che aspettano la razione giornaliera di riso e proteine. Accade nella stazione di Shinjuku o a Sanya, a nordest di Tokio, o ancora a Osaka e a Nagoya, dove cresce quotidianamente il numero di persone senza lavoro e senza casa.

      Il Giappone è in piena recessione e i dati parlano chiaro: il Pil dell’ultimo trimestre 2008 ha perso il 12,7% rispetto all’anno precedente, Toyota e Nissan licenziano rispettivamente 40 mila e 20 mila dipendenti, persino Sony e altri colossi della moderna tecnologia tagliano personale.

      Davanti a questo disastro, il ministero del Lavoro ha annunciato che concederà per un anno un vero prestito a fondo perduto (RE, il Venerdì, 27.2.2009).


    Implicature

    • 5) l’altro giorno l’elezione di Dario Franceschini a nuovo segretario del Pd è stata una decisione sensata e forse l’unica possibile. Ma il salvataggio viene rinviato a elezioni primarie che dovrebbero spazzar via la vecchia nomenklatura e miracolosamente scoprire nuovi leader. Le primarie sono state una fissazione di Prodi; e sinora si sono rivelate un enorme dispendio di energie senza frutto, che non hanno fondato o rifondato un bel nulla. Per carità, riproviamoci ancora. Ma non illudiamoci che si scoprano ignoti né quello che non c’è. A oggi ogni capo partito ha allevato i suoi e cioè potenziato la sua fazione, la sua corrente, promuovendo gli obbedienti (anche se deficienti) e cacciando gli indipendenti (anche se intelligenti). Pertanto la crisi di leadership della sinistra è una realtà dietro la quale non è detto che si nascondano geni incompresi, geni repressi.

      Il guaio risale al fatto che per una trentina d’anni abbiamo avuto la più grande sinistra d’Occidente, che era però egemonizzata dal Pci e forgiata dallo stalinismo di Palmiro Togliatti (CdS, 25.2.2009)


    Implicature

    • 6) Questa non è Tangentopoli, nel senso che la politica c’entra poco e niente. Un tempo, il grosso dei soldi illeciti andava ai partiti, restandone solo una parte attaccata alle mani di profittatori e mascalzoni. Qui succede l’esatto contrario: solo qualche spicciolo arriva alla propaganda politica, il resto si nasconde nelle tasche private. Un tempo erano i vertici dei partiti a governare il sistema, che tutti coinvolgeva, ora sono le seconde e le terze file a far quello che lor pare. Per ottenere questa mutazione genetica sono stati necessari due passaggi[…] (D. Giacalone su “Libero”, 15.5.2010)


    Implicature

    • 7) Per certe persone la lingua, ricondotta al suo principio essenziale, è una nomenclatura, vale a dire una lista di termini corrispondenti ad altrettante cose […]. Questa concezione è criticabile per molti aspetti. Essa suppone delle idee già fatte preesistenti alle parole […]; infine lascia supporre che il legame che unisce un nome a una cosa sia un’operazione del tutto semplice, ciò che è assai lontano dall’esser vero. Tuttavia, questa visione semplicistica può avvicinarsi alla verità, mostrandoci che l’unità linguistica è una cosa doppia, fatta del raccostamento di due termini (Saussure, CLG, p. 83)

      -> atto di valutazione protetto (Caffi, 2009: 111)


    Implicature

    • Gli incapsulatori anaforici mettono bene in luce il legame tra testualità e pragmatica, evidenziando il ruolo che la ricostruzione di impliciti svolge nella interpretazione di un testo.

    • Vi è una correlazione significativa fra “chiarezza” di un testo e quantità di nessi inferenziali richiesti per interpretarlo recuperando l’antecedente di un incapsulatore


    Implicature secondo il modo

    Implicature secondo il Modo

    • Attivate da testi che appaiono poco comprensibili perché prolissi, complicati, disordinati, oscuri, verbosi, ambigui.

      L’ambiguità è una violazione della massima “sii perspicuo”

      Implicature:

    • assumiamo che il testo sia stato prodotto in tale forma per essere capito in una certa maniera e quindi che, nonostante le apparenze, il modo di comunicazione sia adeguato a ciò che si voleva comunicare.

    • ammettiamo che l’oscurità del testo sia reale e lo renda davvero inadeguato ma che sia in qualche modo giustificato e dunque gli conferisca un sovrappiù di senso (ambiguità deliberata e oscurità voluta).


    Violazione della concisione

    Violazione della concisione

    Esempio in una recensione musicale

    a) X ha cantato “Nessun dorma”

    b) X ha emesso una sequenza di suoni corrispondenti all’aria “Nessun dorma”

    L’espressione b) viola il criterio della brevità e attiva l’implicatura che il cantante sia stato pessimo (forma di eufemismo).


    Implicature

    • Rientra in quest’ambito l’implicatura che riguarda l’ordine di esposizione (dispositio) in quanto parallelo all’ordine di svolgimento dei fatti esposti

      Verso la fine del Quattrocento l’intolleranza verso le comunità ebraiche era diventata insopportabile e il “Grande inquisitore”, Torquemada, convinse facilmente la regina Isabella che la loro fede e le loro abitudini stavano pericolosamente portando i cattolici verso l’eresia. Gli ebrei costretti a partire furono 150.000.


    Implicature

    • Usi enfatici

      Chi sceglie veramente è colui che ha di fronte due alternative possibili: per esempio assumere droghe o no.

      È anche un esempio di dissociazione (l’implicatura attiva una distinzione tra due significati di sciegliere: “sciegliere in modo apparente” e “scegliere in modo effettivo”). Ciò giustifica l’uso dell’avverbio, che altrimenti sarebbe una presenza verbosa.


    Impliciti e contesto

    Impliciti e contesto

    • Contesto cognitivo: insieme delle credenze e delle conoscenze attive nel parlante in relazione alla produzione dell’enunciato (common ground, sfondo comune agli interlocutori)

    • Contesto situazionale: situazione in cui l’enunciato viene prodotto. Di difficile delimitazione, costituisce comunque un fattore oggettivo della comunicazione, giacché contiene le circostanze a cui gli interlocutori devono adattarsi perché l’attività che stanno svolgendo possa andare a buon fine. Svolge un ruolo normativo: la situazione ideale è quella in cui il contesto cognitivo o common ground della conversazione giunge a contenere gli stessi enunciati oggettivamente selezionati dal contesto situazionale.

    • Contesto oggettivo: insieme di enunciati che vengono oggettivamente selezionati dal contesto situazionale come asseribili per le finalità dello scambio in corso. È l’attività in corso a selezionare ciò che nella situazione è pertinente al proprio successo.


    Implicature

    • La comunicazione non consiste nel processo lineare di codifica e decodifica, ma nella presenza e accessibilità all’interno dello spazio intersoggettivo di un insieme di enunciati, la cui disponibilità consente di approssimare i contesti cognitivi dei partecipanti ai contesti oggettivi. Gli impliciti consentono di mettere a disposizione questo insieme.

    • La cultura dell’implicito non è una dietrologia, non cerca cause nascoste, ma senso intersoggettivamente riconoscibile; aumenta il nostro dominio sulla comunicazione verbale e rende possibile il distacco critico dagli impliciti, che altrimenti assorbiamo in modo subliminale. Perciò è anche uno strumento di difesa dagli usi manipolatori degli impliciti nell’ambito delle comunicazioni di massa.


    Implicature

    • Il grado di libertà del lettore è collegato al grado di implicito del testo che lo sollecita ad andare oltre la superficie, a lavorare sul non detto, ad accettare il rapporto di complicità-sfida che si instaura con l’autore (Mizzau, Storie come vere, Feltrinelli 1998:12)


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