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Nozioni introduttive all’Uso di Stateflow

Meccatronica 2008 – Carlo Alberto Avizzano. Nozioni introduttive all’Uso di Stateflow. Motivazioni. Osservazioni. Definizione del problema. Stateflow. Ambiente di sviluppo. Schema semplice. Elements di un diagramma. Gli stati. Gerarchie di stati.

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Nozioni introduttive all’Uso di Stateflow

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Presentation Transcript


  1. Meccatronica 2008 – Carlo Alberto Avizzano Nozioniintroduttiveall’UsodiStateflow

  2. Motivazioni

  3. Osservazioni

  4. Definizione del problema

  5. Stateflow

  6. Ambientedisviluppo

  7. Schema semplice

  8. Elements di un diagramma

  9. Glistati

  10. Gerarchiedistati

  11. Esempiodiintegrazione:Uno stabilizzatoreditemperatura per ambienti

  12. Implementazione

  13. Le transizioni

  14. La transizionedi Default • Le transizioni di default rimuovono ambiguita` di esecuzione; • In una macchina a stati la transizione di default illustra quale stato sara’ il primo ad essere eseguito; • Quando posta in uno stato composto una transizione di default indica il sottostato di partenza (se le transizioni arrivano allo stato superiore)

  15. Le transizionisugerarchie

  16. Le giunzionistoriche • Le giunzioni storiche offrono un meccanismo per ricordare quale stato era attivo nel momento di disattivazione di un macrostato e di reimpostarlo in caso di riattivazione • In un certo senso esse offrono un meccanismo per “sospendere” le attivita` di valutazione di un macrostato e riprendere alla riattivazione come avviene nel multitasking di processi

  17. Disambiguamento

  18. Le Giunzioni

  19. Decomposizione • Il parallelismo tra piu’ operazioni puo’ essere ottenuto ricorrendo alle operazioni di decomposizione (tasto destro del mouse in un determinato livello gerarchico) • Quando due stati procedono in parallelo sono rappresentati da un contorno tratteggiato. • Anche se paralleli le variabili sono condivise tra tutti gli stati della macchina.

  20. Variabili e I/O

  21. Variabili e I/O • La variabile t e’ predefinita ed indica il tempo di simulazione • Le variabili interne e di IO possono essere scalari e vettori

  22. Explorer • Eventi e variabili possono essere definiti all’interno dell’explorer (CTRL+R, ALT+T+E) • Gli eventi possono essere sia espliciti (chiamati dalle azioni) oppure impliciti: entra(stato), Cambio(stato), uscita(stato), oppure ancora esterni (come segnali associati ad inputs)

  23. Gestione del parallelismo

  24. Esempidiesecuzioneparallela • In generale il conflitto di risorse in una esecuzione parallela non dovrebbe essere prodotto; • Componenti parallele devono servire a calcolare aspetti complementari di una comune evoluzione dinamica • In una automobile molti componenti possono essere parallelizzati: • Monitor di benzina • Monitor di velocita e statistiche di viaggio • Per poi essere riuniti nel sottosistema che stima il consumo medio

  25. Esempio (DaBarbarisi)

  26. Esempio (DaBarbarisi)

  27. Esempio (FSM)

  28. Esempio (schema)

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