Lucio anneo seneca
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Lucio Anneo Seneca. Seneca nasce a Cordova (Spagna Betica) intorno al 4 a.C. dalla colta famiglia degli Annei, di rango equestre (era figlio di Seneca il Retore). . Giunto a Roma si dedica agli studi filosofici (suoi maestri lo stoico Attalo e Papirio Fabiano).

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Lucio Anneo Seneca

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Presentation Transcript


Lucio anneo seneca

Lucio Anneo Seneca


Lucio anneo seneca

Seneca nasce a Cordova (Spagna Betica) intorno al 4 a.C. dalla colta famiglia degli Annei, di rango equestre (era figlio di Seneca il Retore).

  • Giunto a Roma si dedica agli studi filosofici (suoi maestri lo stoico Attalo e Papirio Fabiano).

  • Soffre di malattie respiratorie; si trasferisce in Egitto, da una zia, fino al 31.

  • Nella carriera forense rivela straordinarie qualità oratorie e, ottenuta la questura, entra in senato, dove la sua eloquenza durante il regno di Caligola gli vale molti onori.


Il confino in corsica

Il confino in Corsica

  • Nel 41 la principessa Giulia Livilla, sorella di Caligola, viene accusata da Messalina, e la sua rovina travolge anche Seneca (non si sa per quali pretesti di complicità)

  • Nel 49, dopo 8 anni di relegatio, per intercessione di Agrippina, nuova imperatrice, S. torna a Roma come precettore di Nerone (divenuto, per l'adozione di Claudio, il designato successore dell'impero)


In corsica

In Corsica

  • Il confino risulta per S. un viaggio interiore che lo avvicina allo stoicismo

  • L’apatia stoica è il simbolo della virtù che si tempra soprattutto nelle disgrazie e nella cattiva sorte.


Nell ottobre 54 claudio muore avvelenato pare da agrippina e nerone sale al trono

Nell’ottobre 54 Claudio muore avvelenato (pare da Agrippina) e Nerone sale al trono.

  • Seneca è il più autorevole consigliere del principe

  • pur senza assumere cariche pubbliche è il vero regolatore della politica imperiale (raro caso di realizzazione dell’utopia platonica dei filosofi al potere)

    • molti atti del principato neroniano risentono dell'influsso di Seneca: è il cosiddetto periodo del "buon governo“ (quinquennio felice 54 – 58)


Lucio anneo seneca

Ma Nerone si volge verso un governo autocratico; ripudia Ottavia e si unisce alla dissoluta Poppea, uccide Britannico e Agrippina; Seneca, dopo la morte del prefetto del pretorio Afranio Burro (62) sostituito dal famigerato Tigellino, si ritira a vita privata dedicandosi alla meditazione.


Nel 65 viene scoperta la congiura contro nerone che aveva a capo calpurnio pisone

Nel 65 viene scoperta la congiura contro Nerone che aveva a capo Calpurnio Pisone.

  • La congiura coinvolgeva personaggi civili e militari e ufficiali delle milizie pretoriane. Non si sa quanto fosse fondata l'accusa di complicità nei riguardi di Seneca, ma Nerone colse con gioia l'occasione di sbarazzarsi del suo vecchio consigliere.


Lucio anneo seneca

Seneca, ricevuto l'ordine di uccidersi, dimostra di saper sfidare quella morte che egli aveva dichiarato di attendere con serenità in tutti i giorni della sua vita.


Opere

OPERE

  • Seneca fu uno spirito universale e la sua vasta produzione abbraccia i campi più svariati

  • Possiamo dividere le sue opere in tre fasi

  • 1. ricerca perfezionamento individuale

  • 2. attività pubblica

  • 3. forzato ritiro finale


Opere filosofiche

OPERE FILOSOFICHE

  • Molte di esse sono state raccolte, dopo la sua morte, in 12 libri di DIALOGHI su questioni etiche e filosofiche: scritti morali, confidenze e dichiarazioni dello scrittore al personaggio a cui ogni scritto è dedicato.

  • Le singole opere costituiscono (piuttosto che dialoghi in senso stretto) trattazioni autonome di aspetti o problemi particolari di etica, nel quadro di un eclettismo di propensione stoica (scuola di mezzo")


Il problema morale

Il problema morale

  • Attenzione di S. verso l’interiorità dell’uomo

  • Programma della sua filosofia è cercare in sé per donare agli altri

  • La necessità di una fratellanza universale che deriva dal presupposto che tutti gli uomini sono uguali


Il saggio

Il saggio

  • È colui che cerca un equilibrio tra vita pubblica e privata

  • Realizza il bene comune anche quando si ritira dalla vita pubblica.


Filosofia

Filosofia

  • Eclettismo : non segue una sola corrente di pensiero

  • Stoicismo, epicureismo, platonismo e neopitagorismo

  • Diatriba cinico-stoica


Diatriba cinico stoica

Diatriba cinico stoica

  • Diàtriba» (greco διατριβή, propriamente «occupazione», anche «conversazione») è il discorso di propaganda che i filosofi cinici (appartenenti alla corrente filosofica di derivazione socratica che ebbe il suo più celebre rappresentante in Diògene di Sinòpe, vissuto dal 400 al 325 circa) tenevano sulle pubbliche piazze per convertire gli uditori alle loro idee. Violentemente anticonformisti e provocatori, essi interpellavano il pubblico con battute aggressive e taglienti, scagliandosi contro i vizi, i pregiudizi, le passioni, e ricorrendo anche, pur di colpire e di scuotere l’uditorio, ad un linguaggio realisticamente crudo e triviale. La diàtriba fu messa per iscritto e divenne un genere letterario con Bione di Boristene (attivo nella prima metà del III secolo a. C.), delle cui opere non si è conservato quasi nulla; un po’ meglio conosciamo le diàtribe di Telete (seconda metà del II secolo a.C.).


Diatriba cinico stoica1

Diatriba cinico stoica

  • Caratteristiche della produzione diatribica erano l’impostazione spiccatamente divulgativa e propagandistica, risalente appunto all’usanza della predicazione popolare praticata dai filosofi itineranti cinici e stoici, e l’esclusiva considerazione dei problemi morali (con il rifiuto della fisica e della logica, giudicate inutili), affrontati con grande concretezza in riferimento alle circostanze pratiche della vita quotidiana.

  • Propri dell’uso diatribico erano anche il tono polemico e provocatorio, il ricorso all’ironia e al sarcasmo per esprimere l’indignazione suscitata dalla stoltezza umana e per sferzare energicamente il vizio e il malcostume, e la spiccata sentenziosità, con l’inserzione cli aneddoti, battute, risposte memorabili e motti di filosofi illustri, massime, proverbi, favole.


I 10 titoli in ordine cronologico

I 10 titoli in ordine cronologico

  • Consolatio ad Marciam

  • De ira (3 libri)

  • Consolatio ad Helviam matrem

  • Consolatio ad Polybium

  • De brevitate vitae

  • De tranquillitate animi

  • De constantia sapientis

  • De vita beata

  • De providentia

  • De otio


Sono di impostazione consolatoria

Sono di impostazione CONSOLATORIA

  • tre delle opere filosofiche, scritte durante il confino in Corsica


Il genere consolazione

Il genere consolazione

  • La consolazione è un’opera in prosa, nasce dalle orazioni funebri greche, è un’ esaltazione del defunto e il fine è quello di consolare l’uomo della paura della morte.


Consolatio ad marciam

Consolatio ad Marciam

  • Seneca consola Marcia, figlia dello storico CremuzioCordo, che piangeva la morte di un figlio.

  • Il filosofo la esorta a mostrarsi forte nelle avversità e nel dolore, e le ricorda che la morte è la legge della vita.


Consolatio ad helviam matrem

Consolatio ad Helviam matrem

  • Seneca conforta la madre affranta dal dolore per l’esilio del figlio, ricordandole che i beni eterni e inalienabili (la natura, il nostro spirito) sono ovunque con noi.

  • Il saggio è cittadino del mondo perché il suo spirito abita il mondo.


Consolatio ad polybium

Consolatio ad Polybium

  • considerata la “macchia” di Seneca

  • Confortando l’influente liberto di Claudio per la morte del fratello, S. si dilunga in adulazioni verso l’imperatore con la speranza di ottenere la revoca della relegatio

  • (qualcuno giudica il tono ironico…)


Gli altri dialoghi

Gli altri dialoghi…


De ira 41 d c dedicato al fratello novato

De ira (41 d.C.?, dedicato al fratello Novato):

  • è un trattato di psicologia in 3 libri, una sorta di fenomenologia delle passioni umane:

  • si analizzano i meccanismi di origine e i modi per inibirle e controllarle.

  • L’ira è considerata come la causa di tutti i mali

  • L’animo è come il mare e l’ira è come un’onda bisogna evitare che essa si ingrossi e arriva sulla riva e travolga tutto allora bisogna spezzettarla.


Compito della filosofia

Compito della filosofia

  • Questo è il compito della filosofia , fornire gli strumenti perché si possano distinguere le passioni , individuare i loro movimenti così da non travolgere l’animo.

  • L’animo è il mare unione di passione e ragione i suoi movimenti sono dominabili dall’agire del filosofo.


De brevitate vitae a paolino prefetto dell annona

De brevitate vitae(a Paolino, prefetto dell’annona):

  • vi sono trattati i temi del tempo, della sua fugacità e dell'apparente brevità della vita: la condizione umana ci sembra tale solo perché noi non sappiamo afferrare l'essenza della vita, e la disperdiamo in occupazioni futili.

  • Si distinguono i sapientes che sanno usare il tempo e gli occupati che lo sprecano alla ricerca della ricchezza, della fama e del successo politico.


De tranquillitate animi 62 d c

De tranquillitate animi (62 d.C.?):

  • trilogia dedicata all'amico Sereno

  • S. cerca una mediazione tra l'otium contemplativo e l'impegno del civis romano, suggerendo una posizione intermedia tra neoteroi (Catullo) e Cicerone.

  • Il comportamento dell'intellettuale deve essere rapportato alle condizioni politiche: la scelta di una vita totalmente appartata può essere resa necessaria da una grave posizione politica, che costringe il saggio a rifugiarsi nella solitudine contemplativa. In tal caso dovrà costituire un modello con l’esempio e la parola.


De constantia sapientis

De constantia sapientis

  • il vir sapiens, secondo il principio stoico, non può essere toccato dalle avversità, perché la virtus lo rende invulnerabile e imperturbabile


De vita beata 58 d c dedicato al fratello novato

De vita beata (58 d.C.?, dedicato al fratello Novato):

  • Si difende dalle accuse di incoerenza tra scelta filosofica e possesso di ricchezza

  • esamina il problema della ricchezza e dei piaceri (nei quali non si trova l'essenza della felicità)

  • se è vero che il saggio sa vivere secondo natura, saggezza e ricchezza non sono necessariamente antitetiche

  • l'importante non è non possedere ricchezze, ma non farsi possedere da esse.

  • S. legittima l'uso della ricchezza se questa si rivela funzionale alla ricerca della virtù.


De providentia 62 d c

De Providentia( 62 d.C.?):

  • vi si espone la tesi (opposta a quella epicurea), che tende a giustificare la constatazione di una sorte che sembra spesso premiare i malvagi e punire gli onesti: è solo la volontà divina che vuole mettere alla prova i buoni ed attestarne la virtù.

  • Il sapiens stoico realizza la sua natura razionale nel riconoscere il posto che il logos gli ha assegnato nell'ordine cosmico, accettandolo serenamente.


De otio 62 d c

De otio ( 62 d.C. ?)

  • Elogio convinto della vita contemplativa, probabilmente legato alle vicende biografiche di S., costretto a ritirarsi dall’impegno politico


Altre opere filosofiche

Altre opere filosofiche

II FASE

Impegno politico di Seneca accanto a Nerone


De clementia 55 d c 3 libri dedicati a nerone

De clementia, (55 d.C., 3 libri dedicati a Nerone):

  • riguarda l'amministrazione della giustizia e il governo dello stato; è, cioè, un'indicazione al giovane imperatore per un programma politico di equità e moderazione (S. non mette in discussione le forme monarchiche del governo, conformi alla concezione stoica di un ordine cosmico governato dal logos).

  • Il problema è quello di avere un buon sovrano, che in un regime di potere assoluto potrà far leva soltanto sulla sua coscienza per non far sfociare nella tirannide il proprio governo.

  • La clemenza è la filantropica benevolenza con cui il sovrano dovrà rivolgersi ai sudditi.


Ancora sul de clementia

Ancora sul De clementia:

  • La clemenza è la virtù che dovrà informare i suoi rapporti con i sudditi, per ottenere la loro benevolenza e il loro appoggio.

  • E' evidente in una concezione di principato illuminato l'importanza dell'educazione del principe, e più in generale la funzione della filosofia come garante e ispiratrice della direzione politica dello stato.

  • La filosofia ha il ruolo di promuovere la formazione morale del sovrano e dell'élite politica.


De beneficiis in 7 libri dedicata a ebuzio liberale

De beneficiis (in 7 libri, dedicata a Ebuzio Liberale):

  • sulle varie modalità degli atti di beneficenza, dei legami tra benefattore e beneficiato e dei doveri che ne conseguono (gratitudine).

  • S. fa un appello ai doveri della filantropia e della liberalità, nell'intento di instaurare rapporti sociali più umani e cordiali

  • S. vuole codificare la pratica della CLIENTELA, intesa come soccorso ai ceti più modesti (non però la plebe), così da creare legami fra i ricchi e la classe di mezzo, diffondendo ordine, controllo, stabilità sociale.

    • L’opera è terminata nel 64, ma il suo progetto è più antico (si lega al De clementia)


Opere morali

OPERE MORALI


Lucio anneo seneca

Epistulae morales ad Lucilium (124 lettere in 20 libri, composte negli ultimi anni di vita, tra 61 e 65):

  • S. vi riassume la sua filosofia e la sua esperienza, la sua saggezza e il suo dolore: vi sono esposti i caratteri della filosofia stoica, con tratti della tradizione diatribica.

Summa


Lucio anneo seneca

  • Gaio Lucilio fece carriera nonostante le modeste origini; era in Sicilia come procuratore quando S. gli indirizza le sue Epistulae.

  • Il suo ruolo è quello del giovane incerto e dubbioso in cammino verso la sapienza, guidato da un maestro a sua volta perfettibile


Lucio anneo seneca

Temi:

  • cogitatio mortis e vita ultraterrena

  • fermezza di fronte ai pericoli e alla fortuna

  • capricci e vizi degli uomini

  • solitudine

  • distacco dalle cose

  • perfezionamento ascetico

  • significato dell’esistenza e ricerca della felicità


L opera ci giunta incompleta e si pu datare al periodo del disimpegno politico 61 65

L'opera ci è giunta incompleta e si può datare al periodo del disimpegno politico (61 - 65).

  • Lo spunto per la composizione di queste lettere giunge probabilmente a S. da Platone e da Epicuro (che nelle lettere agli amici raggiunge un alto grado di formazione e di educazione spirituale)

  • la scelta del genere epistolare consente un tono familiare e colloquiale, volto a persuadere il lettore della bontà dei consigli.

  • S. sa rendere l’idea di una continua discussione, inserendo domande e obiezioni dell’interlocutore


Seneca non un filosofo sistematico

Seneca non è un filosofo sistematico

  • ma un ricercatore di norme morali miranti a formare il saggio e volte a orientare l’uomo nel quotidiano


Visione di fondo lo stoicismo conformarsi alla natura obbedire alla ratio ma senza preclusioni

Visione di fondo è lo STOICISMO (conformarsi alla natura + obbedire alla ratio) ma senza preclusioni

  • coglie elementi anche di altre scuole filosofiche (es. aspetti del pensiero morale epicureo, del medioplatonismo, del pitagorismo)

  • è un esploratore antidogmatico e aperto


Opere scientifiche

OPERE SCIENTIFICHE


I 7 libri delle naturales quaestiones dedicati a lucilio

i 7 libri delle Naturales quaestiones, dedicati a Lucilio:

  • trattati scientifici nei quali S. analizza i fenomeni atmosferici e celesti, dai temporali ai terremoti alle comete.

  • L’interesse dell’autore per le scienze ritenute parte integrante della filosofia è legato ad una profonda istanza morale: liberare gli uomini da vani e superstiziosi terrori.


Le 9 tragedie

LE 9 TRAGEDIE

  • (è l’unico corpus di tragedie romane di un certo valore a noi pervenuto)

  • rappresentano l’anello di congiunzione tra la tragedia greca (Eschilo, Sofocle, e soprattutto EURIPIDE) e quella moderna (Shakespeare, Corneille, Racine, Alfieri)

  • Seneca usa la contaminatio (usa diversi modelli per ogni tragedia)


Lucio anneo seneca

Sonocothurnatae, cioè di argomento (mitologico) greco: Hercules furens, Troades, Phoenissae, Medea, Phaedra, Oedipus, Agamemnon, Thyestes, Hercules Oetaeus.

  • A Seneca è erroneamente attribuita anche unapraetexta, l’Octavia.

  • Ma si allude alla reale morte di Nerone evento che Seneca non poteva conoscere perché morto 3 anni prima.


Le tragedie teatro di opposizione o di esortazione

Le tragedie teatro di opposizione o di esortazione?

  • Appaiono la forma più idonea per esprimere l’opposizione al regime (tema dell’esecrazione del tiranno) ma Seneca non è stato mai un oppositore ma soprattutto un educatore per questo i testi hanno lo scopo di ammaestramento morale

  • sono sentenziose (carattere euripideo)

  • domina in esse il gusto per il pauroso e l’orripilante

  • Da ciò ne deriva il dubbio se siano state scritte per la declamazione o per la recitazione teatrale. Probabilmente le tragedie di Seneca erano destinate alla lettura davanti ad un pubblico selezionato poiché molti delitti efferati avvengono in scena e gli autori sono gli stessi tiranni.

  • Temi affrontati: lo scatenarsi di efferate passioni, lotta fra furor e ratio. Interesse per la parola a scapito dell’azione.

  • Lo stile è spesso enfatico, “manierista” in quanto S. imita, contaminandoli, vari autori augustei (anche nelle forme metriche)


Opere satiriche

OPERE SATIRICHE


Ludus de morte claudii divi claudii apothe sis per saturam apokolokynt sys

Ludus de morte ClaudiiDivi Claudii apotheòsis per saturamApokolokyntòsys

  • una satira menippea (in prosa e versi, su modello di quelle di Varrone Reatino) sull'apoteosi dell'imperatore, qui parodizzata (= “zucchificazione di Claudio”)


Il ludus

Il Ludus

  • narra la morte di Claudio e la sua ascesa all'Olimpo nella vana pretesa di essere assunto fra gli dei, i quali invece lo condannano agli inferi dove finisce schiavo del nipote Caligola e del liberto Menandro: un contrappasso per chi ha riempito di liberti il governo romano.

  • E’ inoltre condannato a giocare eternamente a dadi (sua passione) con un bossolo sfondato.


Lucio anneo seneca

Secondo lo storico Dione Cassio Apokolokýntosis è il titolo greco dell'opera = "deificazione di una zucca"

  • La satira assume spesso toni parodisticamente solenni, aspetti coloriti e situazioni fortemente ironiche a scapito del poco amato imperatore Claudio

    • (tipica opposizione stoica al potere arbitrario ed incontrollato,

    • ma anche ostilità della classe dominante per certi aspetti della politica di Claudio – estensione cittadinanza – potere concesso ai liberti),

  • mentre con gioia viene salutato l’avvento al potere di Nerone.

  • Un'opera simile contrasta con la laudatio funebris dell'imperatore morto scritta dallo stesso S. per Nerone, e fa nascere qualche dubbio sulla sua autenticità.


Lo stile critiche degli antichi

Lo stile: critiche degli antichi

  • Per Caligola S. scrive “costruzioni di sabbia senza cemento”: HARENA SINE CALCE

  • Per Quintiliano lo stile di S. è pericoloso, pieno di seducenti difetti (Inst.Or., X,1, 125)

  • Viene criticato anche da Frontone e Gellio per la mancanza di armonia e simmetria.

  • Lo stile spezzato, paratattico e asindetico riflette i conflitti interiori e le contraddizioni sociali che sono oggetto della riflessione di Seneca.


Lucio anneo seneca

Seneca è un innovatore

Il lessico è colloquiale, con immissioni letterarie e citazioni di autore.

La sua frase è volutamente spezzata, breve, varia,

ma per questo incisiva, viva, palpitante: va al cuore dell’idea da esprimere, rompendo gli schemi della tradizione.


Il pensiero filosofico

Il pensiero filosofico


Sapiens e graduale itinerario verso la sapienza

Sapiens e graduale itinerario verso la sapienza

  • Spirito pragmatico

  • La vera saggezza non è il disprezzo di gioie e dolori ma il dominio sulle passioni

  • Autocontrollo e trionfo sulle passioni

  • Essere parte del logos, della ratio che regge il mondo

  • Condivisione di tale destino per raggiungere la libertas interiore


Itinerario verso la sapienza

Itinerario verso la sapienza


Il progetto politico

Il progetto politico

  • Il filosofo come consigliere del principe

  • Da ciò il carattere utopistico e ideale del progetto politico di Seneca

  • Ampia riflessione verso la civitas universale e non solo verso la repubblica.

  • Seneca non mira a modificare la società ma pone la questione in termini filosofici e morali

  • De clementia è lo sforzo di influire sul principe

  • Il progetto politico è ispirato dallo stoicismo


L utopia del de clementia

L’utopia del de CLEMENTIA

  • Il principe deve rispondere alla ratio divina della quale è interprete e ministro sulla terra

  • Lo scopo di ogni suo atto è tutelare l’ordine del mondo e l’armonia del logos

  • Il testo è ispirato anche dal modello platonico delle leggi nel creare uno stato ideale dove il filosofo è il consigliere del sovrano illuminato

  • Il fallimento di questa prospettiva porta il filosofo a ritirarsi nell’otium epicureo.


Lo stile

Lo stile

  • Stile drammatico

  • La cellula stilistica di Seneca e della sua età è la frase, lasententia;

  • nell’epoca di Cesare e di Cicerone era stato il periodo

  • Uno stile anticlassico cioè definito barocco


Lo stile1

Lo stile

  • Stile asianofatto di elementi in conflitto

  • Attenzione ai contenuti quindi uno stile discorsivo

  • Esigenze didattiche uso dell’imperativo, obiezioni all’allievo, anafore, antitesi, variatio, metafore, analogie, figure etimologiche ecc.

  • Lo stile si pone al servizio dei contenuti

  • Tema della libertà interiore quindi forme riflessive

  • Inquietudine e ansie stile nervoso e barocco.


Esempi di stile

Esempi di stile

  • Anafora e antitesi:

  • Servi sunt: immohomines. Servi sunt: immocontubernales. Servi sunt: immohumiles amici. Servi sunt: immo conservi (ep. 47, 1).

  • Antitesi avversativa:

  • non scholae, sed vitae discimus (ep. 106, 12).

  • BREVITAS. Raggiunta tramite:

  • - ellissi del verbo essere in costrutti dove è richiesto;

  • ESPRESSIVITÀ. Ottenuta mediante:

  • - il lessico: coloritura poetica/drammatica:

  • neologismi;

  • prefissi, suffissi, verbi frequentativi, intensivi, ecc.

  • uso delle figure retoriche, in particolare il chiasmo, la variatio, la figura etimologica, cara al latino e carissima a Seneca:

  • tamquamsempervicturivivitis (de brev. 9,4)


Lucio anneo seneca

  • LA LINGUA DELLA PREDICAZIONE, o "movimento dall’interno all’esterno":

  • - tono parenetico

  • - interrogative retoriche, esclamative

  • - ripresa di un concetto per esaminarlo da tutti i punti di vista

  • - anafora (semplice, polittotica, di una parola, di una frase; con chiasmo, con climax, asindetica)

  • - sententia finale, secondo la tecnica epigrammatica; tale tecnica si esprime anche nella brevità,

  • - concisione, concettosità, fulmen in clausula (conclusione a sorpresa):

  • Non vixitiste, sed in vita moratus est, necseromortuus est, seddiu (ep. 93, 3).

  • Osserva l’abbreviazione dell’ultimo colon del periodo: l’ultimo membro tende ad essere il più breve, violando la legge dei cola crescenti tipica della prosa classica, e può arrivare al monosillabo:

  • necsperaverissinedesperationenecdesperaverissinespe.


La lingua dell interiorit o movimento dall esterno all interno

LA LINGUA DELL’INTERIORITÀ, o "movimento dall’esterno all’interno":-

  • tono intimistico, afflato mistico-religioso:

  • uso di preposizioni particolari, come intus o intra, più espressive del comune in:

  • l’interiorità come possesso, con ricorso alla lingua giuridica:

  • Itafac, mi Lucili, vindica te tibi (ep. 1,1);

  • l’interiorità come rifugio:

  • Recede in te ipsum, quantum potes (ep. 7, 8);


Sintesi del pensiero

Sintesi del pensiero

  • Seneca è un eclettico pensatore stoico, nel De Brevitate Vitae afferma: "Ci è consentito disputar con Socrate, dubitare con Carneade, riposar con Epicuro, vincer la natura umana con gli Stoici, trascenderla coi Cinici. Poichè la natura ci permette di entrare in comune con ogni età, perchè non dovremmo, movendo da questo esiguo e caduco tratto di tempo, dedicarci con tutta l'anima a quelle cose che sono immense, che sono eterne, cui partecipiamo insieme con gli spiriti migliori?".

  • Lo stoicismo vede nella razionalità universale che plasma la materia "l'anima del mondo".Seneca considera Dio non solo natura, uscendo così dal dogma panteistico stoico. "Dio è vicino a noi, - egli scrive - è con noi, è dentro di noi; uno spirito santo risiede in noi, osservatore e custode delle nostre azioni; e noi dobbiamo vivere con gli uomini come se Dio ci vedesse e parlare con Dio come se gli uomini ci ascoltassero".

  • Seneca sottolinea il dualismo tra anima e corpo più di quanto lo stoicismo lo affermi, poiché evoca dottrine medioplatoniche.Per Seneca la coscienza, cioè la conoscenza del bene e del male, è il giudice interiore e infallibile dell'uomo; inoltre egli scopre e dà un'autonomia alla volontà che agisce indipendentemente dalla conoscenza del bene e del male, in quanto l'uomo è peccatore per sua natura.


Lucio anneo seneca

Per Seneca la coscienza, cioè la conoscenza del bene e del male, è il giudice interiore e infallibile dell'uomo; inoltre egli scopre e dà un'autonomia alla volontà che agisce indipendentemente dalla conoscenza del bene e del male, in quanto l'uomo è peccatore per sua natura. Ciò lo porta in contrasto con il pensiero stoico e greco, che concretizza nella figura del saggio il simbolo della possibilità per l'uomo di raggiungere la perfezione. Per Seneca, invece, la figura del saggio è solo ideale, è un valore deontologico. La virtù è il vero valore e la vera nobiltà dell'uomo. Per lo stoicismo la ragione umana è il momento della ragione cosmica che non può essere compresa da un giudice singolo e mortale.Seneca segue la legge cosmica universale tradizionale del pensiero stoico della parità dei diritti e della solidarietà umana."La schiavitù - egli scrive - non esiste nella natura umana, come non esiste la nobiltà: queste condizioni sono dovute o all'ingiustizia o alla fortuna". Per Seneca la filosofia è la via per il sommo bene, essa "splende per tutti"; la sua è una ricerca di vita autentica perché la sua filosofia si vive intimamente come intimamente l'uomo vive il rapporto con Dio; è una ricerca del principio universale, di quel Dio che pure all'uomo non è estraneo.Il suicidio è visto da Seneca come scelta privilegiata rispetto all'asservimento alle passioni, è visto quindi come liberazione e annullamento da ciò che imprigiona l'uomo:"L'uomo forte e saggio non deve fuggire dalla vita, deve uscirne; e soprattutto egli eviterà quella passione troppo comune, la libidine della morte." Ecco cosa evoca Seneca ad un uomo distante secoli: che là dove il pensiero umano comincia a distaccarsi da una coscienza ancora naturale, o meglio non elaborata, comincia pure a brillare nel regno delle idee il concetto del bene e del male, ossia la ricerca della virtù.


Lucio anneo seneca

La nuova coscienza comportò che l'uomo potesse scegliersi il proprio destino e porsi in una condizione privilegiata rispetto alle sue stesse passioni, alle sue stesse pulsioni e quindi al suo istinto. L'uomo stoico crea un ordine per riaversi dall'indeterminazione caotica del proprio esistere; è ancora ignaro del lungo processo a cui pure partecipa; ma è proprio il suo atteggiamento di autentica e rigorosa ricerca ciò che permette all'uomo di oggi di riconoscerlo ancora vivo ed attuale.


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