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DUELLO TRA

DUELLO TRA. LA SPERANZA. E. LO SCORAGGIAMENTO. Testo di Ignacio Larra ñaga Elaborazione grafica di Amalia Moscato. Parla lo scoraggiamento. Sono incurvato dal peso della disillusione e dall’esperienza della vita. Già vissi 50 anni, sessant’anni. Sono un vecchio lupo di mare.

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Presentation Transcript


  1. DUELLO TRA LA SPERANZA E LO SCORAGGIAMENTO Testo di Ignacio Larrañaga Elaborazione grafica di Amalia Moscato

  2. Parla lo scoraggiamento Sono incurvato dal peso della disillusione e dall’esperienza della vita. Già vissi 50 anni, sessant’anni. Sono un vecchio lupo di mare. Nulla mi illude più, nulla mi rattrista, tutto mi è indifferente, sono indurito dalla vita e immunizzato.

  3. Fui giovane. Sognai, perché solamente coloro che non hanno ancora vissuto sognano. .

  4. Il mio albero, in quel tempo, fioriva di illusioni. Ogni sera tuttavia c’era un colpo di vento e volavano le illusioni. Mi alzai e caddi. Tornai ad alzarmi e a cadere.

  5. Sull’orizzonte issai le mie bandiere di combattimento: Obbedienza,umiltà, pazienza, purezza, contemplazione, amore… …………

  6. Ma presto quando vidi che i sogni erano tanto distanti dalla realtà quanto l’oriente dall’occidente. Mi dissero: “Prova ancora”. E di nuovo mi imbarcai sulla nave dorata dell’illusione. I naufragi si succedettero. Di nuovo mi gridarono: “Ancora c’è tempo”.

  7. E, sebbene incurvato dal peso di tante sconfitte, mi alzai di nuovo sopra le ali dell’illusione. La caduta fu peggiore. Oggi sono un disingannato.

  8. Io non nacqui per essere “uomo di Dio”. Sbagliai strada. Ma non è possibile ritornare all’infanzia felice o al seno materno per ricominciare. Guardo indietro e tutto è in rovina. Guardo ai miei piedi, tutto è un disastro. Non so se sono colpevole di ciò, nemmeno ho interesse a saperlo. Non so se lottai con tutte le armi, o se ho voluto troppo. Importa qualcosa? Nessuno torna indietro!

  9. So con certezza una cosa: non c’è speranza per me. Ciò che fui fino ad oggi e ciò che sono ora, lo sarò fino alla fine. La mia lapide sarà eretta sulle macerie del mio castello.

  10. Parla la speranza Sopra la spuma dell’illusione avevi costruito la tua casa. Per ciò cadde in rovina una e mille volte, al succedersi delle ondate.

  11. La sabbia dorata delle spiagge fu il fondamento delle tue edificazioni ed era inevitabile la rovina. Le tue regole di gioco furono il calcolo delle probabilità e le costanti psicologiche, e i risultati si vedono.

  12. Ma ho una parola finale da dirti in questo albeggiare: ancora puoi, ancora è possibile la speranza, domani tutto andrà meglio. Cominciamo un’altra volta.

  13. Se finora hai visto solo rovine, d’ora in poi avrai castelli di luce puntando con la prua verso i vertici eterni. Se finora hai raccolto insuccessi, ricorda: si avvicinano scintillanti primavere.

  14. Dentro la notte tenebrosa ci sono alte montagne e da dietro le montagne notturne arriverà galoppando l’aurora. E’ bello credere nella luce quando è notte. Dietro il silenzio respira il Padre. La solitudine è abitata dalla Presenza, e là ci attendono il riposo e la liberazione. Cominciamo un’altra volta.

  15. Io, la Speranza

  16. Sono nata in un meriggio oscuro, su un brullo colle bagnato dal sangue, quando tutti in coro ripetevano: tutto è perduto, non c’è nulla da fare, il Sognatore è morto, i sogni sono finiti..

  17. Nacqui dal ventre della morte. Per ciò la morte non può distruggermi. Sono immortale perché sono figlia primogenita del Dio immortale. Se migliaia di volte mi diranno che tutto è perduto, migliaia di volte risponderò che c’è ancora tempo.

  18. Se finora successi e insuccessi si sono alternati nella tua vita come i giorni e le notti, da oggi ogni mattina Gesù risusciterà in te e fiorirà come primavera sulle foglie morte d’autunno. Egli vincerà in te l’egoismo e la morte.

  19. Si, il Fratello ti condurrà per mano e ti condurrà sui colli luminosi della contemplazione. Tornerannoa garrire le tue antiche bandiere: forza, amore, pazienza…

  20. La purezza solleverà il capo incontaminato nei tuoi aranceti e tra i fiori del tuo giardino fiorirà l’umiltà. Riprenderai il fulgore degli antichi profeti in mezzo al popolo innumerevole. E alla fine, tutti diranno: È un prodigio del nostro Dio. Cominciamo un’altra volta.

  21. Guarda: quelle stelle, gialle o rosse, palpitano dall’eternità. Sii come loro:. Non ti stancare di brillare.

  22. Semina nei campi aridi e sulle aspre cime la misericordia, la speranza e la pace. Non ti stancare di seminare, sebbene i tuoi occhi non debbano vedere mai le spighe dorate.

  23. I poveri un giorno le vedranno.

  24. CAMMINA Il Signore Diosarà luce per i tuoi occhi, alito per i tuoi polmoni, olio per le ferite, meta per il tuo cammino, premio per le tue fatiche.

  25. Cominciamo un'altra volta...

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