Malattie esantematiche
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MALATTIE ESANTEMATICHE. MORBILLO ROSOLIA VARICELLA SCARLATTINA MEGALOERITEMA O V MALATTIA ESANTEMA CRITICO O VI MALATTIA. MORBILLO Morbillo= piccolo morbo (per distinguerlo nel medioevo dai grandi morbi: peste, colera, vaiolo, febbre gialla). EZIOLOGIA Paramixovirus (RNA-virus)

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MALATTIE ESANTEMATICHE

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Malattie esantematiche

MALATTIEESANTEMATICHE

  • MORBILLO

  • ROSOLIA

  • VARICELLA

  • SCARLATTINA

  • MEGALOERITEMA O V MALATTIA

  • ESANTEMA CRITICO O VI MALATTIA


Malattie esantematiche

MORBILLO

Morbillo= piccolo morbo (per distinguerlo nel medioevo dai grandi morbi: peste, colera, vaiolo, febbre gialla).

EZIOLOGIA

Paramixovirus (RNA-virus)

Mortalità in Africa: 20 %.

Mortalità in Europa (ante vaccinazione):0,2 %

Provoca depressione del sistema immunitario colpendo linfociti B e T con riduzione anche della blastizzazione e della sensibilità ritardata.

Contagio diretto dal 7° giorno di incubazione al 5° giorno dopo la comparsa dell’esantema.

Indice di contagiosità: 95 %

Periodo di incubazione: 8-12 giorni.

Immunità per tutta la vita; gli anticorpi materni conferiscono una protezione parziale per buona parte del 1° anno di vita.


Malattie esantematiche

MORBILLO

CLINICA

1° fase: incubazione 8-12 gg (soggetto asintomatico).

2° fase pre-esantematica: febbre elevata(remittente)

enantema: macchie di Koplik

mucositi: rinite, congiuntivite (lacrimazione e fotofobia),

laringite (tosse secca insistente), bronchite.

3° fase esantematica: Miglioramento con defervescenza

Ripresa della febbre

Comparsa diesantema maculo-papulosodi colore rosso

scuro-violaceo, grandezza da 1 a 5 mm, leggermente

rilevate sul piano cutaneo che tendono a confluire lasciando

piccole isole di cute integra.

Inizia dalle regioni retroauricolari e si diffonde a volto-

testa-collo-tronco-arti (senso cranio-caudale).

Durata: 5-6 giorni

Scomparsa secondo l’ordine di apparizione con

residua fine desquamazione furfuracea

(2-4 gg)

(puntini bianchi come spruzzatura di calce sulle guance)

(4-6 gg)


Malattie esantematiche

  • COMPLICANZE DEL MORBILLO

  • ■Per localizzazione tipica del virus:

  • Polmonite interstiziale (1-6%)

  • ■Da sovrainfezione batterica:

  • a) Polmonite batterica (per depressione immunitaria da Stafilococco,

  • Pneumococco, H. influenzae)(1-2 %)

  • b) Otite media acuta (7 %)

  • ■ Neurologiche:

  • Nevrassite  Meningoencefalite virale

  • (convulsioni fino al coma e morte 1:1000 casi)

  • dovuta a reazione immuno-allergica.

  • La mortalità elevata (20%), spesso, reliquati neurologici.

  •  b) Pan Encefalite Sclerosante Subacuta (PESS) rara (1:100.000)

  • forma degenerativa con latenza di 7 anni.

  • Determina un progressivo scadimento delle funzioni

  • neurologiche (paralisi spastica) ed intellettive fino a morte


Malattie esantematiche

ADEM

1) Lesioni piccole (< 5 mm)

2) Lesioni grandi, confluenti o simil-tumorali

5) Gadolinio

4) AHEM

3) Lesioni bitalamiche

6) Midollo spinale

ALTRE TECNICHE di NEUROIMAGING --> MRS = - NAA; + lattato; = colina

DWI, PWI, PET, SPECT = diminuzione metabolismo; ipoperfusione


Malattie esantematiche

Panencefalite subacuta sclerosante [SSPE]

Stadio II

Stadio III

Stadio IV


Malattie esantematiche

DENUNCIA OBBLIGATORIAISOLAMENTO DEL MALATO

CON IgG SPECIFICHE (0,25 mg/Kg)NEGLI IMMUNODEPRESSI

VACCINAZIONE CON VIRUS VIVO ATTENUATO (DAL 15° MESE DI VITA)

MORBILLO

ANTIPIRETICIMUCOLITICIANTITOSSETRATTAMENTO COMPLICAZIONI

TERAPIA SINTOMATICA

DISPOSIZIONILEGISLATIVEIMMUNIZZAZIONEPASSIVAIMMUNIZZAZIONEATTIVA

PROFILASSI


Malattie esantematiche

ROSOLIA

► ROSOLIA POSTNATALE BENIGNAFORMA GRAVE EMBRIONALEFORMA ± GRAVE FETALE

► ROSOLIA CONGENITA


Malattie esantematiche

ROSOLIA POSTNATALE

Eziologia:virus a RNA

Contagio:diretto con gocce di saliva da una settimana prima della comparsa dell’esantema fino a 5 giorni dopo comparsa dell’esantema.

Incubazione:14-21 giorni

CLINICA

Periodo prodromico (1-5 giorni):linfoadenomegalia retronucale e laterocervicale, modica splenomegalia, febbricola

Esantema:maculopapuloso, non confluente o modestamente confluente, diffuso su tutto il corpo, leggero (meno intenso di quello del morbillo), inizia al viso e procede verso il basso. Non sempre è presente.


Malattie esantematiche

ROSOLIA POSTNATALE

  • DIAGNOSI

  • Quadro clinico

  • Indagini di laboratorio: leucopenia

  • linfocitosi relativa

  • aumento delle plasmacellule

  • ricerca degli anticorpi specifici (Rub test): IgM specifiche

  • PROFILASSI

  • ►   Passiva: -globuline specifiche (0,2-0,3ml/Kg)

  • ►   Attiva: vaccino vivo attenuato in una unica dose

  • Vaccinazione a tutte le bambine in età puberale (GUNEVAX SCLAVO)

  • Vaccinazione trivalente al 15° mese: anti-morbillo, rosolia e parotite (TRIVIRATEN)

TERAPIA: NESSUNA


Malattie esantematiche

ROSOLIA CONGENITA oSindrome della rosolia congenita (SRC)

TRASMISSIONE PER VIA TRANSPLACENTARE IN CORSO DI INFEZIONE MATERNA

  • Infezione nel I trimestre di gravidanzaSRC nel 70% dei casi

  • Infezione nel II trimestre di gravidanzaSRC nel 15% dei casi

  • Infezione nel III trimestre di gravidanza % SRC trascurabile

QUADRO CLINICO

Triade di Gregg:1) cardiopatia congenita (pervietà del dotto arterioso di Botallo)

2) cataratta

3) sordità

Alla nascita può essere presente unquadro settico: ittero, porpora trombocitopenica,

epatosplenomegalia.

Altri segni:Basso perso, malformazioni scheletriche, dismorfie.

DIAGNOSI

■ ISOLAMENTO DEL VIRUS nell’urina e nel secreto naso-faringeo■ DIMOSTRAZIONE DI ANTICORPI SPECIFICI

  • Ricerca di Ig M specifiche nel liquido amniotico, sangue cordonale

  • Ricerca di Ig G tardive e loro persistenza dopo 6 mesi dalla nascita

  • Ricerca di Ig G materne


Malattie esantematiche

PRIMA DELLA GRAVIDANZA Ig ANTIROSOLIA < 1: 8VACCINAZIONE

PERICOLO

ROSOLIA CONGENITA - PROFILASSI

ESPOZ. AL CONTAGIO

1. Ig SPECIFICHE ENTRO 48 h (120.000 UI i.m.)

DURANTE LA GRAVIDANZA(PRIMA VISITA OSTETRICA)

2. CONTROLLO MOVIMENTO ANTICORPALE

IgM a 0 e a 15gg

SE TITOLO AUMENTATO


Malattie esantematiche

ROSOLIA CONGENITA - TERAPIA

IN RAPPORTO CON I SINGOLI ORGANI IMPLICATI

ANEMIA - TROMBOCITOPENIATRASFUSIONICATARATTAINTERVENTO PRECOCEDIFETTI UDITIVIESAMI AUDIOMETRICICARDIOPATIECORREZIONE SE POSSIBILE


Malattie esantematiche

VARICELLA

EZIOLOGIA:Virus Varicella-zooster (VZ), un DNA-virus appartenente alla famiglia degli Herpesviridae.

CONTAGIOSITÀ: elevata (indice di contagiosità: 90%), con incidenza più elevata nei bambini di età compresa tra 5 e 9 anni.

INCUBAZIONE: 12-21 gg.

SORGENTE DI INFEZIONE: vescicole cutanee e secrezioni respiratorie.

Risulta contagiosa da un giorno prima a circa 6 giorni dopo l’esordio

dell’eruzione cutanea .

I neonati possono acquisire la malattia dalla madre che contrae la varicella alla fine della gestazione.

RAPPORTI FRA VARICELLA ED HERPES ZOOSTER

Varicella e herpes zooster possono occorrere insieme nella stessa famiglia e nello stesso bambino dando un’immunità crociata.

La varicella può essere considerata la forma acuta, mentre lo zooster il risultato della riattivazione dalla fase latente del virus nei gangli spinali.


Malattie esantematiche

VARICELLA-QUADRO CLINICO

PERIODO PRODROMICO: febbre e malessere generale della durata di circa 24 ore; subito dopo compare l’esantema.

ESANTEMAsi manifesta inizialmente alla parte superiore del tronco quindi al volto, al cuoio capelluto ed alle estremità.

MACULO-PAPULE VESCICOLE PUSTOLE CROSTE

POUSSE’ SUBENTRANTI

Le lesioni inizialmente sono maculo-papulari che evolvono in vescicole di 2-3 mm. di diametro, circondate da un alone eritematoso, a contenuto dapprima liquido ed in seguito torbido (pustole); entro 4-6 giorni queste lesioni si trasformano in croste che in seguito cadono senza lasciare cicatrici evidenti (a volte cicatrici appena visibili).

“Rash cutaneo a cielo stellato” nella fase di stato sono presenti elementi in tutti i diversi stadi evolutivi, cioè esistono gittate successive.


Malattie esantematiche

VARICELLA

DIAGNOSI

■ Quadro clinico

■  Esami di laboratorio →test di Tzanck

Test di Tzanck

Materiale cellulare viene prelevato dal fondo e dalle pareti della vescicola, strisciato e colorato con soluzione di Wright o colorazione di Giemsa: Cellule giganti multinucleate sono presenti nell'herpes simplex, nell'herpes zoster e nella varicella.

  • COMPLICANZE

  • ►Sovrainfezione delle vescicole da stafilococco o altri germi

  • ►Polmonite (soprattutto negli adulti)

  • ►Manifestazioni neurologiche:

  • encefalomielite (molto rara): compare dopo 1-2 settimane dalla fine della malattia con segni cerebellari, atonia, tremori, convulsioni, coma

  • sindrome di Reye (aspirina come antipiretico!)


Malattie esantematiche

PROFILASSI

DENUNCIA

ISOLAMENTO PER 7 gg DA INIZIO ESANTEMA

DISPOSIZ. LEGISLATIVE

IMMUNIZZAZ. PASSIVA Ig SPECIFICHE (HUMAN VZIG) entro 48 h dal contagio in casi particolari:

  • MADRI CON VARICELLA PERIPARTUM ( insorta tra 5 gg prima e 2 gg dopo il parto)

  • IMMUNODEPRESSI

  • GRAVIDANZA

  • NEONATI ESPOSTI AL CONTAGIO

VARICELLA

TERAPIA

Antistaminici

Antipiretici (paracetamolo e non aspirina)

Nei neonati con complicanze e nei soggetti immunodepressi:

Aciclovir,farmaco antivirale attivo sugli Herpesvirus (dose 15 mg/Kg/die e.v.).

Riduce l’intensità e la durata del quadro clinico e contrasta la disseminazione viscerale dell’infezione.


Malattie esantematiche

SCARLATTINA

EZIOLOGIA:Streptococco -emolitico di gruppo A (S. Pyogenes) produttore della cd.tossina eritrogenica.

TRASMISSIONE:per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva, o da alimenti contaminati

INCUBAZIONE:2-5 giorni.

CONTAGIOSITA’:cessa dopo 1-2 gg di terapia antibiotica


Malattie esantematiche

SCARLATTINA

CLINICA

FASE PRODROMICA:faringotonsillite (angina) con febbre elevata, cefalea, dolori addominali, vomito.

La febbre (se non si usa adatta terapia antibiotica) dura 3-6 giorni. In caso di adatta terapia antibiotica la febbre scompare dopo 12-24-36 ore.

ESANTEMA TIPICO:maculopapuloso costituito damicroelementi a capocchia di spillo, rosso vivo, fittisimi con aspetto vellutato per la tendenza a confluire senza lasciare zone di cute indenne.

Inizia alla radice degli arti e albacino e diffonde a tutta la cute in modo uniforme, risparmiando la zona periorale(maschera di Filatov).

Coesiste enantema: lingua inizialmente bianca patinosa, poi arrossata con papille ipertrofiche “a lampone”.

Linfoadenomegalia laterocervicale dolente.

DESQUAMAZIONE LAMELLAREsoprattutto alle mani e ai piedi dopo 1 settimana (attualmente si osserva raramente per la somministrazione della terapia antibiotica).


Malattie esantematiche

SCARLATTINA

Altri segni caratteristici

●Segno della mano gialla:: spingendo con la mano sull’addome l’esantema

scompare e rimane l’impronta gialla.

●Strie di Pastia:: strie rubre nella regione flessoria degli arti (per fragilità vasale)

●Dermatografismo bianco: strisciando l’unghia sulla pelle rimane un segno bianco.

DIAGNOSI

◘Quadro clinico

◘  Tampone faringeo

◘   Esame di laboratorio: VES e TAS, leucocitosi neutrofila e eosinofilia. 


Malattie esantematiche

SCARLATTINA

COMPLICANZE

Precoci di tipo settico:

 Otite

 Osteomielite

 Artrite

 Miocardite

 Nefrite

Tardive:

 Malattia reumatica

 Glomerulonefrite


Malattie esantematiche

SCARLATTINA

Diagnosi differenziale

Morbillo:

- Nel quale sono presenti le mucositi (rinite, congiuntivite, laringite, bronchite);

- L’enantema nel morbilllo precede l’esantema;

- L’esantema maculo-papuloso nel morbillo tende a rimanere con elementi staccati senza confluire.

TERAPIA

- Penicillina o meglio penicilline semisintetiche (amoxicillina o acido clavulanico) alla dose di 50-100 mg/Kg/die per 10 giorni;

- oppure macrolidi (eritromicina, ecc) alla dose di 30-40 mg/Kg/dieper 10 giorni


Malattie esantematiche

IV MALATTIA (SCARLATTINETTA)

Non rappresenta altro che una forma lieve di scarlattina.


Malattie esantematiche

V MALATTIA O MEGALOERITEMA

EZIOLOGIA:parvovirus B19 che si moltiplica nelle cellule della serie rossa del midollo.

CONTAGIOSITA’: piuttosto bassa (25%)

TRASMISSIONE: goccioline di saliva

PERIODO DI INCUBAZIONE: 4-17 gg.

CLINICA

PERIODO PRODROMICO: cefalea, febbricola o febbre, mialgia.

ESANTEMA: rosso, abbastanza rilevato, inizialmente a farfalla (aspetto di viso schiaffeggiato), poi diffonde alla superficie estensoria delle estremità e al tronco con aspetto a festoni (simile ad una forma allergica).

RISOLUZIONE LENTA, l’esantema può durare anche 1-2-3 settimane.


Malattie esantematiche

V MALATTIA O MEGALOERITEMA

  • COMPLICANZE

  • ►ANEMIE APLASTICHE(anemia aplastica temporanea dopo contatto con Parvovirus B19 nei soggetti con condizione emolitica cronica);

  • ►FORME DI ARTRITE(nel 10% dei bambini, più spesso negli adulti).

  • TERAPIA:sintomatica (antipiretici)

  • PROFILASSI:nessuna


Malattie esantematiche

VI MALATTIA O ESANTEMA CRITICO

  • EZIOLOGIA:Herpes virus tipo 6 (HHV-6)

  • EPIDEMIOLOGIA:colpisce esclusivamente i bambini tra 6 mesi e 2 anni di vita

  • TRASMISSIONE:aerogena, tramite le goccioline di saliva

  • INCUBAZIONE:7-14 giorni

  • QUADRO CLINICO:

  • Periodo pre-esantematico

  •  febbre elevata (iperpiressia) per circa 3 giorni

  •  possibili convulsioni durante il rialzo febbrile

  • sfebbramento rapido per crisi

  • Periodo esantematico

  •  esantema fugace roseoliforme o morbilliforme, maculopapuloso soprattutto al tronco dopo lo sfebbramento (durata massima 48 ore).

  • TERAPIA: sintomatica


Malattie esantematiche

ALTRI ESANTEMI INFANTILI

Oltre alle cosiddette malattie esantematiche classiche, vi sono altre malattie che possono decorrere con esantema, quali:

MONONUCLEOSI INFETTIVA

MALATTIA DI KAWASAKI

COXSACKIOSI

ALTRE VIROSI


Malattie esantematiche

MONONUCLEOSI INFETTIVA

EZIOLOGIA:virus di Epstein-Barr (EBV) della famiglia degli Herpes-virus.

E’ anche l’agente eziologico del linfoma di Burkitt, un linfoma maligno che colpisce i bambini negri dell’Africa e del carcinoma nasofaringeo dei cinesi.

Il virus infetta i linfociti B fondendo il suo DNA con quello della cellula e determinandone la moltiplicazione all’infinito (linfoblasti: fenomeno dell’immortalizzazione).

La cellula contiene l’antigene nucleare EBNA.

EPIDEMIOLOGIA:è una malattia diffusissima e la siero-conversione aumenta con l’età.

Gli adulti sono quasi tutti siero-positivi.

TRASMISSIONE: con le goccioline di saliva (malattia del “bacio” o dei “college”).

CONTAGIOSITA’: da 2 settimane prima delle manifestazioni cliniche a 6 mesi dopo la guarigione

INCUBAZIONE: 10-60 giorni.


Malattie esantematiche

MONONUCLEOSI INFETTIVA

CLINICA:

♦ anoressia, astenia, vomito, dolore agli arti;

♦ febbre alta di durata molto variabile (pochi giorni o anche un mese);

♦ angina rossa (o pseudo-membranosa o lacunare “a placche”);

♦ linfoadenopatia cervicale posteriore;

♦epatomegalia e splenomegalia;

♦ nel 5% dei casi edema palpebrale

♦ esantema maculo-papuloso (10 %) simile a quello della rosolia o del morbillo.


Malattie esantematiche

MONONUCLEOSI INFETTIVA

  • DIAGNOSI

  • ♦ CLINICA

  • ♦EMOCROMO: leucocitosi conlinfomonocitosi assoluta con aumento sia dei mononucleati normali sia per la comparsa in circolo di alcuni linfociti atipici detti “attivati”: sono linfociti T che non contengono il virus e che si oppongono (insieme ai linfociti NK) alla proliferazione dei linfociti infetti.

  • ♦Aumento modesto delle transaminasi (quasi costante)

  • ♦Reazioni sierologiche:

  •  reazione di Paul-Bunnel delle agglutinine eterofile (aspecifica, ma precoce);

  • titoli anti-VCA di tipo IgM;

  • gli anticorpi anti-EBNA che sono gli ultimi a comparire e indicano per lo più un’infezione non più recente.


Malattie esantematiche

MONONUCLEOSI INFETTIVA

PROGNOSI:è buona.

Rarissime le complicanze: respiratorie (broncopolmonite interstiziale);

ematologiche (piastrinopenia, anemia emolitica, rottura

di milza);

cardiache (miocarditi);

neurologiche (meningo-encefaliti,

sindrome di Guillain-Barrè).

Possibile gravità in soggetti immunodefedati: sovrinfezioni gravi, tumori.

TERAPIA:

Sintomatica: antipiretici (paracetamolo), ma non l’Aspirina (rischio di sindrome di Reye).

Secondo Alcuni nei casi più gravi e prolungati: cortisonici.


Malattie esantematiche

MALATTIA DI KAWASAKI

La malattia di Kawasaki o sindrome linfo-muco-cutanea è una vasculite sistemica ad eziologia ignota, che colpisce i bambini piccoli sotto i 5 anni.

EZIOLOGIA: ignota, per alcuni virale, o secondo alcuni Autori, è su base

immuno-allergica.

CLINICA: caratterizzata da un decorso suddiviso in tre stadi:

1) Fase acuta infettiva (circa 10 giorni)

2) Fase subacuta (10-35 giorni) caratterizzata da reazione immunitaria iperergica

3) Fase di convalescenza della durata di mesi

CRITERI DIAGNOSTICI

(1) Febbre elevata per più di 5 giorni, resistente ad antibiotici e antipiretici;

(2) Congiuntivite;

(3) Lesioni del cavo orale (labbra secche, screpolate; lingua a lampone, enantema);

(4) Lesioni delle mani e dei piedi: edemi, eritema palmo-plantare, desquamazione cutanea dei polpastrelli e fissurazioni ungueali (linee di Bow’s);

(5) esantema polimorfo al tronco;

(6) adenite latero-cervicale non purulenta.

Per formulare la diagnosi sono necessari almeno cinque dei sei criteri riportati.


Malattie esantematiche

MALATTIA DI KAWASAKI

LABORATORIO: aumento della VES e della PCR, leucocitosi neutrofila, trombocitosi, aumento delle IgE,aumento delle alfa2 globuline.

DECORSO: per lo più benigno

COMPLICANZE: interessamento cardiaco a livello delle coronarie (aneurismi e trombosi), idrope della cistifellea, meningite asettica, artrite, gastroenterite .

Malattie da escludere:

(1)   infezioni streptococciche;

(2)   morbillo;

(3)   rickettsiosi;

(4)   sindrome di Steven’s Johnson;

(5)   reazioni allergiche a farmaci;

(6)   artrite reumatoide giovanile (forma sistemica).

TERAPIA:deve essere iniziata precocemente (entro 10gg) per ridurre le complicanze cardiache

(a) γ-globuline ad alte dosi:2 gr/Kg/ in un'unica infusione. (b) acido acetil-salicilico (Aspirina) inizialmente ad alte dosi ad uso antinfiammatorio fino a quando la febbre non scompare (50-80 mg/Kg/die), successivamente si continua a basse dosi ad uso antiaggregante (3-5 mg/kg/die).


Malattie esantematiche

INFEZIONI DA VIRUS COXSACKIE

I coxsackie sono enterovirus ubiquitari responsabili di malattie che in genere hanno un decorso bifasico:

-  1° fase: localizzazione alla mucosa respiratoria o intestinale e ai linfonodi;

-  2° fase: disseminazione con localizzazione cutanee, polmonari, cardiache, muscolari, nervose.

EPIDEMIOLOGIA: si trasmettono per lo più con meccanismo feci  mano  bocca.

QUADRI CLINICI:

● malattia febbrile indifferenziata: febbre, mialgie, rash cutaneo maculo-papuloso;

●herpangina: febbre per 3-7 giorni, esantema vescicolare in gola;

●sindrome mano-piede-bocca: cosiddetta per le zone colpite dalle vescicole;

●pleurodinia: febbre e dolori toracici;

●miosite

●epatite

●miocarditi e pericarditi

●meningo-encefaliti

●broncopolmoniti


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